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Vincoli urbanistici non indennizzabili

Sono indennizzabili soltanto i vincoli urbanistici preordinati all'espropriazione o di carattere sostanzialmente espropriativo, in quanto implicanti uno svuotamento del diritto di proprietà. Non sono invece indennizzabili i vincoli posti a carico di intere categorie di beni e tra questi i vincoli urbanistici di tipo conformativo e i vincoli ambientali paesistici (Corte Cost. sent. 179/1999).

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titolo:VINCOLI URBANISTICI
anno:2017
pagine: 3658 in formato A4, equivalenti a 6219 pagine in formato libro
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VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> INDENNIZZO --> VINCOLI NON INDENNIZZABILI

Il danno da reitera del vincolo per il principio della tipicità degli atti amministrativi, deve costituire la conseguenza necessaria non già di un qualsiasi provvedimento della p.a. incidente sfavorevolmente sul diritto dominicale, bensì della "reiterazione" di un "vincolo preordinato all'esproprio o di un vincolo sostanzialmente espropriativo": e cioè, secondo la giurisprudenza costituzionale (Corte Costit. n. 6 del 1966; n. 55 del 1968; n. 179 del 1999), della reiterazione di un'imposizione a titolo particolare incidente su beni determinati in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione di una specifica opera pubblica.

Non legittima l'accoglimento della domanda d'indennizzo, la previsione urbanistica che abbia natura conformativa e pertanto non indennizzabile ai sensi del D.P.R. n. 327 del 2001, art. 39 le cui disposizioni a) presuppongono comunque che l'imposizione sia a titolo particolare (l'art. 39 ripete da ultimo che il vincolo deve incidere su "particolari aree") perciò cont... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a alle imposizioni di carattere generale; b) hanno come funzione la preordinazione all'espropriazione ovvero un regime equivalente (quale esemplificativamente quello delle servitù pubbliche che rendono la proprietà meramente nominale: Corte Costit. n. 6 del 1966 e succ.).

Non tutte le destinazioni di piano implicanti l'inedificabilità assoluta si concretano in un vincolo preordinato all'esproprio. Tutti i limiti enunciati dalle sentenze della Corte Costituzionale su scadenza ed indennizzo, svuotamento, inedificabilità ecc. (Corte Costituzionale n. 6 del 1966, poi seguita da Corte Costituzionale n. 55 del 1968 e n. 179 del 1999), riguardano esclusivamente "le imposizioni a titolo particolare" contrapposte nella prima parte di tutte dette decisioni alle destinazioni di carattere generale ed astratte contenute nella pianificazione generale (il principio della necessità dell'indennizzo non opera nel caso di disposizioni le quali si riferiscano a intere categorie di beni e perciò interessino la generalità dei soggetti), sottoponendo in tal modo tutti i beni della categoria senza distinzione ad un particolare regime di appartenenza.

L'attribuzione del carattere conformativo del vincolo in sede di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zione esclude l'obbligo di indennizzo (che è dovuto nel caso in cui il vincolo reiterato conservi il carattere espropriativo).

A seguito di imposizione di vincolo conformativo non spetta alcun indennizzo, che va corrisposto solo in caso di reiterazione di vincolo preordinato all'esproprio.

In ipotesi di un vincolo di carattere conformativo e non espropriativo, non è invocabile il principio concernente l'obbligo di previsione di un indennizzo in favore del proprietario espropriato.

Può porsi una questione di legittimità costituzionale delle norme che consentono la protrazione di vincoli d'inedificabilità in quanto si tratti di vincoli a carattere sostanzialmente espropriativo, aventi cioè come effetto pratico uno svuotamento del contenuto della proprietà di rilevante entità ed incisività, mediante imposizione, immediatamente operativa, di vincoli a titolo particolare su beni determinati: si è pertanto escluso l'obbligo dell'indennizzo in presenza di vincoli che comportino una destinazione (come quella a parcheggio) realizzabile ad iniziativa privata o promiscua pubblico-privata, e che non implichino quindi necessariamente l'espropriazione o interventi ad esclusiva in... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...bblica.

Qualora non sia possibile, per la mancanza di una limitazione alla proprietà privata intesa sia come disponibilità che utilizzazione del bene, attribuire ad una destinazione urbanistica (nel caso di specie verde privato), natura di vincolo a contenuto sostanzialmente espropriativo, è impossibile far derivare un effetto risarcitorio e neppure, in via subordinata, l'insorgenza di un diritto all'indennizzabilità, situazioni giuridiche soggettive di ristoro economico configurabili unicamente in presenza di un vincolo ablatorio o limitativo dei diritti dominicali.

In ipotesi di imposizione di vincolo conformativo l'amministrazione non ha alcun obbligo di prevedere, a fronte della destinazione impressa all'area, forme di indennizzo.

Non sono indennizzabili i vincoli posti a carico di intere categorie di beni, e tra questi i vincoli urbanistici di tipo conformativo.

In ipotesi di vincolo di natura conformativa non sussiste alcun onere di rafforzamento della motivazione né di previsione indennitaria.

Il carattere conformativo di un vincolo esclude la necessità di un indennizzo, come del resto chiarito dalla stessa Corte Costituzionale nella sentenza 179/1999.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...Il vincolo espressione della potestà conformativa del pianificatore, ha validità a tempo indeterminato e, non essendo preordinato all'espropriazione, non è neppure correlato con l'obbligo di corrispondere un indennizzo.

La natura conformativa del vincolo esclude che sia necessaria – ai sensi della sentenza C. Cost., 20.5.1999, n. 179 - la previsione di un indennizzo.

La mancata previsione di un indennizzo è giustificata qualora il vincolo impresso con variante al PRG sia di natura conformativa, anche qualora l'area sia stata in precedenza interessata da dichiarazione di pubblica utilità, divenuta inefficace per mancata realizzazione della deliberata opera pubblica.

L'imposizione di vincoli conformativi non deve essere accompagnata da alcuna previsione di indennizzo.

L'indennizzo non è dovuto per i vincoli di tipo conformativo.

A fronte dei vincoli conformativi impressi dal piano non è ravvisabile alcun obbligo d'indennizzo.

Sono indennizzabili soltanto i vincoli urbanistici preordinati all'espropriazione o di carattere sostanzialmente espropriativo, in quanto implicanti uno svuotamento incisivo della proprietà; mentre non lo sono... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di destinazione imposti dal piano regolatore per attrezzature e servizi realizzabili anche ad iniziativa privata o promiscua, in regime di economia di mercato, anche se accompagnati da strumenti di convenzionamento.

I vincoli che impongono l'indennizzo sono quelli di carattere espropriativo, non quelli di natura meramente conformativa.

Non sono indennizzabili i vincoli di destinazione imposti dal piano regolatore per attrezzature e servizi realizzabili anche ad iniziativa privata o promiscua, in regime di economia di mercato, anche se accompagnati da strumenti di convenzionamento (ad. es. parcheggi, impianti sportivi, mercati e strutture commerciali, edifici sanitari, zone artigianali, industriali o residenziali).

Non sono indennizzabili i vincoli posti a carico di intere categorie di beni e tra questi i vincoli urbanistici di tipo conformativo.

Sono fuori dall'area dell'indennizzabilità e compatibili con l'assetto costituzionale i vincoli incidenti con carattere di generalità ed obbiettività su intere categorie di beni ivi compresi i vincoli ambientali paesistici, i vincoli derivanti da destinazioni realizzabili anche attraverso l'iniziativa privata in regime di economia di mercato, i vincoli che n... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... sotto il profilo quantitativo la normale tollerabilità e i vincoli non eccedenti la durata, cd. periodo di franchigia, ritenuta ragionevolmente sopportabile.

La previsione di un vincolo conformativo non deve essere accompagnata da quella di un indennizzo.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> INDENNIZZO --> VINCOLI NON INDENNIZZABILI --> PAESISTICO-AMBIENTALE

L'indennizzo per i vincoli urbanistici, come alternativa non eludibile al termine di efficacia posto dall'art. 2 l. n. 1187/1968, è dovuto allorché la possibilità di reiterazione del vincolo scaduto, comporta che si superi la durata fissata dal legislatore come limite alla sopportabilità del sacrificio da parte del soggetto titolare del bene; tuttavia non tutti i vincoli urbanistici sono soggetti a decadenza, e conseguentemente alla possibilità di indennizzo allorché reiterati, ma soltanto quelli aventi carattere particolare, per i quali la mancata fruibilità del bene protratta nel tempo e non indennizzata determina violazione del comma 3 dell'art. 42 Cost: in particolare non sono indennizzabili i vincoli posti a carico di intere catego... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., e tra questi i vincoli urbanistici di tipo conformativo, e i vincoli paesistici.

Nel caso di destinazione a "zona Boschiva Montana di Interesse Ambientale", ci si trova al cospetto di un azzonamento generale, investente una parte indistinta del territorio, non comportante vincolo preordinato all'esproprio e, peraltro, neppure inedificabilità assoluta, non precludendo (nel caso di specie), del tutto l'edificazione su iniziativa privata, seppur con indice ridotto; il vincolo è certamente conformativo e quindi, non è soggetto a decadenza né da esso nasce obbligo di indennizzo.

I beni immobili privati qualificati come testimonianze storiche o bellezze naturali costituiscono, fin dall'origine, una categoria d'interesse pubblico in virtù delle particolari qualità, previste dalla legge, che ad essi ineriscono; pertanto, quando l'amministrazione impone vincoli a tali beni, non ne modifica la qualità, né determina alcuna compressione del diritto su di essi, essendo connaturato a tali beni il limite che il vincolo imposto si è limitato ad evidenziare, con la conseguenza che dall'imposizione di vincoli non scaturisce un diritto costituzionalmente garantito all'indennizzo, senza che, però, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dersi la legittimità di specifiche disposizioni prevedenti, caso per caso, l'adozione di misure intese a ristorare il pregiudizio patito dai titolari di diritti sui beni oggetto del vincolo.

Ove un terreno privato sia incluso nell'area di protezione di una riserva naturale istituita per legge statale o regionale (nel caso si specie ai sensi della L.R. Sicilia 6 maggio 1981, n. 98, art. 31), nel cui ambito è consentito solo l'esercizio di attività agricola, non è dovuto alcun indennizzo per la perdita dello "jus aedificandi", trattandosi non di un vincolo preordinato all'esproprio o avente natura espropriativa, ma di un vincolo ambientale imposto per legge, avente carattere ricognitivo e confermativo delle caratteristiche paesaggistiche e ambientali già possedute dal bene.

Avuto riguardo alla natura ed agli obbiettivi di tutela culturale ed ambientale dei piani paesistici territoriali, o dei piani Parco, la Consulta non ha mancato di affermare che è priva di rilievo ai fini della legittimità della normativa di riferimento, la mancata fissazione di un limite massimo di durata dei vincoli ivi contemplati, in relazione all'art. 2, l. n. 1187 del 1968, trattandosi di vincoli non espropriativi di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...on prettamente urbanistico (cfr. Corte cost. 27 luglio 2000, n. 378).

La finalità ambientale del vincolo ne giustifica la natura conformativa non indennizzabile. Il sistema di tutela del paesaggio, dell'ambiente, del patrimonio storico e artistico, giustificano infatti l'affermazione di limitazioni all'uso della proprietà dei beni vincolati - senza limitarne, peraltro, la commerciabilità, o una redditività diversa da quella dello sfruttamento edilizio - alla luce dell'equilibrio costituzionale tra gli interessi in gioco, che non esclude un sacrificio dello ius aedificandi per la salvaguardia di interessi paesaggistici e ambientali.

I beni immobili privati qualificati come bellezza naturale costituiscono, fin dall'origine, una categoria di interesse pubblico, in virtù delle particolari qualità, previste dalla legge, che ad essi ineriscono; pertanto quando una p.a. impone vincoli paesaggistici a tali beni, non ne modifica la qualità né determina alcuna compressione del diritto su di essi, con conseguente non insorgenza di un diritto costituzionalmente garantito all'indennizzo, il cui riconoscimento è semmai frutto di una scelta della P.A., non censurabile costituzionalmente nel quantum (ne... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...pecie ex L. R. Lazio n. 56 del 1985).

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> INDENNIZZO --> VINCOLI NON INDENNIZZABILI --> STORICO, ARCHEOLOGICO, ARTISTICO

Il vincolo indiretto, al pari di quello diretto non è riconducibile nell'alveo degli interventi di carattere espropriativo per cui non è illegittima la mancata previsione di un indennizzo in sede di apposizione.

Il vigente sistema normativo non prevede per il vincolo storico-archeologico alcuno strumento indennitario, trattandosi di un vincolo conformativo della proprietà non soggetto a decadenza e volto, principalmente, a conservare i singoli beni e l'area in cui si trovano alla loro insita natura. Nel sistema normativo vigente è dunque prevalente il valore intrinseco dell'interesse pubblico alla tutela dei beni archeologici (ai sensi dell'art. 9, comma 2, della Costituzione), rispetto all'interesse sotteso alla proprietà privata.


 
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