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Vincoli urbanistici particolari: il vincolo paesaggistico

L’attribuzione alle Regioni del potere di dichiarare l’interesse pubblico delle aree non ha determinato l’irrilevanza dei provvedimenti di vincolo già emessi dalle autorità statali. Allo stesso tempo, l'amministrazione statale deve interloquire con le amministrazioni locali coinvolte nel procedimento di imposizione del vincolo paesaggistico.

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anno:2016
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VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> PARTICOLARI --> PAESAGGISTICO

Il vincolo imposto ai fini di tutela del paesaggio, preclude, in assenza del relativo titolo, qualsiasi nuova edificazione.

I beni immobili soggetti a vincoli paesistici per il loro intrinseco valore in virtù della loro localizzazione o della loro inserzione in un complesso che ha in modo essenziale le qualità indicate dalla legge costituiscono una categoria originalmente di interesse pubblico, il che non consente l'assimilabilità dei vincoli paesistici a quelli urbanistici e determina la inconferenza di qualsiasi richiamo o raffronto rispetto all'art. 2 della legge n. 1187 del 1968.

Il vincolo paesaggistico è rimovibile attraverso l'autorizzazione dell'autorità preposta alla tutela paesistica.

Il vincolo paesaggistico contiene un accertamento circa l'esistenza di valori paesistici oggettivamente non derogabile e pertanto è compito dell'autorizzazione paesaggistica accertare in concreto la compatibilità dell'intervento con il mantenimento e l'integrità dei richiamati valori.

L'esclusione del vincolo paesaggistico delle zone A e B degli strume... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tici e, per i comuni sprovvisti di tali strumenti, dei centri edificati delimitati ai sensi dell'art. 18 legge n. 865 del 1971 (art. 82, co. 6, D.P.R. 616/1977; art. 142, co. 2, D. Lgs. 42/2004), trova applicazione ai soli vincoli paesaggistici ex lege e non a quelli imposti con provvedimento amministrativo, nell'esercizio del potere integrativo statale disciplinato dall'art. 82, co. 2, lett. e), D.P.R. 616/1977.

La tutela dei beni paesaggistici riguarda o il risultato storico dell'interazione tra intervento umano e dato di natura, o lo stretto dato di natura: così è oltre che per gli art. 1, comma 2, del Codice, per l'art. 2, comma 3 che lega la tutela paesaggistica all' "espressione dei valori storici, culturali, naturali, morfologici ed estetici del territorio", e per l'art. 131, comma 2, che la riferisce "a quegli aspetti e caratteri che costituiscono rappresentazione materiale e visibile dell'identità nazionale, in quanto espressione di valori culturali".

La qualificazione in termini paesaggistici di beni appartenenti al patrimonio culturale presuppone una valutazione specifica, diversa da quella alla base di un vincolo di bene culturale, qual è un vincolo archeologico.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABI... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... --> VINCOLI URBANISTICI --> PARTICOLARI --> PAESAGGISTICO --> COMPETENZA

L'introduzione di un vincolo paesistico di carattere speciale è rimesso dalla legge alla competenza del Ministero (e, successivamente, della Regione), su proposta delle apposite commissioni provinciali (cfr. l'art.4 della legge 29.6.1939, n. 1497 e, ora, l'art. 140 del D.Lgs. n. 42/2004), sicché le previsioni del piano regolatore comunale hanno carattere meramente ricognitivo, non già costitutivo.

Il principio di leale cooperazione tra le amministrazioni pubbliche e, in particolare, tra il Ministero dei beni e le attività culturali e le Regioni si concreta, in tema di vincoli paesaggistici, nella disciplina di cui al comma 3 dell'art. 138 d.lgs. 42/2004 - che prevede il parere obbligatorio ma non vincolante della Regione stessa - e di cui all'art. 141, il quale, nel richiamare l'applicazione degli articoli 139 e 140, inserisce nell'iter di formazione del provvedimento la proposizione di osservazioni da parte degli Enti interessati, oltre alla previsione del parere del competente Comitato tecnico-scientifico.

In virtù dell'art. 17, comma 3, lettera o-bis) del D.P.R. n. 233 del 2007, l'adozione della dichiarazione di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...teresse pubblico, ai sensi dell'art. 138 del Codice dei Beni culturali e del paesaggio, è di competenza della Direzione Regionale.

In considerazione della titolarità in capo allo Stato dei poteri sussistenti in materia di paesaggio, la normativa del Codice ha stabilito espressamente l'autonomia del potere ministeriale di disporre il vincolo paesaggistico (rispetto al corrispondente potere attribuito alla Regione sulla base della legislazione trasfusa nel Codice del 2004), mediante determinazioni che hanno ipso iure l'effetto della conseguente e corrispondente integrazione del piano regionale, qualora già emanato.

L'attribuzione alle Regioni del potere concorrente con quello statale di dichiarare l'interesse pubblico delle aree non ha determinato l'irrilevanza dei provvedimenti di vincolo già emessi dalle autorità statali.

All'originario esclusivo potere regionale di riconoscere il notevole interesse pubblico di immobili ed aree da sottoporre a tutela, in quanto riconosciuti beni paesaggistici, previo apposito procedimento, il legislatore del 2008 ha accostato, facendola espressamente salva, la "potestà esclusiva" dello Stato, a sua volta esercitatile previo procedimento, sia pure differenziato... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lità di avvio e di partecipazione sia della regione che dei comuni.

Diversamente dal potere di pianificazione paesaggistica, che resta attribuito alla regione, il superiore potere di individuare i beni paesaggistici, da sottoporre a specifica tutela, è attribuito anche allo Stato.

Ai fini dell'imposizione del vincolo paesaggistico, l'amministrazione statale ha il dovere di interloquire con le amministrazioni locali coinvolte sia relativamente ai procedimenti di pianificazione urbanistica che in sede di redazione del piano paesaggistico.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> PARTICOLARI --> PAESAGGISTICO --> COMPLESSO DI BENI

L'efficacia del vincolo paesaggistico su bellezze di insieme, nei confronti dei proprietari, possessori o detentori, ha inizio dal momento in cui, ai sensi dell'art. 2, ultimo comma, della legge n. 1497/39, l'elenco delle località, predisposto dalla commissione ivi prevista e nel quale è compresa la bellezza di insieme, viene pubblicato nell'albo dei Comuni interessati.

E' legittima la sottoposizione di un intero territorio comunale a vincolo paesaggistico, quando il relativo provvedimento si basa su concreti e ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ndici dell'interesse paesistico dominante, che riguardi la specificità dei luoghi.

La dichiarazione di notevole interesse pubblico non può dirsi viziata per illegittimità intrinseca in ragione dell'ampiezza dell'area vincolata.

Non è irragionevole la scelta di ritenere meritevole di tutela paesaggistica, nel contesto sociale, urbanistico e culturale attuale, una campagna che non costituisce un'area agricola anodina e della cui immagine la natura agricola è l'elemento di continuità.

La nozione "complesso di beni" rilevante ai fini dell'apposizione del vincolo paesaggistico deve essere intesa nel senso che deve trattarsi di elementi di differente natura, pregio estetico e destinazione, i quali sono però unificati dal fatto di costituire un "bene culturale" , perché il loro insieme racchiude l'essenza stessa di quel "richiamo identitario", che il Codice tutela in misura massima possibile.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> PARTICOLARI --> PAESAGGISTICO --> COMPONENTI

La parte descrittiva del decreto di vincolo svolge una funzione meramente riproduttiva e figurativa della parte normativa dell'atto, che &eg... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a che anzitutto definisce l'ambito interessato dall'accertamento del pregio paesaggistico.

Nel contrasto - e salvo il caso di evidenti errori di identificazione o denominazione dei luoghi o dei toponimi - è la parte normativa del vincolo paesaggistico ad avere funzione costitutiva: ed essa è quella riportata nel testo del decreto, che del resto è il solo ad essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale e all'Albo pretorio del Comune; mentre la planimetria è soltanto depositata presso la segreteria del Comune per la necessaria eventuale visione da parte di chi ne abbia interesse.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> PARTICOLARI --> PAESAGGISTICO --> CORSI D'ACQUA

L'art. 142 D. Lgs. 42/2004, nella parte in cui dispone che «sono comunque di interesse paesaggistico e sono sottoposti alle disposizioni di questo titolo... i fiumi, i torrenti, i corsi d'acqua iscritti negli elenchi previsti dal r.d. 11 dicembre 1933 n. 1775, e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri», va interpretato nel senso che solo per le acque fluenti di minori dimensioni ed importanza, vale a dire per i corsi d'acqua che non sono né fiumi né torren... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ne, ai fini della loro rilevanza paesaggistica, la iscrizione negli elenchi delle acque pubbliche; quanto ai fiumi e torrenti, il requisito della pubblicità esiste di per sé ed anche il vincolo paesaggistico è imposto ex lege senza necessità di iscrizione negli elenchi.

Deve ritenersi che i fiumi ed i torrenti siano soggetti a tutela paesistica di per sé stessi, a prescindere dalla iscrizione negli elenchi delle acque pubbliche, mentre solo per i corsi d'acqua diversi dai fiumi e dai torrenti la iscrizione negli elenchi delle acque pubbliche ha efficacia costitutiva del vincolo paesaggistico; anche i fiumi e i torrenti sono da ritenere, infatti, corsi d'acqua con la conseguenza che la loro autonoma indicazione assume una sola, plausibile spiegazione: si è pensato ai fiumi e ai torrenti come acque fluenti di maggiore importanza, e ai corsi d'acqua come categoria residuale, comprensiva delle acque fluenti di minore portata, come ad es. i ruscelli («piccolo corso d'acqua»), i fiumicelli («piccolo fiume»), le sorgenti («punto di affioramento di una falda d'acqua»), le fiumare («corso d'acqua a carattere torrentizio»), ecc..

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILIT&Agrav... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...INCOLI URBANISTICI --> PARTICOLARI --> PAESAGGISTICO --> ESTENSIONE

Le stazioni radio base ancorché equiparabili ad opere di urbanizzazione primaria, e quindi compatibili a qualsiasi destinazione urbanistiche sono comunque soggette al rispetto dei vincoli di natura paesaggistica.

Il Comune, anche riguardo all'importanza delle sue specifiche attribuzioni in materia paesaggistica, è naturalmente titolare di un interesse differenziato a conoscere l'oggettiva estensione territoriale del vincolo paesistico.


 
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