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Differenze e conseguenze derivanti dalla violazione/elusione del giudicato da parte della P.A.

La violazione del giudicato si configura quando la P.A. nel riesercitare il medesimo potere oggetto della sentenza di annullamento, viola la sentenza. L’elusione, invece, quando l’amministrazione esercita un potere diverso da quello oggetto della sentenza di annullamento, il risultato ottenuto con l’esercizio del diverso potere è identico a quello proprio del provvedimento annullato, il diverso potere non poggia su presupposti di legge.

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PATOLOGIA --> VIOLAZIONE/ELUSIONE DI GIUDICATO

La violazione del giudicato si ha quando la pubblica amministrazione, nel riesercitare il medesimo potere oggetto della sentenza di annullamento, viola prescrizioni puntuali contenute nella sentenza stessa. L'elusione si ha invece quando ricorrono tre condizioni: a) l'amministrazione esercita un potere diverso da quello oggetto della sentenza di annullamento; b) il risultato ottenuto con l'esercizio del diverso potere è identico a quello proprio del provvedimento annullato; c) il diverso potere viene esercitato in palese carenza dei presupposti di fatto previsti dalla legge per il suo esercizio.

Affinché possa ravvisarsi il vizio di violazione o elusione del giudicato - che comporta la radicale nullità dei provvedimenti che ne sono affetti ed è deducibile direttamente anche in sede di ottemperanza, indipendentemente dalla loro impugnazione nel termine di decadenza - non è sufficiente che la nuova attività posta in essere dall'Amministrazione dopo la formazione del giudicato alteri l'assetto degli interessi definito dalla pronuncia passata in giudicato, ma è necessario che la P.A. eserciti nuovamente la medesima potestà pubblica, già illegi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...esercitata, in contrasto con il puntuale contenuto precettivo del giudicato amministrativo, oppure cerchi di realizzare il medesimo risultato con un'azione connotata da un manifesto sviamento di potere, mediante l'esercizio di una potestà pubblica formalmente diversa in palese carenza dei presupposti che lo giustificano.

Costituisce elusione del giudicato il ricorso alla disciplina dell'intervento eseguito in base a titolo edilizio annullato, se operato senza alcuna valutazione circa la impossibilità di restituzione in pristino.

L'atto ritenuto di natura elusiva del giudicato può essere impugnato con ricorso ordinario.

L'atto emanato dall'amministrazione dopo l'annullamento giurisdizionale di quello originariamente impugnato si considera elusivo del giudicato, quando da esso derivi un obbligo talmente puntuale che l'ottemperanza si concreti nell'adozione di un atto, il cui contenuto, nei suoi tratti essenziali, è integralmente desumibile dalla sentenza.

La proroga ex lege della concessione demaniale marittima annullata in sede giurisdizionale non può considerarsi provvedimento elusivo del giudicato di annullamento.

La modifica del piano per l'utilizzo del demanio maritti... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...grave; considerarsi provvedimento elusivo del giudicato di annullamento della concessione demaniale marittima.

Perché possa ravvisarsi il vizio di violazione o elusione del giudicato non è sufficiente che la nuova attività posta in essere dalla P.A. dopo la formazione del giudicato alteri l'assetto degli interessi definito dalla pronuncia passata in giudicato, ma è necessario che sia esecitata nuovamente la stessa potestà pubblica in contrasto con il puntuale contenuto precettivo del giudicato amministrativo, oppure cerchi di realizzare il medesimo risultato con un'azione connotata da un manifesto sviamento di potere, mediante l'esercizio di una potestà pubblica formalmente diversa in palese carenza dei presupposti che lo giustificano.

Non è prospettabile il vizio di violazione o elusione del giudicato quando la P.A. incida sull'assetto degli interessi definiti dal giudicato esercitando, per un fine suo proprio, un potere diverso da quello già utilizzato e censurato ovvero utilizzando un nuovo istituto giuridico e al di fuori della figura del manifesto sviamento di potere.

Gli atti successivi al passaggio in giudicato della sentenza, possono considerarsi emessi in violazione de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... solo allorché da quest'ultimo derivi un obbligo talmente puntuale per cui la sua esecuzione debba concretarsi nell'adozione di un atto il cui contenuto sia integralmente desumibile dalla sentenza.

Di fronte al giudicato che imponga un semplice vincolo alla successiva attività discrezionale dell'Amministrazione (in essa rientrando la programmazione dello sviluppo urbanistico - edilizio del territorio), gli atti eventualmente da questa emanati sono soggetti all'ordinario regime di impugnazione, qualora si discostino dai criteri indicati nella sentenza.

PATOLOGIA --> VIOLAZIONE/ELUSIONE DI GIUDICATO --> ART. 42 BIS DPR 327/2001

Qualora l'art. 42 bis d.P.R. n. 327/01 sia stato emanato ricorrendo i seguenti presupposti: a) l'autorità amministrativa ha utilizzato e modificato per scopi di interesse pubblico un bene immobile non suo; b) sono stati annullati in sede giurisdizionale gli atti della procedura espropriativa attivata per acquisire la proprietà di tale bene, può ritenersi che il provvedimento non sia stato emanato in palese carenza dei presupposti di fatto previsti dalla legge e pertanto deve escludersi che sussista ipotesi di elusione del giudicato.

PATOLOGIA --> VIO... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...SIONE DI GIUDICATO --> PROVVEDIMENTI CAUTELARI

È dubbio che la violazione di un provvedimento cautelare o di una sentenza provvisoriamente esecutiva del G.A. possa dar luogo a nullità ex art. 21-septies legge 241/1990.

L'ordinanza cautelare emessa dal G.A., a seguito dell'esaurimento o del mancato esperimento del gravame ordinario, acquista un valore d'immodificabilità - sia pure non assoluta e definitiva - per certi aspetti equiparabile al formarsi della cosa giudicata formale della sentenza passata in giudicato, con i limiti oggettivi di una pronuncia giurisdizionale, comportando che, per tutta la durata del giudizio, i fatti per cui è causa rimangono assoggettati, rebus sic stantibus, agli effetti ivi stabiliti, destinati a permanere per tutto il tempo occorrente alla definitiva verifica giudiziale. L'amministrazione non può, quindi, emanare, nelle more del giudizio, provvedimenti «elusivi», cioè in contrasto con il comando giurisdizionale cristallizzato nel cosiddetto «giudicato cautelare».

La decisione cautelare ha portata limitata e transitoria nel tempo ed è inidonea a dare assetto definitivo ai rapporti in contesa, essendo finalizzata ad impedire che n... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l giudizio vi sia una modificazione delle situazioni sostanziali coinvolte, insuscettibile di ripristino con la decisione di merito; pertanto, il disposto cautelare non può comprimere il potere dell'amministrazione sino alla decisione in giudicato, precludendo alla stessa di pronunciarsi nuovamente sulla stessa questione, dovendosi invece ritenere inibiti solo atti di violazione, o meramente elusivi, della pronuncia cautelare, da intendersi come quelli che in concreto ed in qualsiasi forma siano preordinati a sostituirsi o a dare esecuzione all'originario provvedimento, pur privato di autoritarietà dalla detta decisione cautelare.

È nullo il provvedimento adottato in violazione di una ordinanza cautelare emessa dal giudice amministrativo.



 
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