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In tema di sanatoria dell'abuso edilizio: il condono dell'immobile

Il fatto che le opere siano state realizzate su un'area appartenente ad ente pubblico non preclude a monte il perfezionamento del procedimento per ottenere la concessione edilizia in sanatoria (art. 32 comma 4, L. 47/1985).

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titolo:IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI
anno:2017
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TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO

Il diritto al condono ai sensi dell'art. 43, u.c. della Legge n.47/1985 delle opere non ultimate per effetto di provvedimenti amministrativi o giurisdizionali limitatamente alle strutture realizzate e ai lavori che siano strettamente necessari alla loro funzionalità concerne i lavori attinenti alle strutture realizzate che peraltro debbono essere strettamente necessari alla funzionalità delle strutture stesse non potendo la predetta norma essere applicata ai soli lavori necessari per assicurare la funzionalità di quanto già costruito e non consente, invece, di integrare le opere con interventi edilizi che diano luogo di per sé a nuove strutture.

Nel caso di presentazione di una domanda di condono non sussiste alcun affidamento da tutelare posto che il richiedente è ben consapevole che la permanenza dell'opera viene a dipendere non da una forma di tolleranza tacita ma dall'esito della sua istanza che spesso interviene a distanza di molto tempo dalla domanda.

Le sanzioni di cui al D.M. Beni Culturali 26/9/1997 si applicano solo nei procedimenti di condono edilizio, mentre nella specie si è in presenza di una sanatoria ord... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] .../>
Per i crediti della pubblica amministrazione vige il divieto di compensazione volontaria potendo operare solo la c.d. compensazione legale facoltà questa riconosciuta con riferimento al condono di cui alla legge n. 724/1994.

A causa della mancata tempestiva definizione delle istanze di concessione edilizia in sanatoria straordinaria (soprattutto in un territorio, come quello della Regione Campania, fortemente interessato dal fenomeno dell'abusivismo edilizio) può venire a prodursi, grazie ad "un effetto a catena", una pluralità di situazioni in contrasto con la legge aventi scaturigine dall'edificazione senza titolo abilitativo, cui non può rimediarsi se non con la celere definizione dell'abuso originario.

L'avvenuta presentazione di domanda di condono toglie efficacia alla sanzione edilizia in precedenza irrogata, in quanto, una volta presentata la domanda di sanatoria, il provvedimento repressivo perde efficacia poiché deve essere sostituito dal permesso di costruire in sanatoria o da un nuovo provvedimento sanzionatorio essendo l'amministrazione tenuta, in quest'ultimo caso, al completo riesame della fattispecie assumendo, ove necessario, nuovi e definitivi provvedimenti sanzionatori.

... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...edilizio rappresenta una modalità di regolarizzazione, in via straordinaria, di abusi edilizi già stabilizzati, in ordine ai quali lo Stato trasforma la potestà di repressione ordinaria di tipo ripristinatorio per le costruzioni effettuate senza titolo, in una penalizzazione di natura esclusivamente economica (oblazione), con ulteriore corresponsione al Comune del contributo di concessione.

Nella regione Puglia, oltre agli abusi maggiori (nn. da 1 a 3 dell'Allegato 1 al d.l. 269/2003) sono sanabili anche gli abusi minori (nn. da 4 a 6 dell'Allegato citato).

La previsione che ammette il condono per il "mutamento con o senza opere della destinazione d'uso legittimamente preesistente delle unità immobiliari" non può applicarsi all'intervento consistente in un'opera di pavimentazione del soprassuolo che abbia interessato un'ampia area libera.

Il combinato disposto dell'art. 32 della legge n. 47 del 1985 e dell'art. 32 comma 27 lett. D) del d.l. n. 269 del 2003 comporta che un abuso commesso su un bene vincolato può essere condonato, a meno che non ricorrano, insieme, l'imposizione del vincolo di inedificabilità relativa prima della esecuzione delle opere, la realizzazione delle stesse in as... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...formità dal titolo edilizio, la non conformità alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

L'onere della prova relativo alla data di ultimazione delle opere abusive incombe sul soggetto che richiede il condono edilizio, fermo restando che tale onere può essere assolto mediante la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà resa dall'interessato a corredo dell'istanza di condono. Tuttavia, tale dichiarazione non presenta valenza probatoria privilegiata, ma rappresenta soltanto un principio di prova destinato a cedere in presenza di eventuali più consistenti elementi probatori prodotti dall'Amministrazione comunale.

In relazione allo stesso abuso edilizio possono coesistere una domanda di sanatoria ai sensi dell'art. 36 del D.P.R. n. 380/2001 ed una domanda di condono edilizio ai sensi dell'art. 32 del decreto legge n. 269/2003; tuttavia, il rilascio del permesso di costruire in sanatoria è caratterizzato, rispetto a quanto previsto dalla normativa sul condono, per il fatto di dover necessariamente conseguire ad un'apposita istanza dell'interessato, e per il fatto di essere inoltre subordinato a presupposti specifici (la cosiddetta doppia conformità agli strumenti urban... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ugrave; restrittivi proprio di quelli richiesti dalla normativa sul condono.

Il rilascio del provvedimento di condono edilizio si configura come l'esito di una procedura di regolarizzazione eccezionale degli abusi edilizi, e paralizza gli effetti dei provvedimenti sanzionatori amministrativi nel frattempo intervenuti, emanati dall'amministrazione a fronte degli abusi commessi.

Il termine "immobili", utilizzato dall'art. 32 comma 27 lett. d) del D.L. n. 269 del 2003 in tema di condono, non si riferisce alle sole opere dell'uomo vincolate specificamente bensì, in senso ampio, alle aree assoggettate a vincoli.

Una volta condonati, gli immobili abusivi diventano legittimi a tutti gli effetti, senza limitazioni derivanti dall'applicazione del condono medesimo.

Il condono non è un'alternativa al rilascio della concessione edilizia, ma rappresenta un intervento straordinario del legislatore al fine di provvedere almeno ad un recupero del territorio il cui assetto urbanistico è stato compromesso proprio dall'attività edilizia realizzata in violazione dei prescritti parametri edilizio-urbanistici.

La normativa sul condono deve essere oggetto di stretta interpretazione, per non consentir... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...cazione di un fenomeno che, nel regime ordinario della legislazione in materia edilizia, è sanzionato con norme coercitive, anche di natura penale.

L'esercizio del potere di rilascio o diniego del condono edilizio ha, infatti, carattere strettamente vincolato e si fonda sull'esclusiva circostanza della realizzazione di opere comprese tra quelle per le quali la legge ammette eccezionalmente la sanatoria.

La disciplina del condono edilizio, per il suo carattere di eccezionalità e derogatorio, non è suscettibile di interpretazioni estensive.

Stante l'eccezionalità delle norme in tema di condono, è da ritenere che non si possa ammettere un condono privo di limiti quantitativi: pertanto i limiti alla condonabilità previsti dall'art. 39 legge 724/1994 si applicano sia agli edifici residenziali sia agli edifici industriali.

Il Legislatore, attraverso lo strumento del condono, che costituisce una sorta di provvedimento di clemenza amministrativa destinato, una volta perfezionato, a determinare anche l'estinzione dei reati urbanistici ed edilizi, ha inteso favorire in via eccezionale la sanatoria delle opere edilizie abusive realizzate in difformità della disciplina urbanistica, s... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ezioni espressamente individuate, per la cui condonabilità è stato previsto il pagamento di una somma di denaro a titolo di oblazione che, nel caso di opere difformi rispetto alla normativa urbanistica, risulta maggiormente onerosa se rapportata alla somma da versare per condonare le opere realizzate senza titolo, ma comunque conformi agli strumenti urbanistici.

Nel territorio della provincia di Trento la disciplina del condono edilizio non è solo quella derivante dalla L.p. n. 3/2004, ma emerge dal combinato disposto delle previsioni poste dall'art. 32 del D.L. 30.9.2003, n. 269, convertito dalla L. 24.11.2003, n. 326.

La rilevanza giuridica della concessione edilizia (e quindi della concessione in sanatoria o condono) si esaurisce nell'ambito del rapporto pubblicistico tra comune e privato richiedente, senza estendersi ai rapporti tra privati; pertanto il condono edilizio interessa i rapporti fra la p.a. e il privato costruttore, che può fruirne anche se l'edificio abusivo violi le norme sulle distanze legali. Restano però naturalmente illesi i diritti dei terzi che possono far valere la violazione delle norme suddette e chiedere il risarcimento dei danni o la demolizione delle opere abusive.

Il mu... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...destinazione dell'area, a seguito dell'accoglimento della domanda di condono, rende ammissibile tutti gli usi del territorio astrattamente rientranti nella nuova tipologia e non soltanto quelli in atto al momento del condono.

I capi IV e V della legge 28 febbraio 1985, n. 47 risultano applicabili, in virtù dell'art. 39, comma 1, primo periodo, legge 724/1994 a tutti i procedimenti di sanatoria di opere edilizie abusive instaurati per effetto del cit. art. 39, e questo indipendentemente dalla circostanza che l'abuso sia stato realizzato successivamente al 31 dicembre 1993.

Il condono ha il solo effetto di impedire che all'opera abusiva vengano applicate le varie sanzioni previste dalla legge, ma non ha alcun potere di rendere l'opera abusiva "conforme" alla normativa urbanistica vigente.

La sanatoria dell'abuso obbliga il comune ad operare necessariamente nuove scelte urbanistiche per adeguare lo strumento urbanistico alle nuove realtà di fatto.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> AMNISTIA

Non essendo qualificabile come di assoluzione, la sentenza penale di non doversi procedere per amnistia non rientra tra quelle che fanno stato, sia ex art. 654 del c.... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...e, sia ex art. 28 di quello abrogato.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> AREA DEMANIALE

L'art. 32, c. 14, d.l. 269/2003 non è norma generale sul tema delle alienazioni di immobili pubblici, ma reca una regola di settore del condono, nel senso che esso, nel riaprire i termini di quest'ultimo, disciplina il caso specifico di opere di terzi, realizzate in modo illecito e per le quali si debba tuttora chiedere la sanatoria.

Ai sensi dell'art. 35, comma 5, l. n. 47 del 1985 è possibile la concessione in sanatoria relativa a manufatti realizzati su di un'area demaniale, essendo tale effetto condizionato soltanto alla disponibilità dell'ente proprietario del suolo.

E' legittimo il provvedimento che nega la disponibilità dell'ente proprietario a concedere la sanatoria di abusi edilizi realizzati sul suolo demaniale per la volontà di recuperare la fascia costiera della zona con l'abbattimento dei manufatti abusivi ivi realizzati.

La natura demaniale del bene non può costituire motivo ostativo al condono se le delibere che la hanno accertata sono state annullate dal Giudice Amministrativo.

La circostanza che parte dell... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...iva ricada su suolo di proprietà comunale esclude di per sé la sussistenza dei presupposti del condono, atteso che la disciplina del condono non è materia contrattabile tra i privati, trattandosi di un beneficio straordinario che presuppone la sussistenza dei presupposti di legge alla data indicata dal legislatore.

La condonabilità delle opere non esclude che le stesse se realizzate su demanio marittimo debbano essere autorizzate ai sensi dell'art. 24 reg. es. cod. nav. mar..

Nella Provincia autonoma di Bolzano non sono condonabili i fabbricati realizzati sul demanio idrico provinciale (d.i.p.), salvo che tale invasione del suolo pubblico risulti di lieve entità.

La circostanza che le opere siano state realizzate su area appartenente ad ente pubblico non preclude in radice il perfezionamento del procedimento inteso ad ottenere la concessione edilizia in sanatoria, in relazione a quanto previsto dall'art. 32, co. 4, legge 47/1985.

L'art. 32, co. 4, della legge 47/1985 stabilisce che per le opere eseguite da terzi in aree di proprietà dello Stato o di enti pubblici territoriali, in assenza di titolo abilitante al godimento del suolo, il rilascio della concessione edilizia in sanat... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...e; subordinato anche alla disponibilità della P.A. a concedere onerosamente l'uso del suolo su cui insiste la costruzione; pertanto, trattandosi al riguardo di una determinazione subordinata ad un apprezzamento sull'utilità di un bene pubblico di tipo tecnico-discrezionale affidato alla stessa P.A., quest'ultima è tenuta ad eseguirla secondo le regole generali che disciplinano tale genere di attività, ponendo in essere una preliminare istruttoria coinvolgente valutazioni effettuate da altri organi amministrativi, le cui conclusioni negative - debitamente motivate - devono essere richiamate nel diniego di assentibilità in sanatoria.

Ai fini dell'art. 32 comma 5 della L. 47/85, che consente l'alienazione dell'area pubblica occupata con la costruzione abusiva in corso di condono, "con un massimo di tre volte rispetto all'area coperta dal fabbricato", si deve intendere "per area coperta dal fabbricato" solo quella demaniale.

La sanatoria edilizia può essere respinta per invasione dell'alveo di un torrente da parte della recinzione soltanto supportando tale affermazione con un concreto sopralluogo, in mancanza del quale il diniego è illegittimo per carenza di istruttoria.

L'in... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ificatorio sine titulo avvenuto su area demaniale in nessun caso può formare oggetto di trasformazione da parte del privato e non è perciò condonabile.

Una volta constatata la demanialità dell'area, l'assenza di un titolo concessorio ex art. 32 della L. n. 47 del 1985 e l'assenza di ogni idonea dimostrazione del titolo di proprietà del suolo, l'Amministrazione non può che negare il condono edilizio.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> COMPETENZA

A seguito del mutato quadro normativo derivante dall'art. 51 legge 142/1990 nel testo modificato dall'art. 6, co. 1, legge 127/1997 e del successivo art. 45, D.Lgs. 80/1998 la competenza al diniego o al rilascio della concessione di costruzione anche in sanatoria e dei provvedimenti sanzionatori in materia di abusi edilizi non è più del Sindaco, ma del dirigente, ovvero, nei Comuni sprovvisti di personale di qualifica dirigenziale, del responsabile di ufficio o servizio, dal momento che la menzionata disposizione di cui all'art. 51 è immediatamente precettiva.

La competenza ad adottare provvedimenti in materia di concessione edilizia in sanatoria (nella specie spettante esclusi... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...Sindaco ai sensi dell'art. 13 l. n. 47/1985) non vieta la partecipazione al procedimento di altri Organi o la acquisizione di pareri consultivi espressi da essi (nella specie, il richiamo ad un provvedimento adottato dalla Giunta Comunale, con il quale si respingeva l'istanza di sanatoria richiesta).

Le funzioni sindacali in tema di condono edilizio sono delegabili in quanto non espressione di compiti di ufficiale di governo.

In ordine al rigetto di una richiesta di concessione edilizia in sanatoria o di condono non è competente il Sindaco, bensì il dirigente.

E' la Regione l'autorità competente a pronunciarsi sulla domanda di condono relativa a lavori compiuti su beni paesaggistici, prevista dall'art. 1, comma 39, l. 308/2004.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> CONVENZIONI CON IL COMUNE

Non sussiste alcuna valida ragione per far derivare, dalla violazione di obblighi convenzionali stipulati con il Comune, la conseguenza dell'impossibilità di rilasciare il condono.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> VARIANTI IN CORSO D'OPERA

Le disposizioni particolari della legge 724... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... d.l. 326/2003 si applicano anche per gli ampliamenti effettuati in corso d'opera rispetto a volumetria assentita in base a regolare concessione.

Le varie leggi che sono intervenute in materia di condono edilizio non prevedono affatto la condizione che le attività edilizie abusive in concreto realizzate non possano interessare un concomitante mutamento di destinazione d'uso o intervenire in corso d'opera in difformità rispetto al titolo originario assentito, tant'è che sono diversamente tabellate le variazioni d'uso con opere e senza.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> VIOLAZIONE DELLE DISTANZE

La violazione delle norme sulle distanze legali con gli edifici finitimi non costituisce causa d'illegittimità del condono edilizio.



 
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