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La «restitutio in integrum» del fondo a seguito di giudicato (art. 936 Cod. Civ.)

Nel caso all'occupazione illegittima del bene non abbia fatto seguito l'irreversibile trasformazione dello stesso, sussiste in capo alla P.A. l'obbligo di restituire il bene appreso. Il privato che ha subito l’occupazione del fondo può chiedere la restituzione del bene, fermo restando il diritto al risarcimento dei danni per il mancato godimento nei periodi di occupazione illegittima. È data facoltà alla P.A di scegliere se restituire il bene occupato o procedere al risarcimento del pregiudizio

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titolo:OCCUPAZIONI ED ESPROPRI ILLEGITTIMI
anno:2014
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PATOLOGIA --> RESTITUTIO IN INTEGRUM --> POTERI DEL GIUDICE

Non può essere condannata la P.A. alla restituzione del bene illegittimamente occupato, in assenza di domanda di parte, per il noto ed ineludibile principio processuale della corrispondenza tra chiesto e pronunziato.

La restituzione del bene immobile costituisce reintegrazione in forma specifica della sfera giuridico-patrimoniale del privato leso dal comportamento amministrativo illegittimo, ossia non assistito da un titolo giuridico valido ed efficace.

La dichiarazione dell'obbligo di restituire il bene illegittimamente occupato si pone nel solco dei principi che governano l'azione di adempimento di nuovo conio oggetto dell'art. 34, comma 1, lett. c) cod. proc. amm. come da ultimo modificato dal cd. «secondo correttivo» (d. lgs. n. 160 del 2012), ai sensi del quale il giudice, nei limiti della domanda, condanna, tra l'altro, «all'adozione delle misure idonee a tutelare la situazione giuridica soggettiva dedotta in giudizio e dispone misure di risarcimento in forma specifica ai sensi dell'articolo 2058 del codice civile».

Pur sussistendo, in sede di ottemperanza, il potere-dovere del giudice di ordinare la materiale rimozione... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e viabilistiche che risultano senza titolo, tuttavia nell'avvalersi dei propri poteri tipici della giurisdizione di merito, può tenere in debito conto le esigenze di interesse pubblico che militano – in attesa delle determinazioni da fare assumere ai sensi dell'art. 42 bis DPR 327/2001- nel senso del provvisorio mantenimento dell'opera pubblica (nodo stradale) ormai completata e da tempo aperto al pubblico transito, consentendo questa la prosecuzione di attività industriali e commerciali, diversamente precluse.

Non può il Giudice accertare l'inservibilità dei terreni occupati illegittimamente, stante la natura discrezionale della valutazione della P.A. in ordine all'esistenza o meno di un rapporto di utilità tra il relitto e l'opera compiuta; corretta pertanto è l'individuazione da parte del giudice di due possibili strade alternative per soddisfare l'interesse dei proprietari incisi dal procedimento ablatorio: o la retrocessione ( o restituzione) o il risarcimento per equivalente.

PATOLOGIA --> RESTITUTIO IN INTEGRUM --> POTERI DEL GIUDICE --> RIMESSIONE IN PRISTINO

In assenza di atti di natura ablatoria ex art. 42 bis DPR 327/2001, o di contratti di acquisto delle aree, in cui... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... realizzate opere di sicuro interesse pubblico (nel caso di specie rientranti nel campo di applicazione della legge n. 443 del 2001), sussiste il potere-dovere del giudice di avvalersi (anche per il tramite del commissario ad acta) del Genio civile e del Prefetto e di disporre – con le necessarie cautele per la pubblica incolumità – la materiale rimozione, anche con l'esplosivo, delle opere che attualmente risultano senza titolo.

PATOLOGIA --> RESTITUTIO IN INTEGRUM

La proprietà di un'area ancorché occupata dall'Amministrazione e dalla stessa irreversibilmente trasformata attraverso la realizzazione di un'opera pubblica, in difetto di utilizzo di strumenti legittimi di acquisizione della proprietà alla mano pubblica (negozi giuridici, procedure espropriative, oggi art. 42-bis T.U. n. 327/2001), rimane in capo al privato titolare ab initio del titolo dominicale. Il proprietario privato ha dunque titolo a chiedere la restituzione del bene di sua proprietà.

Qualora l'amministrazione non intenda procedere a sanare l'illecito, con gli strumenti consensuali o autoritativi permessi dall'ordinamento, dovrà procedere alla restituzione del bene illegittimamente occupato, secondo le modali... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...reviste all'art. 936 del codice civile.

Il bene detenuto sine titulo da parte della P.A., non essendosi il procedimento espropriativo concluso nella dovuta forma di legge, ovvero con cessione bonaria o con il decreto di esproprio (esito naturale del procedimento), o per non essere stato adottato alcun provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42 bis, DPR 327/2001, va restituito al proprietario.

Il proprietario del fondo che ha subito l'occupazione del fondo può chiedere la restituzione del bene, fermo restando il diritto al risarcimento dei danni per il mancato godimento nei periodi di occupazione illegittima.

Deve essere disposta la restitutio in integrum del suolo già oggetto di occupazione e non ricompresa negli atti dell'originaria procedura espropriativa né nella successiva delibera di acquisizione ex art. 42 bis DPR 327/2001, della quale perduri l'illegittimo spossessamento.

Dal mancato perfezionamento della procedura espropriativa discende l'obbligo dell'Amministrazione di restituire il bene che non abbia subito alcuna trasformazione a seguito dell'instaurazione di tale procedura.

La restituzione del bene occupato senza titolo costituisce l'effetto naturale della mancata ac... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...del bene nelle forme di legge, in difetto della quale nessuna disposizione o principio ordinamentale autorizzano l'Amministrazione a permanere nel pieno ed illecito possesso del bene quantunque per fini di pubblico interesse.

La restituzione del bene costituisce l'effetto naturale della sua mancata acquisizione nelle forme di legge, in difetto della quale nessuna disposizione o principio ordinamentale autorizzano l'Amministrazione a permanere nel pieno ed illecito possesso del bene quantunque per fini di pubblico interesse.

Dovendosi escludere che la mera trasformazione irreversibile di un suolo con la realizzazione di un'opera pubblica costituisca circostanza idonea a trasferire in capo all'Amministrazione la proprietà delle aree in assenza di un regolare provvedimento di esproprio, e ciò sia nel caso di occupazione del terreno ab origine sine titulo sia nel caso di un'occupazione iniziata in forza di un provvedimento legittimo poi scaduto, il comportamento della P.A. costituisce un illecito permanente, dal quale consegue l'obbligo di far cessare l'illegittima compromissione del diritto di proprietà mediante la restituzione del bene al privato dato che questo non ha perduto la proprietà del bene ed ha titolo a riaverlo.<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../> Per effetto dell'annullamento dell'atto di proroga dell'occupazione d'urgenza deve disporsi l'immediata restituzione delle aree.

Fino a quando non si verifichi il passaggio di proprietà delle aree illegittimamente occupate in capo all'Amministrazione, a mezzo dello strumento autoritativo (il decreto di cui all'art. 42-bis T.U. espropri), ovvero con altro strumento privatistico rimesso alla consensuale libera autonomia delle parti, il danno subito dai privati è da individuarsi nella permanente occupazione sine titulo dell'area. Nel caso in cui l'Amministrazione decidesse di restituire le aree, dunque, non farebbe altro che far cessare (ovviamente ex nunc) la situazione illecita causativa del danno e sarebbe comunque tenuta al risarcimento per il periodo di occupazione sine titulo sino al momento della restituzione del bene.

In ipotesi di occupazione divenuta illegittima, non esiste più alcun titolo che legittimi il possesso delle aree in capo agli enti esproprianti e quindi la suddetta detenzione è da ritenersi certamente contra legem, esigendosi la reintegrazione dell'ordine giuridico con cessazione del permanente illecito ascrivibile alla colpevolezza degli esproprianti. Deve pertanto ritenersi fondata la domanda di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...br />
In ipotesi di occupazione illegittima di area privata che non risulti irreversibilmente trasformata, l'Amministrazione è tenuta, senza alternative, a procedere alla sua restituzione in favore del legittimo proprietario.

La mancanza di un titolo legittimante il possesso da parte della P.A. del bene privato, per effetto dell'intervenuta scadenza/inefficacia del decreto di occupazione, fa conseguire l'obbligo dell'attuale detentore alla restituzione dei suoli oggetto di diritto di proprietà secondo le modalità e con gli effetti della ordinaria normativa civilistica (cfr., in particolare, artt. 936 C.C.).

A seguito dell'inutile scadenza del termini finali per i lavori e le espropriazioni e dell'esaurimento dell'efficacia della dichiarazione di pubblica utilità, il comportamento della P.A. consistente nella perdurante occupazione sine titolo del suolo è illegittimo siccome privo di titolo, onde deve accogliersi la domanda intesa alla declaratoria dell'illegittimità del comportamento dell'amministrazione e alla restituzione del suolo.

Nonostante che la parte privata affermi di non avere interesse alla sua restituzione, deve ritenersi che il bene illegittimamente occupato rimanga nella... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...età, in mancanza di un atto traslativo. Ne discende che, tranne che l'amministrazione intenda comunque acquisire il bene, è suo obbligo primario procedere alla restituzione della proprietà illegittimamente detenuta.

L'Amministrazione è tenuta a restituire i terreni ponendo fine all'occupazione senza titolo, conseguente alla mancata tempestiva adozione del decreto di esproprio.

Per effetto dell'annullamento degli atti del procedimento, deve essere disposta la restituzione del bene (formale e non sostanziale), che sia rimasto nella disponibilità del proprietario e sul quale l'Amministrazione non abbia iniziato i lavori.

In ipotesi di occupazione illegittima del fondo privato, tranne che l'amministrazione intenda comunque acquisire il bene, è suo obbligo primario procedere alla restituzione della proprietà illegittimamente detenuta.

Qualora l'Amministrazione decida di non avvalersi degli strumenti consensuali o autoritativi attribuitigli e sceglierà di restituire il bene illegittimante occupato, comprensivo dell'immobile realizzato, la relativa disciplina rientra nell'ambito applicativo dell'art. 936 cod.civ., che regolamenta in dettaglio le diverse fattispecie possib... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ndo i rispettivi obblighi delle parti.

In ipotesi di occupazione illegittima con trasformazione del bene conseguente alla mancata conclusione del procedimento, non è invocabile l'art. 936 commi 4 e 5 c.c., non potendo ritenersi la P.A. in buona fede ed essendo la procedura iniziata con l'esplicazione del potere pubblicistico ablativo da parte dell'Amministrazione, perdurando il quale il proprietario non avrebbe potuto utilmente domandare la rimozione delle opere. Deve pertanto essere disposta la restituzione del bene con rimozione delle opere.

Nel caso in cui l'Amministrazione decida di restituire le aree illegittimamente occupate, anziché di acquisirle in accordo con i proprietari pagandone il corrispettivo, non fa altro che far cessare l'illecito permanente causativo del danno, fermo restando l'obbligo del risarcimento per il periodo di occupazione abusiva sino al momento della restituzione.

In ipotesi in cui non sia configurabile una vicenda di occupazione cosiddetta espropriativa (nel caso di specie per essere le costruzioni destinate a restare di appartenenza privata), l'illegittima occupazione di un fondo privato la quale consegua all'annullamento, da parte del giudice amministrativo, del decreto di espropriazione,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'obbligo dell'espropriante alla restituzione dell'immobile al proprietario.

In ipotesi di occupazione sine titulo conseguente all'annullamento (nel caso di specie) del provvedimento di proroga dei termini per il compimento della procedura espropriativa, non tempestivamente adottato, in ragione della richiesta di parte ricorrente di restituzione del fondo con reimmissione nel relativo possesso previo ripristino dello status quo ante, l'Amministrazione deve essere condannata alla restituzione previa riduzione in pristino del fondo ai privati, in ragione dell'accertato utilizzo dello stesso per come materialmente appreso sia pure per fini pubblicistici.

Nulla osta all'accoglimento della richiesta diretta ad ottenere la restituzione dei terreni detenuti dalla P.A. sine titulo per effetto dell'invalidità a monte della stessa dichiarazione di pubblica utilità, e dell'annullamento del decreto di occupazione d'urgenza.

In ipotesi in cui le aree non siano state modificate dalla pubblica amministrazione, in assenza di decreto di esproprio, devono ritenersi detenute senza titolo dall'amministrazione e pertanto devono essere restituite.

Cessati gli effetti della dichiarazione di pubblica utilità, l'area occupat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ella libera disponibilità del privato, con conseguente possibilità dello stesso di rivendicarne la restituzione.

Qualora sia venuto a scadenza il termine fissato nel decreto di occupazione d'urgenza per il compimento dell'esproprio e non sia intervenuta nelle more l'irreversibile trasformazione del terreno, i proprietari hanno diritto ad ottenere dall'ente espropriante la restituzione del bene.

In assenza di acquisizione del bene illegittimamente occupato, il bene va restituito in accoglimento della domanda restitutoria.

L'obbligo di restituzione di beni occupati illegittimamente discendente direttamente dalle pronunzie del giudice civile passate in giudicato – e dunque anche il rischio legato alla indisponibilità (di fatto e di diritto) dell'area occupata –grava sull'autorità formalmente qualificata come (l'unica) espropriante, risultante come l'unica ad avere avviato procedure di natura ablatoria sui beni medesimi indipendentemente dal fatto che quest'ultimi siano stati utilizzati da ente diverso.

Divenuta illecita l'occupazione disposta dalla P.A., cessati gli effetti della dichiarazione di pubblica utilità, il bene ritorna nella libera disponibilità del privato c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nte possibilità dello stesso di rivendicarne la restituzione.

La tutela spettante al privato leso in fattispecie di occupazione acquisitiva ed usurpativa, non ha nulla di diverso da quella spettante a qualsiasi proprietario che si sia visto sottrarre il possesso di un bene e cioè la restituzione ed il risarcimento degli eventuali danni subìti dal bene medesimo.

In assenza di titolo che legittimi l'intervenuto acquisto della proprietà dell'area occupata in capo all'amministrazione o l'ulteriore permanenza di una legittima occupazione d'urgenza, sussiste l'obbligo alla restituzione della stessa al suo legittimo proprietario.

Del bene di cui l'Amministrazione abbia conseguito il possesso giuridico deve essere disposta la restituzione una volta dichiarata la definitiva inefficacia degli atti del procedimento ablatorio, non conclusa con un tempestivo provvedimento espropriativo.

PATOLOGIA --> RESTITUTIO IN INTEGRUM --> ASSERVIMENTO ABUSIVO

In ipotesi di asservimento abusivo i proprietari conservano e mantengono il diritto dominicale sull'immobile, nonché in via primaria, la possibilità di esercizio delle azioni reipersecutorie a tutela della non perduta propriet&... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...perfino dell'azione esecutiva di cui agli artt. 474 e 605 c.p.c., anche per conseguire il ripristino dello status quo ante previa demolizione del manufatto abusivo.

In ipotesi di esercizio abusivo di servitù di elettrodotto si è in presenza di un illecito permanente che solo l'ordine di rimozione del manufatto può far cessare. Erroneamente quindi è ritenuta preclusa dal giudice le reintegrazione in forma specifica con ripristino dello stato dei luoghi con restituzione dei terreni ai sensi della L. L. 20 marzo 1865, n. 2248, art. 4, all. E.

In ipotesi di asservimento abusivo l'Amministrazione, tranne che intenda costituire la servitù sugli immobili interessati, ha l'obbligo di procedere alla rimozione della conduttura restituendo al proprietario le proprie aree libere dal vincolo illegittimamente imposto.

In ipotesi di asservimento de facto conseguente a sconfinamento, deve essere disposto il ripristino dei luoghi manomessi in via del tutto fattuale, attraverso l'assoggettamento illegittimo del fondo ad una servitù, priva di titolo.

PATOLOGIA --> RESTITUTIO IN INTEGRUM --> DISCREZIONALITÀ

In ipotesi di occupazione senza titolo, la scelta discrezionale ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...llo strumento concreto da adottare per rimediare al fatto illecito compiuto (restituzione o acquisizione), è sicuramente rimessa all'Amministrazione espropriante, la quale, tuttavia, non potrà non tenere in considerazione, nella ponderazione dei vari interessi in gioco, della drasticità della scelta di abbattimento dell'opera pubblica realizzata e che risulta utilizzata, con conseguente potenziale sacrificio dello svolgimento dei servizi pubblici che con essa vengono garantiti.

In ipotesi di occupazione divenuta illegittima, intervenuta la realizzazione delle opere, la discrezionalità dell'Amministrazione in ordine alla scelta di restituire le aree interessate, sussiste solo se la situazione di fatto sia mutata e sia possibile mettere in discussione l'utilizzazione delle stesse come opere pubbliche, con conseguente restituzione al proprietario, previo ripristino. Al contrario, l'accertamento dell'avvenuta realizzazione delle opere progettate e della loro attuale destinazione all'uso per il quale le stesse sono state realizzate, deve condurre la P.A. a dare corso al procedimento per l'acquisizione.

In ipotesi di occupazione divenuta illegittima, la scelta dell'Amministrazione di restituire i beni in forza della asserita na... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a delle opere realizzate, è discutibile sotto il profilo dell'eventuale danno erariale che potrebbe configurarsi se quanto affermato corrispondesse al vero. Ciò significherebbe, infatti, che la P.A. avrebbe sostenuto oneri per la progettazione, occupazione e realizzazione di opere di natura privata con conseguente, evidente, danno per l'erario, ulteriormente aggravato dagli obblighi risarcitori conseguenti.

 
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