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Titolo edilizio per gli impianti di telecomunicazione

 PROFILI GENERALI, INAPPLICABILITÀ SCIA, PROVVEDIMENTI INIBITORI DELLA DIA, SOSPENSIONE
 NATURA NON ONNICOMPRENSIVA, NATURA ONNICOMPRENSIVA
 PARERE DELL'ARPA
 SILENZIO ASSENSO
 TIPOLOGIA DI IMPIANTI

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

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titolo:OPERE EDILIZIE E TITOLO EDILIZIO
anno:2018
pagine: 6201 in formato A4, equivalenti a 10542 pagine in formato libro
formato: pdf  
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TITOLO EDILIZIO --> OPERE ED INTERVENTI, CASISTICA --> IMPIANTI DI TELECOMUNICAZIONE

L'assimilazione, ai sensi dell' art. 86, terzo comma, del D.Lgs. n. 259 del 2003, delle infrastrutture di comunicazione elettronica alle "opere di urbanizzazione primaria" non le sottrae al pertinente regime autorizzatorio. Anche tali ultimi interventi - come espressamente previsto dall'art. 3, comma 1, lett. e), punto e.2) del D.Lgs. n. 380 del 2001 - per l'effetto modificativo dell'assetto del territorio ad essi peculiare si qualificano come "nuova costruzione" e non sono sottratti al controllo comunale previsto dall'art. 10 del D.Lgs. n. 380 del 2001 citato.

L'art. 93 del d.lgs. n. 259/2003 va interpretato nel senso del divieto, per le pubbliche amministrazioni, di subordinare il rilascio dei titoli abilitativi inerenti nel settore delle telecomunicazioni a oneri diversi da quelli individuati dal legislatore statale, ed estranei all'elencazione contenuta nell'art. 93 cit.

l'omessa acquisizione dell'assenso dell'autorità preposta alla tutela non comporta, di per sé, alcuna preclusione all'esame della pratica confluente nell'autorizzazione unica, di cui all'articolo 87 d.lgs. 1 agosto 2003, n. 259.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...non possono subordinare il rilascio del titolo autorizzatorio all'installazione di stazioni radio base a non meglio definite procedure di approvazione dei propri atti regolamentari o pianificatori, perché così facendo si pongono in contrasto con le esigenze di semplificazione ed accelerazione di cui il D. Lgs. n. 259/2003 è espressione.

La comunicazione di inizio lavori ed il certificato di collaudo statico sono riferibili ai soli lavori tipicamente edilizi e non costituiscono presupposti necessari anche per i lavori concernenti l'installazione di stazioni radio base.

Le infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione vanno assimilate, ad ogni effetto, alle opere di urbanizzazione primaria e devono ritenersi compatibili con tutte le destinazioni urbanistiche, con la conseguente possibilità di procedere alla loro ubicazione in qualsiasi parte del territorio comunale.

I comuni non possono inibirne la realizzazione di infrastrutture di reti pubbliche mediante un generico ed indistinto riferimento alla destinazione urbanistica della zona di riferimento, trattandosi di un divieto indistinto e generalizzato.

In caso di impianto di radiotelefonia realizzato in area protetta, la P.A. non si pu&ogra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e a rigettare l'istanza asserendo l'incompatibilità del manufatto con le esigenze di tutela del sito, ma deve valutare delle soluzioni alternative, contemperando gli interessi pubblici.

È soggetta al rilascio della concessione edilizia ogni attività che comporti la trasformazione del territorio, sia nel caso in cui ciò avvenga in assenza di opere in muratura, sia nella diversa ipotesi in cui la perdurante modifica dello stato dei luoghi si realizzi attraverso l'esecuzione di opere comunque attinenti agli aspetti urbanistici ed edilizi, ove il mutamento e l'alterazione abbiano un qualche rilievo ambientale ed estetico, o anche solo funzionale, come nel caso di un'antenna saldamente ancorata al suolo.

La destinazione agricola non è di per sé ostativa alla realizzazione di un impianto di telefonia mobile.

Secondo la normativa di carattere speciale della normativa di cui all'art. 87 del d.lgs 259/2003 (Codice delle comunicazioni elettroniche), per i procedimenti autorizzatori relativi alle infrastrutture di comunicazione elettronica per impianti radioelettrici, nel caso di installazione di impianti, con tecnologia UMTS od altre, con potenza in singola antenna uguale od inferiore ai 20 Watt, si con... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iciente la denuncia di inizio attività, conforme ai modelli predisposti dagli Enti locali e, ove non predisposti, al modello B di cui all'allegato n. 13 del codice citato.

La disciplina di cui all'art. 87 del codice della comunicazioni elettroniche reca una disciplina unitaria del procedimento autorizzatorio delle infrastrutture di comunicazione elettronica per impianti radioelettrici, abbinando all'interno di un unico procedimento - a fini di semplificazione ed accelerazione del rilascio dell'atto conclusivo - la verifica dell'osservanza dei limiti di esposizione alle emissioni radio-elettriche e di ogni altro interesse di rilievo pubblico che si colleghi alla porzione di territorio su cui interviene l'installazione dell'impianto, ma non reca alcuna prescrizione volta a derogare alla disciplina urbanistico/edilizia del sito interessato

La realizzazione di impianti di telefonia cellulare è subordinata alla sola autorizzazione prevista dall'art. 87 del D. Lgs. n. 259/2003, che pone una normativa speciale esaustiva dell'esame di diversi profili implicati, incluso quello della compatibilità edilizio-urbanistica dell'intervento, non occorrendo perciò il permesso di costruire di cui agli articoli 3 e 10 del d.P.R. n. 380 del 2... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
La disciplina applicabile alle installazioni di apparati con tecnologia UMTS, sue evoluzioni o altre tecnologie su infrastrutture per impianti radioelettrici preesistenti o di modifica delle caratteristiche trasmissive è contenuta all'articolo 87-bis del decreto legislativo n. 259 del 2003, recante il Codice delle comunicazioni elettroniche.

La disposizione dell'articolo 87-bis del decreto legislativo n. 259 del 2003, recante il Codice delle comunicazioni elettroniche, ha inteso introdurre una semplificazione procedimentale, stabilendo che, per gli interventi su infrastrutture di comunicazioni esistenti rientranti nelle ipotesi ivi richiamate, non sia necessaria la procedura autorizzatoria di cui all'articolo 87, potendo la stessa essere surrogata da una semplice segnalazione da parte del soggetto interessato

La semplificazione di cui all'articolo 87-bis del decreto legislativo n. 259 del 2003 attiene solo ed esclusivamente al titolo di legittimazione dell'intervento, che non richiede più un provvedimento espresso dell'amministrazione, ma può essere effettuato sulla base di una semplice segnalazione da parte del soggetto interessato; nessuna semplificazione ha, invece, inteso introdurre il legislatore quanto ai requisit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ervento previsto deve rispettare in base alla normativa ad esso applicabile.

Le stazioni radio base sono infrastrutture assimilabili alle opere di urbanizzazione primaria e, pertanto, in via di principio compatibili con qualsiasi destinazione urbanistica, cosicché il fatto di non essere previste dalle norme tecniche di attuazione non ne implica il contrasto con il piano urbanistico.

L'installazione di una antenna ricetrasmittente, infissa stabilmente al suolo e comportante alterazione del territorio, necessita di concessione edilizia.

Il Testo unico dell'edilizia di cui al d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, all'art. 3, lett. e), ricomprende espressamente, tra gli interventi di nuova costruzione, come tali assoggettati a permesso di costruire, gli interventi di urbanizzazione primaria e secondaria realizzati da soggetti diversi dal Comune, ed in particolare proprio l'installazione di torri e tralicci per impianti radio-ricetrasmittenti e di ripetitori per i servizi di telecomunicazione.

La compiutezza della disciplina di cui al d. lgs 259/2003 fa ritenere che i titoli abilitativi da esso previsti (autorizzazione e denuncia di inizio attività), malgrado la identità del nomen con gli istituti previsti dal D... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...001, siano provvedimenti del tutto autonomi che assolvono integralmente le esigenze proprie delle telecomunicazioni e le esigenze territoriali affidate alla cura degli enti locali; il che è desumibile, d'altronde, dalla singolarità del procedimento, dalla qualificazione di opere di urbanizzazione primaria, nonché dalla necessità cui è finalizzata la disciplina del D. Lgs 259/2003, di semplificare l'attività edilizia relativa alle infrastrutture di comunicazione elettronica.

La compiutezza della disciplina dettata dal d. lgs. 259/2003 induce a ritenere che i titoli abilitativi da esso previsti (autorizzazione e denuncia di inizio attività) malgrado la identità del nomen con gli istituti previsti dal D.P.R. 380/2001, siano provvedimenti del tutto autonomi che assolvono integralmente le esigenze proprie delle telecomunicazioni e le esigenze territoriali alla cura degli enti locali, come è desumibile dalla singolarità del procedimento, dalla qualificazione di opere di urbanizzazione primaria, nonché dalla necessità cui è finalizzata la disciplina del D.Lgs. 259/2003 di semplificare l'attività edilizia relativa alle infrastrutture di comunicazione elettronica.

[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...estamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 87 d.lgs. 1 agosto 2003, n.259 (Codice delle comunicazioni elettroniche) in relazione all'art. 3 Cost., atteso che la scelta del legislatore di assoggettare al diverso regime abilitativo della denuncia di inizio di attività gli impianti di potenza inferiore, lascia comunque spazio al necessario controllo dello sviluppo edilizio del territorio, risulta comunque compatibile con la discrezionalità del legislatore e non appare travalicare i limiti 'in negativo' rinvenienti dall'applicazione del generale principio di ragionevolezza.

L'art. 87 d.lgs. n. 259 tratta unicamente della disciplina abilitativa per il rilascio dei titoli necessari all'installazione materiale delle stazioni radio base per telefonia mobile, mentre resta fuori dal campo disciplinato la regolamentazione degli aspetti relativi all'emissione dei campi elettromagnetici che derivano dal funzionamento dei medesimi impianti, anche in relazione all'obiettivo primario della tutela della salute.

È legittima la previsione contenuta nell'autorizzazione ex art. 87 d. lgs. 259/2003 che prevede che la stessa possa essere revocata in qualsiasi momento.

L'art. 87 D. Lgs. 259/2003 non &... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... norma innovativa, ma raccoglie in un "codice" le disposizioni vigenti secondo un principio di continuità della normativa stessa, avvalorato dal successivo intervento del legislatore (d.l. 14.11.2003 n. 315 - art. 4, convertito. nella legge n. 5 del 2004) - anch'esso di natura non innovativa ma meramente chiarificatrice al fine di colmare il vuoto rappresentato dall'intervento della Corte costituzionale (sentenza n. 303 del 2003) - secondo cui le procedure di autorizzazione iniziate ai sensi del d. lvo n. 198 del 2002 e non ancora definite sono disciplinate dal codice delle comunicazioni n. 259 del 2003 nel frattempo intervenuto entrato in vigore.

Gli artt. 86 e 87 d. lgs. 259/2003 non lasciano all'Ente locale compiti di mero coordinamento formale della procedura autorizzatoria, privandolo di ogni competenza propria, solo perché riservano la verifica iniziale del rispetto dei limiti di esposizione ai campi elettrici ed elettromagnetici fissati dallo Stato all'ARPA, (Ente tecnico statale istituzionalmente preposto ad effettuare verifiche istruttorie del tipo in esame), in quanto occorre tener presente tutti gli altri profili di tutela dei beni costituzionali concernenti il patrimonio culturale e paesaggistico, l'ambiente, la salute e la pubb... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mità, con particolare riguardo alle normative in materia di urbanistica ed edilizia, di compatibilità ambientale ed estetico-culturale, di decoro architettonico e salubrità urbana, di sicurezza statica del manufatto e di protezione dalle scariche elettriche accidentali e da quelle atmosferiche, che eccedono largamente il solo inquinamento elettromagnetico.

È illegittimo il provvedimento autorizzatorio per l'installazione di impianti di telecomunicazione che imponga un terime per l'avvio dei lavori e il pagamento di una somma per diritti di segreteria.

Gli impianti di telecomunicazione realizzati in base al regime normativo previgente al d. lgs. 259/2003 per i quali sia stata rilasciata concessione edilizia sono soggetti al pagamento degli oneri di urbanizzazione, essendo il beneficio della gratuità previsto (art. 9, lett. f, legge 10/1977) per gli impianti, le attrezzature, le opere pubbliche o di interesse generale realizzate dagli enti istituzionalmente competenti nonché per le opere di urbanizzazione, eseguite anche da privati, in attuazione di strumenti urbanistici.

Il rilascio del provvedimento che autorizza l'installazione dell'impianto di radiotelefonia comporta la cessazione della mate... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tendere nel giudizio con cui si impugna il diniego di tale autorizzazione soltanto se sia pienamente satisfattivo per il ricorrente: di conseguenza, non si ha c.m.c. nel caso in cui il rilascio sia subordinato al rispetto di determinate prescrizioni.

Nel disciplinare la nuova procedura autorizzatoria affidata al Comune per l'installazione di stazioni radio base di telefonia mobile, l'art. 87 259/03 non può far venire meno alcuna preesistente competenza propria del Comune in materia.

Le conseguenze giuridiche non previste dalla norma speciale costituita dall'art. 87 del D.Lgs. 259/03 vanno individuate con riferimento alla disciplina del procedimento amministrativo di cui alla legge 241/90.

Né la mancata espressa previsione del bollo nel Codice delle Comunicazioni, né il divieto di introdurre ulteriori oneri imposto dallo stesso Codice, impediscono che tale tassa sia applicata all'istanza di autorizzazione all'installazione di impianti di telecomunicazione.


 
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