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Il ruolo della variante urbanistica nei procedimenti anteriori al Testo Unico Espropri

L’approvazione del progetto di opere pubbliche, che equivale ex lege a dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza, costituisce variante al piano stesso solo dopo che sia intervenuta l’approvazione regionale (artt.1 e segg. L.167/1962).

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PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> PROCEDIMENTO ANTE TU ESPROPRI

Una coordinata lettura dei commi quattro e cinque della L. n. 1/1978 (applicabile ratione temporis), consente di comprendere che la necessaria ulteriore approvazione regionale è richiesta non semplicemente in tanto in quanto la destinazione d'area sia astrattamente tra quelle regolamentate con standards minimi, ma solo se e in quanto l'eventuale sottrazione di quelle specifiche aree a detta destinazione abbia una incidenza sul dimensionamento e sul rispetto degli standards minimi stessi.

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> PROCEDIMENTO ANTE TU ESPROPRI --> ART. 1.1 L. 1/78

Ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della L. n. 1/1978, l'approvazione di un progetto di opera pubblica equivale ex lege a dichiarazione di pubblica utilità, nonché indifferibilità ed urgenza dei relativi lavori, solo allorquando l'opera stessa sia conforme alle previsioni dello strumento urbanistico.

L'art. 1 comma primo, della legge 3.1.1978, n. 1, a differenza dei commi quarto e quinto, invocati dal ricorrente, non richiede che lo strumento urbanistico sia non solo adottato ma anche vigente.

PIANIFICAZIONE -->... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...RBANISTICA --> PROCEDIMENTO ANTE TU ESPROPRI --> ART. 1.4 L. 1/78

La disposizione contenuta nel quarto comma dell'art. 1 della L. n. 1/78, rivolta a disciplinare gli interventi su aree comunque destinate a servizi pubblici, è stata dettata con riguardo alle ipotesi in cui si tratti di terreni comunque destinati all'espropriazione, sicché l'utilizzazione per opere diverse da quelle originariamente previste non incide sugli interessi del privato soggetto all'esproprio.

Per effetto del quarto comma dell'art. 1 della L. n. 1/1978, laddove il piano abbia già apposto un efficace vincolo preordinato all'espropriazione in funzione della realizzazione di servizi pubblici, la decisione di realizzare opere pubbliche diverse da quelle per le quali è stato imposto il vincolo, non necessita della variante allo strumento urbanistico.

Con l'art. 1 della L. n. 1/1978 è stato consentito agli organi statali ed agli enti locali di localizzare le opere pubbliche sulle aree destinate dai piani urbanistici generali alla realizzazione di servizi pubblici, indipendentemente dall' esatta corrispondenza della singola opera alle particolari destinazioni del Piano. In tal caso il legislatore ha ritenuto compatibile la rela... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zzazione, senza la necessità di varianti allo strumento urbanistico.

In forza dell'art. 1 comma 4 della legge n. 1/1978, l'utilizzo di un'area destinata nel p.r.g. a servizi pubblici, per la realizzazione di un'opera pubblica diversa da quella indicata nello strumento urbanistico, non richiede il mutamente di detto strumento.

Deriva dal disposto dell'art. 1 legge n. 1 del 1978 che l'approvazione di un progetto di opera pubblica insistente su area destinata dal piano regolatore a servizio pubblico non necessita di previa variante urbanistica, anche se non conforme alla specifica destinazione.

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> PROCEDIMENTO ANTE TU ESPROPRI --> ART. 1.5 L. 1/78

Ai sensi della L. 3 gennaio 1978, n. 1, art. 1 l'approvazione di un progetto di opera pubblica equivale ex lege a dichiarazione di pubblica utilità, nonché indifferibilità ed urgenza dei relativi lavori solo allorquando l'opera stessa sia conforme alle previsioni del vigente strumento urbanistico, con la conseguenza che laddove tale conformità difetta, il progetto stesso deve essere approvato in variante al piano regolatore, ai sensi della L. cit., art. 1, comma 5; in tale ultima ipotesi, l'appro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... progetto e la conseguente variante urbanistica esplicano i loro effetti solo dopo l'approvazione regionale, da cui normalmente derivano gli effetti di dichiarazione di pubblica utilità del progetto dell'opera pubblica approvata.

Ai sensi della L. 3 gennaio 1978, n. 1, art. 1 comma 5, solo con l'approvazione regionale la modifica della destinazione urbanistica acquista efficacia, laddove la sola adozione della variante non è idonea a far conseguire gli effetti di dichiarazione di pubblica utilità del progetto dell'opera approvata né a sorreggere gli ulteriori atti della procedura ablativa.

La destinazione a Zona "E2" agricola non configura alcun vincolo espropriativo. Ne consegue la necessità di approvazione del progetto in variante (nel caso di specie ex art. 1, comma 5°, della L. 1/78, applicabile ratione temporis).

In vigenza dell'art. 1 L. n. 1/1978, la realizzanda opera comportante tipologia di servizi diversa rispetto alle prescrizioni dello strumento urbanistico generale (nel caso di specie "centro servizi alle imprese" a fronte di previsione a "edilizia universitaria"), abbisognava di espressa variante al P.R.G., con successiva approvazione regionale.

La variante adottata e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...978 art. 1 entra in vigore solo con l'approvazione regionale ed è solo in quel momento che la modifica della destinazione urbanistica dei suoli interessati acquista efficacia, mentre le sola adozione della medesima non è idonea a far conseguire gli effetti di dichiarazione di pubblica utilità del progetto dell'opera approvata né a sorreggere gli ulteriori atti della procedura ablativa, quale il decreto di occupazione d'urgenza.

Qualora il vincolo espropriativo risulti decaduto per scadenza del quinquennio di efficacia, l'approvazione del progetto valevole ai fini della dichiarazione di pubblica utilità necessita della previa conformità urbanistica, da ripristinare mediante variante urbanistica ai sensi dell'art.1, quinto comma, L. n.1/1978 (applicabile ratione temporis); non è in tale ipotesi invocabile il comma 4 del medesimo art. 1.

La procedura semplificata di cui all'art. 1 comma 5 della L. n. 1/1978 attribuisce all'approvazione del progetto preliminare e di quello definitivo-esecutivo il valore di adozione di variante urbanistica, che si completa con l'approvazione regionale. La fase comunale della procedura è comunque una base sufficiente per la dichiarazione di pubblica utilità, i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...approvazione regionale rileva come condizione sospensiva che, una volta verificatasi, consolida il progetto dell'opera pubblica e il vincolo sull'area.

Sulla procedura semplificata di variante ex art. 1 comma 5 L. n. 1/1978, può legittimamente innestarsi una procedura ordinaria.

L'art. 1 comma 5 L. 3 gennaio 1978, n. 1 prevede che la variante urbanistica con le modalità previste dagli artt. 1 e ss. L. n. 167/1962 entra in vigore con l'approvazione regionale ed è solo in quel momento che la modifica della destinazione urbanistica dei suoli interessati acquista efficacia; la sola adozione della variante non è idonea a far conseguire gli effetti di dichiarazione di pubblica utilità del progetto dell'opera approvata né a sorreggere gli ulteriori atti della procedura ablativa.

L'approvazione del progetto di opere pubbliche, ove interessi aree che dal piano regolatore non siano destinate a pubblici servizi anche a causa della decadenza di vincoli preordinati all'esproprio, costituisce variante al piano stesso solo dopo che sia intervenuta l'approvazione regionale, secondo le modalità previste dagli artt. 1 e seguenti, L. n. 167/1962, richiamati dall'art. 1 comma 5, L. n. 1/1978; pertanto, la ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ne della variante urbanistica, connessa all'approvazione del progetto, non comporta la dichiarazione di pubblica utilità delle opere in questione e, di conseguenza, non legittima le successive procedure ablatorie.

L'approvazione di un progetto di opera pubblica equivale ex lege a dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza, ai sensi dell'art. 1, comma 1, della Legge n. 1/78, solo allorquando l'opera stessa sia conforme alle previsioni dello strumento urbanistico. Laddove tale conformità difetti e se l'opera è localizzata su aree non destinate alla realizzazione di servizi pubblici, è necessario che il progetto sia approvato dal competente consiglio comunale, la cui deliberazione costituisce adozione di variante da approvarsi con le modalità di cui agli artt. 1 e ss. della Legge n. 167/62.

Per effetto dell'articolo 1, comma 5, della L n. 1/1978, l'approvazione del progetto e la conseguente variante urbanistica esplicano i loro effetti solo dopo l'approvazione regionale. Infatti, solo con quest'ultimo atto la modifica della destinazione urbanistica acquista efficacia, laddove la sola adozione della variante non è idonea a far conseguire gli effetti di dichiarazione di pubblica u... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; del progetto dell'opera approvata, né a sorreggere gli ulteriori atti della procedura ablativa.

In ipotesi di approvazione del progetto ai sensi dell'art. 1 comma 5 della L. n. 1/1978, il termine triennale di validità degli effetti della dichiarazione di pubblica utilità, nonché di urgenza e indifferibilità dei lavori, derivanti dall'approvazione dei progetti di opere pubbliche, decorre dalla data della delibera regionale di approvazione della variante.

L'approvazione del progetto di opera pubblica, ove interessi aree che dal piano regolatore non siano destinate (anche in ragione della decadenza di vincoli preordinati all'esproprio) a pubblici servizi, costituisce variante al piano stesso, solo dopo che sia intervenuta l'approvazione regionale, secondo le modalità previste dagli artt. 1 e seguenti della L. n. 167/1962, richiamati dal comma 5 dell'art. 1 della L. n. 1/1978.

La mera adozione della variante urbanistica, connessa all'approvazione del progetto, non può legittimamente comportare, in difetto della previa approvazione regionale della variante stessa (ex art. 1 L. n. 1/1978), né la dichiarazione di pubblica utilità delle opere, né la dichiarazione di indi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...agrave; ed urgenza dei relativi lavori, né, infine, l'occupazione d'urgenza delle aree occorrenti per l'esecuzione del progetto.

Ai sensi del quinto comma dell'art. 1 della legge n. 1 del 1978, solo la deliberazione della Giunta Municipale di approvazione del progetto definitivo dell'opera pubblica (ricadente in zona non destinata a servizi pubblici), poteva comportare l'adozione implicita di variante allo strumento urbanistico; l'approvazione del solo progetto di massima non avrebbe potuto comportare di per sé la modificazione della destinazione urbanistica dell'area interessata.

L'articolo 1, comma 5, della legge 3 gennaio 1978, n. 1 implica l'approvazione della variante da parte della Regione.

La sola adozione della variante ai sensi dell'art. 1 L. n. 1/1978 non è idonea a far conseguire gli effetti di dichiarazione di pubblica utilità al progetto dell'opera approvata, né a sorreggere gli ulteriori atti della procedura ablativa e di occupazione d'urgenza; l'approvazione del progetto e la conseguente variante esplicano effetti con l'approvazione regionale e da quel momento la modifica della destinazione urbanistica dei suoli interessati acquista efficacia.

E' solo la previsione di cu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... della l.n. 1 del 1978 (applicabile temporalmente al caso di specie) che consente, attraverso l'approvazione regionale della variante, l'immissione autoritativa di un'opera pubblica in un contesto territoriale differentemente programmato. Detta norma, mentre esime dall'incombente solo nell'ipotesi che l'area sia già destinata a pubblici servizi, al quinto comma, impone, nel caso di difformità tra progetto e previsione urbanistica, l'approvazione della Regione secondo la procedura prevista dall'art. 167 del 1962 per i piani di zona.

Ai sensi dell'art. 1 comma 5, L. n. 1/1978, la variante urbanistica implicita mediante l'approvazione del progetto di opera pubblica, è approvata con le modalità di cui agli art. 1 ss., L. 18.4.1962 n. 167, con la conseguenza che l'approvazione del progetto e la conseguente variante urbanistica esplicano i loro effetti solo dopo l'approvazione regionale, non essendo a tal fine sufficiente la sola adozione della variante.

Alla stregua della disposizione di cui all'art. 1 L. n. 1/1978, applicabile ratione temporis, deve ritenersi che l'approvazione del progetto e la conseguente variante producano effetti solo con l'approvazione regionale. La sola adozione della variante non è, pertanto, id... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...conseguire gli effetti di dichiarazione di pubblica utilità del progetto dell'opera approvata ed a sorreggere i successivi atti della procedura ablativa.

Nel caso di approvazione di progetto comportante dichiarazione di pubblica utilità con contestuale adozione di variante ai sensi dell'art. 1 comma 5 della legge n. 1/1978, la procedura di occupazione di urgenza può legittimamente avere seguito solo ad avvenuta efficacia della variante adottata in forza di detto provvedimento; la variante solo adottata non legittima l'inizio dei lavori e l'emanazione del provvedimento di occupazione.

Solo con l'approvazione regionale della variante la modifica della destinazione urbanistica acquista efficacia, laddove la sola adozione non è idonea a far conseguire gli effetti di dichiarazione di pubblica utilità del progetto dell'opera approvata, né a sorreggere gli ulteriori atti della procedura ablativa.

Il termine di 60 giorni per l'approvazione della variante di cui al quinto comma dell'art. 1 della legge 1/78 è perentorio, e una volta consumato il tempus deliberandi si verifica l'approvazione tacita della variante e la regione viene ad essere privata dal potere di provvedere espressamente su un pro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ià concluso ope legis, avendo già esercitato ed esaurito, sia pure per implicito, la propria potestà.

E' possibile effettuare una variante urbanistica con le modalità di cui al quinto comma dell'articolo 1 della legge 1/78 anche laddove non vi sia il piano regolatore generale ma il programma di fabbricazione.

Il vincolo espropriativo e la dichiarazione di pubblica utilità diventano efficaci solamente, quando ne ricorrano i presupposti, con la conclusione dell'iter di approvazione regionale ai sensi del quinto comma dell'articolo 1 della legge 1/78.

La variante si realizza solo con la localizzazione dell'opera.

Il perfezionamento della variante ai sensi dell'articolo 1 comma 5 della legge 1/78 presuppone comunque la fase approvativa.

In caso di scadenza dei vincoli, vanno riapposti mediante la procedura di variante di cui al quinto comma dell'articolo 1 della legge 1/78.

Solo anteriormente alla modifica del 1998 all'articolo 1 legge 1/78, il vincolo espropriativo poteva essere apposto sul progetto preliminare.

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> PROCEDIMENTO ANTE TU ESPROPRI --> COMPETENZA

Ove difetti la confor... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... dell'opera pubblica alle previsioni dello strumento urbanistico, è necessario che il progetto da realizzare sia approvato dal consiglio comunale, la cui competenza in alcun modo può essere surrogata dall'intervento di altri organi o uffici, ai sensi del quarto comma dell'articolo 1 della L. n. 1/1978 (se l'opera pubblica viene localizzata su aree già specificamente destinate alla realizzazione di servizi pubblici), ovvero ai sensi del quinto comma, in variante allo strumento urbanistico in vigore (se l'opera pubblica viene localizzata in aree non destinate a servizi pubblici).

Il progetto esecutivo di un'opera pubblica, la cui approvazione rientra normalmente nella competenza della Giunta municipale ex art. 35 della L. n. 142/1990 (trasfuso nell'art. 48 del D. Lgs. n. 267/2000), qualora si riferisca ad un'area non destinata dallo strumento urbanistico generale a pubblici servizi, per conseguire l'efficacia di variante allo strumento medesimo, ex art. 1, comma 5, della L. n. 1/1978, deve essere approvato dal Consiglio Comunale.

Ai sensi dell'art. 1 comma 5 L. n. 1/1978, nel caso in cui le opere pubbliche ivi disciplinate ricadano su aree che negli strumenti urbanistici approvati non sono destinate a pubblici servizi, l'atto che ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... adozione di variante degli strumenti stessi è rappresentato dalla deliberazione della Giunta comunale di approvazione del progetto definitivo ed esecutivo.

L'approvazione definitiva dei progetti di opere pubbliche rientra nella sfera di competenza della Giunta comunale anche quando tale approvazione comporti variante allo strumento urbanistico ai sensi dell'art. 1 della legge 1/78.

L'approvazione di progetti di opere pubbliche ai fini della dichiarazione di pubblica utilità nell'ipotesi di contestuale adozione di variante allo strumento urbanistico appartiene al Consiglio comunale.

Spetta al consiglio comunale l'approvazione del progetto definitivo di opere pubbliche, qualora costituiscano variante al piano regolatore generale.

L'approvazione del progetto compete alla Giunta anche se costituisce adozione di variante.

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> PROCEDIMENTO ANTE TU ESPROPRI --> CONFERENZA DI SERVIZI EX ART. 7 L. 109/94

Alla conferenza di servizi per l'approvazione di un progetto non conforme al PRG deve partecipare un delegato del consiglio comunale.


 
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