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Regime di edificabilità delle aree a standards


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titolo:STANDARDS URBANISTICI
anno:2018
pagine: 123 in formato A4, equivalenti a 209 pagine in formato libro
formato: pdf  
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€ 10,00

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VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> STANDARDS --> EDIFICABILITÀ

La destinazione d'uso degli immobili condiziona le esigenze infrastrutturali individuate dalla normativa sotto forma di standard urbanistici anche nel caso dei mutamenti di destinazione effettuabili senza opere edilizie, essendo evidente - pur in assenza di una materiale trasformazione del territorio - la non irrilevanza dei mutamenti in questione sul piano urbanistico, tenuto conto in particolare delle differenti dotazioni di standard, riconducibili alle varie tipologie d'uso degli immobili stessi, anche inseriti nella medesima zona territoriale omogenea.

L'indennità non può ignorare il fatto che la P.A. facendo uso del proprio potere conformativo abbia dettato indici di destinazione delle aree a standard più elevati di quelli previsti inderogabilmente dalla legge, in quanto i parametri di cui al D.M. n. 1444 del 1968 costituiscono solo minimi inderogabili, onde legittimamente le n.t.a. possono prevedere la destinazione di aree a standard in misura maggiore.

Un cambio di destinazione d'uso strutturale non consentito dalla disciplina urbanistica comporta una variazione in aumento dei carichi urbanistici, che impone una adeguata... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di standard urbanistici.

Ai fini dell'edificabilità delle aree a standards, il fatto che non siano state cedute al Comune è del tutto irrilevante, atteso che la cessione al Comune delle aree destinate a standards costituisce un'obbligazione assunta dai lottizzanti ma non interferisce sul regime delle aree a cedersi.

Il vincolo di asservimento di diritto pubblico di un'area è determinato dal provvedimento amministrativo, tenuto conto dell'efficacia costitutiva del rilascio del permesso di costruire.

La destinazione di aree a standard (verde pubblico, parcheggi), a corredo di un lotto edificabile, se mantenute nel rispetto delle prescrizioni di cui al DM 1444/68, non solo non incidono sul contenuto del diritto di proprietà limitando lo jus aedificandi, ma, al contrario, lo arricchiscono perché, concorrendo a determinare i concreti indici di fabbricabilità, costituiscono i requisiti della qualità del tessuto urbano e della prevista edificabilità dei suoli.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> STANDARDS --> EDIFICABILITÀ --> LIMITAZIONI

Se la classificazione di un'area come standard urbanistico è effettuata per il futuro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...vista dell'incremento della dotazione di servizi, la limitazione delle facoltà edificatorie dei privati non può derivare semplicemente dalla classificazione stessa, ma deve essere accompagnata dalla previsione degli strumenti che possono determinare l'acquisizione dell'area all'uso pubblico. Questi strumenti sono, alternativamente, l'espropriazione o la perequazione.

Non è possibile imporre alla proprietà privata limitazioni sostanzialmente espropriative senza dichiarare formalmente la volontà di espropriare o senza prefigurare, in alternativa, una ragionevole soluzione perequativa. L'amministrazione deve scegliere una delle due vie (espropriazione o perequazione) e non può limitarsi a enunciare un obiettivo di interesse pubblico (l'incremento delle aree a standard urbanistico), comprimendo le facoltà edificatorie garantite in precedenza al privato mediante la sottoposizione di ogni intervento edificatorio all'obbligo di convenzionamento allo scopo di garantire l'uso pubblico o sociale come standard urbanistico.



 
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