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Titolo edilizio e misure di salvaguardia

La funzione delle misure di salvaguardia è d’impedire che nelle more della procedura di approvazione in via definitiva di un piano siano posti in essere interventi di modifica dell’assetto del territorio tali da precludere l’attuazione del piano adottato ma non ancora approvato.

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TITOLO EDILIZIO --> MISURE DI SALVAGUARDIA

L'art. 4, comma 8, della legge n. 10 del 1977 (oggi art. 9, t.u. edilizia) stabilisce esplicitamente la transitorietà della disciplina nello stesso dettata fino all'entrata in vigore delle norme regionali, con la conseguenza che la Regione può, nell'esercizio delle proprie attribuzioni, introdurre ulteriori limiti all'edificazione (rectius: misure di salvaguardia), rispetto a quelli previsti dal legislatore statale con lo scopo di tutelare l'ordinato assetto del territorio nelle more dell'approvazione degli strumenti urbanistici.

La misura di salvaguardia di cui all'art. 12, comma 3, del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 è strumento diretto ad evitare che, nelle more del procedimento di approvazione degli strumenti di pianificazione, le richieste dei privati, fondate su una pianificazione ritenuta non più attuale, finiscano per alterare profondamente la situazione di fatto e, di conseguenza, per pregiudicare definitivamente proprio gli obiettivi generali cui invece è finalizzata la programmazione urbanistica generale.

Se nel corso del procedimento inerente una domanda di permesso di costruire, sopravvenga l'adozione di una strumento urbanistico generale,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...oni perché tale domanda possa trovare favorevole definizione sono due: che l'intervento edilizio sia conforme al piano vigente e inoltre che non sia in contrasto con il piano adottato. E' evidente che la mancanza di una soltanto delle due condizioni rende superflua qualsiasi indagine sull'altra.

L'applicazione della misura di salvaguardia ex art. 12, comma 3, del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, in caso di contrarietà della richiesta di intervento edilizio rispetto alle sopravvenute disposizioni del piano adottato, è obbligatoria, derivando direttamente dalla legge, e comporta l'inutilità, nelle more della vigenza della misura stessa, della verifica della conformità del medesimo intervento rispetto alla precedente normativa, non più attuale.

E' legittimo il contegno del Comune che, senza rispondere immediatamente alla domanda di permesso di costruire non compatibile con lo strumento urbanistico adottato, si avvalga in pratica della effettività della misura di salvaguardia in atto.

Secondo quanto previsto dall'art. 12, comma 3, D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, le misure di salvaguardia devono essere obbligatoriamente applicate solo a partire dalla delibera di adozione dal Consiglio comu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...strumento urbanistico, dato che, prima di tale momento, esso è giuridicamente inesistente, e nessun progetto o schema, quand'anche pronto per essere discusso dal Consiglio o già inserito nel relativo ordine del giorno, può essere preso in considerazione, né dispiegare alcun effetto prodromico.

L'esigenza sottesa all'applicazione della misura di salvaguardia ex art. 12, comma 3, D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 è strettamente correlata ad introdurre una disciplina temporanea idonea a normare, nelle more del procedimento di approvazione del piano urbanistico, le richieste dei privati che, in quanto fondate su una pianificazione ritenuta non più attuale, potrebbero avere l'effetto di alterare profondamente la situazione di fatto e, di conseguenza, pregiudicare definitivamente proprio gli obiettivi generali cui invece è finalizzata la programmazione urbanistica generale.

Non può consentirsi, in pendenza di misure di salvaguardia ed a strumento urbanistico ancora non approvato, una applicazione "anticipata" delle disposizioni di quest'ultimo.

La previsione di cui all'art. 12 comma 3 d.P.R. n. 380 del 2001 relativa alle misure di salvaguardia, è finalizzata ad evitare ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ancora intervenuta approvazione da parte dell'amministrazione competente di eventuali previsioni di non edificabilità previste da un piano in vigore consenta ai proprietari delle aree interessate di realizzare nuove costruzioni nel periodo intercorrente tra la predisposizione di un nuovo piano e la sua approvazione, in tal modo eludendo, durante tale fase, le stesse previsioni contenute nel progettato nuovo piano.

L'effetto di salvaguardia previsto dal comma 3 dell'art. 12 del d.P.R. n. 380 del 2001, è strettamente collegato all'adozione del piano, cioè dello strumento urbanistico modificativo della precedente previsione.

Le misure di salvaguardia sono funzionali ad un corretto assetto del territorio, in quanto impediscono che alcun intervento edilizio si realizzi nelle more dell'approvazione di un nuovo piano da parte dell'amministrazione competente.

Il generale principio della temporaneità delle misure di salvaguardia, aventi natura eccezionale e derogatoria, e della ragionevole durata del loro termine di efficacia, vincola le amministrazioni in generale ed anche le regioni al fine di evitare un incontrollato trascinamento in avanti della durata delle suddette misure impeditive, onde scongiu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...chio che all'effetto tipico, di natura meramente cautelare, si sovrapponga quello improprio di una permanente compressione del diritto di proprietà, anche con riferimento ai valori ambientali.

In materia di misure di salvaguardia, l'art. 12 comma 3 d.P.R. n. 380 del 2001 - avente valenza mista: edilizia, da un lato, in quanto volta ad incidere sui tempi dell'attività edificatoria; urbanistica, dall'altro, in quanto finalizzata alla preservazione, in definiti ambiti temporali, degli assetti urbanistici in itinere e, medio tempore, dell'ordinato assetto del territorio - prevale su eventuali norme regionali previgenti di contenuto difforme.

La previsione di cui all'art. 12 comma 3 d.P.R. n. 380 del 2001 e cioè delle misure di salvaguardia, è finalizzata ad evitare che la non ancora intervenuta approvazione da parte della Regione, o comunque di altra autorità competente, di eventuali previsioni di non edificabilità previste dal piano in vigore consenta ai proprietari delle aree interessate di realizzare nuove costruzioni nel periodo intercorrente tra la predisposizione di un nuovo piano e l'approvazione di questo da parte della Regione, in tal modo eludendo, durante tale fase, le stesse previsioni ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...el progettato nuovo piano.

Le misure di salvaguardia, pur operando tipicamente tra l'adozione dello strumento urbanistico e la sua approvazione, possono trovare applicazione anche alle denunce di inizio attività perfezionatasi nel lasso di tempo intercorrente tra l'approvazione del piano e la sua entrata in vigore.

Le misure di salvaguardia previste dall'art. 12 D.P.R. 380/2001 sono misure meramente soprassessorie poiché precludono l'esame delle istanze edilizie presentate nel corso del procedimento pianificatorio ed in contrasto con il contenuto dello strumento urbanistico, mentre la decadenza regolata dall'art. 15, co. 4, D.P.R. 380/2001 opera solo dopo l'approvazione del piano sia pure per la stessa ragione sostanziale, costituita dalla incompatibilità dell'intervento col piano stesso.

La misura della sospensione dell'esame delle istanze di titolo edilizio in contrasto con gli strumenti urbanistici in itinere trova applicazione esclusivamente ai titoli edilizi che presuppongono la domanda dell'interessato e non alla d.i.a., in relazione alla quale è concepibile esclusivamente l'emanazione di provvedimenti inibitori.

Le norme di salvaguardia del nuovo P.R.G. non sono applicabi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tervento edilizio che, sebbene non completato, è ancora in fieri al momento dell'adozione del nuovo strumento urbanistico.

Le misure di salvaguardia vanno applicate dal sindaco soltanto prima del rilascio del titolo edilizio.

L'art. 12, co. 3, D.P.R. 380/2001 non dà adito a dubbi circa il fatto che la misura della sospensione incida sui procedimenti rispetto ai quali non sia ancora intervenuto il rilascio del titolo edilizio e che le misure di salvaguardia siano applicabili solamente alle domande di permesso di costruire presentate dopo l'adozione del piano regolatore o della sua variante e a quelle ancora pendenti a tale data.

L'adozione, prima della scadenza dei termini della misura di salvaguardia, di nuove modifiche dello strumento urbanistico, comporta un nuovo decorso del termine di durata delle misure suddette, in coerenza con l'art. unico della l. n. 1902 del 1952.

Il regime di salvaguardia degli strumenti urbanistici adottati opera non soltanto con riferimento agli interventi soggetti al permesso di costruire, ma anche rispetto a quelli subordinati a d.i.a..

Le misure di salvaguardia trovano applicazione fin dalla data della deliberazione comunale di adozione de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to urbanistico generale, e quindi prima che la delibera divenga esecutiva per effetto della pubblicazione.

La funzione delle misure di salvaguardia induca altresì a interpretare la relativa disciplina legislativa nel senso di riconoscere l'operatività dell'istituto anche con riferimento alle modifiche apportate al piano in sede di approvazione, per il periodo intercorrente tra l'assunzione della deliberazione conclusiva dell'iter dello strumento urbanistico generale e la data di definitiva entrata in vigore dello stesso, a seguito della pubblicazione sul B.U.R. dell'avviso di deposito.

L'adozione di uno strumento urbanistico determina unicamente l'applicazione delle misure di salvaguardia (obbligatorie o discrezionali, a seconda della circostanza che il titolo edificatorio sia stato solo richiesto o sia stato già rilasciato), aventi portata meramente soprassessoria, senza che si produca la diversa conseguenza della definitiva decadenza del titolo edificatorio, che è invece prevista dall'art. 15, co. 4. D.P.R. 380/2001 per il caso di contrasto del titolo già rilasciato con il piano definitivamente approvato, intervenuto prima dell'avvio dei lavori.

La funzione delle misure di salvaguardi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...d'impedire che nelle more della procedura di approvazione in via definitiva di un piano siano posti in essere interventi di modifica dell'assetto del territorio tali da precludere l'attuazione del piano adottato ma non ancora approvato.

Le misure di salvaguardia si applicano anche alla d.i.a..

Le misure di salvaguardia sono una forma di tutela che sospende gli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio che siano in contrasto con gli assetti delineati dal nuovo strumento urbanistico, la cui efficacia è strettamente connessa alla sua immediata applicabilità.

Le misure di salvaguardia perdono efficacia decorsi tre anni dalla data di adozione dello strumento urbanistico senza che intervenga la delibera di approvazione del piano.

Le disposizioni del piano urbanistico vanno applicate, ai fini delle misure di salvaguardia, sin dalla adozione, ossia da quando sono state deliberate dal competente organo comunale, essendosi ritenuta la irrilevanza, a questi effetti, della sua pubblicazione.

Le misure di salvaguardia consentono una anticipazione dell'efficacia delle nuove previsioni pianificatorie, rispetto alla loro definitiva approvazione, c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...unzione cautelare, cioè al fine di evitare che il piano in itinere possa essere pregiudicato da interventi edilizi autorizzati nella fase tra adozione e approvazione; tale ratio comporta anche un limite ontologico della misure di salvaguardia stesse, che devono avere natura provvisoria, in attesa della definitiva approvazione degli strumenti urbanistici.

La funzione delle misure di salvaguardia emanate ai sensi dell'art. 1-bis della legge 8 agosto 1985, n. 431, è di impedire ogni modificazione dell'assetto del territorio fino alla approvazione dei piani paesistici ed evitare, quindi, possibili (ed irreversibili) pregiudizi ad aree ritenute, per il loro pregio, meritevoli di disposizioni di tutela.

La ragione giuridica dell'applicazione della misura di salvaguardia è quella di presidiare il nuovo assetto urbanistico ed edilizio del piano adottato, in attesa della sua definitiva approvazione, sicché la salvezza dei lavori in contrasto solo in virtù del loro inizio si porrebbe in evidente ed insanabile conflitto con la ratio stessa dell'istituto.

Il divieto di rilascio di concessioni edilizie (oggi permessi di costruire) dalla data di entrata in vigore del piano urbanistico territoriale e ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...provazione dei piani regolatori generali comunali costituisce una misura di salvaguardia funzionale all'approvazione dei piani regolatori generali comunali ovvero all'adeguamento di quelli eventualmente vigenti alle prescrizioni del piano urbanistico-territoriale.

Le misure di salvaguardia ex art. 12, comma 3°, Dpr n. 380/2001 (nonché ex art. 57 L.r. Abruzzo n. 18/1983) presuppongono l'esistenza di un piano adottato, la cui possibilità attuativa viene conservata in attesa della sua approvazione.

L'art. 12 del Testo unico dell'edilizia, di cui al D.P.R. n. 380/2001, che recita "in caso di contrasto dell'intervento oggetto della domanda di permesso di costruire con le previsioni di strumenti urbanistici adottati, è sospesa ogni determinazione in ordine alla domanda", può essere interpretato nel senso che la misura della sospensione incida unicamente sui procedimenti avviati da quel momento in poi, rispetto ai quali non sia ancora intervenuto il rilascio del titolo edilizio, e che le misure di salvaguardia siano quindi applicabili alle domande di permesso presentate dopo l'adozione della variante urbanistica.

La misura di salvaguardia di cui all'art. 12, comma 3, d.P.R. 6 giugno 200... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...grave; strumento diretto ad evitare che, nelle more del procedimento di approvazione degli strumenti di pianificazione, le richieste dei privati, fondate su una pianificazione ritenuta non più attuale, finiscano per alterare profondamente la situazione di fatto e, di conseguenza, per pregiudicare definitivamente proprio gli obiettivi generali cui invece è finalizzata la programmazione urbanistica generale.

Nelle more del procedimento di approvazione degli strumenti di pianificazione, l'attività edificatoria rimane regolata dallo strumento urbanistico vigente, salvo il limite che possono essere rilasciate solo concessioni edilizie che non contrastino con le previsioni del nuovo piano, in attesa di approvazione.

Il provvedimento soprassessorio che sospende il rilascio del titolo edilizio in vista della definizione di un procedimento di individuazione di aree ERS è illegittimo poiché integra una misura di salvaguardia (fisiologicamente strumentale ad un procedimento pianificatorio di variante in itinere) in carenza dei relativi presupposti tipici (correlati all'avvenuta adozione di uno strumento di pianificazione territoriale e urbanistica o della relativa variante) ed al di fuori dei relativi limiti temporali.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...art. 12, comma 3, D.P.R. 380/2001 attribuisce un potere di natura eccezionale e derogatoria riferito ai soli titoli edilizi e non suscettibile di applicazione analogica a casi come quello dell'autorizzazione per l'esecuzione d' interventi di miglioria fondiaria da parte del dirigente regionale.

Anche laddove le disposizioni di natura urbanistica contengano misure di salvaguardia, devono dettare (ed in ogni caso, ove possibile in tal senso devono essere interpretate) norme il più possibile organiche, che consentano sì l'esercizio della altissima e discrezionale funzione programmatoria da parte degli enti territoriali, ma senza obliare le esigenze dei privati volte a – quantomeno - conoscere con certezza ed anticipatamente quale sia il preconizzabile sviluppo consentito nell'area di propria pertinenza, o che si accingono ad acquistare.

Le norme di salvaguardia, collegate all'adozione di un nuovo P.R.G., non trovano applicazione nei confronti delle concessioni edilizie già rilasciate ancorché la costruzione non sia ancora stata realizzata.

Deve considerarsi illegittimo il provvedimento edificatorio rilasciato nel periodo si sospensione procedimentale conseguente all'effetto soprassessorio e non ne... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...le misure di salvaguardia.

Le misure di salvaguardia, che per loro intrinseca natura hanno carattere eccezionale e temporaneo, secondo la espressa previsione dell'articolo unico, comma 3, della legge n. 1902 del 1952 (come sostituito dall'art. 1 della legge 5 luglio 1966, n. 517), non possono essere protratte oltre tre anni dalla data di deliberazione del piano.

Intervenuta l'approvazione dello strumento urbanistico (o della sua variante) ovvero scaduto il termine massimo di durata delle misure di salvaguardia, l'amministrazione ha l'obbligo – e non già una mera facoltà - di procedere all'esame delle richieste di concessione edilizia sospese, proprio per la doverosa applicazione della legge n. 1902 del 1952 e dei fondamentali principi sanciti nell'articolo 97 della Costituzione.

La misura di salvaguardia non rende immediatamente applicabili alle domande già presentate gli eventuali parametri più favorevoli recati dal nuovo strumento ma impone unicamente di sospendere l'esame delle domande che siano in contrasto con il nuovo strumento adottato.

La ratio dell'art. 12, co. 3, D.P.R. 380/2001 è quella di evitare che la non ancora intervenuta approvazione da parte... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one, o comunque di altra autorità competente, di eventuali previsioni di non edificabilità previste dal piano in vigore consenta ai proprietari delle aree interessate di realizzare nuove costruzioni nel periodo intercorrente tra la predisposizione di un nuovo piano e l'approvazione di questo da parte della Regione, in tal modo eludendo, durante tale fase, le stesse previsioni contenute nel progettato nuovo piano.

L'adozione del piano urbanistico ha una funzione cautelativa, ai sensi dell'art. 12 D.P.R. 380/2001, nei riguardi di quei progetti che non si conformano allo stesso: da ciò deriva che l'effetto di salvaguardia è strettamente collegato all'adozione del piano, cioè dello strumento urbanistico modificativo della precedente previsione.

La disciplina sulle misure di salvaguardia di cui all'art. 12, co. 3, D.P.R. 380/2001 hs una valenza mista: edilizia, in quanto è volta ad incidere sui tempi dell'attività edificatoria, ed urbanistica, in quanto finalizzata alla salvaguardia, in definiti ambiti temporali, degli assetti urbanistici in itinere e, medio tempore, dell'ordinato assetto del territorio.

All'art. 12, co. 3, D.P.R. 380/2001 deve essere riconosciuto il valore di norma s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rincipio in materia di governo del territorio, di cui all'art. 117, co. 3, Cost.: è incostituzionale pertanto una normativa regionale che preveda delle misure di salvaguardia di durata superiore, e ciò anche qualora si tratti di disposizioni che dettano un particolare regime di edificabilità di un territorio in attesa dell'approvazione di un piano d'area e che siano state ripetutamente prorogate per quanto concerne la data di scadenza per l'approvazione del P.R.G..

La ripetuta proroga del termine di efficacia di una previsione della legislazione regionale che preveda un peculiare regime di inedificabilità di talune aree in attesa dell'approvazione di uno strumento urbanistico d'area costituisce una surrettizia violazione del principio della ragionevole temporaneità delle misure di salvaguardia, e si pone perciò in contrasto con il principio del necessario indennizzo nel caso di reiterazione di vincoli urbanistici che comportino l'inedificabilità.

La normativa sulla obbligatorietà delle misure di salvaguardia, riguardante il divieto per l'autorità monocratica di rilasciare titoli edilizi contrastanti con il piano adottato, non riguarda l'esercizio del potere di pianif... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l consiglio comunale, che – nel dare il contenuto al piano adottato – può disporre la prevalenza di alcune previsioni del piano tuttora vigente, per la realizzazione di ben identificati interventi edilizi, purché determini un criterio obiettivo e certo, anche sotto il profilo temporale.

L'entrata in vigore delle misure di salvaguardia è sempre collegata all'adozione della delibera del consiglio comunale del progetto di variante al PRG ovvero alla modifica sostanziale dello stesso.

L'esigenza sottesa all'applicazione della misura di salvaguardia di cui all'art. 12 comma 3, D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 - fin dal momento dell'adozione di una variante al piano regolatore generale o della sua modifica sostanziale contenente una differente disciplina urbanistica del progetto di variante - deve essere individuata nella necessità di evitare che, nelle more del relativo procedimento di approvazione, le richieste dei privati fondate su una pianificazione ritenuta non più attuale, finiscano per alterare profondamente la situazione di fatto e, di conseguenza, per pregiudicare definitivamente proprio gli obiettivi generali cui invece è finalizzata la programmazione urbanistica generale.

L... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...grave; delle misure di salvaguardia sussistono anche in caso di richieste di interventi realizzabili senza alcun titolo abilitativo come nel caso della d.i.a. di cui all'art. 22 per gli interventi non riconducibili all'elenco di cui all'articolo 10 e all'articolo 6, in quanto gli stessi comunque devono essere conformi alle previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente.

Per giurisprudenza costante, la disciplina urbanistica applicabile alle domande di concessione edilizia è quella vigente al momento del rilascio del titolo abilitativo, salvo il limite che possono essere rilasciate concessioni edilizie che non contrastino con le previsioni del nuovo piano, in attesa di approvazione, nel rispetto delle norme di salvaguardia imposte dall'adozione del nuovo P.R.G.

E' legittimo il diniego di permesso di costruire qualora l'intervento edilizio a scopi produttivi ricadente in zona bianca non rispetti sia il limite della densità fondiaria massima (di 0,03 mc su metro quadrato), sia il limite della superficie coperta rispetto all'area di proprietà del richiedente il titolo edilizio.

Ai sensi dell'art. 117, Cost., le regioni possono fissare una durata d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...le misure di salvaguardia, come ha fatto l'Emilia-Romagna con legge n. 47/1978, il cui art. 55 ha stabilito un periodo unico di cinque anni, con salvezza dell'operatività di norme statali eventualmente più restrittive, nella prospettiva di una più rigorosa protezione della vigente normativa urbanistica.

La misura di salvaguardia deve specificare la norma violata e gli aspetti del progetto contrastanti con le disposizioni urbanistiche adottate, e non può limitarsi ad enunciare il contrasto con un articolo della disciplina adottata contenente una pluralità di precetti eterogenei.

L'art. 12, co. 3, D.P.R. 380/2001 risponde allo scopo di evitare che, nelle more dell'approvazione del nuovo strumento urbanistico, possa essere compromesso l'assetto territoriale ivi configurato e valorizza quindi l'interesse pubblico ad assicurare effettività alla programmazione urbanistica risultante dal piano in itinere, ovvero adottato ma non ancora approvato: è illegittima, pertanto, la norma che si risolve in un generalizzato e indiscriminato blocco dell'attività edilizia allo scopo di salvaguardare non una specifica previsione urbanistica ma una futura e indefinita attività di pianificazione.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ltanto il contrasto con una destinazione di zona, con la localizzazione di previsioni edificatorie, con l'indicazione di assetti insediativi o con un indirizzo della programmazione effettuata seppur non definitiva, specificato nello strumento urbanistico generale o nel regolamento edilizio in itinere legittima la misura di salvaguardia.

Le misure di salvaguardia sono applicabili anche alle varianti dei piani urbanistici.

L'adozione delle misure di salvaguardia è obbligatoria fin dalla data della deliberazione di adozione del piano regolatore generale.

Le misure di salvaguardia, concretandosi nella sospensione di ogni determinazione sulla domanda di concessione, hanno natura eccezionale, e non possono pertanto essere applicate al di fuori dei casi previsti.

Le misure di salvaguardia non si applicano in presenza di un semplice schema di massima di piano regolatore generale.

Dal contrasto del progetto di edificazione con le norme dello strumento urbanistico semplicemente adottate non può derivare il rigetto sic et simpliciter della concessione, ma, semmai, l'adozione di un provvedimento motivato da notificare al richiedente, con il quale si dispone la sospensione di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...inazione sulla connessa domanda.

Esistono due tipi di misure di salvaguardia: a) quelle c.d."normali" (art., 12, co. 3 D.P.R. 380/2001), estrinsecazione di attività vincolata da parte dell'amministrazione, che hanno lo scopo di evitare che, nel periodo intercorrente fra l'adozione e l'approvazione dei piani urbanistici, siano rilasciati provvedimenti che, sulla base di un regime più permissivo, consentono trasformazioni del territorio che possono compromettere l'assetto urbanistico previsto dagli strumenti adottati; b) quelle c.d."eccezionali", che sono di competenza dell'autorità regionale che, incidendo su un titolo edilizio già perfezionato e, dunque, su una posizione di diritto soggettivo, non tollerano automatismi ma postulano un'adeguata ponderazione dell'interesse pubblico con l'interesse dei privati incisi dalla misura in questione.

E' illegittima la disposizione transitoria, contenuta in una variante urbanistica, che miri a fare salve situazioni preesistenti non assistite dall'affidamento qualificato postulato dalle norme e richiesto dalla giurisprudenza.

Laddove la misura di salvaguardia faccia salvi gli interventi già assentiti, non può che far riferimento... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...venti assentiti legittimamente.

Le misure di salvaguardia non possono ritenersi operanti in presenza della mera approvazione di uno schema di massima dello strumento urbanistico generale.

Le misure di salvaguardia non permettono di sospendere la decisione sulla domanda di accertamento di conformità.

In caso di misure di salvaguardia, l'Amministrazione non può procedere a disattendere tout court l'istanza del privato, ma deve, nelle more dell'approvazione definitiva della variante o del nuovo piano urbanistico, sospendere temporaneamente le determinazioni sulla domanda di concessione.

La mancata approvazione della variante o del nuovo piano urbanistico nei termini previsti dalla legge fa venire meno l'efficacia della misura di salvaguardia ed impone all'Amministrazione di provvedere rebus sic stantibus.

Le misure di salvaguardia si applicano anche a fronte di una previsione di carattere procedimentale atta a modificare o limitare l'assetto concreto della zona oggetto di pianificazione.


 
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