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I vincoli conformativi imposti alle attività imprenditoriali

Sono da ritenere vincoli conformativi, e non espropriativi, le destinazioni a parco urbano, a parcheggio ed a viabilità. Queste destinazioni non comportano automaticamente l’ablazione dei suoli ed ammettono, anzi, chiaramente la realizzazione, anche da parte di privati in regime di economia di mercato.

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titolo:VINCOLI URBANISTICI
anno:2017
pagine: 3658 in formato A4, equivalenti a 6219 pagine in formato libro
formato: pdf  
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VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> ESPROPRIATIVI E CONFORMATIVI --> CONFORMATIVI --> ATTIVITÀ IMPRENDITORIALE

Una previsione urbanistica "per potere essere considerata conformativa e non 'sostanzialmente espropriativa' deve essere tale da potere essere attuata – in concreto ed effettivamente – dal privato proprietario dell'area".

Ai fini della distinzione tra norme conformative e norme ablatorie, la realizzabilità dell'opera o del servizio esclusivamente per opera della mano pubblica o anche del privato (cui va assimilato l'intervento misto), deve essere giudicata non con riferimento all'oggetto specifico della realizzazione (in altre parole all'opus da realizzare), ma alla destinazione di esso e, quindi, alla sua idoneità a soddisfare anche il diritto soggettivo di proprietà, oltre che l'interesse pubblico: non si è alla presenza di uno schema ablatorio, dunque, tutte le volte in cui le iniziative siano suscettibili di operare in regime di libero mercato.

Alla luce della sentenza della Corte Cost. n. 179/1999, non si è alla presenza di uno schema ablatorio le volte in cui le "iniziative (siano) suscettibili di operare in regime di li... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o", come nell'ipotesi espressamente indicate di impianti sportivi, mercati e complessi per la distribuzione commerciale, edifici per iniziative di cura e sanitarie o per altre utilizzazioni quali zone artigianali o industriali o residenziali.

Alla luce della sentenza della Corte Cost. n. 179/1999, deve ritenersi che la realizzabilità dell'opera o del servizio esclusivamente per opera della mano pubblica o anche del privato (cui va assimilato l'intervento misto), deve essere giudicata non con riferimento all'oggetto specifico della realizzazione (in altre parole all'opus da realizzare), ma alla destinazione di esso e quindi alla sua idoneità a soddisfare anche il diritto soggettivo di proprietà, attraverso un interesse commerciale allo sfruttamento, oltre che l'interesse pubblico.

La gestione promiscua della PA con il proprietario del bene inciso non postula affatto, in modo meccanico e sistematico, l'assenza del vincolo ablatorio sul bene stesso, dovendosi pur sempre verificare se l'impronta pubblicistica deliberata nel PRG possa essere o meno coniugata con una libera azione nel mercato.

La previsione urbanistica di convenzionamenti ad hoc per l'attuazione del vincolo può essere sintomatica di una statuizio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tiva, solo in ipotesi in cui possa essere coniugata con una libera azione nel mercato, mentre di contro l'inidoneità della gestione promiscua a modularsi secondo le regole della concorrenza lascia inalterata la natura espropriativa del vincolo stesso.

All'interno del carattere esclusivamente pubblico della destinazione imposta, il vincolo ablatorio può essere attuato con modalità flessibili attraverso micro-gestioni complementari; queste ultime a loro volta possono essere conferite dall'amministrazione a terzi dopo l'esproprio delle aree, ovvero anche in alternativa a quest'ultimo se la concreta tipologia lo consente, ma senza alcuna trasmutazione totale o parziale del vincolo stesso in conformativo; tale vincolo può invece delinearsi solo quando l'alternativa gestionale assuma una rilevanza imprenditoriale piena, compatibile con le regole di un libero mercato.

Non sono vincoli "sostanzialmente espropriativi", ma sono da ritenere vincoli conformativi, le destinazioni a parco urbano, a parcheggio ed viabilità; tali destinazioni, infatti, non comportano automaticamente l'ablazione dei suoli ed ammettono, anzi, chiaramente la realizzazione, anche da parte di privati in regime di economia di mercato, delle re... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ezzature destinate all'uso pubblico.

Ai fini della sussistenza di un interesse privato economicamente apprezzabile rilevante per la qualificazione di un vincolo in termini conformativi non deve essere confusa la massimizzazione del profitto riferibile alle potenzialità edificatorie di un'area, con un profitto comunque ritraibile attraverso le possibilità concretamente previste dallo strumento urbanistico, la cui eventuale negazione va rigorosamente dimostrata con le opportune analisi di mercato secondo il principio dell'onere della prova.

Un vincolo non può ritenersi conformativo ogniqualvolta le iniziative edilizie consentite dallo strumento urbanistico non siano suscettibili di operare in regime di libero mercato.

Sussiste un vincolo preordinato all'espropriazione tutte le volte in cui la destinazione dell'area permetta la realizzazione di opere destinate esclusivamente alla fruizione soggettivamente pubblica, nel senso di essere riferita esclusivamente all'ente esponenziale della collettività territoriale, come nel caso di: parcheggi pubblici, strade e spazi pubblici, spazi pubblici attrezzati, parco urbano nonché, attrezzature pubbliche per l'istruzione.

Va attribuita natura non es... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., ma conformativa, a tutti quei vincoli che non solo non siano esplicitamente preordinati all'esproprio in vista della realizzazione di un'opera pubblica, ma nemmeno si risolvano in una sostanziale ablazione dei suoli medesimi, consentendo al contrario la realizzazione degli interventi su di essi previsti anche da parte di privati ed in regime di economia di mercato.

La circostanza che le opere destinate alla pubblica fruizione possano essere realizzate dai privati non costituisce, di per sé, elemento sufficiente ad inferirne la natura conformativa del relativo vincolo, atteso che va attentamente vagliato se, una volta realizzata l'opera da parte del privato, lo stesso possa porre l'opus sul mercato e sfruttarlo economicamente; solo in tale caso, infatti, si può affermare che non vi sia uno svuotamento del diritto di proprietà.

Si configura un vincolo conformativo qualora la previsione di piano abbia carattere di generalità e non sia idonea a determinare la deviazione della finalità ordinaria dell'area ovvero l'utilizzazione a fini economici del suolo mercé l'attività di edificazione, potendo questa essere intrapresa anche ad iniziativa privata.


 
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