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Organi sociali delle società cooperative


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titolo:IL CODICE DELLE COOPERATIVE
anno:2015
pagine: 825 in formato A4, equivalenti a 1402 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 30,00

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L'incarico di competente dal collegio sindacale anche nella società cooperativa è, ai sensi dell'art. 2402 c.c., necessariamente oneroso, in quanto non riflette solo interessi corporativi, ma concorre a tutelare, a garanzia dei terzi e del mercato, la serietà, l'indipendenza e l'obiettività della funzione; ne consegue che, ove l'entità del compenso non sia stabilita nell'atto costitutivo né fissata dall'assemblea, il giudice che ne sia richiesto ha l'obbligo di procedere alla sua determinazione, ai sensi dell'art. 2233 c.c., non rappresentando un ostacolo la clausola dello statuto che demanda alla stessa assemblea la predetta scelta, attesa l'invalidità di tale previsione la quale si risolve nell'affermazione dell'opposta regola della gratuita dell'incarico.

Ai fini della determinazione del compenso spettante ad un avvocato quale componente del collegio sindacale di una società cooperativa, è escluso che possa utilizzarsi la tariffa forense, applicabile solo se riferibile alla consulenza o assistenza delle parti in affari giudiziari o extragiudiziari.

I poteri di controllo sulla gestione sociale costituiscono strumento di attuazione di un diritto attribuito ai soci, ma ciò non togl... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...un lato, il controllo sulla "gestione sociale" è affidato al collegio sindacale e, dall'altro, la vigilanza compete agli enti istituzionali, non essendo attribuibile ai soci che ne sono vittime la responsabilità per le conseguenze dannose causate da chi quella vigilanza ha omesso di esercitare.

Il particolare regime d'inopponibilità ai terzi dei limiti apposti statutariamente ai poteri degli amministratori di società cooperative previsto dall'art. 2384 c.c. è applicabile quando coloro con i quali l'amministratore abbia interagito siano dei terzi, e non anche quando si tratti di soci della medesima società, anch'essi tenuti, al pari dell'amministratore, al rispetto delle clausole dello statuto.

In tema di esclusione del socio dalla società cooperativa, qualora lo statuto preveda la facoltà del socio escluso di ricorrere a un collegio di probiviri nell'ambito di un sistema di tutela non arbitrale, ma endosocietario, cioè diretto non a decidere la controversia, ma a prevenirla, l'esercizio di tale facoltà comporta che il procedimento di esclusione si perfezioni solo con la determinazione del collegio dei probiviri, sicché il socio escluso può attendere tale de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e per impugnare la delibera di esclusione davanti l'autorità giudiziaria, sino a tale momento restando sospesa la decorrenza del termine ex art. 2533 cod. civ., senza che gli sia tuttavia preclusa l'impugnazione giudiziale nelle more del predetto procedimento endosocietario.

In tema di esclusione del socio dalla società cooperativa, e per il caso in cui lo statuto accordi all'escluso la facoltà di ricorrere contro la relativa delibera ad un collegio di probiviri, nell'ambito di un sistema di tutela non arbitrale ma endosocietario, l'esercizio di tale facoltà comporta che il procedimento di esclusione si perfeziona solo con la determinazione del collegio dei probiviri; ne consegue che la comunicazione di tale determinazione segna la decorrenza del termine per adire l'autorità giudiziaria, fissato in trenta giorni dall'art. 2527 c.c., comma 3, nel testo antecedente la riforma di cui al D.Lgs. n. 6 del 2003.

In tema di società cooperativa a responsabilità limitata, il rapporto che lega l'amministratore, cui è affidata la gestione sociale, alla società è un rapporto di immedesimazione organica, che non può essere qualificato né rapporto di lavoro subordinato, né d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zione continuata e coordinata, orientando le prestazioni dell'amministratore piuttosto nell'area del lavoro professionale autonomo. Ne consegue che il disposto dell'art. 36 Cost., comma 1, relativo al diritto ad una retribuzione proporzionata e sufficiente, ancorché norma immediatamente precettiva e non programmatica, non è applicabile al rapporto di cui si tratta. E', pertanto, legittima la previsione statutaria di gratuità delle predette funzioni.



 
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