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Titolo edilizio per manufatti precari

Il permesso di costruire deve ritenersi necessario solo in riferimento alle ipotesi di trasformazioni potenzialmente durevoli e non già nel caso di costruzioni provvisorie.

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titolo:TITOLO EDILIZIO
anno:2016
pagine: 3122 in formato A4, equivalenti a 5307 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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I manufatti non precari ma funzionali a soddisfare esigenze stabili nel tempo vanno considerati come idonei ad alterare lo stato dei luoghi, a nulla rilevando la precarietà strutturale, la potenziale rimovibilità della struttura e l'assenza di opere murarie.

Affinché un manufatto possa dirsi precario l'opera non deve costituire trasformazione urbanistica del territorio e non deve essere costituita da intelaiature infisse al suolo né deve essere chiusa in alcun lato e, quanto alla destinazione d'uso dell'opera, la struttura non deve essere destinata a dare un'utilità prolungata nel tempo.

Sono manufatti non precari ma funzionali a soddisfare esigenze permanenti quelli idonei ad alterare lo stato dei luoghi, con un sicuro incremento del carico urbanistico, a nulla rilevando la precarietà strutturale del manufatto, la rimovibilità della struttura e l'assenza di opere murarie, posto che il manufatto non precario non è deputato ad un suo uso per fini contingenti ma è destinato ad un utilizzo destinato ad essere reiterato nel tempo.

L'oggettiva destinazione dell'opera a soddisfare bisogni non provvisori, la sua conseguente attitudine ad una utilizzazione non temporanea, né... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e, è criterio da utilizzare per distinguere l'opera assoggettabile a permesso di costruire da quella realizzabile liberamente, a prescindere dall'incorporamento al suolo o dai materiali utilizzati.

Affinché una struttura sia qualificata come precaria è necessario che la stessa sia destinata a un uso specifico e temporalmente limitato del bene.

Per poter affermare che un manufatto è precario occorre far riferimento non solo alle caratteristiche strutturali ma anche a quelle funzionali del bene.

La connessione tra vari container in modo tale da formare un'articolata unità immobiliare, destinata a residenza, completa di servizi e di impianti, con annesso deposito e ricovero per cani, escluda la possibilità di riconoscere alla struttura i requisiti di precarietà dettati dal D.P.R. n. 380 del 2001, art. 6, comma 2, lett. b), e quindi la riconducibilità all'attività edilizia libera per la quale sarebbe stata sufficiente la mera DIA. Le caratteristiche appena descritte illustrano chiaramente, al contrario, la stabilità dell'opera e della sua destinazione e, quindi, la natura di nuova costruzione, per la quale è necessario il permesso di costruire, a mente del cit. D... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... 10.

Sono del tutto irrilevanti sul piano urbanistico le operi consistenti nell'installazione di capannoni non ancorati al suolo.

Non sono precari i manufatti destinati a recare un'utilità prolungata e perdurante nel tempo, come ricoveri di animali e di mezzi agricoli.

La concessione edilizia è di regola necessaria per la posa di prefabbricati di natura non precaria, mentre la precarietà di un manufatto dipende non tanto dal sistema di ancoraggio al terreno, ma dalla sua inidoneità a determinare una stabile trasformazione del territorio, con la conseguente necessità del titolo edilizio allorquando la struttura, ancorché prefabbricata, sia destinata a dare un'utilità prolungata nel tempo.

La precarietà di un manufatto, al fine di escludere la necessità del rilascio di un titolo edilizio, non deve essere desunta dalla facile e rapida rimovibilità dell'opera, ovvero dal tipo più o meno fisso del suo ancoraggio al suolo, ma dal fatto che la costruzione appaia destinata a soddisfare una necessità contingente e non prolungata nel tempo.

Non è richiesto il previo rilascio di un titolo edilizio per la realizzazione di manuf... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...er la destinazione d'uso cui sono finalizzati, oltre che per le loro particolari caratteristiche, possono considerarsi provvisori, di uso temporaneo e destinati alla rimozione dopo l'uso.

Affinché possa parlarsi di opera precaria, è necessario che ad essa sia conferita la destinazione materiale ad un uso oggettivamente precario e temporaneo, per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, e che sussista l'intenzione originaria di rimuoverla al venire meno della necessità del soddisfacimento di detta esigenza temporanea, cosicché la mancata rimozione spontanea del manufatto precario legittima senz'altro il Comune ad ingiungerne la demolizione.

L'asserita facile amovibilità dei manufatti eseguiti non basta a farli ritenere opere precarie (sottratte, come tali, alla necessità del titolo abilitativo), giacché si definiscono "opere precarie" quelle che, in disparte le loro modalità costruttive, risultano destinate a soddisfare esigenze contingenti, improvvise e transeunti e ad esser presto eliminate.

Ai fini della qualificazione del carattere precario e temporaneo di un manufatto è irrilevante l'assenza di opere in muratura o l'incorporazione al suolo mediante fondam... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e risulta rilevante ai fini del rilascio dei preventivo permesso di costruire la modificazione perdurante dello stato dei luoghi.

La realizzazione di un tratto di strada necessario per il collegamento di un cantiere edile ad una strada principale non richiede alcun titolo edilizio in quanto è un' opera di cantiere strettamente correlata all'edificazione di fabbricati avente carattere del tutto precario.

Rientrano nella nozione giuridica di costruzione, per la quale occorre la concessione edilizia e che possono essere oggetto di domanda di condono in caso di realizzazione delle stesse in sua assenza, tutti quei manufatti che, anche se non necessariamente infissi nel suolo e pur semplicemente aderenti a questo, alterino lo stato dei luoghi in modo stabile, non irrilevante e non meramente occasionale, come impianti per attività produttive all'aperto, ove comportino l'esecuzione di lavori cui consegua la trasformazione permanente del suolo inedificato.

Non possono essere considerati manufatti destinati a soddisfare esigenze meramente temporanee quelli destinati a un'utilizzazione perdurante nel tempo, di talché l'alterazione del territorio non può essere considerata temporanea, precaria o irrilevante.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...gittimo il provvedimento recante l'ordine di demolizione di opere edilizie idonee a trasformare in modo permanente il territorio, a causa dell'uso stabile delle stesse, poiché in materia edilizia rileva l'oggettiva idoneità delle strutture installate ad incidere sullo stato dei luoghi, per cui la precarietà va esclusa ogni volta che l'opera sia destinata a fornire un'utilità prolungata nel tempo.

Appartengono alla nozione giuridica di costruzione, per la quale occorre il permesso di costruire, tutti quei manufatti che, anche se non necessariamente infissi nel suolo e pur semplicemente aderenti a questo, alterino lo stato dei luoghi in modo stabile, non irrilevante e meramente occasionale.

La precarietà dell'opera, che esonera dall'obbligo del possesso del permesso di costruire, postula un uso specifico e temporalmente limitato del bene e non la sua stagionalità la quale non esclude la destinazione del manufatto al soddisfacimento di esigenze non eccezionali e contingenti, ma permanenti nel tempo.

In materia edilizia, al fine di ritenere sottratta al preventivo rilascio del permesso di costruire la realizzazione di un manufatto per la sua asserita natura precaria, la stessa non può esser... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...alla temporaneità della destinazione soggettivamente data all'opera dal costruttore, ma deve ricollegarsi alla intrinseca destinazione materiale dell'opera ad un uso realmente precario e temporaneo per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, con conseguente possibilità di successiva e sollecita eliminazione.

La natura precaria di un manufatto ai fini dell'esenzione dal permesso di costruire deve ricollegarsi alla intrinseca destinazione materiale di esso ad un uso realmente precario e temporaneo, per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, con conseguente e sollecita eliminazione.

Per individuare la natura precaria di un'opera si deve seguire non il criterio strutturale, in virtù del quale è precario ciò che non è stabilmente infisso al suolo, bensì il criterio funzionale, per cui un'opera può anche non essere stabilmente infissa al suolo, ma, se essa presenta la caratteristica di essere realizzata per soddisfare esigenze non temporanee, non può beneficiare del regime delle opere precarie.

Un capanno di legno poggiato su una piastra di tufo, poiché utilizza come elemento strutturale in fondazione una cosa tendenzialmente permanente, realizza una ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one permanente del suolo e non può essere considerato opera precaria.

La precarietà di una costruzione non va desunta dalla possibile facile e rapida amovibilità dell'opera, ovvero dal tipo più o meno fisso del suo ancoraggio al suolo, ma dal fatto che la costruzione appaia destinata a soddisfare una necessità contingente ed essere poi prontamente rimossa, a nulla rilevando la circostanza che l'impiego dell'opera sia circoscritto ad una sola parte dell'anno, ben potendo la stessa essere destinata a soddisfare un bisogno non provvisorio ma regolarmente ripetibile; la precarietà, quindi, non va confusa con la stagionalità.

La natura precaria di un manufatto non può essere desunta dalla temporaneità della destinazione soggettivamente data all'opera dal costruttore, ma deve ricollegarsi all'intrinseca destinazione materiale di essa a un uso realmente precario e temporaneo, per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo; e che, quindi, al fine di escludere la necessità della concessione di costruzione edilizia, i requisiti per poter definire precaria una costruzione possono essere individuati nella destinazione obiettiva finalizzata ad un'esigenza contingente (e cioè ad un... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...agrave; temporanea), nell'intenzione originaria di rimozione della struttura da realizzarsi al venir meno della necessità del soddisfacimento dell'esigenza temporanea e nella provata esistenza del rapporto di strumentalità della struttura con la situazione di necessità temporanea.

La giurisprudenza utilizza, quali requisiti di valutazione della precarietà di un'opera edilizia, due criteri discretivi, tra loro non in rapporto di alternatività, ma di complementarietà: a) il criterio strutturale, in virtù del quale è precario ciò che non è stabilmente infisso al suolo; b) il criterio funzionale, in virtù del quale è precario ciò che è destinato a soddisfare un'esigenza temporanea.

Solo le opere agevolmente rimuovibili, funzionali a soddisfare un'esigenza oggettivamente temporanea, destinata a cessare dopo il tempo, normalmente non lungo, entro cui si realizza l'interesse finale, possono dirsi di carattere precario e, in quanto tali, non richiedenti il permesso di costruire.

La precarietà o non di un'opera edilizia va valutata con riferimento non tanto alle modalità costruttive, quanto piuttosto alla funzione cui essa è d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...on la conseguenza che non sono manufatti destinati a soddisfare esigenze meramente temporanee quelli destinati ad una utilizzazione perdurante nel tempo, così che l'alterazione del territorio non può essere considerata temporanea, precaria od irrilevante.

Il container adibito a spogliatoio, magazzino ed ufficio non rientra nell'ambito delle opere a carattere precario.

In materia edilizia rileva l'oggettiva idoneità delle strutture installate ad incidere sullo stato dei luoghi, per cui la precarietà va esclusa ogni volta che l'opera sia destinata a fornire un'utilità prolungata nel tempo.

E' illegittima la norma tecnica di attuazione che ammette le concessioni edilizie in precario, che costiscono un istituto sconosciuto all'ordinamento giuridico nazionale (per il quale o l'opera è effettivamente precaria ed in tal caso non è richiesto alcun titolo abilitativo, ovvero è stabile ed in tal caso necessita delle dovute autorizzazioni o concessioni).

Non si può definire abusiva (e non è, quindi, condonabile) l'opera edilizia realizzata in base ad un'autorizzazione "in precario", a nulla rilevandone neppure l'eventuale illegittimità.
<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...recarietà di un manufatto al fine di escludere la necessità del rilascio di un titolo edilizio non deve essere desunta dalla facile e rapida rimuovibilità dell'opera, ovvero dal tipo più o meno fisso del suo ancoraggio al suolo, ma dal fatto che la costruzione appaia destinata a soddisfare una necessità contingente e non prolungata nel tempo.

Il carattere precario dell'installazione di beni amovibili, tale per cui essa non necessiti di permesso edilizio, è escluso dall'utilizzo prolungato e perdurante nel tempo.

Al di là dei materiali adoperati, la chiusura del porticato, una volta che viene strutturata con il locale principale, costituisce parte annessa ed ampliativa dello stesso, obiettivamente preordinata a soddisfare esigenze durature; la facile amovibilità degli elementi utilizzati (nella specie: vetrate e profilati) perde ogni significazione in presenza di una loro stabilizzazione nel tempo, funzionale all'attività economica svolta.

La natura precaria dell'opera non deriva dalle caratteristiche costruttive, dalla sua agevole amovibilità, dai materiali, dalla non stabile infissione al suolo, ma dall'essere destinata a soddisfare e esigenze assolutamente conting... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...visorie, in modo da determinare una trasformazione del territorio non durevole, perché reversibile in tempi brevissimi.

La natura precaria di una costruzione non può evincersi da elementi relativi alla natura e consistenza dei materiali impiegati, occorrendo fare necessario ed esclusivo riferimento alla sua concreta destinazione d'uso, desumibile da fatti e circostanze oggettivi.

La norma del regolamento edilizio comunale che consente la realizzazione di gazebo e di opere d'arredo esterno di edifici per loro natura pertinenziale e precaria a mezzo di d.i.a. risulta implicitamente abrogata dall'art. 3, lett. e.5) del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380.

L'art. 3, lett. e.5) del d.P.R. n. 380/2001, con l'evidente finalità di frenare il fenomeno dei c.d. "abusi progressivi", riconduce alla nozione di "intervento di nuova costruzione" anche le istallazioni di strutture non murarie, con la diretta conseguenza che, in tali ipotesi, è sempre necessario il "permesso di costruire.

La natura «precaria» di un manufatto ai fini dell'esenzione dal permesso di costruire non può essere desunta dalla temporaneità della destinazione soggettivamente data all'opera dal costruttore, ma de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...arsi alla intrinseca destinazione materiale di essa ad un uso realmente precario e temporaneo, per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, con conseguente e sollecita eliminazione, non essendo sufficiente che si tratti eventualmente di un manufatto smontabile e/o non infisso al suolo.

L'art. 6, co. 2, lett. b), del D.P.R. n. 380/2001 va interpretato nel senso che, decorsi novanta giorni dalla realizzazione, le opere a carattere temporaneo debbano essere rimosse; pertanto, ove le esigenze "contingibili e temporanee" perdurino oltre detto termine, gli interessati debbono munirsi di un idoneo titolo edilizio, che potrà essere, a sua volta, anch'esso temporaneo.

Le opere dirette a soddisfare delle esigenze "obiettive" e "contingibili e temporanee" sono oggi legislativamente considerate come attività libere, ma debbono essere sempre rimosse entro novanta giorni dalla loro realizzazione, a meno che gli interessati non chiedano, al fine di mantenerle per un tempo maggiore, un idoneo titolo edilizio.

La precarietà, infatti, va esclusa tutte le volte in cui il manufatto stesso è destinato a recare un'utilità prolungata e perdurante nel tempo. In questo caso, infatti, esso produce una trasformazione ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... perché altera in modo rilevante e duraturo lo stato del territorio, senza che rilevino i materiali impiegati, l'eventuale precarietà strutturale e la mancanza di fondazioni, se tali elementi non si traducano in un uso contingente e limitato nel tempo, con l'effettiva rimozione delle strutture.

Non è opera precaria la struttura che, per materiali impiegati e dimensioni, non sia facilmente amovibile e sia destinata a fornire un'utilità prolungata nel tempo.

Ai fini della necessità del permesso di costruire, la stabilità di una struttura non va confusa con la sua inamovibilità o con la perpetuità della funzione ad essa assegnata dal costruttore, ma si estrinseca nell'oggettiva destinazione dell'opera a soddisfare un bisogno non provvisorio, ossia nell'attitudine ad una destinazione che non abbia il carattere della precarietà, cioè che non sia temporaneo o contingente.

Costituiscono opere precarie il serbatoio di gasolio appoggiato al suolo e il ripostiglio appoggiato al suolo attraverso un pavimento di assi in legno.

L'opera precaria, per la sua stessa natura e destinazione, non deve comportare effetti permanenti e definitivi sull'originario assetto del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... tali da richieder il preventivo rilascio di un titolo abilitativo.

La precarietà dell'opera va apprezzata non tanto in ragione delle sue caratteristiche strutturali, quanto con riferimento all'obiettiva utilizzazione dell'opera, e deve escludersi qualora il proprietario tragga dal manufatto un'utilità prolungata nel tempo, come nel caso di un ricovero attrezzi.

Si deve escludere ogni coincidenza tra precarietà e utilizzo stagionale delle opere, allorché le ricorrenti esigenze stagionali vadano a trasformare in modo durevole l'area scoperta preesistente con conseguente impatto sul territorio.

Il concetto di "opera precaria" e, dunque, la sua irrilevanza in termini di trasformazione urbanistico-edilizia del territorio non si fonda sui caratteri strutturali del manufatto, onde, ai fini della sua configurabilità o inconfigurabilità, non è dirimente il riferimento alla tipologia dei materiali utilizzati.

L'elemento della precarietà deve essere qualificato in senso funzionale, sicché non può reputarsi precaria l'opera, anche se amovibile, destinata ad un uso costante e prolungato nel tempo.

L'elemento della precarietà deve essere qual... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...senso funzionale, sicché non può reputarsi precaria l'opera, anche se amovibile, destinata ad un uso costante e prolungato nel tempo.

La precarietà dell'opera e la conseguente esclusione del permesso di costruire non può mai essere argomentata da una sua più o meno facile amovibilità.

La precarietà di un manufatto, la cui realizzazione non necessita di titolo edilizio, non comportando una trasformazione del territorio, non dipende dalla qualità dei materiali utilizzati, o dalla sua facile rimovibilità, ma dalla temporaneità della funzione, in relazione ad esigenze di natura contingente.

La precarietà va esclusa con riferimento ad una struttura costituita da tendoni in plastica e priva di tetto, pareti, impianti e servizi che sia durevolmente destinata ad ampliamento di un attiguo edificio.

In materia edilizia, un'opera si può considerare precaria e quindi realizzabile senza la necessità del permesso di costruire allorché a prescindere dai materiali impiegati o dalla più o meno agevole amovibilità, sia oggettivamente destinata ad un uso precario.

Il carattere di provvisorietà di una costru... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zia, ai fini dell'esenzione dal titolo autorizzatorio, dipende dall'uso realmente precario e temporaneo per fini specifici e cronologicamente delimitati, non essendo sufficiente che si tratti di un manufatto non infisso al suolo e smontabile.

E' irrilevante la natura precaria dei materiali impiegati se l'abuso edilizio è volto a recare una utilità prolungata e perdurante nel tempo, si da caratterizzare l'abuso per una stabilità di tipo funzionale.

La possibilità di utilizzare la struttura in un solo periodo dell'anno non sottrae il manufatto al regime del permesso di costruire.

Una trasformazione urbanistica o edilizia per essere assoggettata all'intervento autorizzatorio in senso ampio dell'autorità amministrativa non deve essere "precaria", in quanto un'opera oggettivamente finalizzata a soddisfare esigenze improvvise o transeunti non è destinata a produrre, infatti, quegli effetti sul territorio che la normativa urbanistica è rivolta a regolare.

Restano esclusi dal regime del permesso di costruire i manufatti di assoluta ed evidente precarietà, destinati cioè a soddisfare esigenze di carattere contingente e ad essere presto eliminati.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e di ritenere sottratta al preventivo rilascio del permesso di costruire la realizzazione di un manufatto per la sua asserita natura precaria, la stessa non può essere desunta dalla temporaneità della destinazione soggettivamente data all'opera dal costruttore, ma deve ricollegarsi alla intrinseca destinazione materiale dell'opera ad un uso realmente precario e temporaneo per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, con conseguente possibilità di successiva e sollecita eliminazione.

Ai fini del riscontro del connotato della precarietà dell'opera e della relativa esclusione della modifica dell'assetto del territorio, non sono rilevanti le caratteristiche costruttive, i materiali impiegati e l'agevole rimovibilità, ma le esigenze temporanee alle quali l'opera eventualmente assolva.

La natura precaria di una costruzione non dipende dalla natura dei materiali adottati e quindi dalla facilità della rimozione, ma dalle esigenze che il manufatto è destinato a soddisfare e cioè dalla stabilità dell'insediamento indicativa dell'impegno effettivo e durevole del territorio, a tale fine, inoltre, l'opera deve essere considerata unitariamente e non nelle sue singole componenti.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ietà non va confusa con la stagionalità, vale a dire con l'utilizzo annualmente ricorrente della struttura, poiché un utilizzo siffatto non esclude la destinazione del manufatto al soddisfacimento di esigenze non eccezionali e contingenti, ma permanenti nel tempo.

La precarietà va esclusa nell'ipotesi di struttura destinata a dare un'utilità prolungata nel tempo, indipendentemente dalla facilità della sua rimozione, a nulla rilevando la temporaneità della destinazione data all'opera del proprietario, in quanto occorre valutare la stessa alla luce della sua obiettiva e intrinseca destinazione naturale.

Non può essere considerato precario il manufatto costituito da pali in cemento finalizzati a contenere eventuali smottamenti del suolo.

E' privo di senso affermare il carattere precario di un'opera che persiste a distanza di molti anni dall'intervento.

La precarietà di un manufatto, ai fini del rilascio del titolo edilizio, non dipende dai materiali utilizzati o dal sistema di ancoraggio al suolo, bensì dall'uso cui è destinato, con la conseguenza che la precarietà va esclusa allorché il manufatto (come in ipotesi di stabilimento bal... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... carattere stagionale con strutture amovibili) è destinato a dare una utilità prolungata nel tempo, indipendentemente dalla sua eventuale possibilità di rimozione.

Ai fini della ricorrenza del requisito della precarietà di una costruzione, che esclude la necessità della concessione edilizia, si deve prescindere dalla temporaneità della destinazione soggettivamente data al manufatto dal costruttore, ma si deve, invece, valutare l'opera medesima alla luce della sua obiettiva ed intrinseca destinazione naturale.

Il carattere della provvisorietà di una costruzione edilizia, ai fini dell'esenzione dal titolo autorizzatorio edilizio, dev'essere indotto dall'uso realmente precario e temporaneo per fini specifici e cronologicamente delimitati, non essendo sufficiente che si tratti di un manufatto non infisso al suolo e smontabile, ovvero che il costruttore si dichiari disposto a rimuovere quanto realizzato.

Il permesso di costruire deve ritenersi necessario solo in riferimento alle ipotesi di trasformazioni potenzialmente durevoli e non già nel caso di costruzioni provvisorie.

Restano esclusi dal regime del permesso di costruire i manufatti di assoluta ed evidente precarie... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...destinati cioè a soddisfare esigenze di carattere contingente e ad essere presto eliminati.

Al fine di ritenere sottratta al preventivo rilascio della concessione edilizia e del permesso di costruire la realizzazione di un manufatto per la sua asserita natura precaria, la stessa non può essere desunta dalla temporaneità della destinazione soggettivamente data all'opera dal costruttore, ma deve ricollegarsi alla intrinseca destinazione materiale dell'opera ad un uso realmente precario e temporaneo per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, con conseguente possibilità di successiva e sollecita eliminazione.

Ai fini del riscontro del connotato della precarietà dell'opera e della relativa esclusione della modifica dell'assetto del territorio, non sono rilevanti le caratteristiche costruttive, i materiali impiegati e l'agevole rimovibilità, ma le esigenze temporanee alle quali l'opera eventualmente assolva.

La precarietà di un manufatto, la cui realizzazione non necessita di concessione edilizia, non dipende dai materiali utilizzati o dal suo sistema di ancoraggio al suolo, bensì dall'uso al quale il manufatto stesso è destinato.



 
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