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Rapporto tra localizzazione di un piano di E.R.P. ed il piano P.E.E.P.

Come disposto dalla Legge 247/1974, l'Amministrazione è obbligata al reperimento delle aree da destinare all'edilizia popolare all'interno del piano di zona vigente (P.E.E.P.): i vincoli espropriativi ivi apposti vincolano anche il Comune ad esercitare i propri poteri pubblicistici nell'ambito del suddetto piano sino al suo esaurimento.

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PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PROGRAMMA COSTRUTTIVO ERP --> RAPPORTO CON IL PEEP

Il programma costruttivo di edilizia residenziale ex L. n. 865 del 1971, art. 51, non è equiparabile al piano di zona, rispetto al quale è alternativo e autonomo, ma costituisce un procedimento semplificato ed accelerato d'individuazione ed acquisizione delle aree destinate a iniziative di edilizia residenziale pubblica, che può aver luogo qualora non possano adottarsi tempestivamente le complesse procedure di urbanizzazione previste dalla L. n. 167 del 1962.

A differenza del piano per gli interventi di edilizia economica e popolare, che non può porsi, per definizione, in contraddizione con lo strumento generale, sicché ove localizzi insediamenti residenziali in zona agricola, muta la propria natura da strumento attuativo a strumento generale di programmazione del territorio, la localizzazione in via breve di edifici di edilizia residenziale, ex L. n. 865 del 1971, art. 51, concepita al fine di favorire la spedita acquisizione delle aree, costituisce un intervento in variante tipicamente espropriativo, in nessun modo riconducibile alla programmazione del territorio. Diversa... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ndo si verrebbe a tener conto in melius degli incrementi connessi all'esecuzione dell'opera di pubblica utilità in contrasto col principio generale desumibile dalla legge fondamentale sulle espropriazioni (L. n. 2359 del 1865, artt. 42 e 43).

Il programma costruttivo di edilizia residenziale inerente alla localizzazione (di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 51), non è equiparabile al piano di zona, rispetto al quale è alternativo e autonomo, essendo soggetto ad un procedimento semplificato ed accelerato d'individuazione ed acquisizione delle aree destinate a iniziative di edilizia residenziale pubblica, non assimilabile alla procedura di formazione del p.e.e.p., con il quale condivide solo l'efficacia: la localizzazione può avere luogo proprio qualora non possano adottarsi tempestivamente le complesse procedure di urbanizzazione previste dalla L. n. 167 del 1962.

La procedura acceleratoria prevista dall'art. 51 L. n. 865/1971 per far fronte a sopravvenute esigenze abitative di interesse sociale, postula l'inesistenza o l'esaurimento del PEEP; pertanto, prima di fare ricorso alla localizzazione degli interventi di ERP con la speciale procedura dell'art 51 l. 865/71, l'Amministrazione comun... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; tenuta a reperire delle aree da destinare all'edilizia popolare all'interno del piano di zona vigente.

Il Consiglio di Stato (ex plurimis, Sez. IV, n. 4013/2009), ha ben puntualizzato la differenza che intercorre fra la procedura di approvazione di un p.e.e.p. e la localizzazione di cui all'art. 51 L. n. 865/1971; il presupposto applicativo fondamentale del modello procedimentale delineato dall'art. 51 per giungere alla localizzazione nel proprio territorio dell'intervento di edilizia residenziale pubblica, è rappresentato dall'appartenenza del comune che intende realizzare l'intervento in parola, al novero dei comuni "che non dispongono dei piani previsti dalla legge 18 aprile 1962 n. 167", vale a dire di un p.e.e.p..

Il Consiglio di Stato ha precisato la differenza fra la procedura di approvazione di un p.e.e.p. e la localizzazione di cui all'art. 51 L. n. 865/1971; la norma contenuta nell'art. 51, introduce una vera e propria legge n. 167/1962 "accelerata" e che per tale ragione si differenzia da quest'ultima per importanti aspetti; in particolare la localizzazione ex art. 51 ha una connotazione spiccatamente operativa, che la differenzia dalla dimensione programmatoria propria del piano ex L. n. 167/1962, in quanto pi&u... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tatamente intesa ad assicurare la realizzazione di un programma costruttivo già finanziato e definito in tutte le sue parti essenziali, rispetto al quale esso opera come un vero e proprio piano particolareggiato, con valenza di intervento di edilizia residenziale pubblica.

L'istituto della localizzazione di interventi di edilizia residenziale pubblica previsto, con l'art. 51 L. n. 865/71, come misura in deroga all'ordinario sistema di interventi di edilizia residenziale pubblica di cui alla legge 167/62 (piani di zona), nei Comuni privi di un piano di zona e per la realizzazione di interventi di edilizia c.d."sovvenzionata" (quella a totale carico dello Stato o delle Regioni), a seguito delle sopravvenute modifiche legislative di cui all'art. 3 D.L. n. 115/74, convertito in legge 247/74 ed art. 44 L. n. 457/78, come sostituito dall'art. 4 L. n. 385/80, è diventato strumento di pianificazione urbanistica alternativo al PEEP.

L'istituto della localizzazione, inizialmente relazionato al programma costruttivo previsto dall'art. 51 L. n. 865/71 e valevole soltanto per i programmi di edilizia sovvenzionata, ha assunto successivamente portata più ampia e addirittura concorrenziale rispetto al piano di zona (t... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... parla di mini-piano o micro-piano, cioè di piano in miniatura per l'edilizia economica e popolare): da strumento utilizzato solo nei Comuni che non disponevano di PEEP, è stato progressivamente esteso anche nei Comuni provvisti di PEEP, in modo da equiparare all'ipotesi di mancanza assoluta del piano di zona tutte quelle ipotesi in cui il piano non potesse adempiere alla sua originaria funzione.

Anche dopo le modifiche introdotte all'art. 51 della legge n. 865 del 1971 ad opera della legge 27 giugno 1974, n. 247, l'Amministrazione è obbligata al reperimento delle aree da destinare all'edilizia popolare all'interno del piano di zona vigente, in quanto (per evidenti ragioni di certezza, economicità ed imparzialità dell'azione amministrativa) finché vigano i vincoli di destinazione a carattere espropriativo ivi previsti, questi ultimi vincolano anche il Comune ad esercitare i propri poteri pubblicistici nell'ambito del piano, che non può essere semplicemente tralasciato per indirizzare scelte urbanistiche diverse con la procedura acceleratoria dell'art. 51 cit.

La disposizione contenuta nell'art. 3 del D.L. 115 del 1974 convertito nella legge 247/74 va interpretata nel ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n Comune che disponga di un piano per l'edilizia economica e popolare vigente non può ricorrere alla procedura prevista dall'art. 51 L. n. 865/71 - ma è obbligato al reperimento delle aree all'interno del PEEP vigente, sino al suo esaurimento. Il che non esclude, in definitiva, la possibilità di far ricorso allo strumento della localizzazione in tutti i casi in cui, non esiste un piano per l'edilizia economica e popolare vigente, ma solo uno adottato e non ancora approvato.



 
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