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Prescrizione del risarcimento danni per fatto illecito: il dies a quo

La realizzazione di un'opera pubblica su un fondo occupato in modo illegittimo da parte della P.A. rappresetna un mero fatto, del tutto insufficiente ad assurgere a titolo d'acquisto del bene. Ricollegabile ad una condotta antigiuridica, l'occupazione illegittima ha carattere di illecito permanente (ovvero si protrae nel tempo), di talché non è possibile determinare in modo puntuale il dies a quo della relativa prescrizione.

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titolo:OCCUPAZIONI ED ESPROPRI ILLEGITTIMI
anno:2014
pagine: 4019 in formato A4, equivalenti a 6832 pagine in formato libro
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PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> PRESCRIZIONE --> DIES A QUO

La circostanza relativa all'occupazione illegittima del terreno e all'utilizzazione per la costruzione dell'opera pubblica non comporta la perdita della proprietà, ma costituisce comportamento illegittimo dal quale derivano effetti lesivi permanenti in capo al legittimo proprietario. Pertanto, fin quando dura l'occupazione del terreno, non vi è luogo a ritenere possibile l'inizio del decorso di un termine per la prescrizione del diritto al risarcimento del danno derivante dall'illegittima occupazione.

La realizzazione dell'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato è in sé un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto; esso, come tale, è inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà, che non può estinguersi in capo al privato se non attraverso l'emanazione del tipico e formale provvedimento di esproprio. In altri termini, negandosi ogni trasferimento della proprietà per effetto dell'irreversibile trasformazione del bene illegittimamente appreso, appare palese la natura permanente dell'illecito dell'amministrazione, che perdura per tutto il periodo di illegittima occupazione del bene,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... quale la prescrizione non decorre.

La situazione antigiuridica originata dall'occupazione illegittima si protrae fino all'adozione dell'atto di acquisizione sanante, produttivo dell'effetto traslativo della proprietà in favore della p.a. utilizzatrice. La giurisprudenza, difatti, qualifica in termini di illecito permanente ogni forma di occupazione illegittima "cui non è possibile ritenere applicabile il termine di prescrizione se non dal momento di cessazione dell'illecito (e certamente non è applicabile il termine quinquennale di prescrizione dalla cd. irreversibile destinazione del fondo a finalità pubblicistiche).

Secondo l'orientamento giurisprudenziale di più recente emersione, la permanenza della situazione di abusiva occupazione impedisce di determinare puntualmente il dies a quo di un'eventuale prescrizione. Tale termine inizierà a decorrere a seguito dell'adozione di un formale provvedimento espropriativo o di specifico accordo traslativo o di apposita acquisizione sanante.

Il dies a quo del termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno da fatto illecito decorre da quando il danno ingiusto si è manifestato all'esterno, divenendo percepibile dal suo destin... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ia dal momento in cui il danneggiato ha avuto – o avrebbe dovuto avere, con l'uso dell'ordinaria diligenza – conoscenza del danno e del nesso di causalità con il fatto illecito.

L'inerzia dell'amministrazione nel provvedere al rilascio di atti ampliativi richiesti dal privato, i cui effetti pregiudizievoli si protraggono nel tempo, è qualificabile come illecito permanente, per cui il diritto al risarcimento del danno sorge con l'inizio del fatto illecito generatore dello stesso e si rinnova di giorno in giorno fino alla cessazione della condotta illecita.

Ove l'azione di risarcimento dei danni sia proposta dopo l'annullamento dei provvedimenti lesivi in sede giurisdizionale, il momento iniziale del decorso del termine quinquennale di prescrizione dell'azione di risarcimento, ai sensi degli artt. 2935 e 2947 cod. civ., va individuato nella data di passaggio in giudicato della decisione di annullamento del giudice amministrativo.

Il diritto al risarcimento (e adesso all'indennità prevista dal vigente art. 42 - bis del D.P.R. n. 327/2001), nasce al momento dell'acquisizione della proprietà da parte del Comune sulla base dell'apposito provvedimento. L'illecito, pertanto, permane fino alla restituzio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...obile ovvero al sopravvivere di un formale atto di acquisizione, con la conseguenza che fino a tale momento non inizia a decorrere il termine di prescrizione dell'azione di risarcimento del danno sofferto.

Negli illeciti permanenti i danni si verificano momento per momento, con l'effetto che il termine prescrizionale per esercitare il diritto al risarcimento decorre de die in diem, mano a mano che i danni stessi accadono.

La possibilità di agire per il risarcimento del danno ingiusto causato da un atto amministrativo illegittimo senza la necessaria pregiudiziale impugnazione dell'atto lesivo, comporta che il termine di prescrizione dell'azione di risarcimento decorre dalla data dell'illecito e non da quello di passaggio in giudicato della sentenza di annullamento da parte del giudice amministrativo, non costituendo l'esistenza dell'atto amministrativo un impedimento all'esercizio dell'azione (nel caso di specie la fonte di responsabilità aquiliana della Pubblica Amministrazione si è perfezionata prima dell'entrata in vigore del nuovo codice del processo amministrativo).

In tutti i casi di occupazione "sine titulo", l'illecito posto in essere dall'amministrazione permane fino al sopravvenire di un eventua... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...male di acquisizione, e fino a tale momento non inizia a decorrere il termine di prescrizione dell'azione di risarcimento del danno sofferto dall'originario proprietario dell'area.

Qualora non sia intervenuta alcuna trasformazione del bene durante il periodo di occupazione temporanea, non può invocarsi in materia di prescrizione del risarcimento del danno l'orientamento relativo alla diversa fattispecie dell'occupazione appropriativa.

Il diritto al risarcimento sorge in modo continuo via via che il danno si produce, ed in modo continuo si prescrive se non esercitato entro cinque anni dal momento in cui si verifica. Ne deriva che il diritto al risarcimento dei danni rimane colpito dalla prescrizione per il periodo anteriore al quinquennio precedente la proposizione della domanda o dell'atto di messa in mora, anche qualora i frutti vengano richiesti secondo il criterio dell'attribuzione degli interessi compensativi sulla somma corrispondente al valore venale dell'immobile.

L'occupazione di un immobile da parte della P.A., in difetto di un provvedimento o altro titolo legittimo che determini il trasferimento della proprietà, costituisce illecito permanente, cui non è possibile ritenere applicabile il termine di presc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...non dal momento di cessazione dell'illecito.

Il danno da occupazione illegittima si ricollega ad una condotta antigiuridica con carattere permanente, in quanto si protrae nel tempo e dà luogo ad una serie di fatti illeciti, a partire dall'iniziale apprensione del bene, con riferimento a ciascun periodo in relazione al quale si determina la perdita dei frutti, con la conseguenza che in ogni momento sorge per il proprietario il diritto al risarcimento del danno già verificatosi e nello stesso momento decorre il relativo termine di prescrizione quinquennale.

Neanche il protrarsi dell'occupazione può costituire fattore impeditivo all'esercizio del diritto al risarcimento; ne consegue che la prescrizione ricomincia a decorrere da ogni momento dell'illecito permanente (de die in diem); il risultato è che, in assenza di validi atti interruttivi, il diritto al risarcimento dovrebbe essere riconosciuto unicamente per i cinque anni di occupazione anteriori alla proposizione dell'azione risarcitoria.

Anche alla luce dell'entrata in vigore dell'istituto della acquisizione sanante di cui all'art. 43 DPR 327/2001 (poi dichiarato incostituzionale e sostituito dall'art. 42 bis), deve escludersi ogni rilevanza al momento de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ibile trasformazione dell'immobile occupato ai fini della cessazione dell'illiceità dell'occupazione di un suolo privato da parte della p.a.; pertanto, qualora detta occupazione risulti sine titulo, l'illecito permane fino alla restituzione dell'immobile ovvero al sopravvenire di un formale atto di acquisizione, con la conseguenza che fino a tale momento non inizia a decorrere il termine di prescrizione dell'azione di risarcimento del danno.

Il danno da occupazione illegittima si ricollega ad una condotta antigiuridica con carattere permanente, in quanto si protrae nel tempo e dà luogo ad una serie di fatti illeciti, a partire dall'iniziale apprensione del bene, con riferimento a ciascun periodo in relazione al quale si determina la perdita di detti frutti, con la conseguenza che in ogni momento sorge per il proprietario il diritto al risarcimento del danno già verificatosi e nello stesso momento decorre il relativo termine di prescrizione quinquennale.

In ipotesi di bene occupato illegittimamente e trasformato, ormai tramontato l'istituto dell'accessione invertita, l'azione risarcitoria va qualificata in termini di azione restitutoria, avente causa nel diritto di proprietà, per sua natura imprescrittibile. Il termine pre... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... comincia a decorrere unicamente dal momento in cui la pubblica amministrazione procede all'adeguamento della situazione di fatto a quella di diritto, attraverso l'emanazione di un eventuale atto di acquisizione che determini in maniera non retroattiva l'acquisto della proprietà dei beni in capo all'Amministrazione ovvero con la restituzione dell'area al legittimo proprietario, salvo il risarcimento del danno medio tempore occorso.

Il termine iniziale di prescrizione dell'azione risarcitoria avanzata in relazione ad una occupazione illegittima non coincide con l'irreversibile trasformazione dell'immobile, atteso che l'occupazione "sine titulo" va qualificata come illecito permanente; pertanto, il termine quinquennale di prescrizione dell'azione suddetta decorre necessariamente a partire da ogni momento dell'illecita occupazione.

Il risarcimento per l'illecito permanente e temporaneo realizzato con l'opera va liquidato solo con riferimento all'ultimo quinquennio di occupazione anteriore alla domanda (nel caso di specie formulata in appello ed ammissibile ai sensi dell'art. 345 c.p.c., nella versione ratione temporis applicabile), e fino alla data della decisione del giudice del rinvio, con rivalutazione ed interessi a decorrere da tale ultima ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...do.

Nel caso di illecito istantaneo, caratterizzato da un'azione che si esaurisce in un lasso di tempo definito, lasciando permanere i suoi effetti, la prescrizione incomincia a decorrere con la prima manifestazione del danno, mentre, nel caso di illecito permanente, protraendosi la verificazione dell'evento in ogni momento della durata del danno e della condotta che lo produce, la prescrizione ricomincia a decorrere ogni giorno successivo a quello in cui il danno si è manifestato per la prima volta, fino alla cessazione della predetta condotta dannosa.

Dall'l'impostazione da sempre propria della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, la quale qualifica le occupazioni sine titulo come mero illecito permanente (senza che alcuna rilevanza possa avere il dato fattuale dell'intervenuta realizzazione di un'opera pubblica sul terreno interessato, non potendo giammai l'acquisizione del diritto di proprietà conseguire a un illecito), discende che, secondo i comuni principi, il termine iniziale della prescrizione va ancorato alla data dell'illecito, o meglio alla data di cessazione dello stesso, coincidente con l'acquisto del bene.

Riconosciuto il carattere permanente del fatto illecito della P.A. rappresentato dall'aver protratto ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ne del fondo del privato pur dopo la scadenza dell'efficacia del decreto di occupazione d'urgenza, il dies a quo del termine quinquennale di prescrizione non decorre se non dalla cessazione della permanenza, da individuarsi alternativamente nella restituzione del fondo occupato senza titolo o nella stipula dell'accordo di cessione volontaria o di un accordo di natura transattiva che determini il trasferimento consensuale della proprietà del fondo medesimo alla mano pubblica.

Nell'ambito del nostro ordinamento l'enunciazione di ordine generale della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo circa la permanenza dell'illecito dell'occupazione sine titulo va salvaguardata nella sua effettività ancorando, secondo i comuni principi, il termine iniziale della prescrizione quinquennale della pretesa risarcitoria alla data di cessazione dell'occupazione medesima, ossia allorquando viene posto rimedio alla situazione contra ius mediante la restituzione dell'immobile al suo proprietario, ovvero mediante la cessione della proprietà dell'immobile al soggetto che lo ha per l'innanzi occupato abusivamente.

Sulla decorrenza del termine prescrizionale del diritto al risarcimento del danno da occupazione sine titulo, si registrano sostanzialmente due o... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... assunti dalla giurisprudenza amministrativa: scadenza del termine di occupazione legittima se già verificata l'irreversibile trasformazione dell'immobile, permanenza della situazione di abusiva occupazione per cui il termine inizia a decorrere a seguito dell'adozione di un formale provvedimento espropriativo o di specifico accordo traslativo o di apposita acquisizione sanante.

Con riferimento al risarcimento dei danni derivanti da illegittima occupazione, il dies a quo delle prescrizione - non potendo coincidere con l'irreversibile trasformazione dell'immobile, che non ha più alcuna rilevanza a seguito dell'entrata in vigore dell'art. 42 bis TU, che esclude il configurarsi di una fattispecie di danno istantaneo in corrispondenza di una tale situazione di fatto - deve necessariamente decorrere da ogni momento dell'occupazione, che genera un danno permanente. Ne consegue che solo gli ultimi cinque anni di occupazione non coperta da un titolo legittimante possono essere oggetto di risarcimento.

La conseguenza della natura permanente del danno derivante dall'illegittima occupazione dei fondi di proprietà privata, è che il relativo termine prescrizionale riprenda a decorrere de die in diem per tutto il periodo di illegittima ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .... Ciò rileva in termini di risarcimento dell'illegittima occupazione che non potrà essere che limitato all'ultimo quinquennio di essa, proprio in considerazione del fatto che il termine quinquennale di prescrizione decorre a partire da ogni momento dell'illecita occupazione.

Una volta escluso che il dies a quo della prescrizione del diritto al risarcimento del danno possa coincidere con l'irreversibile trasformazione dell'immobile e qualificata l'occupazione sine titulo come illecito permanente, ne consegue necessariamente che il termine quinquennale di prescrizione decorre a partire da ogni momento dell'illecita occupazione.

Il definitivo superamento della c.d. pregiudizialità amministrativa ha comportato come conseguenza la generale applicazione del principio, già affermato dal giudice amministrativo anteriormente all'entrata in vigore dell'attuale codice del processo amministrativo, per cui il dies a quo della prescrizione quinquennale del diritto al risarcimento del danno coincide con la data del provvedimento lesivo.

La decorrenza del termine quinquennale del diritto al risarcimento del danno conseguente ad occupazione senza titolo, è ancorata alla data di scadenza dell'occupazione legittima, se... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...bblica è realizzata nel corso di tale occupazione, oppure al momento dell'irreversibile trasformazione del fondo (coincidente con la modifica dello stato anteriore del bene), se essa è avvenuta dopo quella scadenza o in assenza di decreto di occupazione d'urgenza ma sempre nell'ambito di valida dichiarazione di pubblica utilità dell'opera.

Il termine quinquennale di prescrizione del risarcimento del danno decorre dal momento della trasformazione irreversibile del bene oggetto di occupazione, o, meglio ancora, dalla scadenza del periodo di occupazione legittima, entro il quale la manipolazione è intervenuta.

Nell'ipotesi di occupazione abusiva per la mancanza "ab origine" del decreto di autorizzazione all'occupazione dell'area interessata alla realizzazione dell'opera dichiarata di pubblica utilità, il termine di prescrizione per l'esercizio dell'azione di risarcimento del danno relativo a tale occupazione decorre dalla data dell'irreversibile trasformazione del suolo ovvero, qualora sia intervenuto precedentemente un contratto di cessione, dalla data della sua stipulazione, che ha dato luogo alla cessazione dell'occupazione abusiva.

La decorrenza del termine prescrizionale del risarcimento ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...presuppone l'individuazione della natura dell'illecito, decorrendo suddetto termine dalla scadenza dell'occupazione qualora il bene sia stato in origine legittimamente occupato e dalla data di commissione dell'illecito in ipotesi di occupazione usurpativa.

La permanenza dell'illecito fino a che l'amministrazione continua a detenere sine titulo il bene, implica la non decorrenza della prescrizione dei diritti risarcitori; resta dunque ininfluente la distinzione tra le ipotesi di irreversibile trasformazione del suolo intervenuta durante o dopo l'occupazione legittima.

La distinzione tra occupazione appropriativa ed usurpativa ha perso di significato con riferimento alla decorrenza del termine di prescrizione; come infatti affermato dalla più recente giurisprudenza amministrativa, aderendo alle argomentazioni svolte in più occasioni dalla Corte Europea dei diritti umani e sulla base delle previsioni contenute nell'art. 43 del DPR n. 327/2001, trattasi nei due casi di un illecito permanente.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> PRESCRIZIONE --> DIES A QUO --> IN CASO DI AZIONE CONSEGUENZIALE AD ANNULLAMENTO

In applicazione della regola dell'articolo 2935 c.c., il termine prescrizionale del dir... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...arcimento del danno da occupazione illegittima non può che iniziare dal giorno in cui è passata in giudicato la sentenza che ha annullato il provvedimento lesivo (decreto di occupazione); né a tal scopo può valere l'ordinanza che concede la tutela cautelare, dato che si tratta di provvedimento a carattere provvisorio, il consolidamento dei cui effetti presuppone il passaggio in giudicato della sentenza che accolga il ricorso.

La prescrizione del diritto al risarcimento del danno causato dall'attività illegittima della p.a. inizia a decorrere dal passaggio in giudicato della sentenza amministrativa che dichiara l'illegittimità degli atti produttivi del danno.

La domanda risarcitoria può essere inoltrata al giudice amministrativo anche in modo disgiunto e successivo al ricorso per l'annullamento dell'atto entro il termine prescrizionale di cinque anni dal passaggio in giudicato della sentenza che ha disposto l'annullamento dell'atto.

Il termine di prescrizione quinquennale del diritto del privato al risarcimento del danno da occupazione d'urgenza finalizzata alla realizzazione di un'opera pubblica, inizia a decorrere non già dalla data di completamento dell'opera stessa, ma dal mom... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nnullamento giurisdizionale del decreto di occupazione e di quello di esproprio.

Qualora il fondo privato sia stato occupato ed espropriato in base a provvedimento successivamente annullato dal giudice amministrativo, il diritto al risarcimento del danno, per la perdita della proprietà del bene irreversibilmente trasformato e destinato alla realizzazione dell'opera pubblica, è esercitabile solo dalla data di comunicazione della sentenza passata in giudicato che ha annullato la procedura e da tale momento inizia a decorrere il termine di prescrizione del diritto al risarcimento.

In tema di azione risorcitoria proposta nei confronti della P.A., il momento iniziale del decorso della prescrizione va individuato nel passaggio in giudicato della decisione del giudice amministrativo che ha sancito in via definitiva l'illegittimità del provvedimento ritenuto causativo del danno.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> PRESCRIZIONE --> DIES A QUO --> IN CASO DI INOSSERVANZA OBBLIGO DI RIPIANIFICAZIONE --> DANNO DA RITARDO

In ipotesi di protrazione di vincolo d'inedificabilità imposto alla proprietà privata senza che l'Amministrazione sia pervenuta in termini ragionevoli a dare u... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione urbanistica definitiva ai fondi in questione, è configurabile un danno da ritardo; avendo il ritardo, fonte di responsabilità, natura di illecito permanente, il diritto al risarcimento sorge e può essere esercitato in ogni istante, con la conseguenza che il termine di prescrizione decorre di giorno in giorno, mano a mano che il danno si rinnova con il protrarsi del comportamento omissivo dell'amministrazione.

In ipotesi di protrazione di vincolo d'inedificabilità imposto alla proprietà privata senza che l'Amministrazione sia pervenuta in termini ragionevoli a dare una sistemazione urbanistica definitiva ai fondi in questione, è configurabile un danno da ritardo; avendo il ritardo, fonte di responsabilità, natura di illecito permanente, consegue, come corollario, l'applicabilità della prescrizione ai danni precedenti il quinquennio anteriore al primo atto interruttivo della stessa (quando mancano atti stragiudiziali di interruzione del decorso del termine, resta coperto dalla prescrizione il diritto al risarcimento dei danni verificatisi oltre cinque anni addietro la domanda giudiziale).

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> PRESCRIZIONE --> RINUNCIA

Se il presup... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...é possano operare nella vicenda estintiva la sospensione e l'interruzione della prescrizione è che questa sia ancora in corso o pendente, solo quando la stessa è compiuta, si può rinunciare ad essa; dopo che la prescrizione si è perfezionata, infatti, il soggetto che la può far valere con la relativa eccezione, può rinunciare a quest'ultima o adempiendo la sua obbligazione ovvero con una condotta incompatibile con la volontà di dedurre la vicenda estintiva in caso di azione della controparte per ottenere l'adempimento.

La lettera con cui il Comune informa il ricorrente che, a suo avviso, l'indennità di espropriazione corrisponde al valore venale delle aree occupate e procede alla liquidazione, determina un palese riconoscimento del diritto del privato alla reintegrazione della perdita della proprietà con la somma offerta, corrispondente al suo valore, e, quindi, una rinuncia dell'ente locale a eccepire la prescrizione del diritto al risarcimento, ormai già maturata per l'inerzia quinquennale del suo titolare.

L'invio, da parte dell'ente espropriante di missive con le quali si riconosca l'obbligo nei confronti del privato di corresponsione dell'indennità di espropriaz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...altà non dovuta, per essere la proprietà del suolo passata all'ente in forza di occupazione acquisitiva ed in mancanza di un legittimo decreto di esproprio), invitandosi, nel contempo, la controparte ad un bonario componimento della vertenza, può integrare gli estremi della fattispecie della rinuncia tacita alla prescrizione (quinquennale) del diritto al risarcimento dei danni da occupazione acquisitiva.

Alla prescrizione maturata in suo favore, l'obbligato può rinunciare mediante un atto dispositivo che opera sul piano sostanziale (art. 2937 cod. civ.), possibilità alla quale corrisponde sul piano processuale il fatto di non opporla, essendo negato al giudice di rilevarla di ufficio (art. 2938 cod. civ.).

Comportando la rinuncia alla prescrizione maturata la disposizione di un diritto alla liberazione all'obbligo (art. 2937 c.c., comma 1), chi intende disporne è necessario che ne abbia la relativa capacità; ciò, rapportato ad un ente pubblico, equivale a dire che l'atto che ha il valore di rinunzia deve provenire da chi è legittimato a rappresentare l'ente nell'adempimento dell'obbligo, la cui vigenza risulterebbe ripristinata dall'atto che ne implica riconoscimento.

Nel ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...fenomeno dell'occupazione acquisitiva, una volta che questa si è prodotta, l'emissione del decreto di espropriazione non è più possibile, perché l'effetto cui dovrebbe essere legalmente rivolto si è già prodotto; ne consegue che all'offerta di quella che avrebbe potuto essere la corrispondente indennità, fatta a chi ha subito la perdita del suo bene da chi avrebbe potuto profittare dell'espropriazione, si può giuridicamente attribuire solo il valore di un riconoscimento del persistente diritto del primo al ristoro del pregiudizio subito e quindi di rinunzia tacita ad eccepirne una già intervenuta prescrizione.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> PRESCRIZIONE --> RINUNCIA --> TRANSAZIONE

La rinuncia tacita alla prescrizione - che presuppone un comportamento giuridicamente rilevante e concludente nel senso di escludere in modo assoluto la volontà del debitore di profittare della maturata estinzione dell'altrui diritto - se non è - per tali sue caratteristiche - ravvisabile nella semplice partecipazione a trattative strumentali ad una futura transazione, può invece configurarsi nell'effettiva conclusione di siffatto negozio, ancorché l'efficacia... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mo non si sia ancora verificata per la mancanza dell'approvazione da parte di un organo esterno di controllo.



 
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