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Sequestro penale preventivo di una costruzione abusiva


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titolo:IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI
anno:2017
pagine: 5843 in formato A4, equivalenti a 9933 pagine in formato libro
formato: pdf  
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TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SEQUESTRO PENALE

Qualora il soggetto obbligato non abbia neppure dimostrato di avere richiesto il dissequestro del bene allo scopo di demolirlo, non può, successivamente, far valere la circostanza del sequestro penale quale causa di forza maggiore impeditiva della demolizione.

La sottoposizione a sequestro penale preventivo di una costruzione abusiva da parte della competente autorità giudiziaria non esime il destinatario dell'ingiunzione demolitoria dall'ottemperanza alla stessa ben potendo essere richiesto in sede penale il dissequestro del bene al solo fine di provvedere alla demolizione.

Il sequestro dell'immobile abusivo da parte dell'autorità giudiziaria non rientra tra gli impedimenti assoluti che non consentono di dare esecuzione all'ingiunzione di demolizione potendo l'interessato sollecitare il dissequestro allo scopo di poter provvedere direttamente al ripristino dello stato dei luoghi.

La possibilità di un sequestro preventivo parziale deve essere esclusa quando, per le caratteristiche dell'illecito urbanistico, non sia possibile scindere la parte legittimamente realizzata da quella illegittima, senza vanificare le esigenze cautelari per ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... sequestro è stato disposto. Per converso, tutte le volte in cui tale separazione sia possibile, il sequestro preventivo non deve essere inutilmente vessatorio.

In materia edilizia, l'esigenza cautelare ex art. 321 c.p.p., comma 1 di evitare che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze di esso ovvero agevolare la commissione di altre reati, è incompatibile con l'autorizzazione all'uso, in tutto o in parte, dell'immobile sequestrato.

La possibilità di utilizzazione residenziale privata di un manufatto posto sotto sequestro ex art. 321 c.p.p., comma 1, si pone in evidente contrasto con le stesse finalità della misura cautelare in concreto ravvisate (inibire le conseguenze antigiuridiche, ulteriori rispetto alla consumazione dei reati, discendenti da un uso degli edifici estraneo alla loro destinazione), contraddicendole e vanificandole.

In relazione ai reati edilizi ed urbanistici, è ammissibile il sequestro preventivo di una costruzione abusiva già ultimata, infatti il sequestro preventivo di cosa pertinente al reato è consentito anche nel caso di ipotesi criminosa già perfezionatasi, purché il pericolo della ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...onibilità della cosa stessa - che va accertato e adeguatamente motivato dal giudice - presenti i requisiti della concretezza e dell'attualità e le conseguenze del reato, ulteriori rispetto alla sua consumazione, abbiano connotazione di antigiuridicità, consistano nel volontario aggravarsi o protrarsi dell'offesa al bene protetto che sia in rapporto di stretta connessione con la condotta penalmente illecita e possano essere definitivamente rimosse con l'accertamento irrevocabile del reato.

In tema di sequestro preventivo per reati urbanistici commessi in zona sottoposta a vincolo paesaggistico, la sola esistenza di una struttura abusiva integra il requisito dell'attualità del pericolo persino nel caso in cui l'edificazione sia stata ultimata, in quanto il rischio di offesa al territorio e all'equilibrio ambientale, indipendentemente dall'effettivo danno al paesaggio e dall'incremento del carico urbanistico, perdura in stretta connessione con l'utilizzazione della costruzione ultimata.

Il sequestro preventivo di cose pertinenti al reato può essere adottato anche su un immobile abusivo già ultimato e rifinito, poiché l'esigenza cautelare richiesta dalla legge per disporre il sequestro preventivo è... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...le anche per reati per i quali sia cessata la condotta o in genere siano perfezionati gli elementi costitutivi, e ciò perché vi sono conseguenze dello stesso reato che la misura cautelare è destinata ad evitare anche dopo che esso abbia esaurito il suo "iter", in quanto le conseguenze che il sequestro preventivo tende ad evitare sono ulteriori rispetto alla fattispecie tipica già realizzata.

La natura permanente del reato previsto dal D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, art. 44, comma 1, lett. c), legittima il sequestro preventivo delle opere edilizie eseguite in zona sottoposta a vincolo anche nel caso di ultimazione dei lavori, in quanto l'esecuzione di interventi edilizi in zona vincolata ne protrae nel tempo e ne aggrava le conseguenze, determinando e radicando il danno all'ambiente ed al quadro paesaggistico che il vincolo ambientale mira a salvaguardare.

In tema di violazioni edilizie, ai fini della legittimità del provvedimento di sequestro preventivo, la sola esistenza di una struttura abusiva, realizzata senza autorizzazione e in zona sottoposta a vincolo paesaggistico integra il requisito dell'attualità del pericolo, indipendentemente dall'essere l'edificazione ultimata o meno, posto che l'offe... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...torio e gli effetti lesivi all'equilibrio urbanistico perdurano e sono, anzi, aggravati dall'utilizzazione della costruzione ultimata.

È legittimo il sequestro preventivo di opere edilizie realizzate in zona sottoposta a vincolo anche nel caso di ultimazione dei lavori, perché l'esecuzione di interventi edilizi in zona vincolata ne protrae nel tempo e ne aggrava le conseguenze, determinando e radicando il danno all'ambiente ed al quadro paesaggistico che il vincolo ambientale mira a salvaguardare; senza dire che nessun rilievo assume una eventuale ultimazione delle opere, in quanto il rischio di offesa al territorio ed all'equilibrio ambientale, a parte l'effettivo danno al paesaggio, perdura in stretta connessione con l'utilizzazione della costruzione ultimata.

È legittimo il sequestro preventivo di un manufatto abusivo già ultimato allorquando, pur cessata la permanenza, le conseguenze lesive della condotta sul bene protetto possano perdurare nel tempo, sempre che il pericolo degli effetti pregiudizievoli del reato presenti il requisito della concretezza, della cui sussistenza in punto di fatto il giudice di merito deve fornire adeguata giustificazione.

In tanto il sequestro preventivo di cose pertinenti ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ò essere adottato anche su un immobile abusivo già ultimato e rifinito, in quanto la libera disponibilità di esso possa concretamente pregiudicare gli interessi attinenti alla gestione del territorio ed incidere sul "carico urbanistico", il pregiudizio del quale va valutato avendo riguardo agli indici della consistenza dell'insediamento edilizio, del numero dei nuclei familiari, della dotazione minima degli spazi pubblici per abitare nonché della domanda di strutture e di opere collettive.

In tema di esecuzione di provvedimenti di misure cautelari reali, è da ritenere abnorme l'ordinanza emessa dal Gip che, nel rigettare la istanza di revoca del sequestro preventivo di una costruzione abusiva, in esecuzione del quale il magistrato inquirente ha ordinato lo sgombero, proroga il rilascio dell'immobile per ragioni di mera opportunità, esercitando, così, un potere di fissazione delle modalità di esecuzione del provvedimento ablativo che l'art. 655 c.p.p. e art. 92 norme att. c.p.p. riservano esclusivamente al p.m..

Il sequestro preventivo delle opere abusive già ultimate può essere disposto anche dopo la consumazione del reato, allorché, pur essendo cessata la perman... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nseguenze lesive della condotta sul bene protetto possano perdurare nel tempo, ma a condizione che: 1) sussista una prossimità temporale del sequestro rispetto alla realizzazione dell'opera e, conseguentemente, il requisito della attualità e concretezza della misura cautelare reale; 2) sia data una congrua puntuale motivazione sul periculum in mora sotto il profilo della sussistenza delle conseguenze antigiuridiche ulteriori rispetto alla ultimazione dei lavori, derivanti dall'uso del fabbricato.

Il sequestro preventivo di manufatti abusivi già ultimati è legittimo, sempre che il pericolo della disponibilità del manufatto - da accertarsi con adeguata motivazione - presenti i requisiti dell'attualità e della concretezza e fermo restando l'obbligo di motivazione del giudice circa il carattere di antigiuridicità delle conseguenze, ulteriori rispetto alla consumazione del reato, derivanti dall'uso dell'edificio realizzato abusivamente, che la misura cautelare intende inibire.

Il sequestro preventivo di cose pertinenti al reato può essere adottato anche su un'opera ultimata, se la libera disponibilità di essa possa concretamente pregiudicare gli interessi attinenti alla gestione del territori... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...re sul carico urbanistico, il pregiudizio del quale va valutato avendo riguardo agli indici di consistenza dell'insediamento edilizio, del numero dei nuclei familiari, della dotazione minima degli spazi pubblici per abitare, nonché della domanda di strutture e di opere collettive.

In materia di esecuzione di sanzioni amministrative per abusi edilizi, la sussistenza di un sequestro penale sul manufatto abusivo non può costituire, per il responsabile, un'esimente per l'inosservanza dell'ordine di demolizione del manufatto medesimo, dovendo l'interessato farsi parte attiva per chiedere alla competente Autorità giudiziaria la revoca del sequestro al fine di dare esecuzione all'ordine suddetto.

Il soggetto, il quale intenda evitare l'effetto del provvedimento dell'acquisizione gratuita legato ope legis alla scadenza del termine per ottemperare all'ordine di demolizione, ove il manufatto sia stato sottoposto a sequestro penale, deve tenere un comportamento attivo volto comunque ad eliminare l'abuso perpetrato o sollecitando il dissequestro all'autorità giudiziaria allo scopo di poter provvedere direttamente all'eliminazione.

In caso di mancata convalida tempestiva del sequestro probatorio, sussiste l'obbligo del ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nistero di disporre la restituzione dei beni; qualora egli non provveda in tal senso, l'interessato, avvalendosi del procedimento di cui all'art. 263 cod. proc. pen., può avanzare domanda di restituzione e successivamente, in caso di diniego, proporre opposizione al GIP; qualora invece, nell'ipotesi in cui il P.M., nonostante il decorso del termine, convalidi tardivamente il sequestro, l'interessato, a norma dell'art. 355 cod. proc. pen., comma 3 può presentare istanza di riesame, sulla quale il Tribunale deve provvedere, adempiendo all'obbligo imposto dal comma secondo dello stesso articolo, e cioè ordinando la restituzione della cosa sequestrata; il sequestro non convalidato entro il termine previsto dall'art. 355 c.p.p., comma 2 è inefficace.

Il sequestro preventivo disposto in relazione a violazioni della disciplina urbanistica va disposto nelle situazioni in cui il non assoggettamento a vincolo della cosa pertinente al reato può condurre, in pendenza dell'accertamento del reato, non solo al protrarsi del comportamento illecito ovvero alla reiterazione della condotta criminosa, ma anche alla realizzazione di ulteriori pregiudizi quali nuovi effetti offensivi del bene protetto, effetti che debbono essere connessi con l'imputaz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tata e l'intervento preventivo collegato con le finalità di repressione del reato.

Con specifico riferimento alle violazioni urbanistiche o paesaggistiche, il periculum in mora ai fini del sequestro preventivo si può ritenere sussistente per la sola esistenza di una struttura abusiva in zona vincolata, in quanto il rischio di offesa al territorio e all'equilibrio ambientale, a prescindere dall'effettivo danno al paesaggio e dall'incremento del carico urbanistico, perdura in stretta connessione con l'utilizzazione della costruzione ultimata.

La misura del sequestro penale può essere applicata anche su bene immobile ultimato, la cui edificazione è stata consentita con illegittima autorizzazione edilizia integrante reato di abuso di ufficio, in quanto l'esistenza di una costruzione non conforme alla legge o agli strumenti urbanistici è suscettibile di produrre anche nel futuro un danno ambientale e, pertanto, è idonea a protrarre le conseguenze del reato.

Qualora un manufatto abusivo sia sottoposto a sequestro penale il soggetto che intenda evitare l'effetto del provvedimento di acquisizione gratuita al patrimonio comunale deve tenere un comportamento attivo volto ad eliminare l'abuso perpetrato ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...re il dissequestro all'autorità giudiziaria allo scopo di poter provvedere direttamente all'eliminazione dell'abuso.

La sussistenza di un provvedimento di sequestro penale di per sé non giustifica l'inottemperanza all'ordine di demolire un'opera abusiva, ben potendo il destinatario del provvedimento chiedere il dissequestro, potendo così dimostrare che l'inadempimento dell'ordine di demolizione dipende da ragioni oggettive e non anche dalla cattiva volontà del destinatario dell'ingiunzione demolitoria.

Poiché il presupposto del sequestro preventivo è la commissione di un reato, sia pure accertato in via incidentale nella sua astratta configurabilità, la sua applicazione ad un immobile in corso di realizzazione, e regolarmente assentito, effettuato sulla base della presunta e ipotizzata intenzione di contravvenire alla norme edilizie o urbanistiche, è illegittima, atteso che non sussiste in tal caso il "fumus delicti".

L'eventuale sussistenza di un provvedimento di sequestro non rende di per sé giustificata l'inottemperanza all'ordine di demolire, ben potendo il destinatario del provvedimento chiedere il dissequestro, potendo così dimostrare che l'inadempim... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rdine di demolizione dipende da ragioni oggettive e non anche dalla cattiva volontà del destinatario dell'ingiunzione demolitoria.

I proprietari delle aree su cui insistono opere abusive sottoposte a sequestro devono dunque farsi parte diligente nel richiedere il dissequestro dell'opera abusivamente realizzata al fine di ottemperare al provvedimento di demolizione e la loro inerzia nel richiederlo non può bloccare gli effetti dei provvedimenti sanzionatori e di quelli consequenziali.

L'adibizione di immobili abusivi a ricovero di automezzi e a deposito di materiale destinato al commercio ne giustifica certamente il sequestro e la conseguente sottrazione dalla materiale disponibilità del proprietario, posto che la prosecuzione delle attività derivanti dalla menzionata destinazione degli immobili de quibus comporterebbe l'aggravamento, stante l'inevitabile traffico antropico e meccanico conseguente al loro uso, del carico urbanistico da essi illecitamente determinato.

Il sequestro preventivo è legittimamente disposto in presenza di un reato che risulti ravvisabile in concreto e indipendentemente dall'accertamento della sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza a carico dell'agente o dell'elemento ps... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...atteso che la verifica di tali elementi è estranea alla adozione della misura cautelare reale.

La sussistenza di un sequestro penale sul manufatto abusivo non può costituire, per il responsabile, un'esimente per l'inosservanza dell'ordine di demolizione del manufatto medesimo, ben potendo, ed anzi dovendo l'interessato farsi parte attiva per chiedere alla competente Autorità giudiziaria la revoca del sequestro al fine di dare esecuzione all'ordine suddetto.

In caso di sequestro penale dell'immobile abusivo, il privato che vuole evitare l'effetto ablatorio legato ope legis alla scadenza del termine per ottemperare all'ordine di demolizione, devee tenere un comportamento attivo volto comunque ad eliminare l'abuso perpetrato: o sollecitando all'Autorità giudiziaria il dissequestro, secondo la procedura prevista dall'art. 85 disp. att. c.p.p., allo scopo di poter provvedere direttamente alla eliminazione, sicché, in tal caso, soltanto il rigetto dell'istanza giustificherebbe il factum principis che potrebbe inibire l'ordine di demolizione; ovvero, ove possibile, presentando un proprio progetto di adeguamento (demolizione parziale o modifica del fabbricato) che produca la riedizione del potere amministrativo e la conseg... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...azione della presupposta ordinanza di demolizione, quale effetto dell'obbligo amministrativo di esame di un progetto di adeguamento o in sanatoria.

La circostanza che l'immobile abusivamente realizzato sia sottoposto a sequestro penale non osta all'adozione dell'ordine di demolizione, dal momento che è possibile motivatamente domandare all'autorità giudiziaria il dissequestro dell'immobile proprio al fine di ottemperare al predetto ordine.

L'accertamento della buona fede del terzo acquirente di un immobile realizzato illegittimamente, mediante la abusiva lottizzazione di aree non urbanizzate, riguarda l'applicazione della confisca e il sequestro, nell'ipotesi in cui la misura cautelare sia stata disposta esclusivamente ai sensi dell'art. 321, co. 2, c.p.p., e, cioè, sia esclusivamente finalizzata ad assicurare che la cosa all'esito del processo possa essere concretamente confiscata; nell'ipotesi, invece, , di sequestro disposto ai sensi dell'art. 321 c.p.p., comma 1 è irrilevante l'appartenenza della cosa ad un soggetto estraneo alla commissione del reato ed in buona fede, in quanto l'esigenza cautelare di impedire che la libera disponibilità della cosa pertinente al reato possa aggravarne o protraine le conseguenz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... totalmente dalla appartenenza del bene all'autore del reato.

Il sequestro di opere abusive è consentito anche dopo il loro completamento, purché il pericolo della libera disponibilità dell'immobile presenti i requisiti della concretezza e dell'attualità e le conseguenze del reato, ulteriori rispetto alla sua consumazione, abbiano connotazione di antigiuridicità, consistendo nel protrarsi dell'offesa al bene protetto che sia in rapporto di connessione con la condotta penalmente illecita.

La possibilità di concessione dell'indulto prevista dalla legge 241/2006 non impedisce l'adozione del sequestro preventivo delle opere abusive.

La persistente disponibilità del bene abusivo che comporti perduranti effetti lesivi dell'equilibrio urbanistico e ambientale giustifica l'adozione di un provvedimento di seguestro preventivo ex art. 321 c.p.p..



 
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