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Presupposti per ottenere il condono dell'opera edilizia abusiva

Tra i presupposti per ottenere il condono dell'opera edilizia abusiva vi sono: anteriorità dell'intervento abusivo rispetto al 1 ottobre 1983; completezza documentale dell’istanza di condono; abusività dell'intervento causata da annullamento dell'atto rilasciato dalla P.A..

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titolo:IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI
anno:2017
pagine: 5843 in formato A4, equivalenti a 9933 pagine in formato libro
formato: pdf  
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TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> PRESUPPOSTI --> ANTERIORITÀ DELL'INTERVENTO --> OPERA TEMPORANEA

L'opera che sia stata autorizzata con un titolo edilizio avente natura temporanea e che sia stata mantenuta in loco dopo la scadenza imposta dalla P.A. può essere condonata ai sensi del d.l. 269/2003 soltanto qualora la stessa, alla data del 31 marzo 2003, sia stata ultimata e possegga già il requisito dell'abusività.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> PRESUPPOSTI --> COMPLETEZZA DOCUMENTALE

Deve ritenersi illegittimo il diniego di rilascio del titolo edilizio in sanatoria di opere edilizie abusive motivato con esclusivo riferimento all'incompletezza della documentazione depositata dall'istante, trattandosi di circostanza che può legittimare solo una richiesta di integrazione documentale da parte dell'autorità competente a pronunciare sulla domanda.

A fronte di una domanda di condono incompleta non possono dirsi validamente decorsi né il termine di ventiquattro mesi per la formazione del silenzio-assenso sull'istanza di sanatoria, né il collegato termine di trentasei mesi per la... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ne del diritto del Comune al conguaglio dell'oblazione.

Contrariamente a quanto erroneamente affermato nella circolare del Ministero dei Lavori Pubblici n. 2241/UL, la completezza documentale dell'istanza di condono costituisce un necessario ed ineliminabile presupposto giuridico e fattuale per l'ammissibilità stessa della domanda.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> PRESUPPOSTI --> CONCESSIONE ANNULLATA

La valutazione della rilevanza del fatto che l'abuso edilizio emerga solo a seguito dell'annullamento di un atto rilasciato dall'amministrazione è rimessa al legislatore, che è l'unico in grado di derogare ai normali effetti del giudicato di annullamento: in tali casi, pertanto, il legislatore ha solamente la possibilità, e non l'obbligo, di estendere alle opere così realizzate il beneficio del condono edilizio, e l'inclusione deve avvenire attraverso una previsione espressa.

La situazione soggettiva di affidamento in capo a colui che ha realizzato l'opera edilizia in base ad un titolo originariamente legittimo e poi annullato, rileva nei confronti dell'amministrazione quando apre un procedimento di secondo grado il cui possibile esito sia il ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...to di annullamento, ma non invece nei confronti del giudice dell'annullamento che, chiamato a giudicare della legittimità del titolo abilitativo da parte di quei terzi, le cui posizioni erano rimaste impregiudicate dal rilascio del titolo medesimo, deve solamente statuire sulla domanda proposta da quei soggetti, legittimati ad impugnare, che fanno fondatamente valere le proprie ragioni.

Le ipotesi suscettibili di sanatoria edilizia indicate nell'elenco di cui all'allegato 1 dell'art. 32 del D. L. 269/2003 sono qualificate dal legislatore come "tipologie di illecito" e, quindi, data la loro natura di illecito amministrativo a rilevanza penale, vanno tassativamente individuate: pertanto, poiché in tale elenco non compaiono le opere abusive realizzate in base a concessione annullata, esse non rientrano tra le opere edilizie abusive suscettibili di sanatoria ex art. 32 del D.L. 269/2003.

L'art. 39, co. 1, legge 724/1994 consente di condonare abusi edilizi per volumetrie eccedenti i limiti dalla stessa disposizione fissati soltanto per l'ipotesi della costruzione eseguita in base ad una concessione edilizia successivamente annullata: tale norma, eccezionale, non può essere analogicamente estesa all'ipotesi di costruzione re... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...po la decadenza dell'originaria concessione per mancato rispetto del previsto termine di inizio del lavori.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> PRESUPPOSTI --> DESTINAZIONE RESIDENZIALE

Le disposizioni sul condono edilizio si applicano solo in presenza di nuove costruzioni che abbiano destinazione residenziale, non essendo ammissibile, in presenza di una tale normativa eccezionale, e perciò di stretta interpretazione, postulare un'estensione a nuove costruzioni aventi destinazione non residenziale.

Il condono edilizio previsto ai sensi dell'art. 32 del d.l. n. 269 del 2003 si applica unicamente in presenza di "nuove costruzioni" che abbiano destinazione "residenziale", non essendo ammissibile, in presenza di una normativa eccezionale, postulare una sua interpretazione analogica.

In linea di principio, la disciplina del condono edilizio del 2003, a differenza dei precedenti, non è applicabile all'istallazione di nuove strutture ad uso diverso da quello residenziale.

Il D.L. 269 del 2003, art. 32, limita l'applicabilità del condono edilizio, con riferimento alle nuove costruzioni, a quelle aventi destinazione residenziale.[Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...> Diversamente dagli ampliamenti di manufatti già esistenti, che possono essere condonati indipendentemente dalla relativa destinazione d'uso, le nuove costruzioni sono condonabili, in forza del dell'art. 32 del decreto-legge n. 269 del 2003 solo se residenziali.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> PRESUPPOSTI --> DISPONIBILITÀ DEL SUOLO

Per escludere la condonabilità di un'opera abusiva è del tutto irrilevante che la parte sporgente sulla proprietà di terzi sia o meno modesta.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> PRESUPPOSTI --> IDENTITÀ DELL'IMMOBILE

La normativa sul condono postula la permanenza dell'immobile da regolarizzare e non ammette la realizzazione di un manufatto difforme realizzato con demolizione e impiego di materiali di costruzione diversi da quelli originari, ancorché uguale per sagoma, superficie e volumetria.

Nei casi in cui un immobile abusivo non sia meramente integrato ma sostituito da un altro edificio, l'istanza di condono già proposta va dichiarata improcedibile per inesistenza dell'oggetto e l'amministrazione deve emanare il provvedimento d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ne del nuovo immobile.

La normativa sul condono postula la permanenza dell'immobile da regolarizzare e non ammette, in pendenza del procedimento, la demolizione e l'impiego di materiali di costruzione diversi da quelli originari.

Il condono edilizio costituisce un beneficio concesso a fronte del pagamento della oblazione ma, come tale, esso rimane circoscritto al manufatto abusivo nella sua conformazione originaria, senza che sia consentito modificarlo o ampliarlo.

La mancata delimitazione delle opere condonabili rende illegittima la concessione edilizia in sanatoria nella misura in cui contempli opere non riferibili all'originario oggetto della relativa domanda.

L'originaria domanda di condono edilizio non può che essere considerata irrilevante in caso di ulteriore illecito commesso dall'interessato, che abbia realizzato un manufatto diverso da quello precedente, facendo venire meno l'esistenza del manufatto oggetto della istanza di condono (nella specie, sostituendo al dichiarato immobile con due camere da letto, un locale a destinazione non indicata, una cucina ed un contiguo bagno, un immobile con quattro camere, un bagno, un salone, una cucina, un andito e un secondo andito, probabilmente adibito a vuoto san... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... />
E' illegittimo il permesso di costruire in sanatoria riferito ad una situazione fattuale diversa da quella segnalata al momento dell'istanza di condono.

Il condono mira a conservare le opere già realizzate, mediante inserimento in una corretta pianificazione urbanistica e paesaggistica. Non è pertanto consentito, ai fini del condono, sostituire l'opera abusiva con una radicalmente diversa, mentre si può consentire che l'opera esistente sia ristrutturata, o anche demolita e ricostruita in loco identica nella sua consistenza sostanziale, al fine di miglioramenti urbanistici, paesistici ed edilizi.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> PRESUPPOSTI --> IN GENERALE

Laddove vi siano dubbi in ordine alla complessiva attendibilità del quadro temporale rappresentato dal privato circa la costruzione di un manufatto, l'amministrazione può respingere l'istanza di condono, ovvero, adottare il provvedimento sanzionatorio, senza che sulla stessa gravi l'onere di fornire a propria volta un'autonoma prospettazione in ordine al momento in cui verosimilmente gli interventi sono stati realizzati.

In base all'art. 32, comma 27, lett. d), del d.l. n. 269... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ertito con l. n. 326/2003, cd. "terzo condono"), i presupposti che debbono sussistere contestualmente, ai fini del rigetto della domanda di sanatoria di un abuso edilizio, sono la sussistenza di un vincolo anteriore all'abuso, l'assenza o difformità dal titolo abilitativo prescritto, nonché la mancanza di conformità con norme urbanistiche e con prescrizioni degli strumenti urbanistici.

La lettura dell'art. 32, co. 26, lett. a), d.l. 269/2003 induce a ritenere che gli abusi «maggiori» siano sanabili nell'ambito dell'intero territorio nazionale (sia pure a certe condizioni), e quindi anche in zona vincolata, mentre gli abusi «minori» siano sanabili solo se commessi in zona vincolata.

L'art. 32, comma 25, della legge n. 326 del 2003 si applica, avuto riguardo al suo chiaro tenore letterale, in relazione alle nuove costruzioni con destinazione residenziale.

Il condono non è precluso dal provvedimento di acquisizione dell'immobile abusivo al patrimonio del comune, né sono preclusivi l'avvenuta trascrizione del provvedimento sanzionatorio e la semplice presa di possesso del bene senza modificazione della sua consistenza e destinazione, da parte dell'ente, determinandosi invece una s... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ncompatibile con la sanatoria solo quando all'immissione in possesso siano seguite la demolizione dell'immobile abusivo ovvero la sua utilizzazione ai fini pubblici.

Successivamente alla presentazione di una domanda di condono, e prima che quest'ultima sia decisa con il provvedimento finale, il proprietario non può eseguire alcun lavoro di completamento o ampliamento dell'immobile abusivo.

Per gli abusi realizzati in ambito soggetto a vincolo in genere e a vincolo paesaggistico in particolare, la disciplina del d.l. n. 269 del 2003 (cd. "terzo condono") ammette la condonabilità dell'opera alla duplice condizione che il vincolo sia stato imposto successivamente all'edificazione e che quest'ultima risulti conforme alle norme urbanistiche ed alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

Sono sanabili, ai sensi del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla L. 24 novembre 2003, n. 326, le opere edilizie abusivamente realizzate in aree sottoposte a specifici vincoli, fra cui quello ambientale e paesistico, purché ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni: che si tratti di opere realizzate prima dell'imposizione del vincolo, anche se questo non comporta l'inedificabilità assoluta dell'area; che, sepp... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...te in assenza o in difformità del titolo edilizio, siano conformi alle prescrizioni urbanistiche; che siano opere di minore rilevanza, senza quindi aumento di superficie; che vi sia il previo parere favorevole dell'autorità preposta alla tutela del vincolo.

E' onere del richiedente il condono edilizio dimostrare la sussistenza di tutti i presupposti per la sanatoria allegando i relativi documenti.

Il giudizio di compatibilità paesaggistica condiziona l'esito finale del procedimento di condono edilizio che ammette una deroga alle norme e alle destinazioni prettamente urbanistiche e alla regola del preventivo rilascio del titolo edilizio ma non anche all'obbligo di conformità dell'opera rispetto ai vincoli extra urbanistici.

Il mancato utilizzo delle reiterate opportunità legislative di condono edilizio (legge n. 47 del 1985; legge n. 724 del 1994; decreto legge n. 269 del 2003) pone l'abusivo in una condizione oggettivamente incompatibile con i criteri di buona fede, soggettiva e oggettiva, che sono necessari al fine della ricostruzione di una condizione di legittimo affidamento tutelabile, salvo che per le ipotesi in cui si fosse trattato di opere e interventi per i quali la necessità del prev... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...utorizzativo appariva obiettivamente incerta e dubbia.

E' inapplicabile l'istituto del condono laddove l'abuso sia realizzato dal singolo condomino su aree comuni in assenza di ogni elemento di prova circa la volontà degli altri comproprietari di procedere alla sanatoria.

Anche gli abusi riconducibili alle tipologie di cui ai numeri 1, 2 e 3 della tabella 1, allegata al D.L. 269/03 (opere realizzate in assenza o difformità dal titolo edilizio), sono suscettibili di sanatoria, se posti in essere in zona vincolata anteriormente alla realizzazione delle opere, a condizione che sussistano contestualmente le seguenti condizioni: non insistano su beni riconosciuti monumento nazionale; il vincolo esistente non comporti inedificabilità assoluta; le opere siano oggettivamente conformi alla normativa urbanistica vigente al momento della entrata in vigore del d.l. 269/03 (2.10.2003).

La prova della sussistenza delle condizioni per poter beneficiare del condono edilizio grava su chi lo richiede.

Il complesso di norme introdotte ai fini della sanatoria degli abusi edilizi assumono a riferimento le opere in base al loro dato oggettivo (tipologia, consistenza, momento di esecuzione, disciplina della zona interessa... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...so) indipendentemente dall'elemento soggettivo (consapevolezza o meno della condotta "contra legem") che abbia accompagnato la realizzazione delle opere stesse.

L'esistenza di una anteriore lesione arrecata alla zona non rappresenta, da sola, un motivo sufficiente a dispensare dalla verifica riguardante la realizzabilità o la sanabilità di un'opera; anzi, l'eventuale danno pregresso produce la necessità di una indagine ancora più accurata, per scongiurare un maggiore, più grave e definitivo turbamento dei valori tipici dei luoghi: la situazione di compromissione della bellezza naturale da parte di preesistenti realizzazioni, anziché impedire, maggiormente richiede, quindi, che ulteriori costruzioni non deturpino irreversibilmente l'ambiente protetto.

L'art. 31 L. n. 47 del 1985 ricomprende, ed ammette a sanatoria, tutti gli abusi ivi compresi quelli realizzati anteriormente all'1 settembre 1967 (se ex art. 31 comma 1 L. n. 1150/1942 e dai regolamenti edilizi comunali era richiesta la licenza di costruzione); ed i c.d."abusi sopravvenuti" (quelli in cui il titolo alla realizzazione delle opere era stato caducato al momento di entrata in vigore della l. 28 febbraio 1985 n. 47).

La ques... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...orretto inquadramento in una tipologia di abuso ai sensi e per gli effetti del condono edilizio, in presenza di una pluralità di abusi diversamente qualificabili e classificabili ai fini predetti va risolta non con riguardo alle singole opere bensì all'intervento complessivo realizzato.

Il provvedimento di sanatoria non presuppone necessariamente che l'opera rispetti le distanze legali: il condono edilizio, infatti, attiene al rapporto pubblicistico tra il comune e il richiedente e permette a quest'ultimo di ottenere il titolo edilizio, nonostante la violazione di disposizioni di carattere urbanistico-edilizio, pagando la prevista oblazione.

La circostanza che l'immobile dei sia posto a distanza dal confine inferiore a quella minima prevista dal regolamento edilizio comunale non impedisce il condono, salvo naturalmente l'interesse della ricorrente a far valere il suo diritto al rispetto della distanza davanti al giudice ordinario a tutela del suo diritto di proprietà.

Il provvedimento che accoglie l'istanza di condono non è viziato se viola norme che disciplinano le distanze delle costruzioni dai confini.

Il provvedimento di condono è rilasciato a prescindere dal possesso dei requisiti... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...alla legge per lo svolgimento dell'attività commerciale.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> PRESUPPOSTI --> INSUSSISTENZA REATI

In tema di reati edilizi, il condono previsto dall'art. 39 della L. 23 dicembre 1994, n. 724 non si applica al reato di lottizzazione abusiva, in qualunque forma commessa (negoziale, materiale o mista).

L'assoluzione dai reati urbanistici nel giudizio penale, pronunciata con la formula "per non aver commesso il fatto" ai sensi del secondo comma dell'art. 530 c.p.p., ovvero per insufficienza di elementi probatori, non può rilevare ai fini dell'accoglimento dell'istanza di condono edilizio, poiché è evidente che gli elementi costitutivi del reato di falso sono altri e ontologicamente diversi dai presupposti per il condono stesso.

Qualora il soggetto richiedente abbia subito le vicende ablative di cui alla l. n. 575 del 1965, già perfezionatesi al momento della definizione del procedimento di sanatoria edilizia, la circostanza che lo stesso sia stato destinatario di una condanna ex art. 39, co. 1, legge 724/1994 (o di altra causa ostativa ivi prevista) non rileva quale elemento di preclusione al rilascio del titolo edil... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...atoria in favore dei nuovi proprietari, e questo sia che il bene si trovi ancora nel patrimonio del soggetto giuridico confiscato sia (a maggior ragione) che sia stato anteriormente dismesso all'avvio del procedimento penale.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> PRESUPPOSTI --> LIMITI VOLUMETRICI

In tema di condono, il limite volumetrico di 750 metri cubi non trova applicazione nel caso di annullamento della concessione edilizia.

Il limite volumetrico per l'ammissibilità della sanatoria ex art. 39 legge 724/1994 si applica alle costruzioni abusive a carattere residenziale e non a quelle destinate ad altri usi.

È accoglibile la domanda di sanatoria degli abusi edilizi, inizialmente negata per il superamento del limite volumetrico condonabile stabilito dalla legge, laddove sia intervenuta la successiva parziale demolizione della volumetria realizzata in eccesso rispetto al predetto limite.

Se alla data del 31 dicembre 1993 gli interventi abusivi erano stati completati ma non era ancora scaduto il termine triennale di validità della concessione edilizia, occorre considerare ammissibile il condono per una volumetria abusiva pari al valore pi&ugrav... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... il limite del 30% della volumetria assentita (con la soglia di 750 mc) e la differenza tra la soglia di 750 mc e la volumetria assentita.

La parziale demolizione dell'opera abusiva, che riduca la volumetria della stessa al di sotto della soglia di 750 mc di cui all'art. 32, comma 25, D.L. 269/03, determina l'accoglibilità della domanda di condono.

Il limite massimo volumetrico imposto dalla normativa sul condono edilizio riguarda la vera e propria realizzazione di nuovi volumi, in senso fisico, e non il calcolo virtuale o la computabilità ai fini urbanistici di volumi edilizi già esistenti.

Le norme che fissano dei limiti volumetrici al condono non vietano che la sanatoria sia concessa per il riuso di volumi preesistenti, senza che vi sia stata alcuna attività costruttiva di ampliamento.


 
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