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Poteri del giudice amministrativo e della P.A. per l'attribuzione di qualificazione urbanistica all'area incisa da vincoli decaduti

In caso di ricorso avverso il silenzio ad istanza di riqualificazione di area incisa da vincolo decaduto, i margini di discrezionalità propri del giudice amministrativo impediscono che questo possa dare indicazioni concrete. La classificazione dei suoli in sede di regolamentazione urbanistica ha infatti natura discrezaionale.

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titolo:VINCOLI URBANISTICI
anno:2017
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VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> DURATA E DECADENZA --> CONSEGUENZE --> OBBLIGO DI RIPIANIFICAZIONE --> ISTANZA DI RITIPIZZAZIONE --> SILENZIO --> POTERI DEL GIUDICE AMMINISTRATIVO

La domanda per la declaratoria d'illegittimità del silenzio serbato dall'amministrazione sull'istanza di attribuzione di una destinazione urbanistica al terreno di proprietà privata interessato da vincolo decaduto deve essere accolta, nei limiti dell'obbligo del Comune di adottare una determinazione espressa nell'esercizio dei poteri discrezionali propri dell'Autorità preposta alla pianificazione.

Va dichiarato l'obbligo del Comune di provvedere sull'istanza di nuova pianificazione di area interessata da vincolo decaduto dettando una nuova disciplina urbanistica dell'area.

Va dichiarato l'obbligo dell'Amministrazione di pronunciarsi sull'istanza del proprietario volta ad ottenere la riqualificazione di area incisa da vincolo decaduto; deve però escludersi che il giudice possa dare indicazioni concrete circa l'attribuzione di una qualificazione urbanistica al lotto di terreno, data la natura discrezionale della classificazione dei... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ede di regolamentazione urbanistica.

Una volta scaduti i vincoli urbanistici, è consentito - in linea di principio - il ricorso al g.a. contro il silenzio mantenuto dall'Amministrazione sull'istanza di ritipizzazione dell'area avanzata dal privato proprietario della stessa. Tale rimedio incontra, però, precisi limiti dato che la sentenza, la quale chiude il giudizio si limita solo ad accertare l'inadempimento all'obbligo di provvedere a causa dell'illegittimità intrinseca del silenzio e, di per sé, non garantisce la piena e totale soddisfazione della pretesa sostanziale. La nuova destinazione urbanistica di un terreno già soggetto a vincoli espropriativi comporta, infatti, una scelta di alta discrezionalità amministrativa, che può essere effettuata in ambito giudiziario, in termini di mera ragionevolezza ed opportunità, solo se ed in quanto si salvaguardino gli equilibri della pianificazione esistente dell'intero ambito territoriale comunale.

Nell'ambito del giudizio sul silenzio, il giudice può conoscere dell'accoglibilità dell'istanza, tra l'altro, nell'ipotesi in cui la stessa sia manifestamente infondata, sicché risulti del tutto diseconomico obbligare l'Amministrazione... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...re laddove l'atto espresso non potrebbe che essere di rigetto. Tale situazione si verifica qualora, a seguito di decadenza del vincolo espropriativo, il proprietario non si limiti a richiedere - come sarebbe suo diritto - la ritipizzazione dell'area ma esiga dal Comune l'esercizio di poteri che, nell'an e nel quomodo, appartengono alla sfera esclusiva della sua discrezionalità.

A fronte della decadenza del vincolo preordinato all'espropriazione, la reazione consentita è di sollecitare l'esercizio del potere pianificatorio da parte della p.a. con conseguente potere del giudice amministrativo, in caso di perdurante inerzia, di dichiarare l'illegittimità del silenzio serbato e l'obbligo di ripianificazione dell'area bianca di proprietà del ricorrente.

Stante il perdurante silenzio dell'Amministrazione comunale sull'istanza diretta alla riqualificazione di area incisa da vincolo decaduto, va dichiarato l'obbligo del Comune intimato di provvedere a normare l'area.

A fronte dell'inerzia dell'Amministrazione a istanza di riqualificazione di area incisa da vincolo decaduto va dichiarato l'obbligo dell'Amministrazione di pronunciarsi; deve però escludersi che il Collegio possa dare indicazioni concrete circa ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one di una qualificazione urbanistica al lotto di terreno, data la natura discrezionale della classificazione dei suoli in sede di regolamentazione urbanistica.

In materia di pianificazione urbanistica, la sentenza che chiude il giudizio avverso il silenzio deve limitarsi ad accertare l'inadempimento all'obbligo di provvedere a causa dell'illegittimità del silenzio, individuando altresì un ulteriore termine nel quale la p.a. dovrà provvedere; ciò in quanto, trattandosi di attività altamente discrezionale, la potestà giurisdizionale del giudice non può sovrapporsi alle valutazioni riservate all'amministrazione.

La richiesta giudiziale di orientare una specifica scelta di alta discrezionalità amministrativa, quale quella inerente la ripianificazione urbanistica, concerne una pretesa che non può essere oggetto del rito del silenzio. Ciò per la fondamentale ragione che la delibazione giudiziale implicherebbe comunque la destinazione di suoli al di fuori degli specifici e complessi procedimenti urbanistici, che sono previsti dalle leggi regionali al fine di armonizzare i diversi, e contrastanti, interessi coinvolti oltre costituire una diretta ed inammissibile violazione del principio ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one tra attività amministrativa ed attività giurisdizionale.

Va dichiarato l'obbligo dell'Amministrazione di pronunciarsi sull'istanza di riqualificazione di area incisa da vincoli decaduti; deve però escludersi che il giudice possa dare indicazioni concrete circa l'attribuzione di una qualificazione urbanistica al lotto di terreno, data la natura discrezionale della classificazione dei suoli in sede di regolamentazione urbanistica.

La sentenza che chiude il giudizio avverso il silenzio a istanza di riqualificazione di area incisa da vincolo decaduto deve limitarsi ad accertare l'inadempimento all'obbligo di provvedere a causa dell'illegittimità del silenzio, individuando altresì un ulteriore termine nel quale la p.a. dovrà provvedere; ciò in quanto, trattandosi di attività altamente discrezionale, la potestà giurisdizionale del giudice non può sovrapporsi alle valutazioni riservate all'amministrazione.

Una volta scaduti, ai sensi dell'art. 2 L. 19 novembre 1968 n. 187, i vincoli urbanistici, è consentita in linea di principio la tipizzazione giurisdizionale del silenzio davanti al giudice amministrativo; tuttavia tale rimedio incontra precisi limiti. La sent... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iude il giudizio iniziato con il suddetto rito si limita infatti solo ad accertare l'inadempimento all'obbligo di provvedere a causa dell'illegittimità intrinseca del silenzio e, di per sé, non garantisce la piena e totale soddisfazione della pretesa sostanziale.

L'accoglimento del gravame proposto contro il silenzio rifiuto formatosi su una diffida a provvedere sulla definizione urbanistica di un'area già oggetto di vincolo espropriativo scaduto comporta esclusivamente l'obbligo dell'Amministrazione di provvedere sull'istanza del soggetto interessato e di attribuire all'area una specifica e appropriata destinazione urbanistica.

La questione di merito relativa al carattere conformativo od espropriativo dei vincoli esula dal sindacato giudiziario del silenzio-rifiuto, in assenza di fattispecie di immediata percezione (e soluzione) che solamente possono essere definite in tale sede.

Va accolta l'istanza volta all'accertamento dell'obbligo di provvedere e dell'illegittimità del silenzio serbato dall'Amministrazione sulle richieste di definizione urbanistica di aree divenute prive di disciplina a causa della decadenza di vincoli urbanistici preordinati all'espropriazione, con la precisazione che l'accoglimento ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... comporta esclusivamente l'obbligo dell'Amministrazione di provvedere sulle istanze in questione.

In ipotesi di ricorso avverso il silenzio ad istanza di riqualificazione di area incisa da vincolo decaduto, i margini di discrezionalità insiti nelle valutazioni attinenti alla riqualificazione urbanistica dell'area, impediscono qualsiasi pronuncia giudiziale sulla richiesta espressamente avanzata di pronunciarsi anche sulla fondatezza della richiesta di riclassificazione.

In ipotesi di decadenza di vincolo esproriativo non è possibile, in sede giudiziaria, stabilire anche quale sia il contenuto concreto che l'atto di classificazione urbanistica richiesto dovrà assumere, ossia la destinazione specifica che dovrà essere attribuita all'area, venendo in rilievo in questo contesto un'attività amministrativa altamente discrezionale, di stretta competenza del Comune, che non può essere indirizzata dal giudicante pena lo sconfinamento in settori non propri.

In ipotesi di silenzio del Comune a istanza di riqualificazione di area incisa da vincolo decaduto, il giudice non può sostituirsi all'Amministrazione, ma deve limitarsi ad accertare esclusivamente se il silenzio sia illegittimo o no, imponend... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...istrazione, nel caso di accoglimento del ricorso, di provvedere sull'istanza entro il termine assegnato.

Non è possibile, in sede giudiziale, stabilire quale sia il contenuto concreto che l'atto di classificazione urbanistica dovrà assumere, ossia la destinazione specifica da attribuire all'area, venendo in rilievo in questo contesto una attività amministrativa discrezionale, di stretta competenza del Comune, che non può essere indirizzata dal giudicante pena lo sconfinamento in settori non propri.

In ipotesi di mancata ripianificazione di area incisa da vincolo decaduto, il Giudice adito non può sostituirsi al Comune trattandosi di attività discrezionale; può essere accertato soltanto l'obbligo di provvedere.

In ipotesi di silenzio della P.A. ad istanza di ripianificazione di area incisa da vincolo decaduto, il giudice si limita a statuire l'illegittimità dell'inerzia del Comune, ma non accerta né alcuno "jus aedificandi" del ricorrente, né in alcun modo statuisce circa la riespansione della destinazione edificatoria delle aree.

La declaratoria d'obbligo dell'Amministrazione di provvedere alla riqualificazione di area incisa da vincolo decaduto &egra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a alla necessità di una pronuncia espressa e completa, affidata ai competenti organi, impregiudicato restando - ovviamente - l'esito delle valutazioni riservate all'Amministrazione.

Ai sensi del combinato disposto degli artt. 31 e 117 c. p. a. (d. l.vo 104/2010), va accolto il ricorso avverso il silenzio della p.a. a fronte di istanza di riqualificazione di area incisa da vincolo decaduto e ordinato al Comune a provvedere.

A seguito di istanza tesa ad ottenere la riqualificazione di area incisa da vincolo di cui è asserita la decadenza, in ragione della connotazione discrezionale dell'attività sottesa all'esame dell'istanza, la verifica della fondatezza della pretesa può condurre solo ad una declaratoria dell'obbligo di adempimento in termini di definizione espressa della citata istanza.

L'accoglimento del gravame avverso il silenzio – rifiuto formatosi a seguito di mancato riscontro ad istanza di ripianificazione di area incisa da vincolo decaduto, comporta esclusivamente l'obbligo dell'Amministrazione comunale di provvedere sull'istanza proposta dai soggetti interessati in modo espresso e motivato (positivamente o negativamente).

Non è accoglibile la domanda di accertamento del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...za dell'istanza di riclassificazione urbanistica di area incisa da vincolo decaduto, tenuto conto della natura discrezionale dell'invocato provvedimento (in quanto attinente alla materia urbanistica).

L'attività di riqualificazione di area incisa da vincolo decaduto è altamente discrezionale e non può essere indirizzata dal giudicante pena lo sconfinamento in settori non propri. In altri termini, non sussistono le condizioni (svolgimento di attività vincolata), in presenza delle quali l'autorità giudiziaria che interviene ad interrompere il silenzio/inadempimento dell'amministrazione, può anche stabilire quale sia il contenuto concreto che l'atto omessa debba assumere.

Il giudizio promosso a seguito di ricorso avverso il silenzio serbato da una Pubblica amministrazione sull'istanza del privato volta alla ripianificazione di area incisa da vincolo decaduto è diretto ad accertare se il silenzio serbato da una Pubblica amministrazione sull'istanza del privato violi l'obbligo di adottare il provvedimento esplicito richiesto con l'istanza stessa e non si estende all'esame della fondatezza della pretesa sostanziale del privato.

In ragione della connotazione discrezionale dell'attività ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'esame dell'istanza di ripianificazione di area privata, per asserita decadenza del vincolo, la verifica della fondatezza della pretesa può condurre solo ad una declaratoria dell'obbligo di adempimento in termini di definizione espressa della citata istanza.

A fronte di istanza di ripianificazione di area incisa da vincoli di cui è affermata da parte istante la natura espropriativa, in ragione della connotazione discrezionale dell'attività sottesa all'esame dell'istanza stessa, la verifica della fondatezza della pretesa può condurre solo ad una declaratoria dell'obbligo di adempimento in termini di definizione espressa della citata istanza.

In merito alla tipologia dei poteri esercitabili dal giudice amministrativo, già chiamato a decidere sull'obbligo dell'amministrazione di provvedere su un'istanza di parte, del tutto pacificamente la giurisprudenza ritiene che il giudizio sul silenzio debba concludersi per improcedibilità (o, se si vuole, per cessata materia del contendere), una volta intervenuto un provvedimento espresso di qualunque contenuto (nel caso di specie) concernente la ridisciplina urbanistica del terreno interessato dall'istanza di riqualificazione.

Va accolto il ricorso propost... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... silenzio-rifiuto formatosi su una diffida a provvedere in ordine alla definizione urbanistica di un'area già oggetto di vincolo espropriativo scaduto, fermo restando che l'accoglimento del gravame comporta esclusivamente l'obbligo dell'Amministrazione di provvedere sull'istanza del soggetto interessato e di attribuire all'area una specifica e appropriata destinazione urbanistica.

In materia di pianificazione urbanistica, la sentenza che chiude il giudizio di accertamento dell'obbligo del comune di provvedere sollecitamente a dettare una nuova disciplina pianificatoria per le zone già gravate di vincoli decaduti, deve limitarsi ad accertare l'inadempimento all'obbligo di provvedere a causa dell'illegittimità del silenzio, individuando altresì un ulteriore termine nel quale la p.a. dovrà provvedere, senza vincoli di predeterminazione contenutistica.

La riqualificazione dell'area incisa da vincoli decaduti è attività altamente discrezionale; la potestà giurisdizionale del giudice adito in ipotesi di inerzia della P.A. non può, salvo ipotesi specifiche in cui la fattispecie concreta consenta al Giudice di dettare egli stesso criteri e valutazioni per indirizzare la funzione programmatoria d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cale, sovrapporsi alle valutazioni riservate all'amministrazione.

Va accolto il ricorso proposto contro il silenzio rifiuto formatosi su una diffida a provvedere sulla definizione urbanistica di un'area già oggetto di vincolo espropriativo scaduto, fermo restando che l'accoglimento del gravame comporta esclusivamente l'obbligo dell'Amministrazione di provvedere sull'istanza del soggetto interessato e di attribuire all'area una specifica e appropriata destinazione urbanistica; ciò in quanto in ragione della connotazione discrezionale dell'attività sottesa all'esame dell'istanza, la verifica della fondatezza della pretesa può condurre solo ad una declaratoria dell'obbligo di adempimento in termini di definizione espressa della citata istanza.

In ipotesi di ricorso avverso il silenzio – rifiuto ad istanza di ripianificazione di aree incise da vincolo decaduto, l'esame del GA deve articolarsi in due momenti: a) appurare se effettivamente ricorra nel caso di specie un comportamento inerte della p.a.; b) verificare che lo stesso comportamento non sia giustificato dalla manifesta infondatezza (o assurdità, genericità, etc.) dell'istanza formulata dal privato.

In ipotesi di ricorso avverso il si... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ato dall'Amministrazione a fronte di istanza di ripianificazione di un'area già oggetto di vincolo espropriativo scaduto, in considerazione della natura discrezionale dell'attività sottesa all'esame dell'istanza, la verifica della fondatezza della pretesa può condurre solo ad una declaratoria dell'obbligo di adempimento in termini di definizione espressa della citata istanza.

L'accoglimento del gravame proposto avverso il silenzio - rifiuto formatosi su una diffida a provvedere sulla definizione urbanistica di un'area già oggetto di vincolo espropriativo scaduto, comporta esclusivamente l'obbligo dell'amministrazione di provvedere sull'istanza del soggetto interessato e di attribuire all'area una specifica e appropriata destinazione urbanistica, non risultando in subiecta materia la possibilità di apprezzare in jure la sostanziale fondatezza della specifica pretesa del ricorrente in ordine ad un assetto pianificatorio puntualmente determinato.

In ipotesi di ricorso avverso il silenzio mantenuto dall'Amministrazione a fronte di istanza di riqualificazione di area interessata da vincolo decaduto, è precluso al giudice sostituirsi all'Amministrazione, pronunciandosi sulla fondatezza nel merito dell'istanza, con... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di una indebita invasione della sfera di discrezionalità amministrativa e/o tecnica riservata all'amministrazione.

In ipotesi di ricorso avverso il silenzio- rifiuto dell'Amministrazione, a fronte di istanza di riqualificazione di area bianca, la decisione giudiziale non può estendersi alla legittimità o meno della pretesa alla riqualificazione urbanistica in senso favorevole alla parte ricorrente, in quanto tale accertamento è rimesso alla verifica tecnica del Comune circa la sua compatibilità con la strumentazione urbanistica vigente.

In ipotesi di ricorso avverso il silenzio mantenuto dall'Amministrazione a fronte di istanza di ripianificazione di area bianca, il giudice adito non può sostituirsi alla messa a punto della strumentazione urbanistica, in una sorta di riqualificazione urbanistica "virtuale" del territorio, magari limitata alle specifiche aree di interesse dei ricorrenti ma inevitabilmente destinata ad incidere (ad esempio quanto al rispetto degli standard urbanistici), sulla generale disciplina urbanistica di più vaste aree o dell'intero territorio comunale.

La ripianificazione delle c.d. zone bianche postula l'esercizio da parte dell'autorità comunale del potere... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cazione urbanistica generale, rientrante nella più ampia discrezionalità amministrativa del Consiglio comunale, unitamente all'approvazione da parte della Regione; non è pertanto possibile per il G.A. estendere in sede di rito speciale sul silenzio la propria cognizione alla fondatezza della pretesa sostanziale azionata.

In sede di giudizio promosso a seguito di elusione dell'obbligo della P.A. di procedere alla riclassificazione del suolo rimasto privo di disciplina per effetto della decadenza dei vincoli espropriativi, non è consentito al Giudice, in fase cognitoria, imporre all'Amministrazione il contenuto del provvedimento. In questi casi, sussiste il potere discrezionale dell'Amministrazione nella materia urbanistica, che ha facoltà di reiterare il vincolo sull'area in questione, sussistendo specifiche ragioni.

E' accoglibile il ricorso proposto contro il silenzio rifiuto formatosi su una diffida a provvedere sulla definizione urbanistica di un'area già oggetto di vincolo espropriativo scaduto, fermo restando che l'accoglimento del gravame comporta esclusivamente l'obbligo dell'amministrazione di provvedere sull'istanza del soggetto interessato e di attribuire all'area una specifica e appropriata destin... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nistica.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> DURATA E DECADENZA --> CONSEGUENZE --> OBBLIGO DI RIPIANIFICAZIONE --> ISTANZA DI RITIPIZZAZIONE --> SILENZIO --> POTERI DEL GIUDICE AMMINISTRATIVO --> CONGRUITÀ DEL TERMINE ASSEGNATO

Sussiste l'obbligo del Comune di definire, con una determinazione esplicita e conclusiva, il procedimento avviato dal privato con l'istanza di ridefinizione della situazione urbanistica del proprio terreno a seguito dell'avvenuta scadenza dei vincoli espropriativi di P.R.G.; al quale fine - tenuto conto della materia e dell'ampia discrezionalità del Comune in tema di disciplina urbanistica del proprio territorio - appare congruo assegnare, per l'adempimento, il termine di giorni 90 (novanta) dalla comunicazione in via amministrativa o dalla notificazione a cura di parte, se anteriore, della sentenza.

Va dichiarato illegittimo il silenzio mantenuto dal Comune sull'istanza di assegnazione di nuova destinazione urbanistica all'area interessata da vincolo decaduto, con conseguente obbligo di adottare una determinazione esplicita e conclusiva. Tenuto conto dell'ampia discrezionalità in tema di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... urbanistica - appare congruo assegnare per l'adempimento il termine di giorni novanta (90) dalla comunicazione in via amministrativa o dalla notificazione a cura di parte, se anteriore, della relativa sentenza.

Sussiste l'obbligo per l'amministrazione di provvedere sull'istanza di ripianificazione di area incisa da vincolo decaduto, al quale fine, tenuto conto dell'ampia discrezionalità del Comune in tema di disciplina urbanistica del proprio territorio, appare congruo assegnare, per l'adempimento, il termine di giorni 90 dalla comunicazione in via amministrativa o dalla notificazione a cura di parte, se anteriore, della sentenza.

Va dichiarato l'obbligo del Comune di pronunciarsi sull'istanza di riqualificazione di area incisa da vincolo decaduto, entro il termine che, attesa la complessità della procedura richiesta, va indicato in giorni 90 dalla comunicazione in via amministrativa ovvero dalla notificazione a cura di parte della sentenza.

A seguito di silenzio a istanza di ripianificazione di area incisa da vincolo decaduto, tenuto conto della materia cui ha riguardo la controversia, e dell'ampia discrezionalità del Comune in tema di disciplina urbanistica del proprio territorio, appare congruo assegnare, per... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nto, il termine di giorni novanta dalla comunicazione in via amministrativa o dalla notificazione a cura di parte, se anteriore, della sentenza di condanna a provvedere.

Ai fini dell'adempimento dell'obbligo di ripianificare il terreno inciso da vincolo decaduto, tenuto conto della materia oggetto di controversia e dell'ampia discrezionalità del Comune in tema di disciplina urbanistica del proprio territorio, appare congruo assegnare, per l'adempimento, il termine di giorni 120 dalla comunicazione in via amministrativa o dalla notificazione a cura di parte, se anteriore, della sentenza di condanna.

La complessità del procedimento di ripianificazione di area incisa da vincolo decaduto rende opportuna la concessione di un termine sensibilmente più lungo di quello previsto dall'art. 117 del c.p.a., che appare congruo fissare in sei mesi.

Il termine di 120 giorni assegnato al Comune in sede giudiziale per ottemperare all'obbligo di ripianificazione di area incisa da vincolo decaduto, può ritenersi congruo.

In ipotesi di accoglimento del ricorso proposto contro il silenzio rifiuto formatosi su una diffida a provvedere sulla definizione urbanistica di un'area già oggetto di vincolo espropria... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o, deve essere dichiarato l'obbligo del Comune di provvedere sulla stessa nel termine, l'ampiezza del quale si giustifica per essere nel caso implicato l'esercizio di un potere di pianificazione urbanistica, di 180 (centottanta) giorni dalla comunicazione, o dalla notificazione se anteriore, della sentenza.

E' inadeguato il termine di 60 giorni assegnato alla P.A., in accoglimento del ricorso per silenzio – inadempimento, per l'assolvimento dell'obbligo di ripianificazione di aree bianche a seguito di vincoli decaduti; ciò in relazione alla complessità dell'attività da svolgere nella ridefinizione della disciplina urbanistica di una zona, anche se di limitata estensione; deve ritenersi viceversa congruo un termine di 180 giorni.

Il giudice, nel fissare una data di scadenza per l'adempimento dell'obbligo di ridisciplina urbanistica di area interessata da vincolo decaduto, non può non tener conto della complessità del procedimento di variante che, alla stregua della legislazione di settore, è, in via ordinaria, di sei mesi dalla scadenza dei vincoli medesimi e che, nel caso di inadempienza, può ridursi a 60 gg. (cfr. art. 38 e 39 della legge regionale della Campania 16/2004.

VINCOLI... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...I ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> DURATA E DECADENZA --> CONSEGUENZE --> OBBLIGO DI RIPIANIFICAZIONE --> ISTANZA DI RITIPIZZAZIONE --> SILENZIO --> POTERI DELL'AMMINISTRAZIONE

Qualora il Comune, nel redigere il nuovo strumento urbanistico (PUC), eserciti i suoi più ampi poteri di pianificazione urbanistica, non è invocabile la situazione per cui a seguito di una pronunzia di ottemperanza, pur rimanendo la P.A. titolare del potere di provvedere - anche tardivamente - dopo la scadenza del termine fissato dal giudice, comunque all'atto dell'insediamento del Commissario ad acta si verifica un definitivo trasferimento dei poteri, rimanendo precluso all'Amministrazione ogni margine di ulteriore intervento; i poteri di pianificazione esercitati non possono, infatti, essere "bloccati" dallo specifico e singolo procedimento pianificatorio, dovendo riguardare necessariamente l'intero territorio comunale.

Non può affermarsi che l'insediamento del Commissario ad acta faccia venire meno il potere dell'amministrazione regionale di pronunziarsi sulla variante urbanistica di ritipizzazione, qualora la disposta nomina dell'organo commissariale, in considerazione ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ta soggettiva del giudizio sul silenzio e della relativa pronuncia di merito, abbia riguardato solo l'attività amministrativa del Comune e non anche quella della Regione, estranea a tale giudizio.

La perdita degli ordinari poteri provvedimentali può riguardare solo l'attività del Comune successiva alla sentenza sul silenzio, ma la nomina del commissario ad acta non può incidere su attività poste in essere dall'ente locale in precedenza, in ambito temporale in cui esso era provvisto a pieno titolo di tale potere.

Intervenuta la riqualificazione urbanistica dell'area, a seguito della scadenza del vincolo destinato all'espropriazione, mediante sua reiterazione, viene meno ogni interesse alla decisione del ricorso proposto avverso il silenzio-rifiuto, formatosi sull'istanza di riqualificazione.

A seguito di accoglimento del ricorso verso il silenzio serbato dall'Amministrazione ad istanza di ripianificazione, resta la pienezza delle valutazioni di merito che l'Amministrazione è chiamata a svolgere attraverso il completamento del procedimento di adozione del nuovo strumento urbanistico (se avviato) ovvero attraverso l'adozione di una apposita variante allo strumento urbanistico vigente.


 
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