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I poteri del giudice vanno determinati con esclusivo riferimento all'iniziativa delle parti


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titolo:DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIO
anno:2018
pagine: 978 in formato A4, equivalenti a 1663 pagine in formato libro
formato: pdf  
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Avvocato, Responsabile Servizio Espropri Amministrazione provinciale di Catanzaro

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> POTERI DEL GIUDICE --> REFORMATIO IN PEJUS

Se nel giudizio di opposizione alla stima il giudice è tenuto a determinare la giusta indennità, indipendentemente dalle conclusioni delle parti, tale principio non vale nel giudizio di impugnazione, né, a maggior ragione, nel giudizio di rinvio, in ordine ai quali vige il principio del divieto di reformatio in peius, in base al quale i poteri del giudice vanno determinati con esclusivo riferimento all'iniziativa delle parti, con la conseguenza che, in assenza d'impugnazione della parte parzialmente vittoriosa, la decisione non può essere più sfavorevole all'impugnante e più favorevole alla controparte di quanto non sia stata la sentenza impugnata.

La mancata impugnazione della parte beneficiaria della condanna produce un effetto preclusivo che, se non costituisce giudicato in senso proprio, comporta tuttavia che la sentenza impugnata possa essere modificata esclusivamente per corrispondere all'unica impugnazione e impedisce che operi in danno dell'appellante - con riforma in peggio - la sopravvenuta innovazione normativa, derivi da ius superveniens o, come nella specie, dalla dec... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i incostituzionalità, pur se espressamente ritenuta applicabile anche ai procedimenti in corso non definiti con sentenza passata in giudicato.

Se l'opposizione viene proposta dall'espropriante, essendo l'oggetto del giudizio la congruità di detta stima e la sua conformità ai criteri di legge, la domanda può condurre a determinare soltanto una indennità inferiore rispetto a quella calcolata in sede amministrativa, ma non una somma maggiore, in difetto di una specifica domanda riconvenzionale da formularsi, da parte dell'espropriato, nelle forme e nei termini per la stessa prescritti, diversamente incorrendosi nel vizio di ultrapetizione.

La sentenza d'incostituzionalità (Corte Cost. n. 347/2008), spiega efficacia anche in riferimento ai giudizi pendenti alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale; tale principio va bilanciato con il divieto di reformatio in peius, alla stregua del quale il giudice dell'impugnazione, confermando la sentenza impugnata, può, infatti, senza violare il principio dispositivo, anche d'ufficio correggerne, modificarne ed integrarne la motivazione, purché la modifica non concerna statuizioni adottate dal giudice di grado inferiore non impugna... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rte interessata.

Alla stregua del divieto di reformatio in peius, il giudice dell'impugnazione, confermando la sentenza impugnata, può, senza violare il principio dispositivo, anche d'ufficio, correggerne, modificarne ed integrarne la motivazione, purché la modifica non concerna statuizioni adottate dal giudice di grado inferiore non impugnate dalla parte interessata. Ed invero i suoi poteri vanno determinati con esclusivo riferimento all'iniziativa delle parti, con la conseguenza che, in assenza d'impugnazione della parte parzialmente vittoriosa, la decisione non può essere più sfavorevole all'impugnante e più favorevole alla controparte di quanto non sia stata la sentenza impugnata, e non può dare luogo alla "reformatio in peius" in danno del primo.

Quando l'appello sia stato diretto ad ottenere la condanna ad una prestazione in misura inferiore di quella riconosciuta dal primo giudice, la mancata impugnazione della parte beneficiaria della condanna produce un effetto preclusivo che, se non può dirsi di giudicato in senso proprio, comporta tuttavia che la sentenza impugnata possa essere modificata esclusivamente per corrispondere all'unica impugnazione. Resta escluso c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...erare in danno del ricorrente - con riforma in peggio - la sopravvenuta innovazione normativa (derivi essa da ius superveniens o da declaratoria di incostituzionalità), pur se espressamente ritenuta applicabile anche ai procedimenti in corso non definiti con sentenza passata in giudicato.

In virtù dei principi generali in tema di effetto devolutivo dell'appello, formazione del giudicato interno e conseguente divieto di "reformatio in peius", la decisione del giudice di secondo grado non può essere più sfavorevole all'appellante e più favorevole all'appellato di quanto non sia stata la sentenza impugnata, e non può, quindi, dar luogo all'attribuzione all'appellato, che non abbia proposto impugnazione incidentale, un bene della vita in misura maggiore rispetto a quello determinato in primo grado.

In ipotesi di opposizione alla stima definitiva pronunciata dalla Commissione di cui alla L. 22 ottobre 1971, n. 865, se l'opposizione viene proposta dall'espropriato, essendo l'oggetto del giudizio la congruità di detta stima e la sua conformità ai criteri di legge, la domanda può condurre a determinare soltanto una indennità maggiore rispetto a quella calcolata in sede am... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a, ma non una somma inferiore, in difetto di una specifica domanda riconvenzionale formulata dall'espropriante.

Il giudice di merito, attribuendo una somma comunque superiore, nel risultato finale, rispetto a quella corrispondente alla stima opposta, sia pure per effetto della disapplicazione, in quanto abrogati, dei criteri riduttivi di cui alla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, non di certo viola il principio secondo cui, in assenza di domanda riconvenzionale dell'espropriante, non può determinarsi una somma inferiore rispetto a quella corrispondente alla stima definitiva oggetto di opposizione da parte dell'espropriato.

In caso di opposizione alla stima proposta dall'espropriato, la domanda può condurre a determinare soltanto un'indennità maggiore rispetto a quella calcolata in sede amministrativa, ma non una somma inferiore, in difetto di una specifica domanda riconvenzionale formulata dall'espropriante.

Infondato è il motivo con cui si lamenta una reformatio in peius dell'indennità, qualora ricorra non un'ipotesi di opposizione alla stima, ma un'ipotesi di richiesta di determinazione dell'indennità di espropriazione richiesta dall'espropriato dopo il rifiuto dell'indennità pro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...he pertanto ha perso ogni effetto.

Poiché nel giudizio di opposizione alla stima dell'indennità di espropriazione (o di occupazione temporanea), i principi di congruità e conformità di essa ai criteri di legge devono essere coordinati a quello della domanda, ne deriva che, se questa è formulata soltanto dall'espropriato, l'opposizione può condurre a determinare un'indennità maggiore, rispetto a quella calcolata in sede amministrativa, e non inferiore, in difetto di una domanda formulata dall'espropriante; pertanto, nel caso in cui l'accertamento conduca ad un tale risultato, il giudice deve limitarsi a respingere la domanda, altrimenti incorrendo nel vizio di ultrapetizione.

A seguito della sentenza Corte cost. 22.2.1990, n. 67, il giudizio avente ad oggetto l'indennizzo, si è trasformato da opposizione alla stima in accertamento dell'indennità, dovendosi escludere che sussista un divieto di reformatio in pejus.

In tema di opposizione alla stima dell'indennità di espropriazione (o di occupazione temporanea), oggetto del giudizio è la congruità e conformità di essa ai criteri di legge, principi che devono essere coordinati a quello della domanda,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e che, se questa è formulata soltanto dall'espropriato, l'opposizione può condurre a determinare un'indennità maggiore, e non inferiore, rispetto a quella calcolata in sede amministrativa, in difetto di una domanda formulata dall'espropriante; pertanto, nel caso in cui l'accertamento conduca ad un tale risultato, il giudice deve limitarsi a respingere la domanda, altrimenti incorrendo nel vizio di ultrapetizione, salvo che l'espropriante, convenuto in opposizione, abbia ritualmente proposto a tal fine domanda riconvenzionale.

Se è vero che per effetto dell'opposizione, la stima della Commissione perde comunque efficacia in funzione di quella determinanda dal giudice, è altrettanto vero che oggetto del giudizio è pur sempre la congruità di detta stima e la sua conformità ai criteri di legge e che questi principi devono essere coordinati con quello della domanda (art. 99 cod. proc. civ.). Il quale comporta che se quest'ultima è formulata soltanto dall'espropriato, l'opposizione può condurre a determinare un'indennità maggiore rispetto a quella calcolata in sede amministrativa, ma non può portare ad una somma inferiore a detta stima in difetto di una domanda (riconvenzionale) all'uopo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dall'espropriante.

La determinazione giudiziale dell'indennità non deve essere superiore a quella già stabilita nella pronuncia impugnata dall'ente espropriante, nei cui confronti pertanto l'esito favorevole del giudizio non può risolversi in reformatio in pejus della sentenza in parte annullata.

L'opposizione alla stima ha ad oggetto l'accertamento della giusta indennità ed il giudice non è vincolato alle domande delle parti, espropriato ed espropriante, con la conseguenza che non viola l'art. 112 c.p.c. la sentenza della corte d'appello che riduca l'indennità e il valore venale stimato dalla Commissione provinciale espropri, pur non avendo l'ente locale mai impugnato la stessa ed avendone domandato la conferma nel giudizio di opposizione proposto dall'espropriato.

La tempestiva opposizione alla stima da parte dell'espropriato fa venir meno l'efficacia vincolante della stima stessa per tutti i soggetti del rapporto espropriativo, e nella determinazione giudiziale prevale l'interesse pubblico alla esatta determinazione della indennità, che nel contemperare la tutela del diritto di proprietà con la corretta erogazione della spesa pubblica, da un lato deve essere conforme ai parame... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sto indennizzo (art. 42 Cost., comma 3), e dall'altro non può essere superiore alla misura garantita dalla legge.

Se la domanda diretta ad ottenere la determinazione dell'indennità di espropriazione è formulata soltanto dall'espropriato, l'opposizione può condurre a determinare un'indennità maggiore, e non inferiore, rispetto a quella calcolata in sede amministrativa, in difetto di una domanda formulata dall'espropriante.

L'oggetto del giudizio di determinazione dell'indennità di espropriazione o di occupazione diverge a seconda che l'azione si configuri come opposizione alla stima della commissione provinciale o invece come domanda diretta alla determinazione giudiziale dell'indennità. Nel primo caso, l'opposizione può condurre a determinare un'indennità maggiore, e non anche, in difetto di una domanda formulata dall'espropriante, inferiore rispetto a quella calcolata in sede amministrativa; nel secondo caso l'azione si configura come domanda di accertamento diretta, sin dall'origine, alla fissazione della giusta indennità, con la conseguenza che il giudice è tenuto a compiere la liquidazione, anche in misura inferiore a quella pretesa o a quella offerta in via amministrat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...per questo incorrere nel vizio di ultrapetizione.

A seguito di opposizione alla stima definitiva, è precluso al giudice, in assenza di domande nello stesso senso dell'espropriante, di ridurre l'indennità, ma deve invece liquidarsi comunque la stessa, anche se di poco superiore a quella offerta, trattandosi comunque di un'azione di accertamento ed essendo palese l'interesse dell'attore a ricevere una risposta sulla domanda.

Nel caso in cui solo l'Autorità espropriante abbia impugnato la determinazione dell'indennità di espropriazione, va esclusa la possibilità di una reformatio in peius in danno della stessa; le pronunzie di incostituzionalità nn. 348/2007 e 181/2011 possono eventualmente rilevare nei limiti in cui incidono sulle censure formulate dal ricorrente principale.

Allorché il privato non abbia accettato l'indennità provvisoria offerta dalla P.A. ed abbia intrapreso l'azione per la determinazione della giusta indennità, questa non si configura come opposizione alla determinazione dell'indennità, ma come domanda di accertamento diretta, sin dall'origine, alla fissazione della giusta indennità, con la conseguenza che la Corte di appello è ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mpiere la liquidazione, anche in misura inferiore a quella pretesa od a quella offerta in via amministrativa, senza per questo incorrere nel vizio di ultrapetizione.

A differenza di quel che accade nell'azione diretta alla determinazione giudiziale dell'indennità, in mancanza di stima della Commissione, se l'opposizione alla stima è formulata soltanto dall'espropriato, può condurre a determinare un'indennità maggiore rispetto a quella calcolata in sede amministrativa, ma non può portare ad una somma inferiore a detta stima in difetto di una domanda all'uopo formulata dall'espropriante.

L'azione per la determinazione della giusta indennità, non si configura come opposizione alla stima, ma come domanda di accertamento diretta, sin dall'origine, alla fissazione della giusta indennità; il giudice (corte di appello) è tenuto a compiere la liquidazione, anche in misura inferiore a quella pretesa od a quella offerta in via amministrativa, senza per questo incorrere nel vizio di ultrapetizione.

Il divieto della "reformatio in peius" impedisce che operi in danno del ricorrente - con riforma in peggio - la sopravvenuta innovazione normativa (derivi da ius superveniens o da declarato... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...stituzionalità) pur se espressamente ritenuta applicabile anche ai procedimenti in corso non definiti con sentenza passata in giudicato.

Qualora vi sia stata la stima definitiva, i poteri spettanti al giudice incontrano un limite nell'operatività del principio della domanda, conseguente all'applicazione della L. n. 865 del 1971, art. 19, comma 2, il quale, imponendo ad entrambe le parti di proporre opposizione, ove intendano ottenere la liquidazione di un'indennità diversa da quella determinata dalla Commissione provinciale, comporta che solo in assenza di un'opposizione dell'espropriante è preclusa al giudice la determinazione di un'indennità inferiore a quella calcolata in sede amministrativa.

Sulla base del principio della domanda, in presenza di stima definitiva, il giudizio di opposizione può concludersi con una statuizione più favorevole all'opponente, ma non può determinare un importo minore, a meno che non vi sia domanda in tal senso da parte dell'espropriante, il quale, ove convenuto nel giudizio, deve osservare le forme e i termini della domanda riconvenzionale, in quanto aziona una contropretesa che va oltre il rigetto della domanda principale.

In presenza di una doman... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...izione alla stima, per il principio della domanda, non può adottarsi una pronuncia che, per le parti opponenti, sia più sfavorevole di quella adottata nel provvedimento che viene opposto, in assenza di contestazione da parte della P.A. .

In ordine alla determinazione concreta dell'indennità il giudice resta vincolato alla domanda delle parti; quando una delle parti abbia accettato la determinazione effettuata dal giudice di primo grado, il giudice di appello, in assenza di esplicita impugnazione o comunque domanda in ordine a tale punto, non può autonomamente procedere ad una modifica della precedente statuizione.

La struttura stessa del giudizio di opposizione alla stima comporta che, qualora la somma determinata dal CTU sia inferiore a quella offerta, in mancanza di una domanda riconvenzionale da parte dell'ente debitore, con la quale questi richieda di determinare l'indennità in misura inferiore a quella offerta, l'ammontare dell'indennità dovuta rimane accertata in detta misura. Diversamente la pronuncia si tradurrebbe in una reformatio in peius per gli opponenti, alla quale certo i medesimi non avrebbero avuto alcun interesse.

In ipotesi di azione per l'accertamento e la liquidazio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...le dell'indennità, il giudice di merito è tenuto a compiere la liquidazione, anche in misura inferiore a quella pretesa, ovvero a quella offerta in via amministrativa, ormai non più rilevante, senza per questo incorrere nel vizio di ultrapetizione.

I poteri del giudice vanno determinati con esclusivo riferimento all'iniziativa delle parti; ne consegue che, in assenza d'impugnazione (appello o ricorso incidentale), della parte parzialmente vittoriosa, la sua decisione non può essere più sfavorevole all'impugnante e più favorevole alla controparte di quanto non sia stata la sentenza impugnata, e non può, quindi, dare luogo alla "reformatio in peius" in danno del primo.

In assenza di una domanda riconvenzionale dell'Amministrazione opposta volta ad ottenere la riduzione della stima operata dalla Commissione Provinciale, il giudice non può pervenire, d'ufficio, ad una siffatta riduzione, senza incorrere nella violazione del principio di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato e del divieto della reformatio in peius.

Nel giudizio di opposizione alla stima la Corte di appello può pervenire ad un risultato inferiore al quantum offerto in via amminis... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...issare in tal misura l'indennità, sempre che l'ente espropriante abbia proposto autonoma opposizione alla stima, o domanda riconvenzionale sull'opposizione dell'espropriato. Ove tale iniziativa manchi, il giudice dell'indennità deve comunque determinare l'indennità muovendo dall'esatta qualificazione dell'area espropriata, se edificata, edificabile, o non edificabile; tuttavia tale determinazione non potrà essere inferiore alla somma determinata in via amministrativa.

In presenza di stima definitiva, il giudizio di opposizione, mentre può concludersi con una statuizione più favorevole all'opponente, non può, invece, concludersi con la determinazione dell'indennità in misura inferiore a quella stabilita in sede amministrativa, a meno che non vi sia esplicita richiesta in tal senso da parte dell'espropriante, azionando, attraverso domanda riconvenzionale, una contropretesa che va oltre il rigetto della domanda principale.

In presenza di stima definitiva, il giudizio di opposizione può concludersi con una statuizione più favorevole all'opponente, ma non può determinare un importo minore, a meno che non vi sia domanda in tal senso da parte dell'espropriante, il quale, ove conve... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...udizio, deve osservare le forme e i termini della domanda riconvenzionale, in quanto aziona una contropretesa che va oltre il rigetto della domanda principale.

Nel giudizio di opposizione alla stima, senza ricorso incidentale vige il divieto della reformatio in peius.

La Corte d'Appello deve d'ufficio determinare la "giusta indennità", anche a costo di pervenire ad una reformatio in pejus rispetto a quanto offerto nella determinazione definitiva dell'indennità, soltanto ove l'espropriante abbia espressamente chiesto, in via riconvenzionale, la determinazione giudiziale in importo inferiore a quello stabilito in sede amministrativa.

Il giudizio di opposizione può portare a stabilire un'indennità inferiore a quella fissata in via amministrativa, solo in presenza di una richiesta dell'espropriante formulata nelle forme e nei termini di una domanda riconvenzionale.

Quando si sia in presenza di una stima definitiva, la opposizione dell'espropriato può condurre a determinare una indennità di importo più elevato rispetto a quella amministrativa, ma mai inferiore a detta stima in difetto di una domanda riconvenzionale all'uopo formulata dall'espropriante.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la determinazione giudiziale dell'indennità avviene in opposizione alla stima della Commissione provinciale, il giudice può determinare un'indennità inferiore rispetto a quella amministrativa solo in presenza di una domanda riconvenzionale dell'espropriante, in assenza della quale il giudizio si estingue su mera rinuncia dell'espropriato. Se la determinazione giudiziale dell'indennità non avviene in opposizione alla stima della Commissione provinciale, il giudice può determinare un'indennità inferiore rispetto a quella amministrativa sopravvenuta in corso di giudizio senza necessità di domanda riconvenzionale, e il giudizio può estinguersi solo con il consenso di tutte le parti.

Il giudice in sede di opposizione alla stima, in mancanza di specifica istanza da parte dell'espropriante, di ridurre l'indennità stabilita in via amministrativa, deve decidere unicamente sulla richiesta dell'opponente di riconoscimento di un'indennità di importo superiore rispetto a quella fissata in via amministrativa.

Nel giudizio di opposizione alla stima solo una domanda riconvenzionale dell'ente espropriante rende possibile una determinazione dell'indennità inferiore a quella amministrativa.[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...> GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> POTERI DEL GIUDICE --> REFORMATIO IN PEJUS --> DIVIETO, LEGITTIMITÀ

L'applicabilità, nel corso del giudizio pendente, della sopravvenuta sentenza d'illegittimità n. 348/2007, trova un limite nella mancata impugnazione della parte espropriata. Tale esito costituisce una conseguenza di una scelta processuale della parte che, essendo correlato all'esigenza di tutelare il principio della domanda, esclude ogni vizio d'incostituzionalità, così come la lesione dei principi affermati dalla Cedu.

I poteri del giudice vanno determinati con esclusivo riferimento all'iniziativa delle parti, con la conseguenza che, in assenza d'impugnazione (appello o ricorso incidentale) della parte parzialmente vittoriosa, la decisione non può essere più sfavorevole all'impugnante e più favorevole alla controparte di quanto non sia stata la sentenza impugnata, e non può dare luogo alla "reformatio in peius" in danno del primo; tale esito costituisce una conseguenza di una scelta processuale della parte e, essendo correlato all'esigenza di tutelare il principio della domanda, è da escludere ogni vizio d'incostituz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ave;, così come la lesione dei principi affermati dalla Cedu.


 
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