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Prescrizione del risarcimento danni in seguito ad occupazione acquisitiva del fondo

L'occupazione sine titulo, sostanziandosi in una sottrazione illegittima della proprietà dell'area, configura un illecito permanente: persiste fino alla giuridica regolarizzazione della fattispecie. La differenza tra espropriazione appropriativa ed espropriazione acquisitiva è indifferente: il danno subito dal privato a causa della trasformazione irreversibile del bene è permanente, rinnovandosi «de die in diem». Il diritto al risarcimento del danno non ha un termine di prescrizione.

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titolo:OCCUPAZIONI ED ESPROPRI ILLEGITTIMI
anno:2014
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PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> PRESCRIZIONE

Il comportamento tenuto dall'Amministrazione, la quale abbia emanato una valida dichiarazione di pubblica utilità ed un legittimo decreto di occupazione d'urgenza senza tuttavia emanare il provvedimento definitivo di esproprio nei termini previsti dalla legge, deve essere qualificato come "illecito permanente", nella cui vigenza non decorre la prescrizione, ciò perché in questo caso manca un effetto traslativo della proprietà, stante la mancanza del provvedimento di esproprio, connesso alla mera irrevocabile modifica dei luoghi.

In forza della nuova disciplina - prima introdotta con l'art. 43 D.P.R. n. 327 del 2001, e poi riproposta dall'art. 42 bis D.P.R. cit. - la trasformazione del fondo seguita alla realizzazione dell'opera pubblica non determina più né l'acquisto della proprietà dell'area in capo alla P.A. procedente né tantomeno la cessazione dell'illecito; accertata l'impossibilità di collegare all'irreversibile trasformazione del bene l'acquisto della proprietà da parte dell'amministrazione, si realizza pertanto la permanenza del diritto di proprietà in capo al privato con conseguente possibilit&ag... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ostui di rivendicare la cosa "da chiunque la possiede o la detiene" (art. 948 comma 1 Cod. civ.) senza termine di prescrizione (art. 948 comma 3 Cod. civ.) nonché di chiedere il risarcimento dei danni patiti.

Ove il procedimento espropriativo non abbia avuto il suo sbocco fisiologico nell'emanazione di un formale e valido provvedimento d'acquisto del bene oggetto di espropriazione da parte della P.A., e ciò nonostante si sia addivenuti alla realizzazione dell'opera pubblica, si concretizza un illecito permanente che si perpetra de die in diem, impedendo la decorrenza dei termini prescrizionali dell'azione risarcitoria finché non intervenga un legittimo titolo d'acquisto nelle forme previste dalla legge.

Dovendosi negare ogni trasferimento della proprietà per effetto dell'irreversibile trasformazione del bene illegittimamente appreso, appare palese la natura permanente dell'illecito dell'Amministrazione, finché dura l'illegittima occupazione del bene senza che vi sia un eventuale titolo idoneo a determinare il trasferimento della proprietà in capo all'Amministrazione medesima, con la conseguenza che non può ritenersi sussistente alcuna prescrizione del relativo diritto al risarcimento.
... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...r effetto dell'irreversibile trasformazione del bene illegittimamente appreso, appare palese la natura permanente dell'illecito, finché dura l'illegittima occupazione del bene senza che vi sia un eventuale titolo idoneo a determinare il trasferimento della proprietà in capo all'Amministrazione. Va di conseguenza esclusa la sussistenza di alcuna prescrizione del relativo diritto al risarcimento.

La giurisprudenza qualifica in termini di illecito permanente ogni forma di occupazione illegittima cui non è possibile ritenere applicabile il termine di prescrizione se non dal momento di cessazione dell'illecito (e certamente non è applicabile il termine quinquennale di prescrizione dalla cd. irreversibile destinazione del fondo a finalità pubblicistiche).

Deve attribuirsi natura di atto illecito ad effetti permanenti all'illegittimo impossessamento di fondi di proprietà altrui da parte delle PP.AA. – o dei soggetti ad essi equiparati – in seguito all'esercizio di potestà ablatorie.

Il comportamento tenuto dalla P.A., la quale abbia emanato una valida dichiarazione di pubblica utilità ed un legittimo decreto di occupazione di urgenza, senza, tuttavia, emanare il provvediment... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...o di esproprio nei termini previsti dalla legge, va configurato quale illecito permanente: nella vigenza di esso, pertanto, non decorre la prescrizione, mancando, in questo caso, un effetto traslativo della proprietà per l'assenza del provvedimento di esproprio, con il corollario che il soggetto privato del possesso può agire avverso l'Ente espropriante senza dover sottostare al termine quinquennale di prescrizione decorrente dalla trasformazione irreversibile del bene.

Qualora l'occupazione risulti sine titulo, l'illecito permane fino alla restituzione dell'immobile ovvero al sopravvenire di un formale atto di acquisizione, con la conseguenza che fino a tale momento non inizia a decorrere il termine di prescrizione dell'azione di risarcimento del danno sofferto dall'originario proprietario dell'area.

Anche alla luce dell'entrata in vigore dell'istituto della acquisizione sanante di cui all'art. 43, d.P.R. 327/2001 (poi art. 42 bis), deve escludersi ogni rilevanza al momento dell'irreversibile trasformazione dell'immobile occupato ai fini della cessazione dell'illiceità dell'occupazione di un suolo privato da parte della p.a.; pertanto, qualora detta occupazione risulti sine titulo, l'illecito permane fino alla restituzione dell... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...vvero al sopravvenire di un formale atto di acquisizione, con la conseguenza che fino a tale momento non inizia a decorrere il termine di prescrizione dell'azione di risarcimento del danno sofferto dall'originario proprietario dell'area.

La sottrazione illegittima del possesso dell'area occupata senza titolo costituisce un illecito permanente, iniziato con la scadenza del termine di occupazione legittima, sicché non può parlarsi di maturazione del termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno.

L'illecito conseguente all'occupazione sine titulo cessa solo quando l'Amministrazione acquista legalmente la proprietà del terreno occupato; fino a quel momento l'illecito non può dirsi cessato e nessun problema di prescrizione può rilevare.

Negandosi ogni trasferimento della proprietà per effetto dell'irreversibile trasformazione del bene illegittimamente appreso, appare palese la natura permanente dell'illecito dell'amministrazione (finché dura l'illegittima occupazione del bene senza che vi sia un eventuale titolo idoneo a determinare il trasferimento della proprietà in capo all'amministrazione medesima).

La condotta di protrazione nel possesso del bene in... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... un valido titolo di trasferimento della proprietà si configura in termini di illecito permanente, e non determina, pertanto, il decorso del termine prescrizionale quinquennale del diritto al risarcimento del danno.

Il comportamento dell'Amministrazione, la quale abbia emanato una valida dichiarazione di pubblica utilità ed un legittimo decreto di occupazione d'urgenza senza tuttavia emanare il provvedimento definitivo di esproprio nei termini previsti dalla legge, costituisce illecito permanente, nella cui vigenza non decorre la prescrizione, ciò perché in questo caso manca un effetto traslativo della proprietà, stante la mancanza del provvedimento di esproprio, connesso alla mera irrevocabile modifica dei luoghi.

II danno da illegittima occupazione del bene costituisce illecito permanente, che persiste dal momento del suo perfezionamento sino alla giuridica regolarizzazione della fattispecie.

A seguito della cancellazione dell'istituto dell'accessione invertita, non realizzandosi l'effetto traslativo della proprietà dal privato alla pubblica Amministrazione fino all'eventuale adozione di un atto espresso di acquisizione sanante, non può operare, fino all'eventuale atto di acquisizione... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...l bene, la prescrizione dell'azione di risarcimento del danno.

In assenza del prescritto decreto di esproprio, l'illecito dell'Amministrazione che utilizza il fondo altrui presenta natura permanente. Non è più invocabile la prescrizione fondata sulla c.d. accessione invertita, istituto non più operante.

L'occupazione della proprietà privata costituisce lesione permanente fino alla rimozione della stessa; per tale ragione, resta del tutto irrilevante la questione della prescrizione essendo, com'è noto, il diritto di proprietà, di cui si assume la lesione, imprescrittibile nel nostro ordinamento.

Una volta escluso che il dies a quo della prescrizione possa coincidere con l'irreversibile trasformazione dell'immobile, il termine quinquennale di prescrizione decorre a partire da ogni momento dell'illecita occupazione. L'Amministrazione che occupa un fondo senza titolo, pone in essere un illecito permanente che cesserà nel momento in cui avverrà l'effetto traslativo a suo favore, con l'acquisizione sanante ex art. 42 bis D.P.R. 327/2001 o con un contratto di compravendita, senza che possa eccepirsi alcuna prescrizione dei diritti vantati dai proprietari.

L'occupazione de... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...privato (illegittima per la mancata emanazione del provvedimento definitivo di esproprio), fa sorgere il diritto al risarcimento del danno cui è correlato un illecito permanente.

La sottrazione illegittima del possesso di area occupata senza titolo, configura un illecito permanente, iniziato con la scadenza del termine di occupazione legittima, sicché non può parlarsi di maturazione di termine di prescrizione.

Già nel "sistema" dell'art. 43 del T.U. 327 del 2001, andava esclusa la sussistenza di un termine prescrizionale di 5 anni al fine dell'idonea proposizione della domanda risarcitoria; alla medesima conclusione deve peraltro giungersi anche dopo la caducazione del medesimo art. 43 da parte del giudice delle leggi.

Anche nel nostro ordinamento va precettivamente riconosciuto, conformemente ai principi enunciati dalla CEDU, la perdurante sussistenza del diritto di proprietà e – conseguentemente - di un illecito permanente dell'Amministrazione che si sia a suo tempo impossessata del fondo altrui senza concludere tempestivamente il procedimento di esproprio, non sussistentendo un termine quinquennale, decorrente dalla trasformazione irreversibile dell'area o dalla realizzazione dell'opera, dec... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...le si verificherebbe la prescrizione della pretesa risarcitoria.

In tema di sottrazione senza titolo della proprietà privata, indipendentemente dal fatto che ciò sia dovuto ad espropriazione appropriativa o ad espropriazione usurpativa, il danno subito dal privato per la trasformazione irreversibile del bene è permanente e quindi non soggetto alla prescrizione quinquennale.

L'istituto della "accessione invertita" oggi non ha più alcuno spazio nel nostro ordinamento, di modo che la realizzazione dell'opera pubblica non produce alcun effetto traslativo della proprietà del suolo, la cui occupazione resta permanentemente illecita, con la conseguenza che il relativo termine prescrizionale riprende a decorrere de die in diem per tutto il periodo di illegittima occupazione.

Il comportamento tenuto dall'Amministrazione, la quale abbia emanato una valida dichiarazione di pubblica utilità ed un legittimo decreto di occupazione d'urgenza senza tuttavia emanare il provvedimento definitivo di esproprio nei termini previsti dalla legge, deve essere qualificato come "illecito permanente", nella cui vigenza non decorre la prescrizione, proprio perché manca un effetto traslativo della proprietà.<... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] .../> La condotta dell'ente pubblico che occupa sine titulo il suolo privato è qualificabile come illecito permanente che non produce l'effetto acquisitivo della proprietà del bene a proprio favore ma, soltanto, quello di sottrarre illegittimamente il possesso del bene al proprietario; pertanto, in qualunque momento, il proprietario "spogliato" può agire nei confronti dell'ente pubblico, senza dover sottostare al termine prescrizionale quinquennale decorrente dalla trasformazione irreversibile del bene.

Il comportamento tenuto dalla Amministrazione, la quale abbia emanato una valida dichiarazione di pubblica utilità ed un legittimo decreto di occupazione d'urgenza senza tuttavia emanare il provvedimento definitivo di esproprio nei termini previsti dalla legge, deve essere qualificato come "illecito permanente", nella cui vigenza non decorre la prescrizione; ciò perché in questo caso manca un effetto traslativo della proprietà, stante la mancanza del provvedimento di esproprio.

L'occupazione di un immobile da parte della pubblica amministrazione in difetto di un provvedimento (o altro titolo) legittimo che determini il trasferimento della proprietà, costituisce un illecito permanente, cu... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ve; possibile ritenere applicabile il termine di prescrizione se non dal momento di cessazione dell'illecito (e certamente non è applicabile il termine quinquennale di prescrizione dalla cd. irreversibile destinazione del fondo a finalità pubblicistiche).

Anche dopo la declaratoria d'incostituzionalità dell'art. 43 del d.P.R. n° 327/2001, in virtù della sentenza Corte Costituzionale 8 ottobre 2010 n. 293, il dies a quo della prescrizione dell'azione risarcitoria non decorre finché perdura l'illecita occupazione.

L'occupazione senza titolo di un terreno di un privato rappresenta un illecito permanente, da cui non può, quindi, conseguire il passaggio della proprietà in capo all'ente pubblico e conseguentemente non può decorrere il termine quinquennale di prescrizione del diritto al risarcimento del danno.

Il comportamento tenuto dall'Amministrazione, la quale abbia emanato una valida dichiarazione di pubblica utilità ed un legittimo decreto di occupazione d'urgenza senza tuttavia emanare il provvedimento definitivo di esproprio nei termini previsti dalla legge, deve essere qualificato come "illecito permanente", nella cui vigenza non decorre la prescrizione, ma... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ffetto traslativo della proprietà.

La giurisprudenza amministrativa si è oramai consolidata nell'affermare che, nel caso di occupazione sine titulo di un terreno di proprietà privata, l'illecito posto in essere dall'Amministrazione permane fino al sopravvenire di un eventuale atto formale di acquisizione, con la conseguenza che fino a tale momento non inizia a decorrere il termine di prescrizione dell'azione di risarcimento del danno sofferto dall'originario proprietario dell'area.

L'occupazione di un'area di un privato, in assenza di un valido decreto di esproprio, non determina l'acquisto a titolo originario della proprietà da parte della pubblica amministrazione, ancorché la stessa abbia utilizzato l'area per la realizzazione di un'opera pubblica, con la conseguenza che fin quando non è emanato il provvedimento formale di acquisizione, non inizia a decorrere il termine di prescrizione dell'azione di risarcimento del danno sofferto dall'originario proprietario dell'area.

Qualora l'occupazione risulti sine titulo, l'illecito permane fino alla restituzione dell'immobile ovvero al sopravvenire di un formale atto di acquisizione, con la conseguenza che fino a tale momento non inizia a decorrere ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...di prescrizione dell'azione di risarcimento del danno sofferto dall'originario proprietario dell'area.

In ipotesi in cui l'Amministrazione abbia occupato il bene e lo abbia trasformato in assenza di conclusione nei termini del procedimento, malgrado l'eliminazione dal mondo giuridico dell'istituto della cd. acquisizione sanante di cui all'art. 43 del D.P.R. n. 327 del 2001, a seguito della dichiarazione di incostituzionalità di quest'ultima norma (Cort. Cost. sentenza 8 ottobre 2010 n. 293), il comportamento tenuto dall'Amministrazione è qualificabile quale illecito permanente nella cui vigenza non decorre la prescrizione.

La condotta dell'ente pubblico che occupa sine titulo il suolo privato, è qualificabile come illecito permanente che non produce effetto acquisitivo della proprietà del bene a proprio favore ma, soltanto, quello di sottrarre illegittimamente il possesso del bene al proprietario; pertanto, in qualunque momento, il proprietario "spogliato" può agire nei confronti dell'ente pubblico, senza dover sottostare al termine prescrizionale quinquennale decorrente dalla trasformazione irreversibile del bene.

Il verificarsi di ipotesi di occupazione acquisitiva implica da un lato l'impossibilit... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... ottenere la restituzione del suoli ormai irreversibilmente trasformati e dall'altro, la possibilità di opporre alla pretesa risarcitoria la prescrizione del relativo diritto.

In ipotesi di occupazione "sine titulo", l'illecito posto in essere dall'amministrazione permane fino al sopravvenire di un eventuale atto formale di acquisizione e fino a tale momento non inizia a decorrere il termine di prescrizione dell'azione di risarcimento del danno sofferto dall'originario proprietario dell'area.

In ipotesi di occupazione "sine titulo", l'illecito posto in essere dall'amministrazione permane fino al sopravvenire di un eventuale atto formale di acquisizione e, fino a tale momento, non inizia a decorrere il termine di prescrizione dell'azione di risarcimento del danno sofferto dall'originario proprietario dell'area.

L'ordinamento italiano non consente che una P.A., mediante un proprio illecito ed in assenza di un atto ablatorio, acquisti a titolo originario la proprietà di un'area altrui, sulla quale sia stata realizzata un'opera pubblica o di interesse pubblico (anche se prevista in una dichiarazione di pubblica utilità), per cui anche se l'opera pubblica o di interesse pubblico è ultimata, non cominci... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...re alcun termine di prescrizione del risarcimento del danno.

L'ordinamento italiano non consente che un'Amministrazione, mediante un proprio illecito e in assenza di un atto ablatorio, acquisti a titolo originario la proprietà di un'area altrui, sulla quale sia stata realizzata un'opera pubblica o di interesse pubblico; la permanenza dell'illecito fino a che l'Amministrazione continua a detenere sine titulo il bene implica la non decorrenza della prescrizione dei diritti risarcitori.

Il testo e la ratio dell'art. 43 DPR 327/2001 non consentono di ritenere sussistente un termine quinquennale, decorrente dalla trasformazione irreversibile dell'area o dalla realizzazione dell'opera, decorso il quale si verificherebbe la prescrizione della pretesa risarcitoria.

Anche se l'opera pubblica o di interesse pubblico è ultimata, non comincia a decorrere alcun termine di prescrizione per il risarcimento del danno; ciò in quanto l'ordinamento italiano non consente che un'Amministrazione, mediante un proprio illecito e in assenza di un atto ablatorio, acquisti a titolo originario la proprietà di un'area altrui.

Con l'entrata in vigore dell'istituto della acquisizione sanante di cui all'art. 43 DPR 327/2001... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...udersi ogni rilevanza al momento dell'irreversibile trasformazione dell'immobile occupato ai fini della cessazione dell'illiceità dell'occupazione di un suolo privato da parte della Pubblica amministrazione; pertanto, qualora detta occupazione risulti sine titulo, l'illecito permane fino alla restituzione dell'immobile ovvero al sopravvenire di un formale atto di acquisizione, con la conseguenza che fino a tale momento non inizia a decorrere il termine di prescrizione dell'azione di risarcimento del danno sofferto dall'originario proprietario dell'area.

La ritenuta natura di " occupazione acquisitiva" comporta la possibilità di opporre la pretesa risarcitoria solo se nelle more non è intervenuta la prescrizione del diritto.

La permanenza dell'illecito fino a che l'amministrazione continua a detenere sine titulo il bene implica la non decorrenza della prescrizione dei diritti risarcitori (restando dunque ininfluente la distinzione tra le ipotesi di irreversibile trasformazione del suolo intervenuta durante o dopo l'occupazione legittima).

Per effetto del superamento del modello della c.d."accessione invertita", in ipotesi di occupazione "sine titulo", l'illecito posto in essere dall'amministrazi... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... fino al sopravvenire di un eventuale atto formale di acquisizione; ne consegue che fino a tale momento non inizia a decorrere il termine di prescrizione dell'azione di risarcimento del danno sofferto dall'originario proprietario dell'area.

L'occupazione di un'area di un privato, in assenza di un valido decreto di esproprio, non determina l'acquisto a titolo originario della proprietà da parte dell'Amministrazione, ancorché la stessa abbia utilizzato l'area per la realizzazione di un'opera pubblica, con la conseguenza che fin quando non è emanato il provvedimento formale di acquisizione, non inizia a decorrere il termine di prescrizione dell'azione di risarcimento del danno sofferto dall'originario proprietario dell'area.

In ipotesi di occupazione sine titulo per intervenuta scadenza dei termini di occupazione, la natura dell'illecito è permanente per cui in ogni momento si rinnova la compressione delle facoltà di godimento del bene e si verifica quel comportamento contra ius da cui comincia a decorrere il termine di prescrizione.

Il diritto al risarcimento del danno non si prescrive; tale imprescrittibilità va affermata sia con riferimento all'esecuzione in forma specifica (il diritto di prop... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...; del privato per fatto imputabile alla p.a. è imprescrittibile) che all'esecuzione per equivalente.

Il protrarsi dell'occupazione del bene oltre i termini di efficacia dell'occupazione legittima, determina il verificarsi di un illecito permanente di cui i proprietari possono chiedere il risarcimento.

La perdurante occupazione del fondo, in assenza di una valida conclusione della procedura ablatoria, costituisce un illecito permanente la cui attualità si rinnova "de die in diem"; infondata pertanto l'eccezione di prescrizione del credito risarcitorio.

Poiché l'occupazione illegittima si atteggia come illecito permanente, il diritto al risarcimento del danno conseguente al mancato godimento del bene, per tutto il periodo relativo, si prescrive solo per il periodo anteriore al quinquennio dalla domanda giudiziale o dall'atto di messa in mora.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> PRESCRIZIONE --> CONVENZIONE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO

Secondo il principio fissato dalla Corte europea diritti dell'uomo, 5^, 22 giugno 2006 n. 213, "arret Ucci c. Italie" (richiesta n. 213 del 2004), definitivo il 22 settembre 2006, l'indennità per l'espropriazione indiretta d... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...reclamata dall'interessato entro il termine prescrizionale di cinque anni, decorrente dalla data in cui il giudice giudica la trasformazione del terreno irreversibile.

Il termine di prescrizione quinquennale del diritto al relativo risarcimento del danno, non contrasta con i principi della Convenzione EDU, essendo la prescrizione istituto di generale applicazione a qualsivoglia diritto anche di rango costituzionale.

Il termine di prescrizione quinquennale del diritto al risarcimento del danno,non contrasta con i principi della Convenzione Europea, essendo la prescrizione istituto di generale applicazione a qualsivoglia diritto anche di rango costituzionale.

La Corte Edu ha più volte condannato lo Stato italiano per il meccanismo di decorrenza della prescrizione per ogni tipologia di espropriazione indiretta (in cui rientra l'occupazione acquisitiva) ancorata ex art. 2935 cod. civ. alla data non sempre conoscibile e prevedibile dal proprietario dell'irreversibile trasformazione del bene nell'opera pubblica preventivata; ciò in quanto il sistema poteva comportare la (conoscenza dell'irreversibile trasformazione e quindi la) proposizione del giudizio risarcitorio allorquando era ampiamente decorso il termine prescrizionale ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...li espropriati per conseguire il controvalore del bene perduto, in tal modo violando il principio di legalità il quale significa "esistenza di norme di diritto interno sufficientemente accessibili, precise e prevedibili".

Il termine prescrizionale del risarcimento del danno discendente dall'ablazione della proprietà sine titulo, ove contemplato dal diritto interno, è in ogni caso incompatibile con il principio di legalità di cui all'art. 1, all. 1, della Convenzione EDU, posto anche che l'ablazione medesima si sostanzia in tale ipotesi quale illecito di tipo permanente.

In tema di occupazione acquisitiva, il termine quinquennale di prescrizione del diritto al risarcimento del danno vantato dal proprietario del fondo asservito alle finalità dell'opera pubblica non contrasta con l'art. 1 del primo Protocollo della Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti dell'Uomo, essendo un'analoga disciplina prevista per qualsiasi illecito lesivo di diritto soggettivo, anche di rango costituzionale.

La Corte EDU ha rilevato che l'espropriazione indiretta consente all'amministrazione di occupare un terreno e trasformarlo senza versare contemporaneamente l'indennità, che deve essere chiesta... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...essato nel termine prescrizionale di cinque anni, decorrenti da quando il giudice ha ritenuto avvenuta l'irreversibile trasformazione del fondo; questa situazione,in assenza di un formale atto di esproprio,non può essere considerata «prevedibile», poiché solo con la decisione giudiziale l'espropriazione indiretta si realizza e viene sanzionata l'acquisizione del bene al patrimonio pubblico.

La Corte di Cassazione ha chiarito che, in tema di occupazione acquisitiva, il termine quinquennale di prescrizione del diritto al risarcimento del danno vantato dal proprietario del fondo asservito alle finalità dell'opera pubblica non contrasta con l'art. 1 del primo Protocollo della Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti dell'Uomo, essendo un'analoga disciplina prevista per qualsiasi illecito lesivo di diritto soggettivo, anche di rango costituzionale (Cass., sez. I, 5 settembre 2008 , n. 22407).

Alla luce della decisione del Consiglio di Stato n. 2582/2007, deve ritenersi che la prescrizione del risarcimento del danno conseguente ad occupazione sine titulo non sia conforme ai principi della Convenzione Europea sui diritti dell'uomo.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> PRESCRIZIONE --> ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ALIT
Il "diritto vivente" costituito dalla configurazione da parte della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo dell'occupazione sine titulo come illecito permanente e perciò non assoggettato a prescrizione, non contrasta con valori costituzionalmente garantiti, coniugandosi semmai alla garanzia della riserva di legge di cui all'art. 42 Cost. sia in ordine ai modi di acquisto della proprietà, sia per quanto attiene alla determinazione dei casi di espropriazione per motivi d'interesse generale.

Non può dirsi in contrasto con il dettato costituzionale la prescrizione quinquennale del diritto al risarcimento per la perdita della proprietà da fatto illecito della PA, in quanto analoga disciplina prescrittiva (nel bilanciamento con le esigenze di certezza delle situazioni giuridiche) è prevista per qualsiasi illecito lesivo di diritti soggettivi, anche di rango costituzionale.


 
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