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I poteri del giudice vanno determinati con esclusivo riferimento all'iniziativa delle parti


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titolo:DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIO
anno:2015
pagine: 581 in formato A4, equivalenti a 988 pagine in formato libro
formato: pdf  
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A seguito di opposizione alla stima definitiva, è precluso al giudice, in assenza di domande nello stesso senso dell'espropriante, di ridurre l'indennità, ma deve invece liquidarsi comunque la stessa, anche se di poco superiore a quella offerta, trattandosi comunque di un'azione di accertamento ed essendo palese l'interesse dell'attore a ricevere una risposta sulla domanda.

Nel caso in cui solo l'Autorità espropriante abbia impugnato la determinazione dell'indennità di espropriazione, va esclusa la possibilità di una reformatio in peius in danno della stessa; le pronunzie di incostituzionalità nn. 348/2007 e 181/2011 possono eventualmente rilevare nei limiti in cui incidono sulle censure formulate dal ricorrente principale.

Allorché il privato non abbia accettato l'indennità provvisoria offerta dalla P.A. ed abbia intrapreso l'azione per la determinazione della giusta indennità, questa non si configura come opposizione alla determinazione dell'indennità, ma come domanda di accertamento diretta, sin dall'origine, alla fissazione della giusta indennità, con la conseguenza che la Corte di appello è tenuta a compiere la liquidazione, anche in misura inferiore a quella pre... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uella offerta in via amministrativa, senza per questo incorrere nel vizio di ultrapetizione.

A differenza di quel che accade nell'azione diretta alla determinazione giudiziale dell'indennità, in mancanza di stima della Commissione, se l'opposizione alla stima è formulata soltanto dall'espropriato, può condurre a determinare un'indennità maggiore rispetto a quella calcolata in sede amministrativa, ma non può portare ad una somma inferiore a detta stima in difetto di una domanda all'uopo formulata dall'espropriante.

L'azione per la determinazione della giusta indennità, non si configura come opposizione alla stima, ma come domanda di accertamento diretta, sin dall'origine, alla fissazione della giusta indennità; il giudice (corte di appello) è tenuto a compiere la liquidazione, anche in misura inferiore a quella pretesa od a quella offerta in via amministrativa, senza per questo incorrere nel vizio di ultrapetizione.

Il divieto della "reformatio in peius" impedisce che operi in danno del ricorrente - con riforma in peggio - la sopravvenuta innovazione normativa (derivi da ius superveniens o da declaratoria di incostituzionalità) pur se espressamente ritenuta applicabile anch... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...imenti in corso non definiti con sentenza passata in giudicato.

Qualora vi sia stata la stima definitiva, i poteri spettanti al giudice incontrano un limite nell'operatività del principio della domanda, conseguente all'applicazione della L. n. 865 del 1971, art. 19, comma 2, il quale, imponendo ad entrambe le parti di proporre opposizione, ove intendano ottenere la liquidazione di un'indennità diversa da quella determinata dalla Commissione provinciale, comporta che solo in assenza di un'opposizione dell'espropriante è preclusa al giudice la determinazione di un'indennità inferiore a quella calcolata in sede amministrativa.

Sulla base del principio della domanda, in presenza di stima definitiva, il giudizio di opposizione può concludersi con una statuizione più favorevole all'opponente, ma non può determinare un importo minore, a meno che non vi sia domanda in tal senso da parte dell'espropriante, il quale, ove convenuto nel giudizio, deve osservare le forme e i termini della domanda riconvenzionale, in quanto aziona una contropretesa che va oltre il rigetto della domanda principale.

In presenza di una domanda di opposizione alla stima, per il principio della domanda, non può ado... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...pronuncia che, per le parti opponenti, sia più sfavorevole di quella adottata nel provvedimento che viene opposto, in assenza di contestazione da parte della P.A. .

In ordine alla determinazione concreta dell'indennità il giudice resta vincolato alla domanda delle parti; quando una delle parti abbia accettato la determinazione effettuata dal giudice di primo grado, il giudice di appello, in assenza di esplicita impugnazione o comunque domanda in ordine a tale punto, non può autonomamente procedere ad una modifica della precedente statuizione.

A differenza di quel che accade nell'azione diretta alla determinazione giudiziale dell'indennità in mancanza di stima della Commissione, se l'opposizione alla stima è formulata soltanto dall'espropriato, la stessa può condurre a determinare un'indennità maggiore rispetto a quella calcolata in sede amministrativa, ma non può portare ad una somma inferiore, in difetto di una domanda all'uopo formulata dall'espropriante; in caso in cui l'accertamento conduca ad un tale risultato, il giudice deve limitarsi a respingerla, altrimenti incorrendo nel vizio di ultrapetizione.

La struttura stessa del giudizio di opposizione alla stima comporta che, q... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...omma determinata dal CTU sia inferiore a quella offerta, in mancanza di una domanda riconvenzionale da parte dell'ente debitore, con la quale questi richieda di determinare l'indennità in misura inferiore a quella offerta, l'ammontare dell'indennità dovuta rimane accertata in detta misura. Diversamente la pronuncia si tradurrebbe in una reformatio in peius per gli opponenti, alla quale certo i medesimi non avrebbero avuto alcun interesse.

In ipotesi di azione per l'accertamento e la liquidazione giudiziale dell'indennità, il giudice di merito è tenuto a compiere la liquidazione, anche in misura inferiore a quella pretesa, ovvero a quella offerta in via amministrativa, ormai non più rilevante, senza per questo incorrere nel vizio di ultrapetizione.

I poteri del giudice vanno determinati con esclusivo riferimento all'iniziativa delle parti; ne consegue che, in assenza d'impugnazione (appello o ricorso incidentale) della parte parzialmente vittoriosa, la sua decisione non può essere più sfavorevole all'impugnante e più favorevole alla controparte di quanto non sia stata la sentenza impugnata, e non può, quindi, dare luogo alla "reformatio in peius" in danno del primo.

[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...za di una domanda riconvenzionale dell'Amministrazione opposta volta ad ottenere la riduzione della stima operata dalla Commissione Provinciale, il giudice non può pervenire, d'ufficio, ad una siffatta riduzione, senza incorrere nella violazione del principio di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato e del divieto della reformatio in peius.

Nel giudizio di opposizione alla stima la Corte di appello può pervenire ad un risultato inferiore al quantum offerto in via amministrativa e fissare in tal misura l'indennità, sempre che l'ente espropriante abbia proposto autonoma opposizione alla stima, o domanda riconvenzionale sull'opposizione dell'espropriato. Ove tale iniziativa manchi, il giudice dell'indennità deve comunque determinare l'indennità muovendo dall'esatta qualificazione dell'area espropriata, se edificata, edificabile, o non edificabile; tuttavia tale determinazione non potrà essere inferiore alla somma determinata in via amministrativa.

In presenza di stima definitiva, il giudizio di opposizione, mentre può concludersi con una statuizione più favorevole all'opponente, non può, invece, concludersi con la determinazione dell'indennità in misura inferiore a quella sta... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ede amministrativa, a meno che non vi sia esplicita richiesta in tal senso da parte dell'espropriante, azionando, attraverso domanda riconvenzionale, una contropretesa che va oltre il rigetto della domanda principale.
In presenza di stima definitiva, il giudizio di opposizione, mentre può concludersi con una statuizione più favorevole all'opponente, non può, invece, concludersi con la determinazione dell'indennità in misura inferiore a quella stabilita in sede amministrativa, a meno che non vi sia esplicita richiesta in tal senso da parte dell'espropriante, azionando, attraverso domanda riconvenzionale, una contropretesa che va oltre il rigetto della domanda principale.

In presenza di stima definitiva, il giudizio di opposizione può concludersi con una statuizione più favorevole all'opponente, ma non può determinare un importo minore, a meno che non vi sia domanda in tal senso da parte dell'espropriante, il quale, ove convenuto nel giudizio, deve osservare le forme e i termini della domanda riconvenzionale, in quanto aziona una contropretesa che va oltre il rigetto della domanda principale.



 
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