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Le varianti ai piani regolatori generali

Ogni mutamento della destinazione urbanistica dell'area e del connesso regime di riferimento implica, inevitabilmente, il perfezionamento della procedura di variante. È possibile distinguere le varianti ai ai piani regolatori generali in tre distinte categorie, in base alla loro funzione ed estensione: le varianti generali, le varianti normative e le varianti specifiche.

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PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA

Sono approvate dalla giunta comunale le sole varianti al piano regolatore generale che non incidono sul suo dimensionamento globale e non comportano modificazioni alle destinazioni d'uso delle aree, alle norme tecniche di attuazione del piano, alla distribuzione dei carichi insediativi ed alla dotazione degli standard di cui al D.M. n. 1444 del 1968 da osservarsi in ciascuna zona.

Le direttive tecniche che, nel rivedere le previsioni urbanistiche, introducono invero sostanziali innovazioni alla disciplina urbanistica, richiedono il percorso dell'ordinaria procedura di variante con il rispetto delle prerogative riservate dalla vigente normativa ai diversi enti coinvolti.

Le varianti ai piani regolatori generali possono essere distinte, in relazione alla loro funzione ed estensione, in varianti generali, normative e specifiche. La diversa consistenza spaziale dell'esercizio del potere di pianificazione urbanistica si riflette sia sulla concreta estensione dell'obbligo di motivazione e d'istruttoria che incombe sull'autorità amministrativa, sia sull'esercizio del sindacato di legittimità affidato al giudice amministrativo.

Gli atti adottati in violazione del procedime... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o per l'approvazione delle varianti agli strumenti urbanistici generali sono nulli e privi di valenza urbanistica, con conseguente inesistenza della variante e illegittimità del permesso di costruire rilasciato.

L'Amministrazione può utilizzare lo strumento della variante per risolvere specifici problemi di disciplina urbanistica, anche solo con scopo di tutela del territorio.

La correzione di errori materiali può essere fatta tanto con la procedura di rettifica prevista dalla legge regionale, quanto con la più garantistica procedura di adozione e approvazione di una variante urbanistica.

Il Commissario ad acta che ha il potere di provvedere anche a mezzo di molteplici singole varianti ha altresì il potere di provvedere unitariamente a mezzo dell'esercizio del potere di intervento urbanistico, adottando varianti urbanistiche generali.

La proposta di variante dello strumento urbanistico, formulata ai sensi dell'art. 5 del d.P.R n. 447 del 1998 al fine di favorire e semplificare la realizzazione di una struttura turistico alberghiera in zona diversamente tipizzata sul piano urbanistico, non è vincolante per il Consiglio comunale, il quale deve valutare autonomamente e con la pi&ug... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... discrezionalità se aderire o meno alla stessa.

L'art. 5 del d.P.R. 447/1998 attribuisce al consiglio comunale, conformemente ai principi generali in materia, la piena titolarità del potere di valutare, ed in ultima istanza delibare, la proposta di variante allo strumento urbanistico vigente che ad esso venga eventualmente sottoposta dalla conferenza di servizi.

Il ricevimento di atti di frazionamento da parte del Comune non può configurare una "variante implicita" dello strumento urbanistico.

L'inadempimento da parte dei Comuni dell'obbligo di controllo sul territorio non può comportare mai la modifica implicita dello strumento pianificatorio.

La variante di un piano regolatore che conferisce nuova destinazione ad aree che risultano già urbanisticamente classificate necessita di apposita motivazione solo quando le classificazioni preesistenti siano assistite da specifiche aspettative, in capo ai rispettivi titolari, fondate su atti di contenuto concreto.

La regolamentazione del territorio è un continuum e le relative modificazioni non comportano la necessità di abrogare/revocare la precedente disciplina.

Le prescrizioni degli strum... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...stici possono essere superate soltanto mediante una procedura di variante urbanistica, mentre non rilevano le trasformazioni del territorio realizzate nel corso del tempo ed in via di mero fatto (esistenza di manufatti abusivi condonati o meno, urbanizzazione dell'area, ecc...).

Il piano regolatore comunale è strumento di iniziativa pubblica ed ha efficacia a tempo indeterminato; può essere modificato mediante varianti sia generali che parziali, al fine di adeguarlo a sopravvenute esigenze di pubblico interesse.

In caso di variante urbanistica, sulla Regione non grava un obbligo di valutare le osservazioni che vengono presentate alla stessa direttamente dagli interessati, atteso che un tale obbligo deve ritenersi sussistente solo nel caso che le osservazioni siano già state valutate dal Consiglio Comunale in sede di adozione della variante.

La variante urbanistica deve ritenersi necessaria anche in presenza di un P.R.G. solo adottato a seguito di mancata intervenuta approvazione da parte della Regione. Il mero trascorrere del tempo infatti se è idoneo ad incidere sulla mancata operatività delle misure di salvaguardia non è nel contempo idoneo a far ritenere superate e giuridicamente inefficaci... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., le scelte impresse nel PRG adottato.

Il termine "varianti di salvaguardia" è nozione atta ad indicare varianti, più o meno estese, di tipizzazioni di zona a fini di salvaguardia ambientale; le stesse non possono identificarsi con varianti normative che al contrario le prime presuppongono.


 
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