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Abusi edilizi e P.A.: provvedimenti sanatori e sanzionatori

Improcedibili i giudizi relativi a pregressi provvedimenti sanzionatori di opere ritenute abusive da parte dell'Amministrazione comunale alla presentazione delle relative domande di condono.

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TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> RAPPORTI SANATORIA-SANZIONI

La giurisprudenza che ha riconosciuto l'obbligo di riadottare un provvedimento sanzionatorio dopo il rigetto dell'istanza di sanatoria si è formata in tema di condono edilizio, ossia in presenza di richiesta che trova il suo fondamento in una norma di carattere legislativo, che, innovando alla disciplina urbanistica vigente, consente, a determinate condizioni e per un limitato periodo di tempo, la sanatoria degli abusi commessi; quei principi non possono trovare applicazione laddove sia stata formulata istanza ai sensi dell'art. 36 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, ossia ai sensi di una norma che, prevedendo quella che, sinteticamente, si definisce doppia conformità, limita la valutazione dell'opera sulla base di una disciplina preesistente.

Sostenere che, anche nell'ipotesi di rigetto, esplicito o implicito, dell'istanza di accertamento di conformità, l'amministrazione debba riadottare l'ordinanza di demolizione, equivale al riconoscimento in capo a un soggetto privato, destinatario di un provvedimento sanzionatorio, il potere di paralizzare, attraverso un sostanziale annullamento, quel medesimo provvedimento: una simile ricostruzione, tuttavia, non pu&ograv... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ffettuata in via meramente interpretativa, ponendosi essa al di fuori di ogni concezione sull'esercizio del potere, e richiede un'esplicita scansione legislativa, allo stato assente, in ordine ai tempi e ai modi della partecipazione dei soggetti del rapporto.

La domanda di accertamento di conformità introduce un autonomo procedimento che non è in grado di inficiare l'efficacia dell'ordine di demolizione ed è inidonea a sospendere o condizionare il procedimento sanzionatorio.

In presenza di un'istanza di parte volta alla regolarizzazione di un abuso edilizio la pubblica amministrazione prima di attivare i propri poteri repressivi, deve pronunciarsi preventivamente su tale istanza con la conseguenza che, derivando dalla presentazione di istanza di sanatoria la paralisi del potere repressivo complessivamente inteso, deve ritenersi illegittimo l'ordine di demolizione in pendenza della stessa.

La presentazione della domanda di accertamento di conformità, successiva all'ordine di demolire gli abusi, non paralizza i poteri sanzionatori del comune.

La domanda di accertamento di conformità non determina alcuna inefficacia sopravvenuta o caducazione ovvero invalidità dell'ingiunzione di d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...provoca esclusivamente uno stato di quiescenza e di temporanea non esecutività del provvedimento, finché perduri il termine di decisione previsto dalla legge e non si sia formato l'eventuale atto tacito di diniego.

In materia edilizia, la presentazione di un'istanza di sanatoria ai sensi dell'art. 36 del d.P.R. n. 380/2001 determina l'inefficacia dell'ordinanza di demolizione ed il riesame dell'abusività dell'opera.

La presentazione di una istanza di accertamento di conformità ai sensi dell'art. 36 del d.P.R. n. 380/01 ha per effetto legale la sospensione dell'efficacia dell'ordinanza di demolizione, fino a quando l'istanza non sia definita con provvedimento espresso o per silenzio rigetto, dopo di che il provvedimento riacquista piena efficacia ed inizia a decorrere un nuovo termine di 90 giorni per l'esecuzione spontanea dell'ordine di demolizione, decorso il quale l'amministrazione deve rinnovare la verifica dell'ottemperanza o meno all'ordinanza.

La presentazione di un'istanza di condono edilizio comporta la paralisi del potere repressivo complessivamente inteso atteso che le norme che impongono la sospensione dei procedimenti sanzionatori sino alla definizione dell'istanza di condono hanno una diretta ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ui procedimenti in corso e precludono l'adozione di qualsiasi ulteriore misura sanzionatoria prima dell'espressa determinazione sull'istanza del privato.

La presentazione di un'istanza di condono determina da un lato l'obbligo dell'amministrazione di esaminarla prioritariamente dall'altro l'esigenza di una nuova valutazione e determinazione sugli illeciti edilizi ed il superamento degli originari provvedimenti repressivi.

La presentazione di una domanda di sanatoria di abusi edilizi determina l'inefficacia dei precedenti atti sanzionatori atteso che, sul piano procedimentale, il comune è tenuto innanzitutto a esaminare ed eventualmente a respingere la domanda di condono effettuando, comunque, una nuova valutazione della situazione.

La validità e l'efficacia dell'ordine di demolizione non sono pregiudicate dalla successiva presentazione di un'istanza ex art. 36 del D.P.R. n. 380/2001.

In caso di rigetto dell'istanza di accertamento di conformità, l'ordine di demolizione riacquista la sua efficacia, con la sola precisazione che il termine concesso per l'esecuzione spontanea della demolizione deve decorrere dal momento in cui il diniego di sanatoria perviene a conoscenza dell'interessato.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tazione della domanda di sanatoria, in epoca successiva all'adozione dell'ordinanza di demolizione, ha automatico effetto caducante sull'ordinanza di demolizione.

La presentazione di una domanda di permesso di costruire in sanatoria impone all'amministrazione comunale la sua disamina e l'adozione dei provvedimenti conseguenti, di talché gli atti repressivi dell'abuso in precedenza adottati perdono efficacia, salva la necessità di una loro rinnovata adozione nell'eventualità di un successivo rigetto dell'istanza di sanatoria.

L'ordine di demolizione adottato in pendenza di istanza di condono edilizio e' da considerarsi illegittimo.

In presenza di una domanda di condono pendente il comune deve astenersi da ogni attività sanzionatoria prima dell'esito della definizione della domanda di condono.

Sono illegittime le ingiunzioni di demolizione del manufatto abusivo irrogate dall'amministrazione comunale prima della definizione del procedimento di condono.

La presentazione successivamente all'adozione di un'ordinanza di demolizione di un'istanza di accertamento di conformità ex art. 36 del D.P.R. n. 380 del 2001 produce solo la temporanea quiescenza e sospensione degli effetti ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nza di demolizione, che si riespande in caso di rigetto dell'istanza, senza che il comune debba riadottare l'ordinanza sanzionatoria.

La presentazione e la pendenza di una domanda di sanatoria comporta l'inefficacia del precedente atto sanzionatorio il quale, anche in caso di rigetto dell'istanza, dovrà essere aggiornato ed adeguato quantomeno in relazione al termine.

La presentazione di una domanda di condono edilizio determina la conseguenza che l'amministrazione non può emettere un provvedimento sanzionatorio senza aver prima definito il procedimento derivante dall'istanza di sanatoria, ostandovi i principi di lealtà, coerenza, efficienza ed economicità dell'azione amministrativa, i quali impongono la previa definizione del procedimento di condono prima di assumere iniziative potenzialmente pregiudizievoli per l'esito della sanatoria edilizia.

La proposizione di un'istanza di accertamento di conformità, ai sensi dell'art. 36 d.P.R. n. 380 del 2001, in un momento successivo all'emissione dell'ordinanza di demolizione, incide unicamente sulla possibilità dell'amministrazione di portare ad esecuzione la sanzione ma non si riverbera sulla legittimità del precedente provvedimento di demol... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../>
La presentazione di un'istanza di condono comporta l'obbligo per l'amministrazione di pronunciarsi espressamente sulla stessa prima di dare ulteriore corso al procedimento repressivo.

La presentazione della domanda di sanatoria ai sensi dell'art. 36, D.P.R. n. 380/2001 non determina l'illegittimità dell'ordinanza di demolizione precedentemente assunta, ma pone quest'ultima solo in uno stato di temporanea quiescenza fino all'esito del procedimento di conformità, con la conseguenza che in caso di rigetto dell'istanza, l'ordine di demolizione si riespande riprendendo efficacia, senza la necessità di adottare una nuova ordinanza.

La presentazione, successivamente all'adozione di un'ordinanza di demolizione, di un'istanza di accertamento di conformità ai sensi dell'art. 36, D.P.R. n. 380/2001 produce solo la temporanea quiescenza e sospensione degli effetti dell'ordinanza di demolizione.

La presentazione di un'istanza di condono comporta l'obbligo per l'amministrazione di pronunciarsi sulla stessa prima di dare ulteriore corso al procedimento repressivo per cui si verifica la sospensione dei procedimenti amministrativi sanzionatori, con la conseguenza che i provvedimenti repressivi adottati in penden... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...za di condono sono illegittimi.

A seguito della presentazione di una domanda di condono edilizio l'amministrazione non può emettere un provvedimento sanzionatorio senza aver prima definito il procedimento azionato dall'istanza di sanatoria, ostandovi i principi di lealtà, coerenza, efficienza ed economicità dell'azione amministrativa, i quali impongono la previa definizione del procedimento di condono prima di assumere iniziative potenzialmente pregiudizievoli per lo stesso esito della sanatoria edilizia.

La presentazione di un'istanza di condono comporta l'obbligo per l'amministrazione di pronunciarsi espressamente sulla medesima prima di dare ulteriore corso al procedimento repressivo.

La presentazione di un'istanza in sanatoria per il recupero abitativo di un sottotetto abusivamente realizzato non determina caducazione o inefficacia sopravvenuta e definitiva del provvedimento sanzionatorio.

L'ordinanza di demolizione perde la propria efficacia in seguito alla presentazione dell'istanza di sanatoria.

A seguito della presentazione di un'istanza di condono edilizio l'amministrazione ha il dovere di procedere prioritariamente all'esame della domanda di condono, che comporta comunque l'... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... una nuova valutazione e determinazione sugli illeciti edilizi ed il superamento degli originari provvedimenti repressivi posto che, in caso di accoglimento, l'abuso compiuto viene sanato, mentre in caso di diniego l'autorità amministrativa è tenuta a reiterare l'ingiunzione di demolizione fissando un nuovo termine per l'ottemperanza da parte dell'interessato.

La domanda di sanatoria ancora da presentare non rende annullabile una ingiunzione di demolizione.

L'applicazione dei principi di lealtà, coerenza, efficienza ed economicità dell'azione amministrativa comporta che, in presenza di un'istanza di accertamento di conformità, l'autorità comunale sia tenuta ad accertare la sussistenza o meno delle condizioni per la sanatoria delle opere abusive e, solo nel caso in cui la relativa verifica si concluda in senso negativo, possa adottare il provvedimento ripristinatorio.

E' illegittimo l'ordine di ripristino dello stato dei luoghi non preceduto dalla definizione dell'istanza di sanatoria bensì dagli atti del preavviso di rigetto e del parere della Commissione locale per il paesaggio, i quali, seppure sfavorevoli alla sanatoria, non hanno natura decisoria e non possono sostituire la valutazi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...del responsabile del provvedimento.

La presentazione della richiesta di accertamento di conformità urbanistica, ai sensi dell'art. 36 del DPR n. 380/01, non influisce sul provvedimento di demolizione rendendolo inefficace.

Prima dell'esito della procedura di condono il comune deve astenersi da ogni attività sanzionatoria.

L'ordinanza di demolizione di un abuso edilizio perde la propria efficacia in seguito alla presentazione dell'istanza di sanatoria.

La presentazione dell'istanza di accertamento di conformità, ai sensi dell'art. 36 d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, successivamente all'impugnazione dell'ordine di demolizione produce l'effetto di rendere improcedibile l'impugnazione stessa per carenza di interesse.

La presentazione di un'istanza di accertamento di conformità ex art. 36, d.P.R. n. 380 del 2001, in epoca successiva all'adozione dell'ordinanza di demolizione, ha automatico effetto caducante sull'ordinanza di demolizione, rendendola inefficace.

La presentazione di un'istanza di accertamento di conformità determina la mera sospensione dell'efficacia dell'ordinanza di demolizione, che si consolida e riacquista efficacia a seguito del rigetto espresso ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...er formarsi del silenzio-diniego al decorso del termine di sessanta giorni dalla presentazione dell'istanza senza alcuna necessità di adottare una nuova ordinanza di demolizione.

La sospensione dei provvedimenti sanzionatori, in applicazione della normativa sul condono edilizio di cui al D.L. 269/03 (convertito in legge 326/03), non è automatica ma è subordinata all'astratta sanabilità delle opere abusivamente eseguite, sotto il profilo oggettivo, temporale e finanziario.

La presentazione di una domanda di sanatoria attraverso l'istituto dell'accertamento di conformità determina un arresto dell'efficacia dell'ordine di demolizione, così da evitare, in caso di accoglimento dell'istanza, la demolizione di un'opera astrattamente suscettibile di sanatoria.

L'efficacia dell'ordinanza di demolizione è solo sospesa a seguito della presentazione di un'istanza di accertamento di conformità per cui, all'esito del procedimento di sanatoria, in caso di accoglimento dell'istanza, l'ordine di demolizione rimarrà privo di effetti in ragione del sopravvenuto venir meno dell'originario carattere abusivo dell'opera realizzata mentre in caso di rigetto dell'istanza, l'ordine di demolizione r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a sua efficacia.

I provvedimenti sanzionatori - ripristinatori adottati successivamente alla presentazione di una domanda di condono edilizio devono reputarsi illegittimi per violazione degli artt. 38 e 44 della L. n. 47 del 1985.

L'autorità comunale non può adottare provvedimenti sanzionatori di abusi edilizi prima di aver definito, con pronuncia espressa e motivata, il procedimento di concessione in sanatoria, in quanto una volta eventualmente sanato il manufatto realizzato senza titolo edilizio, la pronuncia positiva sarebbe priva di utilità e l'eventuale demolizione del bene risulterebbe gravemente illegittima mentre nell'ipotesi di diniego della domanda di sanatoria, l'amministrazione dovrà adottare nuova ingiunzione di demolizione, con fissazione di nuovi termini per la spontanea esecuzione.

La presentazione di un'istanza di accertamento di conformità, ai sensi dell'art. 36 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 impone all'amministrazione comunale la sua disamina e l'adozione dei provvedimenti conseguenti, di talché gli atti repressivi dell'abuso in precedenza adottati perdono efficacia, salva la necessità di una loro rinnovata adozione nell'eventualità di un successivo rigetto d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ....

La presentazione di una successiva istanza di permesso in sanatoria non inficia la legittimità dell'ordine di demolizione emesso sulla base di un diniego di sanatoria reso su una domanda identica a quella presentata ormai consolidatosi per effetto della mancata impugnazione.

Nel caso di abusi edilizi, la presentazione di una domanda di concessione in sanatoria ex lege 28 febbraio 1985 n. 47 (fonte richiamata dalle successive leggi di condono) impone al Comune la sua disamina e l'adozione dei provvedimenti conseguenti, di talché gli atti repressivi dell'abuso in precedenza adottati perdono efficacia, salva la necessità di una loro rinnovata adozione nell'eventualità di un successivo rigetto dell'istanza di sanatoria.

In presenza della richiesta di una concessione in sanatoria, si deve registrare la sopravvenuta carenza d'interesse all'annullamento dell'atto sanzionatorio in relazione al quale tale domanda è stata presentata (a seconda dei casi, l'ordine di demolizione dell'abuso accertato, la riduzione in pristino dello stato dei luoghi, e/o i successivi provvedimenti di accertamento dell'inottemperanza all'ordine di demolizione e di acquisizione al patrimonio comunale), con la traslazione dell'inte... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...orrere sul futuro provvedimento che, eventualmente, abbia a respingere la domanda medesima (ad esempio, per la mancata corresponsione dell'oblazione definitivamente accertata come dovuta), e disponga nuovamente la demolizione dell'opera abusiva.

L'istanza di sanatoria dell'abuso edilizio implica soltanto la priorità logico-giuridica del relativo esame, rispetto all'esecutorietà del provvedimento repressivo, con conseguente arresto di efficacia dell'ordine di demolizione, fino a pronuncia espressa o tacita dell'amministrazione.

L'esame della domanda di sanatoria è preliminare alla adozione delle sanzioni edilizie dirette a reprimere le opere che ne sono oggetto, con la conseguenza l'ordine di demolizione adottato senza definire l'istanza di sanatoria è illegittimo e deve essere annullato.

I dubbi inerenti l'istanza di sanatoria (nella specie, l'indeterminatezza e l'eventuale anteriorità rispetto all'ultimazione delle opere, entrambe ventilate dai Carabinieri nel loro verbale di accertamento) non esimono il Comune dal dovere di prendere in esame la richiesta di condono, anche al fine di verificarne la ammissibilità e/o di chiarire a quali opere essa si riferisse.

La proposizione d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a di rilascio della concessione in sanatoria e quindi l'eventuale proposizione del ricorso avverso il rigetto della stessa incidono sulla possibilità dell'amministrazione di portare ad esecuzione la sanzione, ma non si riverberano sulla legittimità del precedente provvedimento di demolizione.

La presentazione dell'istanza ex art. 36 del d.P.R. n. 380/2001, che richiede opportunamente una sospensione dell'efficacia dell'ordine di demolizione, allo scopo di evitare, in caso di accoglimento dell'istanza, la demolizione di un'opera che, pur realizzata in assenza o difformità dal permesso di costruire, è conforme alla strumentazione urbanistica vigente, pone l'atto in uno stato di temporanea quiescenza. All'esito del procedimento di sanatoria, in caso di accoglimento dell'istanza, l'ordine di demolizione rimarrà privo di effetti in conseguenza dell'accertata conformità dell'intervento alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dello stesso sia al momento della presentazione della domanda, con venir meno dell'originario carattere abusivo dell'opera realizzata. Nel caso contrario di rigetto dell'istanza, l'ordine di demolizione riacquista la sua efficacia, con la precisazione che il termine... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...er l'esecuzione spontanea della demolizione deve decorrere dal momento in cui il diniego di sanatoria perviene a conoscenza dell'interessato, il quale non viene pregiudicato dall'avere esercitato la facoltà, consentitagli dalla legge, di chiedere l'accertamento di conformità urbanistica.

La presentazione dell'istanza di accertamento di conformità non determina di per sé l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse dell'impugnazione originariamente proposta avverso l'ordinanza di demolizione, ma determina piuttosto un arresto dell'efficacia delle misure ripristinatorie.

In caso di rigetto della sanatoria, il provvedimento sanzionatorio riacquista la sua efficacia con la sola specificazione che il termine per l'esecuzione spontanea decorre dalla conoscenza del diniego di sanatoria.

La presentazione di una domanda di accertamento di conformità sospende solo l'esecuzione del provvedimento sanzionatorio fermo restando che l'eventuale reiezione dell'istanza del privato, anche in forma tacita tramite l'istituto del silenzio-diniego, comporta la piena riespansione dell'efficacia dell'ingiunzione di demolizione, non occorrendo in alcun modo a tali effetti la reiterazione comunale dell'ordine... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o.

Il condono edilizio non è precluso dal provvedimento di acquisizione dell'immobile abusivo al patrimonio comunale, né sono preclusivi l'avvenuta trascrizione del provvedimento sanzionatorio e la semplice presa di possesso del bene senza modificazione della sua consistenza e destinazione, da parte del comune determinandosi, invece, una situazione incompatibile con la sanatoria allorquando all'immissione in possesso siano seguite la demolizione dell'immobile abusivo ovvero la sua utilizzazione ai fini pubblici.

La presentazione dell'istanza di accertamento di conformità ai sensi dell'art. 36, d.P.R. n. 380 del 2001, successivamente all'impugnazione dell'ordine di demolizione, produce l'effetto di rendere improcedibile l'impugnazione stessa per sopravvenuta carenza di interesse dal momento che il riesame dell'abusività dell'opera provocato dall'istanza di sanatoria determina la necessaria formazione di un nuovo provvedimento, di accoglimento o di rigetto (espresso o tacito).

La validità (ovvero l'efficacia) dell'ordine di demolizione non risulta pregiudicata dalla successiva presentazione di un'istanza di sanatoria ai sensi dell'art. 36 D.P.R. n. 380 del 2001, posto che nel sistema non è rinve... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...previsione dalla quale possa desumersi un tale effetto, sicché, se, da un lato, la presentazione della domanda di sanatoria determina inevitabilmente un arresto dell'efficacia dell'ordine di demolizione (all'evidente fine di evitare, in caso di accoglimento dell'istanza, la demolizione di un'opera astrattamente suscettibile di sanatoria), dall'altro occorre ritenere che l'efficacia dell'atto sanzionatorio sia soltanto sospesa.

La presentazione della domanda di rilascio di titolo edilizio in sanatoria successivamente all'emanazione del provvedimento sanzionatorio non incide sulla legittimità dello stesso.

La proposizione di un'istanza di accertamento di conformità, ai sensi dell'art. 36, d.P.R. n. 380 del 2001, in tempo successivo all'emissione dell'ordinanza di demolizione, incide unicamente sulla possibilità dell'Amministrazione di portare ad esecuzione la sanzione, peraltro per un tempo limitato fino alla sua definizione espressa o tacita, ma non si riverbera sulla legittimità del precedente provvedimento di demolizione.

In materia edilizia, in sede di esecuzione dell'ordine di demolizione del manufatto abusivo, disposto con la sentenza di condanna ai sensi della L. n. 47 del 1985, art. 7, il giudi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di pronunciarsi sulla sospensione dell'esecuzione per avvenuta presentazione di domanda di condono edilizio, deve accertare l'esistenza delle seguenti condizioni: 1. la riferibilità della domanda di condono edilizio all'immobile di cui in sentenza; 2. la proposizione dell'istanza da parte di soggetto legittimato; 3. la procedibilità e proponibilità della domanda, con riferimento alla documentazione richiesta; 4. l'insussistenza di cause di non condonabilità assoluta dell'opera; 5. l'eventuale avvenuta emissione di una concessione in sanatoria tacita (per congruità dell'oblazione ed assenza di cause ostative); 6. la attuale pendenza dell'istanza di condono; 7. la non adozione di un provvedimento da parte della P.A. contrastante con l'ordine di demolizione; 8. l'avvenuto eventuale rilascio di una concessione in sanatoria, legittima ed efficace.

In pendenza di una domanda di sanatoria è preclusa all'Amministrazione la possibilità di adottare provvedimenti repressivi dell'abuso edilizio oggetto di detta domanda.

In materia edilizia, la presentazione dell'istanza di sanatoria edilizia ex art. 36 d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, anteriormente/posteriormente all'impugnazione dell'ordinanza di demolizione (o del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nto di irrogazione delle altre sanzioni per abusi edilizi) produce l'effetto di rendere inammissibile/improcedibile l'impugnazione stessa, per carenza di interesse, in quanto dall'istanza consegue la perdita di efficacia di tale ordinanza ed il riesame dell'abusività dell'opera, sia pure al fine di verificarne la eventuale sanabilità, provocato dall'istanza di sanatoria, comporta la necessaria formazione di un nuovo provvedimento, esplicito od implicito (di accoglimento o di rigetto), che vale comunque a superare il provvedimento sanzionatorio oggetto dell'impugnativa.

Alla fattispecie dell'accertamento di conformità non può applicarsi la sospensione dei procedimenti sanzionatori prevista per i condoni a partire dall'art. 44 della legge n. 47 del 1985, come richiamato dalle successive disposizioni di cui all'art. 39 della legge n. 724 del 1994 e dell'art. 32 della legge n. 326 del 2003, poiché a seguito della presentazione della domanda di sanatoria ex art. 13 l. 28 febbraio 1985 n. 47 (attuale art. 36 del d.P. R. n. 380 del 2001) non perde efficacia l'ingiunzione di demolizione precedentemente emanata: a tal fine occorrerebbe una specifica previsione normativa, come quella contenuta negli art. 38 e 44 l. n. 47 del 1985 con rifer... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... domande di condono edilizio.

L'istanza di accertamento di conformità non incide sulla legittimità della previa ordinanza di demolizione pregiudicandone definitivamente l'efficacia ma soltanto sospendendone gli effetti fino alla definizione, espressa o tacita, dell'istanza, con il risultato che essa potrà essere portata ad esecuzione se l'istanza è rigettata decorrendo il relativo termine di adempimento dalla conoscenza del diniego.

Le ordinarie istanze di sanatoria, proponibili in base all'attuale normativa ex art. 36 del d.P.R. 6.6.2001, n. 380 implicano soltanto la priorità logico-giuridica del relativo esame, rispetto all'esecutorietà del provvedimento repressivo, con conseguente arresto di efficacia dell'ordine di demolizione, fino a pronuncia espressa o tacita dell'Amministrazione.

L'inefficacia dell'ordine di demolizione è collegata solo alle prime domande di condono edilizio, presentate a norma della legge 28 febbraio 1985, n. 47 (per il nuovo quadro sanzionatorio introdotto da tale legge e da applicare in caso di diniego del titolo abilitativo), mentre si deve ritenere che le istanze di sanatoria ordinaria, proponibili in base all'art. 36 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, impli... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nto la priorità logico-giuridica del relativo esame, rispetto all'esecutorietà del provvedimento repressivo, con conseguente arresto di efficacia dell'ordine di demolizione, fino a pronuncia espressa o tacita dell'Amministrazione.

Ogni procedimento sanzionatorio in materia edilizia deve restare sospeso, qualora risulti presentata istanza di concessione in sanatoria fino alla definizione di detta istanza da parte del Comune, al quale il giudice non può in ogni caso sostituirsi, nemmeno per una valutazione in via incidentale della eventuale condonabilità delle opere di cui si tratta.

La domanda di sanatoria sospende l'efficacia dell'ordine di demolizione e pone nel nulla la relativa procedura fino a che l'amministrazione non decida a riguardo, e in caso di esito negativo spetta all'amministrazione reiterare il provvedimento demolitorio.

Il mancato riscontro dell'Amministrazione all'istanza di sanatoria e la conseguente formazione del silenzio-diniego per il decorso del termine (60 giorni di cui all'art. 13, secondo comma, l.n. 47 del 1985, adesso all'art. 36 del dpr. n. 380 del 2001), in mancanza di impugnativa, provocano la riespansione dell'efficacia dell'ingiunzione di demolizione.

L'avvenut... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione delle istanze di condono comporta l'obbligo per l'Amministrazione di pronunciarsi sulle stesse prima di dare ulteriore corso al procedimento repressivo di abusi edilizi, tant'è che, a norma degli artt. 38 e 44, l. n. 47 del 1985, si verifica la sospensione dei procedimenti amministrativi sanzionatori, con la conseguenza che i provvedimenti repressivi adottati in pendenza di istanza di condono sono illegittimi perché in contrasto con l'art. 38, della legge suddetta, il cui disposto impone all'Amministrazione di astenersi, sino alla definizione del procedimento attivato per il rilascio della concessione in sanatoria, da ogni iniziativa repressiva che vanificherebbe a priori il rilascio del titolo abilitativo in sanatoria.

Quando viene presentata una domanda di condono edilizio, in base al disposto dell'art. 38, l. n. 47 del 1985, l'Amministrazione non può emettere un provvedimento sanzionatorio senza aver prima definito il procedimento scaturente dall'istanza di sanatoria, ostandovi i principi di lealtà, coerenza, efficienza ed economicità dell'azione amministrativa, i quali impongono la previa definizione del procedimento di condono prima di assumere iniziative potenzialmente pregiudizievoli per lo stesso esito della sanatori... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...

La mera presentazione di domande di condono o sanatoria rende improcedibili i giudizi relativi a pregressi provvedimenti sanzionatori di opere ritenute abusive da parte dell'Amministrazione comunale, in quanto la presentazione della detta istanza impone al Comune la sua disamina e l'adozione dei provvedimenti conseguenti, sicché gli atti repressivi dell'abuso adottati in precedenza perdono efficacia.

Un provvedimento ingiungente la demolizione di un bene rimane valido ed efficace ove non venga sospeso o annullato, anche se la sua legittimità viene sottoposta al vaglio del giudice amministrativo, nel qual caso si impone all'amministrazione di dover attendere il completamento del giudizio, prima di affermare che lo stesso sia rimasto inottemperato e ricavarne conseguenze sugli sviluppi del procedimento sanzionatorio.

Il riesame dell'abusività dell'opera provocato dall'istanza di sanatoria determina la necessaria formazione di un nuovo provvedimento, di accoglimento o di rigetto (espresso o tacito), che vale comunque a rendere inefficace il provvedimento sanzionatorio oggetto dell'originario ricorso, che deve conseguentemente essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse perché l'inter... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sponsabile dell'abuso edilizio si sposta, dall'annullamento del provvedimento sanzionatorio già adottato e divenuto inefficace, all'annullamento dell'eventuale provvedimento di rigetto della domanda di sanatoria e degli eventuali ulteriori provvedimenti sanzionatori.

L'ingiunzione a rimuovere un'opera abusivamente realizzata perde la propria efficacia in conseguenza della presentazione dell'istanza di sanatoria.

Il riesame dell'abusività di un'opera provocato dalla domanda di accertamento di conformità comporta la formazione di un nuovo provvedimento, esplicito o implicito, di accoglimento o di rigetto, che supera la precedente ingiunzione a demolire.

L'accertamento di conformità di cui all'art. 36 del D.P.R. n. 380/2001 è diretto a sanare le opere solo formalmente abusive, in quanto eseguite senza concessione od autorizzazione ma sostanzialmente conformi alla disciplina urbanistica e non invece alle opere eseguite non solo senza titolo ma anche su aree assoggettate a vincolo di inedificabilità, per le quali scatta il diverso regime di cui all'art. 27 del D.P.R. n. 380/01 che esclude qualsiasi sanabilità a posteriori dell'opera abusiva.

L'intervenuta presentazione della d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ccertamento di conformità non paralizza i poteri sanzionatori comunali in presenza di vincoli da tutelare e non determina altresì alcuna inefficacia sopravvenuta o caducazione, ovvero invalidità dell'ingiunzione di demolizione provocando esclusivamente uno stato di quiescenza e di temporanea non esecutività del provvedimento, finché perduri il termine di decisione previsto dalla legge e non si sia formato l'eventuale atto tacito di diniego.

Se l'istanza di condono (o di sanatoria o l'accertamento di conformità) presentata successivamente all'ordinanza di demolizione, ma in data antecedente all'impugnazione della stessa, produce l'effetto di rendere inammissibile il ricorso, l'istanza presentata antecedentemente all'emanazione dell'ordinanza di demolizione comporta la necessaria pregiudizialità della definizione della sanatoria rispetto alla repressione dell'abuso, con conseguente illegittimità del provvedimento emesso senza la previa definizione del procedimento di sanatoria.

La presentazione di una domanda di concessione in sanatoria per abusi edilizi impone al Comune competente la sua disamina e l'adozione dei provvedimenti conseguenti, di talché gli atti repressivi dell'abuso in prece... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ati perdono efficacia, salva la necessità di una loro rinnovata adozione nell'eventualità di un successivo rigetto dell´istanza di sanatoria.

Per quanto attiene al rapporto tra l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell'immobile e la successiva presentazione dell'istanza di rilascio della concessione edilizia in sanatoria ai sensi della l. n. 47 del 1985, vale il principio secondo cui l'acquisizione gratuita ai beni del Comune di un manufatto abusivo determina una situazione inconciliabile con la sanatoria soltanto quando all'immissione in possesso sia seguita una delle due ipotesi previste dall'art. 43, l. 47 cit. e cioè o la demolizione dell'immobile abusivo ovvero la sua utilizzazione a fini pubblici.

La presentazione di un'istanza di accertamento di conformità non incide sulla legittimità del provvedimento impugnato.

I provvedimenti repressivi adottati in pendenza di istanza di condono devono ritenersi illegittimi perché in contrasto con l'art. 38, l. n. 47 del 1985, il cui disposto impone all'Amministrazione di astenersi da ogni iniziativa repressiva che vanificherebbe a priori il rilascio del titolo abilitativo in sanatoria. Ciò vale anche quando si tratti di immobi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i in zona vincolata, essendo comunque l'Amministrazione tenuta, a fronte della domanda, ad esprimersi anche in senso negativo circa la sussistenza dei presupposti per la sanabilità dell'intervento, ai sensi dell'art. 32 comma 27, lett. d), l. n. 269 del 2003.

La presentazione di istanza di accertamento di conformità non inficia la legittimità dell'ordinanza di demolizione, la quale dismette unicamente e temporaneamente la sua efficacia a seguito della presentazione dell'istanza di conservazione, efficacia destinata a riespandersi ove il Comune riscontri negativamente la domanda di sanatoria respingendola.

Il comune non ha l'obbligo di indagare e verificare d'ufficio, in assenza di un'istanza dell'interessato, la sanabilità dell'opera abusivamente realizzata, prima di emettere l'ordinanza di demolizione.

La presentazione dell'istanza di sanatoria produce l'effetto di rendere inefficace l'ordinanza di demolizione e, quindi, improcedibile l'impugnazione stessa per carenza di interesse.

La presentazione della domanda di rilascio di titolo edilizio in sanatoria successivamente all'emanazione del provvedimento sanzionatorio non incide sulla legittimità di esso (come accadrebbe, invece, nel c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...detta domanda si fosse avuta prima del suo intervento); considerato che l'illegittimità è situazione patologica originaria dell'atto, relativa al suo momento genetico, mentre la proposizione dell'istanza di cui all'articolo 36 D.P.R. 380/2001 è vicenda successiva.

Il riesame dell'abusività delle opere, provocato dall'istanza ex art. 36 D.P.R. 380/2001, ha un significato solo in presenza di un intervento astrattamente sanabile e mira a verificare l'effettiva conformità agli strumenti urbanistici in vigore di quanto realizzato: solo in tal caso è necessaria la formazione di un nuovo provvedimento (di accoglimento o di diniego, quest'ultimo eventualmente anche tacito), che, in quanto atto non meramente confermativo, vanificherebbe definitivamente l'operatività dell'impugnato provvedimento sanzionatorio.

In caso di accoglimento dell'istanza di cui all'articolo 36 D.P.R. 380/2001, il rilascio del titolo edilizio in sanatoria renderà legittime le opere e non più applicabile la sanzione demolitoria, mentre, nell'ipotesi inversa di rigetto, l'Amministrazione comunale dovrà provvedere a riattivare il procedimento sanzionatorio sulla base di un nuovo accertamento dell'abusività non s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...le opere stesse, ai sensi del predetto D.P.R. 380/2001, e ciò anche al fine di permettere al responsabile (nell'arco di un nuovo termine appunto da assegnarsi, essendo venuto meno quello attribuito dalla precedente ingiunzione) di adempiere spontaneamente alla demolizione, così evitando le più onerose sanzioni dell'acquisizione o della demolizione in danno.

La validità o l'efficacia dell'ingiunzione demolitoria per eventuale presentazione di istanza di condono non può essere oggetto di esame se non impugnata in giudizio.

L'efficacia dei provvedimenti di demolizione non è suscettibile di essere paralizzata dalla successiva presentazione di istanze di accertamento di conformità o di compatibilità paesaggistica che non incidono sulla legittimità dei provvedimenti sanzionatori in precedenza emanati ma unicamente sulla possibilità dell'amministrazione di portare ad esecuzione la sanzione.

L'amministrazione non può sottrarsi all'obbligo di definire la domanda di condono edilizio prima di emanare provvedimenti sanzionatori; è dunque illegittima in parte qua l'ordinanza di demolizione che, senza nulla chiarire e senza nemmeno dare atto della avvenuta produzion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ali istanza di sanatoria, inserisce fra le opere da demolire anche quelle per le quali sono state presentate le dette istanze.

Nessuna disposizione vieta di ordinare la demolizione congiuntamente al diniego di condono (mostrandosi, anzi, apprezzabilmente celere l'azione amministrativa che ciò disponga.

La presentazione di una domanda di sanatoria sospende solo l'esecuzione del provvedimento di demolizione, fermo restando che l'eventuale reiezione dell'istanza del privato, anche in forma tacita tramite l'istituto del silenzio-diniego, comporta la piena riespansione dell'efficacia dell'ingiunzione di demolizione, non occorrendo in alcun modo a tali effetti la reiterazione comunale dell'ordine demolitorio.

In pendenza di istanza di condono, l'Amministrazione deve astenersi da ogni iniziativa repressiva, anche quando si tratti di immobili ricadenti in zona vincolata, essendo comunque essa tenuta, a fronte della domanda, ad esprimersi anche in senso negativo circa la sussistenza dei presupposti per la sanabilità dell'intervento, ai sensi dell'art. 32 comma 27, lett. d), l. n. 269 del 2003.

In materia edilizia, la presentazione dell'istanza di sanatoria ex art. 36 d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, anteriormente/poste... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ll'impugnazione del provvedimento di irrogazione di sanzioni per abusi edilizi, produce l'effetto di rendere inammissibile/improcedibile l'impugnazione stessa, per carenza di interesse, in quanto dall'istanza consegue la perdita di efficacia di tale provvedimento; il riesame dell'abusività dell'opera, sia pure al fine di verificarne la eventuale sanabilità, provocato dall'istanza di sanatoria, comporta la necessaria formazione di un nuovo provvedimento, esplicito od implicito (di accoglimento o di rigetto), che vale comunque a superare il provvedimento sanzionatorio oggetto dell'impugnativa.

In caso di richiesta di concessione edilizia in sanatoria sulla quale il comune non si sia ancora pronunciato, l'ordine di demolizione, privo di altri e diversi profili di illegittimità, non perde la sua efficacia e validità, posto che rientra pur sempre nel potere discrezionale dell'amministrazione comunale valutare, a proprio rischio, se dare seguito a tale ordinanza ovvero sospenderla nella sua esecuzione, in vista della definizione della predetta richiesta di valutazione di sanabilità degli abusi.

La presentazione dell'istanza di accertamento di conformità determina la mera sospensione dell'ordinanza di demolizione c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lida e riacquista efficacia a seguito del rigetto tacito - per formarsi del silenzio rigetto al decorso del termine di sessanta giorni dalla presentazione dell'istanza, ex art. 36 D.P.R. 380/01 - ovvero espresso, sull'istanza medesima, senza che all'occorrenza sia necessaria l'adozione di una nuova ordinanza di demolizione.

L'archiviazione dell'istanza di sanatoria disposta in epoca successiva all'adozione della sanzione edilizia, se non impugnata giurisdizionalmente, comporta il venir meno dell'attualità della necessità di sospendere il procedimento di acquisizione gratuita in attesa dell'esito della domanda di sanatoria, che costituisce la "ratio" dell'art. 43, comma 1, della legge n. 47/85 e dell'art. 38 della l. n. 47 del 1985.

Il provvedimento di acquisizione gratuita non perde automaticamente e definitivamente, a seguito della mera presentazione della istanza di sanatoria, la sua efficacia, che deve ritenersi solo sospesa nella pendenza dell'iter relativo a detta domanda e riacquistata all'esito definitivamente negativo di questa.

La presentazione della domanda di sanatoria successivamente all'ordine di demolizione, obbligando la pubblica amministrazione a riesaminare la situazione di legittimità delle opere... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la caducazione automatica dell'ordine di demolizione, che potrà, eventualmente, essere nuovamente adottato in caso di diniego della sanatoria.

Senz'altro la presentazione di una domanda di concessione in sanatoria per abusi edilizi determina la sopravvenuta carenza d'interesse all'annullamento dell'atto sanzionatorio in relazione al quale tale domanda è stata presentata, ma l'affermazione non è da intendersi come assoluta.

La richiesta di concessione in sanatoria di un'opera edilizia non inficia la legittimità dell'ordine di demolizione impartito in precedenza, quando la domanda di sanatoria sia stata poi respinta.

La presentazione di una domanda di condono non determina la perdita di efficacia dell'ordine di demolizione comportando la sola sospensione dei procedimenti sanzionatori amministrativi.

La presentazione di un'istanza di sanatoria - sia essa di accertamento di conformità sia essa di condono - produce l'effetto di rendere inefficace l'ordine di demolizione delle opere abusive oggetto di quest'ultima.

La necessità che l'amministrazione riassegni un termine per la demolizione successivamente alla reiezione dell'istanza di sanatoria, che può avvenire ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...stesso provvedimento di diniego della sanatoria sia con comunicazione successiva, è motivata dall'esigenza di rendere immediatamente edotto il destinatario delle conseguenze del diniego della sanatoria, senza di che egli non avrebbe contezza delle conseguenze del proprio inadempimento alla precedente ordinanza.

Il riesame dell'abusività dell'opera provocato da un'istanza di sanatoria comporta la necessaria formazione di un nuovo provvedimento (di accoglimento o di rigetto) che supera il precedente provvedimento sanzionatorio oggetto di impugnazione.

La presentazione di un'istanza di sanatoria successivamente all'impugnazione di un'ordinanza di demolizione produce l'effetto di rendere inefficace tale ultimo provvedimento e quindi improcedibile l'impugnazione stessa per sopravvenuta carenza di interesse.

In pendenza di un procedimento di condono il comune deve previamente definire il procedimento di condono e soltanto in esito allo stesso adottare eventuali provvedimenti repressivi.

La proposizione dell'istanza di rilascio di titolo edilizio in sanatoria successivamente all'adozione dell'atto demolitorio ed alla proposizione dell'impugnativa giudiziale rende improcedibile, per sopravvenuta carenza di interes... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rso giurisdizionale, salvo che non risulti già chiaramente esternata dall'Amministrazione, o comunque non risulti con certezza dagli atti di causa, la non sanabilità delle opere: in queste ipotesi, la presentazione dell'istanza avrebbe la mera funzione di procrastinare inutilmente l'irrogazione della sanzione per un non sanabile abuso edilizio; e quindi l'Amministrazione ben potrebbe, in assenza di documentate sopravvenute circostanze, limitarsi all'adozione di un atto meramente confermativo della sanzione già irrogata, stante la già accertata non sanabilità.

In caso di accoglimento dell'istanza di rilascio di titolo edilizio in sanatoria successivamente all'emanazione del provvedimento sanzionatorio, esso renderà legittime le opere e non più applicabile la sanzione demolitoria, mentre, nell'ipotesi inversa di rigetto, l'Amministrazione comunale deve provvedere a riattivare il procedimento sanzionatorio sulla base di un nuovo accertamento dell'abusività non sanabile delle opere stesse, ai sensi del D.P.R. 380/2001, e ciò anche al fine di permettere al responsabile (nell'arco di un nuovo termine appunto da assegnarsi, essendo venuto meno quello attribuito dalla precedente ingiunzione) di adempiere spont... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lla demolizione, così evitando la più onerosa sanzione dell'acquisizione.

La normativa sul condono edilizio prevede, in pendenza dei termini, la sospensione de iure di ogni attività repressiva degli abusi edilizi; in conseguenza, le ingiunzioni di demolizione adottate in violazione dell'art. 44, l. n. 47 del 1985 (richiamato dal comma 1 dell'art. 39, l. n. 724 del 1994 - contenuto nel capo IV della legge medesima - reso applicabile anche ai condoni di cui alla l. n. 326 del 2003, il cui art. 32 rinvia alle disposizioni di cui ai capi IV e V della l. n. 47 del 1985) si rivelano illegittime.

Quando viene presentata la domanda di sanatoria di abusi edilizi, diventano inefficaci i precedenti atti sanzionatori (ordini di demolizione, inibitorie, ordini di sospensione dei lavori) atteso che, sul piano procedimentale, il Comune è tenuto innanzi tutto ad esaminare ed eventualmente a respingere la domanda di condono effettuando, comunque, una nuova valutazione della situazione mentre, dal punto di vista processuale, la documentata presentazione di istanza di condono comporta l'improcedibilità del ricorso per carenza d'interesse avverso i pregressi provvedimenti repressivi, stante la necessità di una riedizione del po... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...natorio, anche laddove si tratti di un provvedimento del tutto vincolato e, anzi dovuto, stanti le caratteristiche abusive del manufatto.

La domanda ex art. 36 d.P.R. n. 380-2001 non prevede che l'ordinanza venga reiterata a seguito del silenzio-diniego sull'istanza di sanatoria, e la giurisprudenza ha da tempo chiarito come tale domanda incida unicamente (e per un tempo determinato) sulla possibilità dell'amministrazione di portare ad esecuzione la sanzione, peraltro per un tempo limitato, non riverberandosi in alcun modo sulla legittimità del precedente provvedimento di demolizione.

L'istanza di accertamento di conformità dell'opera abusivamente realizzata non incide sulla legittimità dell'ordinanza di demolizione ma sulla possibilità di portarla ad esecuzione.

Per costante giurisprudenza la presentazione - successivamente all'adozione dell'ingiunzione di demolizione e nei termini normativamente indicati - della domanda di accertamento di conformità relativamente alle opere realizzate produce l'inefficacia della adottata sanzione edilizia. Qualora il procedimento di sanatoria si conclude favorevolmente per il privato nulla quaestio, atteso che l'opera realizzata (originariamente affetta da m... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tà formale) risulta essere stata regolarizzata. Quando, invece, il procedimento suddetto si conclude negativamente con il rigetto dell'istanza, il Comune è tenuto alla rinnovazione della procedura sanzionatoria, mercè adozione di nuova ingiunzione di demolizione.

La presentazione di un'istanza di sanatoria, sia essa di accertamento di conformità o di condono, produce l'effetto di rendere inefficace l'ordine di demolizione delle opere abusive destinatarie dell'istanza.

In pendenza di procedimenti iniziati su istanza di concessione in sanatoria o di condono edilizio, deve ritenersi preclusa l'adozione di provvedimenti demolitori o repressivi di opere edilizie eseguite in assenza di titolo abilitativo.

E' illegittima l'ordinanza di demolizione di opere edilizie abusive qualora il comune non si sia previamente pronunciato sulla domanda di sanatoria presentata antecedentemente dall'interessato.

La previa presentazione di una domanda di sanatoria da parte dell'interessato comporta l'inefficacia di qualsiasi provvedimento repressivo o sanzionatorio, dovendo previamente essere delibata l'istanza stessa

E' illegittima l'ordinanza di demolizione di un manufatto nei cui confronti è... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n procedimento di condono.

A seguito della presentazione di domanda di condono o sanatoria, il provvedimento repressivo perde efficacia in quanto deve essere sostituito o da un provvedimento favorevole alla domanda o, in caso di diniego, da un nuovo provvedimento sanzionatorio, essendo l'Amministrazione tenuta al completo riesame della fattispecie assumendo, ove del caso, nuovi e definitivi provvedimenti sanzionatori, sui quali si sposterà l'interesse alla caducazione giurisdizionale.

In presenza d'istanza di sanatoria edilizia, l'Amministrazione non può adottare provvedimenti repressivi atteso che la definizione del procedimento di adeguamento o di sanatoria assume rilievo pregiudiziale rispetto alla disposizione delle misure sanzionatorie, pena la violazione del principio di economicità e coerenza dell'azione amministrativa.

Il riesame dell'abusività dell'opera, provocato dall'istanza di sanatoria, comporta la necessaria formazione di un nuovo provvedimento (di accoglimento o di rigetto) che vale a superare l'ordinanza di demolizione oggetto di impugnazione, dal momento che, in caso di diniego del richiesto accertamento di conformità, l'amministrazione dovrebbe emettere una nuova ordinanza, con fis... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nuovi termini per ottemperarvi.

In caso di diniego dell'istanza di sanatoria l'amministrazione comunale è tenuta ad attivare un nuovo procedimento ripristinatorio (atto che ha natura vincolata, una volta verificato che non sussistono le condizioni per la sanatoria delle opere abusive), il cui provvedimento conclusivo deve, tra l'altro, assegnare all'interessato un nuovo termine per il ripristino.

L'ordinanza di ripristino adottata a seguito del diniego di sanatoria è un atto a contenuto sostanzialmente vincolato che richiede esclusivamente la descrizione analitica delle opere, l'attestazione dell'accertamento dell'assenza di ogni atto autorizzativo, o di ogni altro titolo, per la loro realizzazione, la citazione della normativa con cui le stesse contrastano, e la precisa indicazione del tipo di abuso.

Va esclusa la sospensione del procedimento sanzionatorio laddove la parte ricorrente non abbia pienamente assolto all'onere di provare adeguatamente l'effettiva interferenza tra il procedimento attivato con la domanda (asseritamente) presentata ed il procedimento demolitorio suddetto (nella specie, non essendosi nemmeno peritata di versare in giudizio, a corredo delle proprie asserzioni, la pertinente documentazione di risc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../>
Ogni procedimento sanzionatorio in materia edilizia deve restare sospeso qualora risulti presentata istanza di concessione in sanatoria fino alla definizione di detta istanza da parte del Comune, senza che il giudice possa in ogni caso sostituirsi a tale effetto di sospensione, nemmeno per una valutazione in via incidentale della eventuale condonabilità delle opere di cui si tratta.

La presentazione di un'istanza di accertamento di conformità successivamente all'adozione di un'ordinanza di demolizione determina automaticamente la caducazione dell'ordinanza di demolizione.

La presentazione dell'istanza ai sensi dell'art. 36, d.P.R. n. 380 del 2001 non costituisce un fatto idoneo a rendere inefficace il provvedimento sanzionatorio originario e, quindi, non determina di per sé l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse dell'impugnazione originariamente proposta avverso l'ordinanza di demolizione, ma determina solo un arresto temporaneo dell'efficacia delle misure ripristinatorie, che dunque riacquistano efficacia in caso di eventuale rigetto della sanatoria, con la sola specificazione che il termine per l'esecuzione spontanea decorre dalla conoscenza del diniego di sanatoria.

La P.A., ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ccertata l'illegittimità di una determinata situazione di fatto, è vincolata a verificare, prima di procedere all'adozione dei conseguenti provvedimenti sanzionatori la fondatezza delle istanze dei privati finalizzate ad ottenere il rilascio di provvedimenti di sanatoria ed è pertanto illegittima l'ordinanza di demolizione di manufatto abusivo resa successivamente alla presentazione della domanda di sanatoria senza che vi sia stata pronuncia sull'istanza di condono.

Ove sia pendente un'istanza di sanatoria per un'opera edilizia realizzata sine titulo su area di proprietà pubblica, la P.A. prima di ordinarne la demolizione, deve rigettare la domanda di condono evidenziando le ragioni per cui non è possibile concedere l'uso del suolo.

La presentazione di domande di condono rende improcedibili i giudizi relativi a pregressi provvedimenti sanzionatori di opere ritenute abusive da parte dell'Amministrazione comunale, atteso che la presentazione della detta istanza impone al Comune la sua disamina e l'adozione dei provvedimenti conseguenti, sicché gli atti repressivi dell'abuso, adottati in precedenza, perdono efficacia.

Per effetto della presentazione dell'istanza in sanatoria, la sanzione edilizia... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...efficace e dunque non lesiva, in quanto non potrà essere comunque portata ad esecuzione.

L'avvenuta presentazione delle domande di condono edilizio, ex art. 44 della l. 28 febbraio 1985, n. 47, non determina la sospensione dei giudizi aventi ad oggetto provvedimenti inibitori dell'attività e di riduzione in pristino dello stato dei luoghi, adottati specificatamente nell'esercizio di poteri di tutela del paesaggio.

E' illegittima l'ordinanza di demolizione di opere edilizie abusive qualora il Comune non si sia previamente pronunciato sulla domanda di condono presentata antecedentemente dall'interessato.

La presentazione dell'istanza di condono successivamente all'impugnazione dell'ordinanza di demolizione, produce l'effetto di rendere inefficace tale ultimo provvedimento e, quindi, improcedibile l'impugnazione stessa per sopravvenuta carenza di interesse; e ciò in quanto il riesame dell'abusività dell'opera provocato da tale istanza, sia pure al fine di verificare l'eventuale sanabilità di quanto costruito, ex se comporta la necessaria formazione di un nuovo provvedimento (di accoglimento o di rigetto) che vale comunque a superare il provvedimento sanzionatorio oggetto dell'impugnativa, dal momento ch... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di diniego del richiesto accertamento di conformità, l'Amministrazione comunale dovrebbe emettere una nuova ordinanza di demolizione, con fissazione di nuovi termini per ottemperarvi.

L'avvenuta presentazione delle istanze di sanatoria (anche ex lege 326/2003, il cui art. 32 rinvia, dichiarandole applicabili, alle disposizioni di cui ai capi IV e V della legge n. 47 del 1985) comporta l'obbligo per l'amministrazione, ex artt. 38 e 44 cit. legge n. 47 del 1985, di pronunciarsi sulla stessa prima di dare corso al procedimento repressivo.

In pendenza di esame della domanda di condono edilizio è sospeso ogni procedimento sanzionatorio ed è inibita l'adozione di provvedimenti repressivi.

Quando viene presentata una domanda di condono la P.A. non può emettere un provvedimento sanzionatorio senza aver prima definito il procedimento scaturente dall'istanza di sanatoria, ostandovi i principi di lealtà, coerenza, efficienza ed economicità dell'azione amministrativa, i quali impongono la previa definizione del procedimento di condono prima di assumere iniziative potenzialmente pregiudizievoli per lo stesso esito della sanatoria edilizia.

Il fatto che l'ordine di demolizione sia stato adott... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...il diniego di sanatoria era ancora sub iudice non inficia la legittimità del primo provvedimento, posto che un atto amministrativo è efficace, e può fondare quindi l'adozione dei successivi atti della serie procedimentale, anche se contestato in sede giurisdizionale ma non sospeso dal giudice.

Poiché vi è una sola possibilità di istanza di conformità, una volta notificato il precedente diniego di conformità, la presentazione di una nuova identica istanza per i medesimi immobili abusivi non può di per sé determinare, sul piano procedimentale alcun dovere della P.A. di pronunciarsi e, di conseguenza, non ha neppure alcun effetto processuale nel giudizio di impugnativa delle sanzioni.

L'insanabilità "congenita" delle opere abusive impedisce l'operatività della sospensione del procedimento giurisdizionale, senza che si possa fare luogo ad una misura di sospensione del giudizio che allungherebbe inevitabilmente ed inutilmente i tempi del processo.

Gli artt. 44 della l. n. 47/1985 e 39 della l. n. 724/1994, in tema sospensione del procedimento sanzionatorio, riguardano la irrogazione di sanzioni effettive e non le determinazioni di natura non sanzionatoria, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iunzione a demolire, che costituisce la prima e obbligatoria fase del procedimento repressivo ed ha natura di mera diffida.

Successivamente al diniego di sanatoria non v'è alcuna necessità di emettere un nuovo provvedimento ingiuntivo della demolizione dei manufatti abusivi, potendo il Comune ognora procedere di ufficio sulla base dei precedenti provvedimenti adottati, stante (nella specie) la definitività dell'accertamento di insanabilità ambientale dei manufatti.

La proposizione di istanze di rilascio di titolo edilizio "a sanatoria" successivamente all'adozione dell'atto demolitorio e alla proposizione dell'impugnativa giudiziale rileva sul piano processuale rendendo improcedibile, per sopravvenuta carenza di interesse, il ricorso giurisdizionale salvo che non risulti già esternata dall'Amministrazione, o comunque non risulti con certezza dagli atti di causa, la non sanabilità delle opere.

Non può ottenersi una dichiarazione di improcedibilità in presenza di produzione di un'istanza di accertamento di conformità evidentemente strumentale e ripetitiva di una richiesta che l'amministrazione aveva già negativamente vagliato con una esplicita menzione di non recupera... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; degli interventi ai sensi dell'art. 36 T.U. d.P.R. 380/2001.

Il legislatore ha imposto un regime di sospensione automatico ex lege solo in seno alla legislazione condonistica straordinaria (artt. 38 e 44 l. 47 del 1985 e rinvii ad essi operati da quella del 1994 e del 2003) e non in presenza di istanze di accertamenti di conformità urbanistica o di verifiche di compatibilità paesaggistiche.

Alla fattispecie dell'accertamento di conformità non può applicarsi la sospensione dei procedimenti sanzionatori prevista per i condoni a partire dall'art. 44 della legge n. 47 del 1985, come richiamato dalle successive disposizioni di cui all'art. 39 della legge n. 724 del 1994 e dell'art. 32 della legge n. 326 del 2003.

La validità ovvero l'efficacia dell'ordine di demolizione non risultano pregiudicate dalla successiva presentazione di un'istanza ex art. 36 D.P.R. 380/2001, posto che, nel sistema, non è dato rinvenire una previsione, dalla quale possa desumersi un tale effetto, sicché, in caso di rigetto dell'istanza di sanatoria, l'ordine di demolizione previamente adottato, riacquista la sua efficacia, che non era definitivamente cessata, ma era semplicemente rimasta sospesa, in attesa della ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... del nuovo iter procedimentale.

Nel caso di presentazione di un'istanza di accertamento di accertamento di conformità, il termine per provvedere alla demolizione spontanea rimane sospeso, e, a seguito del rigetto, l'autore dell'abuso ha diritto a fruire di un nuovo termine "pieno" per adeguarsi all'ordine, non potendo certo rimanere pregiudicato dall'avere esercitato una facoltà di legge, quale quella di chiedere il rilascio del titolo edilizio in sanatoria.

La presentazione della domanda di rilascio di concessione in sanatoria per abusi edilizi impone al Comune la sua disamina e l'adozione dei provvedimenti conseguenti, di talché gli atti, repressivi dell'abuso, in precedenza adottati perdono efficacia, restando ferma la necessità di riproposizione di motivi aggiunti in caso di rigetto dell'istanza di sanatoria.

La presentazione di un'istanza di condono edilizio o di accertamento di conformità in epoca successiva all'adozione dell'ordinanza di demolizione ha automatico effetto caducante sull'ordinanza di demolizione, rendendola inefficace.

La presentazione della domanda di condono comporta l'obbligo per l'amministrazione di pronunciarsi sulla stessa prima di dare ulteriore c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cedimento repressivo, ma l'onere di comprovare tale presentazione incombe sull'interessato.

Se, da un lato, la presentazione dell'istanza ex art. 36 d.P.R. 380/2001 determina inevitabilmente un arresto dell'efficacia dell'ordine di demolizione, all'evidente fine di evitare, in caso di accoglimento dell'istanza, la demolizione di un'opera che, pur realizzata in assenza o difformità dal permesso di costruire, è conforme alla strumentazione urbanistica vigente, dall'altro, occorre ritenere che l'efficacia dell'atto sanzionatorio sia soltanto sospesa, cioè che l'atto sia posto in uno stato di temporanea quiescenza.

La presentazione della domanda di condono o di accertamento di conformità in data successiva all'impugnazione dell'ordinanza di demolizione produce l'effetto di rendere il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse a ricorrere, in quanto l'istanza di sanatoria comporta il riesame dell'abusività dell'opera mediante l'emanazione di un nuovo provvedimento, di accoglimento o di rigetto, che vale comunque a superare il provvedimento sanzionatorio oggetto dell'impugnativa.

L'Amministrazione una volta accertata l'illegittimità di una determinata situazione di fatto è vi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...erificare, prima di procedere all'adozione dei conseguenti provvedimenti sanzionatori, la fondatezza delle istanze dei privati finalizzate ad ottenere il rilascio di provvedimenti di sanatoria.

L'art. 44 della legge n. 47 del 1985 consente la sospensione dei soli procedimenti relativi ad opere urbanisticamente regolari e quindi non opera per interventi realizzati in forza di titoli edilizi efficaci, ancorché annullabili.

Una volta accertata l'esecuzione di opere in assenza di concessione, non costituisce onere del Comune verificare la sanabilità delle opere in sede di vigilanza sull'attività edilizia.

La presentazione dell'istanza di accertamento di conformità non determina di per sé l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse dell'impugnazione originariamente proposta avverso l' ordinanza di demolizione.

La presentazione dell'istanza di accertamento di conformità causa un arresto dell'efficacia delle misure ripristinatorie, nel senso che questa è soltanto sospesa, creandosi uno stato di temporanea quiescenza dell'atto, all'evidente fine di evitare, in caso di accoglimento dell'istanza, la demolizione di un'opera che, pur realizzata in assenza o difform... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dal permesso di costruire, è conforme alla strumentazione urbanistica vigente.

In caso di rigetto dell'istanza di accertamento di conformità presentata successivamente all'adozione del provvedimento sanzionatorio, quest'ultimo riacquista la sua efficacia – che non era definitivamente cessata ma solo sospesa in attesa della conclusione del nuovo iter procedimentale – ma il termine concesso per l'esecuzione spontanea della demolizione decorrerà ex novo dal momento in cui il diniego di perviene a conoscenza dell'interessato.

La presentazione dell'istanza di sanatoria successivamente all'impugnazione dell'ordinanza di demolizione produce l'effetto di rendere inefficace tale ultimo provvedimento e, quindi, improcedibile l'impugnazione stessa per sopravvenuta carenza di interesse: e ciò in quanto il riesame dell'abusività dell'opera provocato da tale istanza, sia pure al fine di verificare l'eventuale sanabilità di quanto costruito, ex se comporta la necessaria formazione di un nuovo provvedimento (di accoglimento o di rigetto) che vale comunque a superare il provvedimento sanzionatorio oggetto dell'impugnativa, dal momento che, in caso di diniego del richiesto accertamento di conformità, l'Ammi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... Comunale dovrebbe emettere una nuova ordinanza di demolizione, con fissazione di nuovi termini per ottemperarvi.

In ipotesi eccezionali (nella specie perché sussistono macroscopici ritardi nella definizione dei procedimenti di sanatoria in contesti territoriali in cui notoriamente la repressione dell'abusivismo edilizio con concomitante tutela dei vincoli paesaggistici e storico-artistici incontra gravi difficoltà organizzative nell'ambito delle azioni amministrative a ciò deputate) è opportuno che il giudice esprima il proprio sindacato di legittimità sul provvedimento che ingiunge la demolizione segnatamente in ordine ai presupposti che hanno indotto l'Amministrazione Comunale ad emetterlo, fermo comunque restando che il condono edilizio eventualmente sopravvenuto impedirà di dar corso alla demolizione medesima.

E' legittima la sanzione edilizia non preceduta dalla definizione della domanda di condono se questa attiene ad opere non suscettibili di sanatoria perché non preesistenti, quanto alla loro ultimazione, alla data di applicazione della normativa di condono.

La presentazione di un'istanza di accertamento di conformità, ex art. 36 D.P.R. n.380/01, ha automatico effetto ca... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'ordinanza di demolizione, rendendola inefficace.

L'ingiunzione di demolizione di un'opera abusivamente realizzata perde efficacia qualora l'interessato abbia attivato il procedimento per ottenere l'accertamento di conformità dell'opera stessa ai sensi dell'art. 36 del D.P.R. n. 380 del 2001.

In caso di mancato accoglimento dell'istanza di accertamento di conformità presentata successivamente all'ordinanza demolitoria, l'interesse del responsabile dell'abuso edilizio si sposta dall'annullamento del provvedimento sanzionatorio già adottato a quello del nuovo provvedimento, esplicito o implicito, di rigetto dell'istanza di sanatoria.

La proposizione dell'istanza di permesso di costruire in sanatoria non determina l'improcedibilità del ricorso avverso l'ordinanza di demolizione, ma una mera quiescenza temporanea dell'efficacia dell'atto sanzionatorio, in quanto in caso di accoglimento dell'istanza di sanatoria, risulta sostanzialmente abrogato l'ordine di demolizione ovvero, in caso di rigetto dell'istanza di sanatoria, l'ordine di demolizione a suo tempo adottato riacquista la sua efficacia, che non era definitivamente cessata, ma era sospesa in attesa della conclusione del nuovo iter procedimentale.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tema di opere abusive, non può incidere sulla legittimità del provvedimento di demolizione il mancato esame di un'istanza di accertamento di conformità ex art. 36 d.P.R. n. 380 del 2001 presentata successivamente i cui effetti l'amministrazione dovrà autonomamente valutare.

La domanda di sanatoria, presentata ex post, non può incidere sulla legittimità del provvedimento sanzionatorio e sull'esito del relativo giudizio demolitorio, ma introduce un autonomo e separato procedimento amministrativo.

La presentazione dell'istanza di accertamento di conformità comporta che il precedente provvedimento sanzionatorio debba essere rinnovato nel caso in cui l'amministrazione rigetti la domanda ex art. 36 D.P.R. 380/2001.

All'esito del procedimento di sanatoria, in caso di accoglimento dell'istanza, l'ordine di demolizione rimane privo di effetti in ragione dell'accertata conformità dell'intervento alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dello stesso sia al momento della presentazione della domanda, con conseguente venir meno dell'originario carattere abusivo dell'opera realizzata.

In caso di rigetto dell'istanza di sanatoria, l'ordine... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione riacquista la sua efficacia, con la sola precisazione che il termine concesso per l'esecuzione spontanea della demolizione deve decorrere dal momento in cui il diniego di sanatoria perviene a conoscenza dell'interessato, che non può rimanere pregiudicato dall'avere esercitato una facoltà di legge, quale quella di chiedere l'accertamento di conformità urbanistica.

L'Amministrazione è tenuta a riemanare il provvedimento sanzionatorio allorquando sia stata presentata un'istanza di condono edilizio, ma non quando si tratti di un accertamento di conformità.

L'avvenuta presentazione della domanda di condono edilizio (anche ex lege 326/2003, il cui art. 32 rinvia, dichiarandole applicabili, alle disposizioni di cui ai capi IV e V della legge n. 47 del 1985) comporta l'obbligo per l'amministrazione di pronunciarsi sulla stessa prima di dare ulteriore corso al procedimento repressivo.

Decorsi i sessanta giorni dalla presentazione dell'istanza di accertamento di conformità senza che la P.A. abbia adottato alcuna determinazione, la domanda si intende rigettata e pertanto è possibile adottare il provvedimento di demolizione.

Nel sistema normativo delineato dalla legge 47/1985 il... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... sanatoria comporta l'applicazione delle sanzioni previste per l'opera abusiva eseguita.

Il Comune, prima di adottare la sanzione edilizia, non ha l'obbligo di attendere l'esito dell'eventuale giudizio proposto dall'interessato avverso il diniego di sanatoria.

La sanabilità delle opere non esime dalla previa acquisizione di un titolo edificatorio.

L'esame dell'istanza condonistica deve precedere ogni iniziativa repressiva, la quale diversamente vanificherebbe a priori l'interesse al rilascio del titolo abilitativo in sanatoria; per cui, in definitiva, l'Amministrazione deve definire, quanto prima la domanda di condono, svolgendo un'accurata istruttoria circa l'effettiva, sostanziale omogeneità fra le opere per le quali è chiesta la sanatoria e quelle successivamente oggetto di demolizione, con l'adozione degli eventuali atti consequenziali.

L'ordine di demolizione adottato in data successiva alla presentazione della richiesta di accertamento di conformità o di condono, in assenza di preventiva determinazione su quest'ultima, è illegittimo in quanto l'amministrazione ha l'obbligo di pronunciarsi su di essa prima di procedere all'irrogazione delle sanzioni definitive.

L'an... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...del provvedimento di diniego del condono determina l'annullamento dell'ingiunzione a demolire , quale atto direttamente consequenziale.

La demolizione disposta prima dell'esame dell'istanza di sanatoria non è illegittima se è questa è già stata negativamente riscontrata dalla commissione edilizia.

La presentazione della domanda di condono determina la sospensione del procedimento preordinato all'adozione delle sanzioni amministrative: pertanto è illegittimo l'ordine di demolizione adottato senza pronunciarsi in modo espresso sull'istanza.

La presentazione dell'istanza di sanatoria comporta che l'esercizio del potere repressivo dell'amministrazione venga meno fino a quando non si sia pronunciata sull'istanza; da ciò deriva che, qualora il comune decida di respingere in tutto o in parte la domanda di accertamento di conformità dovrà riadottare un nuovo provvedimento sanzionatorio.

La presentazione dell'istanza di sanatoria successivamente alla impugnazione dell'ordinanza di demolizione - o alla notifica del provvedimento di irrogazione delle altre sanzioni per gli abusi edilizi - produce l'effetto di rendere inefficace tale provvedimento e, quindi, improcedibile l'im... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...stessa, per sopravvenuta carenza di interesse.

L'ingiunzione a demolire un'opera abusivamente realizzata perde del tutto efficacia, qualora l'interessato abbia attivato uno dei procedimenti tipici (accertamento di conformità, ovvero istanza di condono) previsti dalla legge per ottenere la concessione edilizia in sanatoria dell'opera stessa, e in caso di reiezione dell'istanza è necessario un nuovo ordine di demolizione che assegni all'interessato un nuovo termine, pieno, per la spontanea demolizione.

L'annullamento ex tunc del diniego di sanatoria ripristina la pendenza del procedimento, rendendo illegittimo un eventuale ordine di demolizione antecedente rispetto alla conclusione dell'iter.

L'accertamento di conformità non è una fase del procedimento sanzionatorio, bensì un procedimento collaterale ed eventuale, il cui effetto sul procedimento principale è quello di paralizzare l'azione dell'amministrazione, solo laddove il permesso in sanatoria venga adottato prima della irrogazione della sanzione.

Una volta che il procedimento sanzionatorio si sia concluso con la pronuncia dell'acquisizione non vi è più spazio per la coltivazione di istanze di sanatoria.
<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...alidità ovvero l'efficacia dell'ordine di demolizione non risultano compromesse dalla presentazione dell'istanza di accertamento di conformità.

La presentazione di un'istanza di accertamento di conformità determina un arresto dell'efficacia della misura ripristinatoria, che rimane soltanto sospesa, determinandosi uno stato di temporanea quiescenza dell'atto, all'evidente fine di evitare, in caso di accoglimento dell'istanza, la demolizione di un'opera che, pur realizzata in assenza o difformità dal permesso di costruire, è conforme alla strumentazione urbanistica vigente; in caso di accoglimento, l'ordine di demolizione poi cadrà, mentre in caso di rigetto, il provvedimento sanzionatorio a suo tempo adottato riacquista la sua efficacia, che non era definitivamente cessata, ma solo sospesa in attesa della conclusione del nuovo iter procedimentale.

In caso di rigetto della di domanda di accertamento di conformità, l'ordine di demolizione, la cui efficacia era stata sospesa dalla presentazione di tale istanza, torna a produrre effetto e il termine concesso per l'esecuzione spontanea della demolizione decorre dal momento in cui il diniego perviene a conoscenza dell'interessato, che non può rimanere... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to dall'avere esercitato una facoltà di legge e deve, pertanto, poter usufruire dell'intero termine a lui assegnato per adeguarsi all'ordine, evitando così le conseguenze negative connesse alla mancata esecuzione dello stesso.

L'istanza ex art. 36 D.P.R. n.380/2001 determina soltanto un arresto dell'efficacia della misura ripristinatoria, nel senso che questa è soltanto sospesa, determinandosi uno stato di temporanea quiescenza dell'atto, all'evidente fine di evitare, in caso di accoglimento della domanda, la demolizione di un'opera che, pur realizzata in assenza o difformità dal permesso di costruire, è conforme alla strumentazione urbanistica vigente.

In caso di rigetto dell'istanza di accertamento di conformità, il provvedimento sanzionatorio a suo tempo adottato riacquista la sua efficacia – che non era definitivamente cessata ma solo sospesa in attesa della conclusione del nuovo iter procedimentale – e può pertanto costituire valido presupposto per il verificarsi dell'effetto acquisitivo.

La presentazione di una domanda di sanatoria determina l'interruzione del termine per ottemperare all'ordine di demolizione, e di conseguenza la P.A. ha l'onere di assegnarne un altro ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... />
In ipotesi di mancata previa definizione del procedimento di accertamento di conformità, l'esecuzione della misura repressivo-ripristinatoria vanifica a priori l'interesse ad ottenere, ove ne sussistessero le condizioni, la sanatoria delle opere abusive, precludendo ogni valutazione circa il mantenimento o l'eliminazione di queste ultime, e determinando l'inconveniente di demolire manufatti, per poi consentirne la ricostruzione in base a permesso di costruire.

Il riesame dell'abusività dell'opera provocato dalla domanda di accertamento di conformità comporta la formazione di un nuovo provvedimento, esplicito o implicito, di accoglimento o di rigetto, che vale comunque a superare la precedente ingiunzione a demolire, per modo che, anche nell'ipotesi di rigetto dell'istanza, l'amministrazione comunale è obbligata ad adottare ex novo la misura sanzionatoria, con l'assegnazione in tal caso di un ulteriore termine per adempiere.

Qualora l'autore dell'abuso abbia presentato l'istanza di sanatoria sterilizzando l'efficacia dell'ordine di demolizione, il Comune non ha l'obbligo di provvedere sul sollecito del soggetto interessato alla repressione dell'altrui abuso edilizioall'esercizio del potere di acquisizione dell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...essata dall'abuso.

In caso di esito negativo della domanda di accertamento di conformità l'amministrazione non è tenuta a notificare una nuova ingiunzione di demolizione; in questo caso infatti il provvedimento sanzionatorio a suo tempo adottato riacquista la sua efficacia, temporaneamente sospesa in attesa dell'esito dell'istanza di accertamento di conformità, con la sola specificazione che il termine concesso per l'esecuzione spontanea della demolizione decorre dal momento in cui il diniego perviene a conoscenza dell'interessato.

È illegittimo l'ordine di demolizione di opera abusiva adottato in presenza di una domanda di condono ex art. 32 d.l. 269/2003: anche al "terzo condono" si applica infatti, in virtù del rimando ai Capi IV e V della legge 47/1985, l'art. 38 legge 47/1985 che prevede che la presentazione della domanda di condono edilizio sospende il procedimento penale e quello per le sanzioni amministrative, e impedisce, perciò, l'irrogazione di tali sanzioni per il relativo abuso.

È illegittima l'ordinanza di demolizione adottata a prescindere da una determinazione in ordine all'istanza di condono o di accertamento di conformità presentata dall'autore dell'op... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ....

Il riesame dell'abusività dell'opera provocato dall'istanza di sanatoria comporta la necessaria formazione di un nuovo provvedimento (esplicito od implicito, di accoglimento o di rigetto) che vale a superare il provvedimento sanzionatorio precedentemente adottato con riferimento all'opera per cui è stata presentata l'istanza.

In tema di abusi edilizi, le opere delle quali è ingiunta la demolizione sono estranee all'istanza condonistica, la cui presentazione non autorizza, secondo il principio desumibile dal comma 14 dell'articolo 35 della legge n. 47 del 1985, la prosecuzione di lavori a completamento o ad integrazione delle opere, le quali, fino al momento di eventuali sanatorie, devono ritenersi comunque abusive.

Il mero dato temporale della precedenza dell'ordinanza di demolizione rispetto al provvedimento di respingimento dell'istanza di condono edilizio, non può inficiare il provvedimento con cui si è ingiunta la demolizione dell'opera abusiva che è atto rigidamente vincolato.

E' illegittima l'ordinanza di demolizione di opere edilizie abusive successiva alla presentazione della domanda di condono, se questa è tempestiva ed accompagnata dall'attestazione del versam... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...somma prescritta.

Il Comune ha la potestà di intervenire in via sanzionatoria ancor prima di definire le risalenti istanze di condoni edilizi, ma l'esercizio di siffatta potestà soggiace ad un più pregnante obbligo di clare loqui a seguito di un altrettanto chiara fase istruttoria volta sia ad individuare esattamente lavorazioni e/o opere aggiuntive, sia ad operarne, sempre ai fini sanzionatori, una previa qualificazione.

Non è annullabile il provvedimento adottato in violazione del principio giurisprudenziale che impone all'Amministrazione di pronunciarsi espressamente sulla domanda di condono prima di disporre la demolizione delle opere abusive.

La proposizione dell'istanza di condono edilizio rende improcedibile il ricorso proposto contro l'ordinanza di demolizione in quanto o l'amministrazione pubblica accoglie la domanda e rilascia la concessione edilizia in sanatoria oppure la respinge e allora, in base all'articolo 40, c. 1°. L. n. 47/85, è tenuta al completo riesame della fattispecie, con conseguente cessazione di ogni efficacia lesiva dell'ordinanza impugnata.

La presentazione di una domanda di sanatoria rende inefficace l'ordinanza di demolizione adottata anteriormente da... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tteso che essa deve essere sostituita o dalla concessione in sanatoria o da un nuovo provvedimento sanzionatorio, che vale a superare il precedente provvedimento sanzionatorio.

Nel caso in cui il ricorrente, dopo aver ricevuto l'ordinanza di demolizione, presenti istanza di permesso di costruire in sanatoria, il Comune che provvede in senso negativo deve adottare una nuova ordinanza di demolizione.

La presentazione della istanza di sanatoria - così come della domanda di condono - determina l'inefficacia della sanzione demolitoria già comminata, che dovrà essere reiterata in caso di rigetto dell'istanza.

L'art. 32 d.l. 269/2003 conv. in legge 326/2003 non preclude alla P.A. l'emanazione di provvedimenti sanzionatori in relazione ad abusi edilizi accertati, ma prevede soltanto che non si possa dare corso, in pendenza dei termini per la presentazione della domanda di condono, all'esecuzione di tali provvedimenti.

La presentazione della domanda di sanatoria edilizia priva di efficacia l'ordine di demolizione emanato dal Comune: infatti, un eventuale accoglimento della domanda riconduce l'opera edilizia nella legalità, mentre il diniego del condono induce l'ente a rinnovare il provvedimento sanzio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...anando nuova ingiunzione demolitoria.

La presentazione dell'istanza di sanatoria priva di efficacia l'ordine di demolizione: di conseguenza, non può configurarsi l'inottemperanza a tale sanzione.

Di norma, la legittimità del diniego di condono, motivato correttamente in relazione alle ragioni giuridiche che vi ostano, basta a giustificare la consequenziale ordinanza di demolizione, salvo che non si tratti di abusi minori, relativi ad interventi soggetti a regime autorizzatorio.

È illegittimo il provvedimento di convalida di un ordine di demolizione qualora sia intervenuta la sanatoria dell'abuso perseguito e non sia stata compiuta un'approfondita istruttoria sulle ragioni di fatto e di diritto a fondamento della convalida.

La presentazione della domanda di accertamento di conformità successivamente all'emanazione del provvedimento sanzionatorio non incide sulla legittimità di esso.

L'esercizio della facoltà di regolarizzare la propria posizione da parte del privato impedisce l'esercizio del potere repressivo dell'amministrazione, almeno fino a quando la stessa non si pronunci in senso negativo sulla istanza medesima.

In tema di condono edilizio, la ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one da parte dell'amministrazione comunale di congruità dell'oblazione versata non è idonea a determinare la revoca o la sospensione dell'esecuzione dell'ordine di demolizione impartito con la sentenza di condanna; l'obbligo di verifica della legittimità del permesso di costruire in sanatoria e della compatibilità del manufatto con gli strumenti urbanistici sorge infatti soltanto a seguito del rilascio del titolo abilitativo in sanatoria.

La presentazione della domanda di condono, avvenuta ai sensi di una qualsiasi delle tre leggi di sanatoria eccezionale o ai sensi dell'art. 36 del T.U. approvato con D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, comporta la sospensione ex lege del procedimento repressivo: ove la domanda venga accolta, o su di essa si formi il silenzio-assenso, si determina la caducazione automatica del provvedimento repressivo; qualora invece la domanda stessa venga respinta, l'Autorità procedente dovrà irrogare una nuova misura sanzionatoria, da adottare sulla base della situazione da ultimo accertata e con l'assegnazione di un nuovo termine legale minimo di novanta giorni per la spontanea demolizione.

La validità ovvero l'efficacia dell'ordine di demolizione non risultano automaticamente pregiudica... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ccessiva presentazione di un'istanza ex art. 36 del d.p.r. 380/2001.

Se, da un lato, la presentazione dell'istanza ex art. 36 D.P.R. 380/2001 determina inevitabilmente un arresto dell'efficacia dell'ordine di demolizione, dall'altro occorre ritenere che l'efficacia dell'atto sanzionatorio sia soltanto sospesa, cioè che l'atto sia posto in uno stato di temporanea quiescenza.

All'esito del procedimento di sanatoria, in caso di accoglimento dell'istanza, l'ordine di demolizione rimarrà privo di effetti in ragione dell'accertata conformità dell'intervento alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dello stesso sia al momento della presentazione della domanda, con conseguente venir meno dell'originario carattere abusivo dell'opera realizzata.

All'esito del procedimento di sanatoria, in caso di rigetto dell'istanza, l'ordine di demolizione a suo tempo adottato riacquista la sua efficacia, che non era definitivamente cessata, bensì era rimasta solo sospesa in attesa della conclusione del nuovo iter procedimentale.

In caso di rigetto dell'istanza di sanatoria, il termine concesso per l'esecuzione spontanea della demolizione decorre ex novo.

Il pr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di verifica della compatibilità urbanistica dell'opera avviato ad istanza di parte è un procedimento del tutto autonomo e differente dal precedente procedimento sanzionatorio avviato d'ufficio e conclusosi con l'ordinanza di demolizione dell'opera eseguita in assenza o difformità del titolo abilitativo, per cui all'esito negativo del primo l'amministrazione comunale non ha l'onere di esercitare nuovamente il potere sanzionatorio.

La presentazione dell'istanza di condono successivamente alla impugnazione dell'ordinanza di demolizione - o alla notifica del provvedimento di irrogazione delle altre sanzioni per gli abusi edilizi - produce l'effetto di rendere improcedibile l'impugnazione stessa, per sopravvenuta carenza di interesse, in quanto il riesame dell'abusività dell'opera, sia pure al fine di verificarne la eventuale sanabilità, provocato dall'istanza di sanatoria, comporta la necessaria formazione di un nuovo provvedimento, esplicito od implicito (di accoglimento o di rigetto), che vale comunque a superare il provvedimento sanzionatorio oggetto dell'impugnativa.

Il ricorso giurisdizionale avverso un provvedimento sanzionatorio proposto antecedentemente all'istanza di concessione in sanatoria, è improced... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...arenza di interesse, "spostandosi" l'interesse del responsabile dell'abuso edilizio dall'annullamento del provvedimento sanzionatorio già adottato, all'eventuale annullamento del provvedimento (esplicito o implicito) di rigetto.

Il procedimento di cui all'art. 27 DPR 380/01 deve essere seguito anche nei casi in cui la constatazione dell'abusività di taluni manufatti risulti e derivi dal diniego di sanatoria pronunciato dal Comune.

L'assentimento, in forma espressa, del condono riguardante un manufatto del quale sia stata inizialmente accertata l'abusività e ordinata la demolizione, priva di ogni efficacia l'ordinanza di demolizione, attesa la riconduzione dell'opera nell'ambito della compatibilità urbanistico - edilizia.

Il condono edilizio è volto a regolare i rapporti tra privato costruttore e pubblica amministrazione, ma fa sempre salvi i diritti dei terzi, di talché i provvedimenti di concessione in sanatoria non privano i proprietari di fondi contigui del potere di far valere la violazione delle norme sulle distanze tra costruzioni, chiedendo, a seconda dei casi, la demolizione delle opere abusive o il risarcimento dei danni.

Le conseguenze delle violazioni ediliz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ppano su due piani distinti di rapporti giuridici: uno, pubblicistico, tra il soggetto costruttore e gli organi pubblici amministrativi preposti alla prevenzione e repressione degli illeciti; l'altro, privatistico, tra lo stesso soggetto e i titolari di diritti soggettivi che possono restare lesi dall'attività edificatrice del primo; non interferendo tra loro i due ordini di rapporti, la sanatoria si limita a prevedere la regolarizzazione delle opere dal punto di vista amministrativo, penale e fiscale, ovvero ai soli effetti dell'interesse pubblico, ma non pure ai fini privatistici, cosicché nelle controversie tra i privati confinanti, detta sanatoria, inerendo al rapporto tra pubblica amministrazione e privato costruttore, non può incidere negativamente sui diritti dei terzi direttamente pregiudicati dalla attività edilizia oggetto della sanatoria.

In tema di abusi edilizi, i provvedimenti di concessione in sanatoria non privano i proprietari di fondi contigui del potere di fare valere la violazione delle norme sulle distanze, chiedendo la demolizione delle opere abusive o il risarcimento del danno.

In caso di accoglimento della domanda di accertamento di conformità (art. 36 D.P.R. 380/2001), l'ordine di demolizio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...er il venir meno del carattere abusivo dell'opera realizzata, in ragione dell'accertata conformità dell'intervento alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dello stesso sia al momento della presentazione della domanda.

In caso di rigetto della domanda di accertamento di conformità (art. 36 D.P.R. 380/2001), l'ordine di demolizione a suo tempo adottato riacquista la sua efficacia e non è necessario un nuovo esercizio del potere sanzionatorio.

La presentazione della domanda di condono rende inefficace l'ordinanza di demolizione precedentemente emessa.

In assenza di contestazioni circa l'avvenuto versamento delle somme dovute a titolo di oblazione, la presentazione della domanda di condono sospende il procedimento per l'irrogazione delle sanzioni amministrative.

L'ordine di demolizione adottato in pendenza di istanza di condono edilizio è illegittimo perché in contrasto con l'art. 38 della legge 47/1985.

Qualora nelle more del procedimento di demolizione di opere abusive il privato inoltri domanda di sanatoria edilizia, ancorché il condono venga successivamente respinto, il provvedimento repressivo perde automaticamente la su... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., con connesso obbligo in capo all'amministrazione di riavviare, ex novo e sulla base dei diversi presupposti che potranno sussistere, il procedimento sanzionatorio relativo all'abuso edilizio.

A seguito dell'istanza di sanatoria o di condono, in caso di accoglimento della domanda, l'ordinanza di demolizione deve essere sostituita dall'Amministrazione comunale dalla concessione in sanatoria, mentre in caso di rigetto, deve essere sostituita da un nuovo provvedimento sanzionatorio che verrà eseguito dall'Amministrazione ovvero sarà oggetto di autonoma impugnazione.

In caso di rigetto della domanda di accertamento di conformità (art. 36 D.P.R. 380/2001), espresso o tacito, l'ordinanza di demolizione riacquista la sua efficacia, sospesa dalla presentazione dell'istanza, e il termine per l'esecuzione spontanea della demolizione decorre dal momento in cui il diniego di perviene a conoscenza dell'interessato.

La presentazione della domanda di condono edilizio comporta l'arresto del procedimento sanzionatorio innescato dalla commissione dell'abuso: ne deriva che, se era stata emanata nel corso del procedimento sanzionatorio un'ordinanza di demolizione, la P.A. dovrà comunque, all'esito del diniego della sanatoria,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'ordinanza di demolizione.

La presentazione dell'istanza di accertamento di conformità (art.36 D.P.R. 380/2001) causa un arresto dell'efficacia delle misure ripristinatorie, nel senso che questa è soltanto sospesa, creandosi uno stato di temporanea quiescenza dell'atto, all'evidente fine di evitare, in caso di accoglimento dell'istanza, la demolizione di un'opera che, pur realizzata in assenza o difformità dal permesso di costruire, è conforme alla strumentazione urbanistica vigente.

In caso di rigetto della domanda di sanatoria, espresso o tacito, il provvedimento sanzionatorio a suo tempo adottato riacquista la sua efficacia con la specificazione che il termine concesso per l'esecuzione spontanea della demolizione decorre dal momento in cui il diniego di perviene a conoscenza dell'interessato.

La presentazione dell'istanza di accertamento di conformità ex art. 36 D.P.R. 380/2001 non compromette né la validità né l'efficacia dell'ordine di demolizione, ma comporta soltanto che quest'ultima misura entri in uno stato di temporanea quiescienza.

Qualora venga adottata un'ordinanza di demolizione e il destinatario presenti domanda di accertamento di conformità ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...D.P.R. 380/2001, il sopravvenuto rigetto di quest'ultima non comporta l'onere per la P.A. di reiterare l'ordinanza di demolizione: un nuovo procedimento sanzionatorio si rivelerebbe, in assenza di un'espressa previsione legislativa, un'inutile ed antieconomica duplicazione dell'azione amministrativa.

La sopravvenienza di istanza di accertamento di conformità ex art. 36 d.P.R. n. 380 del 2001 comporta la perdita di efficacia dell'ingiunzione a demolire le opere realizzate senza titolo e per sanare le quali l'istanza è stata avanzata, essendo la disposizione sanzionatoria destinata ad essere superata dalle rinnovate determinazioni, esplicite o implicite, che si impongono in esito alla ripetuta istanza di sanatoria.

In caso di accoglimento dell'istanza di sanatoria, l'ordine di demolizione risulta sostanzialmente abrogato; diversamente, in caso di rigetto dell'istanza di sanatoria, l'ordine di demolizione a suo tempo adottato riacquista la sua efficacia, che non era definitivamente cessata, ma era sospesa in attesa della conclusione del nuovo iter procedimentale.

In caso di rigetto della domanda di sanatoria presentata successivamente alla ricezione dell'ordine di demolizione, il termine di 90 giorni per l'esecuzione sponta... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dine di demolizione va calcolato sommando il periodo decorrente dalla ricezione dell'ordinanza di demolizione fino alla proposizione dell'istanza di sanatoria ed il periodo decorrente dalla ricezione del provvedimento espresso di rigetto dell'istanza di sanatoria (o dal compimento del 60° giorno nel caso di silenzio-rigetto) fino al compimento dei predetti 90 giorni.

La presentazione dell'istanza di accertamento di conformità ex art. 36 del menzionato d.P.R. 380/2001 non compromette la validità ovvero l'efficacia dell'ordine di demolizione, ma determina solo un arresto dell'efficacia della misura ripristinatoria, che rimane soltanto sospesa.

In caso di accoglimento della domanda di accertamento di conformità, l'ordine di demolizione viene inevitabilmente meno per il venir meno del suo presupposto, vale a dire del carattere abusivo dell'opera realizzata, in ragione dell'accertata conformità dell'intervento alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dello stesso sia al momento della presentazione della domanda.

In caso di rigetto della domanda di accertamento di conformità, l'ordine di demolizione a suo tempo adottato riacquista la sua efficacia e il termine ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...r l'esecuzione spontanea della demolizione decorre dal momento in cui il diniego perviene a conoscenza dell'interessato.


 
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