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Occupazione della proprietà privata per eseguire ricerche archeologiche

Nel caso in cui l'occupazione di un'area privata, al fine di condurvi ricerche archeologiche, non sia seguita da un valido decreto d'esproprio è configurabile l'insorgere della fattispecie dell'occupazione acquisitiva. Questa non è invece ravvisabile se il terreno è già interamente occupato da scavi e reperti e nessuna irreversibile trasformazione è conseguente ad una ulteriore successiva occupazione.

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titolo:OCCUPAZIONI ED ESPROPRI ILLEGITTIMI
anno:2014
pagine: 4019 in formato A4, equivalenti a 6832 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 55,00

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Sintesi: L'occupazione della proprietà privata per eseguire ricerche archeologiche, ed in funzione di successiva espropriazione a fini di conservazione e valorizzazione delle testimonianze rinvenute, non seguita da decreto di esproprio entro la scadenza, costituisce ipotesi di occupazione appropriativa non solo per l'irreversibilità delle trasformazioni materiali apportate durante l'occupazione, quanto per la preponderanza del publicum sulla proprietà privata in seguito all'emergere delle testimonianze storico - culturali, che determinano la nascita di esigenze di conservazione, tutela, e valorizzazione.

Estratto: «I motivi quarto e quinto sono manifestamente infondati. Al di là della formulazione imprecisa e apparentemente contraddittoria, il giudice di merito ha fatto applicazione del principio, enunciato da questa corte in una fattispecie simile, per il quale l'occupazione della proprietà privata per eseguire ricerche archeologiche, ed in funzione di successiva espropriazione a fini di conservazione e valorizzazione delle testimonianze rinvenute, non seguita da decreto di esproprio entro la scadenza, costituisce ipotesi di occupazione appropriativa non solo per l'irreversibilità delle trasformazioni material... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... durante l'occupazione, quanto per la preponderanza del publicum sulla proprietà privata in seguito all'emergere delle testimonianze storico - culturali, che determinano la nascita di esigenze di conservazione, tutela, e valorizzazione (Cass. 3 maggio 2000 n. 5513).»

Sintesi: E' senza dubbio ipotizzabile che l'occupazione di un'area privata per eseguirvi ricerche archeologiche, in funzione della successiva espropriazione a fini di conservazione e valorizzazione dei reperti, divenga acquisitiva, ove non sia stato emesso decreto di esproprio entro la scadenza, in conseguenza della trasformazione irreversibile; fattispecie non ravvisabile in ipotesi in cui il terreno risulti già interamente occupato da scavi e reperti e nessuna irreversibile trasformazione sia conseguente ad una ulteriore successiva occupazione.

Estratto: «La sentenza impugnata è sorretta da una pluralità di rationes decidendi, rispettivamente collegate al rilievo che il Tribunale di Bari aveva erroneamente posto a base dell'accoglimento della domanda occupazioni in realtà eseguite in epoca successiva all'edictio actionis; che esse non erano finalizzate all'espropriazione, perché disposte ai sensi della L. 1 Giugno 1939, n... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... non solo il vincolo archeologico, ma anche i reperti inamovibili preesistevano all'atto d'acquisto del terreno da parte dei N.; che infine nessun danno essi avevano sofferto per effetto dell'occupazione, avendo utilizzato la volumetria pertinente ai predetti fondi in aggiunta a quella consentita su un'area adiacente: in tal modo, sfruttando appieno le potenzialità economiche consentite dal vincolo archeologico.Ciò premesso, anche se è senza dubbio ipotizzabile che l'occupazione di un'area privata per eseguirvi ricerche archeologiche, in funzione della successiva espropriazione a fini di conservazione e valorizzazione dei reperti, divenga acquisitiva, ove non sia stato emesso decreto di esproprio entro la scadenza, in conseguenza della trasformazione irreversibile, pure, quest'ultimo presupposto di fatto è stato, nella specie, escluso in sentenza con motivazione immune da vizi logici. La Corte d'appello di Bari ha infatti accertato che il terreno, soggetto a specifico vincolo archeologico da oltre 10 anni prima dell'acquisto, era già interamente occupato da scavi e reperti, cosicché non era possibile ravvisare alcuna immutazione irreversibile per effetto dell'occupazione disposta a scopo di ricerca di resti archeologici.»
<... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...

 
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