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Rapporto tra P.R.G. e pianificazione acustica, programma di fabbricazione, volumetria esistente

Esiste un'ontologica differenza tra il P.R.G. e il Programma di Fabbricazione: il secondo costituisce una sorta di surrogato del primo, volto ad assicurare solo una embrionale disciplina urbanistica e contrassegnato da una valenza squisitamente edilizia.

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titolo:IL CODICE DELLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA
anno:2017
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PIANIFICAZIONE --> STRUMENTO URBANISTICO COMUNALE GENERALE --> PIANO REGOLATORE GENERALE --> RAPPORTO CON PIANIFICAZIONE ACUSTICA

Il fatto che il Piano di Zonizzazione Acustica descriva l'area interessata come a prevalente destinazione industriale non impedisce all'Amministrazione comunale, in sede di pianificazione urbanistica, di destinare l'area ad un utilizzo diverso, giacché il Piano di Zonizzazione Acustica fotografa una situazione in essere e il Piano Strutturale, invece, delinea quelle che saranno le future trasformazioni possibili dell'area.

L'individuazione delle zone omogenee contenuta nel piano regolatore e la relativa classificazione costituiscono soltanto un indice di riferimento per la predisposizione degli atti di pianificazione acustica, di conseguenza la corrispondenza tra zonizzazione "urbanistica" e zonizzazione "acustica" di conseguenza non è perfettamente biunivoca.

PIANIFICAZIONE --> STRUMENTO URBANISTICO COMUNALE GENERALE --> PIANO REGOLATORE GENERALE --> RAPPORTO CON PROGRAMMA DI FABBRICAZIONE

Superato il divario tra programma di fabbricazione e piano regolatore generale a seguito della sentenza della Corte Costituzionale 23... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rimo, finché non è approvato il secondo dall'organo di controllo dell'ente territoriale che lo ha adottato, va riconosciuta la funzione di strumento di sistemazione urbanistica tipico del territorio comunale, anche quanto ad eventuali varianti apportate con conseguente legittimità dei vincoli con esso imposti alla proprietà privata anche in tema di distanze tra costruzioni, costituendo detto programma, a decorrere dalla sua pubblicazione o da quella della variante di esso, parte integramene dei regolamenti edilizi locali, mentre, fino a tale data, i rapporti di vicinato sono disciplinati dalle precedenti norme locali o dall'art. 873 c.c. o dalle leggi speciali, non rilevando l'applicazione delle misure di salvaguardia di cui alla L. n. 1902 del 1952, art. 1 e della L. n. 675 del 1967, art. 3 integrativa dell'art. 10 della legge 7 agosto 1942 n. 1150, poiché la normativa ivi contenuta è destinata ai Sindaci ed ai Prefetti per fini di interesse pubblico e non ha effetti nella regolamentazione dei rapporti tra privati.

Il P.R.G. non può considerarsi, quanto alle prescrizioni da esso recate, meramente ripetitivo del precedente Programma di Fabbricazione: e tanto per l'esistenza di una innegabile ontologica differenza tr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...umenti di pianificazione urbanistica; invero, ancorché i due strumenti quanto al contenuto di carattere generale della disciplina in essi contenuta, possono considerarsi equivalenti, nondimeno il primo costituisce una sorta di surrogato del P.R.G., volto ad assicurare solo una embrionale disciplina urbanistica e contrassegnato da una valenza squisitamente edilizia.

PIANIFICAZIONE --> STRUMENTO URBANISTICO COMUNALE GENERALE --> PIANO REGOLATORE GENERALE --> RAPPORTO CON VOLUMETRIA ESISTENTE

L'incidenza di un intervento edilizio sul carico urbanistico deve essere considerata con riferimento all'aspetto strutturale e funzionale dell'opera ed è rilevabile anche nel caso di una concreta alterazione della originaria consistenza sostanziale di un manufatto in relazione alla volumetria, alla destinazione o alla effettiva utilizzazione tale da determinare un mutamento dell'insieme delle esigenze urbanistiche valutate in sede di pianificazione con particolare riferimento agli standard fissati dal D.M. 1444/68.

L'incidenza di un intervento edilizio sul carico urbanistico dev'essere considerata con riferimento all'aspetto strutturale e funzionale dell'opera, ed è rilevabile anche nel caso di una concreta alterazione ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...aria consistenza sostanziale di un manufatto in relazione alla volumetria, alla destinazione o all'effettiva utilizzazione, tale da determinare un mutamento dell'insieme delle esigenze urbanistiche valutate in sede di pianificazione, con particolare riferimento agli standard fissati dal D.M. 2 aprile 1968, n. 1444.

Non vi è contraddizione nel p.r.g. fra il potenziamento dell'identità turistica di un centro abitato e il contestuale, drastico ridimensionamento delle volumetrie residenziali, non potendosi certo equiparare il carico urbanistico della destinazione residenziale e quello della destinazione turistico-ricettiva: stabile il primo, variabile in dipendenza della stagionalità il secondo.

In sede di redazione di uno strumento urbanistico nella determinazione della consistenza oggettiva dei vani esistenti vanno considerati anche i vani non occupati.

Lo strumento urbanistico, nel disporre le future conformazioni del territorio, considera le sole "aree libere", tali dovendosi ritenere quelle "disponibili" al momento della pianificazione, e ancor più precisamente quelle che non risultano già edificate (in quanto costituenti aree di sedime di fabbricati o utilizzate per opere di urbanizzazione), ovvero... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ..., nel rispetto degli standard urbanistici, risultano comunque già utilizzate per l'edificazione (in quanto asservite alla realizzazione di fabbricati, onde consentirne lo sviluppo volumetrico).

Il piano urbanistico comunale, si deve riferire non alla edificazione ulteriore rispetto a quella già esistente al momento della sua approvazione, ma all'edificazione complessivamente realizzabile nella zona omogenea.


 
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