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Titolo edilizio: normativa applicabile

 IN GENERALE
 COMUNE DI ROMA
 PROVA DELL'EPOCA DI REALIZZAZIONE

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titolo:OPERE EDILIZIE E TITOLO EDILIZIO
anno:2018
pagine: 6201 in formato A4, equivalenti a 10542 pagine in formato libro
formato: pdf  
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€ 50,00

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TITOLO EDILIZIO --> NORMATIVA APPLICABILE

Nel procedimento relativo al rilascio di un titolo edilizio, la situazione normativa vigente alla data di presentazione della domanda, in ragione del generale principio tempus regit actum, non costituisce un vincolo per l'Amministrazione: le norme coeve alla domanda, infatti, non possono ritenersi "cristallizzate" fino alla determinazione finale sulla stessa.

La domanda di permesso di costruire deve essere valutata alla luce della normativa vigente al momento in cui l'Amministrazione comunale provvede su di essa e non all'epoca della presentazione.

la domanda di concessione edilizia (oggi permesso di costruire) deve essere valutata alla luce della normativa vigente al momento in cui l'Amministrazione comunale provvede su di essa e non all'epoca della presentazione.

In base al principio di effettività della tutela giurisdizionale è preclusa all'amministrazione comunale l'applicazione della normativa sopravvenuta alla notificazione della sentenza di accoglimento del ricorso avente ad oggetto il rigetto della domanda diretta ad ottenere il titolo edilizio, potendo prendere in considerazione esclusivamente eventuali vincoli e limiti diversi e ulteriori rispetto alla ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...urbanistica in senso stretto che, in quanto siano applicabili anche se sopravvenuti – quali, in linea di massima, le prescrizioni sanitarie, anti-sismiche, i vincoli a tutela delle bellezze naturali e di beni di interesse storico e artistico – debbano essere valutati al momento in cui la domanda viene esaminata.

In caso di successione nel tempo di norme edilizie, se la nuova disciplina è più restrittiva, essa non è applicabile alle nuove costruzioni, che al momento della sua entrata in vigore possono considerarsi già "sorte", valendo in tal caso il limite dei cosiddetti "diritti quesiti".

L'art. 18 della L. n. 10/1977 (c.d. legge Bucalossi) ha testualmente fatto salve dal pagamento dei contributi da essa previsti "le licenze edilizie già rilasciate …. prima della data di entrata in vigore della presente legge, purché i lavori siano completati entro quattro anni dalla stessa data, così da rendere gli edifici abitabili o agibili". Tale norma va interpretata nel senso che si sia inteso salvaguardare le licenze già rilasciate dal più oneroso regime della concessione introdotto dalla nuova normativa urbanistica e, quindi, non solo non ha implicitamente a... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...precedente e non incompatibile disposizione di cui all'art. 31 della L. 17 agosto 1942 n. 1150 (come novellato dall'art. 10 della L. 6 agosto 1967 n. 765) - la quale sancisce la decadenza della licenza stessa nel caso in cui i relativi lavori non siano iniziati e compiuti nei termini prescritti -, ma, soprattutto, non ha inteso sanare le eventuali decadenze che si fossero verificate al momento della sua entrata in vigore.

L'obbligo di richiedere la licenza edilizia per realizzare nuove costruzioni è stato introdotto dall'art. 31 della legge urbanistica n. 1150/1942 esclusivamente per gli immobili situati nei centri urbani e poi esteso all'intero territorio comunale dalla legge n. 765/1967.

La domanda di titolo edilizio deve essere valutata sulla base della disciplina urbanistica vigente al momento della sua presentazione, pena un'illegittima ultrattività dello strumento urbanistico ormai abrogato.

La nozione di trasformazione urbanistica ed edilizia contenuta nell'art. 1 l. n. 10/1977 va intesa non solo in una accezione strutturale, ma anche funzionale, la quale è imperniata sull'idoneità dell'organismo edilizio a soddisfare esigenze non meramente temporanee.

Sussiste l'obbligo dell'amministr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...efinire il procedimento edilizio attivato dall'interessato applicando la disciplina vigente al momento di presentazione della relativa domanda emanando il titolo edilizio richiesto, se conforme alla previgente disciplina, ove non sussistano ulteriori cause ostative.

Nel caso di annullamento delle impugnate concessioni edilizie, l'Amministrazione comunale, in caso di ripresentazione di un nuovo progetto, dovrà tener conto anche di ogni modifica del quadro normativo nel frattempo intervenuta.

Se la normativa urbanistica vigente al momento della presentazione dell'istanza di titolo edilizio consentiva l'intervento, ma poi è stata annullata in autotutela, è legittimo il provvedimento di diniego adottato dalla P.A..

Fino al momento dell'attribuzione di efficacia alla d.i.a. (e quindi fino al decorso del termine per l'esercizio del potere inibitorio), secondo momento di realizzazione della fattispecie precettiva, la vicenda procedimentale non è ancora conclusa, ed è quindi ancora possibile, ed anzi doveroso, dare risalto agli eventi esterni sopravvenuti, quale è il mutamento dei parametri di calcolo o anche il sopraggiungere di una nuova disciplina urbanistica.

La domanda edificatoria... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e valutata alla stregua della normativa vigente al momento in cui l'amministrazione provvede su di essa e non della sua presentazione: è dunque corretto respingere tale domanda qualora durante l'iter venga apposta all'area una nuova destinazione urbanistica, incompatibile con la domanda stessa.

La DIA (ovvero, oggi, la SCIA) o il permesso a costruire, a seconda dei casi in cui sono consentiti o richiesti dalla disciplina urbanistica via via vigente, devono ritenersi equipollenti alla concessione od all'autorizzazione edilizia, oramai abrogate dalla legislazione urbanistica ed edilizia.

In caso di d.i.a. carente di documentazione, è possibile tener conto della normativa urbanistica sopravvenuta.

La ratio della previsione secondo cui l'entrata in vigore di nuove previsioni urbanistiche comporta la decadenza dei permessi in contrasto con le previsioni stesse, salvo che i relativi lavori siano stati iniziati e vengano completati entro un certo termine va rinvenuta nella necessità di tutelare l'affidamento di chi ha ottenuto il titolo edilizio, che, a certe condizioni, prevale sulla sopravvenienza di nuovi strumenti di pianificazioni che rechino disposizioni non conformi con il titolo a costruire.

L'obbl... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...iedere la licenza edilizia (ora permesso di costruire) per realizzare nuove edificazioni è stato introdotto dall'art. 31, legge urbanistica n. 1150 del 1942 esclusivamente per gli immobili situati nei centri urbani; solo a seguito dell'approvazione della c.d. legge ponte n. 765 del 1967, tale obbligo di munirsi del titolo abilitativo ad edificare è stato esteso all'intero territorio comunale.

L'indirizzo giurisprudenziale secondo cui il privato che abbia ottenuto un giudicato favorevole contro il diniego di titolo edilizio non può vedersi opposte le variazioni dello strumento urbanistico sopravvenute dopo la notificazione della sentenza di accoglimento del ricorso contro il diniego non è applicabile qualora le ragioni che inficiano il diniego non siano autonome ma derivate dall'illegittimità di un atto pianificatorio presupposto in contrasto con quello sovraordinato.

Nel caso di titolo edilizio richiesto per la chiusura di vedute irregolari in esecuzione di un giudicato civile, la P.A. - estranea al giudizio civile - non può opporre norme del regolamento edilizio che siano successive alla formazione del predetto giudicato, poiché tale normativa non può vedere estesa retroattivamente la propria ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...roattiva ad una fattispecie del tutto speciale in cui la regolazione del rapporto è stata già dettata da un statuizione avente forza e valore di cosa giudicata, cioè di legge.

La regola secondo cui la normativa applicabile è quella vigente al momento in cui la P.A. si pronuncia sull'istanza non si applica qualora il titolo edilizio sia stato richiesto per dare esecuzione ad un giudicato civile formatosi anteriormente all'entrata in vigore della norma ostativa.

Il principio secondo cui la disciplina urbanistica da applicare in occasione dell'esame di un progetto edilizio conseguente ad una sentenza di annullamento del diniego della concessione è quella vigente al momento in cui la sentenza è notificata al sindaco, risultando inopponibili all'interessato solo le variazioni dello strumento urbanistico sopravvenute successivamente a tale notificazione va applicato anche in caso di semplice adozione del nuovo P.R.G..

Il principio per cui il privato che abbia ottenuto un giudicato favorevole contro il diniego di concessione edilizia ha un interesse (legittimo pretensivo) a che l'autorità competente riveda in "parte qua" il piano urbanistico vigente al fine di valutare se ad esso pos... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...pportata una variante, che recuperi, in tutto o in parte e compatibilmente con l'interesse pubblico, la previsione del piano abrogato, sulla quale si fondava originariamente la domanda di concessione non incide direttamente sui provvedimenti con cui la domanda di rilascio di concessione edilizia è esaminata, ma può essere fatto valere nei confronti delle modificazioni agli strumenti urbanistici.

La legge urbanistica n. 1150/1942 si pone in un contesto normativo che, innovando radicalmente la materia, ha determinato il superamento di tutte le fonti normative previgenti con essa incompatibili, affermando nel contempo l'assoggettamento dello "ius aedificandi" alla necessità della licenza edilizia, nella sua funzione di controllo, ma in sostanza limitatamente ai centri abitati ed alle zone di espansione.

In materia edilizia ed urbanistica, anche dopo la temporanea entrata in vigore del D.P.R. 380/2001 dal 1 al 9 gennaio 2002, le pregresse disposizioni si continuano ad applicare, con le modifiche introdotte a decorrere dal 10 aprile 2002 dalla legge 443/2001, sino al 30 giugno 2003, poiché il legislatore ha previsto un effetto ripristinatorio della precedente normativa attraverso il fenomeno della reviviscenza, stante la proro... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... dall'art. 5-bis d.l. 411/2001 conv. in legge 463/2001.

La domanda di rilascio del permesso di costruire deve essere vagliata in relazione ai contenuti ed alle prescrizioni del P.R.G. e delle norme tecniche di attuazione e non alla luce di una situazione di fatto in ipotesi non più rispondente alle previsioni di piano.

L'obbligo di munirsi del titolo edilizio esiste per le costruzioni nei centri abitati, a partire dalla legge 1150/1942 (salvo più risalenti specifiche previsioni dei regolamento edilizi comunali), e per tutte le costruzioni in forza della legge 765/1967. L'onere della prova sull'epoca di realizzazione del manufatto incombe sul privato.

I manufatti realizzati in centro abitato sono necessariamente soggetti a licenza edilizia quand'anche realizzati anteriormente alla riforma della legge urbanistica nazionale del 1967.

In caso di successione nel tempo di norme edilizie, la nuova disciplina, se meno restrittiva, è applicabile anche alle costruzioni realizzate prima della sua entrata in vigore, con l'unico limite dell'eventuale giudicato formatosi nella controversia sulla legittimità della costruzione stessa, onde la illegittimità dell'eventuale ordine di demolizione degli ed... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nariamente illeciti alla stregua delle precedenti norme, nei limiti in cui siano consentiti dalla normativa sopravvenuta.

La disciplina urbanistica applicabile alle domande di concessione edilizia è quella vigente al momento del rilascio del titolo abilitativo.

In caso di mutamento sopravvenuto della disciplina urbanistica, che impedisca la realizzazione dell'intervento oggetto dell'istanza di permesso di costruire, il soggetto che ha presentato l'istanza non può invocare la violazione da parte della P.A. dei principi di correttezza e di buona fede, in quanto nel decidere sulla domanda di titolo edilizio la P.A. è chiamata ad esercitare un potere vincolato.

In materia edilizia, il regime giuridico da applicarsi alla istanze di rilascio di titoli edificatori è quello vigente alla data di conclusione del procedimento di definizione delle domande stesse.

L'assentibilità di un intervento edilizio, ove non vi siano altre cause impeditive al rilascio del titolo abilitativo va verificata alla fine dei lavori, nel momento in cui è possibile verificare definitivamente il rispetto da parte dell'istante del progetto assentito.

La P.A. ha l'obbligo di provvedere sulla domanda... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ione edilizia ingiustamente respinta applicando la disciplina vigente alla data di proposizione della domanda giurisdizionale volta all'annullamento del diniego dell'istanza di titolo edilizio.

La tutela degli interessi urbanistici comunali e l'osservanza del principio tempus regit actum, debbono trovare contemperamento con l'esigenza di garantire l'effettività della tutela giurisdizionale e di non compromettere la valenza dall'ordinamento assegnata al giudicato, pertanto le modifiche della disciplina del regolamento edilizio comunale intervenute dopo la proposizione del ricorso per l'annullamento del diniego dell'istanza di concessione edilizia non possono né essere opposte in sede di ottemperanza, né essere utilizzate nel corso del giudizio per valutare la legittimità dell'istanza.

TITOLO EDILIZIO --> NORMATIVA APPLICABILE --> COMUNE DI ROMA

Per la città di Roma, ogni costruzione da eseguirsi nel relativo territorio, anche fuori dal centro abitato o dalle zone di espansione, era soggetta a preventiva autorizzazione del sindaco già prima della legge n. 765 del 1967 (cosiddetta "legge-ponte"), a norma dell'art. 1 del regolamento edilizio comunale del 1934.

TITOLO EDILIZIO ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ATIVA APPLICABILE --> PROVA DELL'EPOCA DI REALIZZAZIONE

L'autorità urbanistica, pur dovendo sempre espletare un'istruttoria adeguata anche relativamente all'epoca di edificazione di un abuso edilizio (onde individuare il regime giuridico di riferimento), non deve fornire, quale condizione di legittimità per l'irrogazione della sanzione, anche la prova certa dell'epoca di realizzazione dell'abuso, atteso che è posto in capo al proprietario (o al responsabile dell'abuso), ingiunto della demolizione l'onere di provare la risalenza dell'immobile ad epoca anteriore alla legge ponte n. 765 del 1967, che estese l'obbligo di previa licenza edilizia anche alle costruzioni realizzate al di fuori del perimetro del centro urbano.

La documentazione fotografica depositata dalla quale si evince che alcune opere (nella specie tettoie) sono state sicuramente realizzate prima dell'anno 1975 possono costituire un sufficiente principio di prova che può far presumere che l'intervento risalga effettivamente ad epoca anteriore al 1° settembre 1967; in mancanza di prove contrarie, tale circostanza può quindi ritenersi dimostrata.

Chi allega la circostanza dell'anteriorità di una costruzione al 1942, anno di en... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...gore della legge urbanistica, è onerato della relativa prova.

Quanto alla valenza probatoria dei rilievi aerofotogrammetrici, lsono soltanto gli atti formati dai pubblici ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni ad avere particolare valenza probatoria, ma non le riprese aerofotogrammetriche del territorio comunale effettuate da una società privata. D'altra parte, le indicazioni ricavabili dalla aerofotogrammetria del territorio sono di decisiva rilevanza ai fini della datazione dell'epoca di realizzazione del manufatto solo qualora realizzate con alta risoluzione grafica, come le elaborazioni più recenti, grazie al significativo progresso tecnologico.

Il principio inquisitorio che consente all'autorità amministrativa di avvalersi di propria iniziativa, di ogni mezzo probatorio che ritenga utile vale con speciale riguardo alle pratiche edilizie, laddove si rinviene di frequente la necessità di dare prova di risalenti fatti storici, quali, in particolare, l'epoca di costruzione dei manufatti. La regola che qui si afferma non è solo quello della libertà della prova, ma addirittura, della sufficienza del "principio di prova".

È onere dell'interessato provare che l'edifi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...un immobile sia avvenuta prima dell'instaurazione del vincolo paesaggistico sull'area al fine di dimostrarne l'irrilevanza.

Nel dubbio riguardo al carattere abusivo o meno di un manufatto (sotto il profilo del regime giuridico applicabile in relazione alla datazione della sua realizzazione) se ne deve presumere la sua conformità a legge sia perché tale soluzione è conforme al principio di diritto, fondamentale in un ordinamento liberale e democratico, secondo cui ogni attività umana (ivi inclusa quella edilizia) deve ritenersi legittima quante volte non emergano elementi univoci per ritenere la stessa contra legem, sia perché la stessa consente di conformare la situazione giuridica alla situazione di fatto, così realizzando quelle esigenze di effettività dell'ordinamento giuridico che sono esse stesse sottese alle leggi istitutive dei regimi di sanatoria edilizia a carattere straordinario.

Nelle controversie in materia edilizia, soggette alla giurisdizione del giudice amministrativo, i principi di prova oggettivi concernenti la collocazione dei manufatti tanto nello spazio, quanto nel tempo, si rinvengono nei ruderi, fondamenta, aerofotogrammetrie, mappe catastali, tanto che la prova per testimoni &eg... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...utto residuale.

La prova dell'epoca di realizzazione dei manufatti si desume da dati oggettivi: questi resistono a dati quali quelli risultanti dagli estratti catastali, ovvero alla prova testimoniale, ed è onere del privato che contesti il dato dell'Amministrazione fornire prova rigorosa della diversa epoca di realizzazione dell'immobile, "superando" quella fornita dalla parte pubblica.

L'epoca di realizzazione di un'opera non può assurgere, di per sé, a fattore scriminante dagli abusi edilizi, salvo che il ricorrente riesca adeguatamente a provare la sua preesistenza al 1967 (e la sua ubicazione al di fuori del perimetro del centro urbano) e alla data di imposizione del vincolo. Infatti, l'obbligo di richiedere la licenza edilizia (ora permesso di costruire) per realizzare nuove edificazioni è stato introdotto dall'art. 31, legge urbanistica n. 1150 del 1942 esclusivamente per gli immobili situati nei centri urbani. Solo a seguito dell'approvazione della c.d. legge ponte n. 765 del 1967, tale obbligo di munirsi del titolo abilitativo ad edificare è stato esteso all'intero territorio comunale.


 
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