Il danno causato dall’illegittimo annullamento del permesso di costruire: l’orientamento prevalente adotta lo schema della responsabilità extracontrattuale

uo;orientamento prevalente adotta lo schema della responsabilità extracontrattuale, mentre l’orientamento giurisprudenziale dominante, avvallato dal Consiglio di Stato, configura, invece, la responsabilità derivante dall’illegittimo annullamento del titolo abilitativo secondo lo schema strutturale di cui all’art. 2043 c.c.

A tal proposito, è utile analizzare la decisione n. 8529, emessa dalla IV sezione del Consiglio di Stato il 21 dicembre 2009.
Oggetto di questa sentenza è una pronuncia del TAR Lazio che dichiara illegittimo, per difetto di motivazione, un provvedimento di annullamento d’ufficio di una concessione edilizia.

Il Consiglio di Stato respinge l’appello dell’amministrazione, riconosc... _OMISSIS_ ...esponsabilità della stessa sulla base dell’art. 2043 c.c.

Sotto il profilo dell’elemento oggettivo, il collegio ritiene pienamente provato il difetto di motivazione del provvedimento di riesame, individuando due grandi lacune che, a ben vedere, dimostrano la completa violazione da parte della p.a. del disposto normativo di cui all’art. 21-nonies.

La prima di esse era già stata individuata dal giudice di prime cure e consisteva nell’omessa motivazione in ordine alla sussistenza di un interesse pubblico concreto ed attuale all’annullamento dell’atto, ove del caso ritenuto prevalente rispetto all’interesse di cui era portatrice la ditta che si è vista ingiustamente annullare la concessione edilizia.
... _OMISSIS_ ...i Stato individua un’ulteriore lacuna, consistente nell’omessa valutazione, da parte dell’amministrazione, del grado di affidamento incolpevole creatosi in capo al privato circa la legittimità della concessione edilizia e conseguentemente nell’omessa menzione di una tale valutazione all’interno della motivazione dell’atto di riesame .

Occorre tenere presente, in tal senso, che l’atto predetto è intervenuto circa trentuno mesi dopo il rilascio della concessione, quando i relativi lavori erano ad uno stato di esecuzione indicato dal privato, con affermazione rimasta incontestata, in misura pari all’80 per cento del totale.

Tale atto, inoltre, è stato preceduto da una comunicazione di avvio del proce... _OMISSIS_ ...ame per l’eventuale annullamento della concessione edilizia, che, successiva di sedici mesi rispetto all’atto autorizzatorio, è sfociata nel provvedimento conclusivo di autotutela solo quindici mesi dopo.

È evidente, dunque, come non possa non essersi formato l’affidamento in questione in capo al privato.

Riguardo al momento in cui è iniziato a formarsi un tale affidamento, il Consiglio di Stato afferma che occorre far riferimento alla data di rilascio della concessione e non, come pretendeva l’amministrazione, a quello di inizio dei lavori .

I giudici di Palazzo Spada affermano, inoltre, che non è neanche asseribile che il privato, come pure erroneamente sostiene la p.a., per avere certezza della sua situ... _OMISSIS_ ...a soggettiva, avrebbe dovuto mettere in mora l’amministrazione per una conclusione tempestiva del procedimento, sì che sarebbe stato, secondo tale prospettazione, imprudente il costruttore che ha preferito vendere gli appartamenti piuttosto che attendere la conclusione del procedimento.

«Se, infatti, da un lato la pubblica amministrazione ha l’obbligo di portare a compimento i procedimenti amministrativi con un’azione definita tanto nei modi delle varie disposizioni che regolano il procedimento amministrativo in generale e le singole fattispecie di procedimento (in relazione a quello ch’è al tempo stesso il suo atto conclusivo ed il fine espresso per il quale il procedimento stesso è stato instaurato) quanto nei tempi conc... _OMISSIS_ ... definizione (art. 2 della legge n. 241/1990) e dall’altro al soggetto, che a tale definizione sia interessato, è concesso di attivare la procedura per la rimozione dell’inerzia amministrativa con il nuovo rito previsto dall’art. 2 della legge n. 205/2000, comunque le procedure e gli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento contro l’inerzia dell’amministrazione si riferiscono invero ai casi, nei quali sia riscontrabile l’inadempimento da parte dell’autorità ad un obbligo di provvedere sulla istanza del privato tendente a sollecitare l’esercizio di un pubblico potere e, quindi, l’emanazione di un provvedimento di carattere autoritativo; per cui si palesa evidente la insussistenza di tali presupposti in caso di e... _OMISSIS_ ...tere di autotutela, ch’è potere tipicamente discrezionale della Pubblica amministrazione, che non ha alcun obbligo di attivarlo e, qualora intenda farlo, deve valutare la sussistenza o meno di un interesse che giustifichi la rimozione dell’atto, valutazione della quale essa sola è titolare e che non può ritenersi dovuta nel caso di una situazione già definita con provvedimento inoppugnabile» .

La quarta sezione del Consiglio di Stato rafforza quanto appena detto, affermando che «la certezza delle situazioni giuridiche definite è essa stessa un bene irrinunciabile, posto a tutela dei cittadini (Cons. St., VI, 1 aprile 1992, n. 201), la stessa non può certo considerarsi attenuata, come già detto, da una mera comunicazione di avvio del pro... _OMISSIS_ ...rsquo;adozione di provvedimenti di annullamento o di modifica di precedenti determinazioni, una volta che dal concreto svolgersi del procedimento stesso il privato abbia buoni motivi di evincere l’abbandono, da parte della p.a., della volontà di provvedere nuovamente, sacrificando il suo interesse al mantenimento dell’efficacia del provvedimento, sul rapporto come delineato dal provvedimento stesso; e ciò in ragione dell’evidente irragionevolezza di un intervento di tal fatta in relazione al tempo che va trascorrendo rispetto al momento in cui, in forza proprio di quel provvedimento, la sua sfera giuridico-patrimoniale s’è arricchita di un bene nuovo, come pure in ragione del palese contrasto con i principi di ragionevolezza, proporzionalità e co... _OMISSIS_ ...rsquo;azione amministrativa di un atto di ritiro, che sopraggiunga 15 mesi dopo l’inizio del relativo procedimento, senza, peraltro, recare né i “segni” di una istruttoria particolarmente laboriosa e ponderosa, né, come s’è visto, la puntuale esternazione (con adeguata motivazione della scelta effettuata) delle ragioni, per le quali si ritiene prevalente l’interesse pubblico e recessivo quello privato» .

Il Consiglio di Stato ritiene, dunque, totalmente irrilevante, in relazione al giudizio relativo alla maturazione dell’affidamento in capo al privato circa la legittimità della concessione, il ...


...continua.  Qui sono visibili 8000 su 17117 caratteri complessivi dell'articolo.

 Sono omessi dal presente articolo eventuali note ed altri contenuti reperibili nel prodotto

Acquista per soli 6,00 € l'articolo, che ti verrà inviato via mail e che potrai scaricarti dalla tua area privata nella sua interezza e senza omissis.

Acquista articolo