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L'usucapione del bene pubblico da parte dei privati

Il bene pubblico (patrimonio disponibile) può essere usucapito dai privati qualora emerga la volontà della P.A. di non utilizzarlo in funzione di pubblica utilità e la volontà di rinunciare a tale destinazione.

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

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titolo:TRASFERIMENTO E ACQUISTO DI DIRITTI REALI CON LA P.A.
anno:2017
pagine: 2105 in formato A4, equivalenti a 3578 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 40,00

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TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DEI PRIVATI

Al fine di acquistare per usucapione la proprietà di un bene, è necessaria la sussistenza di tutti gli elementi costitutivi della fattispecie acquisitiva e quindi, tra l'altro, non solo del corpus, ma anche dell'animus; inteso il primo come svolgimento di una attività corrispondente all'esercizio del diritto dominicale, ed il secondo quale intento di possedere la cosa per conto e in nome proprio.

In caso di detentore non qualificato ovvero di non detentore, il riconoscimento del diritto di proprietà alieno, manifersto attraverso una richiesta, rivolta al proprietario e rimasta senza esito, di ottenere la concessione del bene in godimento, segna il momento fino al quale è senz'altro da escludere l'animus possidendi, ma non toglie che successivamente lo stesso soggetto possa impossessarsi della res attraverso atti di apprensione che, per l'assenza di una pregressa detenzione derivata dal possessore, determinano la presunzione di cui all'art. 1141 c.c., comma 1.

Il bene pubblico può essere usucapito dai privati a partire da quando emerge la volontà di non utilizzarlo in funzione di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ilità e la volontà di rinunciare a tale destinazione.

L'usucapione di beni del patrimonio disponibile può essere riconosciuta in favore di privati che si siano pubblicamente impossessati di essi, occupandoli, e comportandosi "uti domini", senza che la P.A. abbia manifestato in proposito alcuna opposizione, per un periodo continuativo superiore a quello necessario ad usucapire.

Sulla via vicinale è concepibile un'usucapione, ma questo non può mai intaccare il vincolo di destinazione ad uso pubblico.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DEI PRIVATI --> DEL BENE CONFISCATO

Il decreto penale di confisca imprime al bene un vincolo di natura pubblicistica tale da assimilarlo ai beni demaniali o del patrimonio indisponibile, con la conseguenza di poter ritenere applicabile al bene in questione il regime dettato dagli artt. 823 e 828 cod. civ. e quindi non suscettibile di essere oggetto di usucapione.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DEI PRIVATI --> DEL BENE DEMANIALE

Tra le caratteristiche fondamentali dei beni del d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ssario vi è, ex art. 824, I comma c.c., la inusucapibilità, sicché nessun effetto può essere collegato al mancato uso dello stesso da parte dell'amministrazione pubblica ed al contemporaneo uso da parte dei privati anche per periodi prolungati di tempo.

L'erronea convinzione che il possessore di un bene immobile abbia avuto della demanialità del bene non preclude l'acquisto del medesimo per usucapione, sia perché l'animus possidendi non consiste nella convinzione di essere proprietario (o titolare di un altro diritto sulla cosa), bensì nell'intenzione di comportarsi come tale, esercitando corrispondenti facoltà, mentre la buona fede non è un requisito del possesso utile ai fini dell'usucapione, ma solamente, nel concorso di altre condizioni, una ragione di abbreviazione dei relativi termini; sia perché, in particolare, non costituisce ostacolo al perfezionarsi dell'usucapione l'eventuale erronea supposizione della non usucapibilità del bene oggetto del possesso, non richiedendo la legge, oltre l'animus possidendi, una sorta di animus usucapiendi.

Le strade comunali sono inusucapibili.

L'appartenenza al demanio accidentale dei beni acquist... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...egione per devoluzione alla scadenza della concessione del servizio funicolare, determina l'effetto della non usucapibilità di tali beni.

La natura demaniale e comunque pubblica della strada non ne consente l'usucapibilità.

I beni demaniali non sono né alienabili né usucapibili.

I beni demaniali non sono suscettibili di usucapione.

La circostanza che l'immobile sia stato realizzato con materiali privati non comporta l'acquisizione del suolo di proprietà pubblica per usucapione, dal momento che, come noto, i beni demaniali sono inalienabili ed inusucapibili ai sensi dell'art. 823 c.c.

Il bene demaniale è inusucapibile ed i diritti dell'Ente proprietario su di esso sono imprescrittibili, sicché non possono soccorrere gli istituti dell'accessio e della successio possessionis per venti anni che consentono, nei casi di beni immobili di appartenenza di privati, l'acquisizione del bene, previa pronuncia del giudice ordinario che accerti l'avvenuta usucapione.

La presunzione di demanialità esclude che possa operare l'usucapione.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPION... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... PARTE DEI PRIVATI --> DEL BENE EREDITATO DALLO STATO

La disposizione di cui alla L. n. 296 del 2007, art. 1, comma 260 non ha carattere retroattivo, non potendo ritenersi meramente interpretativa delle disposizioni di cui all'art. 1163 c.c., in quanto ha introdotto nell'ordinamento una nuova disciplina del possesso utile ad usucapionem relativamente ai beni vacanti e alle eredità giacenti di cui lo Stato sia divenuto titolare ex art. 586 c.c. allo scopo di consentirgli l'effettivo esercizio dei diritti successori ed impedirne l'estinzione a favore di terzi possessori.

Nel subordinare alla comunicazione all'Agenzia il decorso del termine necessario per l'usucapione, la disposizione di cui alla L. n. 296 del 2007, art. 1, comma 260 ha previsto una nuova ipotesi di vizio del possesso acquistato sui beni vacanti, estendendo la previsione di cui all'art. 1163 c.c. - secondo cui il possesso acquistato in modo violento o clandestino non giova per l'usucapione se non dal momento in cui sono cessati la violenza o la clandestinità - quando non sia stato effettuato il suddetto adempimento.

In caso di bene acquisito dalla P.A. per rinuncia da parte dei chiamati all'eredità, grava sulla P.A. stessa l'onere di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... la natura demaniale del bene o la sua appartenenza al patrimonio indisponibile e di conseguenza la sua inidoneità ad essere usucapito.

L'ignoranza da parte della P.A. dell'esercizio da parte del privato del possesso "uti dominus" dell'immobile caduto in proprietà dello Stato per via ereditaria, non vale a far ritenere clandestino il predetto possesso.

L'art. 1, co. 260, legge 296/2006 non ha carattere retroattivo, in quanto non può ritenersi meramente interpretativa delle disposizioni di cui all'art. 1163 cod. civ., in quanto ha introdotto nell'ordinamento una nuova disciplina del possesso utile ad usucapionem relativamente ai beni vacanti e alle eredità giacenti di cui lo Stato sia divenuto titolare ex art. 586 c.c allo scopo di consentirgli l'effettivo esercizio dei diritti successori ed impedirne l'estinzione a favore di terzi possessori.

L'art. 1, co. 260, legge 296/2006 non solo ha imposto a carico di colui che esercita il possesso su beni vacanti o derivanti da eredità giacenti di cui lo Stato sia divenuto titolare ex art. 586 c.c. l'onere (prima non sussistente) di darne comunicazione all'Agenzia ma, nel subordinare all'effettuazione di tale adempimento il decorso del termine necess... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...usucapione, ha previsto una nuova ipotesi di vizio del possesso acquistato sui beni in questione, estendendo la previsione di cui all'art. 1163 c.c. - secondo cui il possesso acquistato in modo violento o clandestino non giova per l'usucapione se non dal momento in cui sono cessati la violenza o la clandestinità - quando non sia stato effettuato il suddetto adempimento.

In tema di usucapione di beni immobili, nel caso di acquisto di beni pervenuti, allo Stato, ex art. 586 cod. civ., a titolo di eredità, ai sensi dell'art. 1163 c.c., nel testo anteriore alla modifica di cui all'art. 1, co. 260, legge 296/2006, la mancata conoscenza da parte dell'Amministrazione dell'intervenuto acquisto non impedisce il decorso del termine utile per l'usucapione del diritto da parte del terzo, dovendo escludersi in tal caso la natura clandestina del possesso continuato per venti anni esercitato pubblicamente e pacificamente.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DEI PRIVATI --> DEL BENE ESPROPRIATO

Secondo la più recente e consolidata giurisprudenza di legittimità, il decreto di espropriazione è idoneo non solo a far acquisire la propr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... piena del bene, ma pure a fare venire meno qualsiasi situazione, di diritto o di fatto, con essa incompatibile. A ciò consegue che, benché il precedente proprietario, o un soggetto diverso, continuino ad esercitare sulla cosa delle attività corrispondenti all'esercizio del diritto di proprietà, la notifica del detto decreto comporta la perdita dell'animus possidendi, con la conseguenza che chi voglia usucapire la cosa deve, perché sia configurabile di nuovo un possesso ad usucapionem, compiere un atto di interversio possessionis.

Il soggetto che si trovi nella relazione con la cosa al momento in cui gli viene notificato il decreto di esproprio, non può non acquisire la consapevolezza dell'alienità della stessa e dell'impossibilità di far uso della stessa come propria, anche se, provvisoriamente, ne resta nella disponibilità materiale. La configurabilità di un nuovo periodo possessorio, invocabile ad usucapionem, a favore di chi rimanga nel rapporto materiale con la cosa, è dunque rimesso ad un esplicito atto di interversio possessionis, di cui il proprietario sia messo a conoscenza. Diversamente il rapporto con la cosa resta a livello di detenzione.

Il principio secondo cu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o di espropriazione non comporta, di per sé, la perdita dell'animus possidendi sul bene da parte del precedente proprietario, il quale, pertanto, potrà legittimamente invocare il compimento in suo favore dell'usucapione, qualora l'espropriante non abbia poi proceduto all'immissione in possesso, né attuato il previsto intervento urbanistico, non è applicabile al caso in cui risulti provata, al contrario, l'avvenuta emanazione del verbale di consegna ed immissione nel possesso del terreno a favore dell'ente espropriante.

Correttamente dalla richiesta di retrocessione è desunto un riconoscimento implicito della proprietà altrui, che certo è incompatibile con l'animus rem sibi habendi.

Alla stregua di un certo indirizzo giurisprudenziale, in tema di possesso "ad usucapionem", tra gli effetti automatici di un decreto di espropriazione per pubblica utilità, non seguito da immissione nel possesso, non possono ricomprendersi né il venir meno del possesso del bene da parte del soggetto espropriato o di un terzo, né il mutamento in detenzione dell'eventuale protrarsi del godimento del bene da parte di costoro, occorrendo, al riguardo, che l'espropriante ponga in essere un a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ssione nel possesso del bene. Ne consegue che il provvedimento ablativo non determina, di per sé, un mutamento dell'animus rem sibi habendi" in "animus detinendi" in capo al soggetto espropriato, il quale, pertanto, può del tutto legittimamente invocare, nel concorso delle condizioni di legge, il compimento in suo favore dell'usucapione.

Secondo un recente indirizzo giurisprudenziale il decreto di espropriazione è idoneo a far acquisire la proprietà piena del bene, e ad escludere qualsiasi situazione, di diritto o di fatto con essa incompatibile, e qualora il precedente proprietario, o un soggetto diverso, continui ad esercitare sulla cosa attività corrispondente all'esercizio del diritto di proprietà, la notifica del decreto ne comporta la perdita dell'"animus possidendi", conseguendone che, ai fini della configurabilità di un nuovo possesso ad "usucapionem", è necessario un atto di "interversio possessionis".

Deve ritenersi che il decreto di esproprio, non seguito da alcun atto della P.A. espropriante di materiale di apprensione del bene costituentene l'oggetto, non è idoneo, di per sé, a determinare l'estinzione delle situazio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... sul bene e, quindi, in caso di comprovato possesso ultraventennale esercitato da un privato secondo i requisiti oggettivi e soggettivi ricondotti univocamente all'interpretazione dell'art. 1158 c.c., è possibile anche l'acquisto in suo favore del corrispondente diritto reale per usucapione.

Se, ad avviso della concorde giurisprudenza, si riconosce alla P.A. la possibilità di usucapire la proprietà del bene occupato "sine titulo", realizzando sullo stesso l'opera pubblica, e si ritiene che cessino, in suo favore, sia la tutela reale che risarcitoria da parte del privato espropriato, per un'applicazione specularmente contrapposta dello stesso principio sarebbe legittimo riconoscere al privato che continui a possedere il bene, nell'inerzia totale della P.A. espropriante a seguito dell'emissione del decreto di esproprio e nel concorso delle condizioni previste dall'art. 1158 c.c., la possibilità di usucapirlo.

Ai fini della possibile configurazione di un possesso "ad usucapionem", il trasferimento coattivo di un bene non integra necessariamente, di per sé, gli estremi del "constitutum possessorium", poiché il diritto di proprietà si trasferisce in capo all'ente esprop... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ro la volontà dell'espropriato/possessore, senza che nessun accordo intervenga fra questi e lo stesso espropriante, né in relazione alla proprietà né in relazione al possesso; ne consegue che il provvedimento ablativo non determina, di per sé, un mutamento dell'"animus rem sibi habendi" in "animus detinendi" in capo al soggetto espropriato, il quale, pertanto, può del tutto legittimamente invocare, nel concorso delle condizioni di legge, il compimento in suo favore dell'usucapione qualora alla dichiarazione di pubblica utilità non siano seguiti né l'immissione in possesso né l'attuazione del previsto intervento.

Il rituale provvedimento ablativo, indipendentemente quindi dal successivo utilizzo, della proprietà privata, è idoneo ad imprimere al bene un regime giuridico diverso da quello di partenza, rendendo quindi necessaria una "sclassificazione" formale o per facta concludentia ai fini della dismissione del bene parte del patrimonio indisponibile e quindi dell'esclusione dalla disponibilità, anche giuridica, dell'Ente territoriale, con l'effetto di ritenerlo usucapibile da parte dei privati.

Se - ad avviso della concorde giuris... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i riconosce alla P.A. la possibilità di usucapire la proprietà del bene occupato "sine titulo", realizzando sullo stesso l'opera pubblica, e si ritiene che cessino, in suo favore, sia la tutela reale che risarcitoria da parte del privato espropriato, per un'applicazione specularmente contrapposta dello stesso principio sarebbe legittimo riconoscere al privato che continui a possedere il bene, nell'inerzia totale della P.A. espropriante a seguito dell'emissione del decreto di esproprio e nel concorso delle condizioni previste dall'art. 1158 c.c., usucapirlo.

In tema di possesso "ad usucapionem", sussistono diversi e contrastanti orientamenti in merito all'idoneità di un decreto di esproprio non seguito da immissione in possesso a determinare un mutamento "dell'animus rem sibi habendi" in "animus detinendi" in capo al soggetto espropriato, conseguendone la necessità o meno, ai fini della configurabilità di un nuovo possesso ad "usucapionem", di un atto di "interversio possessionis". Alla luce di un quadro ancora non univoco ed incerto sulla soluzione definitiva adottabile e considerate anche la frequenza della verificabilità della situazione e l'incidenza della solu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a nei rapporti tra P.A. espropriante e terzi, emergono le condizioni per la rimessione degli atti al Primo Presidente perché valuti l'opportunità di assegnare la trattazione del ricorso alla Sezioni unite in virtù del rilevato contrasto.

Il decreto di espropriazione è idoneo a far acquisire la proprietà piena del bene e ad escludere qualsiasi situazione, di diritto o di fatto, con essa incompatibile. Qualora il precedente proprietario, o un soggetto diverso, continui ad esercitare sulla cosa attività corrispondente all'esercizio del diritto di proprietà, la notifica del decreto ne comporta la perdita dell'animus possidendi, conseguendone che ai fini della configurabilità di un nuovo possesso ad usucapionem e' necessario un atto di interversio possessionis.

In seguito all'emissione ed alla notifica del decreto di esproprio, il bene transita nel patrimonio indisponibile dell'ente, almeno per tutto il tempo necessario al compimento dei lavori necessari per la realizzazione dell'opera pubblica. Nell'ipotesi in cui il bene espropriato cessi di appartenere al patrimonio indisponibile dell'ente - non essendo stata realizzata l'opera pubblica a cui l'espropriazione mirava e potendosi esercitare il diri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ocessione – affinché sia configurabile un nuovo possesso necessario ad usucapire in capo all'ex proprietario rimasto detentore del bene, è comunque necessario un atto formale di interversione del possesso (ex art. 1141, co. Il, c.c.).

Intervenuto il decreto di esproprio, la circostanza che l'opera pubblica non sia stata realizzata, può unicamente legittimare l'esercizio del diritto di retrocessione da parte dell'ex proprietario ablato, ma non già di per sé determinare, in caso di prolungata detenzione da parte di questi, la riviviscenza del possesso ad usucapionem.

La notifica e non la mera emanazione del decreto di esproprio comporta l'acquisizione della consapevolezza del precedente proprietario che abbia mantenuto il possesso del bene, dell'alienità di quest'ultimo e dell'impossibilità di far uso dello stesso come proprio, anche se, provvisoriamente, ne resta nella disponibilità materiale; ne consegue che solo da questo momento, ai fini della configurabilità di un nuovo possesso ad usucapionem, è necessario un atto di "interversio possessionis".

L'intervenuto esproprio o cessione volontaria nel corso del procedimento espropriativo determina il pas... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a proprietà, e conseguentemente del possesso, in capo all'ente espropriante, con la conseguenza che l'espropriato, da possessore diventa detentore determinandosi così l'effetto tipico del "costituto possessorio"; per cominciare ad esercitare un possesso valido ad usucapire, l'espropriato deve notificare un atto di interversione del possesso.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DEI PRIVATI --> DEL BENE OCCUPATO

Per l'acquisto o la cessazione del possesso non rileva necessariamente un rapporto materiale del soggetto con la cosa, essendo sufficiente anche un atto sostanzialmente simbolico come il verbale di immissione nel possesso di un bene immobile, idoneo a determinare il mutamento dell'animus rem sibi habendi del proprietario espropriato, trasformandolo in animus detinendi.

Lo spossessamento del fondo privato in virtù dell'occupazione preordinata all'espropriazione priva il proprietario della materiale disponibilità del bene occupato, creando da un lato una situazione di possesso esclusivo dell'ente, incompatibile con un ulteriore possesso uti dominus da parte di terzi, sovrapposto e contrastante con l'occupazione dell'Amministrazione, orm... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ata con la costruzione dell'opera, e dall'altra determina nei confronti dei proprietari del fondo l'inopponibilità da parte del terzo di un possesso ad usucapione.

Il proprietario del bene occupato dalla P.A. perde il potere di disporre del bene e, pertanto, è esautorato di fatto dalle facoltà e poteri del proprietario, sicché la sua inattività non può essere considerata come condiscendenza e mancata opposizione all'appropriazione del terzo per integrare la "pacificità" del possesso utile all'usucapione.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DEI PRIVATI --> DEL BENE PATRIMONIALE

In materia di beni immobili, ai sensi del combinato disposto di cui all'art. 830 c.c. e art. 828 c.c., comma 2, i beni del patrimonio indisponibile di un ente pubblico non territoriale possono essere sottratti alla pubblica destinazione soltanto nei modi stabiliti dalla legge, e quindi certamente non per effetto di usucapione da parte di terzi, non essendo usucapibili diritti reali incompatibili con la destinazione del bene dell'ente al soddisfacimento del bisogno primario di una casa di abitazione per cittadini non abbienti.<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../> Non è usucapibile un immobile rientrante nel patrimonio indisponibile del Comune, stante la sua destinazione vincolata a un pubblico servizio (art. 826, secondo comma, cod. civ.) a cui non sia stata attribuita successivamente una destinazione diversa da quella originaria, per cui l'uso per pubblica utilità dell'alloggio non sia mai venuto meno.

L'immobile residenziale dello IACP destinato ad un fine di pubblico servizio (nella specie, a fronteggiare l'emergenza abitativa conseguente ad una frana) non è usucapibile.

Gli immobili appartenenti al patrimonio indisponibile possono, ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 830 e 828 cod. civ., comma 2, essere sottratti alla pubblica destinazione soltanto nei modi stabiliti dalla legge, e quindi certamente non per effetto di usucapione da parte di terzi, non essendo usucapibili diritti reali incompatibili con la destinazione del bene dell'ente al soddisfacimento del bisogno pubblico primario.

Il bene transitato nel patrimonio disponibile, in quanto assoggettato alle comuni regole di diritto privato, è usucapibile; perciò, tale forma di acquisto può essere riconosciuta in favore di privati che si siano pubblicamente impossessati di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...pandoli, e comportandosi "uti domini", senza che la P.A. abbia manifestato in proposito alcuna opposizione, per un periodo continuativo superiore a quello necessario ad usucapire.

La piccola porzione di terreno accatastata come area comunale, sulla quale i privati hanno realizzato modeste opere edilizie (chi una piccola tettoia, una pavimentazione e una recinzione, chi una recinzione e un piccolo ripostiglio) si può ritenere ormai oggetto di usucapione, in ragione del possesso prolungato nel tempo dei privati, combinato con l'inerzia e l'incuria dell'Amministrazione comunale.

Affinché l'usucapione a favore di privato non si produca è non solo necessario che il bene appartenga al patrimonio indisponibile dell'Ente, ma anche che abbia una concreta ed effettiva destinazione all'utilità pubblica.

Ai fini dell'esclusione dell'usucapibilità del bene pubblico sull'assunto della sua riconducibilità al patrimonio indisponibile, non è sufficiente l'accertamento della sussistenza di uno solo dei requisiti necessari per l'appartenenza del bene al patrimonio indisponibile, ossia la volontà dell'amministrazione di utilizzare il bene ad uso pubblico, omettendo ogni consi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... valutazione sul requisito oggettivo, ossia sulla concreta utilizzazione dei beni per l'uso pubblico.

Sui beni del patrimonio indisponibile non possono essere usucapiti diritti reali incompatibili con la destinazione del bene dell'ente al soddisfacimento del bisogno pubblico primario.

Il bene che rientra formalmente nel patrimonio indisponibile del comune può essere usucapito dal privato qualora non sia effettivamente destinato al servizio pubblico indicato.

Ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 830 e 828 comma 2, c.c. i beni immobili del patrimonio indisponibile degli enti pubblici non territoriali (nel caso di specie Enti di riforma fondiaria), possono essere sottratti alla loro destinazione pubblica soltanto nei modi stabiliti dalla legge; sicché tale sottrazione non può verificarsi per effetto di possesso ed usucapione da parte di terzi, attesa l'incompatibilità di eventuali diritti reali in tal modo acquisiti con la destinazione dei beni in questione al soddisfacimento delle finalità pubbliche normativamente perseguite.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DEI PRIVATI --> DEL BENE PATRIMONIALE --> BENI ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...FONDIARIA

La mancata assegnazione dei terreni nel termine previsto dall'art. 201 L. n. 230 del 1950, non comporta il venir meno della destinazione pubblica rilevante ai fini dell'usucapibilità degli stessi; ciò in quanto tale assegnazione attiene ad un momento successivo alla destinazione de qua, di cui non costituisce elemento integrativo o condizione di efficacia, ma solo attuazione concreta della finalità istituzionale prevista dalla legge.

La previsione contenuta nella legislazione regionale (nel caso di specie L.R. Puglia n. 20 del 1999) per cui i beni di riforma fondiaria possano essere assegnati e venduti ai possessori, tra cui vanno compresi anche a coloro che ne abbiano conseguito, con modalità non violente o clandestine, la materiale disponibilità, non comporta alcuna possibilità, per i materiali detentori, di far valere l'acquisita materiale disponibilità quale possessio ad usucapionem, peraltro neppure possibile per gli altri legittimi "possessori" (concessionari o loro eredi) ai quali i predetti sono stati equiparati.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DEI PRIVATI --> POSSESSO

Il possesso ut... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...b>usucapione di un fondo può ben essere esercitato compatibilmente con la stagionalità delle coltivazioni, poiché l'intermittenza degli atti di godimento è normale rispetto alla destinazione del bene.

Ove la P.A. abbia dato in fitto un fondo ad un privato prevedendo espressamente la facoltà di quest'ultimo di edificare un'immobile, l'esercizio dello ius aedificandi non può evidentemente costituire atto di interversione della detenzione in possesso rilevante ai fini dell'usucapione.

Il possesso di un bene, anche quando si concretizzi in una attività corrispondente all'esercizio del diritto di proprietà, non presuppone la effettiva e continua utilizzazione del bene in ogni sua parte, ma solo una relazione con il bene medesimo unitariamente considerato, la quale può dunque anche esprimersi -secondo le particolare esigenze del possessore- in forme di godimento limitate ad una sola parte del fondo, senza che ciò implichi abbandono del possesso delle altre parti, soprattutto se prive di una propria autonomia, sicché per riconoscere l'esercizio del possesso sul fondo, non è necessario che il soggetto compia atti di potere su ogni singola zona di terreno ma &egrav... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nte che mantenga come proprio il bene nella sua individualità.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DEI PRIVATI --> PROVA

Ai fini della prova degli elementi costitutivi dell'usucapione — il cui onere grava su chi invoca la fattispecie acquisitiva — la coltivazione del fondo non è sufficiente, in quanto, di per sé, non esprime in modo inequivocabile l'intento del coltivatore di possedere, occorrendo, invece, che tale attività materiale sia accompagnata da indizi che consentano di presumere che essa è svolta "uti dominus".

Ai fini della prova degli elementi costitutivi dell'usucapione, il mero utilizzo del bene ai fini dell'esercizio dell'attività d'impresa, non è sufficiente, occorrendo che tale attività materiale sia accompagnata da indizi che consentano di presumere che essa è stata svolta "uti dominus".

Il requisito dell'apparenza della servitù, di cui all'art. 1061 c.c., necessario ai fini del relativo acquisto per usucapione o per destinazione del padre di famiglia, si configura come presenza di segni visibili di opere permanenti obiettivamente dest... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lativo esercizio ed attestanti in modo non equivoco l'esistenza del peso gravante sul fondo servente, anche quando tali opere insistano sul fondo dominante o su quello appartenente a terzi.

Grava su colui che invoca l'avvenuta usucapione l'onere di provare in giudizio la necessaria manifestazione del proprio dominio esclusivo sulla res attraverso una attività apertamente contrastante ed inoppugnabilmente incompatibile con il possesso altrui.


 
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