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L'obbligo di riqualificazione urbanistica a seguito di decadenza dei vincoli espropriativi

Il diritto al risarcimento del danno derivante dal ritardo della nuova disciplina urbanistica sorge in capo ai soggetti interessati che abbiano impugnato innanzi al G.A. il silenzio-rifiuto della P.A. Il dies a quo va calcolato dal giorno successivo in cui è scaduto il termine a disposizione del comune per provvedere sull’istanza di riclassificazione urbanistica a seguito di deccadenza dei vincoli espropriativi. Il danno da ritardo per essere risarcibile deve essere provato

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PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA INOSSERVANZA OBBLIGO DI RIPIANIFICAZIONE

In caso di violazione del giudicato da parte degli uffici comunali, attesa la mancata attuazione al comando giudiziale relativo all'obbligo di riqualificazione urbanistica di area incisa da vincolo decaduto, l'esistenza del danno risarcibile deve ritenersi dimostrata in virtù della protratta incertezza sulla situazione di utilizzabilità dell'area priva di chiara destinazione urbanistica, nonostante un provvedimento giudiziale passato in giudicato che accerta l'obbligo di provvedere.

L'omessa ripianificazione di area incisa da vincoli decaduti, lasciando il terreno per lungo tempo in una condizione di stallo, disciplinata dalla L. n. 10 del 1977, art. 4, comporta certamente la lesione di un interesse legittimo del privato quale conseguenza di un'omissione della P.A., non tollerabile dall'ordinamento giuridico.

L'inerzia mantenuta dall'Amministrazione a fronte di istanza di ripianificazione di area interessata da vincolo decaduto, determina, quantomeno a partire dall'entrata in vigore della L. 18 giugno 2009 n.69, l'eventuale responsabilità risarcitoria per il danno da ritardo in conseguenza dell'inosservanza dolo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a del termine di conclusione del procedimento, per la quale vi è giurisdizione del G.A.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA INOSSERVANZA OBBLIGO DI RIPIANIFICAZIONE --> DANNO DA RITARDO

Se è vero, in via di principio, che l'Amministrazione è tenuta, a prescindere dall'impulso della parte privata, ad iniziare il procedimento finalizzato alla riqualificazione dell'area mediante una specifica ed appropriata destinazione urbanistica, non può essere, però, trascurato che, in questa materia, il risarcimento del danno ingiusto da inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento presuppone – per la configurazione dell'elemento soggettivo della colpevolezza della P.A. – (quanto meno) l'avvenuta presentazione in via amministrativa di un'istanza di riqualificazione urbanistica da parte del proprietario interessato.

Se il Comune non provvede (tempestivamente) a pianificare nuovamente l'area incisa da vincolo decaduto, il proprietario non può vantare (nemmeno ai fini risarcitori), una pretesa giuridica all'attribuzione di una specifica edificabilità dell'area, ma può solo pretendere il risarcimento dei danni causati dal prot... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... stato di incertezza circa le possibilità di adeguata e razionale utilizzazione della proprietà del bene immobile. La lesione al bene della vita è pertanto identificabile non nello "ius aedificandi", bensì nell'interesse alla certezza circa le possibilità di utilizzazione della proprietà, e quindi dei danni causati dal protrarsi dello stato di incertezza sull'impiego del bene immobile.

Il tenore della nuova disciplina pianificatoria da imprimere a terreno inciso da vincolo decaduto, è totalmente rimesso alla discrezionalità del Comune, per cui non è possibile, a fronte di inerzia di quest'ultimo, esprimere alcuna valutazione in ordine all'an ed al quantum del danno patito dal privato, che potrà essere eventualmente quantificato, alla stregua di "danno da ritardo", solo dopo che l'Amministrazione avrà adempiuto al proprio dovere di "ripianificazione" delle aree interessate.

Va riconosciuto il danno da mancata ripianificazione.

Anche a voler estendere l'area propria del danno da silenzio al mero e generico "silenzio-inadempimento", deve comunque rilevarsi come, anche in tal caso, debba sussistere ed essere accertato un preciso obbligo di provvedere. Pertanto, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...strazione non è stata inerte ma ha avviato e portato avanti i procedimenti cui è tenuta per legge, non può essere riconosciuto alcun risarcimento.

Con riferimento al bene della vita consistente nella definizione del procedimento di variante tesa all'individuazione di destinazione urbanistica (nel caso di specie) di area incisa da vincolo decaduto e dunque di positiva utilizzabilità della proprietà, che è presupposto della sua concreta utilizzazione, non vi è dubbio che ogni ritardo nell'emanazione di atti necessari nel corso della procedura costituisce danno in quanto osta all'effettiva disponibilità del bene; trattasi di tutela risarcitoria connessa fondamentalmente al ritardo procedimentale sulla base del disposto dell'art. 2-bis, comma 1, della L. n.241/1990.

La mancata riqualificazione urbanistica di area incisa da vincoli decaduti nei termini normativamente previsti, espone l'amministrazione al risarcimento del danno causato dal mancato rispetto di termini per la conclusione del procedimento (ex art. 2 bis l. n. 241/1990); la responsabilità dell'amministrazione è da vagliare secondo i criteri del danno da ritardo "puro", la cui sussistenza prescinde dunque dal quid e dal quom... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...utura regolazione urbanistica del terreno.

Il ritardo nell'adozione di nuove previsioni urbanistiche, per una zona diventata "neutra", rappresenta una palese violazione delle regole di buona amministrazione (art.97 cost.) e, determinando una situazione d'incertezza oggettiva, viene a ledere ex se gli artt. 41 (princ. della libera iniziativa privata) e 42 cost. (funzione della proprietà privata), ovvero l'interesse proprietario, per il solo fatto che l'Amministrazione ha lasciato il terreno senza una destinazione di piano e, quindi, non consentendo una scelta di convenienza economica.

In ipotesi di decadenza del vincolo, a fronte di persistente inerzia dell'Ente territoriale a seguito di promozione degli interventi sostitutivi della Regione, oppure della procedura di messa in mora e tipizzazione giurisdizionale del silenzio davanti al giudice amministrativo, può configurarsi la lesione al bene della vita, identificabile non già nello "ius aedificandi" - attesa l'impossibilità di affidamento del proprietario in merito a specifiche qualificazioni dei suoli nell'esercizio del potere discrezionale inerente alla pianificazione del territorio - bensì nell'interesse alla certezza circa le possibilità di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...razionale utilizzazione della proprietà .

Il ritardo nell'adozione di nuove previsioni urbanistiche, per una zona diventata "neutra", rappresenta una palese violazione delle regole di buona amministrazione (art.97 cost.) e, determinando una situazione d'incertezza oggettiva, viene a ledere ex se gli artt. 41 e 42 cost., ovvero l'interesse proprietario per il solo fatto di aver lasciato il proprio terreno senza una destinazione di piano che avrebbe potuto consentire una scelta di convenienza economica. Il ritardo, quindi, è un fatto illecito con colpa, discendente dalla violazione di norme costituzionali in connessione all'art. 2043 c.c..

In ipotesi d'inadempienza dell'obbligo di riqualificare il terreno inciso da vincolo decaduto, il richiesto risarcimento del danno non può essere esteso alla mancata edificabilità che potrebbe essere solo una mera aspettativa e/o auspicio; il solo danno risarcibile è quello da ritardo in merito ad una precisa qualificazione della zona, dando certezza ai rapporti privatistici.

Con riferimento al bene della vita consistente nella definizione del procedimento di variante tesa alla individuazione di destinazione urbanistica (nel caso di specie) di area incisa da vinco... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... e dunque di positiva utilizzabilità della proprietà, che è presupposto della sua concreta utilizzazione, non vi è dubbio che ogni ritardo nella emanazione di atti necessari nel corso della procedura costituisce danno in quanto osta alla effettiva disponibilità del bene; trattasi di tutela risarcitoria connessa fondamentalmente al ritardo procedimentale sulla base del disposto testuale dell'art. 2-bis, comma 1, della L. n.241/1990 introdotto dalla L. n.69/2009.

La mancata riqualificazione urbanistica di area incisa da vincoli decaduti nei termini normativamente previsti, espone l'amministrazione al risarcimento del danno causato dal mancato rispetto di termini per la conclusione del procedimento (ex art. 2 bis l. n. 241/1990), sussistendone i presupposti oggettivi (nesso di causalità e danno) e soggettivi (colpa).

Il danno da ritardo nella riqualificazione del bene inciso da vincolo decaduto, risarcibile ex art. 2 bis L. n. 241/1990, può essere rapportato ai benefici ottenibili dalla riqualificazione se attuata nei termini, consistenti alternativamente: a) nell'immediata disponibilità di denaro conseguente a dismissione immobiliare (vendita dei beni) al valore probabile di mercato, derivan... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...versa destinazione impressa dalla variante adottata (prudenzialmente ridotto del 30%); b) negli introiti derivanti dallo sfruttamento in proprio dell'area conformemente alla destinazione impressa dalla variante adottata (prudenzialmente ridotti del 30%) calcolati sulla base delle rendite normali di suoli consimili come risultanti da dati pubblici ed ufficiali in ambito provinciale.

In ipotesi in cui l'Amministrazione non proceda alla riqualificazione urbanistica di area incisa da vincolo decaduto, non può esservi valutazione del danno se non previa constatazione della sua sussistenza; e ciò può aversi solo all'esito del rinnovato esercizio del potere di pianificazione dal quale dipende o una futura destinazione edificabile del terreno di cui è causa, o una reiterazione del vincolo con esclusione del danno risarcibile se non eventualmente, ove ritenuto ammissibile, come danno da ritardo.

Con la scadenza del vincolo preordinato all'esproprio il paventato danno da ritardo nella riqualificazione urbanistica dipende da un futura destinazione edificabile del terreno, per cui trattasi di un danno non ancora concretizzato al momento della proposizione del ricorso; la relativa domanda risulta perciò inammissibile.
<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...potesi di decadenza del vincolo espropriativo, solo in caso di persistente inerzia della pubblica amministrazione pur dopo che il proprietario abbia reagito promuovendo gli interventi sostitutivi della Regione, oppure attraverso la procedura di messa in mora per far accertare in via giurisdizionale l'illegittimità del silenzio, può configurarsi la lesione del bene della vita identificabile nell'interesse alla certezza circa la possibilità di razionale e adeguata utilizzazione della proprietà, da cui va ravviata lesione risarcibile.

Con la scadenza del vincolo preordinato all'esproprio contenuto nello strumento urbanistico, non sussiste alcun diritto del privato ad ottenere la destinazione edificatoria invocata; ne consegue che lo stesso non può pretendere alcun risarcimento per la "tardiva" riqualificazione dell'area nel senso dallo stesso auspicato.

In ipotesi di decadenza del vincolo, solo in caso di persistente inerzia della pubblica amministrazione pur dopo che il proprietario abbia reagito promuovendo gli interventi sostitutivi della Regione, oppure attraverso la procedura di messa in mora per far accertare in via giurisdizionale l'illegittimità del silenzio, può configurarsi la lesione del ben... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a identificabile nell'interesse alla certezza circa la possibilità di razionale e adeguata utilizzazione della proprietà, con conseguente diritto del privato all'indennizzo ovvero al risarcimento del danno.

Una volta ammessa e ritenuta la legittimità dell'operato dell'amministrazione, che, pure a distanza di tempo, ha reiterato legittimamente il vincolo espropriativo, sono di regola irrilevanti, e comunque non concretanti un fatto illecito generatore di danno, i contatti, le inerzie, le diffide che sono eventualmente intercorsi tra i privati – che nelle more tra la scadenza del primo vincolo e l'apposizione del vincolo reiterato, volevano addivenire a provvedimenti concessori o ampliativi della loro posizione – e l'amministrazione.

Il Comune che abbandoni parti rilevanti del suo territorio in condizioni di inappropriata o mancante pianificazione urbanistica può essere chiamato a risarcire il danno ai proprietari dei terreni che subiscono l'inerzia pianificatoria o che si rendano parti acquirenti, in buona fede, di lotti derivanti da lottizzazione abusiva cartolare.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA INOSSERVANZA OBBLIGO DI RIPIANIFICAZIONE --> DANNO DA RITARDO --... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...OLEZZA

In ipotesi di mancata riqualificazione urbanistica di area incisa da vincoli decaduti nei termini normativamente previsti, l'amministrazione risponde del risarcimento del danno causato dal mancato rispetto di termini per la conclusione del procedimento (ex art. 2 bis l. n. 241/1990), sussistendo il requisito della colpevolezza, agevolmente acclarato, nel caso di specie, dall'ostinata inerzia del comune anche nei riguardi della sentenza che –preso atto del silenzio-rifiuto- ha vanamente diffidato il comune medesimo a provvedere in via ultimativa.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA INOSSERVANZA OBBLIGO DI RIPIANIFICAZIONE --> DANNO DA RITARDO --> COMPORTAMENTO DEL CREDITORE

Nel computo del danno conseguente all'inerzia dell'Amministrazione in merito alla ripianificazione di area incisa da vincolo decaduto, non deve essere considerato il periodo di ritardo imputabile ad inerzia della parte istante, che si sarebbe potuto evitare usando la normale diligenza, anche attraverso il tempestivo esperimento della tutela giurisdizionale, azionabile fin dalla scadenza quinquennale del vincolo espropriativo.

In ipotesi d'inadempienza dell'obbligo di riqualificare un'area incisa da vin... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ti, il proprietario che abbia con forte ritardo azionato lo strumento di tutela giurisdizionale, non può beneficiare di danni che erano del tutto evitabili e per i quali vale lo imputet sibi e, quindi, damnum sentire non videtur, qui est in culpa.

Il diritto al risarcimento del danno derivante dal ritardo con il quale l'Autorità comunale ha dettato una nuova disciplina urbanistica a seguito della decadenza dei vincoli a contenuto espropriativo, spetta solo ove i proprietari interessati abbiano reagito all'inerzia impugnando innanzi al G.A. il silenzio-rifiuto; solo in caso di persistente inerzia a seguito di questa procedura può infatti configurarsi la lesione al bene della vita, identificabile non già nello "ius aedificandi", bensì nell'interesse alla certezza circa le possibilità di adeguata e razionale utilizzazione della proprietà.

Solo in caso di persistente inerzia successiva alla tipizzazione del silenzio a fronte di istanza di ritipizzazione di area incisa da vincoli decaduti, potrebbe verificarsi un fatto lesivo commisurabile agli obblighi di correttezza e buona fede che i nuovi principi in tema di responsabilità amministrativa esigono nel momento in cui si instaura tra ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... pubblica amministrazione un contatto qualificato.

Il ritardo dell'amministrazione comunale nel provvedere a riqualificare un'area interessata dal vincolo decaduto che fa seguito a diffida dei proprietari ed a declaratoria dell'illegittimità del silenzio serbato su tale diffida dall'amministrazione appare inescusabile e senz'altro connotato da colposità per l'assenza di valide ragioni giustificatrici; incombe nondimeno sulla parte ricorrente l'onere, ai sensi tanto del diritto nazionale che del diritto europeo applicabile, di provare di aver esercitato una ragionevole diligenza per evitare il danno o limitarne l'entità.
In ipotesi di ritardo dell'Amministrazione nel riqualificare terreni interessati da vincolo decaduto incombe sulla parte ricorrente l'onere di provare di aver fatto tutto quanto necessario secondo ordinaria diligenza per evitare il danno o limitarne l'entità tra cui anche la promozione degli interventi sostitutivi previsti dalla normativa vigente nel caso in cui l'amministrazione comunale non provveda ad adottare una nuova disciplina urbanistica delle aree interessate da vincoli scaduti od annullati.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> PRESCRIZIONE --> DURATA --> IN CASO DI INOSSE... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...IGO DI RIPIANIFICAZIONE --> DANNO DA RITARDO

In ipotesi di protrazione di vincolo d'inedificabilità imposto alla proprietà privata senza che l'Amministrazione sia pervenuta in termini ragionevoli a dare una sistemazione urbanistica definitiva ai fondi in questione, è configurabile un danno da ritardo, ascrivibile al novero dell'illecito extracontrattuale; la relativa azione di risarcimento del danno è pertanto soggetta al termine di prescrizione di cinque anni.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA INOSSERVANZA OBBLIGO DI RIPIANIFICAZIONE --> DANNO DA RITARDO --> CRITERI DI CALCOLO

In sede di liquidazione del danno da ritardo nella riqualificazione del bene inciso da vincolo decaduto, risarcibile ex art. 2 bis L. n. 241/1990, in merito all'entità del ritardo, il dies a quo va calcolato dal giorno successivo in cui è scaduto il termine a disposizione del comune per provvedere sull'istanza di riclassificazione, mentre il dies ad quem deve ravvisarsi nel giorno di pubblicazione della sentenza con cui il Comune è esautorato dal potere regolatorio in questione, in virtù delle sue ostinate omissioni.

Il danno da ritardo nella riqual... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...del bene inciso da vincolo decaduto, risarcibile ex art. 2 bis L. n. 241/1990, può essere rapportato ai benefici ottenibili nel periodo di inerzia dell'amministrazione e ciò con specifico riguardo ai mancati introiti derivanti, per quel periodo, dallo sfruttamento dei terreni, con la destinazione edificatoria prevista nella stessa zona dal PRG, introiti calcolati sulla base delle rendite normali di suoli consimili come risultanti da dati pubblici ed ufficiali in ambito provinciale, oltre a rivalutazione monetaria ed interessi legali (somma poi da ridurre in via equitativa del 20%, in ragione dell'incertezza sui contenuti finali delle determinazioni regolatorie ancora in itinere).

Ai fini della quantificazione del danno da ritardo, conseguente a mancata ripianficazione da parte del comune di area incisa da vincolo espropriativo, pur non vertendosi in tema di espropriazione e quindi di determinarne l'indennizzo e pertanto pur risultando improprio un diretto riferimento al criterio dell'edificabilità di fatto, tuttavia nel prudente apprezzamento del giudice di merito, se ritenuto opportuno, tale criterio potrebbe in qualche modo influire nella valutazione dell'area e, conseguentemente, del danno per il mancato utilizzo del bene.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA INOSSERVANZA OBBLIGO DI RIPIANIFICAZIONE --> DANNO DA RITARDO --> ONERE DELLA PROVA

L'asserito danno conseguente all' inerzia del Comune a fronte di istanza di riqualificazione di area incisa da vincolo decaduto, va provato.

Il danno da "ritardo" nel provvedere da parte della amministrazione intimata alla riqualificazione urbanistica di area incisa da vincolo decaduto, ove ammesso, deve essere provato.
In materia di risarcimento del danno, vertendosi in tema di diritti soggettivi, trova piena applicazione il principio dell'onere della prova, e non invece l'onere del principio di prova che, almeno tendenzialmente, si applica in materia di interessi legittimi.

Il ritardo dell'amministrazione comunale nel provvedere a riqualificare un'area interessata dal vincolo decaduto, che fa seguito a diffida dei proprietari ed a declaratoria dell'illegittimità del silenzio serbato su tale diffida dall'amministrazione stessa, appare inescusabile e senz'altro connotato da colposità per l'assenza di valide ragioni giustificatrici; incombe nondimeno sulla parte ricorrente l'onere di provare l'esistenza stessa del danno.

La prova del danno conseguente al ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'Amministrazione nel riqualificare terreni interessati da vincolo decaduto non può dirsi raggiunta qualora i proprietari ricorrenti non abbiano dimostrato che, prima della vicenda per cui è causa, traevano dai suoli utilità successivamente precluse, né che essa abbia impedito loro di ricavarne utilità in origine comunque senz'altro ritraibili dai suoli, né che i terreni in questione fossero, in precedenza, dotati di diverso e maggior valore (non soltanto ipoteticamente collegato ad una sperata loro destinazione edificatoria), ridotto o azzerato dall'inerzia dell'aministrazione comunale.

La prova del danno conseguente al ritardo dell'Amministrazione nel riqualificare terreni interessati da vincolo decaduto non può dirsi raggiunta qualora i proprietari ricorrenti si siano limitati a produrre una proposta di acquisto apprezzabile quale un invito ad offrire, il cui mancato perferzionamemnto risulti imputabile allo stesso proprietario ricorrente per effetto dell'interruzione delle trattative; di tale "proposta" non è apprezzabile, ai fini risarcitori in esame, la serietà e conclusività a dimostrazione del danno lamentato da parte ricorrente.

La mancata ripianificazione di area incis... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i decaduti determina una situazione di stallo in cui viene a mancare o risulta fortemente ridotta la possibilità di scambio; non è di conseguenza proponibile l'imposizione di un onere della prova sull'esistenza in concreto di un danno, potendo presumersi per il fatto stesso della perdita di un effettivo mercato del bene.

Se è consentita un'automaticità in presenza di comportamenti riconducibili ad una attività legittima della P.A. (reitera del vincolo espropriativo), sia pure sotto forma di indennizzo, non si vede perché una consequenzialità del genere non sia da consentire in presenza di un pregiudizio conseguente ad un comportamento illegittimo, consistente nel mancato assolvimento dell'obbligo di ripianficare aree incise da vincolo decaduto, consentendo così che le stesse siano lasciate al di fuori di qualsiasi pianificazione urbanistica.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA SILENZIO INADEMPIMENTO

L'art. 34, I° co. lett. b) del. c.p.a. limita espressamente la risarcibilità dei soli danni "da silenzio" alle limitate ipotesi di cui all'art. 31, III° co., che sono quelle connesse con il mancato esercizio di attività vincolate o... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...que non discrezionali, nelle quali il giudice può pronunciarsi anche sulla fondatezza sostanziale della pretesa sempreché, a fondamento della responsabilità della P.A., sia pregiudizialmente accertato l'obbligo della P.A. di provvedere. Deve perciò escludersi che, in tali ipotesi, possa essere comunque configurabile una generica responsabilità per un "comportamento lecito" in termini di "responsabilità precontrattuale" o "extra-contrattuale" o addirittura come una responsabilità oggettiva "sui generis". Ciò per la fondamentale ragione che l'art. 30 c.p.a. II co. riconduce la risarcibilità degli «interessi legittimi» all'alveo generale proprio dell'art. 2043 c.c.

In caso di mancata conclusione della procedura ex art. 5 del D.P.R. n. 447/1998 nei termini previsti dalla legge, non può essere riconosciuto il risarcimento del danno connesso alla perdita di finanziamenti regionali per la realizzazione dell'iniziativa imprenditoriale qualora manchi una precisa dimostrazione dell'impegno finanziario connesso all'iniziativa, dell'importo dei finanziamenti regionali richiedibili.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA RITARDATA RESTITUZIONE DEL BENE
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ualora l'Amministrazione non abbia restituito l'area ai legittimi proprietari, a seguito dell'annullamento degli atti del procedimento, sussistono ai fini del risarcimento del danno, sia l'elemento oggettivo che quello soggettivo del fatto causativo di danno.

La scadenza di un provvedimento di occupazione d'urgenza di un'area non fa venir meno l'occupazione di fatto della stessa da parte della Pubblica Amministrazione, essendo necessario, per far cessare l'occupazione, un atto di riconsegna del bene al proprietario, in mancanza del quale l'occupazione permane e, in quanto illegittima, costituisce fonte di responsabilità per l'Amministrazione occupante.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA RITARDI NELL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO

Nessun pregiudizio può essere lamentato in carenza di accertamento della spettanza del bene della vita non essendo risarcibile il danno da ritardo provvedimentale c.d. mero (nel caso di specie l'asserito bene della vita consisteva nella realizzazione di progettati interventi edilizi attraverso la denuncia di inizio di attività in luogo del permesso di costruire).

Nessun risarcimento può essere attribuito al proprietario per il ritardo con cui ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a classificato il terreno in proprietà come edificabile, qualora ciò sia frutto di scelta né illogica né irragionevole.

Il danno da ritardo non è risarcibile qualora non siano stati tempestivamente impugnati gli atti con i quali la P.A. aveva comunicato più volte di voler soprassedere sull'istanza del privato.

L'art. 23-bis, comma 1, L. n. 241/1990, introdotto dalla L. n. 69/2009, conferma e rafforza la tutela risarcitoria del privato nei confronti dei ritardi dell'azione della P.A. che non inizia o conclude in ritardo il procedimento amministrativo semplice e/o complesso; il tempo è considerato più che mai un bene nella vita del cittadino e il suo trascorrere ha sempre un costo venendo a ritardare e/o ad impedire le scelte di convenienza economica e, con essa, quale naturale conseguenza, una diminuzione patrimoniale.

La richiesta di accertamento del danno da ritardo ovvero del danno derivante dalla tardiva emanazione di un provvedimento legittimo e favorevole, dopo l'annullamento di un precedente atto illegittimo sfavorevole, se da un lato deve essere ricondotta al danno da lesione di interessi legittimi pretensivi, per l'ontologica natura delle posizioni fatte valere, dall'altr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uio al principio dell'atipicità dell'illecito civile, costituisce una fattispecie sui generis, di natura del tutto specifica e peculiare, che deve essere ricondotta all'art. 2043 c.c. per l'identificazione degli elementi costitutivi della responsabilità.

Non è risarcibile il c.d. danno da ritardo puro, ossia il danno derivante dal mero ritardo con il quale si è concluso il procedimento, indipendente dalla spettanza del bene della vita preteso.

L'art. 23-bis, comma 1, L. n. 241/1990, introdotto dalla L. n. 69/2009, conferma e rafforza la tutela risarcitoria del privato nei confronti dei ritardi dell'azione della P.A. che non inizia o conclude in ritardo il procedimento amministrativo semplice e/o complesso; il tempo, infatti, è un bene nella vita del cittadino e il suo trascorrere è sempre un costo, ritardando e/o impedendo scelte di convenienza economica e con essa la probabile diminuzione patrimoniale come naturale conseguenza.

Il danno da provvedimento illegittimo e danno da ritardo hanno natura chiaramente eterogenea: la prima è una figura atipica di responsabilità, la cui particolarità risiede nel diretto collegamento con il difettoso esercizio di un potere autoritativ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...da, invece, ha alla base un classico comportamento materiale (violazione di un termine, a prescindere dalla legittimità della richiesta), e come tale è sostanzialmente riconducibile ai canoni ordinari della responsabilità civile.

L'accoglimento della domanda di risarcimento del cd. danno da ritardo presuppone che il provvedimento tardivamente emanato sia comunque di segno positivo, tale da conferire all'interessato il bene della vita richiesto.

In tema di risarcimento del danno per lesione di interessi legittimi, l'accertata illegittimità della condotta della P.A. o di suoi organi, derivante dal ritardo, dall'inerzia o dalla mancata istruzione del procedimento o che si traducano nella violazione dell'obbligo di portarlo comunque a compimento (in modo favorevole o sfavorevole per l'istante), non è sufficiente ai fini dell'affermazione della responsabilità aquiliana, occorrendo altresì che risulti danneggiato l'interesse al bene della vita al quale è correlato l'interesse legittimo dell'istante.

Non sono risarcibili gli interessi c.d. procedimentali puri, delle mere aspettative o dei ritardi procedimentali.

Il ritardo nella conclusione di un qualunque procedimento, q... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dente su interessi pretensivi agganciati a programmi di investimento di cittadini o imprese, è sempre un costo, dal momento che il fattore tempo costituisce una essenziale variabile nella predisposizione e nell'attuazione di piani finanziari relativi a qualsiasi intervento, condizionandone la relativa convenienza economica.

Il c.d. danno da ritardo presuppone che il soggetto che ha presentato l'istanza abbia conseguito il bene della vita.

Il risarcimento da ritardo comporta un riequilibrio per equivalente rispetto al concreto conseguimento del bene della vita, che avverrà in maniera differita per fatto altrui almeno colpevole: ne deriva che, ove il conseguimento del bene della vita non si sia ancora realizzato, e venga a mancare il materiale strumento di quantificazione in sé del danno la domanda deve essere respinta.

L'amministrazione che non concluda entro i termini previsti dal D.M. 690/1996 il procedimento di concessione dell'alloggio di servizio e ometta di consegnare l'immobile deve risarcire il danno derivante dalle spese di viaggio affrontate dal richiedente, dalle spese di trasloco e dai canoni di locazione pagati per un altro alloggio, fino all'assegnazione di quello di servizio.

La P.A. &... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ponsabile per ritardata adozione del provvedimento di autorizzazione alla voltura catastale in caso di acquisto in capo al privato per alluvione (artt. 941 c.c.) della proprietà di terreni appartenenti al demanio idrico: tale acquisto non necessita di nessun atto di sdemanializzazione, verificandosi ipso iure al momento dello stabile congiungimento tra i fondi.

Il ritardo nell'adempimento degli obblighi procedimentali non comporta per ciò solo il risarcimento dei danni per responsabilità dell'Amministrazione.

Il sistema di tutela degli interessi pretensivi consente il risarcimento per equivalente a carico della P.A. solo quando l'interesse pretensivo abbia ad oggetto la tutela di interessi sostanziali: situazione non ravvisabile nel caso in cui un provvedimento di segno negativo, ancorché emanato con ritardo, risulti legittimo.

Non è risarcibile il danno da ritardo "puro" quando sia disancorato dalla dimostrazione giudiziale della meritevolezza di tutela dell'interesse pretensivo fatto valere e quando la P.A. abbia adottato con notevole ritardo, un provvedimento negativo rimasto inoppugnato.

L'azione di risarcimento del danno da ritardo ha natura extracontrattuale.

In ma... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sponasabilità dell'Amministrazione, il danno da ritardo non ha un'autonomia strutturale rispetto alla fattispecie procedimentale da cui scaturisce ed è legato inscindibilmente alla positiva finalizzazione di quest'ultima.

L'azione di risarcimento da ritardo della P.A., pur ammessa in astratto e rientrante nell'alveo del danno da lesione di interessi legittimi, deve essere ricondotta nell'ambito dell'art. 2043 cod. civ., per l'identificazione degli elementi costitutivi dell'illecito, e a quello del successivo art. 2236 cod.civ., per delineare i confini della responsabilità.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA RITARDI NELL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO --> ART. 2 BIS L. 241/90

In seguito all'introduzione dell'art. 2-bis nella l. 241/1990, il risarcimento del danno da ritardo è ammissibile indipendentemente dal contenuto – favorevole o sfavorevole – dell'emanato o emanando provvedimento, ferma restando però la necessità che il ricorrente dimostri la sussistenza dei presupposti di carattere oggettivo (prova del danno e del suo ammontare, ingiustizia dello stesso, nesso causale), sia di quello di carattere soggettivo (dolo o colpa del danneggiante).
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...po dell'attività procedimentale non è un bene in sé, semmai è consustanziale al bene della vita cui mira l'interesse legittimo pretensivo; pertanto se il bene della vita non spetta al privato o, comunque, se non vi è certezza né prova che al privato spetti, il ritardo non può essere risarcito, pena la indebita locupletazione di questo anche di fronte alle pretese più infondate e capricciose.

ll bene protetto dalla disposizione di cui all'art. 2 bis L. n. 241/1990 è il rispetto dei tempi certi del procedimento; la certezza del diritto, cui è indissolubilmente collegata la puntuale definizione dei procedimenti, non è necessariamente ancorata all'ampliamento necessario della sfera soggettiva del privato; anche se il bene della vita cui lo stesso aspira al termine del procedimento ampliativo è solo un'esito eventuale del procedimento medesimo, il soggetto ha comunque diritto di sapere se la sua pretesa è o meno fondata in termini certi.

Il tempo previsto per la conclusione del procedimento costituisce lo spazio di possibile franchigia per l'Amministrazione per restare indenne rispetto all'obbligo di non violazione, mentre il suo superamento colpevole (ossia non al... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ustificato secondo l'ordinamento), la espone alle conseguenze risarcitorie derivanti dalla lesione di una situazione soggettiva giuridicamente tutelata.

Ai sensi dell'art. 2-bis, comma 1, della legge n. 241/90, introdotto dalla legge n. 69/2009, la colpa della p.a. inerte è da ritenere tuttavia non scusabile.

Il nuovo art.2-bis della L.241/90 non ha inteso mutare l'orientamento giurisprudenziale pregresso, per cui anche oggi non si può prescindere dalla spettanza del bene vita per riconoscere una tutela risarcitoria al danno da ritardo dell'azione amministrativa.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA RITARDI NELL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO --> ONERE DELLA PROVA

In caso di danno da ritardo, l'ingiustizia e la sussistenza del danno non possono, in linea di principio, presumersi iuris tantum, in meccanica ed esclusiva relazione al ritardo nell'adozione del provvedimento amministrativo favorevole, ma il danneggiato deve, ex art. 2697 c.c., provare tutti gli elementi costitutivi della relativa domanda.

Con riferimento all'ipotesi di danno causato dal mancato rispetto di termini per la conclusione del procedimento, il privato deve provare il danno con riferimento sia al... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...gente sia al lucro cessante, così come deve provare l'imputabilità del danno alla p.a. a titolo di dolo o colpa, non desumibili, secondo la più seguita giurisprudenza, dal mero dato obiettivo dell'illegittimità dell'azione amministrativa e dunque sulla base del mero superamento dei termini procedimentali, ma da accertarsi in concreto.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA RITARDI NELL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO --> RESPONSABILITÀ DIRIGENZIALE

L'art. 7, co. 9, legge 69/2009 non radica in capo al G.A. il potere di dichiarare e di sanzionare pecuniariamente la responsabilità da ritardo dei pubblici funzionari, essendo essa circoscritta al sistema valutativo della funzione dirigenziale, sotto il profilo della responsabilità.



 
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