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La retrocessione del bene espropriato per p.u.

 L'istituto giuridico della retrocessione
 Gli atti di disposizione del bene
 Cessione volontaria e retrocessione del bene
 Competenza giuridica
 La retrocessione "d'ufficio"

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

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titolo:TRASFERIMENTO E ACQUISTO DI DIRITTI REALI CON LA P.A.
anno:2017
pagine: 2105 in formato A4, equivalenti a 3578 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 40,00

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TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE

L'istituto della retrocessione è coerente con i principi costituzionali alla base dell'espropriazione, in virtù dei quali il bene sottratto al proprietario per il conseguimento di un determinato interesse pubblico non può essere arbitrariamente utilizzato per un fine diverso da quello per il quale fu espropriato e per il quale ha ricevuto la formale e specifica destinazione pubblica per effetto della dichiarazione di pubblica utilità.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> ACQUISIZIONE SANANTE

Legittimamente l'Amministrazione che abbia posto in vendita tramite pubblico incanto un bene acquisito ex art. 43 DPR 327/2001, nel dettare la disciplina della procedura ad evidenza pubblica, ha previsto, fin dal bando di selezione, che l'aggiudicazione in favore del migliore offerente del bene fosse subordinata al mancato esercizio di un diritto di prelazione (rectius: riscatto) da parte dei proprietari espropriati, intendendo così subordinare l'alienazione dei beni al mancato esercizio del diritto alla retrocessione da parte dei proprietari espropriati, di cui all'art. 46 de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...DPR.

Non costituisce una peculiarità derogatoria rispetto ai principi generali in materia espropriativa e di retrocessione dei beni espropriati, la circostanza che il bene sia stato acquisito dall'amministrazione al termine della procedura espropriativa non per effetto di un decreto di espropriazione ma con provvedimento ex art. 43 del DPR 8 giugno 2001 n. 327. Tale circostanza è infatti del tutto neutra rispetto alla ratio della disciplina della retrocessione, che è quella di consentire ai privati che hanno subito la perdita del loro diritto dominicale in vista della realizzazione di un'opera di pubblico interesse, di recuperare in tutto o in parte tale pregiudizio ove il bene che era di loro proprietà non si riveli più necessario allo scopo per il quale era stato appreso dall'amministrazione.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> ATTI DI DISPOSIZIONE DEL BENE

La retrocessione dei beni espropriati attua, nel concorso delle condizioni previste dalla legge, un nuovo trasferimento di proprietà, con efficacia "ex nunc", del bene espropriato e non utilizzato dall'espropriante, con la conseguenza che "il prezzo di <... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione va determinato con riferimento al momento della pronuncia di retrocessione". Se, dunque, la valutazione deve essere fatta, per così dire, rebus sic stantibus, è evidente che l'intervenuta alienazione della parte residua del bene oggetto di espropriazione determina l'impossibilità giuridica di disporre il richiesto trasferimento del bene, stante la piena opponibilità del successivo acquisto antecedente alla proposizione della domanda giudiziale.

L'intervenuta alienazione della parte residua del bene oggetto di espropriazione determina l'impossibilità giuridica di disporre il richiesto trasferimento del bene (retrocessione); ciò tuttavia non determina l'invalidità dell'atto di alienazione in termini di nullità per illiceità della causa, in quanto l'atto di cessione dei beni è stato stipulato da un soggetto che, in quel momento, poteva sicuramente disporre del diritto, salvo gli effetti della violazione dell'obbligo legale di retrocessione. Tale violazione non può assurgere a fattispecie di invalidità del contratto, a meno che non si rinvenga una precisa volontà lesiva dei diritti del soggetto pregiudicato, sotto lo specifico profilo della integraz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...vero e proprio reato penale.

Il proprietario espropriato ha diritto alla retrocessione del bene, ovvero, in caso di impossibilità, al risarcimento del danno, quando l'opera di pubblico interesse, per la quale era stato disposto l'esproprio, non venga realizzata. Secondo la giurisprudenza tale diritto compete al privato non solo quando l'amministrazione abbia adottato un formale provvedimento di esproprio, bensì anche quando vi sia stata la cessione volontaria dell'area, contratto ad oggetto pubblico avente natura di negozio sostitutivo del provvedimento di esproprio.

E' illegittima la procedura di asta pubblica di vendita di bene espropriato, mancante della comunicazione agli espropriati ex art. 61 L. n. 2359/1865, non potendosi a tal fine ritenere equiparata la pubblicazione dell'avviso di vendita all'albo pretorio; non garantendo l'effettiva conoscenza degli ex-proprietari (anche in termini di prelazione in loro favore), ma una mera astratta conoscibilità, non vi può essere, infatti, parificazione funzionale tra i due atti. Legittimo pertanto il provvedimento con cui l'Amministrazione si determina a non approvare il verbale di gara per l'alienazione e dispone di retrocedere ai proprietari espropriati i terreni.[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...> Sono illegittimi tutti gli atti adottati dopo l'istanza di retrocessione del bene, volti alla vendita dei terreni interessati.

Il diritto alla retrocessione non è configurato dall'ordinamento in termini reali (come fosse un "retratto" autonomamente trascrivibile; ciò appare evidente non solo alla stregua della lettera della legge ma soprattutto per l'assenza di meccanismi di opponibilità) e, dunque, non "segue" il bene ove trasferito a terzi aventi causa; in suddetta ipotesi l'amministrazione, non essendo proprietaria dei terreni espropriati, non può più retrocedere alcunché.

Il diritto potestativo alla retrocessione previsto dalla legge non è configurato dall'ordinamento in termini reali e, dunque, non "segue" il bene ove trasferito a terzi aventi causa, i quali mai subirebbero gli effetti dell'eventuale accoglimento della domanda di retrocessione proposta dai soggetti espropriati.

Illegittima è la concessione a favore del terzo, del bene ancora vincolato al fine di pubblica utilità originario e alla previa verifica di non retrocessione parziale in favore dell'ex proprietario (inutilmente) espropriato.

La pubblicazione ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tta Ufficiale dell'elenco contenente l'ndividuazione dei beni immobili di proprietà dello Stato appartenenti al patrimonio indisponibile e disponibile, predisposto ai sensi dell'art. 1, comma 1, della legge n. 410/2001 ai fini e per gli effetti di cui al successivo comma 2, non ha rilevanza ai fini della retrocessione, in quanto sintomatica del venir meno dell'interesse all'utilizzo di area espropriata per l'ampliamento di bene incluso in elenco; ciò in quanto tale adempimento è solo il primo passaggio in vista di una eventuale (ma non certa) cessione.

L'alienazione del bene espropriato e rimasto inutilizzato con conseguente impossibilità materiale e giuridica alla retrocessione, comporta violazione delle garanzie che devono essere assicurate al soggetto espropriato in ordine alla facoltà di riacquisto del bene medesimo; l'esercizio di tale facoltà richiede infatti necessariamente la pronuncia sulla dichiarazione di inservibilità.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> ATTI DI DISPOSIZIONE DEL BENE --> CONCESSIONE A TERZI

La concessione in temporaneo uso di un bene pubblico non vale a sottrarre il bene stesso al regime giuri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o della sua destinazione pubblicistica; ne consegue che i proprietari delle aree espropriate non hanno diritto alla loro retrocessione, per mancata utilizzazione delle stesse, se l'amministrazione, per realizzare fini di interesse pubblico, le abbia temporaneamente concesse in uso a terzi. Detto principio non pare davvero possa essere obliterato, se invece della realizzazione di interessi pubblici si tratti del perseguimento di fini privati, ma pur sempre d'innegabile rilievo pubblicistico.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> CESSIONE VOLONTARIA

L'applicabilità del complesso di norme e principi sulla retrocessione anche alle ipotesi in cui i beni interessati siano stati oggetto di cessione volontaria anziché di decreto di espropriazione, trova il proprio fondamento normativo nell'art. 45, comma 3, t.u. n. 327 del 2001, il quale assimila la cessione quoad effectum al decreto di esproprio; l'istituto della retrocessione è infatti da escludersi solo quando il trasferimento volontario del bene, in favore dell'Amministrazione interessata all'esecuzione dell'opera, si collochi del tutto al di fuori della sequenza procedimentale espropriativa, quale negozio di compra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...diritto comune.

Deve escludersi, anche ai fini dell'applicabilità di istituti connessi alla procedura pubblicistica dell'espropriazione, quali la retrocessione del bene o il diritto al risarcimento del danno nel caso d'inattuabilità della prima, ove l'opera pubblica non sia stata realizzata, la sussistenza di una cessione volontaria qualora non sia stato avviato il subprocedimento di determinazione indennitaria, e non sia stata formulata l'offerta amministrativa dell'indennità, solo in presenza della quale il proprietario può valutare la convenienza della cessione, dovendosi tale fattispecie qualificarsi quale ordinaria compravendita "tout court", con conseguente inesistenza di alcun vincolo di destinazione sui beni a carico dell'Amministrazione acquirente ed irrilevanza della mancata realizzazione dell'opera pubblica per cui era stato avviato il procedimento di esproprio.

L'accordo di cessione non è ostativo al diritto alla retrocessione in quanto la giurisprudenza ha chiarito che l'istituto della retrocessione dei beni si applica pure quando il procedimento espropriativo si sia concluso con un atto di cessione anziché con un decreto d'esproprio.

L'operativit&ag... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... retrocessione parziale va affermata anche in ipotesi in cui i beni siano stati acquisiti dall'Amministrazione in forza non di un provvedimento espropriativo, ma di una cessione volontaria, venendo in tal caso in questione uno strumento che, sebbene formalmente negoziale, mantiene la connotazione di atto autoritativo, dato che il fine pubblico può essere perseguito anche attraverso la diretta negoziazione del provvedimento finale.

L'applicabilità delle norme sulla retrocessione non trova naturalmente ostacolo nella circostanza che i beni interessati siano stati oggetto di cessione volontaria anziché di decreto di espropriazione, posto che l'art. 45 comma 3 del D.p.r. 327/2001 assimila la cessione quoad effectum al decreto di esproprio; tale efficacia degli accordi di cessione bonaria può essere riconosciuta anche nel regime previgente al T.U. espropriazioni, trattandosi non già di contratti espressione di piena autonomia negoziale in merito alla scelta a contrattare e allo stesso quantum dell'indennità dovuta, bensì di contratti ad "oggetto pubblico".

E' da escludersi l'istituto della retrocessione solo allorquando il trasferimento volontario del bene in favore dell'Amministrazion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ta all'esecuzione dell'opera si collochi del tutto al di fuori della sequenza procedimentale espropriativa, quale quindi negozio di compravendita di diritto comune.

L'applicabilità delle norme sulla "retrocessione" non trova ostacolo nella circostanza che i beni interessati siano stati oggetto di "cessione volontaria" anziché di espropriazione, atteso che il T.U. in materia espropriativa equipara la cessione volontaria, quanto agli effetti giuridici, al decreto di esproprio.

Da un punto di vista funzionale, la cessione volontaria equivale a un provvedimento di esproprio. Valgono dunque, in quanto compatibili, le disposizioni relative alla retrocessione (si veda ora, espressamente, l'art. 45, comma 4, del d.P.R. n. 327 del 2001).

L'applicazione dell'istituto della retrocessione non resta inibita dal fatto che il suolo sia stato ceduto volontariamente nell'ambito della procedura ablatoria anziché acquisito alla mano pubblica a mezzo di decreto di espropriazione, come codificato ora dall'art. 45 del d.P.R. n. 327 del 2001 ma già previsto dalla disciplina previgente.

In ipotesi di contratto di compravendita, privo delle caratteristiche della cessione volon... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ambito di procedimento espropriativo, non è configurabile la retrocedibilità dei beni così acquisiti per effetto della mancata realizzazione delle opere previste.

L'applicabilità delle norme sulla «retrocessione» non trova ostacolo nella circostanza che i beni interessati siano stati oggetto di «cessione volontaria» anziché di espropriazione".

Per poter configurare la sussistenza dei presupposti per la retrocessione, ai sensi degli artt. 60 e seguenti della legge n.2359/1865, è necessario accertare il presupposto indispensabile per dare applicazione all'istituto invocato e cioè che i beni oggetto della richiesta di restituzione da parte degli originari proprietari siano stati dai medesimi ceduti a favore dell'amministrazione nell'ambito di una procedura espropriativa, finalizzata alla realizzazione di un'opera dichiarata di pubblica utilità.

Nell'ipotesi in cui i beni siano stati trasferiti per effetto di cessione bonaria, ai sensi dell'art. 12 della legge n. 865/71, è necessario che questa sia avvenuta all'interno di un procedimento espropriativo avviato per effetto della dichiarazione di pubblica utilità, quale autonomo sub-pr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...che conduce ad un trasferimento della proprietà senza necessità di portare a termine la procedura mediante l'adozione del decreto finale di esproprio.

Solo in ipotesi della cessione bonaria, alternativa al decreto di espropriazione, e non anche in ipotesi di compravendita di diritto privato, può dirsi sussistente il presupposto per dare successivamente corso, in presenza della condizioni di legge, all'eventuale retrocessione dei beni in parte non utilizzati dall'amministrazione per la realizzazione dell'opera pubblica.

Anche nell'ipotesi di acquisto del bene a mezzo di cessione volontaria, trovano applicazione le disposizioni di cui agli artt. 13, 60 e 63 della l. n. 2359/1865 (ora artt. 46 e ss. del d.P.R. n. 327/2001), in relazione all'insorgenza in capo all'espropriato del diritto soggettivo alla retrocessione dei beni espropriati.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> COMPETENZA

Soggettivi passivi dell'istanza di retrocessione sono, sia in quanto specificamente indicati dalla normativa di cui agli artt. 46 ss. dPR 327/2001, sia in quanto soggetti titolari degli interessi e degli elementi necessari al fine di svolgere la necessar... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...agrave; di valutazione, l'autorità espropriante nonché il soggetto beneficiario dell'espropriazione.

Com'è noto l'istituto della retrocessione parziale di cui all'art.47 del DPR n.327/2001 implica un "apprezzamento" per così di dire di merito dell'Amministrazione investita della istanza di restituzione di parte del bene fatto oggetto di procedura espropriativa, laddove, in particolare, la P.A. procedente è tenuta a verificare e valutare se il bene originariamente acquisito in via coattiva in realtà sia divenuto o meno inservibile ai fini della realizzazione dell'opera pubblica. Occorre quindi un previo accertamento della sussistenza o meno della condicio iuris delle inservibilità e se così è, appare evidente che il soggetto naturalmente deputato ad acclarare il presupposto di fatto e di diritto testé descritto non può non essere quello che di fatto è addetto a gestire l'opera.

E' precluso al giudice procedere all'accertamento della spettanza della retrocessione parziale, la quale, non venendo in rilievo un potere vincolato, può conseguire solo alla dichiarazione da parte del beneficiario dell'espropriazione o dell'autorità espropriante, de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...enuta inutilizzabilità, il cui esercizio non risolve la precedente espropriazione, ma pone soltanto le condizioni di un nuovo trasferimento con effetto ex nunc, conseguendo la retrocessione parziale solo all'accertamento, da parte della competente Amministrazione, della inservibilità dei beni.

Relativamente ai procedimenti ante dpr 327/2001, la competenza del Presidente della Giunta regionale con il quale è stata rigettata l'istanza volta ad ottenere la dichiarazione d'inservibilità (di cui all'art. 61 L. 2359/1865), può essere affermata alla luce della portata derogatrice del comma secondo dell'art. 57 del testo unico - come previsto e consentito dallo stesso comma 3 dell'art. 4 del D.lgs. 165/2001 - quale norma successiva all'introduzione dei principi in materia di distinzione dei poteri.

Secondo il c.d. "principio di simmetria", oggi sancito dall'art. 6 del d.P.R. n.327/2011, "L'autorità competente alla realizzazione di un'opera pubblica o di pubblica utilità è anche competente all'emanazione degli atti del procedimento espropriativo che si renda necessario" (comma 1). Tale simmetria si riverbera poi anche sul procedimento di retrocessione, "speculare" a quello espropriativo.[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...> L'art. 47 DPR 327/2001 distingue il "soggetto beneficiario dell'espropriazione", da quello "che ha emesso il decreto di esproprio". Ove però la competenza in materia espropriativa sia ormai intestata al Comune, la competenza a definire le istanze di retrocessione non può che appartenere a quest'ultimo, in virtù del principio di simmetria oggi sancito dall'art. 6 del medesimo decreto.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> CORRISPETTIVO

La retrocessione dei beni espropriati attua un nuovo trasferimento di proprietà, con efficacia ex nunc, del bene espropriato e non utilizzato dall'espropriante; ciò spiega perché il prezzo di retrocessione non possa coincidere con la somma a suo tempo corrisposta a titolo di indennità di espropriazione (neppure se rivalutata), ma debba essere determinato ex novo con riferimento al momento della retrocessione, seppure sulla base del medesimo criterio già utilizzato per la determinazione dell'indennità di esproprio e, quindi, tenendo conto del valore attuale del bene. Quest'orientamento è stato recepito dal D.P.R. 327/2001, n. 327 art. 48.

Mancando l'accordo tr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... è onere dell'espropriato attivarsi affinché il corrispettivo della retrocessione sia determinato dall'ufficio tecnico erariale o dalla commissione provinciale prevista dall'articolo 41, sulla base dei criteri applicati per la determinazione dell'indennità di esproprio e con riguardo al momento del ritrasferimento (articolo 48, comma primo, del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327).

Ai sensi dell'art. 48, comma 1, DPR n. 327/2001 "il prezzo della retrocessione del bene espropriato va determinato in base ai criteri legali ed astratti originariamente applicati per la liquidazione dell'indennità di espropriazione, ragguagliati all'attualità", anche qualora tali criteri fossero riduttivi rispetto al valore venale del fondo espropriato.

In materia di determinazione del prezzo della retrocessione, costituisce principio consolidato che il corrispettivo della retrocessione è determinato sulla base dei criteri applicati per la determinazione dell'indennità di esproprio, con riguardo al momento del ritrasferimento, per cui, qualora l'indennità di espropriazione sia stata determinata con modalità diverse da quelle del calcolo del valore venale, a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zzo della retrocessione deve essere calcolato con gli stessi criteri.

A seguito della sentenza della Corte Cost. n. 181/2011, il valore di retrocessione di un bene espropriato a valore agricolo medio, non può essere determinato sulla base del criterio dichiarato incostituzionale, ma secondo il valore di mercato delle aree espropriate, tenute presenti tutte le caratteristiche delle stesse (presenza di infrastrutture, conformazione, vicinanza a un centro abitato, ecc.), e, quindi, anche la loro destinazione urbanistica.

Il prezzo della retrocessione dell'immobile espropriato deve essere determinato con gli stessi criteri legali ed astratti con i quali si procedette alla liquidazione dell'indennità di esproprio, avuto riguardo al momento del trasferimento, dunque commisurato al valore attuale (art. 48, comma 1, d.P.R. 327/2001, che recepisce la giurisprudenza già consolidatasi sul punto), anche se i suddetti criteri sono stati stabiliti da una legge speciale e hanno carattere riduttivo rispetto al criterio generale del valore venale del fondo.

Il prezzo di retrocessione va determinato con riferimento al momento della retrocessione, costituendo essa il titolo di trasferimento del ben... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to, sicché ove il valore del bene, al momento della retrocessione, risulti in concreto aumentato per la sopravvenuta possibilità di utilizzazione edificatoria, la determinazione del prezzo di retrocessione va commisurata a tale valore attuale, a nulla rilevando che all'epoca di stima dell'indennità di esproprio lo stato di fatto del bene fosse tale da imporne la qualifica come terreno agricolo.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> D'UFFICIO

Dopo la conclusione del procedimento ablativo con l'emanazione del provvedimento di esproprio, la legge non consente lo ius poenitendi dell'ente espropriante, né la revoca dell'atto ablativo per sopravvenuti motivi di interesse pubblico, con un atto che disponga d'ufficio la restituzione del bene acquisito al patrimonio dell'ente per ragioni di merito, cioè di convenienza o opportunità.

La disciplina di cui agli artt. 46 e 48 del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, non consente alcuna restituzione dei diritti dominicali oggetto di espropriazione, se non ad iniziativa o su istanza degli stessi espropriati. Costoro sono titolari del diritto potestativo di richiedere la retrocessione parziale o tot... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i trasferiti per ragioni di pubblica utilità. In sintesi, il procedimento per la retrocessione dei beni espropriati è, secondo il legislatore, necessariamente ad "istanza di parte" e non d'ufficio.

Dal contenuto letterale dell'art. 47 del DPR 8/6/2001 n. 827 è dato evincere che soltanto il "soggetto espropriato può chiedere la restituzione della parte del bene, già di sua proprietà, che non sia stata utilizzata"; nulla la norma dice in materia sulla potestà dell'Amministrazione di procedere unilateralmente ad una retrocessione "d'ufficio" (nel caso di specie mediante rettifica del decreto di esproprio) che, pertanto, in base al principio della tipicità degli atti si appalesa illegittima.

Il procedimento per la retrocessione dei beni espropriati è necessariamente a "istanza di parte"; non è conseguentemente ammesso, dopo la conclusione del procedimento ablativo con l'emanazione del provvedimento di esproprio, lo ius poenitendi dell'ente espropriante, né la revoca dell'atto ablativo per sopravvenuti motivi di interesse pubblico, con un atto che disponga d'ufficio la restituzione del bene acquisito al patrimonio dell'ente per ragioni di merito, c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di convenienza o opportunità.

Dopo la conclusione del procedimento ablativo la legge non consente lo "ius poenitendi" dell'espropriante, mediante la revoca del decreto di esproprio per sopravvenuti motivi d'interesse pubblico e la restituzione d'ufficio del bene acquisito, essendo questa possibile solo previo esercizio, da parte del soggetto espropriato, del diritto di chiedere la retrocessione.


 
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