Parametri della discrezionalità comunale nella delibera di mantenimento dell'immobile abusivo confiscato

Il destino dell'immobile abusivo confiscato è rimesso alla discrezionalità del comune.
Tale discrezionalità, tuttavia, non è illimitata, giacché il legislatore ha cura di specificare i parametri che devono guidare il consiglio nella sua valutazione: da un lato, infatti, l’organo politico deve valutare «l’esistenza di prevalenti interessi pubblici»; dall’altro (e preliminarmente) è necessario che «l’opera non contrasti con rilevanti interessi urbanistici, ambientali o di rispetto dell’assetto idrogeologico»
L’insussistenza di impedimenti ambientali-idrogeologici e urbanistici, che il comune deve accertare prima di assumere la delibera consiliare di mantenimento dell'immobile suddetto, non basta p... _OMISSIS_ ... conservazione di esso al privato.
Invero se i presupposti per la conservazione si esaurissero in questa valutazione di compatibilità urbanistica ed ambientale, la deliberazione del consiglio comunale risulterebbe sostanzialmente vincolata: in pratica sarebbe affidata agli accertamenti tecnici che gli uffici devono compiere in vista della delibera. Questo, però, non è ciò che ha voluto il legislatore, che ha riservato all’organo politico dell’ente locale uno specifico margine di discrezionalità amministrativa.
Superato lo scoglio del contrasto urbanistico-ambientale-idrogeologico, infatti, il consiglio comunale è chiamato anche ad una quarta e distinta valutazione (stavolta discrezionale, appunto) riguardante «l’esistenza di prevalen... _OMISSIS_ ...bblici».
La legge, in questa parte, è doppiamente vaga. Premesso infatti che questa quarta ed ultima valutazione consiliare si sostanzia in un bilanciamento di interessi, l’art. 31 t.u.ed. non specifica né quali interessi possono essere ritenuti prevalenti dal consiglio, né su quale “termine di paragone” gli interessi stessi debbono prevalere.
Entrambe le questioni, tuttavia, si possono risolvere in via ermeneutica.
Con riguardo al termine di paragone, anzitutto, giova rammentare che l’edificio di cui si tratta è per definizione un fabbricato abusivo, ovverosia eretto in violazione della normativa urbanistico-edilizia. In un simile contesto, è innegabile che sussista un interesse pubblico a ripristinare la legalità vi... _OMISSIS_ ... potrebbe essere perseguito in modo efficace solamente con la demolizione dell’abuso. Questo è dunque il primo dei due elementi che il consiglio è chiamato a soppesare, potendosi mantenere il fabbricato solamente se, in disparte la compatibilità urbanistico-ambientale di cui si è già dato conto, l’interesse a ripristinare la legalità violata risulta recessivo.
Ma quali interessi possono essere prevalenti su questa innegabile esigenza di ordine pubblico? La normativa vigente non li tipizza in alcun modo, ma alcune indicazioni possono essere tratte dall’evoluzione storica della confisca edilizia.
In effetti la legge Bucalossi, nel disporre che le opere venissero «acquisite [...] al patrimonio indisponibile del comune che le utilizza a ... _OMISSIS_ ...compresi quelli di edilizia residenziale pubblica», aveva offerto all’interprete una triplice indicazione. Anzitutto (ed è il profilo più evidente), il legislatore aveva offerto un suggerimento esemplificativo, ammettendo espressamente (e dunque incoraggiando) l’utilizzo dell’abuso edilizio per fronteggiare le esigenze abitative della popolazione. In aggiunta, la legge era abbastanza chiara nel richiedere un utilizzo diretto da parte dell’ente pubblico. Infine, il riferimento al patrimonio indisponibile del comune sembrava richiedere in ogni caso un atto di formale destinazione al pubblico interesse, giacché, in difetto di una destinazione di questo tipo, un bene pubblico non può entrare nel patrimonio indisponibile.
Ognuno di questi ri... _OMISSIS_ ...avia, risulta espunto dall’istituto sin dal 1985 e quindi non è confluito nel testo unico dell’edilizia. Considerando la mancanza di ulteriore tipizzazione, non è fuori luogo interrogarsi sul significato di questa precisa scelta legislativa.
La scomparsa del riferimento all’edilizia residenziale pubblica, anzitutto, non significa certo che una simile destinazione sia oggi vietata. Essa è invero coeva all’istituto della confisca edilizia: abbiamo già rilevato che l’esistenza di fabbisogni abitativi insoddisfatti è uno dei motivi che rendono inopportuna la distruzione di fabbricati ben fatti, che si possono prestare a far fronte alle esigenze di questo tipo. E infatti l’housing sociale risulta ancora molto frequente nelle applicazio... _OMISSIS_ ...uo;istituto, come attestato anche dalla casistica giurisprudenziale.
Nell’eliminare questo riferimento, piuttosto, il legislatore sembra aver voluto ampliare il catalogo di destinazioni possibili, evitando che il fabbricato vada senz’altro demolito laddove manchino speciali esigenze abitative, ma ricorrano interessi pubblici di tipo diverso.
Volendo fare qualche esempio, si può ipotizzare che l’ente locale abbia bisogno di un edificio pubblico per allocarvi un istituto di istruzione, o un ufficio giudiziario, o un ambulatorio medico: in tutti questi casi, laddove il fabbricato sia compatibile con l’ambiente e l’urbanistica (nei termini poc’anzi precisati), il consiglio comunale può legittimamente ritenere recessivo ... _OMISSIS_ ...ella legalità violata, agevolmente evidenziando che la promozione e tutela della cultura, della giustizia e della salute hanno rango costituzionale e potrebbero risultare compromessi dalla difficoltà di reperire dei locali adatti allo scopo.
Il rango costituzionale degli interessi in gioco, peraltro agevola il compito motivazionale dell’ente locale, ma non è espressamente richiesto dall’art. 31 d.P.R. 380/2001: il legislatore si accontenta infatti di interessi “pubblici”, specificando solamente che devono essere “prevalenti”. Sebbene con una più ampia motivazione, allora, il consiglio comunale potrebbe legittimamente ritenere prevalenti, in concreto, anche interessi di rango sub-costituzionale, come ad esempio la necessità di repe... _OMISSIS_ ... il posteggio dei veicoli comunali o per il deposito di attrezzature di altra natura: a seconda delle specifiche realtà locali, può essere che simili interessi prevalgano sull’esigenza di ripristinare la legalità violata. Non è fuori luogo rammentare, ad esempio, una delicatissima fattispecie in cui l’autorità comunale, all’esito di un contenzioso ventennale, ha deciso infine di mantenere il fabbricato acquisito asservendolo solo in parte ad uffici pubblici e supportando la legittimità di questa decisione con l’espressa considerazione ulteriore delle esigenze abitative di coloro che abitavano in altra parte dell’immobile; e il Consiglio di Stato, con recente ed articolata sentenza, ha condiviso questa sofferta decisione.
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