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Gli standard urbanistici: regime dominicale e regime transitorio

La qualificazione urbanistica di un immobile a standard trova fondamento nella sua attuale e stabile destinazione funzionale al soddisfacimento di esigenze di carattere collettivo: il regime giuridico dominicale non rileva nella destinazione a standard.

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titolo:STANDARDS URBANISTICI
anno:2018
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formato: pdf  
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VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> STANDARDS --> REGIME DOMINICALE

La qualificazione urbanistica come standard di un determinato immobile trova fondamento nella sua attuale e stabile destinazione funzionale al soddisfacimento di esigenze di carattere collettivo, quale che sia lo strumento giuridico atto ad assicurarla, piuttosto che nella natura giuridica del soggetto proprietario: gli artt. 3 D.M. n. 1444/1968 e 41 quinquies, comma 8, l. n. 1140/1942, fissano infatti i rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi, da un lato, e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, dall'altro, senza fare distinzione tra queste ultime due tipologie.

Il regime giuridico dominicale non assume rilevanza in ordine alla destinazione a standard di un'area. Quel che rileva è piuttosto l'uso pubblico dell'area, pur nella ipotesi in cui la proprietà risulti ascrivibile ad un soggetto privato.

Nel novero dei vincoli conformativi rientrano anche opere concernenti parcheggi, impianti sportivi, mercati, etc., classificabili anche quali standard edilizi, in quanto tali diretti a garantire ai cittadini un livello minimo di civiltà urbani... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lta indifferente la natura pubblica o privata della loro proprietà risaltando, piuttosto, la possibilità per i cittadini stessi di fruirne liberamente. Non sussiste pertanto un obbligo del privato di cedere aree all'amministrazione al fine di ottenere la necessaria presenza di standard.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> STANDARDS --> REGIME TRANSITORIO

L'art. 17, comma 7, L. 6 agosto 1967, n. 765 disciplina il caso della licenza edilizia rilasciata durante l'anno di moratoria decorrente dalla data di entrata in vigore della L. n. 765 del 1967, cioè tra il 1 settembre 1967 ed il 1 settembre 1968, prevedendo che nel suddetto periodo non trovano applicazione le limitazioni previste dai precedenti commi primo, secondo, terzo, quarto e sesto, ma le licenze rilasciate nel medesimo periodo non sono prorogabili e le relative costruzioni devono essere ultimate entro due anni dall'inizio dei lavori.



 
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