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Il principio di precauzione e la valutazione ambientale strategica

Il principio di precauzione obbliga le Autorità competenti ad adottare provvedimenti appropriati al fine di prevenire i rischi potenziali, verificando preventivamente che l'attività non incida sulla salute dell'uomo o sull'ambiente circostante.

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PIANIFICAZIONE --> AMBIENTE E PAESAGGIO --> PRINCIPIO DI PRECAUZIONE

Il principio di precauzione fa obbligo alle Autorità competenti di adottare provvedimenti appropriati al fine di prevenire i rischi potenziali per la sanità pubblica, per la sicurezza e per l'ambiente, ponendo una tutela anticipata rispetto alla fase dell'applicazione delle migliori tecniche proprie del principio di prevenzione.

Il principio di precauzione esige di verificare preventivamente che l'attività in esame non danneggi l'uomo o l'ambiente, facendo prevalere la protezione di tali valori sugli interessi economici, indipendentemente dall'accertamento di un effettivo nesso causale tra il fatto dannoso o potenzialmente tale e gli effetti pregiudizievoli che ne derivano.

L'esigenza di tutela della salute umana diventa imperativa già in presenza di rischi solo possibili, ma non ancora scientificamente accertati, atteso che la regola della precauzione può essere considerata come un principio autonomo che discende dalle disposizioni del Trattato C.E..

L'applicazione del principio di precauzione comporta che, ogni qual volta non siano conosciuti con certezza i rischi indotti da un'attività potenzialmente pe... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...'azione dei pubblici poteri debba tradursi in una prevenzione anticipata rispetto al consolidamento delle conoscenze scientifiche, anche nei casi in cui i danni siano poco conosciuti o solo potenziali.

Il principio di precauzione deve essere coordinato con quelli di libera concorrenza, libertà di stabilimento e libera prestazione dei servizi: pertanto, in presenza di una disciplina armonizzata a livello comunitario che dichiaratamente assicura una tutela esaustiva di un particolare profilo sanitario, il principio di precauzione deve ritenersi assorbito dalla medesima disciplina, con la conseguente legittimità delle attività nazionali svolte in ottemperanza a tali previsioni.

Le misure preventive adottate in base al principio di precauzione e comprensive all'evidenza della proibizione preventiva di una certa attività non si possono fondare sull'apprezzamento di un rischio puramente ipotetico, fondato su mere supposizioni allo stato non ancora verificate in termini scientifici.

PIANIFICAZIONE --> AMBIENTE E PAESAGGIO --> VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA

Una variante al piano di lottizzazione che determini un incremento del carico urbanistico e contenga opere sottoposte a valutazione di i... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...entale, in quanto grandi attrattori di traffico, non consente di ritenere configurabile alcuna causa di esonero da VAS.

Il Piano Paesaggistico, pur nella misura in cui influenza la pianificazione urbanistica, si limita a tutelare l'ambiente nel suo aspetto visivo e non interferisce sugli ulteriori profili in cui si sostanzia la complessa nozione di ambiente, di talché non resta soggetto alla procedura di valutazione ambientale strategica.

Il piano paesaggistico, pur influenzando la pianificazione urbanistica, si limita a tutelare l'ambiente nel suo aspetto visivo e non interferisce sugli ulteriori profili in cui si sostanzia la complessa nozione di ambiente, con la conseguenza che esso non resta soggetto alla procedura di valutazione ambientale strategica.

L'art. 6 D. Lgs. 152/2006 è da ascrivere al novero delle norme ispirate al principio di precauzione, che si sostanzia in un insieme di regole e prescrizioni, di carattere sostanziale ma anche procedurale, intese a scoraggiare comportamenti anche solo potenzialmente idonei ad arrecare vulnera all'ambiente e al paesaggio.

Ai fini della sottoposizione del piano urbanistico alla procedura di V.A.S. è sufficiente che la singola iniziativa urbanistica s... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...lo potenzialmente idonea ad incidere sul bene ambiente, ma in modo pur sempre significativo, altrimenti ogni attività edificatoria connessa all'adozione di varianti strutturali al PRG, siccome un qualche impatto sull'ambiente indubbiamente possiede, dovrebbe, irragionevolmente ed in violazione del principio di proporzionalità comunitaria, essere sottoposta a valutazione ambientale strategica.

La valutazione ambientale strategica (V.A.S.) è stata introdotta dalla direttiva comunitaria 2001/42/CE, la quale ha imposto agli Stati membri di prevedere, nel proprio ordinamento interno, un più approfondito apprezzamento delle esigenze di tutela dell'ambiente nella fase di pianificazione del territorio, attraverso l'introduzione di una specifica fase di verifica da svolgere all'interno delle procedure di pianificazione in presenza di particolari presupposti (sinteticamente riassumibili nella possibilità di impatti ambientali significativi e negativi per effetto delle scelte in tale sede operate)

In Italia, solo con molto ritardo rispetto al termine di recepimento della direttiva comunitaria il legislatore ha introdotto una normativa nazionale in materia di V.A.S., oggi contenuta nel decreto legislativo 12 aprile 2006, nr. 1... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ve; volte oggetto di modifiche; tuttavia, già prima del varo di tale disciplina molte Regioni, nell'esercizio della propria potestà legislativa in materia di governo del territorio, si erano dotate di proprie regole attuative delle prescrizioni comunitarie: in Lombardia, ad esempio, si è provveduto con la legge regionale nr. 12 del 2005.

In tema di V.A.S., nulla impone che la "autorità competente" e la "autorità procedente" siano necessariamente amministrazioni diverse o separate e che, pertanto, sia precluso individuare l'autorità competente in diverso organo o articolazione della stessa amministrazione procedente.

L'appartenenza alla competenza esclusiva dello Stato della materia relativa alla "tutela dell'ambiente" non impedisce che con tale competenza possano interferire anche prerogative regionali in diverse materie, quale quella del "governo del territorio", che è pressoché inevitabile in un settore quale è quello della V.A.S..

Gli istituti della VIA e della VAS non sono concepiti in funzione della tutela di territori il cui valore ambientale sia stato previamente "certificato", ma in relazione alla rilevanza del tipo di opera o di piano da realiz... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...olo) carattere potenzialmente sconvolgente degli interventi da attuare, giustifica la sottoposizione dei relativi progetti ai procedimenti di valutazione dell'impatto ambientale.

La valutazione ambientale strategica (V.A.S.) è volta a garantire che gli effetti sull'ambiente di determinati piani e programmi siano considerati durante l'elaborazione e prima dell'adozione degli stessi, così da anticipare nella fase di pianificazione e programmazione quella valutazione di compatibilità ambientale che, se effettuata sulle singole realizzazioni progettuali, non consentirebbe di compiere un'effettiva valutazione comparativa, mancando in concreto la possibilità di disporre di soluzioni alternative per la localizzazione degli insediamenti e, in generale, per stabilire, nella prospettiva dello sviluppo sostenibile, le modalità di utilizzazione del territorio.

L'obbligo di valutazione ambientale strategica è doveroso solo per i piani e programmi il cui primo atto preparatorio formale sia successivo al 21 luglio 2004, laddove i piani e programmi il cui primo atto preparatorio formale sia precedente a tale data sono assoggettati al relativo obbligo solo per l'eventualità che la loro approvazione o sottoposizione al... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ter legislativo sia posteriore di ventiquattro mesi rispetto alla stessa data.


 
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