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Il procedimento di reiterazione dei vincoli urbanistici decaduti: condizioni e fasi

Non vi è ragione logica o giuridica per ridurre l’ambito procedimentale della rinnovazione del vincolo rispetto a quello della sua imposizione: è possibile ricorrere a tutti i procedimenti contemplati dal testo unico che consentono l'imposizione del vincolo e, dunque, anche a quelli contemplati dall’articolo 10 (art.9 D.P.R.327/2001).

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VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> REITERAZIONE --> NATURA RECETTIZIA

Nessuna disposizione normativa in materia qualifica come condizione di validità dell'atto di reiterazione di vincoli urbanistici la notificazione individuale ai destinatari, ogni questione al riguardo risolvendosi nella tempestività di eventuali censure proponibili in sede giurisdizionale.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> REITERAZIONE --> NATURA STRUMENTI URBANISTICI,RILEVANZA

Non può essere esclusa la sussistenza di una ipotesi di reiterazione di vincoli solo perché si è in presenza di un piano regolatore anziché di una variante. In definitiva non è dalla qualifica formale dell'atto che può escludersi la reiterazione del vincolo.

Ai fini dell'applicazione della disciplina garantistica in materia di reiterazione dei vincoli urbanistici, non assume rilievo la eterogenea natura degli atti imprimenti il vincolo espropriativo; la disciplina di cui all'art. 9, comma 4, del d.P.R. n. 327/01 prescinde infatti dalla tipologia de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ncolistici.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> REITERAZIONE --> PIANO FINANZIARIO

L'atto con cui è disposta la reiterazione del vincolo espropriativo non può essere ritenuto illegittimo per il solo fatto di non contemplare le spese occorrenti per l'acquisizione delle aree e per la realizzazione delle opere, in quanto si tratta, con ogni evidenza, di somme che l'Amministrazione dovrà effettivamente reperire e prevedere in un momento successivo.

Non è necessaria, in occasione dell'adozione e della successiva approvazione di una variante urbanistica che imponga o reiteri un vincolo espropriativo, l'assunzione precisa e puntuale dell'impegno di spesa, essendo sufficiente che l'Amministrazione si rappresenti e preveda la necessità che l'ablazione della proprietà sia accompagnata dalla corresponsione di un indennizzo. Ne discende la non necessità del parere di regolarità contabile ex art. 49, d.lgs. nr. 267/2000.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> REITERAZIONE --> PRIMA DELLA SCADENZA

[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...erazione di vincolo espropriativo postula la scadenza dell'originario periodo di franchigia ed una nuova scelta di destinazione urbanistica implicante l'apposizione di un nuovo vincolo.

Non è ricostruibile in termini di reiterazione di vincolo espropriativo, l'ipotesi in cui un terreno originariamente destinato alla realizzazione di opera pubblica (nel caso di specie scuola media), sia successivamente ricompreso in nuovo progetto (nel caso di specie attrezzature sportive) nell'arco temporale di vigenza dell'originario vincolo e sempre nel rispetto della destinazione urbanistica originaria (attrezzature pubbliche).

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> REITERAZIONE --> PROCEDIMENTO

La reiterazione dei vincoli preordinati all'espropriazione può avvenire solo "rinnovando" il procedimento seguito per imporre tale vincolo.

La circostanza che sia stato previsto (nel caso di specie ai sensi dell'art. 7 della l.r. Sicilia n. 65/1981), uno specifico procedimento per l'imposizione del vincolo sotteso all'assolvimento di un interesse di livello superiore rispetto a quello cui era funzionale il precedente vincolo (nella fattispecie r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e di un'opera mirata al soddisfacimento di un interesse che travalica l'ambito territoriale comunale, abbracciando invece il livello regionale se non addirittura statale), comporta che nella fattispecie non possa propriamente parlarsi di vera e propria reiterazione di precedente vincolo preordinato all'esproprio imposto con diverso modulo procedimentale, atteso che per potersi parlare di reiterazione occorre che il vincolo precedentemente scaduto sia nuovamente imposto secondo il medesimo modus procedendi.

Il vincolo preordinato all'esproprio decaduto può essere rinnovato mediante approvazione del piano urbanistico generale o una sua variante.

Non vi è ragione logica o giuridica per ridurre l'ambito procedimentale della rinnovazione del vincolo rispetto a quello della sua imposizione. Ne consegue che il richiamo ai "procedimenti previsti dal comma 1", contenuto nell'articolo 9, comma 4, DPR 327/2001, va inteso non nel senso restrittivo dell'esclusiva necessità di un nuovo procedimento di formazione del piano urbanistico generale o di una sua variante, ma nel significato più ampio di possibilità di ricorso a tutti i procedimenti contemplati dal testo unico che consentono l'imposizione del vincolo e, dunque, anche a ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...emplati dall'articolo 10.

La reiterazione del vincolo espropriativo può essere effettuata mediante variante al P.R.G. (ex art. 9, comma 1, del D.P.R. n. 327/2001) ovvero nelle forme di cui all'art. 10, comma 1 dello stesso D.P.R., ai sensi del successivo art. 19, comma 1.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> REITERAZIONE --> PROCEDIMENTO --> ART. 19 DPR 327/2001 --> COMPETENZA

Come affermato dalla giurisprudenza in materia, la competenza a reiterare un vincolo preordinato all'esproprio – ove si faccia, tra l'altro, ricorso alla procedura di cui all'art. 19 del d.P.R. n. 327 del 2001 – spetta esclusivamente al Consiglio Comunale. Va escluso che un provvedimento adottato da un organo diverso – nella specie, la Giunta Comunale – possa costituire una "variante allo strumento urbanistico" e, dunque, produrre gli effetti di atto idoneo ad imprimere una determinata destinazione urbanistica ad una ben individuata area del territorio.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> REITERAZIONE --> PROGRAMMA LAVORI PUBBLICI
<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rovvedimento di reiterazione del vincolo non è inficiato dalla mancata previsione della realizzazione dell'opera nell'ambito del programma triennale dei lavori pubblici.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> REITERAZIONE --> STANDARD, SODDISFACIMENTO

Ai fini della giustificazione della reiterazione del vincolo, non è insufficiente il generico richiamo al rispetto degli standard di cui al D.M. n. 1444/1968; ciò (nel caso di specie), anche in relazione al tempo trascorso dall'istituzione del vincolo, dal quale scaturisce la necessità di aggiornare la misurazione degli standard alla luce delle attuali nuove esigenze.

Ai fini della decisione di reiterare i vincoli preordinati ad esproprio la verifica della sufficienza o meno delle aree a standards non può mai essere omessa; ciò anche in conseguenza del fatto che non può presumersi che a distanza di 5 o più anni dall'approvazione, le previsioni di un piano regolatore siano sempre immanenti, data l'inevitabile approssimazione dei calcoli posti a base di esse.

La reiterazione dei vincoli deve essere motivata, a maggior ragione qualora gl... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... complessivamente previsti dal piano non siano stati ridimensionati correlativamente alla riduzione della cubatura insediabile.

Qualora lo standard a verde pubblico risulti già superato, giustificata è la scelta dell'Amministrazione di non reiterare il vincolo.

In sede di reiterazione "in blocco" di vincoli preordinati all'esproprio riguardanti una pluralità di aree, la sussistenza di un attuale specifico interesse pubblico risulta dalla perdurante constatata insufficienza delle aree destinate a standard, mentre l'assenza di un intento vessatorio si evince dalla parità di trattamento che hanno tutti i destinatari dei precedenti vincoli decaduti.

L'astratta possibilità di reiterazione dei vincoli espropriativi rimane subordinata alla puntuale valutazione dell'interesse pubblico attuale; tale motivazione può anche essere sufficientemente assolta dal richiamo al necessario rispetto degli standard sulle base delle dotazioni ritenute necessarie alla luce delle attuali esigenze.

La riproposizione non adeguatamente ponderata, ed effettuata a notevole distanza di tempo, dei vecchi vincoli a standard, costruiti sulla base di esigenze dell'epoca, rischia di trasformarsi in un in... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ificio per il proprietario di un area che viene di fatto perennemente ancorata a dichiarati interessi generali, mai però soddisfatti in concreto dall'autorità pubblica competente.

La scelta da parte dell'Amministrazione di confermare la destinazione a "standard", mediante reitera del vincolo, è già "ex se" sufficiente a imporre all'Amministrazione un più puntuale onere motivazionale a sostegno, rendendo impossibile e inidoneo il mero richiamo ai criteri ispiratori del P.R.G..



 
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