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Diniego del titolo edilizio

 PROFILI GENERALI, IMPEGNI NEGOZIALI DEL COMUNE, INEFFICACIA E NECESSITÀ PIANO ATTUATIVO, TERRENI INCENDIATI, VINCOLI
 ANTIMAFIA, INTERVENTO PREVISTO NEL PIANO TRIENNALE
 IRREVERSIBILE TRASFORMAZIONE, MOTIVAZIONE
 MANCATA RINUNCIA PLUS-VALORE, RAGIONI ESTETICHE
 NATURA VINCOLATA, REGIME DI SALVAGUARDIA

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titolo:TITOLO EDILIZIO
anno:2016
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formato: pdf  
prezzo:
€ 45,00

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TITOLO EDILIZIO --> DINIEGO

Il diniego di una concessione edilizia in sanatoria produce effetti unicamente per le parti costruite abusivamente che possono formare oggetto di un provvedimento repressivo ma non incide sull'autonoma porzione di fabbricato legittimamente realizzata.

Poiché il Piano territoriale paesistico è strumento urbanistico a cui il P.R.G. deve obbligatoriamente uniformarsi, la mera contrarietà di un intervento edilizio alle prescrizioni urbanistico paesistiche del P.T.P. costituisce ragione sufficiente a rendere doveroso il diniego del rilascio di titolo.

È censurabile la condotta con la quale l'Amministrazione emetta un rigetto della D.I.A. per motivi diversi da quelli esternati con precedente diniego, poiché l'indicazione di determinati vizi di una certificazione induce il soggetto interessato a credere che, una volta eliminate le criticità riscontrate nell'atto non approvato, non sussista altra ragione ostativa alla formazione di un titolo valido, ingenerando quindi un legittimo affidamento nell'esito favorevole della pratica.

La mancanza della relazione geologica giustifica il rigetto dell'istanza di rilascio del titolo edilizio.

In presen... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iffida regionale a provvedere sull'istanza di titolo edilizio, è legittimo il diniego del titolo edilizio per carenze documentali senza avanzare alcuna richiesta di integrazione istruttoria.

È legittimo il provvedimento di diniego di concessione edilizia adottata molti anni dopo la domanda, non avendo la P.A perso il potere di provvedere.

Legittimo è il diniego al rilascio del permesso di costruire relativo a progetto precedentemente assentito, qualora il precedente parere favorevole sia fondato su una diversa situazione di fatto; mutata la situazione di fatto (nel caso di specie in conseguenza di variante urbanistica), doverosamente è effettuato un riesame d'ufficio della situazione, pervenendo giustamente alla conclusione della non assentibilità del progetto in applicazione delle disposizione delle N.T.A.

La P.A. che intenda adottare un provvedimento di diniego di rilascio del permesso di costruire motivato nel senso dell'inedificabilità della zona in cui il manufatto deve essere realizzato, qualora per la stessa zona siano stati rilasciati in precedenza titoli edilizi al soggetto istante stesso e a terzi ha l'onere di un'istruttoria e di una motivazione più approfondita e non pu&ogra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...arsi soltanto alle tavole planimetriche.

Il diniego del rilascio di permesso di costruire non può fondarsi sulla mera previsione della volontà di realizzare un'opera pubblica, né tantomeno sul mero atto di programmazione triennale, ma deve trovare fondamento in un progetto di opera pubblica debitamente approvato, ovvero in una variante agli strumenti urbanistici vigenti quantomeno adottata.

TITOLO EDILIZIO --> DINIEGO --> IMPEGNI NEGOZIALI DEL COMUNE

In carenza di corrispondenti prescrizioni contenute negli strumenti urbanistici, l'amministrazione non può attribuire rilievo ad una pattuizione intercorsa tra essa stessa ed un soggetto privato, ricavandone elementi preclusivi al rilascio del provvedimento ampliativo nei confronti di un terzo.

Allorchè il Comune stipula un negozio giuridico con un soggetto privato, esso si pone in posizione non dissimile da qualsiasi altro privato, ed il contenuto della pattuizione di cui lo stesso si è reso protagonista non può comprimere in (quanto è e resta atto "inter alios" di natura privatistica) diritti del terzo, salvo le ipotesi in cui la detta pattuizione venga resa al terzo medesimo opponibile.

TITOLO E... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...gt; DINIEGO --> INEFFICACIA PIANO ATTUATIVO

La mancanza di un piano particolareggiato o di altro strumento attuativo non può essere legittimamente invocata ad esclusivo fondamento di un eventuale diniego di concessione edilizia, potendosi giustificare la reiezione soltanto nel caso in cui l'Amministrazione possa dimostrare che di tali strumenti attuativi vi sia effettiva necessità.

Il Comune non può denegare, semplicemente sul rilievo dell'intervenuta scadenza del Piano di zona, interventi edificatori in ipotesi conformi alle prescrizioni di zona destinate a sopravvivere alla decadenza dei vincoli espropriativi.

Non possono rilasciarsi liberamente permessi di costruire erroneamente ritenendo che, con la decadenza della dichiarazione di pubblica utilità implicita nell'approvazione del P.I.P., sia venuto meno l'unico elemento ostativo al rilascio del permesso in parola. Ciò in quanto il termine decennale di efficacia previsto per i piani particolareggiati dall'art. 16 della L. 17 agosto 942, n. 1150, ma applicabile anche ai piani di lottizzazione, si applica solo alle disposizioni di contenuto espropriativo e non anche alle prescrizioni urbanistiche di piano che rimangono pienamente operanti e vinc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a limiti di tempo fino all'approvazione di un nuovo piano attuativo

A seguito della cessata efficacia di un piano attuativo, il permesso di costruire deve essere esaminato alla luce delle disposizioni rinvenibili nel PRG.

In caso di decadenza del piano attuativo, le aree all'interno del piano particolareggiato decaduto non sono prive di regolamentazione urbanistica, pertanto la P.A. non può giustificare il diniego di rilascio del titolo con esclusivo riferimento alla necessità della previa approvazione di un nuovo piano attuativo, altrimenti si avrebbe una sorta di misura di salvaguardia atipica e, perciò, illegittima.

Legittimo è il diniego della concessione edilizia relativa a progetto da realizzarsi su area destinata a verde attrezzato localizzato nell'ambito di piano particolareggiato decaduto; ciò in ragione dell'ultrattività del vincolo a verde attrezzato avente natura conformativa.

Divenuto inefficace il piano particolareggiato, ai fini del rilascio della concessione edilizia, occorre provare la rispondenza del progetto alle prescrizioni del piano regolatore generale; l'istanza relativa deve essere infatti esaminata alla luce della nuova situazione urbanistica creatasi no... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... delle regole e prescrizioni urbanistiche ed edilizie frattanto sopravvenute. Legittimo è di conseguenza il diniego opposto dal Comune se l'intervento è in contrasto con tali prescrizioni.

Illegittimo il diniego a istanza edilizia fondato esclusivamente sulla perdurante efficacia del Piano Particolareggiato, qualora viceversa i vincoli dal medesimo discendente risultino decaduti per decorso di dieci anni dall'approvazione del Piano e non reiterati da parte dell'Amministrazione.

È illegittimo il diniego ad istanza di rilascio di titolo abilitativo ad edificare fondato sull'unico ed assorbente motivo della ritenuta natura conformativa del vincolo gravante sulle aree interessate incluse in piano particolareggiato, quando viceversa il vincolo è espropriativo e pertanto da ritenersi decaduto a seguito di scadenza del piano stesso.

Considerato che le aree all'interno del piano particolareggiato decaduto non sono prive di regolamentazione urbanistica, l'Amministrazione non può giustificare il diniego di rilascio del titolo edilizio con esclusivo riferimento alla necessità della previa approvazione di un nuovo piano attuativo, che si sostanzierebbe in un'atipica ed illegittima misura di salvaguardia, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... l'amministrazione tenuta comunque a valutare lo stato di urbanizzazione del comparto interessato dall'intervento; ciò a maggior ragione in ipotesi di piano parzialmente attuato.

L'avvenuta scadenza di un piano di lottizzazione non giustifica di per sé il diniego di rilascio della concessione edilizia.

Considerato che le aree all'interno del piano attuativo decaduto non sono prive di regolamentazione urbanistica, l'Amministrazione non può giustificare il diniego di rilascio del titolo con esclusivo riferimento alla necessità della previa approvazione di un nuovo piano, che si sostanzierebbe in un'atipica ed illegittima misura di salvaguardia.

TITOLO EDILIZIO --> DINIEGO --> INFORMATIVA ANTIMAFIA

La legislazione antimafia non attribuisce al Comune il potere di negare ad un privato la concessione edilizia in forza dell'adozione di un atto di informativa prefettizia; le determinazioni amministrative che solo indirettamente sono suscettibili di produrre effetti sulla attività imprenditoriale, e a maggior ragione quelle relative al perseguimento di interessi patrimoniali estranei all'attività d'impresa, esulano dalla normativa in materia di comunicazioni e certificazioni previs... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rmativa antimafia.

TITOLO EDILIZIO --> DINIEGO --> INTERVENTO PREVISTO NEL PIANO TRIENNALE

L'inclusione di un progetto tra gli interventi pubblici da cantierare nel triennio opera sul piano della responsabilità politica dell'ente nel caso di mancata attuazione degli stessi, ma non può essere posto a fondamento del rigetto di un concreto progetto edificatorio avanzato dal privato.

TITOLO EDILIZIO --> DINIEGO --> IRREVERSIBILE TRASFORMAZIONE

In caso di irreversibile trasformazione dello stato dei luoghi, ancorché non si sia verificato il passaggio formale del terreno in capo al Comune (con il decreto di esproprio), manca, non potendo l'area comunque ritenersi nella disponibilità del proprietario, almeno sotto il profilo oggettivo, il presupposto perché il soggetto privato originariamente proprietario del suolo possa procedere ad esercitare lo jus aedificandi su un' area che ha dismesso di fatto le caratteristiche di bene privato per essere adibito da parte dell'Ente locale ad una destinazione di contenuto squisitamente pubblicistico. Sotto il profilo urbanistico- edilizio l'atto comunale di diniego dell'autorizzazione appare, dunque, immune da vizi di legittimità sotto... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di contraddittorietà ed erroneità dei presupposti.

TITOLO EDILIZIO --> DINIEGO --> MANCATA RINUNCIA PLUS-VALORE

Illegittimamente il Comune nega il permesso di costruire sul presupposto della mancata rinuncia da parte del proprietario al plus-valore conseguente alle opere assentite, in quanto ricadenti su bene interessato dalla previsione di realizzazione di opera pubblica, al fine di cautelarsi economicamente ante tempus per quella che rappresenta una pura evenienza programmatica conseguente alla previsione di piano; in base all'art. 32 DPR n. 327/2000 la rinuncia al plus-valore è infatti un dato che presuppone un procedimento espropriativo avviato e non solo una previsione di piano.

TITOLO EDILIZIO --> DINIEGO --> MOTIVAZIONE GENERICA

Illegittimo il diniego di autorizzazione paesaggistica che si limiti a dichiarare l'incompatibilità di un intervento in modo generico, senza operare una corretta localizzazione del manufatto nell'ambito dei 300 mt dal confine interno del demanio marittimo.

È inadeguata la motivazione addotta in un diniego all'installazione di micro impianto di telecomunicazioni che non pone alcuna ragione ostativa derivante da riferimenti norma... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mpatibilità regolamentare, il che rende nella sostanza insindacabile il diniego, come tale illegittimo.

L'atto di diniego del permesso di costruire deve obbligatoriamente contenere una motivazione circostanziata ed esplicativa delle reali ragioni impeditive, da individuarsi in un contrasto del progetto presentato con precise norme urbanistiche, espressamente indicate, e non può risolversi in una mera enunciazione di un generico contrasto con le norme e con lo strumento urbanistico vigente.

Nel diniego al rilascio del titolo edilizio, è legittima una motivazione anche succinta, in quanto l'onere motivazionale può essere assolto mediante l'individuazione, nell'opera abusiva, di caratteristiche che ne impediscono il corretto inserimento nella zona oggetto di specifica tutela.

Legittimo sotto il profilo motivazionale è il provvedimento di diniego del titolo edilizio qualora dallo stesso sia possibile evincere in modo chiaro e univoco le ragioni del diniego, con riferimento alle prescrizioni urbanistiche vigenti al momento della sua emanazione.

È ingiustificato ed illegittimo il diniego di titolo edilizio motivato con la circostanza che la richiesta di assenso all'attività edi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...be in contrasto con la normativa urbanistico-edilizia vigente al momento della richiesta senza l'indicazione di quali siano in concreto le norme di tipo ostativo vigenti a quella data.

Il diniego di permesso di costruire che si limiti a rilevare un generico contrasto tra il progetto e gli strumenti urbanistici comunali vigenti costituisce un caso paradigmatico di motivazione insufficiente e in quanto tale va annullato.

Il diniego di concessione edilizia deve contenere le concrete ragioni ostative al rilascio, non essendo sufficiente allegare una generica contrarietà allo strumento urbanistico e dovendosi, invece, indicare le norme specifiche rispetto alle quali il progetto presentato dal richiedente sia contrastante.

Il mero rinvio alla tipologia della zona non può ex se essere ritenuta esplicativa di un diniego di concessione edilizia se non viene indicata dall'Amministrazione la specifica norma disciplinante la zona stessa con la quale contrasti il progetto presentato per l'approvazione.

Il provvedimento di diniego di concessione edilizia deve essere corredato da una congrua motivazione, che dia conto dei presupposti di fatto e di diritto che qualificano la determinazione negativa adottata, affinch&eacut... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...costruirsi l'iter logico e giuridico seguito dall'amministrazione procedente, e che la motivazione per relationem al parere negativo adottato dalla competente commissione edilizia comunale può essere ritenuta sufficiente soltanto a condizione che i predetti elementi emergano in maniera inequivoca dallo stesso parere.

TITOLO EDILIZIO --> DINIEGO --> NATURA VINCOLATA

Il diniego di condono rispetto ad opere per legge non suscettibili di sanatoria nonché gli interventi repressivi degli abusi edilizi, sono espressione di un potere dell'amministrazione di natura vincolata e non discrezionale, che in quanto tale non è soggetto ad eccesso di potere, ma soltanto ad eventuali vizi di violazione di legge o di incompetenza.

Il vincolo d'inedificabilità gravante sulla fascia di rispetto stradale ha carattere permanente e inderogabile per cui il diniego di sanatoria di opere all'interno della fascia sottoposta a vincolo, non necessita di alcuna particolare motivazione che si faccia carico della situazione in concreto, essendo sufficiente la verifica della violazione del limite di distanza dalla strada, configurandosi l'atto di diniego come un provvedimento del tutto vincolato.

Il provvedimento in tem... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...io o meno di permesso di costruire ha carattere vincolato, atteso che, ai sensi dell'art. 12, I comma del DPR n. 380/01, esso può essere negato solo per il contrasto con disposizioni di legge, di strumenti urbanistici o di regolamenti edilizi.

In ipotesi di diniego di permesso di costruire per la sussistenza di un vincolo di inedificabilità non è invocabile la violazione dell'art. 10-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, trattandosi di atto vincolato che non può che comportare il rigetto dell'istanza di permesso di costruire, non prospettandosi altre alternative plausibili (cfr. art. 21-octies, comma 2, l. 241 del 1990).

TITOLO EDILIZIO --> DINIEGO --> NECESSITÀ PIANO ATTUATIVO

In caso di una sostanziale, anche se non completa urbanizzazione, l'amministrazione non può, né deve, invocare a fondamento del diniego di permesso di costruire la sola mancanza del piano attuativo, ma è tenuta a verificare e valutare quale sia lo stato di urbanizzazione già presente nella zona e deve congruamente evidenziare e motivare quali siano le concrete e ulteriori esigenze di urbanizzazione indotte dalla nuova costruzione.

L'assenza di strumenti urbanistici attuativi n... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; costituire ragione idonea, da sola, a negare il rilascio della concessione edilizia nelle zone già urbanizzate, giacché, in simili casi, l'indiscriminato blocco dell'attività edificatoria si risolve in un illegittimo vincolo di inedificabilità extra ordinem; la reiezione si potrebbe, infatti, giustificare soltanto nel caso in cui l'amministrazione potesse dimostrare che di tali strumenti attuativi vi sia effettiva necessità a causa dello stato di insufficiente urbanizzazione primaria e secondaria della zona.

È illegittimo il diniego di concessione edilizia quando l'Amministrazione, sia pur in carenza del prescritto piano attuativo, non tenga adeguatamente conto dello stato di urbanizzazione già esistente nella zona interessata dalla futura edificazione e non evidenzi congruamente le concrete, ulteriori esigenze di urbanizzazione richieste da una nuova costruzione.

Laddove venga manifestata una volontà pianificatoria attraverso la redazione di piani di esecuzione (di iniziativa pubblica o privata), volti a realizzare concretamente le scelte urbanistiche delineate nello strumento generale, la circostanza della più o meno completa urbanizzazione della zona interessata non può vale... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sé, a giustificare un giudizio di superfluità del piano stesso e a giudicare illegittimo il diniego di permesso di costruire motivato in base all'assenza, nella pianificazione del territorio, dello strumento di dettaglio.

In assenza dello strumento attuativo, incombe sul Comune l'obbligo di puntuale motivazione soltanto nell'ipotesi in cui venga rilasciato il permesso di costruire, essendo in caso contrario sufficiente il richiamo alla mancanza del piano attuativo.

Va ritenuta idonea a sorreggere le ragioni del diniego del titolo edilizio la motivazione del provvedimento, secondo cui l'area oggetto di intervento ricade in zona interessata da Piano di Recupero ex lege 47/85.

È illegittimo il diniego di concessione edilizia, fondato sulla carenza di un piano di lottizzazione (anche se richiesto dal piano regolatore) quando l'area sia urbanizzata e non sia adeguatamente ponderato lo stato di urbanizzazione già presente nella zona interessata, né siano in modo congruo evidenziate le concrete, ulteriori esigenze di urbanizzazione indotte dalla nuova costruzione.

Non può essere consentito all'ente locale di negare il rilascio di una concessione edilizia, trincerandosi dietro l'opposiz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rifiuto basato sul solo argomento formale della mancanza della strumentazione urbanistica di dettaglio.

È illegittimo il diniego di concessione edilizia fondato sulla rilevata carenza di un piano di lottizzazione, anche se richiesto dal piano regolatore, quando l'area sia integralmente urbanizzata, perché l'esigenza della previa approvazione dello strumento attuativo si giustifica solo quando si tratti di asservire per la prima volta un'area non ancora urbanizzata ad un insediamento edilizio di carattere residenziale o produttivo, mediante la costruzione di uno o più fabbricati, da cui deriva la necessità di prevedere la realizzazione di opere di urbanizzazione primarie e secondarie.

La concessione edilizia può essere rilasciata in assenza del piano attuativo, richiesto dalle norme di piano regolatore, solo quando in sede istruttoria l'Amministrazione abbia accertato che l'area edificabile di proprietà del richiedente è l'unica a non essere stata ancora edificata e si trovi in una zona integralmente interessata da costruzioni e dotata delle opere di urbanizzazione.

Qualora la previsione di strumento urbanistico subordini l'attività edificatoria alla preventiva formazione di un pi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...vo (nel caso di specie piano di recupero), è legittimo il rigetto della concessione edilizia sui terreni sulla scorta della mancata adozione del piano.

La preventiva necessità di uno strumento attuativo ai fini del rilascio del titolo abilitativo all'edificazione, è superabile solo nel caso si dimostri sia che l'area del richiedente è l'unica a non essere stata ancora edificata sia che la stessa si trovi in una zona integralmente dotata delle opere di urbanizzazione; in caso di zone solo parzialmente urbanizzate, esposte quindi al rischio di compromissione di valori urbanistici, la pianificazione attuativa può ancora conseguire l'effetto di correggere e compensare il disordine edilizio in atto.

È illegittimo il diniego di concessione edilizia fondato sulla rilevata carenza di uno strumento attuativo dello strumento urbanistico generale quando l'area sia integralmente urbanizzata, atteso che l'esigenza della previa approvazione di uno strumento attuativo si giustifica solo quando si tratti d'asservire per la prima volta un'area non ancora urbanizzata ad un insediamento edilizio di carattere residenziale o produttivo.

TITOLO EDILIZIO --> DINIEGO --> NECESSITÀ VARIANTE URBANISTICA[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... È legittimo il diniego di permesso di costruire motivato semplicemente con l'affermazione che l'intervento necessita di una variante urbanistica.

TITOLO EDILIZIO --> DINIEGO --> RAGIONI ESTETICHE

Le valutazioni ragionevoli e coerenti dell'impatto negativo delle opere, funzionali all'impianto di climatizzazione del fabbricato oggetto di intervento, con il paesaggio dei tetti, tipico del centro storico (nella specie, della città di Bolzano) sono sufficienti, sul piano della legittimità, a fondare il diniego di titolo edilizio.

È illegittimo il diniego di titolo edilizio fondato su generici rilievi concernenti la non adeguatezza delle caratteristiche architettoniche alla zona all'interno della quale viene realizzata l'opera.

Il riferimento a caratteri architettonici, ove non ancorato a puntuali disposizioni della pertinente regolamentazione urbanistica ed edilizia si traduce in un discrezionale giudizio di carattere estetico che esula dalla funzione ricognitrice della conformità alla normativa rimessa alla commissione edilizia, spettando, nell'ipotesi di sussistenza di vincoli, a diversa autorità valutare eventuali ragioni di tutela ambientale.

Il diniego di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...izio per motivi estetici può aversi solo con riferimento ad aspetti (attinenti, per esempio, all'uso di particolari materiali e/o colori) previsti e disciplinati dalla normativa edilizia, paesaggistica, etc., che siano adeguatamente individuati in sede motivazionale mediante il richiamo alle pertinenti disposizioni.

In mancanza di specifiche disposizioni primarie e secondarie o dello strumento urbanistico comunale, non può essere negata la concessione edilizia in base a generiche considerazioni di carattere estetico, non tradotte in norme o previsioni urbanistiche, relativamente ad aree su cui le norme vigenti non impediscono di costruire e su cui non sussistono vincoli di carattere storico - artistico o paesaggistico.

Il diniego di concessione edilizia per motivi estetici o l'imposizione di prescrizioni di natura estetica, non possono discendere dall'astratta valutazione circa il valore estetico dell'opera, ma debbono pur sempre essere ricondotti all'applicazione di norme contenute negli strumenti urbanistici o introdotte nel regolamento edilizio comunale.

Un progetto edilizio non può essere rigettato per ragioni estetiche se non è supportato da alcun riferimento a norme urbanistiche o a disposizioni regol... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ilizie.

TITOLO EDILIZIO --> DINIEGO --> REGIME DI SALVAGUARDIA

Non può essere asserita l'inopponibilità di un vincolo, in quanto non ancora perfezionatasi la procedura di approvazione della variante al P.R.G., in quanto una variante urbanistica - ancorché soltanto adottata e non ancora approvata - è già di per sé idonea a creare vincoli per il proprietario del terreno oggetto del provvedimento di destinazione urbanistica.

In presenza di una disciplina urbanistica solo adottata e vigente in salvaguardia, il diniego di titolo edilizio (o di approvazione di un piano attuativo) in luogo della sospensione della pronuncia non può essere considerato un motivo di annullamento.

TITOLO EDILIZIO --> DINIEGO --> REGIME DI SALVAGUARDIA --> INTERVENTI PRODUTTIVI

È legittimo il diniego di permesso di costruire qualora l'intervento edilizio a scopi produttivi ricadente in zona bianca non rispetti sia il limite della densità fondiaria massima di 0,03 mc su metro quadrato, sia il limite di un decimo della superficie coperta rispetto all'area di proprietà del richiedente il titolo edilizio.

Va affermata la legittimità ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... del permesso di costruire, richiesto per la realizzazione di un insediamento produttivo in "zona bianca" e fuori dal perimetro del centro abitato, che non rispetti il doppio limite previsto dalla disposizione di cui all'art. 9 DPR 380/2001, riferito sia alla densità fondiaria, sia alla misura massima della superficie coperta realizzabile.

È legittimo il diniego del permesso di costruire, richiesto per la realizzazione di un insediamento produttivo in "zona bianca" e fuori dal perimetro del centro abitato, che non rispetti il doppio limite previsto dall'art. 9 TU 380/2001, riferito sia alla soglia di cubatura consentita, sia alla misura massima della superficie coperta realizzabile; ciò in quanto la norma individua due requisiti generali ed autonomi, aventi contenuto eterogeneo, che devono contestualmente concorrere ai fini del rilascio del titolo edilizio.

TITOLO EDILIZIO --> DINIEGO --> STRADA VICINALE

La qualificazione della strada come "vicinale ad uso pubblico" costituisce un legittimo impedimento al rilascio del permesso di costruire lungo la sede stradale; ciò in quanto tali strade fanno parte del demanio comunale e pertanto legittimamente è favorita la preesistente fruizione c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...el bene e si impedisce la limitazione o la preclusione del pubblico passaggio da parte di una collettività di privati che assume il proprio diritto relativo a tale passaggio.

TITOLO EDILIZIO --> DINIEGO --> TERRENI INCENDIATI

La L. n. 353 del 2000, art. 10, laddove consente la realizzazione di edifici, strutture ed infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive nei soprassuoli percorsi dal fuoco nei casi in cui la realizzazione sia stata prevista in data antecedente all'incendio dagli strumenti urbanistici vigenti a tale data, si riferisce alla specifica localizzazione dell'area riservata all'intervento da parte dello strumento urbanistico e non anche alla previsione di zona, con la conseguenza che non rileva, ai fini della speciale deroga, la generica compatibilità dell'intervento con la destinazione dell'area, essendo al contrario richiesto che l'area medesima sia già riservata dallo strumento urbanistico alla realizzazione delle predette opere.

La L. n. 353 del 2000, art. 10, laddove consente la realizzazione di edifici, strutture ed infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive nei soprassuoli percorsi dal fuoco nei casi in cui la realizz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...stata prevista in data antecedente all'incendio dagli strumenti urbanistici vigenti a tale data, si riferisce alla specifica localizzazione dell'area riservata all'intervento da parte dello strumento urbanistico e non anche alla previsione di zona, con la conseguenza che non rileva, ai fini della speciale deroga, la generica compatibilità dell'intervento con la destinazione dell'area, essendo al contrario richiesto che l'area medesima sia già riservata dallo strumento urbanistico alla realizzazione delle predette opere.

Il D.Lgs. n. 387 del 2003, art. 12, comma 7, limitandosi a prevedere la possibilità di ubicare gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili anche nelle zone classificate come agricole, peraltro con determinati obblighi, non assume rilievo ai fini dell'applicabilità della deroga di cui alla L. n. 353 del 2000, art. 10, che consente la realizzazione di edifici, strutture ed infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive nei soprassuoli percorsi dal fuoco nei casi in cui la realizzazione sia stata prevista in data antecedente all'incendio dagli strumenti urbanistici vigenti a tale data.

Nell'ambito delle misure protettive dei boschi sono ricomprese numerose ipote... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...azione non certo riconducibile a quella degli alberi di alto fusto, includendosi anche la vegetazione qualificabile come macchia, oltreché coltivazioni da frutto di vario genere.

Le finalità di salvaguardia del territorio e delle sue entità naturalistiche indispensabili alla vita non possono essere ristrette a limitate ipotesi di particolari tipi di bosco e di pascoli, ponendosi questa conclusione in evidente contraddizione con la vigente disciplina generale in materia forestale, che ammette l'estensione della tutela addirittura alla sola sterpaglia.

Sono legittimi i provvedimenti di annullamento del titolo edilizio, demolizione e ripristino dello stato dei luoghi fondati sul fatto che il terreno risulta essere stato percorso da incendio.

Le aree percorse dal fuoco sono assolutamente inedificabili, a prescindere dalla loro tipizzazione urbanistica preesistente all'evento incendiario.

TITOLO EDILIZIO --> DINIEGO --> VINCOLO DI INEDIFICABILITÀ

Legittimo è il provvedimento di diniego del titolo edilizio sulla base della sussistenza del vincolo di rispetto stradale, trattandosi di vincolo conformativo anziché espropriativo, e non essendo quindi, il medesimo, sog... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...adenza quinquennale.

Non è possibile sostenere che la ragione di diniego di titolo edilizio sia comunque nota in ragione dei limiti civilistici alle costruzioni, giacché un simile opinare conduce ad enucleare la motivazione del provvedimento aliunde.

In presenza del vincolo cimiteriale, il diniego di rilascio del titolo edilizio costituisce un atto dovuto, senza che sussista alcuna legittima possibilità di contemperamento con l'interesse privato o l'esigenza di verificare di volta in volta se sussistano in concreto esigenze igienico-sanitarie o di altro tipo ostative e di motivare il provvedimento negativo con riferimento a tale concreto aspetto, comparando gli interessi pubblici e privati coinvolti.

Illegittimo è il diniego di concessione edilizia motivato dalla sussistenza di vincolo di inedificabilità, viceversa decaduto per decorrenza del termine di efficacia.

Il richiamo alla sussistenza di un vincolo d'inedificabilità assoluta è sufficiente per giustificare, in modo necessitato, il rigetto di un permesso di costruire.

TITOLO EDILIZIO --> DINIEGO --> VINCOLO DI INEDIFICABILITÀ --> VINCOLO AMBIENTALE

È legittimo il ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...osto da un Ente Parco alla realizzazione di uno stabilimento balneare in zona protetta nelle more dell'adozione del piano territoriale e sulla base di una valutazione tecnico-discrezionale di sua esclusiva pertinenza.

La necessità di una motivazione esaustiva ricorre nel caso di parere favorevole della Commissione Edilizia Integrata, dovendosi dare compiutamente conto delle ragioni per cui un concreto e specifico intervento edilizio non determini un impatto ambientale negativo nonostante la precostituita imposizione di un vincolo sull'area ove l'intervento è allocato, essendo i valori dell'ambiente, valori di rilevanza costituzionale primaria, tali da prevalere, ove in concreto sussistenti, anche sullo jus aedificandi.

Quello concernente l'operatività del vincolo conformativo ambientale (riveniente dalla destinazione a verde privato impressa sull'area di intervento), costituisce nucleo motivazionale del tutto autosufficiente e si rivela, quindi, singolarmente suscettibile di sorreggere, di per sé, il diniego di permesso di costruire.

TITOLO EDILIZIO --> DINIEGO --> VINCOLO ESPROPRIATIVO

La recinzione di un fondo non può essere ostacolata dall'esistenza di una previsione vincolist... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...no regolatore, in quanto il legittimo esercizio dello jus excludendi, di per sé, non contrasta con la detta previsione, non avendo per fine quello di imprimere all'area una destinazione diversa da quella prevista dalle norme urbanistiche e non limitando in alcun modo l'amministrazione nell'esercizio dei poteri, eventualmente ablativi, che dal vincolo discendono.

Il vincolo espropriativo, fin tanto che non sono state avviate le procedure espropriative, non può costituire un limite all'esercizio delle facoltà dominicali del proprietario (nel caso di specie realizzazione di muro di recinzione a delimitazione della proprietà).

In mancanza di uno specifico pronunciamento dell'Amministrazione sull'opportunità e validità del vincolo, deve ritenersi illegittimo il diniego del permesso di costruire fondato esclusivamente sulla presenza di un vincolo espropriativo ormai decaduto.

È illegittimo il diniego al rilascio di titolo edilizio fondato sulla sussistenza di un vincolo avente carattere espropriativo oramai decaduto, e riferito ad un'area che il Comune doveva viceversa aver già pianificato nuovamente.

In ipotesi di decadenza del vincolo espropriativo, il rilascio del tit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o presuppone la previa ripianificazione dell'area interessata.

Illegittimo è il diniego di licenza edilizia sulla base dell'erroneo presupposto della decadenza di vincoli non aventi natura espropriativa.

È illegittimo il diniego di una concessione edilizia fondato solo sull'esistenza di un vincolo di piano regolatore ormai decaduto per inutile decorso del termine stabilito dall'art. 2 della legge 19 novembre 1968, n. 1187.

Illegittimo il diniego di permesso di costruire fondato sull'erroneo presupposto della vigenza di un vincolo qualora questo, per effetto della sua natura espropriativa, debba ritenersi decaduto e pertanto il terreno interessato sia soggetto all'applicazione del normativa prevista, per le c.d. "zone bianche", dall'art. 9 del d.P.R. n.380 del 2001.

È illegittima la revoca del permesso di costruire, sia pure in autotutela, fondata solo sull'esistenza di vincoli di piano regolatore ormai decaduti per inutile decorso del termine, in quanto emessa sulla base dell'esistenza di un presupposto di diritto, il vincolo ormai decaduto, inesistente.

È illegittimo il diniego di una concessione edilizia fondato solo sull'esistenza di un vincolo di piano regolatore, ormai dec... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nutile decorso del termine stabilito dall'art. 2 della L. n. 1187/1968.

La circostanza che una zona sia assoggettata a vincolo di inedificabilità assoluta per essere la stessa destinata ad opera pubblica, vincola l'Amministrazione a denegare la possibilità di qualsiasi intervento edilizio del privato, ricadente sull'area medesima.

La mancata comunicazione di avvio del procedimento di apposizione del vincolo può al più costituire motivo di impugnazione della deliberazione istitutiva del vincolo medesimo, ma non può incidere direttamente sulla legittimità delle misure repressive (ordine di demolizione di opere edilizie) poste a salvaguardia del vincolo medesimo, le quali attengono ad un distinto procedimento.

È illegittimo il diniego di permesso di costruire fondato solo sull'esistenza di vincoli di piano regolatore che, per la loro natura espropriativa, risultino ormai decaduti per inutile decorso del termine di efficacia quinquennale.

Legittimo è il diniego del permesso di costruire su terreno ove le norme di piano, imponendo un vincolo espropriativo, escludano la possibilità di intervento del privato.

TITOLO EDILIZIO --> DINIEGO --> VIN... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...RIATIVO --> DECADENZA

È illegittimo il provvedimento con cui è stato negato il rilascio della concessione edilizia, sull'assunto della sussistenza di vincolo espropriativo (nel caso di specie viabilità primaria), qualora quest'ultimo debba ritenersi pacificamente decaduto a causa del vano decorso del quinquennio previsto all'art.2 L.1187, ora recepito dall'art.9, comma 3 D.P.R. 08.06.2001 n.327.

È illegittimo il diniego di sanatoria, fondato sul rilievo del contrasto delle opere da sanare con i vincoli di P.R.G., qualora questi siano decaduti e quindi risultino non più efficaci né idonei a precludere, ex se, l'esercizio dello ius aedificandi e della facoltà di regolarizzare le opere eseguite sine titulo.

Lo "ius aedificandi" costituisce facoltà insita nel diritto di proprietà, comprimibile esclusivamente per un contrasto con esigenze di pubblico interesse recepite nelle prescrizioni urbanistiche. Se, pertanto, un provvedimento di diniego presuppone necessariamente che siano evidenziate ipotesi di contrasto tra l'elaborato progettuale e le prescrizioni urbanistiche, tale condizione di contrasto non è rinvenibile qualora all'epoca della presentazione dell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... concessione, sia pacificamente decaduto il vincolo espropriativo potenzialmente configgente con l'intervento edificatorio.

È illegittimo il diniego di permesso di costruire qualora l'Amministrazione si sia limitata a denegare il titolo edilizio rilevando l'esistenza di un vincolo oramai scaduto, senza argomentare in merito all'istanza presentata e alla sua presunta non conformità alla disciplina transitoria applicabile alle zone c.d. "bianche".

Accertata la natura conformativa del vincolo, illegittimo è il diniego di titolo edilizio sull'assunto della sua natura espropriativa, della decadenza e contrasto con i limiti di edificabilità previsti per le aree prive di pianificazione urbanistica.



 
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