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Varianti in corso d'opera in senso proprio e varianti essenziali


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titolo:OPERE EDILIZIE E TITOLO EDILIZIO
anno:2018
pagine: 6201 in formato A4, equivalenti a 10542 pagine in formato libro
formato: pdf  
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TITOLO EDILIZIO --> VARIANTI IN CORSO D'OPERA --> DISTINZIONE CON VARIANTI ESSENZIALI

La domanda di esecuzione di variante essenziale è volta ad ottenere un nuovo ed autonomo permesso di costruire in quanto, con le profonde e sostanziali modifiche, si va a realizzare in concreto un'opera diversa nelle sue caratteristiche essenziali da quella in origine assentita; ed in questo si substanzia la variante "essenziale" a differenza delle varianti c.d."ordinarie" e delle varianti minime".

Mentre le varianti in senso proprio, ovvero le modificazioni qualitative o quantitative di non rilevante consistenza rispetto al progetto approvato, tali da non comportare un sostanziale e radicale mutamento del nuovo elaborato rispetto a quello oggetto di approvazione, sono soggette al rilascio di permesso in variante, complementare ed accessorio, anche sotto il profilo temporale della normativa operante, rispetto all'originario permesso a costruire, le varianti essenziali, ovvero quelle caratterizzate da incompatibilità quali-quantitativa con il progetto edificatorio originario rispetto ai parametri indicati dall'art. 32 del d. P.R. n. 380 del 2001, sono soggette al rilascio di permesso a costruire del tutto nuovo ed autonomo risp... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lo originario e per il quale valgono le disposizioni vigenti al momento di realizzazione della variante.

Nel caso di variante essenziale il problema si concentra nella necessità o meno di nuovo titolo, che deve quindi considerare l'eventuale diversa normativa sopravvenuta; la variante invece si riferisce al titolo originario senza nuova valutazione della normativa vigente.

Le domande di esecuzione di varianti essenziali sono considerate come volte al rilascio di un nuovo ed autonomo permesso di costruire e, conseguentemente, assoggettate alle disposizioni vigenti nel momento in cui sono presentate, non trattandosi, con esse, solo di modificare il progetto iniziale, ma di realizzare un'opera diversa, nelle sue caratteristiche essenziali, rispetto a quella originariamente assentita.

Non possono ritenersi variazioni essenziali quelle che incidono sull'entità delle cubature accessorie.

È variante essenziale ogni modifica incompatibile col disegno globale ispiratore dell'originario progetto edificatorio, sia sotto l'aspetto qualitativo sia sotto l'aspetto quantitativo. Le domande di esecuzione di varianti essenziali sono, dunque, come tali, da considerarsi sostanzialmente volte al rilascio di un nuovo ed... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ermesso di costruire e, conseguentemente, assoggettate alle disposizioni vigenti nel momento in cui sono presentate, non trattandosi, con esse, solo di modificare il progetto iniziale, ma di realizzare un'opera diversa, nelle sue caratteristiche essenziali, rispetto a quella originariamente assentita.

Ai fini della configurazione dell'ambito delle varianti essenziali soccorre la definizione di variazione essenziale contenuta nell'art. 32 D.P.R. 380/2001, la quale ricomprende il mutamento della destinazione d'uso implicante alterazione degli standards, l'aumento consistente della cubatura o della superficie di solaio, le modifiche sostanziali di parametri urbanistico-edilizi, il mutamento delle caratteristiche dell'intervento edilizio assentito e la violazione delle norme vigenti in materia antisismica, mentre non ricomprende le modifiche incidenti sulle cubature accessorie, sui volumi tecnici e sulla distribuzione interna delle singole unità abitative.

Costituisce variante essenziale ogni modifica incompatibile col disegno globale ispiratore dell'originario progetto edificatorio, sia sotto l'aspetto qualitativo sia sotto l'aspetto quantitativo. Ai fini della configurazione dell'ambito di tale istituto, soccorre la definizione di variazione es... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...unciata dall'art. 32 del D.P.R. 380/2011, la quale ricomprende il mutamento della destinazione d'uso implicante alterazione degli standards, l'aumento consistente della cubatura o della superficie di solaio, le modifiche sostanziali di parametri urbanistico-edilizi, il mutamento delle caratteristiche dell'intervento edilizio assentito e la violazione delle norme vigenti in materia antisismica, mentre non ricomprende le modifiche incidenti sulle cubature accessorie, sui volumi tecnici e sulla distribuzione interna delle singole unità abitative.

Ai fini dell'individuazione della categoria di variante minore o leggera, l'art. 22, comma 2, del D.P.R. 380/2001 prevede che sono subordinate a SCIA (ex DIA) le varianti a permessi di costruire che non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, non modificano la destinazione d'uso e la categoria edilizia, non alterano la sagoma dell'edificio qualora sottoposto a vincolo ai sensi del D.Lgs. 42/2004, non violano le prescrizioni eventualmente contenute nel permesso di costruire. In tali ipotesi, la SCIA costituisce "parte integrante del procedimento relativo al permesso di costruzione dell'intervento principale" e può essere presentata prima della dichiarazione di ultimazione dei lavori: la ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e dell'art. 22 consente, pertanto, la possibilità di dare corso alle opere in difformità dal permesso di costruire e poi regolarizzarle entro la fine dei lavori, purché si tratti appunto di varianti minori o leggere.

In materia urbanistica varianti in senso proprio sono quelle che si riferiscono a modifiche quantitative e qualitative di limitata consistenza e di scarso rilievo rispetto al progetto originario e si distinguono da quelle che, pur chiamate varianti nel linguaggio usuale del termine, tali non possono essere considerate perché richiedono la realizzazione di un quid novi , da valutarsi con riferimento alle evidenze progettuali quali la superficie coperta, il perimetro, il numero dei piani, la volumetria, le distanze dalle proprietà vicine, nonché le caratteristiche funzionali e strutturali del fabbricato complessivamente inteso; in questa seconda categoria vanno ricondotte le varianti c.d. improprie o essenziali, che si configurano come nuove concessioni che, in quanto tali, sono provvedimenti autoritativi autonomamente lesivi suscettibili di autonoma e specifica impugnativa giurisdizionale.

Per distinguere la concessione in variante da una nuova concessione, occorre che le modifiche quantitative e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e siano compatibili con il disegno globale del progetto originario, di modo che la costruzione possa ritenersi regolata dalla prima concessione, sicché le vicende relative ad essa si ripercuotono sulla concessione in variante, comprese quelle patologiche.

Non rientrano tra le varianti c.d. leggere ai permessi di costruire gli interventi che consistono nella integrale ristrutturazione dell'edificio, nonché in modifiche esterne, tipologiche e di destinazione dei locali di tale entità da determinare sostanziali variazioni di sagoma, volumetria e destinazione d'uso dell'originario progetto, con la conseguenza che, in tali casi, è invece necessario il permesso di costruire.

La modifica della localizzazione dell'edificio assurge al livello di "variazione essenziale" allorché si sia in presenza di una traslazione non parziale, ma tale da comportare lo spostamento del fabbricato su un'area totalmente o pressoché totalmente diversa da quella originariamente prevista, considerato che tale modifica comporta una nuova valutazione del progetto da parte dell'Amministrazione concedente, sotto il profilo della sua compatibilità con i parametri urbanistici.

Le varianti in senso proprio sono quelle che s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...no a modifiche quantitative e qualitative di limitata consistenza e di scarso rilievo rispetto al progetto originario e si distinguono da quelle che, pur chiamate varianti nel linguaggio usuale del termine, tali non possono essere considerate perché richiedono la realizzazione di un "quid novi" (da valutarsi con riferimento alle evidenze progettuali quali la superficie coperta, il perimetro, il numero dei piani, la volumetria, le distanze dalle proprietà vicine, nonché le caratteristiche funzionali e strutturali del fabbricato complessivamente inteso): in questa seconda categoria vanno ricondotte le varianti così dette improprie o essenziali, che si configurano come nuove concessioni, che in quanto tali sono provvedimenti autoritativi autonomamente lesive, suscettibili di autonoma e specifica impugnativa giurisdizionale.

Il rilascio di una variante 'non essenziale' non è idonea a riaprire i termini per impugnare la concessione originaria, mentre lo è quella 'essenziale', che consente la realizzazione di un "quid novi" e, quindi, va qualificata come 'nuova' concessione.

Costituisce "variante essenziale" ogni variazione incompatibile con il disegno globale ispiratore del progetto edificatorio origina... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tto l'aspetto qualitativo che sotto l'aspetto quantitativo, secondo la previsione dell'art. 32 del D.P.R. n. 380/2001 che ricomprende il mutamento della destinazione d'uso che implichi variazione degli standards, l'aumento consistente della cubatura o della superficie di solaio, modifiche sostanziali di parametri urbanistico-edilizio, mutamento delle caratteristiche dell'intervento edilizio assentito e violazione delle norme vigenti in materia di edilizia antisismica.

Non costituiscono variazioni essenziali al progetto edilizio quelle che incidono sulle cubature accessorie, sui volumi tecnici e sulla distribuzione interna delle singole unità abitative.

In assenza di significativi incrementi di cubatura o superficie, il mero aggravio di carico urbanistico, quando non abbinato alla modificazione della destinazione d'uso dell'immobile, non assume rilievo ai fini dell'individuazione delle ipotesi di "variazioni essenziali", incidendo unicamente sulla determinazione degli oneri di urbanizzazione dovuti

La nozione di variante non essenziale deve ricollegarsi a modificazioni qualitative o quantitative di non rilevante consistenza rispetto all'originario progetto.

Sulla base dell'art. 32 t.u. n. 380 del 2001, non costit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iazioni essenziali quelle che incidono sui volumi tecnici.

La modifica della localizzazione dell'edificio può assurgere a livello di variazione essenziale soltanto quando si sia in presenza di una traslazione non parziale, ma tale da comportare lo spostamento del fabbricato su di un'area totalmente diversa da quella originariamente prevista.

A differenza della autorizzazione edilizia in vera e propria variante - che modifica, senza sostituirla, quella rilasciata in precedenza - quella in sanatoria è una nuova ed autonoma normale autorizzazione o concessione edilizia, ordinaria o straordinaria, che viene rilasciata (ai sensi e per gli effetti dell'art. 13 della l. n. 47 del 1985) dopo l'inizio dei lavori e con effetto sanante solo dell'attività già compiuta in difformità dalla originaria autorizzazione o concessione, dalla quale è quindi totalmente autonoma, non venendo a sostituirla o a confondersi con essa tanto da consentirne la complessiva impugnazione.

Non può ritenersi "non essenziale" una variante che si estrinsechi in un intervento edilizio non assimilabile, per tipologìa, a quello già assentito: osta a tale conclusione il chiaro disposto dell'art. 32 comma 1 lett. ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...R. 380/01, secondo il quale deve qualificarsi a priori essenziale l'intervento che si estrinsechi in un "mutamento delle caratteristiche dell'intervento edilizio assentito".

E' illegittima, perché contraria ad ogni logica di trasparenza e di buon andamento della PA, oltre che di ordinato sviluppo del territorio, l'adozione di titoli edilizi autonomi, scaturiti però da procedimenti semplificati di mera variante.

I criteri di individuazione delle varianti in corso d'opera previsti dall'art. 1 L.R. Emilia Romagna 46/1988 sono alternativi e non cumulativi: ne deriva che il superamento di uno solo di essi comporta che la variante debba essere considerata "essenziale".

Costituisce nuovo permesso di costruire il provvedimento il quale autorizzi sensibili mutamenti alla volumetria o all'altezza del fabbricato, alla sua estetica e tipologia, al posizionamento del fabbricato ed agli allargamenti di alcuni suoi componenti, alla sagoma, alla superficie coperta, alla struttura interna e alla destinazione del manufatto.



 
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