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L'obbligo di provvedere alla ripianificazione dell'area incisa da vincolo decaduto e lo spatium deliberandi della P.A.

La presenza di aree bianche, causate dal decorso del termine quinquennale di efficacia dei vincoli espropriativi, fa sorgere in capo all'amministrazione comunale l’obbligo di una puntuale e tempestiva reintegrazione della disciplina urbanistica dell’area. È da escludersi tuttavia che l’area debba necessariamente conseguire una destinazione urbanistica edificatoria.

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titolo:VINCOLI URBANISTICI
anno:2017
pagine: 3658 in formato A4, equivalenti a 6219 pagine in formato libro
formato: pdf  
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VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> DURATA E DECADENZA --> CONSEGUENZE --> OBBLIGO DI RIPIANIFICAZIONE --> SPATIUM DELIBERANDI

E' principio consolidato quello secondo cui la decadenza dei vincoli espropriativi precedentemente in vigore non comporta necessariamente che l'area debba conseguire la destinazione urbanistica edificatoria, essendo, in ogni caso, rimesso al potere discrezionale dell'Amministrazione comunale la verifica e la scelta della destinazione, in coerenza con la più generale disciplina del territorio, meglio idonea e adeguata in relazione all'interesse pubblico al corretto e armonico suo utilizzo.

All'area divenuta "zona bianca" per effetto della decadenza del vincolo, l'amministrazione comunale può imprimere la destinazione ritenuta più conforme al pubblico interesse.

La decadenza di vincoli propriamente espropriativi o, comunque, in grado di privare la proprietà del suo valore economico, comporta l'obbligo dell'amministrazione comunale di "reintegrare" la disciplina urbanistica dell'area interessata con una nuova pianificazione, pur sempre rimanendo la scelta della destinazione pi&ugr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... e adeguata riservata al potere discrezionale del Comune.

La decadenza dei vincoli espropriativi precedentemente in vigore non comporta necessariamente che l'area debba conseguire la destinazione urbanistica cui aspira il proprietario, essendo, in ogni caso, rimesse al potere discrezionale dell'Amministrazione comunale la verifica e la scelta della destinazione, in coerenza con la più generale disciplina del territorio, meglio idonea e adeguata in relazione all'interesse pubblico al corretto e armonico suo utilizzo.

Nel caso in cui siano decaduti i vincoli a contenuto espropriativo previsti dallo strumento urbanistico generale, il principio secondo cui sussiste l'obbligo della P.A. di provvedere alla rideterminazione urbanistica dell'area interessata non comporta che l'area stessa riceva una destinazione urbanistica nel senso voluto dal privato, essendo in ogni caso rimesse al potere discrezionale dell'Amministrazione comunale la verifica e la scelta della destinazione che, in coerenza con la più generale disciplina urbanistica del territorio, risulti più idonea e più adeguata in relazione all'interesse pubblico al corretto e armonico utilizzo del territorio.

A fronte di silenzio ad istanza di ripian... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di area incisa da vincolo decaduto, la domanda tesa ad ottenere la declaratoria dell'obbligo dell'amministrazione di emanare un provvedimento conclusivo espresso su siffatta istanza, deve essere accolta nei limiti dell'obbligo del Comune di adottare una determinazione espressa nell'esercizio dei poteri discrezionali propri dell'Autorità preposta alla pianificazione; la specifica destinazione urbanistica richiesta non può, infatti, essere riconosciuta considerata la natura ampiamente discrezionale della relativa determinazione.

Accertata la natura espropriativa dei vincoli di PRG imposti, e la loro avvenuta decadenza per decorso del quinquennio stabilito dalla legge, sussiste l'obbligo dell'amministrazione comunale di provvedere ad adottare una nuova destinazione urbanistica per il lotto del ricorrente, secondo valutazioni che non possono essere predeterminate dal giudice, rientrando nell'ampia discrezionalità pianificatoria dell'ente locale.

Una volta scaduti i vincoli espropriativi sussiste l'obbligo del Comune di provvedere in merito, esercitando i propri poteri discrezionali e non necessariamente conferendo al fondo la destinazione richiesta dall'interessato.

In ordine al corretto assolvimento dell'obbligo di p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lla rideterminazione urbanistica di un'area in relazione alla quale sono decaduti i vincoli espropriativi precedentemente in vigore, esso non comporta necessariamente che detta area consegua una destinazione urbanistica edificatoria, essendo in ogni caso rimessa al potere discrezionale dell'amministrazione comunale la verifica e la scelta della destinazione, in coerenza con la più generale disciplina urbanistica del territorio, più idonea e più adeguata in relazione all'interesse pubblico al corretto e armonico utilizzo del territorio.

Nell'inadempimento dell'obbligo di ripianificazione di area interessata dalla decadenza dei vincoli preordinati all'esproprio, il privato ha titolo ad agire avverso il silenzio serbato dall'amministrazione, ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a.; la configurazione dell'obbligo a provvedere trova la sua radice nel fatto che l'esercizio del potere di pianificazione urbanistica del Comune è obbligatorio nell'"an", mentre resta, ovviamente, largamente discrezionale nel "quomodo", sia pure nei limiti posti in particolare dalle regole urbanistiche contenute nel d.m. n. 1444 del 1968, e dalla legislazione di settore più in generale.

Il proprietario dell'area interes... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...colo preordinato all'esproprio decaduto, può presentare un'istanza volta a ottenere l'attribuzione di una nuova destinazione urbanistica e l'amministrazione è tenuta ad esaminarla, anche nel caso in cui la richiesta medesima non sia suscettibile di accoglimento, con l'obbligo di motivare congruamente tale decisione, fermo restando, naturalmente, il potere discrezionale dell'amministrazione comunale in ordine alla verifica e alla scelta della destinazione, in coerenza con la più generale disciplina del territorio e con l'interesse pubblico al corretto e armonico suo utilizzo.

La configurazione dell'obbligo a provvedere in merito alla nuova destinazione urbanistica, in caso di decadenza del vincolo, trova la sua radice nel fatto che l'esercizio del potere di pianificazione urbanistica del Comune è obbligatorio nell'"an", mentre resta, ovviamente, largamente discrezionale nel "quomodo", sia pure nei limiti posti in particolare dalle regole urbanistiche contenute nel d.m. n. 1444 del 1968, e nella legislazione di settore più in generale.

La sentenza, la quale chiude il giudizio instaurato a fronte di silenzio a istanza di riqualificazione di area incisa da vincolo decaduto, si limita solo ad ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'inadempimento all'obbligo di provvedere a causa dell'illegittimità intrinseca del silenzio e, di per sé, non garantisce la piena e totale soddisfazione della pretesa sostanziale. La nuova destinazione urbanistica di un terreno già soggetto a vincoli espropriativi comporta, infatti, una scelta di alta discrezionalità amministrativa, che può essere effettuata in ambito giudiziario, solo se ed in quanto si salvaguardino gli equilibri della pianificazione esistente dell'intero ambito territoriale comunale .

Spetta all'Amministrazione titolare del potere, senza che sia consentito al Giudice amministrativo - in ossequio al principio di divisione dei poteri – interloquire al riguardo, decidere in ordine alle modalità (strumento generale o particolare) e al contenuto dell'atto di esercizio, pure doveroso, del potere di pianificazione.

L'obbligo a provvedere a istanza di riqualificazione di area incisa da vincolo decaduto trova la sua radice nel fatto che l'esercizio del potere di pianificazione urbanistica del Comune è obbligatorio nell'"an", mentre resta, ovviamente, largamente discrezionale nel "quomodo", sia pure nei limiti posti in particolare dalle regole urbanistiche contenute... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .... 1444 del 1968 e nella legislazione di settore più in generale.

Riguardo alla ritipizzazione di una "zona bianca", la pretesa avanzata dal proprietario rispetto della vocazione edificatoria già prevista per le aree che la circondano, incontra inevitabilmente il limite di un'ampia discrezionalità riservata alla Pubblica Amministrazione nell'esercizio del potere pianificatorio.

La configurazione giurisprudenziale dell'obbligo a provvedere alla riqualificazione di area incisa da vincolo decaduto trova la sua radice nel fatto che l'esercizio del potere di pianificazione urbanistica del Comune è obbligatorio nell'"an", mentre resta, ovviamente, largamente discrezionale nel "quomodo", sia pure nei limiti posti in particolare dalle regole urbanistiche contenute nel DM 1444/68 e nella legislazione di settore più in generale.

A seguito di istanza di riqualificazione di area interessata da vincolo decaduto, l'Amministrazione deve attivare il procedimento, al fine attribuire all'area de qua una destinazione urbanistica, pur nell'esercizio della discrezionalità di cui il Comune gode nella materia in esame.

La decadenza dei vincoli urbanistici espropriativi comporta l'obbligo per il ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...reintegrare" la disciplina urbanistica dell'area interessata dal vincolo decaduto con una nuova pianificazione, anche se, ovviamente, la predetta decadenza non comporta necessariamente l'assegnazione all'area di una destinazione urbanistica edificatoria, essendo rimessa al potere discrezionale dell'Amministrazione comunale la verifica e la scelta della destinazione, in coerenza con la più generale disciplina del territorio.

La decadenza dei vincoli urbanistici preordinati all'esproprio o d'inedificabilità assoluta per il decorso del termine quinquennale di efficacia non crea nel proprietario alcuna aspettativa all'attribuzione da parte della P.A. di un'edificabilità di quell'area, sicché l'interesse legittimo del proprietario può attuarsi attraverso iniziative dirette a sollecitare il Comune a provvedere (per integrare la lacuna venutasi a creare nel P.R.G.).

L'obbligo di provvedere alla rideterminazione urbanistica di un'area, in relazione alla quale sono decaduti i vincoli espropriativi precedentemente in vigore, non comporta affatto che essa debba necessariamente ricevere una destinazione urbanistica edificatoria nel senso voluto dal privato.

E' illegittimo il silenzio serbato dall'Amminist... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la legittima richiesta di riqualificazione di area interessata da vincolo decaduto, con conseguente condanna del Comune all'adempimento entro un termine ragionevole; tuttavia, alla luce dell'ampissimo margine di apprezzamento discrezionale riservato all'Ente locale in sede di pianificazione territoriale, la predetta condanna non può entrare nel merito delle future scelte pianificatorie concernenti l'area dei ricorrenti, che potranno, se del caso, essere successivamente fatte oggetto di ulteriore gravame solo sotto il profilo della manifesta irragionevolezza o ingiustizia.

Ricorre l'obbligo del Comune di provvedere espressamente in ordine alla richiesta di riqualificazione urbanistica dell'area incisa da vincolo decaduto, risultando del tutto illegittimo il silenzio serbato sull'istanza – diffida, a prescindere ovviamente dal grado o livello di satisfattività della sottostante pretesa sostanziale di parte istante che detto emanando provvedimento potrà assumere.

A seguito di istanza di riqualificazione di area incisa da vincolo decaduto il Comune può, nell'esercizio del suo potere discrezionale, attribuire all'area in questione una destinazione non conforme a quella auspicata dall'istante; ciò è comunque... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e ai fini della formazione del silenzio inadempimento.

La condanna dell'Amministrazione a provvedere alla disciplina urbanistica di area incisa da vincolo decaduto non può essere idonea ad ingenerare alcun affidamento consolidato in ordine all'attribuzione di una specifica destinazione residenziale, essendo ovviamente salva la discrezionalità dell'amministrazione nell'individuazione di tale destinazione.

Il proprietario dell'area interessata può presentare all'Amministrazione un'istanza volta a ottenere l'attribuzione di una nuova destinazione urbanistica all'area incisa da vincolo decaduto e l'Amministrazione è tenuta a pronunziarsi motivatamente sulla stessa, anche nel caso in cui non la ritenga suscettibile di accoglimento fermo restando, naturalmente, il potere discrezionale dell'amministrazione comunale in ordine alla verifica e alla scelta della destinazione, in coerenza con la più generale disciplina del territorio e con l'interesse pubblico al corretto e armonico suo utilizzo.

Nella fattispecie nella quale oggetto del giudizio contra silentium è l'inerzia dell'Amministrazione nell'attribuire una destinazione urbanistica ai terreni incisi da vincolo espropriativo decaduto, il Giudice pu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...chiarare l'obbligo di provvedervi ma non può spingersi a valutare la pretesa sostanziale (recte: la specifica destinazione richiesta).

La domanda di riqualificazione di area incisa da vincoli decaduti risulta meritevole di accoglimento solo nella parte in cui si chiede la declaratoria d'illegittimità dell'inerzia serbata dal Comune sull'istanza, atteso che il concreto e specifico contenuto della qualificazione urbanistica costituisce scelta esclusivamente riservata al Comune, titolare del diritto di pianificazione urbanistica del territorio, secondo scelte e valutazioni di merito.

In sede di accertamento dell'obbligo di ripianificazione di area incisa da vincolo decaduto, non è possibile stabilire anche quale sia il contenuto concreto che l'atto di classificazione urbanistica richiesto dovrà assumere, ossia la destinazione specifica che dovrà essere attribuita all'area, venendo in rilievo in questo contesto un'attività amministrativa altamente discrezionale, di stretta competenza del Comune, che non può essere indirizzata dal giudicante pena lo sconfinamento in settori non propri.

In sede di dichiarazione dell'obbligo del Comune di provvedere all'istanza di riqualificazione di area inci... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lo decaduto, non è possibile stabilire anche quale sia il contenuto concreto che l'atto di classificazione urbanistica dovrà assumere, ossia la destinazione specifica da attribuire all'area, venendo in rilievo in questo contesto un'attività amministrativa discrezionale, di stretta competenza del Comune, che non può essere indirizzata dal giudicante pena lo sconfinamento in settori non propri.

L'accertata decadenza del vincolo espropriativo comporta l'obbligo dell'amministrazione di provvedere ad una nuova qualificazione urbanistica, salva restando l'ampia discrezionalità della stessa in ordine alla concrete destinazione da imprimere.

L'istanza di ritipizzazione di area incisa da vincolo decaduto non implica necessariamente l'automatica destinazione edificatoria del suolo in assenza dei relativi presupposti di legittimità e di opportunità, e neppure l'automatica reitera del vincolo; infatti la scadenza del vincolo a contenuto espropriativo relativo ad un terreno non determina assolutamente l'effetto di rendere immediatamente edificabile un suolo non specificamente pianificato, in quanto il regime delle aree non pianificate di cui all'art. 9 del d.lgs. n.380/2001 e s.m.i. è tale da esclude... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...atica destinazione edificatoria.

La sussistenza di diverse possibilità di scelte di pianificazione, sono irrilevanti ai fini della persistenza dell'obbligo di pianificazione di area incisa da vincolo decaduto, dal momento che ognuna delle soluzioni prospettate (ricorso a forme compensative, previsione dell'iniziativa privata per la realizzazione delle infrastrutture, e così via), sono relative al "quomodo" del provvedere che l'accoglimento del ricorso promosso a fronte d'inerzia a istanza di riqualificazione (essendo limitato al solo "an" del provvedimento), lascia inalterato.

L'obbligo di provvedere alla rideterminazione urbanistica di un'area incisa da vincolo decaduto, in relazione alla quale sono decaduti i vincoli espropriativi precedentemente in vigore (o i vincoli a quelli assimilati), non comporta che essa riceva una destinazione urbanistica edificatoria o nel senso voluto dal privato, essendo in ogni caso rimessa al potere discrezionale dell'Amministrazione comunale la verifica e la scelta della destinazione che, in coerenza con la più generale disciplina urbanistica del territorio, risulti più idonea e più adeguata in relazione all'interesse pubblico al corretto e armonico utilizzo del territorio.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ronte di istanza di riqualificazione di area incisa da vincolo decaduto, il Comune deve pronunciarsi motivatamente, in senso favorevole ovvero sfavorevole, ovvero statuendo circa l'effettiva decadenza, e quindi pronunciandosi circa la conseguente riqualificazione urbanistica ovvero circa la mera conferma del vincolo con i conseguenti esiti indennizzatori.

L'obbligo di riqualificazione di area incisa da vincolo decaduto non fa venir meno il generale potere dell'Ente locale, esponenziale della comunità locale secondo il principio di rappresentanza democratica, di conformare le possibili utilizzazioni del territorio ai fini del soddisfacimento del superiore interesse pubblico generale al suo ordinato e coerente sviluppo nel rispetto dei diritti inviolabili della persona e delle esigenze di tutela dei diritti economici e sociali sanciti dalla Costituzione.

La decadenza del vincolo comporta, una volta scaduto, l'obbligo dell'amministrazione di provvedere ad una nuova qualificazione urbanistica, salva restando la sua ampia discrezionalità in ordine alla concreta destinazione da imprimere.

A seguito della decadenza di vincolo espropriativo, la scelta in merito alla destinazione da imprimere ai suoli interessati rimane ne... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ell'ampia ed impregiudicata discrezionalità dell'amministrazione. Non è pertanto riconoscibile un danno conseguente al mancato riconoscimento, a seguito della scadenza del vincolo, della vocazione edificatoria dell'area, con conseguente pregiudizio nella commerciabilità del bene.

Un vincolo soggetto a decadenza quinquennale comporta, una volta scaduto, l'obbligo dell'amministrazione di provvedere ad una nuova qualificazione urbanistica, salva restante l'ampia discrezionalità in ordine alla concrete destinazione da imprimere.

Sussiste l'obbligo dell'Amministrazione comunale di ripianificare un'area interessata dal vincolo decaduto, fermo restando, naturalmente, il potere discrezionale dell'Amministrazione stessa in ordine alla verifica e alla scelta della destinazione, in coerenza con la più generale disciplina del territorio, meglio idonea e adeguata in relazione all'interesse pubblico al corretto e armonico suo utilizzo.

L'obbligo di provvedere alla rideterminazione urbanistica di un'area, in relazione alla quale sono decaduti i vincoli espropriativi precedentemente in vigore, non comporta che essa riceva una destinazione urbanistica edificatoria o nel senso voluto dal privato, essendo in ogni caso ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...potere discrezionale dell'Amministrazione comunale la verifica e la scelta della destinazione che, in coerenza con la più generale disciplina urbanistica del territorio, risulti più idonea e più adeguata in relazione all'interesse pubblico al corretto e armonico utilizzo del territorio.

In ipotesi di decadenza del vincolo decaduto, la configurazione giurisprudenziale dell'obbligo a provvedere dalla ripianificazione trova la sua radice nel fatto che l'esercizio del potere di pianificazione urbanistica del Comune è obbligatorio nell'"an", mentre resta, ovviamente, largamente discrezionale nel "quomodo", sia pure nei limiti posti in particolare dalle regole urbanistiche contenute nel DM 1444/68 e nella legislazione di settore più in generale.

L'amministrazione è tenuta ad esaminare le istanze di privati volte alla riqualificazione di aree incise da vincolo decaduto, anche nei casi in cui la richiesta non sia suscettibile di accoglimento, fermo restando, naturalmente, il potere discrezionale dell'Amministrazione comunale in ordine alla verifica e alla scelta della destinazione, in coerenza con la più generale disciplina del territorio, meglio idonea e adeguata in relazione all'interesse pubblico al... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... armonico suo utilizzo, nel qual caso incombe sull'Amministrazione l'obbligo di motivare congruamente il provvedimento di diniego.

In sede di riqualificazione, l'amministrazione non è obbligata a rendere edificabili le aree divenute zone bianche per decadenza dei vincoli d'inedificabilità.

L'amministrazione è tenuta ad esaminare le istanze di privati volte alla riqualificazione urbanistica dell'area di proprietà, fermo restando, naturalmente, il potere discrezionale dell'Amministrazione comunale in ordine alla verifica e alla scelta della destinazione, in coerenza con la più generale disciplina del territorio, meglio idonea e adeguata in relazione all'interesse pubblico al corretto e armonico utilizzo.

A seguito di istanza di ripianificazione di area incisa da vincolo decaduto, rimane fermo il potere discrezionale dell'amministrazione comunale in ordine alla verifica e alla scelta della destinazione, in coerenza con la più generale disciplina del territorio e con l'interesse pubblico al corretto e armonico suo utilizzo.

La tipologia di destinazione da attribuire all'area incisa da vincolo decaduto rientra in una attività altamente discrezionale della P.A., non surr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... giudice in applicazione dei limiti posti alla sua cognizione dall'art. 31, comma 3, del c.p.a.

La qualificazione dei vincoli -e/o i conseguenti provvedimenti da adottare nel caso di loro scadenza- è demandata al vaglio regolatorio della stessa amministrazione adìta, alla quale del resto spetta sempre di deliberare in modo autonomo anche in difformità ed a prescindere dalla qualificazione vincolistica prospettata dal proprietario istante (che potrà ovviamente instaurare un giudizio ordinario in caso di riscontrate illegittimità).

Non può esservi dubbio che l'amministrazione sia tenuta ad esaminare l'istanza di riqualificazione di area incisa da vincolo decaduto, restando, naturalmente, il suo potere discrezionale in ordine alla verifica e alla scelta della destinazione, in coerenza con la più generale disciplina del territorio, meglio idonea ed adeguata in relazione all'interesse pubblico al corretto e armonico suo utilizzo.

In ipotesi di decadenza del vincolo espropriativo il Comune ha l'obbligo di ripianificare mantenendo, peraltro, la propria più generale potestà di pianificazione urbanistica del territorio.

In ipotesi di decadenza dei vincoli[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ati all'esproprio, il Comune mantiene la propria più generale potestà di pianificazione urbanistica del territorio.

Fermo restando l'obbligo del Comune di integrare la lacuna per determinatasi nel proprio strumento urbanistico per effetto della decadenza dei vincoli, la disciplina urbanistica del territorio comunale, salvo che per gli strumenti convenzionati, ha carattere prettamente pubblicistico, sicché le proposte dei privati non radicano alcun dovere della pubblica amministrazione (costituendo solo un termine di riferimento nel sindacato sulla logicità delle scelte pubbliche).

L'accoglimento del gravame proposto contro il silenzio rifiuto formatosi su una diffida a provvedere sulla definizione urbanistica di un'area già oggetto di vincolo espropriativo scaduto, comporta esclusivamente l'obbligo dell'Amministrazione di provvedere sull'istanza del soggetto interessato e di attribuire all'area una specifica e appropriata destinazione urbanistica.

La statuizione comportante la nuova qualificazione urbanistica a seguito di decadenza del vincolo ha contenuto ampiamente discrezionale, come accade in tutti i casi di pianificazione urbanistica.

L'Amministrazione comunale &egra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a provvedere all'attribuzione di una nuova destinazione urbanistica all'area già assoggettata a vincolo espropriativo ormai decaduto per il decorso del termine quinquennale di efficacia; l'accertamento sulla situazione di fatto e sulla conseguente migliore destinazione urbanistica per l'area rientra nella potestà dell'Amministrazione medesima.

Il corretto assolvimento dell'obbligo di provvedere alla rideterminazione urbanistica di un'area, in relazione alla quale sono decaduti i vincoli espropriativi precedentemente in vigore, non comporta necessariamente che a detta area consegua una destinazione urbanistica edificatoria, essendo in ogni caso rimessa al potere discrezionale dell'amministrazione comunale, la verifica e la scelta della destinazione più idonea e adeguata.

Con la scadenza del vincolo preordinato all'esproprio contenuto nello strumento urbanistico, si riespande il potere/dovere dell'Amministrazione di riclassificare l'area per un suo futuro utilizzo, esercitando quella discrezionalità che è propria della programmazione urbanistica, a fronte della quale non sussiste alcun diritto soggettivo degli interessati ad ottenere una specifica destinazione urbanistica ed in particolare una destinazione edificator... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
L'obbligo di provvedere alla ripianificazione delle aree incise da vincolo decaduto è obbligatorio nell'an, mentre resta, ovviamente, largamente discrezionale nel quomodo, sia pure nei limiti posti in particolare dalle regole urbanistiche contenute nel DM 1444/68 e nella legislazione di settore più in generale.

L'Amministrazione è obbligata a ripianificare le aree interessate da vincolo decaduto, fermo restando, naturalmente, il mantenimento del potere discrezionale in ordine alla verifica e alla scelta della destinazione, in coerenza con la più generale disciplina del territorio, meglio idonea e adeguata in relazione all'interesse pubblico al corretto e armonico suo utilizzo.

In ipotesi di decadenza dei vincoli preordinati all'espropriazione, l'obbligo di provvedere alla ripianificazione da parte del Comune è obbligatorio nell'an mentre resta, ovviamente, largamente discrezionale nel quomodo, sia pure nei limiti posti in particolare dalle regole urbanistiche contenute nel DM 1444/68 e nella legislazione di settore più in generale.

Se si consentisse, in concreto, al privato il potere di redistribuire la volumetria, realizzabile in zona "B", anche sulla particella, già sog... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...colo, assunto come decaduto, verrebbe meno la stessa potestà pianificatoria della P. A., la quale, anziché conservare intatto il proprio potere di conferire, alla particella in questione, il regime urbanistico ritenuto più adeguato, finirebbe per assumere un ruolo passivo, rispetto alle scelte compiute, nel proprio interesse, dal privato.

Fermo restando che il privato, dopo la scadenza di un vincolo a contenuto espropriativo, ben può adire il G. A., con lo strumento processuale dell'impugnativa del silenzio, onde ottenere una pronuncia che imponga all'Amministrazione di provvedere alla nuova qualificazione urbanistica dell'area, resta tuttavia escluso che lo stesso privato, dopo la scadenza di un vincolo siffatto, possa darsi, da sé, la regola urbanistica del caso concreto, stabilendo che una particella, rimasta priva di disciplina urbanistica, divenga, per ciò solo, edificabile, anziché assoggettata alla disciplina ex art. 9 d. l.vo 380/01.

L'obbligo di provvedere alla rideterminazione urbanistica di un'area, in relazione alla quale sono decaduti i vincoli espropriativi precedentemente in vigore, non comporta che essa riceva una destinazione urbanistica edificatoria o nel senso voluto dal privato, es... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ni caso rimessa al potere discrezionale dell'Amministrazione la verifica e la scelta della destinazione che, in coerenza con la più generale disciplina urbanistica del territorio, risulti più idonea e più adeguata in relazione all'interesse pubblico al corretto e armonico utilizzo del territorio.

In ipotesi di decadenza del vincolo espropriativo, a fronte di istanza di ripianificazione del titolare del bene interessato, resta fermo il potere discrezionale dell'Amministrazione comunale in ordine alla verifica e alla scelta della destinazione, in coerenza con la più generale disciplina del territorio, meglio idonea e adeguata in relazione all'interesse pubblico al corretto e armonico suo utilizzo.

L'esercizio del potere di pianificazione urbanistica del Comune, che diventa cogente in ipotesi di decadenza di vincoli espropriativi, è obbligatorio nell'an, mentre resta, ovviamente, largamente discrezionale nel quomodo, sia pure nei limiti posti in particolare dalle regole urbanistiche contenute nel DM 1444/68 e nella legislazione di settore più in generale.

In ipotesi di decadenza del vincolo espropriativo, spetta alla discrezionalità dell'Amministrazione comunale la verifica e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...della destinazione che, in coerenza con la più generale disciplina urbanistica del territorio, risulti più idonea e più adeguata in relazione all'interesse pubblico al corretto e armonico utilizzo del territorio, potendosi ammettersi anche la reiterazione di vincoli scaduti, sebbene nei limiti di una congrua e specifica motivazione sulla perdurante attualità della previsione, comparata con gli interessi pubblici.

La decadenza del vincolo a destinazione viaria non fa per ciò stesso venir meno l'interesse dell'Amministrazione alla realizzazione della strada, interesse che dovrà essere tenuto presente al momento dell'emanazione della disciplina urbanistica dell'area.

Dall'intervenuta scadenza dei vincoli urbanistici, assoggettati al termine quinquennale, ai sensi dell'articolo all'art. 9, commi 3 e 4, del D.P.R. n. 327/2001, che ha modificato l'art. 2 della L. n. 1187/1968, deriva, in capo al soggetto interessato, un interesse differenziato (rispetto a tutti gli altri proprietari) non già ad una certa e determinata riqualificazione, ma soltanto ad ottenere una riqualificazione per quelle aree temporaneamente assoggettate al regime legale delle cosiddette "zone bianche".

Pur essendo ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... pianificazione urbanistica ampiamente discrezionali nel quomodo, essi sono comunque vincolati nell'an, sussistendo quindi l'obbligo per il Comune di provvedere alla qualificazione urbanistica di un immobile ogni volta in cui sia decaduto il vincolo che in precedenza lo caratterizzava.

Il corretto assolvimento dell'obbligo di provvedere alla rideterminazione urbanistica di un'area in relazione alla quale sono decaduti i vincoli espropriativi, non comporta necessariamente che detta area consegua una destinazione urbanistica edificatoria, essendo in ogni caso rimessa al potere discrezionale dell'amministrazione comunale la verifica e la scelta della destinazione, in coerenza con la più generale disciplina urbanistica del territorio; ciò può comportare anche la reiterazione del vincolo.

La decadenza dei vincoli, determinando una situazione d'inedificabilità pressoché assoluta, importa un obbligo di procedere il più rapidamente possibile all'integrazione del piano divenuto parzialmente inoperante; nel contempo l'amministrazione conserva discrezionalità nell'attribuzione all'area della destinazione urbanistica appropriata, la quale può non essere quella cui aspira il privato, titolare al rigu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mpre di un interesse pretensivo e non di un diritto soggettivo.

A seguito della sopravvenuta inefficacia di vincoli ex art. 9 DPR n. 327/2001, con il conseguente assoggettamento delle aree al regime delle c.d. zone bianche, discende l'obbligo del Comune di adottare la pianificazione delle zone rimaste libere dai vincoli stessi, svolgendo un'attività che, peraltro, comprende anche momenti di apprezzamento politico e momenti di discrezionalità tecnica non sindacabili dal Giudice (in ossequio al fondamentale principio della separazione dei Poteri), se non sotto profili di grave irragionevolezza o di ingiustizia manifesta.

La decadenza del vincolo espropriativo dà luogo ad un rinnovato esercizio di potestà pubblicistiche, connotate da elevato tasso di discrezionalità.

Il corretto assolvimento dell'obbligo di provvedere alla rideterminazione urbanistica di un'area in relazione alla quale sono decaduti i vincoli espropriativi precedentemente in vigore, non comporta necessariamente che detta area consegua una destinazione urbanistica edificatoria, essendo in ogni caso rimessa al potere discrezionale dell'amministrazione comunale la verifica e la scelta della destinazione.

In presenza d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i di inedificabilità o espropriativi decaduti, l'Amministrazione non ha alcun obbligo di accettare la soluzione proposta dal soggetto interessato, ben potendo liberamente determinare un diverso assetto urbanistico ed edilizio delle aree interessate dal vincolo.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> DURATA E DECADENZA --> CONSEGUENZE --> OBBLIGO DI RIPIANIFICAZIONE --> SPATIUM DELIBERANDI --> REITERAZIONE VINCOLI

Per effetto della sopravvenuta decadenza per decorso del termine quinquennale del vincolo espropriativo le aree in precedenza gravate sono sostanzialmente assimilabili alle aree dei Comuni privi di strumentazione urbanistica, con la conseguenza che l'Amministrazione deve provvedere a rideterminarsi in ordine alla destinazione da assegnare a tali aree con l'adozione di uno strumento urbanistico o individuando la nuova destinazione da assegnare alle aree in questione, anche mediante la reiterazione del vincolo di tipo espropriativo, con ogni ulteriore conseguenza.

L'intervenuta decadenza (per decorso del termine quinquennale) dei vincoli urbanistici puntuali preordinati ad esproprio, non comporta necessariamente che l'area inter... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...egua una destinazione urbanistica edificatoria, potendo la P.A. reiterare (anche più di una volta) i vincoli preordinati all'espropriazione.

In presenza di decisum che riguardi il mero obbligo di ritipizzazione dell'area e non anche un particolare contenuto della stessa, la reiterazione della precedente destinazione operata dal Comune costituisce un'attività conforme all'obbligo, che ne rende inutile e non dovuta l'esecuzione in via giurisdizionale o sostitutiva.

La decadenza del vincolo espropriativo non esclude che l'amministrazione, mediante il ricorso al procedimento di adozione delle varianti agli strumenti urbanistici, possa reiterare il vincolo, fornendo congrua motivazione in ordine alla persistenza delle ragioni di interesse pubblico sottese alla necessità di reiterazione.

In linea di principio, l'obbligo di provvedere alla rideterminazione urbanistica di un'area, in relazione alla quale sono decaduti i vincoli espropriativi precedentemente in vigore, non comporta che essa riceva una destinazione urbanistica edificatoria o nel senso voluto dal privato, essendo in ogni caso rimessa al potere discrezionale dell'Amministrazione comunale (non arbitrario, né illogico) la verifica e la scelta dell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one che, in coerenza con la più generale disciplina urbanistica del territorio, risulti più idonea e più adeguata in relazione all'interesse pubblico al corretto e armonico utilizzo del territorio, potendo anche ammettersi la reiterazione degli stessi vincoli scaduti, sebbene nei limiti di una congrua motivazione sulla perdurante attualità della previsione.

L'obbligo di provvedere alla rideterminazione urbanistica di un'area, in relazione alla quale siano decaduti i vincoli espropriativi precedentemente in vigore (o i vincoli a quelli assimilati), non comporta che essa riceva una destinazione urbanistica nel senso voluto dal privato, essendo in ogni caso rimessa al potere discrezionale dell'Amministrazione comunale la verifica e la scelta della destinazione che, in coerenza con la più generale disciplina urbanistica del territorio, risulti più idonea e più adeguata in relazione all'interesse pubblico al corretto e armonico utilizzo del territorio, potendo anche ammettersi la reiterazione degli stessi vincoli scaduti, ma solo nei limiti di una congrua e specifica motivazione sulla perdurante attualità della previsione, comparata con gli interessi privati.

La decadenza del vincolo espropri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sclude, quanto meno in astratto, che l'amministrazione possa reiterare lo stesso vincolo.

La decadenza del vincolo espropriativo non esclude che l'amministrazione, mediante il ricorso al procedimento di adozione delle varianti agli strumenti urbanistici, possa reiterare il vincolo, fornendo congrua motivazione in ordine alla persistenza delle ragioni di diritto pubblico sottese alla necessità di reiterazione.

La proprietà privata è certamente tutelata dalla Costituzione e dagli accordi internazionali, ma in ogni caso l'art. 42, II comma prevede comunque che possano essere imposti "… limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale ". Non può perciò ravvisarsi alcuna violazione dei principi costituzionali quando, in sede di pianificazione urbanistica generale l'amministrazione, ritenendo persistenti le esigenze e le ragioni di interesse pubblico che sorreggono la reiterazione dei vincoli, imponga dei limiti al diritto di proprietà in vista della realizzazione di superiori interessi pubblici.

La decadenza del vincolo non esclude che l'amministrazione, mediante il ricorso al procedimento per l'adozione delle varianti agli strumenti urbanistici, possa reiterare i vincoli p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...all'espropriazione, fornendo congrua motivazione in ordine alla persistenza delle ragioni di interesse pubblico che sorreggono la predetta reiterazione, così da escludere un contenuto vessatorio o comunque ingiusto dei relativi atti.

Alcuna inerzia a fronte di istanza di riqualificazione di area incisa da vincolo decaduto, può essere addebitata all'Amministrazione comunale che ha provveduto a riqualificare le aree, sia pure mediante reiterazione della previsione vincolistica, motivando sulle ragioni d'interesse pubblico che rendono preminente il suo mantenimento.

La riqualificazione dell'area incisa da vincolo decaduto, rimessa alla discrezionalità della P.A., può comportare anche la reiterazione degli stessi vincoli scaduti, sebbene nei limiti di una congrua e specifica motivazione sulla perdurante attualità della previsione, comparata con gli interessi privati.

La rideterminazione urbanistica di un'area, in relazione alla quale sono decaduti i vincoli espropriativi precedentemente in vigore, essendo in ogni caso rimessa al potere discrezionale dell'Amministrazione comunale, può anche portare alla reiterazione degli stessi vincoli scaduti, sebbene nei limiti di una congrua e specifica motivaz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...perdurante attualità della previsione, comparata con gli interessi pubblici.

In sede di riqualificazione, pur non essendo l'amministrazione obbligata a rendere edificabili le aree divenute zone bianche per decadenza dei vincoli di inedificabilità, tuttavia non può ammettersi che il Comune si limiti pedissequamente a riproporre i medesimi vincoli già scaduti, con una generale reiterazione, tanto più se trattasi di reiterazione tardiva (nel caso di specie circa 15 anni dalla scadenza), così giungendo a dilatare oltremodo il limite, entro cui può essere giustificato un sacrificio della proprietà privata a fronte di un'inerzia dell'amministrazione nell'attuare previsioni di piano.

Riguardo al potere discrezionale dell'Amministrazione comunale in ordine alla scelta della destinazione da attribuire ai terreni incisi da vincoli decaduti può anche ammettersi la reiterazione degli stessi vincoli scaduti, sebbene nei limiti di una congrua e specifica motivazione sulla perdurante attualità della previsione, comparata con gli interessi privati.

In ipotesi di decadenza del vincolo, la destinazione urbanistica edificatoria è rimessa al potere discrezionale de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...razione comunale; nell'esercizio di tale potere il Comune verifica e sceglie la destinazione che, in coerenza con la più generale disciplina urbanistica del territorio, risulti più idonea e più adeguata in relazione all'interesse pubblico al corretto e armonico utilizzo del territorio, potendo anche ammettersi la reiterazione degli stessi vincoli scaduti, sebbene nei limiti di una congrua e specifica motivazione sulla perdurante attualità della previsione, comparata con gli interessi privati.

Può essere accolto il ricorso avverso il silenzio dell'Amministrazione sull'istanza di nuova disciplina urbanistica della zona interessata da vincolo decaduto, restando alla potestà discrezionale del Comune stabilire se riadottare i medesimi vincoli scaduti o ridefinire in modo diverso la geometria dell'area.

In ipotesi di decadenza dei vincoli è rimessa al potere discrezionale dell'amministrazione comunale la verifica e la scelta della destinazione più idonea e adeguata, potendo perfino ammettersi la reiterazione degli stessi vincoli scaduti, sebbene nei limiti di una congrua e specifica motivazione sulla perdurante attualità della previsione, comparata con gli interessi pubblici.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ferimento al corretto assolvimento dell'obbligo di provvedere alla rideterminazione urbanistica di un'area in relazione alla quale sono decaduti i vincoli espropriativi precedentemente in vigore, può ammettersi la reiterazione degli stessi vincoli scaduti, sebbene nei limiti di una congrua e specifica motivazione, sulla perdurante attualità della previsione, comparata con gli interessi pubblici.


 
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