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La redazione di varianti urbanistiche per il recupero degli insediamenti abusivi

Nessun obbligo di redazione di varianti per il recupero degli insediamenti abusivi discende dalle norme sancite dagli artt. 29 e 32 L.47/1985. L'obiettivo è infatti quello di affiancare una speciale tipologia di variante a quelle già contemplate dall'ordinamento urbanistico, demandando alle regioni la disciplina di dettaglio.

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Nessun obbligo di redazione di varianti per il recupero degli insediamenti abusivi discende dalle norme sancite dagli artt. 29 e 32, lett. b) , della l. 28 febbraio 1985, n. 47.

La ratio dell'art. 29 e 32, lett. b) , della l. 28 febbraio 1985, n. 47 non è quella di imporre alle Regioni ed alle amministrazioni comunali, in sede di adozione ed approvazione delle varianti generali agli strumenti urbanistici, l'obbligo di considerare gli insediamenti abusivi a fini di recupero; bensì quella di affiancare una speciale tipologia di variante a quelle già contemplate dall'ordinamento urbanistico, demandando alle regioni la disciplina di dettaglio.

Nella Regione Puglia, la formazione e l'approvazione dei piani particolareggiati di recupero urbanistico è obbligatoria solamente nei casi di cui all'art. 14 della l.r. n. 37/1985, all'infuori dei quali costituisce attività ampiamente discrezionale, nell'ambito della complessa azione - di esclusiva prerogativa dell'organo consiliare dell'ente locale - di governo del territorio.

L'articolo 12 comma 16 della L.R. Abruzzo 16/2003, nel prevedere l'obbligo di varianti specifiche per opere condonate, risulta inapplicabile ai condoni annullati in sede giurisdizionali.
[Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...La ratio dell'art. 29, della l. 28 febbraio 1985, n. 47 non è quella di imporre alle Regioni ed alle amministrazioni comunali, in sede di adozione ed approvazione delle varianti generali agli strumenti urbanistici, l'obbligo di considerare gli insediamenti abusivi a fini di recupero; bensì quella di affiancare una speciale tipologia di variante a quelle già contemplate dall'ordinamento urbanistico, demandando alle regioni la disciplina di dettaglio.

Dall'art. 29 della l. 28 febbraio 1985, n. 47, non discende alcun obbligo di redazione di varianti per il recupero degli insediamenti abusivi.

La cd. variante di recupero prevista dall'art. 29 della l. 28 febbraio 1985, n. 47, non costituisce un parametro per la valutazione delle domande di sanatoria edilizia (che devono essere valutate sulla base di ben altri presupposti), ma solo un modo per procedere al recupero ed al reinserimento urbanistico di parti del territorio caratterizzate dalla massiccia presenza di fenomeni di abusivismo.

L'onere di formazione ed adozione di varianti agli strumenti urbanistico generali per il recupero di insediamenti abusivi esistenti non si applica per le opere non sanabili.



 
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