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Strumenti idonei all'acquisto del bene da parte della P.A.

La decisione di respingere la proposta transattiva formulata dal privato è rimessa all’ampia discrezionalità della P.A. e su di essa l’autorità giurisdizionale è priva di ogni potere di indagine e di sindacato.

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titolo:TRASFERIMENTO E ACQUISTO DI DIRITTI REALI CON LA P.A.
anno:2017
pagine: 2105 in formato A4, equivalenti a 3578 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 40,00

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TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> ACQUISTO ALLA MANO PUBBLICA --> STRUMENTI INIDONEI

Gli atti di cessione della proprietà integrano numerus clausus e devono rispettare ad substantiam requisiti formali; in assenza di atto pubblico la cessione non assume rilevanza; non esiste nel sistema un atto "ricognitivo" che sia idoneo ad integrare un effetto traslativo.

Non può ritenersi che l'eventuale completamento nei termini dell'opera progettata possa tenere luogo del provvedimento formale atto a concludere il procedimento ablatorio.

L'accorpamento di mappali non incide sulla proprietà degli stessi, avendo esclusiva valenza urbanistica.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> ACQUISTO ALLA MANO PUBBLICA --> STRUMENTI INIDONEI --> PREVISIONE IN PIANI

Una semplice previsione pianificatoria di "uso pubblico" (ad esempio per servizi) non è sufficiente, come ovvio, a modificarne le titolarità, perché ciò presuppone, invece, l'adozione di un formale provvedimento di esproprio, che, peraltro, rientra (almeno in astratto e comunque dietro indennizzo) fra i poteri autoritativi dell'Amministrazione comunale.

Non può att... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la prescrizione dell'atto pianificatorio impositiva di vincolo di destinazione pubblica (nel caso di specie stradale) efficacia dichiarativa ovvero, addirittura, traslativa della proprietà.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> ACQUISTO ALLA MANO PUBBLICA --> STRUMENTI, SCELTA

Se è vero che l'ordinamento predispone l'istituto della cessione volontaria per consentire una più celere definizione dell'iter espropriativo già avviato, non è però affatto impedito alla p.a., alla stregua della vigente normativa, di seguire la via di un accordo sostitutivo che consenta di ottenere la disponibilità di un suolo elidendo in radice la stessa necessità di avviare la procedura di esproprio; le due ipotesi sono certamente distinte.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> ACQUISTO ALLA MANO PUBBLICA --> STRUMENTI, SCELTA --> DISCREZIONALITÀ

La scelta del proprietario per la cessione volontaria del bene non obbliga la P.A. a contrarre, essa conservando il potere discrezionale di chiudere il procedimento con atto d'autorità.

Rispetto alla scelta se concludere o meno l'accordo di cessione, la P.A. conserva intat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...io potere discrezionale, rimanendo sempre libera di chiudere il procedimento espropriativo con un atto autoritativo unilaterale (quale il decreto di esproprio) anziché consensuale.

La scelta del proprietario espropriando di concludere il procedimento espropriativo con la cessione volontaria del bene, ha essenzialmente l'effetto di attribuire allo stesso: a) il diritto di pretendere dall'espropriante che abbandoni il procedimento ablatorio in corso e acquisisca la proprietà del bene con attività negoziale; b) di ottenere l'indennità secondo i criteri di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 12; ma non anche l'effetto di obbligare la P.a. a porre in essere il contratto di cessione del bene, perché l'amministrazione che ha iniziato un siffatto procedimento non è obbligata per legge a completarlo, e quindi, neppure, a porre in essere il contratto di cessione. Questo un aspetto che, per quanto implicito nella normativa di cui alla L. n. 865 del 1971, trova chiara esplicazione nel TU sull'espropriazione (D.P.R. n. 327 del 2001, art. 20).

La destinazione di un bene confiscato alla criminalità organizzata è un elemento ulteriore rispetto alla confisca e rappresenta una scelta che l'Amministrazione &... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uta a fare dopo aver ponderatamente valutato la situazione in concreto.

La decisione dell'amministrazione di respingere la proposta transattiva formulata dal privato, è valutazione rimessa all'ampia discrezionalità dell'amministrazione rispetto alla quale l'autorità giurisdizionale è priva di ogni potere di indagine e di sindacato.

In ipotesi di omessa conclusione del procedimento, l'Amministrazione espropriante ha per certo l'obbligo di fare venire meno la situazione d'illegittimità o mediante la restituzione dell'immobile previa sua restituzione in pristino (con abbattimento delle opere realizzate) o mediante la sua apprensione legittima, che può avvenire tramite contratto o tramite riedizione del procedimento espropriativo con le sue garanzie. A questi due strumenti va altresì aggiunto il possibile ricorso al procedimento espropriativo semplificato, già previsto dall'art. 43 del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 ed ora, nuovamente regolamentato all'art. 42 bis dello stesso testo.

A seguito di occupazione di beni privati ed in assenza di atto traslativo della proprietà a favore dell'Amministrazione, spetta a quest'ultima valutare ogni singola situazione di occupazione rappres... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ificando se sussistano i presupposti per disporre l'acquisizione al patrimonio indisponibile delle aree (previa quantificazione del relativo indennizzo) ovvero per procedere alla rimessione in pristino stato (salvo risarcimento del danno comunque subito) o, ricorrendone i presupposti, scegliere di accedere alla via del riconoscimento dell'intervenuta usucapione ovvero optare per la stipulazione di appositi contratti di compravendita, anche accedendo ad un'ipotesi transattiva.

In ipotesi di occupazione illegittima, va rimessa all'Amministrazione ogni valutazione in ordine alla scelta dello strumento attraverso cui addivenire all'acquisizione delle aree illegittimamente occupate, tramite formulazione di una proposta finalizzata alla stipulazione di un contratto per la cessione del diritto di proprietà ed il contestuale soddisfacimento delle pretese risarcitorie in via transattiva, ovvero l'adozione del provvedimento, eventualmente ex art. 42 bis del DPR 327/2001.

Non sussiste un obbligo da parte della società espropriante di convenire alla stipula della cessione volontaria, trattandosi di una possibilità che la legge riconosce ai soggetti interessati all'esproprio per snellire la normale procedura espropriativa nonché... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...re il contenzioso giudiziario.

Il procedimento espropriativo, una volta avviato attraverso la fase dell'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio e quella successiva della dichiarazione di pubblica utilità dell'opera da realizzare, deve culminare nell'adozione di un provvedimento formale esattamente conforme alla previsione della legge. Questo provvedimento non può non essere un decreto di esproprio, che è il provvedimento tipico per l'esercizio della funzione ablatoria.

Il giudice non può sostituirsi all'ente espropriante nella scelta del mezzo di acquisto della proprietà maggiormente confacente alla situazione (contratto o emissione del decreto ex art. 42 bis del DPR 327/01), da utilizzarsi a fronte della corresponsione del corrispettivo dovuto al proprietario per la perdita della proprietà.

In merito alla scelta dell'Amministrazione di procedere tramite atto autoritativo all'esproprio, senza proseguire ulteriormente nella trattativa di diritto comune, va rilevato che l'esistenza di una alternatività tra i due sistemi non deve fare dimenticare come sia obbligo preciso della parte pubblica concludere il procedimento ablatorio, salva la possibilità di giungere ad un diver... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...con la parte; ciò implica che, quale che sia la strada seguita, il comportamento della p.a. appare necessitato ed imposto dalla normativa vigente.

La scelta dell'Amministrazione di procedere tramite atto autoritativo all'esproprio, senza proseguire ulteriormente nella trattativa di diritto comune, fatte salve le eventuali azioni di responsabilità precontrattuale, fondate su altri presupposti, non costituisce un vizio di legittimità sull'atto conclusivo del procedimento ablatorio, nemmeno sotto forma di carenza motivazionale in merito alle decisioni che hanno animato la scelta.

Nulla impedisce all'amministrazione di ottenere la disponibilità dei beni necessari anche attraverso atti di compravendita di diritto privato, al di fuori quindi dalla procedura ablatoria, per ragioni che evidentemente possono essere correlate alla necessità di realizzare un'opera di pubblico interesse.

A fronte d'istanza con cui il privato ha chiesto la conclusione del procedimento amministrativo volto all'espropriazione o, comunque, all'acquisizione del terreno necessario per la realizzazione opera (nel caso di specie) stradale, in coerenza con il dovere di imparzialità e di buona amministrazione ex art. 97 Cost., suss... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...igo, per il Comune, di adottare un provvedimento espresso, per concludere il procedimento attivato, fermo restando che, considerata la natura squisitamente discrezionale del provvedimento, il giudice non può formulare alcuna valutazione in ordine alle modalità operative concrete ed opportune.


 
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