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La retrocessione del bene espropriato per p.u.

 L'istituto giuridico della retrocessione
 Gli atti di disposizione del bene
 Cessione volontaria e retrocessione del bene
 Il risarcimento del danno da mancata retrocessione
 Il diritto di prelazione del Comune

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

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titolo:TRASFERIMENTO E ACQUISTO DI DIRITTI REALI CON LA P.A.
anno:2019
pagine: 2455 in formato A4, equivalenti a 4174 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 40,00

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TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE

Nessun vincolo conformativo per il futuro esercizio del potere può farsi derivare dal contenuto dell'atto di retrocessione con il quale il bene viene riacquistato ex nunc in capo al proprietario, originariamente espropriato, per effetto della impossibilità giuridica dell'iniziativa di pubblica utilità progettata: anche in assenza di tale "accordo", la retrocessione totale costituisce infatti oggetto, nelle ipotesi di mancata realizzazione dell'opera entro il termine o di impossibilità giuridica o materiale di realizzazione, di un "diritto potestativo" dell'espropriato; la convenzione che sostituisce tale atto "dovuto" in caso di richiesta dell'espropriato, non è pertanto idonea a pregiudicare o vincolare per il futuro il potere di pianificazione urbanistica, entro cui si colloca quello di localizzazione delle aree destinate alla realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, non potendo neanche qualificarsi quale "esercizio del potere autoritativo", ma adempimento di un obbligo a fronte di un diritto soggettivo del privato.

L'istituto della retrocessione è coerente con i principi costituzionali alla base dell'espropriaz... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rtù dei quali il bene sottratto al proprietario per il conseguimento di un determinato interesse pubblico non può essere arbitrariamente utilizzato per un fine diverso da quello per il quale fu espropriato e per il quale ha ricevuto la formale e specifica destinazione pubblica per effetto della dichiarazione di pubblica utilità.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> ACQUISIZIONE SANANTE

Legittimamente l'Amministrazione che abbia posto in vendita tramite pubblico incanto un bene acquisito ex art. 43 DPR 327/2001, nel dettare la disciplina della procedura ad evidenza pubblica, ha previsto, fin dal bando di selezione, che l'aggiudicazione in favore del migliore offerente del bene fosse subordinata al mancato esercizio di un diritto di prelazione (rectius: riscatto) da parte dei proprietari espropriati, intendendo così subordinare l'alienazione dei beni al mancato esercizio del diritto alla retrocessione da parte dei proprietari espropriati, di cui all'art. 46 del medesimo DPR.

Non costituisce una peculiarità derogatoria rispetto ai principi generali in materia espropriativa e di retrocessione dei beni espropriati, la circostanza che il bene sia stato acquis... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ministrazione al termine della procedura espropriativa non per effetto di un decreto di espropriazione ma con provvedimento ex art. 43 del DPR 8 giugno 2001 n. 327. Tale circostanza è infatti del tutto neutra rispetto alla ratio della disciplina della retrocessione, che è quella di consentire ai privati che hanno subito la perdita del loro diritto dominicale in vista della realizzazione di un'opera di pubblico interesse, di recuperare in tutto o in parte tale pregiudizio ove il bene che era di loro proprietà non si riveli più necessario allo scopo per il quale era stato appreso dall'amministrazione.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> ART. 53 DPR 218/1978

La restituzione prevista dall'art. 53 del dPR 218/1978, Testo unico delle leggi sugli interventi nel Mezzogiorno (il quale riconosce «il diritto degli espropriati alla restituzione, qualora gli immobili non siano utilizzati per lo scopo prestabilito entro 5 anni dal decreto di esproprio»), da intendersi equiparata alla retrocessione totale prevista per gli ordinari casi di esproprio, non opera per il semplice decorso del termine, ma solo per effetto della pronuncia del giudice, che ha natura costitutiva e deter... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...fficacia ex nunc, un nuovo trasferimento, in direzione inversa dall'espropriante verso l'espropriato, della proprietà del bene.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> ATTI DI DISPOSIZIONE DEL BENE

La retrocessione dei beni espropriati attua, nel concorso delle condizioni previste dalla legge, un nuovo trasferimento di proprietà, con efficacia "ex nunc", del bene espropriato e non utilizzato dall'espropriante, con la conseguenza che "il prezzo di retrocessione va determinato con riferimento al momento della pronuncia di retrocessione". Se, dunque, la valutazione deve essere fatta, per così dire, rebus sic stantibus, è evidente che l'intervenuta alienazione della parte residua del bene oggetto di espropriazione determina l'impossibilità giuridica di disporre il richiesto trasferimento del bene, stante la piena opponibilità del successivo acquisto antecedente alla proposizione della domanda giudiziale.

L'intervenuta alienazione della parte residua del bene oggetto di espropriazione determina l'impossibilità giuridica di disporre il richiesto trasferimento del bene (retrocessione); ciò tuttavia non determina l'invalidit&ag... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...atto di alienazione in termini di nullità per illiceità della causa, in quanto l'atto di cessione dei beni è stato stipulato da un soggetto che, in quel momento, poteva sicuramente disporre del diritto, salvo gli effetti della violazione dell'obbligo legale di retrocessione. Tale violazione non può assurgere a fattispecie di invalidità del contratto, a meno che non si rinvenga una precisa volontà lesiva dei diritti del soggetto pregiudicato, sotto lo specifico profilo della integrazione di un vero e proprio reato penale.

Il proprietario espropriato ha diritto alla retrocessione del bene, ovvero, in caso di impossibilità, al risarcimento del danno, quando l'opera di pubblico interesse, per la quale era stato disposto l'esproprio, non venga realizzata. Secondo la giurisprudenza tale diritto compete al privato non solo quando l'amministrazione abbia adottato un formale provvedimento di esproprio, bensì anche quando vi sia stata la cessione volontaria dell'area, contratto ad oggetto pubblico avente natura di negozio sostitutivo del provvedimento di esproprio.

E' illegittima la procedura di asta pubblica di vendita di bene espropriato, mancante della comunicazione agli espropriati ex art. 61 L. n. 2... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...on potendosi a tal fine ritenere equiparata la pubblicazione dell'avviso di vendita all'albo pretorio; non garantendo l'effettiva conoscenza degli ex-proprietari (anche in termini di prelazione in loro favore), ma una mera astratta conoscibilità, non vi può essere, infatti, parificazione funzionale tra i due atti. Legittimo pertanto il provvedimento con cui l'Amministrazione si determina a non approvare il verbale di gara per l'alienazione e dispone di retrocedere ai proprietari espropriati i terreni.

Sono illegittimi tutti gli atti adottati dopo l'istanza di retrocessione del bene, volti alla vendita dei terreni interessati.

Il diritto alla retrocessione non è configurato dall'ordinamento in termini reali (come fosse un "retratto" autonomamente trascrivibile; ciò appare evidente non solo alla stregua della lettera della legge ma soprattutto per l'assenza di meccanismi di opponibilità) e, dunque, non "segue" il bene ove trasferito a terzi aventi causa; in suddetta ipotesi l'amministrazione, non essendo proprietaria dei terreni espropriati, non può più retrocedere alcunché.

Il diritto potestativo alla retrocessione previsto dalla legge non è configurato dall'ordinamento in ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...li e, dunque, non "segue" il bene ove trasferito a terzi aventi causa, i quali mai subirebbero gli effetti dell'eventuale accoglimento della domanda di retrocessione proposta dai soggetti espropriati.

Illegittima è la concessione a favore del terzo, del bene ancora vincolato al fine di pubblica utilità originario e alla previa verifica di non retrocessione parziale in favore dell'ex proprietario (inutilmente) espropriato.

La pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'elenco contenente l'ndividuazione dei beni immobili di proprietà dello Stato appartenenti al patrimonio indisponibile e disponibile, predisposto ai sensi dell'art. 1, comma 1, della legge n. 410/2001 ai fini e per gli effetti di cui al successivo comma 2, non ha rilevanza ai fini della retrocessione, in quanto sintomatica del venir meno dell'interesse all'utilizzo di area espropriata per l'ampliamento di bene incluso in elenco; ciò in quanto tale adempimento è solo il primo passaggio in vista di una eventuale (ma non certa) cessione.

L'alienazione del bene espropriato e rimasto inutilizzato con conseguente impossibilità materiale e giuridica alla retrocessione, comporta violazione delle garanzie che devono essere assicurate al so... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...opriato in ordine alla facoltà di riacquisto del bene medesimo; l'esercizio di tale facoltà richiede infatti necessariamente la pronuncia sulla dichiarazione di inservibilità.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> ATTI DI DISPOSIZIONE DEL BENE --> CONCESSIONE A TERZI

La concessione in temporaneo uso di un bene pubblico non vale a sottrarre il bene stesso al regime giuridico proprio della sua destinazione pubblicistica; ne consegue che i proprietari delle aree espropriate non hanno diritto alla loro retrocessione, per mancata utilizzazione delle stesse, se l'amministrazione, per realizzare fini di interesse pubblico, le abbia temporaneamente concesse in uso a terzi. Detto principio non pare davvero possa essere obliterato, se invece della realizzazione di interessi pubblici si tratti del perseguimento di fini privati, ma pur sempre d'innegabile rilievo pubblicistico.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> CESSIONE VOLONTARIA

La retrocessione parziale costituisce, per giurisprudenza consolidata, un istituto permeato da discrezionalità amministrativa riferito anche alle aree acquisite dall'Amministraz... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...o di cessione volontaria, in quanto stipulata a causa, nel contesto ed in funzione di un procedimento espropriativo.

L'applicabilità del complesso di norme e principi sulla retrocessione anche alle ipotesi in cui i beni interessati siano stati oggetto di cessione volontaria anziché di decreto di espropriazione, trova il proprio fondamento normativo nell'art. 45, comma 3, t.u. n. 327 del 2001, il quale assimila la cessione quoad effectum al decreto di esproprio; l'istituto della retrocessione è infatti da escludersi solo quando il trasferimento volontario del bene, in favore dell'Amministrazione interessata all'esecuzione dell'opera, si collochi del tutto al di fuori della sequenza procedimentale espropriativa, quale negozio di compravendita di diritto comune.

Deve escludersi, anche ai fini dell'applicabilità di istituti connessi alla procedura pubblicistica dell'espropriazione, quali la retrocessione del bene o il diritto al risarcimento del danno nel caso d'inattuabilità della prima, ove l'opera pubblica non sia stata realizzata, la sussistenza di una cessione volontaria qualora non sia stato avviato il subprocedimento di determinazione indennitaria, e non sia stata formulata l'offerta amministrativa dell'indennit... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...olo in presenza della quale il proprietario può valutare la convenienza della cessione, dovendosi tale fattispecie qualificarsi quale ordinaria compravendita "tout court", con conseguente inesistenza di alcun vincolo di destinazione sui beni a carico dell'Amministrazione acquirente ed irrilevanza della mancata realizzazione dell'opera pubblica per cui era stato avviato il procedimento di esproprio.

L'accordo di cessione non è ostativo al diritto alla retrocessione in quanto la giurisprudenza ha chiarito che l'istituto della retrocessione dei beni si applica pure quando il procedimento espropriativo si sia concluso con un atto di cessione anziché con un decreto d'esproprio.

L'operatività della retrocessione parziale va affermata anche in ipotesi in cui i beni siano stati acquisiti dall'Amministrazione in forza non di un provvedimento espropriativo, ma di una cessione volontaria, venendo in tal caso in questione uno strumento che, sebbene formalmente negoziale, mantiene la connotazione di atto autoritativo, dato che il fine pubblico può essere perseguito anche attraverso la diretta negoziazione del provvedimento finale.

L'applicabilità delle norme sulla retrocessione non trova naturalm... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...lo nella circostanza che i beni interessati siano stati oggetto di cessione volontaria anziché di decreto di espropriazione, posto che l'art. 45 comma 3 del D.p.r. 327/2001 assimila la cessione quoad effectum al decreto di esproprio; tale efficacia degli accordi di cessione bonaria può essere riconosciuta anche nel regime previgente al T.U. espropriazioni, trattandosi non già di contratti espressione di piena autonomia negoziale in merito alla scelta a contrattare e allo stesso quantum dell'indennità dovuta, bensì di contratti ad "oggetto pubblico".

E' da escludersi l'istituto della retrocessione solo allorquando il trasferimento volontario del bene in favore dell'Amministrazione interessata all'esecuzione dell'opera si collochi del tutto al di fuori della sequenza procedimentale espropriativa, quale quindi negozio di compravendita di diritto comune.

L'applicabilità delle norme sulla "retrocessione" non trova ostacolo nella circostanza che i beni interessati siano stati oggetto di "cessione volontaria" anziché di espropriazione, atteso che il T.U. in materia espropriativa equipara la cessione volontaria, quanto agli effetti giuridici, al decreto di esproprio.

Da un p... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ta funzionale, la cessione volontaria equivale a un provvedimento di esproprio. Valgono dunque, in quanto compatibili, le disposizioni relative alla retrocessione (si veda ora, espressamente, l'art. 45, comma 4, del d.P.R. n. 327 del 2001).

L'applicazione dell'istituto della retrocessione non resta inibita dal fatto che il suolo sia stato ceduto volontariamente nell'ambito della procedura ablatoria anziché acquisito alla mano pubblica a mezzo di decreto di espropriazione, come codificato ora dall'art. 45 del d.P.R. n. 327 del 2001 ma già previsto dalla disciplina previgente.

In ipotesi di contratto di compravendita, privo delle caratteristiche della cessione volontaria nell'ambito di procedimento espropriativo, non è configurabile la retrocedibilità dei beni così acquisiti per effetto della mancata realizzazione delle opere previste.

L'applicabilità delle norme sulla «retrocessione» non trova ostacolo nella circostanza che i beni interessati siano stati oggetto di «cessione volontaria» anziché di espropriazione".

Il legislatore, anche quando ha inteso estendere l'istituto della retrocessione alla ben più semplice ipotesi di procedimenti espr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...on conclusisi con il decreto di esproprio (ma per il tramite di cessione volontaria), lo ha espressamente affermato (v. art. 45, co. 4, DPR n. 327/2001).

Per poter configurare la sussistenza dei presupposti per la retrocessione, ai sensi degli artt. 60 e seguenti della legge n.2359/1865, è necessario accertare il presupposto indispensabile per dare applicazione all'istituto invocato e cioè che i beni oggetto della richiesta di restituzione da parte degli originari proprietari siano stati dai medesimi ceduti a favore dell'amministrazione nell'ambito di una procedura espropriativa, finalizzata alla realizzazione di un'opera dichiarata di pubblica utilità.

Nell'ipotesi in cui i beni siano stati trasferiti per effetto di cessione bonaria, ai sensi dell'art. 12 della legge n. 865/71, è necessario che questa sia avvenuta all'interno di un procedimento espropriativo avviato per effetto della dichiarazione di pubblica utilità, quale autonomo sub-procedimento che conduce ad un trasferimento della proprietà senza necessità di portare a termine la procedura mediante l'adozione del decreto finale di esproprio.

Solo in ipotesi della cessione bonaria, alternativa al decreto di espropriazione, e non a... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...tesi di compravendita di diritto privato, può dirsi sussistente il presupposto per dare successivamente corso, in presenza della condizioni di legge, all'eventuale retrocessione dei beni in parte non utilizzati dall'amministrazione per la realizzazione dell'opera pubblica.

Anche nell'ipotesi di acquisto del bene a mezzo di cessione volontaria, trovano applicazione le disposizioni di cui agli artt. 13, 60 e 63 della l. n. 2359/1865 (ora artt. 46 e ss. del d.P.R. n. 327/2001), in relazione all'insorgenza in capo all'espropriato del diritto soggettivo alla retrocessione dei beni espropriati.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> COMPETENZA

Devono pronunciarsi sull'istanza di retrocessione sia il beneficiario dell'esproprio che l'Autorità espropriante.

Soggettivi passivi dell'istanza di retrocessione sono, sia in quanto specificamente indicati dalla normativa di cui agli artt. 46 ss. dPR 327/2001, sia in quanto soggetti titolari degli interessi e degli elementi necessari al fine di svolgere la necessaria attività di valutazione, l'autorità espropriante nonché il soggetto beneficiario dell'espropriazione.

Com'è noto l'isti... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...retrocessione parziale di cui all'art.47 del DPR n.327/2001 implica un "apprezzamento" per così di dire di merito dell'Amministrazione investita della istanza di restituzione di parte del bene fatto oggetto di procedura espropriativa, laddove, in particolare, la P.A. procedente è tenuta a verificare e valutare se il bene originariamente acquisito in via coattiva in realtà sia divenuto o meno inservibile ai fini della realizzazione dell'opera pubblica. Occorre quindi un previo accertamento della sussistenza o meno della condicio iuris delle inservibilità e se così è, appare evidente che il soggetto naturalmente deputato ad acclarare il presupposto di fatto e di diritto testé descritto non può non essere quello che di fatto è addetto a gestire l'opera.

E' precluso al giudice procedere all'accertamento della spettanza della retrocessione parziale, la quale, non venendo in rilievo un potere vincolato, può conseguire solo alla dichiarazione da parte del beneficiario dell'espropriazione o dell'autorità espropriante, della sopravvenuta inutilizzabilità, il cui esercizio non risolve la precedente espropriazione, ma pone soltanto le condizioni di un nuovo trasferimento con effetto ex nunc, ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... la retrocessione parziale solo all'accertamento, da parte della competente Amministrazione, della inservibilità dei beni.

Relativamente ai procedimenti ante dpr 327/2001, la competenza del Presidente della Giunta regionale con il quale è stata rigettata l'istanza volta ad ottenere la dichiarazione d'inservibilità (di cui all'art. 61 L. 2359/1865), può essere affermata alla luce della portata derogatrice del comma secondo dell'art. 57 del testo unico - come previsto e consentito dallo stesso comma 3 dell'art. 4 del D.lgs. 165/2001 - quale norma successiva all'introduzione dei principi in materia di distinzione dei poteri.

Secondo il c.d. "principio di simmetria", oggi sancito dall'art. 6 del d.P.R. n.327/2011, "L'autorità competente alla realizzazione di un'opera pubblica o di pubblica utilità è anche competente all'emanazione degli atti del procedimento espropriativo che si renda necessario" (comma 1). Tale simmetria si riverbera poi anche sul procedimento di retrocessione, "speculare" a quello espropriativo.

L'art. 47 DPR 327/2001 distingue il "soggetto beneficiario dell'espropriazione", da quello "che ha emesso il decreto di esproprio". Ove però la competenza in materia esprop... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... ormai intestata al Comune, la competenza a definire le istanze di retrocessione non può che appartenere a quest'ultimo, in virtù del principio di simmetria oggi sancito dall'art. 6 del medesimo decreto.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> CORRISPETTIVO

Quanto ai criteri cui commisurare il prezzo della retrocessione, in relazione al quale della L. n. 2359 del 1865, artt. 60 e 63, stabiliscono soltanto che ove non sia pattuito amichevolmente tra le parti "deve essere determinato giudizialmente...", la giurisprudenza ha affermato il principio secondo cui il corrispettivo della retrocessione va, bensì, determinato sulla base degli stessi criteri legali applicati per il calcolo dell'indennità di espropriazione a suo tempo quantificata ma con riferimento al valore del bene al momento della pronuncia di retrocessione che attua il nuovo passaggio di proprietà ed attraverso una ricognizione ed una valutazione della sua attuale destinazione: esso deve essere, insomma, omologo alla pregressa indennità di espropriazione e non anche identico.

Il prezzo della retrocessione, pur riflettendo il valore del terreno alla data della pronuncia costitutiva... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ssione, integra, una volta fissato, un debito di valuta, in relazione al quale, com'è noto, non opera il meccanismo automatico della rivalutazione, e gli eventuali effetti negativi durante la mora restano regolati dall'art. 1224 c.c..

La retrocessione dei beni espropriati attua un nuovo trasferimento di proprietà, con efficacia ex nunc, del bene espropriato e non utilizzato dall'espropriante; ciò spiega perché il prezzo di retrocessione non possa coincidere con la somma a suo tempo corrisposta a titolo di indennità di espropriazione (neppure se rivalutata), ma debba essere determinato ex novo con riferimento al momento della retrocessione, seppure sulla base del medesimo criterio già utilizzato per la determinazione dell'indennità di esproprio e, quindi, tenendo conto del valore attuale del bene. Quest'orientamento è stato recepito dal D.P.R. 327/2001, n. 327 art. 48.

Mancando l'accordo tra le parti, è onere dell'espropriato attivarsi affinché il corrispettivo della retrocessione sia determinato dall'ufficio tecnico erariale o dalla commissione provinciale prevista dall'articolo 41, sulla base dei criteri applicati per la determinazione dell'indennità di esproprio e con rig... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...mento del ritrasferimento (articolo 48, comma primo, del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327).

Ai sensi dell'art. 48, comma 1, DPR n. 327/2001 "il prezzo della retrocessione del bene espropriato va determinato in base ai criteri legali ed astratti originariamente applicati per la liquidazione dell'indennità di espropriazione, ragguagliati all'attualità", anche qualora tali criteri fossero riduttivi rispetto al valore venale del fondo espropriato.

In materia di determinazione del prezzo della retrocessione, costituisce principio consolidato che il corrispettivo della retrocessione è determinato sulla base dei criteri applicati per la determinazione dell'indennità di esproprio, con riguardo al momento del ritrasferimento, per cui, qualora l'indennità di espropriazione sia stata determinata con modalità diverse da quelle del calcolo del valore venale, anche il prezzo della retrocessione deve essere calcolato con gli stessi criteri.

A seguito della sentenza della Corte Cost. n. 181/2011, il valore di retrocessione di un bene espropriato a valore agricolo medio, non può essere determinato sulla base del criterio dichiarato incostituzionale, ma secondo il valore di m... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e aree espropriate, tenute presenti tutte le caratteristiche delle stesse (presenza di infrastrutture, conformazione, vicinanza a un centro abitato, ecc.), e, quindi, anche la loro destinazione urbanistica.

Il prezzo della retrocessione dell'immobile espropriato deve essere determinato con gli stessi criteri legali ed astratti con i quali si procedette alla liquidazione dell'indennità di esproprio, avuto riguardo al momento del trasferimento, dunque commisurato al valore attuale (art. 48, comma 1, d.P.R. 327/2001, che recepisce la giurisprudenza già consolidatasi sul punto), anche se i suddetti criteri sono stati stabiliti da una legge speciale e hanno carattere riduttivo rispetto al criterio generale del valore venale del fondo.

Il prezzo di retrocessione va determinato con riferimento al momento della retrocessione, costituendo essa il titolo di trasferimento del bene espropriato, sicché ove il valore del bene, al momento della retrocessione, risulti in concreto aumentato per la sopravvenuta possibilità di utilizzazione edificatoria, la determinazione del prezzo di retrocessione va commisurata a tale valore attuale, a nulla rilevando che all'epoca di stima dell'indennità di esproprio lo stato di fatto del bene fo... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... imporne la qualifica come terreno agricolo.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> D'UFFICIO

Dopo la conclusione del procedimento ablativo con l'emanazione del provvedimento di esproprio, la legge non consente lo ius poenitendi dell'ente espropriante, né la revoca dell'atto ablativo per sopravvenuti motivi di interesse pubblico, con un atto che disponga d'ufficio la restituzione del bene acquisito al patrimonio dell'ente per ragioni di merito, cioè di convenienza o opportunità.

La disciplina di cui agli artt. 46 e 48 del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, non consente alcuna restituzione dei diritti dominicali oggetto di espropriazione, se non ad iniziativa o su istanza degli stessi espropriati. Costoro sono titolari del diritto potestativo di richiedere la retrocessione parziale o totale dei beni trasferiti per ragioni di pubblica utilità. In sintesi, il procedimento per la retrocessione dei beni espropriati è, secondo il legislatore, necessariamente ad "istanza di parte" e non d'ufficio.

Dal contenuto letterale dell'art. 47 del DPR 8/6/2001 n. 827 è dato evincere che soltanto il "soggetto espropriato può chiedere la re... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...della parte del bene, già di sua proprietà, che non sia stata utilizzata"; nulla la norma dice in materia sulla potestà dell'Amministrazione di procedere unilateralmente ad una retrocessione "d'ufficio" (nel caso di specie mediante rettifica del decreto di esproprio) che, pertanto, in base al principio della tipicità degli atti si appalesa illegittima.

Il procedimento per la retrocessione dei beni espropriati è necessariamente a "istanza di parte"; non è conseguentemente ammesso, dopo la conclusione del procedimento ablativo con l'emanazione del provvedimento di esproprio, lo ius poenitendi dell'ente espropriante, né la revoca dell'atto ablativo per sopravvenuti motivi di interesse pubblico, con un atto che disponga d'ufficio la restituzione del bene acquisito al patrimonio dell'ente per ragioni di merito, cioè di convenienza o opportunità.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> DANNO DA MANCATA RETROCESSIONE

Ricorre l'ipotesi dell'occupazione usurpativa quando l'Amministrazione utilizza a fini pubblici, trasformandolo, il bene di un privato in assenza del necessario titolo d'esproprio, emesso in base a una valida dichiarazione... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...a utilità, oppure quando il titolo, pur emesso, è stato in seguito annullato dall'autorità giudiziaria. Non ricorre invece quando i beni siano stati regolarmente espropriati e indennizzati senza che i proprietari abbiano contestato la legittimità del provvedimento ablatorio. L'affermato diritto dei proprietari a essere risarciti a fronte della realizzazione sul bene espropriato di un'opera che si afferma diversa rispetto alla dichiarazione di pubblica utilità non si ascrive dunque ad un'occupazione illegittima, bensì all'eventuale impossibilità di ottenere, in costanza dei presupposti per essa previsti, la retrocessione parziale o totale del bene, a causa dell'intervenuta trasformazione del fondo da parte dell'Amministrazione.

Con la vendita a terzi di beni espropriati e non utilizzati, l'Ente pubblico viola il diritto dell'espropriato alla restituzione di essi, proprio perché, per usare una terminologia tradizionale, il diritto di proprietà degli attori, compresso con il decreto di esproprio, è destinato a "riespandersi" con il venir meno di detto vincolo: l'amministrazione, non avendo tutelato il diritto compresso, ha realizzato una lesione di quel diritto, esponendosi al consequenzi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... risarcitorio.

Il diritto di retrocessione nasce dal mancato compimento dell'opera. Questo è il requisito, necessario e sufficiente, per la restituzione del bene previa corresponsione del prezzo in termini attuali. L'impossibilità di retrocessione, che da luogo ad un fenomeno affine all'occupazione appropriativa, e comporta il risarcimento del danno ove non sia possibile la restituzione, è ipotesi residuale, che viene in rilievo ove comunque ricorrano i presupposti di cui all'art. 63 L. n. 2359/1865, di compimento dell'opera programmata.

Se la sentenza constati l'impossibilità della concreta attuazione del diritto alla retrocessione (perché illecitamente il bene è stato fatto oggetto di una occupazione irreversibile sine titulo, o per altra ragione) in quello stesso momento prende vita il correlativo diritto del retrocessionario al risarcimento "che non sorge insieme al diritto (potestativo) alla retrocessione, né è da questo assorbito, ma ne rimane distinto ed è solo conseguenziale al suo utile esercizio, se la restituzione del bene risulti impossibile".

Prima della sentenza del giudice o dell'accordo amichevole tra le parti, qualora la materiale restituzione de... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...divenuta impossibile per un fatto imputabile all'amministrazione espropriante (nel caso di specie per effetto della vendita del bene a soggetto terzo), tale fatto non può configurarsi come inadempimento, in quanto la situazione di soggezione in cui l'amministrazione si trova rispetto al diritto potestativo alla retrocessione non implica un dover fare, ma un mero "pati", ed in mancanza di una prestazione da adempiere, non è ipotizzabile né la dedotta lesione del diritto di retrocessione, né la richiesta di adempimento.

Ove sia stato eliminato in radice il diritto potestativo alla retrocessione, per non avere il soggetto espropriato, entro i termini prescrizionali, agito per ottenere la sentenza costitutiva di retrocessione, qualora la restituzione del bene sia divenuta impossibile per un fatto imputabile all'amministrazione espropriante (nel caso di specie per effetto della vendita del bene a soggetto terzo), non può configurarsi un atto illecito, in quanto finché il bene resta di proprietà dell'amministrazione espropriante non sussiste un danno ingiusto, non essendovi lesione del diritto di proprietà dell'espropriato.

Il comportamento dell'espropriante, che renda impossibile la materiale restit... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...bene, potrebbe acquistare i connotati dell'illecito e divenire fonte di responsabilità risarcitoria soltanto nel momento in cui, presenti tutti gli elementi indispensabili per farsi luogo alla retrocessione, compresa la determinazione del prezzo, il giudice accerti, con la sentenza che definisce il giudizio, l'impossibilità di procedervi in conseguenza di detto comportamento.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> DANNO DA MANCATA RETROCESSIONE --> CRITERI DI CALCOLO

In ipotesi di vendita a terzi di beni espropriati e non utilizzati l'amministrazione realizza una lesione del diritto dell'espropriato alla restituzione di essi, esponendosi al consequenziale obbligo risarcitorio. Deve pertanto essere riconosciuto in capo all'espropriato il diritto al ristoro economico derivante dalla perdita della proprietà dei beni; è evidente tutta via che ciò non potrà mai costituire motivo di una iniusta locupletatio a favore del creditore, ragion per cui dovrà essere detratto dall'importo riconoscibile quanto originariamente corrisposto alla parte privata a titolo di indennità di occupazione e di esproprio.

In caso di violazione del diritto alla ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ne, il danno da risarcire non può essere inferiore al valore venale del bene; tale valore potrà subire delle maggiorazioni qualora i proprietari espropriati comprovino in concreto di aver subito ulteriori danni (es. per valore di affezione, lucro cessante, chance ecc.). Dalla somma come sopra determinata andranno ovviamente detratte le somme già corrisposte a titolo indennitario o risarcitorio in conseguenza della definizione della procedura ablativa. In ogni caso sono dovuti interessi legali e rivalutazione monetaria dalla maturazione del diritto fino all'effettivo soddisfo.

Il risarcimento del danno patito per la mancata retrocessione va commisurato alla differenza tra il valore venale del bene al momento della sentenza di accertamento del diritto alla retrocessione ed il prezzo che l'espropriante avrebbe dovuto corrispondere se la restituzione dei beni fosse stata concretamente possibile, valutandosi il bene da retrocedere con gli stessi criteri con cui è stata determinata l'indennità di esproprio. In mancanza di determinazione convenzionale o amministrativa del corrispettivo della cessione o di richiesta di determinazione giudiziale al giudice competente, è escluso che sia possibile condannare l'amministrazione al risa... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...i danni patiti per la mancata retrocessione (divenuta impossibile), mancando uno degli elementi essenziali per la determinazione del quantum.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> DANNO DA MANCATA RETROCESSIONE --> IN CASO DI PRESCRIZIONE DEL DIRITTO

L'avvenuta prescrizione del diritto di retrocessione esclude che i privati possano chiedere il risarcimento del danno per l'impossibilità del suo esercizio. Infatti la giurisprudenza ha chiarito che in casi simili fa difetto un nesso causale tra l'azione amministrativa e la lesione di una posizione di vantaggio che è collegata ad un'attività, quella funzionale alla realizzazione del diritto potestativo di ottenere la retrocessione del bene, che lo stesso soggetto non ha inteso esercitare: omissione che ha inciso in modo determinante nella produzione del danno lamentato.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> DANNO DA MANCATA RETROCESSIONE --> IN CASO DI RETROCESSIONE PARZIALE

La domanda di retrocessione parziale (sia ai sensi dell'articolo 60 l. 2359/1865, sia ai sensi dell'articolo 48 del testo unico degli espropri) presuppone che l'amministrazione, nell... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...di un potere discrezionale, abbia formalmente manifestato la volontà di non utilizzare uno o più fondi espropriati agli scopi cui l'espropriazione era finalizzata. Mancando in radice la dichiarazione di inservibilità, deve escludersi l'esistenza di un diritto al risarcimento dei danni per la lesione del diritto alla retrocessione parziale.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> DANNO DA MANCATA RETROCESSIONE --> PRESCRIZIONE

La decorrenza del termine prescrizionale del diritto al risarcimento del danno conseguente all'inattuabilità del diritto alla retrocessione (termine di anni 5), va individuata al momento in cui passa in giudicato la sentenza che accerta l'impossibilità della retrocessione.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> DANNO DA MANCATA RETROCESSIONE --> RISARCIMENTO PER EQUIVALENTE

Considerato che la violazione del diritto alla retrocessione (nel caso di specie per effetto dell'usucapione da parte di terzi del bene), si ripercuote sulla violazione del diritto di proprietà del soggetto espropriato, il danno da risarcire non può essere inferiore al valore venale (d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...del bene al momento della commissione dell'illecito (coincidente nel caso di specie con la sentenza che accerta l'usucapione del diritto di proprietà del bene da parte del terzo, seguito da successivo trascrizione a suo favore dell'acquisito a titolo originario).

Il dovere che nasce a carico dell'amministrazione a seguito del formarsi del giudicato, è ineludibile in quanto l'esecuzione del giudicato rappresenta l'attuazione del diritto, la restaurazione della legalità e la soddisfazione delle esigenze di tutela e di difesa del cittadino. I principi sopra enunciati, se da un lato non possono imporre al giudice cui è rimessa la tutela per l'esecuzione del giudicato di fronte ad un'amministrazione inadempiente di ordinare all'amministrazione la retrocessione un bene in quanto non più in proprietà dell'amministrazione stessa, possono consigliarlo a rendere al privato la tutela richiesta mediante una condanna dell'amministrazione al risarcimento del danno corrispondente al valore.

Qualora la materiale restituzione del bene sia divenuta impossibile per un fatto imputabile all'amministrazione espropriante, l'impraticabilità della tutela restitutoria non può essere surrogata dalla tutela risarcitoria d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...alla retrocessione del bene espropriato, non essendo configurabile a carico dell'amministrazione, tenuta a un pati, né un inadempimento, né un illecito.

Il principio dell'alternatività dei rimedi e in ogni caso della sussidiarietà del risarcimento per equivalente in caso di impossibilità del ristoro in forma specifica, vale anche in caso di impossibile restituzione dei beni non utilizzati per la realizzazione dell'opera pubblica in vista della quale era stata disposta la procedura ablativa, a causa dell'intervenuta alienazione a terzi soggetti.

Non sussiste alcuna possibilità di avvalersi dell'applicazione analogica dell'art. 48, comma 3, D.P.R. n. 327/2001, quale norma tendente a far prevalere comunque l'interesse della pubblica amministrazione che vuole destinare gli immobili a fini di pubblica utilità; interpretazione, questa, che risulterebbe illegittima non potendo estendersi l'applicazione della detta norma al di fuori dell'ipotesi della prelazione.

La L. n. 865 del 1971, ha attribuito al Comune il diritto, in precedenza inesistente, di trattenere le aree espropriate non utilizzate per la realizzazione dell'opera pubblica cui erano destinate, e dichiarate inservibili, dietro pagam... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...corrispettivo in favore dell'espropriato, che perde la possibilità di ottenerne la retrocessione. Tale diritto, denominato diritto di prelazione, prevale sul diritto alla retrocessione e consente l'acquisizione delle aree al patrimonio indisponibile del Comune, che le utilizza per l'esecuzione delle opere di sua competenza e può darle in concessione per la realizzazione di opere o di interventi di pubblica utilità.

Il diritto di prelazione ex art. 48 DPR 327/2001 è configurato come un "diritto" legislativamente posto in capo alle amministrazioni comunali, a fronte del quale sussiste una posizione di soggezione del richiedente il fondo in via di retrocessione.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> DIRITTO DI PRELAZIONE DEL COMUNE --> COMPETENZA

Rientra nella competenza del Consiglio Comunale ex art 42 d.lgs 267/2000, l'esercizio del diritto di prelazione da parte del Comune ai sensi dell'art. 48 del DPR n. 327/2001, atteso che lo stesso comporta un indiscutibile effetto acquisitivo, in capo all'ente locale, della titolarità del diritto di proprietà sul bene del privato.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --&g... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...SIONE --> DIRITTO DI PRELAZIONE DEL COMUNE --> DISCREZIONALITÀ

La valutazione dell'interesse pubblico connesso alla destinazione ad uso pubblico delle aree oggetto di esercizio di prelazione da parte del comune ex art. 48 DPR 327/2001, è connotata da ampia discrezionalità che può essere censurata solo in caso di manifesta illogicità od irragionevolezza.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> DIRITTO DI PRELAZIONE DEL COMUNE --> FINANZIAMENTO

Il provvedimento con cui il Comune esercita la prelazione ex art. 48 DPR 327/2001 deve indicare le fonti di finanziamento dell'obbligazione risolvendosi il tutto, in caso contrario, in una prenotazione e non già in una prelazione.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> DIRITTO DI PRELAZIONE DEL COMUNE --> LIMITI

Il diritto di prelazione spettante al Comune in caso di retrocessione, quando l'ente espropriante sia lo stesso Comune, non è ipotizzabile, per l'impossibilità logica, prima ancora che giuridica, che l'amministrazione comunale, già titolare del diritto dominicale acquisito al patrimonio indisponi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ti la prelazione nei confronti di se stessa, per ottenere la proprietà di un'area da acquisire allo stesso patrimonio indisponibile.

Il disposto di cui all'art.48 comma 3, del D.P.R. n. 327/2001, che consente al Comune di esercitare il diritto di prelazione, presuppone all'evidenza che lo stesso non sia divenuto proprietario delle «aree comprese nel suo territorio e non utilizzate per le opere oggetto della dichiarazione di pubblica utilità; allorquando, invece, la proprietà delle aree sia ormai definitivamente acquisita in proprietà al patrimonio del Comune non v'è più motivo per acquisirne nuovamente la proprietà. In tale evenienza, pertanto, si presenta del tutto ultroneo ed inconferente, il richiamo a tale normativa, non risultando assolvere alcuna funzione pratica ed apparendo piuttosto un mero pretesto per rendere "resistente" il diritto alla retrocessione, svuotandolo di contenuti.

La possibilità di esercitare il diritto di prelazione di cui all'art. 48 DPR 327/2001, resta sempre confinata nell'ambito dei beni, espropriandi o espropriati, sempre rigorosamente ricompresi in progetti relativi ad opere dichiarate di pubblica utilità, e giammai per la realizzazione di opere in n... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...riconducibili alla originaria dichiarazione di pubblica utilità.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> DIRITTO DI PRELAZIONE DEL COMUNE --> MOTIVAZIONE

In merito al provvedimento con cui è esercitata la prelazione ex art. 48 DPR 327/2001, non può ravvisarsi un obbligo di motivazione stringente a carico del comune che può aver appreso in tempi ristretti della sopravvenuta inutilizzazione del bene, per cui è ammissibile che esso mantenga in termini vaghi l'espressione del proprio interesse all'esercizio della prelazione, precisando in un secondo tempo le ragioni per le quali ritiene di mantenere il bene nella propria disponibilità.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> DIRITTO DI PRELAZIONE DEL COMUNE --> OGGETTO

Il diritto di prelazione spettante al Comune in caso di retrocessione è esercitabile nei confronti dell'ente espropriante sulle aree rimaste inutilizzate, e consente l'acquisizione delle aree al patrimonio indisponibile del Comune, che le utilizza per l'esecuzione delle opere di sua competenza e può darle in concessione per la realizzazione di opere o di inter... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...bblica utilità.

In ipotesi in cui gli espropriati non abbiano maturato il diritto alla retrocessione, il diritto di prelazione esercitato dal Comune è rimasto privo di oggetto, non essendo prevista dalla legge la mera dismissione delle aree relitte che non siano rivendicate dall'espropriato attraverso l'esercizio della retrocessione.

Il diritto di prelazione spettante al Comune ex art. 48 DPR 327/2001, va riferito all'oggetto della intervenuta richiesta di retrocessione; in ipotesi che quest'ultima si riferisca a quota ideale dei beni relitti, risultanti dall'intervenuta realizzazione dell'opera, per essere stata formulata da un comproprietario nei limiti dei suoi diritti, la prelazione non può che riferirsi che a suddetta quota.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> DIRITTO DI PRELAZIONE DEL COMUNE --> TERMINI

Il termine di 60 giorni previsto dall'art. 48 DPR 327/2001 per l'esercizio del diritto di prelazione da parte del Comune allorché l'amministrazione comunale conosca anche il prezzo a cui potrà esercitare il diritto è perentorio; non vi è del resto motivo per considerare ordinatorio il termine in questione, posto che... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...o della prelazione confligge con l'esplicazione di una facoltà del proprietario espropriato che attende di poter conoscere in termini certi le evenienze che riguardano la situazione giuridica personale.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> EFFETTO TRASLATIVO

Il diritto alla retrocessione non risolve ex tunc il precedente trasferimento coattivo, ma attribuisce all'espropriato la facoltà - rectius il diritto potestativo - di ottenere la restituzione del bene verso il pagamento di un prezzo commisurato all'indennizzo in precedenza da lui percepito in conseguenza dell'ablazione. In questo contesto il ritrasferimento dell'immobile presuppone, dunque, per un verso, l'accertamento dei presupposti da cui consegue, per l'espropriato, il diritto ad ottenere la retrocessione e, per altro verso, la determinazione del prezzo dietro pagamento del quale la retrocessione è in concreto attuata.

L'effetto ex nunc del ritrasferimento del bene è riconducibile alla sentenza definitiva che, nel difetto di accordo delle parti, determini il prezzo della retrocessione, poiché solo con questa pronuncia - di natura costitutiva - vien meno il titolo legittimante la proprietà... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...esso dell'espropriante.

La retrocessione dei beni espropriati attua, nel concorso delle condizioni poste dall'ordinamento e in conseguenza dell'esercizio del diritto potestativo dell'espropriato, un nuovo trasferimento a titolo derivativo della proprietà del bene espropriato e non utilizzato dall'espropriante; il diritto potestativo di "riacquisto" del bene, dunque, non dà luogo alla caducazione del precedente acquisto coattivo risolvendo la relativa espropriazione, bensì ne postula la perdurante operatività, non eliminandone gli effetti, ma producendone di nuovi e parzialmente contrari.

La retrocessione attua un nuovo trasferimento di proprietà, con efficacia "ex nunc", del bene espropriato e non utilizzato dall'espropriante, in conseguenza dell'esercizio del diritto potestativo dell'espropriato di ottenere il ritrasferimento.

Con l'esercizio del diritto di retrocessione si realizza a favore dell'espropriato, titolare di un diritto potestativo, un acquisto ex novo a titolo derivativo della proprietà dei beni espropriati e relitti tramite una vera e propria alienazione, senza risolversi la precedente espropriazione, ossia non caducandosi il precedente trasferimento coattivo.
<... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... luce del disposto di cui all'art. 63 della L. n. 2359 del 1865, l'istituto della retrocessione consiste nel ritrasferimento del diritto di proprietà sui beni espropriati, in conseguenza della mancata realizzazione, nei termini previsti, dell'opera pubblica.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> FORMALIZZAZIONE

Determinato il prezzo di retrocessione, il Segretario Comunale, nella qualità di Ufficiale rogante di tutti i contratti di cui il Comune è parte, deve stipulare il contratto di trasferimento della proprietà dei terreni di cui è causa dal Comune agli aventi diritto, per il prezzo stabilito.

La retrocessione del bene può essere realizzata -come è normale che sia- attraverso un atto di autonomia negoziale; con esso, giustappunto, la PA ritrasferisce la proprietà e nel contempo ha diritto al pagamento del prezzo (e non semplicemente alla restituzione dell'indennità); in caso negativo, nella ipotesi in cui la PA non accetti di stipulare il contratto, la tutela del diritto "de quo" può avvenire in sede giurisdizionale. In tal caso l'effetto "restitutorio" consegue alla sentenza (che per questo talun... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...no come costitutiva).

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> FORMALIZZAZIONE --> TRASCRIZIONE --> OPPONIBILITÀ

L'atto di autonomia negoziale, che realizza la retrocessione, rientra "expressis verbis" in quello delineato dall'art. 2643 n. 1 c.c. (ovvero dall'art. 2645 c.c.), in quanto atto traslativo del diritto di proprietà su bene immobile; ove tale effetto venga realizzato attraverso una domanda la sua trascrittibilità va fondata ex art. 2652 n. 2 c.c. posto che proprio il petitum e la causa petendi della domanda di retrocessione mira ad ottenere una sentenza, in luogo del consenso della PA non prestato, che realizzi la causa del contratto. Quindi va tratta la conclusione che la domanda (ovvero l'eventuale contratto) di retrocessione va trascritta agli effetti di cui agli artt. 2644 e 2652 c.c..

Non è opponibile l'atto di autonomia negoziale che realizza la retrocessione non trascritto (ovvero la sentenza emessa nel giudizio di retrocessione la cui domanda non sia stata trascritta), al terzo che abbia acquistato legittimamente il bene dalla PA (direttamente o indirettamente) e abbia tempestivamente trascritto il suo atto di acquisto. C'è... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...mite all'inopponibilità della sentenza. E' l'ipotesi nella quale il terzo (che abbia o non abbia trascritto atto) sia stato chiamato in giudizio ovvero sia intervenuto. In tal caso le disposizioni processuali -ed in particolare gli artt. 101 e 324 c.p.c.- consentono di ritenere che la sentenza -legittima o non- sia opponibile anche a lui, avendo assunto la veste di parte processuale.

Nell'ipotesi in cui durante il processo il diritto reale immobiliare venga trasferito dalla parte ad un terzo (fattispecie pur prevista nell'art. 111 c.p.c.) l'opponibilità della sentenza è comunque legata al rispetto dell'onere della trascrizione (della domanda e/o della sentenza) come disposto dagli artt. 2643 e segg. c.c. (ed in particolare proprio dagli artt. 2652 e 2653 c.c.). Ciò posto una volta affermato che l'atto di retrocessione (ovvero la domanda volta ad ottenere il riconoscimento di tale diritto) è soggetta a trascrizione e che essa non fu trascritta- l'opponibilità della sentenza non può essere fondata sull'art. 111 c.p.c. che non può trovare applicazione nel caso "de quo", in forza della prevalenza delle norme sostanziali.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETR... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...-> IPOTESI DI NON OPERATIVITÀ

L'istituto della retrocessione (totale o parziale), pur avendo carattere generale, non può trovare applicazione nei casi in cui (come nell'ipotesi dell'attuazione della riforma fondiaria di cui alle leggi nn. 230/1950 e 841/1950), l' "utilizzazione" dell'immobile ablato consegua alla semplice espropriazione dell'area, considerata in sé e per sé ed indipendentemente dalla sua specifica destinazione.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> IPOTESI DI NON OPERATIVITÀ --> BENI CULTURALI

Necessario presupposto della richiesta di retrocessione totale o parziale del bene espropriato è la prevista esecuzione di un'opera pubblica o di pubblica utilità (cfr. art. 46, primo comma, e 47, primo comma, d.p.r. n. 327/2001); pertanto, l'istituto della retrocessione non sembra trovare applicazione nell'ipotesi di cosiddetta "espropriazione culturale" (oggi disciplinata dagli artt. 95 e 96 d.lgs. n. 42/2004, nonché dal d.p.r. n. 327/2001 nei limiti della compatibilità, come sancito dall'art. 52 dello stesso d.p.r.), in quanto la stessa è essenzialmente finalizzata alla conservazione e valorizzazione del ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...riato, senza realizzazione di opere pubbliche o di pubblica utilità.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> ISTANZA

Sussiste l'obbligo della p.a. di concludere il procedimento, assumendo una motivata determinazione, di segno positivo o negativo, sulla istanza di retrocessione dei successori dell'ex-proprietario, risultando evidente l'illegittimità del silenzio serbato dalla stessa Amministrazione per violazione del principio generale codificato dall'art. 2 della L. n. 241 del 1990, per il quale ove il procedimento consegue obbligatoriamente ad una istanza ovvero debba essere iniziato d'ufficio, la P. A. ha il dovere di concluderlo mediante l'adozione di un provvedimento espresso, quale che sia il suo contenuto.

L'amministrazione è tenuta a provvedere a seguito di istanza di retrocessione.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> L. 219/1981

La retrocessione trova applicazione anche nel caso di di immobili espropriati nell'ambito degli interventi di cui alla Legge n.219/1981.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> OCCUPAZIONE ACQUISITIVA... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... /> Va affermata l'incompatibilità, sul piano logico – giuridico, degli istituti dell'accessione invertita e della retrocessione: infatti, se si ritiene configurarsi accessione invertita, non vi è stata espropriazione e, quindi, non può esservi retrocessione (l'area non può non essere stata dichiarata come "irreversibilmente trasformata"); se invece si richiede la retrocessione, non si può che essere in presenza di un bene in precedenza espropriato e, in tutto o in parte, non utilizzato per le finalità di interesse pubblico legittimanti la precedente espropriazione.

Va affermata l'incompatibilità, sul piano logico – giuridico, degli istituti dell'accessione invertita e della retrocessione: infatti, se si ritiene configurarsi accessione invertita, non vi è stata espropriazione e, quindi, non può esservi retrocessione (l'area non può non essere stata dichiarata come "irreversibilmente trasformata"); se invece si richiede la retrocessione, non si può che essere in presenza di un bene in precedenza espropriato e, in tutto o in parte, non utilizzato per le finalità di interesse pubblico legittimanti la precedente espropriazione.

Sussiste radicale incompatibil... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...tra l'istituto di matrice giurisprudenziale della "occupazione acquisitiva", presupponente tra l'altro l'irreversibile trasformazione del fondo, e l'istituto della retrocessione parziale, richiedente al contrario proprio la parziale mancata esecuzione dell'opera oggetto della dichiarazione di pubblica utilità ai sensi dell'art 47 d.p.r. 327/2001.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> PEEP

Quando l'espropriazione di uno o più beni rientra nell'ambito di una più vasta dichiarazione di pubblica utilità, come quella relativa ad un piano di edilizia economica e popolare, l'effettiva esecuzione dell'opera pubblica o di interesse pubblico deve essere riferita all'intero complesso dei beni da quest'ultima interessati e non a singoli beni eventualmente rimasti inutilizzati allo scadere dell'efficacia di tale dichiarazione. In tale ipotesi, la mancata realizzazione di una o più delle opere previste dal piano, per le quali sia stato emesso il decreto di esproprio, non fa sorgere il diritto alla retrocessione degli immobili a tal fine ablati, ma solo l'interesse legittimo all'accertamento della inservibilità dei beni, cui consegue il diritto alla restituzione.

... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... caso di espropriazione di più immobili inclusi in un Peep, appartenenti a diversi proprietari o di più porzioni di immobili appartenenti al medesimo titolare, e pur se l'opera programmata non abbia poi in concreto interessato qualcuno di tali fondi o porzioni, ma sia stata comunque eseguita sia pur in termini ridotti, resta ferma la regola che la mancata utilizzazione di alcune aree o realizzazione di una o più delle opere previste dal piano, per le quali sia stato emesso il decreto di esproprio non fa sorgere il diritto alla retrocessione degli immobili a tal fine ablati, ma solo l'interesse legittimo del proprietario della o delle aree non utilizzate, all'accertamento della inservibilità dei beni, cui soltanto consegue il diritto alla restituzione.

Legittimo è il rifiuto opposto dall'Amministrazione all'istanza del soggetto espropriato diretta a conseguire la retrocessione parziale del bene inserito in piano Peep, qualora al terreno oggetto dell'istanza, pur non caratterizzato dall'installazione di infrastrutture, sia stato comunque impresso una destinazione coerente le previsioni di piano in quanto destinato ad area verde a servizio delle nuove edificazioni.

Il diritto alla retrocessione del fondo espropriato, ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rge allorché questo non venga utilizzato per gli scopi di pubblica utilità ai quali l'opera era destinata, non sussiste qualora detti scopi siano stati comunque raggiunti attraverso l'utilizzazione del fondo in base a diverse modalità imposte anche da evoluzioni normative nel frattempo intervenute (nel caso di specie attuazione di originario piano PEEP attraverso l'affidamento in concessione ai privati "per le finalità di edilizia residenziale" ex L. n. 865/71 di parte delle aree espropriate) e, quindi, il provvedimento di espropriazione abbia comunque avuto esecuzione, essendo stata conseguita la pubblica utilità che ne costituisce la ragione.

E' qualificabile in termini di di "retrocessione parziale" l'istanza avente ad oggetto terreni interessati dall'opera pubblica (P.E.E.P.), qualora il piano non sia stato completamente attuato, residuando delle parti del bene espropriato rimaste inutilizzate.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> PEEP --> PATRIMONIO INDISPONIBILE

Il diritto di prelazione che la L. 865/71 riconosce al Comune nei confronti dell'Ente espropriante di aree peep rimaste inutilizzate, può essere esercitato, nel caso in... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ti soggetti coincidano, solo in via teorica; in suddetta fattispecie le aree espropriate restano definitivamente acquisite al patrimonio indisponibile del Comune stesso, con conseguente esclusione dell'applicabilità della retrocessione di cui agli art. 60 e segg. della L. n. 2359/1865 a favore degli espropriati.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> PEEP --> UTILIZZO VOLUMETRIE

Qualora la porzione di fondo espropriata ma non fisicamente occupata o utilizzata, e per questo oggetto di richiesta di retrocessione, risulti comunque utilizzata, ai fini del PEEP, per il calcolo del volume edificabile, non può affermarsi che la parte del bene de qua non sia stata utilizzata, come invece richiesto, ai fini della retrocessione parziale, dall'art. 47, comma 1, del D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327.

Ai fini della retrocessione occorre accertare non tanto se il bene oggetto di esproprio sia stato materialmente occupato, ma se quel bene sia stato effettivamente utilizzato, come in ipotesi in cui il lotto oggetto di richiesta di retrocessione, risulti utilizzato per il calcolo del volume fabbricabile nell'ambito PEEP.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --&... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...SSIONE --> PIANI ASI

La funzione del termine quinquennale previsto dal D.P.R. n. 218 del 1978, art. 53 è di tipo garantistico anche nei confronti dell'espropriato per il quale la restituzione è diritto potestativo correlato all'effettiva destinazione di scopo delle aree ablate.

L'utilizzazione di scopo, infraquinquennale dalla data dell'esproprio, che è condizione necessaria e sufficiente perché l'espropriato non veda insorgere il diritto alla restituzione dell'immobile espropriato ex L. n. 218/1978, art. 53, non può ritenersi avverata con la realizzazione di una mera attività giuridica preparatoria o strumentale all'edificazione dello stabilimento, occorrendo allo scopo che nel termine sia stata compiuta l'attività di costituzione dei diritti di utilizzazione e che in detto termine sia stata anche irreversibilmente realizzata la trasformazione dell'area.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> PIP

Nell'ambito di acquisizioni di aree ricadenti nel perimetro del piano regolatore industriale e destinate a nuovi insediamenti produttivi, la utilizzazione di scopo infraquinquennale dalla data dell'esproprio, che è condizio... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ia e sufficiente perché l'espropriato non veda insorgere il diritto alla restituzione dell'immobile espropriato ai sensi dell'art. 53 del d.P.R. n.218/1978, non può ritenersi avverata con la realizzazione di una mera attività giuridica preparatoria o strumentale alla edificazione dello stabilimento, occorrendo allo scopo che nel termine sia stata compiuta l'attività di costruzione dei diritti di utilizzazione e che in detto termine sia stata anche irreversibilmente realizzata la trasformazione dell'area.

Scaduto il P.I.P. e venuto meno il fondamento del potere ablatorio, l'Amministrazione non può più servirsi dell'area per la realizzazione del fine perseguito con l'espropriazione se non adottando un nuovo piano particolareggiato o imprimendo all'area una destinazione urbanistica compatibile con la primitiva finalità; non essendo più possibile dare agli immobili la destinazione prevista nel decreto di espropriazione e non attuata, si determina una situazione di giuridica inutilizzabilità degli stessi che attribuisce al privato il diritto di pretenderne la retrocessione totale.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> RAPPORTO CON IL DECRETO DI E... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... />
L'esercizio del diritto potestativo alla retrocessione non dà luogo alla caducazione, con efficacia ex tunc, del precedente acquisto coattivo - risolvendo la relativa espropriazione e, quindi, ripristinando, in fatto ed in diritto, l'originaria situazione proprietaria - bensì ne postula la perdurante operatività, non eliminandone gli effetti, ma producendone di nuovi e parzialmente contrari. Tale trasferimento avviene, dunque, ex nunc cosicché, anche ai fini della determinazione del prezzo di riacquisto, occorre avere riguardo alla situazione di fatto e, quanto alla destinazione urbanistica, alla situazione di diritto esistenti nel momento in cui esso viene disposto (spontaneamente ovvero coattivamente che sia).

La retrocessione presuppone un procedimento ablatorio conclusosi con l'emanazione del decreto d'esproprio, ossia il prodursi dell'effetto estintivo - acquisitivo del diritto di proprietà.

La circostanza che non siano stati eseguiti lavori nelle aree espropriate e che siano stati invece conclusi in altre non può essere considerato un vizio tale da invalidare il decreto di esproprio, qualora il procedimento che ha portato alla dichiarazione di pubblica utilità e all'occupazione dell... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e sia rimasto sostanzialmente incontestato; il proprietario ricorrente, qualora ritenga di averne diritto, potrà chiedere semmai la retrocessione parziale, in base all'istituto previsto dall'art.47 del DPR n.327/2001, per il caso in cui uno o più fondi espropriati non abbiano ricevuto (in tutto o in parte) la prevista destinazione.

La retrocessione presuppone un valido ed efficace decreto di espropriazione costituendo, appunto, un diritto potestativo di "riacquisto" del bene, il cui esercizio, lungi dal dar luogo alla caducazione del precedente acquisto coattivo, e da risolvere la relativa espropriazione, ne postula la perdurante operatività.

La retrocessione, avuto riguardo alla sua disciplina normativa, non determina un'illegittimità del provvedimento di esproprio che comporterebbe in astratto effetti retroattivi e quindi risolutivi "ex ante" della efficacia degli atti successivi. Al contrario essa configura una revoca del provvedimento di esproprio venendo meno la causa tipica dell'originario provvedimento. La sua efficacia è "ex nunc"; per cui (trascritto e a maggior ragione ove non lo sia l'atto di retrocessione) non potrà mai far caducare quegli effetti che si sono prodott... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...amente, e legittimamente, sulla base della situazione esistente "medio termine", prima dell'atto (contratto o sentenza).

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> RAPPORTO CON L'ASSETTO URBANISTICO

Il prezzo del bene retrocesso viene stimato con riferimento al suo valore attuale, nello stato di fatto e di diritto esistente in tale momento, rimanendo riservata alla libera ed autonoma determinazione dell'ex proprietario - proprio in considerazione della possibilità che mutino le previsioni urbanistiche - la valutazione della convenienza di conseguire il bene in natura. Non è pertanto configurabile una richiesta risarcitoria fondata sulla pretesa impossibilità di ottenere la retrocessione dei terreni in considerazione del rifiuto opposto dalla p.a. di imprimere agli stessi la medesima destinazione urbanistica che li caratterizzava al momento dell'avvio della procedura espropriativa non conclusa.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> RAPPORTO CON LA VOLUMETRIA DELL'OPERA

Anche qualora l'intervento edilizio realizzato avesse utilizzato la volumetria connessa ai terreni non materialmente utilizzati e da ret... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...on ne deriverebbe la loro non retrocedibilità, che potrebbe comunque essere disposta, seppur senza la loro originaria connessa capacità edificatoria.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> REGIONI/PROVINCE --> SICILIA

L'art. 2, secondo comma, L.R. Sicilia n. 10/1991 (come modificato dall'art. 2, comma 1, L.R. n. 5/2011) dispone che, nel caso in cui non sia previsto un termine diverso ai sensi dei successivi commi 2-bis (sino a giorni sessanta) e 2-ter (sino a giorni centocinquanta), le Amministrazioni hanno il dovere di concludere il procedimento entro il termine di trenta giorni. In materia di retrocessione parziale di beni sottoposti ad esproprio non risultano adottati dall'Amministrazione regionale provvedimenti, ai sensi dei citati commi, con cui sia stato fissato un termine di conclusione del procedimento sino a sessanta o sino a centocinquanta giorni.

La normativa in materia di retrocessione non è stata modificata nell'ambito della Regione siciliana dalla L.R. n. 86 del 1981, il cui art. 3, si limita a stabilire il termine massimo di efficacia dei piani di zona, ed a prevedere in caso di inutile scadenza dello stesso, per i terreni non utilizzati, l'obbligo ge... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...quot;retrocessione", perciò all'evidenza, rinviando ad entrambi gli istituti previsti dalla L. n. 2359 del 1865, art. 60, e segg., nonché ai relativi presupposti.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> RIMESSIONE IN PRISTINO

in ipotesi d'impossibilità della materiale restituzione del bene, per l'intervenuta sua demolizione da parte dell'espropriante, va riconosciuto il diritto del retrocessionario al risarcimento del danno in misura pari al valore venale dell'immobile al momento della pronuncia di retrocessione diminuito del prezzo di retrocessione riferito alla medesima data, semprecchè, tuttavia, il diritto alla retrocessione sia stato riconosciuto all'espropriato ed, a monte, che lo stesso lo abbia esercitato.

In ipotesi in cui si siano realizzati gli elementi richiesti dalla normativa di cui alla L. n. 2359/1865 artt 60 e 63 per la retrocessione totale del bene al privato, va affermato il pieno diritto degli attori, previo pagamento del prezzo di retrocessione, a riottenere indietro il bene espropriato. Questo dovrà essere restituito nello stato in cui si trovava al momento dell'esproprio, ovvero privo delle opere realizzate sullo stesso. In alte... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...a rimessione in pristino stato deve essere risarcito il danno che, in quanto debito di valore è soggetto a rivalutazione monetaria.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> TERZI

La retrocessione non può dirsi fittizia qualora rivolta agli originari proprietari che facciano esercizio del relativo diritto potestativo; eventuali terzi soggetti interessati potranno eventualmente subentrare, a seguito di gara, se gli originari proprietari abbiano o dovessero rinunciare.


 
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