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CONFISCA EDILIZIA

Il nostro ordinamento conosce due tipi di istanze di sanatoria edilizia. 

 
Una prima istanza, che potremmo definire ordinaria, è nota come accertamento di conformità ed è prevista oggi dall’art. 36 t.u.ed.. Tale forma di sanatoria è ordinaria, perché l’istanza può essere presentata in ogni tempo, ma richiede la doppia conformità dell’intervento, ossia che esso risulti conforme tanto alla normativa del momento di realizzazione dell’abuso quanto a quella vigente al momento della presentazione dell’istanza. 

 
Una seconda tipologia di sanatoria, che ha natura straordinaria, è nota invece come condono edilizio. Questa istanza non richiede la doppia conformità, bensì il solo rispetto dei limiti dettati dalle singole leggi che l’hanno ammessa. Per converso, essa è ammissibile solo se presentata all’interno di tre finestre temporali ben precise, che si sono chiuse rispettivamente il 30 novembre 1985, il 31 marzo 1995 e il 10 dicembre 2004. Ciò nondimeno non si tratta di un istituto obsoleto: sebbene siano trascorsi alcuni decenni dalla presentazione delle istanze, infatti, non sono pochi i comuni italiani laddove tali pratiche sono ancora in attesa di definizione, cosicché anche questa tipologia di istanza, al pari di quella ordinaria, deve ess... _OMISSIS_ ... analisi delle sanatorie edilizie.

 
Orbene, la presentazione dell’istanza di sanatoria, dell’uno o dell’altro tipo, spiega rilevantissimi effetti sul procedimento di repressione dell’abuso edilizio. 

 
La domanda di condono, in primo luogo, sospende il procedimento sanzionatorio e, laddove sia accolta, determina la definitiva inapplicabilità delle sanzioni. Di conseguenza le eventuali ordinanze demolitorie già emanate, pur non essendo illegittime, perdono la propria efficacia e non possono essere portate in esecuzione. 
Questa soluzione è pacifica per la sanatoria straordinaria, perché le leggi di condono sono chiare in questo senso. Ciò si riverbera anche sull’eventuale provvedimento acquisitivo, il quale, se assunto prima della definizione dell’istanza di condono, è illegittimo è suscettibile di annullamento. 

 
Viceversa, la disciplina dell’istanza accertamento di conformità (che peraltro è l’unica presentabile ancora oggi) non è precisa come la normativa condonistica, limitandosi a disporre che, nei casi considerati, è possibile «ottenere il permesso in sanatoria», senza specificarne con precisione gli effetti.
Ora, come spessissimo accade, il disinteresse del legislatore pe... _OMISSIS_ ...rave; luogo ad indirizzi giurisprudenziali contrastanti. E così, con riguardo ai rapporti tra sanatoria edilizia e sanzioni ex art. 31 t.u.ed., la giurisprudenza appare profondamente divisa su molte questioni, e ciò è verosimilmente da addebitarsi proprio all’estrema laconicità del nostro legislatore.
In primo luogo non è pacifico, ad esempio, se i suddetti effetti che la legge ricollega all’istanza di condono ed al relativo accoglimento si possano estendere anche al semplice accertamento di conformità. 
Una parte della giurisprudenza lo nega seccamente, proprio alla luce del diverso tenore delle normative che prevedono i due istituti.
A prescindere dal dato testuale, però, è evidente che in tal modo si finisce per consentire ed anzi imporre che siano demoliti anche quei manufatti che l’interessato potrebbe liberamente ripristinare.

 
In applicazione dei principi di economicità e coerenza dell’azione amministrativa, pertanto, la giurisprudenza più numerosa e condivisibile (soprattutto di primo grado) ritiene che, così come l’istanza di condono, anche l’istanza di accertamento di conformità (almeno se non pretestuosa) comporti una sospensione necessaria del procedimento sanzionatorio eventualmente intrapreso dall’autorità comunale, nonché... _OMISSIS_ ...o;ordinanza demolitoria eventualmente già spiccata. E questa tesi si deve ritenere senz’altro condivisibile.

 
Ma che ne è dell’ordinanza inefficace se poi l’istanza non viene accolta? Sul punto si registra probabilmente il contrasto più acceso, in quanto entrambe le tesi che si contrappongono vantano il sostegno di precedenti numerosi e molto ben argomentati.

 
In particolare, secondo un primo orientamento, di matrice principalmente napoletana, l’istanza di sanatoria determinerebbe un’inefficacia soltanto provvisoria dell’ordinanza già emanata, la quale, dopo l’eventuale rigetto, tornerebbe immediatamente ed automaticamente a spiegare i propri effetti.

 
Questo incide notevolmente anche sulle concrete modalità applicative dell’acquisizione gratuita dell’abuso edilizio. In effetti, se l’inefficacia dell’ordinanza è solo temporanea, il termine di 90 giorni per l’esecuzione spontanea rimane “congelato” soltanto durante la pendenza della pratica di sanatoria, ma nel momento in cui quest’ultima viene rigettata esso riprende automaticamente a decorrere. Di conseguenza, se ad esempio l’interessato ha presentato la propria istanza di sanatoria nel cinquantesimo giorno dal ricevimento dell’ordinanza, qualora il comune ... _OMISSIS_ ...

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