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La speciale competenza in unico grado della Corte di Appello e l'indennità "aggiuntiva"


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titolo:GIURISDIZIONE E COMPETENZA GIURISDIZIONALE nell’ambito del governo del territorio
anno:2016
pagine: 3023 in formato A4, equivalenti a 5139 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 45,00

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Sintesi: Le domande essenzialmente finalizzate a censurare la quantificazione dell'indennità stabilita dall'Amministrazione ai sensi dell'art. 17, comma 2, della legge n. 865/1971, non sono riconducibili, anche mediatamente, all'esercizio di un pubblico potere, bensì alla corretta determinazione delle "indennità in conseguenza dell'adozione di atti di natura espropriativa o ablativa" e, quindi, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario.

Estratto: «C) le domande dei ricorrenti - muovendo dal presupposto che tale indennità avrebbe dovuto essere determinata tenendo conto non della superficie effettivamente occupata dall'Amministrazione per la realizzazione del collettore fognario, bensì «della compromissione e della diminuzione dell'universitas aziendale», ossia della complessiva superficie su cui si svolgeva l'attività agricola del Quintavalle - sono essenzialmente finalizzate a censurare la quantificazione dell'indennità stabilita dall'Amministrazione capitolina ai sensi dell'art. 17, comma 2, della legge n. 865/1971 (secondo il quale, laddove "l'espropriazione attenga a terreno coltivato dal fittavolo, mezzadro, colono o compartecipante, costretto ad abbandonare il terreno stesso,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ando l'indennità di espropriazione determinata ai sensi dell'articolo 16 in favore del proprietario, uguale importo dovrà essere corrisposto al fittavolo, al mezzadro, al colono o al compartecipante che coltivi il terreno espropriando almeno da un anno prima della data di deposito della relazione di cui all'art. 10"),.Stante quanto precede, risulta evidente che le controversie di cui trattasi non attengono ad atti o provvedimenti "riconducibili, anche mediatamente, all'esercizio di un pubblico potere", bensì alla corretta determinazione delle "indennità in conseguenza dell'adozione di atti di natura espropriativa o ablativa" e, quindi, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario.»

Sintesi: La speciale competenza in unico grado della corte di appello, ai sensi della L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 19 a decidere le cause di opposizione avverso la stima della indennità di espropriazione, comprende anche i giudizi, relativi alla determinazione della indennità aggiuntiva in favore del fittavolo, mezzadro, colono o compartecipante prevista e disciplinata dalla medesima legge, art. 17, comma 2, costretti ad abbandonare il terreno espropriato, né sussistono ragioni per limitare detta speciale competenza ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nte alle ipotesi di cessione volontaria.

Estratto: «Sotto un primo profilo,va osservato che la deduzione relativa all'omesso esame della questione della competenza non assume alcun rilievo, sia perché, come nello stesso ricorso si afferma, la stessa risulta implicitamente risolta dalla corte territoriale, sia perché, pur essendo stata la relativa eccezione tempestivamente formulata nel giudizio di primo grado (sull'applicabilità dell'art. 38 c.p.c. alla fattispecie in esame, cfr. Cass., 12 ottobre 2007, n. 21434), deve ritenersi che la Corte di appello, pronunciando sulla domanda di determinazione dell'indennità, abbia fatto buon governo delle disposizioni che disciplinano la materia, in coerenza ai principi affermati da questa Corte. Vale bene premettere che la speciale competenza in unico grado della corte di appello, ai sensi della L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 19 a decidere le cause di opposizione avverso la stima della indennità di espropriazione, comprende anche i giudizi, come quello in esame, relativi alla determinazione della indennità aggiuntiva in favore del fittavolo, mezzadro, colono o compartecipante prevista e disciplinata dalla medesima legge, art. 1... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... costretti ad abbandonare il terreno espropriato, né sussistono ragioni per limitare detta speciale competenza esclusivamente alle ipotesi di cessione volontaria (Cass., 8 settembre 2011, n. 18450; Cass., 10 maggio 2005, n. 19685). Rilevata, quindi, la competenza in unico grado della Corte di appello, deve trovare applicazione il principio secondo cui la domanda di determinazione dell'indennità di esproprio può essere formulata anche nel contesto di un giudizio che vede la Corte come giudice di secondo grado, investito dell'impugnazione rispetto ad altre questioni (Cass., 20 febbraio 2009, n. 4202) .Invero, a fronte della circostanza, del tutto incontestata, relativa alla riproposizione della domanda di determinazione dell'indennità alla Corte di appello, stabilire se il Tribunale avesse o meno avuto competenza a provvedere sulla domanda di determinazione di questa indennità non assume rilevanza alcuna, così come non può attribuirsi alcuna incidenza al fatto che la Corte di appello dovesse provvedere quale giudice di secondo grado sull'impugnazione proposta su altre statuizioni, come quella relativa alla legittimazione passiva dell'amministrazione comunale: assume decisiva ed esclusiva rilevanza la circostanza che la competenza a ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...appartenesse L. n. 865 del 1971, ex art. 20, proprio alla Corte adita, seppure in unico grado (Cass. 25013/2006; 11322/2005; 18067/2004; 11864/2001).Infatti, appartenendo la competenza funzionale alla Corte d'appello in unico grado, viene in considerazione una domanda proposta al giudice competente, e non già l'impugnazione della statuizione al riguardo del Tribunale: domanda che, per ragioni di economia processuale, può ben essere proposta alla Corte come giudice di unico grado, nel contesto di giudizio che la vede anche come giudice di secondo grado investito dell'impugnazione riguardo ad altre questioni (Cass. 10617/1998; 11864/2001).»

Sintesi: Pur nell'ampia devoluzione alla giurisdizione del giudice amministrativo delle controversie in materia di espropriazione per pubblica utilità, il legislatore ha lasciato alla cognizione del giudice ordinario le cause aventi ad oggetto le indennità di espropriazione, tra le quali rientrano anche le controversie in materia di indennità aggiuntive a favore dei coltivatori diretti di cui all'art. 17 della legge n. 865 del 1971.

Estratto: «L'art. 133, comma 1, lett. g) c.p.a. stabilisce la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in relazione alle ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ie aventi ad oggetto gli atti, i provvedimenti, gli accordi e i comportamenti, riconducibili, anche mediatamente, all'esercizio di un pubblico potere, delle pubbliche amministrazioni in materia di espropriazione per pubblica utilità", ma aggiunge "ferma restando la giurisdizione del giudice ordinario per quelle riguardanti la determinazione e la corresponsione delle indennità in conseguenze dell'adozione di atti di natura espropriativa o ablativa". Ciò significa che, pur nell'ampia devoluzione alla giurisdizione del giudice amministrativo delle controversie in materia di espropriazione per pubblica utilità, il legislatore ha lasciato alla cognizione del giudice ordinario le cause aventi ad oggetto le indennità di espropriazione, tra le quali rientrano anche le controversie in materia di indennità aggiuntive a favore dei coltivatori diretti di cui all'art. 17 della legge n. 865 del 1971. In termini si è già espressa la Sezione nella sentenza n. 345 del 2007 e in tal senso è l'orientamento della Cassazione (da ultimo Cass., Sez. I, 8.9.2011, n. 18450).»

Sintesi: La speciale competenza in unico grado della Corte di Appello, ai sensi della L. n. 865 del 1971, art 19, comprende anche i giudizi per ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...azione dell'indennità, cosiddetta "aggiuntiva", che la medesima L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 2 riconosce, in misura uguale a quella spettante al proprietario, a favore del fittavolo, del mezzadro, del colono o del compartecipante, costretto ad abbandonare il terreno espropriato.

Estratto: «Si richiamano al proposito Cass. 2238 del 2007 citata e Cass. 10685 del 2005 alla stregua dei cui pronunziati va ribadita la affermazione per la quale la speciale competenza in unico grado della Corte di Appello, ai sensi della ridetta L. n. 865 del 1971, art 19 comprende anche i giudizi per la determinazione dell'indennità, cosiddetta "aggiuntiva", che la medesima L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 2 riconosce, in misura uguale a quella spettante al proprietario, a favore del fittavolo, del mezzadro, del colono o del compartecipante, costretto ad abbandonare il terreno espropriato. La pronuncia di Cass. n. 12331 del 1998 non contraddice tale assunto, ma, anzi, implicitamente lo conferma, limitandosi ad escludere, in tema di determinazione dell'indennità aggiuntiva della L. n. 865 del 1971, ex art. 17, comma 2, la speciale competenza in questione soltanto in relazione all'ipotesi di cessione volontaria. La pronunzia di Cas... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... 1992 è invece da ritenersi superata dalle successive univoche decisioni.»

Sintesi: In relazione alla domanda di determinazione dell'indennità aggiuntiva ex art. 17 L. 869/71, sussiste la speciale competenza in unico grado della corte di appello, ai sensi dell'art. 19 della legge n. 865 del 1971, comprendendo tale competenza oltre a quella a decidere le cause di opposizione avverso la stima della indennità di espropriazione, anche i giudizi per la determinazione della indennità aggiuntiva in favore del fittavolo, mezzadro, colono o compartecipante, prevista e disciplinala dalla stessa legge, all'art. 17/2.

Estratto: «L'attore agisce per l'ottenimento dell'indennità aggiuntiva ex art. 17 L. 869/71 e in relazione a tale domanda sussiste la speciale competenza in unico grado della corte di appello, ai sensi dell'art. 19 della legge n. 865 del 1971, comprendendo tale competenza oltre a quella a decidere le cause di opposizione avverso la stima della indennità di espropriazione, anche i giudizi per la determinazione della indennità aggiuntiva in favore del fittavolo, mezzadro, colono o compartecipante, prevista e disciplinala dalla stessa legge, all'art. 17/2 (cfr. Cass. 10685/2005).&raq... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
Sintesi: Esula dalla competenza della Corte di appello in unico grado, ed è devoluta alla cognizione del tribunale in primo grado, la domanda con la quale il mezzadro del fondo espropriato, in conseguenza della cessione volontaria del bene operata dal proprietario dopo la determinazione dell'indennità provvisoria, faccia istanza di corresponsione dell'indennità aggiuntiva di cui al comma secondo dell'art. 17 Legge n. 865 del 1971, ovvero di risarcimento danni.

Estratto: «Appare, invece, manifestamente fondato il secondo motivo perché secondo la giurisprudenza della S.C."esula dalla competenza della Corte di appello in unico grado, ed è devoluta alla cognizione del tribunale in primo grado la domanda con la quale il mezzadro del fondo espropriato, in conseguenza della cessione volontaria del bene operata dal proprietario dopo la determinazione dell'indennità provvisoria, faccia istanza di corresponsione dell'indennità aggiuntiva di cui al comma secondo dell'art. 17 Legge n. 865 del 1971, ovvero di risarcimento danni" (Sez. 1^, Sentenza n. 12331 del 05/12/1998). E' stata esclusa, invero, in tema di determinazione dell'indennità aggiuntiva ex art. 17, comma 2, cit., la speciale com... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...questione (affermandosi la ordinaria competenza in primo grado del tribunale) con riguardo alle ipotesi: a) di accordo amichevole stipulato dal proprietario in ordine all'ammontare dell'indennità di esproprio, con pretesa dell'affittuario di ricevere un'indennità pari a quella ottenuta dal proprietario stesso in base all'accordo, e non già un'indennità da determinarsi secondo i criteri di cui all'art. 17 cit. (Cass. 6763/1981, cit.); b) di cessione volontaria, da parte del proprietario, del suolo oggetto di procedimento espropriativo, che Cass. 5390/1981 (cui si richiamano direttamente o indirettamente, Cass. 2765/1994 e 12331/1998) afferma essere sottratta alla speciale competenza ex art. 19 cit. sul rilievo dalla avvenuta interruzione dalla procedura espropriativa a seguito del trasferimento volontario del bene.»

Sintesi: Giudice dell'opposizione alla stima dell'indennità aggiuntiva per il mezzadro, colono o fittavolo, è la Corte di appello del luogo ove sono i beni oggetto del procedimento espropriativo se ceduti, la quale, ai sensi della L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 19 si pronuncia sull'opposizione alla stima dei proprietari e degli altri interessati, come i mezzadri coltivatori diretti.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...«In ordine alla dedotta incompetenza per materia del Tribunale, esattamente si è affermato in ricorso, in conformità alla più recente e prevalente giurisprudenza di questa Corte, che giudice della opposizione alla stima dell'indennità aggiuntiva per il mezzadro, colono o fittavolo, è la Corte di appello del luogo ove sono i beni oggetto del procedimento espropriativo se ceduti, la quale, ai sensi della L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 19 si pronuncia sulla opposizione alla stima dei proprietari e degli altri interessati, come i mezzadri coltivatori diretti (così le recenti Cass. 2 febbraio 2007 n. 2238 e ord. 20 maggio 2005 n. 10685 e in senso opposto e favorevoli alla competenza del Tribunale per la cessione volontaria dell'area e le indennità aggiuntive, le più vecchie Cass. 29 ottobre 1999 n. 12155 e Cass. 5 dicembre 1998 n. 12331).»



 
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