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Variante urbanistica: i piani P.I.P. e i programmi di riqualificazione urbana (P.R.U.S.S.T.)

Non esiste una norma di legge che attribuisca ai P.R.U.S.S.T. (programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio) la valenza di veri e propri strumenti urbanistici, idonei ad imprimere vincoli espropriativi, né alcuna norma che consideri gli interventi quali opere di p.u. e/o indifferibili.

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titolo:IL CODICE DELLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA
anno:2017
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formato: pdf  
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PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> PIANI URBANISTICI --> PIP

L'approvazione del PIP può legittimante fondarsi su un atto pianificatorio vigente quale il PDF, che costituisce comunque uno strumento di carattere generale; ciò comporta che l'approvazione del PIP possa avvenire anche in variante del PDF.

E' consentito in sede di approvazione del Piano per gli insediamenti produttivi, apportare variante al PRG.

La disposizione normativa (nel caso di specie L.R. Puglia n. 56/1980) che prescrive la necessità di variante nel caso di approvazione di un piano particolareggiato comportante modifiche al P.R.G, deve considerarsi principio di carattere generale dal quale non può derogarsi nel caso di approvazione di PIP in variante al PRG.

Non appare legittimo né ragionevole prevedere nel PIP una viabilità stradale ed una destinazione a parcheggio in contrasto con le previsioni PRG anche solo adottato, senza provvedere preliminarmente a variare le scelte urbanistiche contenute nello strumento urbanistico generale.

Il disposto dell'art. 25 della L. n. 47/1985 non introduce un generale principio di riconoscimento di una strumentazione urbanistica attuativa... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e a quella di livello sovraordinata, ma stabilisce il criterio per cui la capacità innovativa del piano attuativo rispetto a quello generale è subordinata ad un esplicito atto normativo regionale di riconoscimento. In mancanza, pertanto, di una norma che attribuisca ai piani attuativi il potere di variare le previsione del p.r.g., continuano a vivere le leggi anteriori in materia (nel caso di specie L. r. Campania 20 marzo 1982, n. 14).

Attesa la natura settoriale e mirata dei p.i.p., aventi valenza non solo sul piano delle scelte urbanistiche, appare ben logico che venga rimessa alla Regione l'opzione se consentire ed in quali limiti ed a quali condizioni che quel piano possa introdurre modificazioni alle scelte di vasto respiro e di complessiva disciplina territoriale effettuate con il p.r.g..

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> PIANI URBANISTICI --> PRUSST

L'eventuale pubblica utilità degli interventi inseriti nel PRUSST e l'eventuale vincolo preordinato ad esproprio possono conseguire solo ad una preventiva variante urbanistica.


 
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