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All'area soggetta a vincolo boschivo ed idrogeologico non può applicarsi la c.d. clausola di salvezza (art. 32, comma 25, D.L. 269/2003)

Nelle aree soggette a vincolo idrogeologico e boschivo (oltreché paesaggistico) è preclusa la possibilità di sanatoria per costruzioni abusive. Ad esse non può dunque applicarsi la clausola di salvezza ex art. 32 comma 25, D.L. 269/2003

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TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> ESISTENZA DI VINCOLI

Il condono edilizio straordinario previsto dalla L. 47 del 1985 (e quelli successivi che ne richiamano la disciplina) non esprime l'obiettivo di massimo recupero degli immobili abusivi, poiché al contrario il legislatore è stato chiaro nello specificare (artt. 32 e 33) che esso consente la conservazione dei manufatti abusivi realizzati in contrasto con gli strumenti urbanistici ma non anche di quelle opere che si rivelino incompatibili con i vincoli di inedificabilità assoluta o relativa aventi diversa natura, come nel caso del vincolo paesaggistico.

Ai sensi dell'art. 32, comma 27, lett. d) del decreto legge n. 269 del 30 settembre 2003, convertito nella legge n. 326 del 24 novembre 2003 (cd. terzo condono), le opere abusivamente realizzate in aree sottoposte a specifici vincoli, fra cui quello ambientale e paesistico, sono sanabili solo se ricorrono congiuntamente le seguenti condizioni:a) si tratti di opere realizzate prima della imposizione del vincolo;b) seppure realizzate in assenza o in difformità del titolo edilizio, siano conformi alle prescrizioni urbanistiche;c) siano opere minori senza aumento di superficie (restaur... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nto conservativo, manutenzione straordinaria);d) vi sia il previo parere dell'Autorità preposta alla tutela del vincolo.

Le opere edilizie abusivamente realizzate in aree sottoposte a specifici vincoli, fra cui quello ambientale e paesistico, sono sanabili, ai sensi dell'art. 32 comma 27, lett. d), d.l. 30 settembre 2003 n. 269 (convertito dalla l. 24 novembre 2003 n. 326) solo allorché ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni: a) che si tratti di opere realizzate prima dell'imposizione del vincolo, anche se questo non comporta l'inedificabilità assoluta dell'area; b) che, seppur realizzate in assenza o in difformità del titolo edilizio, siano conformi alle prescrizioni urbanistiche; c) che siano opere di minore rilevanza; d) che vi sia il previo parere favorevole dell'autorità preposta al vincolo.

L'esclusione dal condono edilizio dell'abuso realizzato in area vincolata è subordinata in particolare a due condizioni, costituite a) dal fatto che il vincolo sia stato istituto prima dell'esecuzione delle opere abusive, e b) dal fatto che le opere realizzate in assenza o in difformità del titolo abilitativo risultino non conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanisti... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
Il combinato disposto dell'art. 32 della l. 28 febbraio 1985 n. 47 e dell'art. 32, comma 27, lett. d), del citato d. l. n. 269 del 2003 comporta che un abuso commesso su un bene sottoposto a vincolo di inedificabilità, sia esso di natura relativa o assoluta, non può essere condonato quando ricorrono, contemporaneamente: a) l'imposizione del vincolo di inedificabilità relativa prima della esecuzione delle opere; b) la realizzazione delle stesse in assenza o difformità dal titolo edilizio; c) la non conformità alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

In linea di massima i poteri di cui dispongono le Amministrazioni preposte alla tutela dei vincoli paesaggistici, ai fini del rilascio del condono edilizio, vanno esercitati seguendo una linea volta a consentire, se possibile, il salvataggio del bene.

Ai fini delle procedure di condono sono da ritenere rilevanti tutti i vincoli apposti alla data in cui viene valutata l'istanza di sanatoria a prescindere dalla data di esecuzione delle opere e di imposizione dei vincoli medesimi.

Un abuso edilizio commesso su un bene sottoposto a vincolo di inedificabilità, sia esso di natura relativa o assoluta, non può ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...onato quando ricorrono, contemporaneamente: a) l'imposizione del vincolo di inedificabilità relativa prima della esecuzione delle opere; b) la realizzazione delle stesse in assenza o difformità dal titolo edilizio; c) la non conformità alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

Non occorre che i vincoli ex art. 32, comma 27 d.l. n. 269 del 2003 siano imposti su singoli immobili per effetto di un provvedimento puntuale, perché il generico riferimento ai "vincoli imposti ... a tutela degli interessi idrogeologici e delle falde acquifere, dei beni ambientali e paesistici" induce piuttosto a ritenere che il legislatore abbia optato per una più rigida tutela di beni sensibili che comprende anche quelli genericamente attinti da vincoli paesistici.

L'entrata in vigore di norme con cui vengono imposti vincoli paesaggistici, ambientali, ecc., a tutela del territorio, riguarda non solo opere realizzate successivamente alla entrata in vigore del predetto vincolo (stante in tale caso un vincolo di inedificabilità assoluta) ma anche opere preesistenti, per le quali la verifica di compatibilità di queste ultime con il vincolo sopravvenuto va verificata caso per caso (vincolo ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...abilità relativa) attraverso un apposito nulla-osta paesaggistico eventualmente rilasciato dall'Autorità preposta a tutela del vincolo.

Anche se il vincolo paesaggistico è successivo all'abuso edilizio del quale si chiede il condono, al fine del rilascio di concessione in sanatoria in zona soggetta a vincolo paesaggistico, il nulla osta ex art. 32 l. n. 47/1985 deve tener conto di tutti i vincoli esistenti sull'area sulla base della normativa vigente e, quindi, sia dei vincoli originari che di quelli sopravvenuti rispetto all'epoca dell'abuso e delle qualificazioni giuridiche che la stessa vincolistica impone, al fine di garantire la compatibilità dei manufatti con la più recente valutazione dell'interesse pubblico generale al corretto utilizzo del territorio.

Non è condivisibile l'assunto secondo cui in zona vincolata il rilascio della sanatoria ex art. 32, co. 26 e ss., d.l. 269/2003 sarebbe possibile esclusivamente per gli abusi «minori» di tipologia 4, 5 e 6.

Gli abusi di cui ai nn. 2 e 3 della tabella allegata al d.l. 269/2003 sono condonabili anche se commessi in zona vincolata, allorché concorrano tutte le seguenti condizioni: a) che gli abusi non interessino beni dic... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...umento nazionale; b) che il vincolo non comporti inedificabilità assoluta; c) che le opere risultino oggettivamente conformi alle norme e prescrizioni edilizie ed urbanistiche vigenti sia alla data di entrata in vigore del d.l. 269/2003 sia alla data di presentazione della domanda di sanatoria; d) che l'Autorità preposta alla tutela del vincolo rilasci parere favorevole alla sanatoria. Con la precisazione che l'assenza di anche una sola delle dianzi indicate condizioni è sufficiente a precludere il condono dell'abuso.

Dalla lettura coordinata dell'art. 32, co. 26 e 27, d.l. 269/2003 e degli artt. 32 e 33 legge 47/1985 si evince che tutti gli abusi, ancorché commessi in zona vincolata, sono astrattamente sanabili, e ciò sia qualora realizzati in epoca anteriore alla imposizione del vincolo, sia qualora realizzati in epoca successiva alla imposizione del vincolo, ma in questo secondo caso solo se il vincolo non comporti inedificabilità assoluta e solo se l'opera abusiva sia conforme alle norme e prescrizioni urbanistiche e consegua il parere favorevole della autorità preposta alla tutela del vincolo, in ogni caso dovendosi escludere la sanatoria per abusi "maggiori" commessi su immobili dichiarati monumento nazionale ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...imenti aventi forza di legge o dichiarati di interesse rilevante ai sensi degli artt. 6 e 7 D. Lgs. 490/1999.

Dei c.d. «abusi maggiori» commessi in zona anteriormente sottoposta a vincolo gli unici che non possono a priori accedere alla sanatoria prevista dal d.l. 269/2003 sono quelli di tipologia 1, perché questi per definizione sono non conformi alle norme e prescrizioni urbanistiche; per gli abusi di tipologia 2 e 3 si dovrà invece riscontrare ed accertare la loro conformità sia alle norme e prescrizioni urbanistiche vigenti al 3.10.2003 (data di entrata in vigore del d.l. 269/2003) sia al momento di presentazione della domanda di sanatoria. Quest'ultima, con la relativa estinzione degli effetti penali, potrà però conseguire solo ove il vincolo in considerazione non comporti inedificabilità assoluta e solo se l'autorità preposta alla tutela del vincolo stesso si esprima in senso favorevole al rilascio della sanatoria, ferma restando l'esclusione assoluta della sanatoria per gli abusi commessi sugli immobili dichiarati monumento nazionale.

In tema di abusi edilizi commessi in aree sottoposte a vincolo paesaggistico, la disciplina dettata dal D.L. 30 settembre 2003, n. 269, art. 32 (conv.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... in L. 24 novembre 2003, n. 326) esclude del tutto l'applicazione del condono edilizio per gli abusi edilizi maggiori (nuove costruzioni o ristrutturazioni edilizie), mentre, per gli abusi edilizi minori (interventi di restauro, risanamento conservativo o manutenzione straordinaria) lo consente a condizione che questi ultimi siano conformi alla norme urbanistiche ovvero alla prescrizioni degli strumenti urbanistici.

Nella domanda di sanatoria proposta in base all'articolo 32 d.l. n. 269 del 2003 (cd. "terzo condono"), allorché vengano in rilievo abusi realizzati in ambito soggetto a vincolo in genere e a vincolo paesaggistico in particolare, la disciplina del d.l. ammette la condonabilità dell'opera alla duplice condizione che il vincolo sia stato imposto successivamente all'edificazione e che quest'ultima risulti conforme alle norme urbanistiche ed alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

Sono sanabili, ai sensi dell'art. 32, comma 27 lett. d), del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla L. 24 novembre 2003, n. 326, le opere edilizie abusivamente realizzate in aree sottoposte a specifici vincoli, fra cui quello ambientale e paesistico, purché ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni: a) che si tratti di op... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ate prima dell'imposizione del vincolo, anche se questo non comporta l'inedificabilità assoluta dell'area; b) che, seppur realizzate in assenza o in difformità del titolo edilizio, siano conformi alle prescrizioni urbanistiche; c) che siano opere di minore rilevanza, corrispondenti alle tipologie di illecito di cui ai nn. 4, 5 e 6 dell'allegato 1 del cit. D.L. n. 269 del 2003 (restauro, risanamento conservativo e manutenzione straordinaria), senza quindi aumento di superficie; d) che vi sia il previo parere favorevole dell'Autorità preposta al vincolo.

Ai sensi dell'art. 32, comma 27, lett. d), del D.L. n. 269/2003, convertito dalla L. n. 326/2003, il condono delle opere realizzate su aree vincolate è ammissibile solo se: a) le opere abusive sono state realizzate prima dell'imposizione dei vincoli (in questo caso trattasi della mera riproposizione di una caratteristica propria della disciplina posta dalle due precedenti leggi sul condono con riferimento ai vincoli di inedificabilità assoluta di cui all'articolo 33 della L. n. 47/1985); b) le opere oggetto di sanatoria, benché non assentite o difformi dal titolo abilitativo, risultano comunque conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... /> In materia edilizia, le opere abusive realizzate in aree sottoposte a vincolo a tutela degli interessi idrogeologici, ambientali e paesistici possono ottenere la sanatoria ai sensi del d.l. n.269/03 art.32 cc. 25,26 e 27, solo per gli interventi edilizi di minore rilevanza (corrispondenti alle tipologie di illecito di cui ai nn. 4, 5 e 6 dell'Allegato 1; restauro, risanamento conservativo e manutenzione straordinaria), che siano conformi agli strumenti urbanistici (abusi formali), e previo parere favorevole dell'autorità preposta al vincolo.

Allorché vengano in rilievo abusi realizzati in ambito soggetto a vincolo in genere e a vincolo paesaggistico in particolare, la disciplina del d.l. n. 269 del 2003 ammette la condonabilità dell'opera alla duplice condizione che il vincolo sia stato imposto successivamente all'edificazione e che quest'ultima risulti conforme alle norme urbanistiche ed alle prescrizioni degli strumenti urbanistici; è ovvio che qualora queste due condizioni sussistano il condono richiede altresì il nulla osta dell'autorità preposta alla gestione del vincolo ex articolo 32 della legge 28 febbraio 1985, n. 47.

Quanto all'ambito operativo dell'art. 32 comma 27, lett. d), d.l. n. 269 del ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ccorre che i vincoli ostativi alla sanatoria di opere abusive siano imposti su singoli immobili per effetto di un provvedimento puntuale, perché il generico riferimento ai "vincoli imposti ... a tutela degli interessi idrogeologici e delle falde acquifere, dei beni ambientali e paesistici" induce piuttosto a ritenere che il legislatore abbia optato per una più rigida tutela di beni sensibili che comprende anche quelli genericamente attinti da vincoli paesistici.

Non è necessario che i vincoli contemplati dal d.l. n. 269 del 2003 siano imposti su singoli immobili per effetto di un provvedimento puntuale.

Sono rilevanti i vincoli paesaggistici sopravvenuti ed esistenti al momento dell'adozione del provvedimento sulla domanda di condono edilizio.

L'eventuale presenza di opere edilizie abusive nella zona sottoposta a vincolo non costituisce motivo sufficiente a giustificare il rilascio del condono, dovendo comunque l'amministrazione vigilare affinché l'area protetta non venga irrimediabilmente deturpata da ulteriori abusi.

L'art. 32, commi 26 e 27, del d.l. n. 269/03, convertito con legge n. 326/03, ha fissato limiti più stringenti per il condono edilizio, escludendo la possibili... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i conseguirlo nelle zone sottoposte a vincolo paesaggistico, qualora sussistano congiuntamente queste due condizioni ostative: a) il vincolo di inedificabilità sia preesistente all'esecuzione delle opere abusive; b) le opere realizzate in assenza o in difformità del titolo abilitativo non siano conformi alle norme e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici. In tal caso l'incondonabilità non è superabile nemmeno con il parere positivo dell'autorità preposta alla tutela del vincolo.

I vincoli alle opere da sanare previsti dall'art. 2 comma 27, lett. d), d.l. n. 269 del 2003 non devono essere imposti su singoli immobili per effetto di un provvedimento puntuale, perché il generico riferimento ai "vincoli imposti ... a tutela degli interessi idrogeologici e delle falde acquifere, dei beni ambientali e paesistici" induce piuttosto a ritenere che il legislatore abbia optato per una più rigida tutela di beni sensibili che comprende anche quelli genericamente attinti da vincoli paesistici.

In sede di condono l'esistenza di un vincolo va considerata al momento in cui deve essere valutata la domanda di condono edilizio, a prescindere dall'epoca della sua introduzione e, quindi, anche per le opere ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...teriormente all'apposizione del vincolo stesso.

L'esistenza del vincolo paesaggistico va considerata al momento in cui deve essere valutata la domanda di condono edilizio, a prescindere dall'epoca della sua introduzione e, quindi, anche per le opere eseguite anteriormente all'apposizione del vincolo stesso. Unica particolarità è che, in tal caso, i vincoli di inedificabilità sopravvenuti alla realizzazione dell'intervento edilizio non operano quali fattori di preclusione assoluta al condono, ma costituiscono vincoli relativi ai sensi dell'art. 32 della l. n. 47 del 1985, che impongono un apprezzamento concreto di compatibilità.

L'immobile che sia stato abusivamente edificato prima dell'imposizione del vincolo è sanabile ove intervenga il parere favorevole dell'autorità preposta alla gestione del vincolo.

I vincoli di cui agli articoli 32 e 33 della legge n. 47/1985 (che determinano rispettivamente l'incondonabilità relativa e quella assoluta) sono solo quelli previsti da specifiche leggi (e quindi tipici), e sono preordinati alla tutela di interessi generali diversi da quelli urbanistici affidati alle cure dell'Amministrazione comunale quali, a titolo esemplificativo, quelli paesaggisti... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ogici, storici e idrogeologici.

Sono sanabili, ai sensi dell'art. 32, comma 27 lett. d), del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, le opere edilizie abusivamente realizzate in aree sottoposte a specifici vincoli, fra cui quello ambientale e paesistico, purché ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni: a) che si tratti di opere realizzate prima dell'imposizione del vincolo, anche se questo non comporta l'inedificabilità assoluta dell'area; b) che, seppur realizzate in assenza o in difformità del titolo edilizio, siano conformi alle prescrizioni urbanistiche; c) che siano opere di minore rilevanza, corrispondenti alle tipologie di illecito di cui ai nn. 4, 5 e 6 dell'allegato 1 del cit. D.L. n. 269 del 2003 (restauro, risanamento conservativo e manutenzione straordinaria), senza quindi aumento di superficie; d) che vi sia il previo parere favorevole dell'Autorità preposta al vincolo.

L'obbligo di pronuncia da parte dell'autorità preposta alla tutela del vincolo sussiste in relazione alla esistenza dello stesso al momento in cui deve essere valutata la domanda di sanatoria, a prescindere dall'epoca d'introduzione del vincolo.

L'art. 32, comma 1, l. 47 del 1985 non deroga all'autonoma disciplina dettata ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ivo art. 33, comma 1, che indica gli specifici vincoli che non possono comunque essere superati, e che comportano l'impossibilità di rilascio del provvedimento di condono.

L'autorità preposta alla tutela del vincolo considera la sussistenza del vincolo al momento in cui deve essere valutata la domanda di sanatoria, a prescindere dall'epoca d'introduzione del vincolo stesso.

L'art. 32 del D.L. n. 269/2003 esclude dalla sanatoria le opere abusive realizzate su aree caratterizzate da determinate tipologie di vincoli, subordinando peraltro l'esclusione a due condizioni: a) al fatto che il vincolo sia stato istituito prima dell'esecuzione delle opere abusive; b) al fatto che le opere realizzate in assenza o in difformità del titolo abilitativo risultino non conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

L'art. 32 comma 27, lett. d), d.l. n. 269 del 2003 consente la sanatoria delle opere realizzate su aree vincolate in due ipotesi distinte, costituite: a) dalla realizzazione delle opere abusive prima dell'imposizione dei vincoli; b) dal fatto che le opere oggetto di sanatoria, benché non assentite o difformi dal titolo abilitativo, risultino comunque conformi alle norme urbanist... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... prescrizioni degli strumenti urbanistici.

I vincoli che escludono la sanabilità degli abusi edilizi ex art. 32 comma 27, lett. d), d.l. n. 269 del 2003 non necessariamente devono essere imposti su singoli immobili per effetto di un provvedimento puntuale, perché il generico riferimento ai "vincoli imposti ... a tutela degli interessi idrogeologici e delle falde acquifere, dei beni ambientali e paesistici" induce piuttosto a ritenere che il legislatore abbia optato per una più rigida tutela di beni sensibili che comprende anche quelli genericamente attinti da vincoli paesistici.

Il parere dell'autorità preposta alla tutela del vincolo sull'istanza di condono è necessario anche se il vincolo sia stato apposto successivamente all'esecuzione delle opere, in quanto la compatibilità dell'opera con il contesto ambientale deve essere valutata con riferimento al momento in cui deve essere esaminata la domanda di sanatoria.

Nel caso in cui sia richiesto il condono di un'opera realizzata antecedentemente l'apposizione di un vincolo assoluto di inedificabilità, quest'ultimo non puà considerarsi del tutto inesistente per il solo fatto che sia sopravvenuto all'edificazione, ma sar&o... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nque necessaria l'acquisizione del parere dell'Autorità preposta alla tutela del vincolo.

Il vincolo di inedificabilità (nella specie ai sensi dell'art. 15 della L.R. Sicilia 78/1976) e la demanialità dell'area escludono l'ipotetica sanatoria delle opere abusivamente realizzate sul demanio marittimo.

Nel procedimento di condono di opere eseguite su immobili sottoposti a vincolo il parere dell'organo preposto a tutela del vincolo ha natura obbligatoria e vincolante anche per l'autorità comunale.

In sede di esame di un'istanza di condono relativa ad un'opera realizzata su un'area vincolata, l'autorità preposta alla tutela del vincolo paesaggistico ben può rilevare anche la violazione di regole derivanti dagli strumenti aventi una valenza urbanistica che limitino l'edificazione.

L'art. 32, comma 27, lett. d), l. n. 269 del 2003 è previsione normativa che esclude dalla sanatoria le opere abusive realizzate su aree caratterizzate da determinate tipologie di vincoli (in particolare, quelli imposti sulla base di leggi statali e regionali a tutela degli interessi idrogeologici e della falde acquifere, dei beni ambientali e paesaggistici, nonché dei parchi e delle aree prot... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ali, regionali e provinciali), subordinando peraltro l'esclusione a due condizioni costituite: a) dal fatto che il vincolo sia stato istituto prima dell'esecuzione delle opere abusive; b) dal fatto che le opere realizzate in assenza o in difformità del titolo abilitativo risultino non conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

L'art. 33, l. n. 47/1985, con grande chiarezza esclude la condonabilità degli immobili, che risultino sottoposti a vincoli di inedificabilità assoluta o ambientale. La circostanza che entrambi i profili di contrarietà siano stati richiamati dall'amministrazione comunale non risulta viziare in termini di contraddittorietà il provvedimento dalla stessa assunto.

Laddove venga eretto un manufatto abusivo, e laddove lo stesso coinvolga un vincolo paesaggistico o di altra natura (anche sopravvenuto rispetto alla data dell'abuso) deve essere rigidamente vagliata la possibilità di concedere la sanatoria dell'abuso, non potendo l'autore dello stesso invocare alcun trattamento "preferenziale" o "di favore".


 
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