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Le azioni a tutela della proprietà della cosa comune: i privati e la P.A.


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titolo:RICORSI, IMPUGNAZIONI, DOMANDE GIUDIZIALI
anno:2016
pagine: 3048 in formato A4, equivalenti a 5182 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 45,00

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GIUDIZIO --> LEGITTIMAZIONE ATTIVA --> AZIONI A TUTELA DELLA COSA COMUNE

Sintesi: Nell'ambito dell'esecuzione delle delibere condominiali - che ex art. 1130, co. 1, n. 1, c.c. rientra nelle normali attribuzioni dell'amministratore - questi può agire in giudizio sia contro i condòmini, sia contro i terzi, come prevede il successivo art. 1131, co. 1, c.c.. senza necessità di una specifica delibera dell'assemblea che lo autorizzi ad agire o a resistere in giudizio.


Estratto: «Quanto, poi, alla legittimazione dell'Amministratore del condominio a proporre il presente ricorso, contestata da P. sas – in disparte la considerazione che P. sas ha avuto occasione, in sede di pubblica udienza, di visionare la delibera dell'assemblea del condominio che autorizzava l'Amministratore a proporre il presente gravame e che il procuratore del ricorrente chiedeva di depositare in giudizio (delibera, dunque, che c'è, ma che non s'è potuto acquisire agli atti per l'opposizione della controinteressata) -, è sufficiente osservare che nel caso di specie l'Amministratore non necessitava di specifica delibera autorizzativa del giudizio, dal momento che l'azione qui esercitata mira ad ottenere l'attuazione della ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ndominiale del 13 novembre 2010, ove l'unanimità degli intervenuti si era dichiarata contraria alla cessione della concessione demaniale marittima la cui pratica era stata inoltrata dall'ex Amministratore al Comune di V.: nell'ambito dell'esecuzione delle delibere condominiali – attività che ai sensi dell'art. 1130, I comma, n. 1) c.c. rientra nelle normali attribuzioni dell'amministratore (la pretesa qui azionata si collega, invero, al potere dell'amministratore di esercitare gli atti conservativi sui beni in comune disponibilità del condominio -, questi può agire in giudizio sia contro i condòmini, sia contro i terzi, come prevede il successivo art. 1131, I comma c.c..»

Sintesi: Le azioni a tutela della proprietà della cosa comune contro i terzi che pretendano di vantare diritti su essa può essere proposta anche dal condomino, senza a che sia necessaria l'integrazione del giudizio nei confronti degli altri partecipanti alla comunione.

Estratto: «Poiché le azioni a tutela della proprietà della cosa comune contro i terzi che pretendano di vantare diritti su essa può essere proposta anche dal condomino, senza a che sia necessaria l'integrazione del giudizio... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nti degli altri partecipanti alla comunione (Cass. 1563/95, 5612/95), deve ritenersi che la causa riconvenzionale introdotta nel giudizio di primo grado da Mi.Ma. si è svolta a contraddittorio integro, non essendo richiesta, dal lato attivo, la partecipazione della comproprietaria. La domanda riconvenzionale è stata disattesa dal Tribunale, che ha ritenuto legittime le costruzioni realizzate in aderenza al muro di confine, secondo l'accertamento svolto dal Ctu, rilevando che la normativa codicistica di cui agli artt. 873 e 877 c.c. consente di costruire sul confine, in appoggio o in aderenza, e che i regolamenti edilizi possono prevedere una disciplina analoga, ovvero stabilire una distanza assoluta dal confine, ed ha altresì affermato che, nella specie, non potesse configurarsi una veduta; tale statuizione è stata genericamente impugnata con l'appello incidentale, senza che risultino esposte le ragioni sulle quali si fonda il gravame né formulata alcuna censura all'iter logico-giuridico del primo giudice. Gli appellanti incidentali si sono, invero, limitati a richiedere la riforma della pronuncia, ma non hanno contrapposto alcuna doglianza alle argomentazioni del Tribunale, in violazione del principio di specificità dei motivi di appell... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...all'art. 342 c.p.c.; dunque, poiché l'atto di gravame non contiene alcuna puntuale critica né alla statuizione circa la legittimità delle costruzioni realizzate nella proprietà Be. in aderenza al muro di confine, né alla statuizione relativa alla non configurabilità della servitù di veduta, contenute nella sentenza impugnata, l'appello incidentale risulta inammissibile. Né le doglianze formulate per la prima volta in comparsa conclusionale, peraltro limitate ad alcune delle opere oggetto della domanda riconvenzionale, possono valere ad integrare l'atto di appello, formulato, come si è esposto, in maniera oltremodo generica, ed affidato alla mera richiesta di riforma della sentenza impugnata; non resta quindi che rilevare l'inammissibilità del gravame incidentale ai sensi dell'art. 342 c.p.c. La disciplina delle spese del giudizio di primo grado relative alla causa principale va rimessa al primo giudice, che valuterà il complessivo esito della lite (Cass. 13550/06); l'esito della presente fase processuale giustifica la integrale compensazione delle spese relative all'intera controversia.»

GIUDIZIO --> LEGITTIMAZIONE ATTIVA --> AZIONI SUPPLETTIVE IN LUOGO DELLA P.A.

[Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...si: L'azione ex art. 9 d lgs. n. 267/2000 ha natura sostitutiva o suppletiva, e non già correttiva (in cui l'attore contrasta con l'ente stesso al fine di rimuovere gli errori e le illegittimità da questo commessi), di modo che il suo presupposto necessario va rinvenuto soltanto nell'omissione, da parte dell'ente, dell'esercizio delle proprie azioni e ricorsi.

Sintesi: L'art. 9 d. lgs., n. 267/2000 costituisce uno dei casi in cui, derogando all'art. 81 cod. proc. civ., può aversi un legittimo fenomeno di sostituzione processuale.

Sintesi: Non è possibile che l'elettore insorga ai sensi dell'art. 9 d.lgs. 267/2000 in luogo dell'ente (da lui considerato inadempiente), avverso atti adottati dall'ente medesimo, potendo in tali casi quest'ultimo, ove sussistano i presupposti, agire in autotutela, e non essendo l'azione ex art. 9 cit. di tipo "correttivo".

Sintesi: I cittadini elettori non possono, ai sensi dell'art. 9 d. lgs. n. 267/2000, impugnare con ricorso innanzi al giudice amministrativo la concessione edilizia adottata dal Comune in luogo del quale pretendono di agire.

Estratto: «Questo Consiglio di Stato ha già avuto modo di affermare che l'azione ex a... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] .... n. 267/2000 ha natura sostitutiva o suppletivo, e non già di tipo correttivo (in cui l'attore contrasta con l'ente stesso al fine di rimuovere gli errori e le illegittimità da questo commessi), di modo che il suo presupposto necessario va rinvenuto soltanto nell'omissione, da parte dell'ente, dell'esercizio delle proprie azioni e ricorsi (Cons. Stato, sez. V, 29 aprile 2010 n. 2457; 8 settembre 2003 n. 5034; 28 maggio 2001 n. 2889).Allo stesso tempo, è stata ammessa, per effetto dell'art. 9 in esame, la costituzione di parte civile dell'ente locale, effettuata da un cittadino elettore (Cass. pen., sez. VI, 9 luglio 2009 n. 31565), mentre è stata esclusa la applicabilità della norma alle ipotesi di azione per responsabilità amministrativa, stante l'esclusività della legittimazione attiva (Corte dei Conti, sez. III, 24 settembre 2010 n. 599).Orbene, aderendo all'indirizzo interpretativo già assunto dal giudice amministrativo, occorre rilevare che l'art. 9 d. lgs., n. 267/2000 costituisce uno dei casi in cui, derogando all'art. 81 cod. proc. civ., può aversi un legittimo fenomeno di sostituzione processuale. Può, dunque, affermarsi che tale disposizione conferisce al cittadino elettore dell'ente locale una form... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...timazione speciale", la quale, pur non fondata sulla titolarità propria e diretta di una posizione giuridica, costituisce tuttavia titolo autonomo – fondato solo sulla previsione di legge e sul presupposto (essere cittadino elettore) da questa previsto - per adire il giudice (ancorché la titolarità delle posizioni giuridiche che si intendono tutelare è dell'ente locale).La disposizione, di stretta interpretazione, si limita ad attribuire una "speciale" legittimazione attiva, potendo l'elettore "far valere" in giudizio le azioni o i ricorsi che spettano all'ente locale, mentre egli non può, specularmente, costituirsi in giudizio per resistere contro azioni o ricorsi intentati da altri soggetti nei confronti dell'ente.Proprio perché la posizione dell'elettore è quella sin qui descritta, occorre che l'azione e il ricorso siano volti alla tutela di posizioni giuridiche dell'ente locale (cui egli si sostituisce), nei confronti di possibili pregiudizi derivanti da azioni od omissioni di terzi, da fatti od atti compiuti da privati o anche da altre pubbliche amministrazioni.Non è, invece, possibile che l'elettore insorga, in luogo dell'ente (da lui considerato inadempiente), avverso atti adottati dall'ente medesimo, potendo i... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... quest'ultimo, ove sussistano i presupposti, agire in autotutela, e non essendo l'azione e art. 9 cit. (come già chiarito dalla giurisprudenza) di tipo "correttivo".Da quanto esposto, consegue che, nel caso di specie, i cittadini elettori di Trieste non potevano, ai sensi dell'art. 9 d. lgs. n. 267/2000, impugnare con ricorso innanzi al giudice amministrativo, un atto (la concessione edilizia emessa in favore di Ericsson), emanato dal medesimo Comune di Trieste.I ricorrenti in primo grado (attuali appellati) difettano, quindi, nei sensi ora esposti, della legittimazione attiva. Né dall'esame degli atti emergono ragioni ulteriori, oltre quelle esaminate, sulle quali fondare legittimazione ed interesse ad agire.»



 
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