Articolo

CONFISCA EDILIZIA

- Le fonti sovranazionali: Convenzione e Corte EDU

È opportuno soffermarsi brevemente sulle fonti sovranazionali della confisca edilizia, dalle quali possiamo trarre, peraltro, un’importante chiave di lettura dell’istituto stesso. Si tratta in particolare della compatibilità dell’istituto con la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo firmata a Roma il 4 novembre 1950 e successivamente integrata da una serie di protocolli aggiuntivi: compatibilità su cui, invero, nessuna monografia giuridica può oggi permettersi di soprassedere, attesa la crescente importanza e vincolatività della Convenzione negli ordinamenti giuridici degli Stati contraenti.

Infatti la suddetta Convenzione, oltre a riconoscere ai cittadini una serie di diritti, ha istituito uno specifico organo giurisdizionale permanente, finalizzato ad «assicurare il rispetto degli impegni derivanti alle Alte Parti contraenti dalla presente Convenzione e dai suoi Protocolli». L’esistenza di questa Corte, che ha sede a Strasburgo, ha garantito alla Convenzione la sua enorme fortuna, segnatamente consentendone un impiego “diretto” da parte delle persone sottoposte alla giurisdizione degli Stati Membri: infatti, diversamente dalle violazioni di altre fonti di altissimo rango (come la nostra Costituzione), le violazioni della fonte internazionale possono essere denunciate dal cittadino direttamente alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, la quale, in caso di violazione accertata e non efficacemente risolta dallo Stato Membro, può condannare lo Stato stesso a risarcire per equivalente il ricorrente ingiustamente leso.

 
L’Italia ha ratificato la Convenzione EDU con legge 848/1955, ma per molti decenni ci si è interrogati sulla sua vincolatività nel diritto interno. La questione, com’è noto, ha trovato un punto di svolta nelle celeberrime sentenze nn. 348/2007 e 349/2007 della Corte Costituzionale, le quali, grazie all’art. 117 Cost. novellato sei anni addietro, hanno ricondotto la Convenzione fra le “fonti interposte” costituzionalmente rilevanti, con la conseguenza che gli operatori hanno l’obbligo di interpretare il diritto interno in modo conforme alle norme della Convenzione, così come interpretate dalla citata Corte di Strasburgo stessa, profilandosi invece, laddove ciò non sia possibile, un fumus di incostituzionalità per violazione dell’art. 117 Cost. e della sua norma interposta.

 
Questo ci offre (come si diceva) un’importante chiave di lettura della confisca edilizia. È evidente, infatti, che l’analisi dell’istituto dovrà essere condotta anche alla luce delle norme della Convenzione EDU e della giurisprudenza europea, cos&igrav... _OMISSIS_ ...

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

...continua.

Acquista l'articolo per soli 6,00 €, potrai visualizzarlo sempre sul nostro sito e ti verrà inviata una mail con il PDF dell'articolo in allegato

Acquista