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Titolo edilizio per ristrutturazione

L'intervento di ristrutturazione edilizia comportante una diversa distribuzione degli spazi interni non necessita del permesso di costruire, non determinando un aumento volumetrico ogni diversa distribuzione in vani, numero e ampiezza dell'identica superficie totale calpestabile; tale tipologia di opere è quindi realizzabile sulla base di una d.i.a., giusta combinato disposto degli articoli 10, comma 1, e 22, comma 1, del d.P.R. n. 380/2001.

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L'intervento di ristrutturazione edilizia comportante una diversa distribuzione degli spazi interni non necessita del permesso di costruire, non determinando un aumento volumetrico ogni diversa distribuzione in vani, numero e ampiezza dell'identica superficie totale calpestabile: tale tipologia di opere è pertanto realizzabile sulla base di una d.i.a., giusta combinato disposto degli articoli 10, comma 1, e 22, comma 1, del d.P.R. n. 380/2001.

L'intervento di ristrutturazione edilizia comportante una diversa distribuzione degli spazi interni non necessita del permesso di costruire: infatti, è da escludersi che integri un aumento volumetrico, il quale richiede il permesso di costruire, ogni diversa distribuzione in vani, numero e ampiezza, dell'identica superficie totale calpestabile. Ne consegue che, per quanto riguarda i lavori da eseguirsi, non può essere invocata la necessità di alcuna pronuncia da parte dell'Amministrazione, che è solo tenuta a verificare la regolarità della dichiarazione e a svolgere il suo compito di vigilanza edilizia ai sensi degli artt. 22 ss. T.U. Edilizia.

Ai fini della configurabilità del reato previsto dal D.P.R. n. 380 del 2001, art. 44, per effetto dell'ent... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ore del D.L. n. 69 del 2013, art. 30, gli interventi di "ristrutturazione edilizia", consistenti nel ripristino o nella ricostruzione di edifici o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, debbono ritenersi assoggettati a permesso di costruire se non è possibile accertare la preesistente volumetria delle opere che, qualora ricadono in zona paesaggisticamente vincolata, hanno l'obbligo di rispettare anche la precedente sagoma dell'edificio; sono invece soggetti alla procedura semplificata della SCIA, se si tratta di opere che non rientrano in zona paesaggisticamente vincolata e rispettano la preesistente volumetria, anche quando implicano una modifica della sagoma dell'edificio.

Gli interventi di ristrutturazione edilizia necessitano di permesso di costruire sia nel caso in cui comportino mutamento di destinazione d'uso tra categorie funzionalmente autonome dal punto di vista urbanistico sia nel caso in cui, se eseguiti nei centri storici, comportino il mutamento della destinazione d'uso all'interno di una stessa categoria omogenea; diversamente, se eseguiti fuori dei centri storici, gli stessi sono eseguibili in base a denuncia di inizio attività (DIA) qualora comportino il mutamento della destinazione d'uso all'intern... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...essa categoria omogenea.

L'esecuzione di interventi comportanti la modifica dei prospetti non rientra nelle tipologie delle ristrutturazioni edilizie "minori" e come tale richiede il preventivo rilascio di permesso a costruire.

La realizzazione di manufatti uniti ad un immobile principale che determinino una variazione planovolumetrica ed architettonica dell'immobile, non rientra tra le opere minori soggette a D.I.A., bensì nelle ipotesi di ristrutturazione edilizia e quindi soggetta al preventivo rilascio di permesso di costruire.

Alla luce delle modifiche introdotte al D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, con D.L. 12 settembre 2014, n. 133, convertito con modificazioni dalla L. 11 novembre 2014, n. 164, gli interventi edilizi che comportino modifiche della destinazione d'uso dell'immobile non possono essere considerati di manutenzione straordinaria o di restauro e risanamento conservativo, ma si tratta di interventi di ristrutturazione edilizia soggetti a permesso di costruire di cui al D.P.R. n. 380 del 2001, art. 10 e 22, comma 3, o a dichiarazione di inizio attività di cui al D.P.R. n. 380 del 2001, art. 22, comma 1, a seconda della tipologia dei lavori che interessano l'immobile.

Un ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di ristrutturazione, anche nella forma della ricostruzione previa demolizione, postula l'esistenza di un edificio per cui non è configurabile in presenza di un fabbricato che, per le sue caratteristiche, è qualificabile come rudere.

Le modificazioni della sagoma dell'immobile con conseguente aumento di volumetria e con utilizzo di nuovi materiali (blocchi in laterizio e struttura in cemento armato) non possono che essere eseguite previa acquisizione di apposito permesso di costruire.

Affinché un intervento edilizio possa essere qualificato come restauro e risanamento conservativo occorre che siano rispettati gli elementi tipologici, formali e strutturali dell'edificio senza modifiche dell'identità, della struttura e della fisionomia dello stesso, né ampliamento dei volumi e delle superfici , essendo esso diretto alla mera conservazione, mediante consolidamento, ripristino o rinnovo degli elementi costitutivi, dell'organismo edilizio esistente, ed alla restituzione della sua funzionalità. L'aumento di superficie o di volumetria comporta, al contrario, una trasformazione dell'edificio che necessita di permesso di costruire.

All'interno della categoria generale delle "ristrutturazioni... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uot;, viene richiesto il premesso di costruire solo per gli interventi stabiliti dall'art. 10 T.U. 6 giugno 2001, n. 380, che conducano ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente; viceversa, gli interventi che consistano nella realizzazione di un organismo edilizio identico al precedente non richiedono il suddetto permesso, restando perciò soggetti alla disciplina abilitativa semplificata di cui all'art. 22 T.U.

Volumetria e sagoma, nei centri storici si pongono come limiti sia per gli interventi di ristrutturazione che non comportino demolizioni, sia nei casi di ristrutturazioni attuate attraverso le demolizioni: per mutare tali parametri non basta la denuncia di inizio attività, ma occorre il permesso di costruire.

L'opera non che non può essere riconodotta agli interventi c.d. "di ristrutturazione leggera" che cioè non modificano il carico urbanistico, ma finisce per configurarsi come una c.d. "ristrutturazione pesante", assimilabile ad una nuova costruzione, nell'ambito del centro storico richiede il permesso di costruire.



 
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