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Risarcimento danni da parte della P.A.: l'annullamento e la revoca dell'atto amministrativo

 Il risarcimento del danno derivante da annullamento dell'atto amministrativo
 Risarcimento per revoca dell'atto amministrativo

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PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA ANNULLAMENTO DELL'ATTO

Nel caso in cui l'esercizio del potere di autotutela sia stato determinato da un difetto del presupposto sul quale si fonda l'atto adottato, tale da non avere consentito una corretta e completa valutazione dell'interesse pubblico, e quindi un conseguente legittimo esercizio del potere provvedimentale, ciò non rende illegittimo il provvedimento assunto in via di autotutela (che, anzi, ne risulterebbe necessitato), ma costituisce un elemento sicuramente valutabile sul piano della (eventuale) conseguente responsabilità dell'amministrazione nei confronti dell'incolpevole soggetto già beneficiario dell'atto.

Se la mancata valutazione del presupposto ostativo al rilascio del titolo abilitativo (nella specie, l'esistenza di una risalente ordinanza della Capitaneria di porto del 1986 che accertava la pericolosità della zona) costituisce elemento valutabile al fine di individuare un comportamento colpevole in capo all'amministrazione procedente, ciò nondimeno si deve ritenere che non abbia agito in modo negligente ed inescusabile il Comune che si sia prontamente attivato al fine di prevenire ogni possibile pericolo per la pubblica incolumi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nella specie, adottando la – corretta e necessaria – ordinanza di sospensione dei lavori appena sei giorni dopo la comunicazione da parte della Capitaneria di porto).

In base a un consolidato orientamento giurisprudenziale, nell'ambito della responsabilità da attività provvedimentale, l'annullamento di un atto amministrativo per vizi formali o per vizi che, comunque, consentono il nuovo esercizio del potere, permettendo all'Amministrazione di ripronunciarsi sulla spettanza del bene della vita preteso, esclude la configurabilità di danni risarcibili, derivanti dal mancato conseguimento dell'utilità finale.

Nel caso di annullamento ai sensi dell'art. 21-nonies legge 241/1990, la richiesta di riconoscimento dei danni non può essere ricostruita né come responsabilità «da atto lecito»; né come una sorta di responsabilità oggettiva (che è invece tassativamente limitata a specifiche fattispecie normative: es. artt. 2049-2054 c.c.); e neppure in termini di generica «responsabilità precontrattuale» o «extra-contrattuale», in quanto l'autotutela costituisce un'attività autoritativa e non contrattuale dell'amministrazione e, come ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ve; estranea al paradigma negoziale.

Non è previsto alcun ristoro per il caso di auto-annullamento per motivi di legittimità ai sensi dell'art. 21-nonies legge 241/1990.

Il risarcimento del danno non può mai essere una conseguenza automatica dell'auto-annullamento, ma necessita dell'ulteriore positiva verifica della ricorrenza dei presupposti di cui all'art. 30, co. 2, c.p.a. (illegittimità dell'atto; danno ingiusto; nesso di causalità tra colpa della P.A. e danno).

La pretesa risarcitoria conseguente ad un'azione amministrativa spiegata in autotutela della P.A. non può trovare accoglimento qualora i provvedimenti siano dichiarati legittimi dal giudice.

Non può ravvisarsi alcun concorso colpa efficiente in capo ad una P.A. che legittimamente, seppure tardivamente, emendi la propria precedente condotta, conformando la propria azione al rispetto concreto della legge.

Il legittimo annullamento in autotutela di un provvedimento contra ius non può mai essere idoneo a determinare anche parzialmente una responsabilità risarcitoria dell'Amministrazione comunale, tantomeno a titolo precontrattuale ex art 1337-1338 c.c..

La legittimit&agr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ovvedimento di auto-annullamento esclude ogni possibilità di far valere i danni da esso conseguenti in quanto il legittimo esercizio del potere amministrativo in vista di interessi generali è, di per sé, giuridicamente incompatibile con il riconoscimento del risarcimento del danno da "atto legittimo".

Il risarcimento del danno conseguente alla lesione di interessi pretesivi, secondo giurisprudenza consolidata, in tanto può essere riconosciuto in quanto si riesca a fornire dimostrazione della spettanza al ricorrente del bene della vita in discussione, se non con certezza, quanto meno con un rilevante grado di probabilità. Tale prova non può essere fornita qualora, dopo l'annullamento del provvedimento illegittimo, il potere discrezionale dell'Amministrazione permanga e integro, pur dovendo svolgersi secondo gli indirizzi forniti dal giudice.

L'Amministrazione non può limitarsi a liquidare (ad esclusivo vantaggio della propria sfera patrimoniale), la sola indennità di esproprio di fronte ad una procedura espropriativa viziata in origine, poiché non più assistita dalla formale dichiarazione di pubblica utilità dell'opera.

La responsabilità della P.A. da ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ovvedimentale va inquadrata in termini di responsabilità extracontrattuale disciplinata dall'art. 2043 c.c..

In sede di giudizio per il risarcimento del danno derivante da provvedimento amministrativo illegittimo, il privato danneggiato può limitarsi ad invocare l'illegittimità dell'atto quale indice presuntivo della colpa, restando a carico dell'Amministrazione l'onere di dimostrare che si è trattato di un errore scusabile.

Per consolidata giurisprudenza in tema di interessi pretensivi, il risarcimento del danno può essere ammesso solo quando l'attività amministrativa rinnovatoria conseguente ad annullamento di illegittimo diniego si connoti in termini tali da escludere ogni ulteriore apprezzamento discrezionale, ovvero quando spetti all'Autorità amministrativa un potere sostanzialmente vincolato, anche se entro i termini della sentenza di annullamento.

Non può farsi luogo a verificare la sussistenza del danno qualora l'atto amministrativo dal quale deriverebbe sia stato impugnato con ricorso dichiarato in sede giurisdizionale infondato.

In tema di risarcimento del danno ex art. 2043 c.c. nei confronti della P.A. per esercizio illegittimo della funzione pubblica,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o di imputazione della responsabilità non può essere correlato alla sola illegittimità del provvedimento contestato, ma va piuttosto riferito all'accertata esistenza degli elementi costitutivi della fattispecie risarcitoria dedotta, individuabili nell'atteggiamento doloso o colposo dell'autorità amministrativa, nella verificazione di un danno ingiusto, nel nesso di causalità fra il comportamento colpevole e il pregiudizio lamentato.

L'annullamento dell'atto ablatorio, che non contenga un accertamento della pretesa sostanziale del ricorrente, in quanto disposto per violazione di una regola procedimentale, può tuttavia comportare il riconoscimento del diritto al risarcimento del danno; è l'ipotesi, ad esempio, in cui il provvedimento non sia più rinnovabile, per la scadenza dei termini perentori di esercizio del relativo potere.

L'orientamento giurisprudenziale, secondo il quale l'annullamento di un atto amministrativo per vizi di forma preclude l'accoglimento della istanza risarcitoria, si riferisce a fattispecie nelle quali può aversi il nuovo esercizio del potere; ciò in quanto, ove dovesse sopravvenire un (nuovo) provvedimento negativo, sarebbe esclusa la sussistenza di un dan... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ile derivante dal primo provvedimento, salva la verifica degli estremi del danno in caso di annullamento giurisdizionale anche del secondo provvedimento.

In ipotesi di annullamento degli atti del procedimento espropriativo, per effetto dell'omessa comunicazione del procedimento, sussiste la fattispecie di danno ingiusto rilevante ai fini della responsabilità extracontrattuale; ciò in quanto, pur configurando detta omissione un vizio procedimentale, dalla realizzazione dell'opera pubblica, comunque avvenuta, consegue l'impossibilità di un nuovo esercizio del potere, con conseguente assenza di spazi di svolgimento delle garanzie partecipative a fronte di una procedura espropriativa conclusasi.

Il danno conseguente all'annullamento del provvedimento va qualificato come ingiusto anche in considerazione della funzione sussidiaria e di completamento della tutela risarcitoria rispetto a quella caducatoria.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA ANNULLAMENTO DELL'ATTO --> FITTI NON RISCOSSI

In ipotesi di annullamento degli atti del procedimento, sussistendo tutti gli elementi del danno ingiusto, è dovuto al proprietario il danno consistente nella perdita dei canoni locativi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... contratto di locazione interessante il bene oggetto del procedimento, qualora risulti provato che la disdetta del contratto sia stata causata dall'attività amministrativa espropriativa, diretta all'abbattimento dell'edificio per ragioni di asserita pubblica utilità, che ha fatto venir meno nel locatario la convinzione di poter continuare a godere del bene.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA ANNULLAMENTO DELL'ATTO --> IMPOSIZIONE VINCOLO D'INEDIFICABILITÀ

In ipotesi di annullamento giudiziale di provvedimento che abbia comportato vincolo d'inedificabilità, sussistono tutti gli elementi costitutivi dell'illecito extracontrattuale: danno ingiusto, consistente nell'ingiusta compressione dell'interesse alla conservazione di un bene o di una situazione di vantaggio (interesse di tipo oppositivo) determinata dall'illegittimo esercizio del potere (d'imposizione del vincolo), collegato da un nesso causale al comportamento colposo - avuto riguardo ai vizi che inficiano il provvedimento dell'Amministrazione.

In ipotesi di annullamento giudiziale di provvedimento comportante vincolo d'inedificabilità, come voce di danno difficilmente contestabile può indicarsi quella relati... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...poranea indisponibilità del terreno a causa dell'adozione dell'atto (impositivo del vincolo) illegittimo.

In ipotesi di annullamento giudiziale di provvedimento comportante vincolo d'inedificabilità, il criterio di quantificazione del danno conseguente, può consistere nella corresponsione al soggetto leso di una somma di denaro pari alla differenza di valore tra i terreni e gli immobili di proprietà, secondo la loro destinazione prima dell'apposizione del vincolo de quo e quello risultante dalla destinazione impressa dal sopravvenuto Piano (annullato in parte qua) o, in alternativa al risarcimento per equivalente, nella costituzione di un credito urbanistico.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA REVOCA DELL'ATTO

In presenza di un provvedimento qualificato come di revoca viene meno il principale presupposto su cui è stata fondata la domanda risarcitoria, costituito dall'illegittimità provvedimentale degli atti.

Anche in caso di revoca legittima si può ipotizzare che al privato derivino danni risarcibili, e non meramente indennizzabili, ma ciò discende dal fatto che tali danni conseguono non già direttamente dall'atto di revoca, ma da... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...gittimità (procedimentali o di altro tipo) commesse dall'amministrazione.

Nel caso di annullamento del provvedimento di revoca di una concessione cimiteriale, non sussiste l'elemento soggettivo della responsabilità nel caso in cui l'aodzione dell'atto sia dovuta ad una situazione di emergenza cimiteriale e al particolare contesto organizzativo.

Il danno derivante da illegittima revoca di una concessione di suolo pubblico utilizzato per la posa di tavolini non può essere provato con ipotetici calcoli aritmetici che quantificano in modo arbitrario l'introito derivante dall'uso dei tavolini stessi.

In caso di illegittima revoca di una concessione di suolo pubblico utilizzato per la posa di tavolini, il lucro cessante può essere provato producendo la dichiarazione dei redditi o del volume d'affari relative alle annualità precedenti, in modo da far emergere, in via comparativa, la differenza con le dichiarazioni riferibili al periodo considerato e quindi la perdita di guadagno lamentata derivante dal provvedimento.

L'interesse del privato concessionario del suolo pubblico leso dal provvedimento di revoca, poi annullato dal T.A.R., non ha natura tale da assurgere al rango di "diritto inviola... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... persona costituzionalmente garantito.

La revoca della concessione di suolo pubblico non genera nei consociati la convinzione che il commerciante manchi di capacità o prerogative professionali, essendo nella coscienza sociale generalmente noto il carattere discrezionale (e perciò non definitivo) del provvedimento concessorio.




 
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