Carrello
Carrello vuoto



Procedura DOCFA per l'attribuzione della rendita catastale

Se l'Amministrazione non provvede a definire la rendita del bene oggetto di classamento, saranno le dichiarazioni presentate dai contribuenti (art.56 D.P.R.1142/1949) a valere come rendita proposta fino a che l'ufficio non elaborerà la rendita definitiva. A tal pro è stata introdotta la procedura DO.C.FA per l'accertamento delle unità immobiliari, consentendo maggiore rapidità nella formazione e nell'aggiornamento del catasto.

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

Articolo tratto dal sottostante PDF, acquistabile e scaricabile in pochi minuti

Verrai indirizzato al dettaglio del prodotto fra 60 secondi.
titolo:IL CODICE DEL CATASTO
anno:2017
pagine: 2292 in formato A4, equivalenti a 3896 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 40,00

  leggi qui come funziona      scarica gratis alcune pagine!!


RENDITA CATASTALE --> DETERMINAZIONE --> PROCEDURA DOCFA

In tema di classamento di immobili, qualora l'attribuzione della rendita catastale avvenga a seguito della procedura disciplinata dal D.L. n. 16 del 1993, art. 2, convertito in L. n. 75 del 1993 e dal D.M. n. 701 del 1994 (cd. procedura DOCFA), l'obbligo di motivazione dell'avviso di classamento è soddisfatto con la mera indicazione dei dati oggettivi e della classe attribuita solo se gli elementi di fatto indicati dal contribuente non siano stati disattesi dall'Ufficio e l'eventuale discrasia tra rendita proposta e rendita attribuita derivi da una valutazione tecnica sul valore economico dei beni classati, mentre, in caso contrario, la motivazione dovrà essere più approfondita e specificare le differenze riscontrate sia per consentire il pieno esercizio del diritto di difesa del contribuente sia per delimitare l'oggetto dell'eventuale contenzioso.

RENDITA CATASTALE --> DETERMINAZIONE --> PROCEDURA DOCFA --> FINALITÀ

In tema di catasto dei fabbricati, con il D.M. 19 aprile 1994, n. 701, regolamento emanato ai sensi della L. 23 agosto 1988, n. 400, art. 17, comma 3, è stata introdotta una procedura - c.d. D... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...g> - per l'accertamento delle unità immobiliari, che consente al dichiarante, titolare di diritti reali sui beni, di proporre la rendita degli immobili stessi ed ha il solo scopo di rendere più rapida la formazione del catasto ed il suo aggiornamento, attribuendo alle dichiarazioni presentate ai sensi del D.P.R. 1 dicembre 1949, n. 1142, art. 56, la funzione di rendita proposta, fino a quando l'ufficio finanziario non provveda alla determinazione della rendita definitiva.

RENDITA CATASTALE --> DETERMINAZIONE --> PROCEDURA DOCFA --> PROPOSTA DEL PRIVATO

L'Agenzia delle entrate, nel caso in cui voglia rettificare la rendita attribuita con procedura DOCFA dal contribuente all'unità immobiliare di tipo ordinario, non è tenuta ad effettuare alcun sopralluogo presso l'immobile, essendo la stima effettuata mediante metodo comparativo basata sulle caratteristiche intrinseche ed estrinseche dei beni aventi le medesime caratteristiche.

La proposta di rendita non ha natura di atto negoziale e dispositivo, bensì natura di mera dichiarazione di scienza e di giudizio nel procedimento amministrativo di tipo cooperativo denominato DOCFA, mirante a far chiarezza sul valore e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l bene in vista di una congrua tassazione,

Al contribuente deve essere riconosciuto il diritto di modificare, senza alcun limite temporale e segnatamente in sede contenziosa, la rendita proposta, qualora essa sia frutto di un errore di fatto o di diritto che l'amministrazione stessa, conformandosi alla legge, è tenuta a correggere, se lo ritenga sussistente, prima ancora del giudice.

Ove l'amministrazione non provveda a definire la rendita del bene oggetto di classamento, saranno le dichiarazioni presentate dai contribuenti ai sensi del D.P.R. n. 1142 del 1949, art. 56 a valere come rendita proposta fino a che l'ufficio non provvederà alla determinazione della rendita definitiva.

Le dichiarazioni presentate ai sensi del'art. 56 D.P.R. 1142/1949 hanno assunto la funzione di "rendita proposta" fino a quando l'ufficio non provvede alla determinazione della rendita definitiva.

RENDITA CATASTALE --> DETERMINAZIONE --> PROCEDURA DOCFA --> STIMA DIRETTA

L'art. 3 R.D. 652/1939 non subordina l'accertamento catastale ad un'attività esterna dell'Ufficio, in quanto è il contribuente stesso che propone la categoria, la classe e la relativa rendita catastale; soltanto nel ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... venga indicata una rendita catastale relativa ad opifici industriali l'Ufficio deve operare una stima diretta: pertanto, ove non vi sia alcuna segnalazione di tale destinazione, l'Ufficio non è tenuto ad effettuare alcun controllo.

RENDITA CATASTALE --> DETERMINAZIONE --> PROCEDURA DOCFA --> TERMINE PER PROVVEDERE

Il termine di cui al D.M. 701/1994 non ha natura perentoria, ma meramente ordinatoria, di tipo cioè "esortativo" teso ad indurre la Amministrazione ad ispirare la propria attività ai principi di speditezza nella formazione del classamento che hanno determinato la adozione della procedura DOCFA.

Scaduto il termine di cui al D.M. 701/1994 la rendita proposta si considera definitiva, ma solo tuttavia sotto il profilo formale o documentale, senza pregiudizio tuttavia del potere della Amministrazione di procedere anche successivamente alla correzione della rendita, ove ritenga verificati i presupposti di fatto.

Il termine massimo di un anno assegnato all'ufficio per la determinazione della rendita catastale definitiva non ha natura perentoria, con conseguente decadenza dell'amministrazione dall'esercizio del potere di rettifica, ma meramente ordinatoria.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... La natura perentoria del termine per la determinazione della rendita catastale definitiva, oltre a non essere attribuita da norme regolamentari, neppure può ricavarsi dalla disciplina legislativa della materia, con la quale è assolutamente incompatibile un limite temporale alla modificazione o all'aggiornamento delle rendite catastali

Il termine massimo di un anno assegnato all'ufficio dall'art. 1, co. 3, D.M. 701/1994 per la determinazione della rendita catastale definitiva non ha natura perentoria, con conseguente decadenza dell'amministrazione dall'esercizio del potere di rettifica - costituente una modalità di esercizio dei poteri per la formazione ed aggiornamento del catasto -, ma meramente ordinatoria.

La previsione di una natura perentoria del termine di cui all'art. 1 D.M. 701/1994, con conseguente decadenza dell'amministrazione finanziaria dall'esercizio del potere di rettifica (costituente una modalità di esercizio dei poteri per la formazione ed aggiornamento del catasto), oltre a non essere contenuta nella norma regolamentare, non può ricavarsi dalla disciplina legislativa della materia, con la quale è assolutamente incompatibile un limite temporale alla modificazione o all'aggiornamento delle ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...astali.

Il termine massimo di dodici mesi posto dalla norma regolamentare per la predetta determinazione ha natura meramente ordinatoria, non potendosi ammettere un regime decadenziale dell'esercizio di un potere amministrativo del tutto privo di base legislativa.

Il termine di un anno assegnato all'ufficio dall'art. 1 co. 3 D.M. 701/1994 per la "determinazione della rendita catastale definitiva" non ha natura perentoria, con conseguente decadenza dell'amministrazione dall'esercizio del potere di rettifica costituente una modalità di esercizio dei poteri per la formazione ed aggiornamento del catasto, ma meramente ordinatoria.

Il termine massimo di un anno assegnato all'Ufficio dall'art. 1 D.M. 701/1994 per la determinazione della rendita catastale definitiva non ha natura perentoria, con conseguente decadenza dell'amministrazione dall'esercizio del potere di rettifica ma meramente ordinatoria.

Il termine massimo ("entro dodici mesi dalla data di presentazione delle dichiarazioni") di un anno assegnato all'ufficio dall'art. 1, comma 3, del D.M. 701/1994 per la "determinazione della rendita catastale definitiva" non ha natura perentoria, con conseguente decadenza dell'amministrazione ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zio del potere di rettifica - costituente una modalità di esercizio dei poteri per la formazione ed aggiornamento del catasto - ma meramente ordinatoria.

L'art. 1 D.M. 701/1994 ha introdotto un meccanismo procedurale qualificabile come silenzio-assenso, che tuttavia non è applicabile retroattivamente, mancando un'esplicita disposizione in tal senso.

Il termine massimo posto dall'art. 1, co. 3, D.M. 701/1994 per la determinazione dell'amministrazione finanziaria sulla "rendita proposta" all'interno della procedura DOCFA è meramente ordinatorio: rispetto a tale procedura è assolutamente incompatibile un limite temporale alla modificazione o all'aggiornamento delle rendite catastali.

Ove l'Amministrazione non provveda a definire la rendita del bene oggetto di classamento, saranno le dichiarazioni presentate dai contribuenti, ai sensi dell'art. 56 D.P.R. 1142/1949 a valere come "rendita proposta", fino a quando l'ufficio non provvederà alla determinazione della rendita definitiva.

L'istituto del silenzio assenso è inapplicabile alla procedura DOCFA.


 
 Il pdf da cui è tratto questo articolo si acquista con pochi click e si scarica subito dopo il pagamento. Per maggiori info clicca qui.


© COPYRIGHT. È ammessa la riproduzione del contenuto solo con la citazione della fonte e del link

ALTRI ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI