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Poteri dei Comuni nel pianificare le aree destinate ad impianti di telecomunicazione


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OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI DI TELECOMUNICAZIONE --> POTERI DEL COMUNE

La previsione di annoverare tra i siti sensibili (laddove non è consentita l'installazione di impianti di telefonia) i parchi e aree per gioco e lo sport non pare irragionevole né illegittima, atteso che gli impianti di telefonia possono esporre gli utenti che frequentino tali aree ludico-ricreative all'emissione, prolungata e ravvicinata, di onde potenzialmente nocive per la loro salute.

Vanno considerati criteri localizzativi legittimi, ancorché espressi in negativo, i divieti di installazione di impianti di telecomunicazione su ospedali, case di cura e di riposo, scuole e asili nido, siccome riferiti a specifici edifici, mentre vanno ritenute limitazioni alla localizzazione vietate i criteri distanziali generici ed eterogenei, quali la prescrizione di distanze minime, da rispettare nell'installazione degli impianti, dal perimetro esterno di edifici destinati ad abitazioni, a luoghi di lavoro o ad attività diverse da quelle specificamente connesse all'esercizio degli impianti stessi, di ospedali, case di cura e di riposo, edifici adibiti al culto, scuole ed asili nido, nonché di immobili vincolati ai sensi della leg... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ui beni storico-artistici o individuati come edifici di pregio storico-architettonico, di parchi pubblici, parchi gioco, aree verdi attrezzate ed impianti sportivi degli impianti.

L'individuazione dei siti sensibili, nei quali è vietata l'installazione di impianti di telecomunicazione, prescinde dal fatto che la destinazione sia stata, o meno, attuata nel momento in cui si presenta un'istanza o una SCIA ex art. 87 e ss. del D. Lgs. 259/2003, risultando dirimente, al contrario, constatare l'esistenza o meno di un effettivo contrasto tra l'opera da realizzare e la destinazione dell'area impressa dalle previsioni dello strumento urbanistico generale e, ciò, in applicazione di un potere conformativo proprio dell'Amministrazione comunale.

Il regolamento comunale ex art. 8, comma 6, della legge n. 36/2001, nel disciplinare il corretto insediamento nel territorio degli impianti, può contenere regole a tutela di particolari zone e beni di pregio paesaggistico o ambientale o storico artistico, o anche per la protezione dall'esposizione ai campi elettromagnetici di zone sensibili (scuole, ospedali etc.), ma non può imporre limiti generalizzati all'installazione degli impianti se tali limiti sono incompatibili con l'interesse pubbli... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ertura di rete nel territorio nazionale.

La pianificazione territoriale comunale può interdire agli impianti per le reti di comunicazione anche ampie aree, purché ciò sia riconducibile ad uno degli interessi previsti dall'art. 8, comma 6, della legge n. 36/2001, e purché ciò, consentendo localizzazione in aree alternative, non determini difficoltà di funzionamento al servizio, circostanze che devono essere verificate in concreto attraverso il confronto con gli operatori.

Gli art. 86 e 90 d.lgs. n. 259 del 2003, nello stabilire che le infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione sono assimilate ad ogni effetto alle opere di urbanizzazione primaria e che gli impianti in questione e le opere accessorie occorrenti per la loro funzionalità hanno "carattere di pubblica utilità", postulano la possibilità che gli stessi siano ubicati in qualsiasi parte del territorio comunale, essendo compatibili con tutte le destinazioni urbanistiche (residenziale, verde, agricola, ecc.), onde le discipline locali di individuazione di specifiche aree ritenute idonee per l'insediamento delle strutture in argomento devono essere coerenti con le finalità e con gli obiettivi della legge statale, e non d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e tali da ostacolare l'insediamento e il funzionamento delle infrastrutture stesse.

Il Comune non ha la facoltà di adottare, mediante il distorto utilizzo degli strumenti di natura edilizia-urbanistica, misure sostanzialmente derogatorie dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici fissati dallo Stato.

I comuni possono legittimamente vietare l'installazione di impianti di telecomunicazione su specifici edifici e dettare criteri distanziali concreti, omogenei e specifici, ma non possono introdurre, ad esempio, misure di cautela distanziali generiche ed eterogenee.

I poteri del comune in sede di installazione di impianti di telefonia mobile non si estendono al profilo sanitario attinente la salvaguardia della popolazione residente rispetto alle emissioni elettromagnetiche, essendo l'amministrazione chiamata all'esercizio di un potere di natura urbanistica, mirato a dettare regole per il corretto inserimento degli impianti in questione nel territorio comunale, minimizzando l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici.

I criteri localizzativi e gli standard urbanistici stabiliti degli enti locali non devono essere tali da impedire od ostacolare ingiustificatamente l'insediamento degli impianti di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...azione.

La potestà regolamentare dei comuni deve tradursi in regole ragionevoli, motivate e certe, ma non in un generalizzato divieto di installazione in zone urbanistiche identificate, rendendo di fatto impossibile la realizzazione di una rete completa di infrastrutture per le telecomunicazioni.

Ancorché il Comune mantenga intatte le proprie competenze in materia di governo del territorio, queste tuttavia, per espressa valutazione legislativa, non possono interferire con quelle relative alla installazione delle reti di telecomunicazione e, in particolare, non possono determinare vincoli e limiti così stringenti da concretizzarsi in un divieto di carattere pressoché generalizzato (e senza prevedere alcuna possibile localizzazione alternativa) in contrasto con le esigenze tecniche necessarie a consentire la realizzazione effettiva della rete di telefonia cellulare che assicuri la copertura del servizio nell'intero nel territorio comunale.

A proposito di impianti a servizio della telefonia cellulare, la potestà regolamentare dei Comuni deve tradursi in regole ragionevoli, motivate e certe, ma non in un generalizzato divieto di installazione in zone urbanistiche identificate, rendendo di fatto impossibi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zzazione di una rete completa di infrastrutture per le telecomunicazioni.

Ancorché il Comune mantenga intatte le proprie competenze in materia di governo del territorio, queste tuttavia, per espressa valutazione legislativa (D.lgs. n. 259 del 2003), non possono interferire con quelle relative alla installazione delle reti di telecomunicazione e, in particolare, non possono determinare vincoli e limiti così stringenti da concretizzarsi in un divieto di carattere pressoché generalizzato (e senza prevedere alcuna possibile localizzazione alternativa) in contrasto con le esigenze tecniche necessarie a consentire la realizzazione effettiva della rete di telefonia cellulare che assicuri la copertura del servizio nell'intero nel territorio comunale.

Nel quadro della normativa in materia di servizi di telecomunicazione, gli enti locali, con i loro strumenti di pianificazione e di regolamentazione, possono impedire l'installazione di impianti ed antenne solo in luoghi ben individuati e sempreché il divieto sia giustificato da specifiche ragioni.

Il divieto di installare impianti di telecomunicazioni ed antenne presso siti sensibili non può estendersi anche alle circostanti fasce di rispetto, ossia quelle aree... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... sito sensibile, ma contigue.

I criteri localizzativi fissati dai comuni per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti di telecomunicazione devono esplicarsi in regole ragionevoli, motivate e certe e non possono comportare un divieto di installazione degli impianti di tipo generalizzato e riferito ad intere zone urbanistiche.

In materia di installazione di impianti di telecomunicazione ai comuni è consentita la previsione di soli divieti specifici e di criteri distanziali determinati e concreti ma non di misure di cautela generiche e indeterminate.

La possibilità di riconfigurazione ed adeguamento degli impianti per telefonia mobile alle più recenti tecnologie non può essere impedita da norme regolamentari comunali, in quanto, altrimenti, l'operatore di telefonia mobile, a seguito dell'imposizione di delocalizzazione che ne deriva, sarebbe costretto a realizzare nuovi impianti, anziché intervenire su quelli preesistenti, con ciò frustrando gli stessi principi di mitigazione e di precauzione, mentre la sempre maggiore quantità di servizi che possono essere offerti mediante la rete di telefonia mobile impone ai gestori un costante aggiornamento tecnolog... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to dallo stesso legislatore attraverso la realizzazione degli investimenti per il completamento della rete di banda larga.

L'esercizio della potestà del comune di adottare disposizioni regolamentari volte ad assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti di telecomunicazione consente l'introduzione, sotto il profilo urbanistico e pianificatorio, di regole a tutela di zone e beni di particolare pregio ambientale, paesaggistico o storico-artistico ovvero, per ciò che riguarda la minimizzazione dell'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, legittima l'individuazione di siti che, per destinazione d'uso e qualità degli utenti, possono essere considerati sensibili alle immissioni radioelettriche, ma non può invece produrre l'effetto di vietare indiscriminatamente l'istallazione degli impianti all'interno di intere ed estese aree del territorio comunale, con il risultato di pregiudicare il raggiungimento dei livelli essenziali delle prestazioni che debbono essere garantiti su tutto il territorio nazionale

Ai Comuni la normativa permette solo di stabilire attraverso apposito regolamento criteri localizzativi per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli imp... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...imizzare l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici.

E' tendenzialmente preclusa ai comuni l'introduzione di generalizzati divieti di realizzazione di stazioni radio base estesi a intere aree del territorio e la predeterminazione dei siti destinati ad accoglierle, ponendosi tale operazione in contrasto con l'esigenza (che costituisce per i gestori del servizio oggetto di un vero e proprio obbligo) di realizzazione di una rete di telecomunicazioni.

E' illegittimo il regolamento comunale che limita la possibilità di installazione delle infrastrutture del servizio radiomobile a due sole aree scelte autonomamente dall'amministrazione e quindi esclude che esse siano installabili in qualsiasi altra superficie del territorio comunale.

La tutela della salute degli abitanti rispetto all'irradiamento elettromagnetico è assicurata solo dal rispetto dei valori di emissione fissati nella legge n. 36/2001, al cui controllo è deputata l'A.R.P.A. Da ciò discende che le funzioni di disciplina riconosciute all'ente comunale nella materia in esame sono limitate alla tutela dell'ordinato assetto del territorio sotto il profilo urbanistico, con la conseguenza che le prescrizioni - anche regolamentari - indirizzat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...onti delle antenne e strutture di telecomunicazione non possono che ispirarsi esclusivamente alla tutela dei richiamati valori.

Il Comune non può, mediante il formale utilizzo degli strumenti di natura edilizia-urbanistica, adottare misure, le quali nella sostanza costituiscano una deroga ai limiti di esposizione ai campi elettromagnetici fissati dallo Stato, quali, esemplificativamente, la sospensione sine die o il divieto generalizzato di installare stazioni radio-base per telefonia cellulare in intere zone del territorio comunale, poiché tali provvedimenti sono funzionali non al governo del territorio, ma alla tutela della salute dai rischi dell'elettromagnetismo e si trasformano in una misura surrettizia di tutela della popolazione da immissioni radioelettriche, che l'art. 4, l. n. 36 del 2000 riserva allo Stato.

I comuni possono introdurre limitazioni alla possibilità di allocare impianti di teleradiocomunicazione in sede di approvazione dei regolamenti comunali di cui all'art. 8 comma 1 lett. e) della L. 36/2001 assicurando però il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzamando l'esposizione della popolazione ai campi magnetici.

E' vietata l'imposizione da parte dell'... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione comunale di limitazioni generalizzate alla localizzazione di impianti di telefonia mobile non correlate all'esigenza di minimizzare l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici.

Non spetta ai comuni disciplinare, nei loro regolamenti, l'installazione di impianti di telefonia mobile con limitazioni o divieti generalizzati e tali da non consentire una diffusa localizzazione sul territorio del relativo servizio pubblico, quando tale potere sia rivolto ad aspetti collegati con la salute umana, atteso che siffatte valutazioni spettano agli organi statali.

I comuni hanno il potere di dettare norme di natura urbanistica, finalizzate alla corretta distribuzione degli impianti di telecomunicazione sul territorio comunale, tenendo conto dell'obiettivo di minimizzare l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, ma non consentono ai nominati enti locali di stabilire livelli di esposizione diversi da quelli fissati dalla normativa nazionale.

Il comuni hanno il potere di adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti di telecomunicazione e minimizzare l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici non già di vietare i meri ammodernamenti del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...stente.

La possibilità di riconfigurazione ed adeguamento alle più recenti tecnologie degli impianti di telecomunicazione non può essere impedita da norme regolamentari comunali in quanto, altrimenti, l'operatore di telefonia mobile, a seguito dell'imposizione di delocalizzazione che ne deriva, sarebbe costretto a realizzare nuovi impianti, anziché intervenire su quelli preesistenti, con ciò frustrando gli stessi principi di mitigazione e di precauzione.

La potestà dei comuni di adottare un regolamento c.d. di minimizzazione finalizzato a garantire il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti di telefonia deve tradursi nell'introduzione, sotto il profilo urbanistico, di regole a tutela di zone e beni di particolare pregio ambientale, paesaggistico o storico, senza trasformarsi in limitazioni alla localizzazione degli impianti di telefonia mobile per intere ed estese porzioni del territorio comunale, in assenza di una plausibile ragione giustificativa.

La potestà assegnata ai Comuni di adottare un regolamento finalizzato a garantire il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti di telecomunicazione si traduce, sotto il profilo urbanistico, nella... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di regole a tutela di zone e beni di particolare pregio ambientale, paesaggistico o storico-artistico senza trasformarsi in limitazioni alla localizzazione degli impianti di telefonia mobile per intere ed estese porzioni del territorio comunale, in assenza di una plausibile ragione giustificativa.

L'amministrazione comunale non è titolare di un potere di sospensione senza limiti di tempo del procedimento per il rilascio dell'autorizzazione all'installazione di una stazione radio base potendo soltanto interrompere il decorso del termine di formazione del silenzio assenso, richiedendo chiarimenti o documentazione all'interessato entro quindici giorni dalla data di ricezione dell'istanza.

Costituiscono criteri localizzativi legittimi, ancorché espressi in negativo, i divieti di installazione di impianti di telefonia su ospedali, case di cura e di riposo, scuole e asili nido, siccome riferiti a specifici edifici.

Costituiscono limitazioni vietate alla localizzazione di impianti di telefonia mobile i criteri distanziali generici ed eterogenei, quali la prescrizione di distanze minime dal perimetro esterno di edifici destinati ad abitazioni, a luoghi di lavoro o ad attività diverse da quelle specificamente connesse all... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...degli impianti stessi, di ospedali, case di cura e di riposo, edifici adibiti al culto, scuole ed asili nido, nonché di immobili vincolati ai sensi della legislazione sui beni storico - artistici o individuati come edifici di pregio storico - architettonico, di parchi pubblici, parchi gioco, aree verdi attrezzate ed impianti sportivi.

Le infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione sono equiparabili ad opere di urbanizzazione primaria per cui, pur essendo consentita l'introduzione di disposizioni intese ad assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti di telefonia mobile, il potere pianificatorio deve essere esercitato in modo da garantire una capillare distribuzione della rete sul territorio, onde far sì che le installazioni siano poste al servizio degli insediamenti abitativi e seguano il loro sviluppo.

L'installazione degli impianti di telefonia mobile è consentita in tutte le zone del territorio comunale, cosicché l'esercizio della potestà regolamentare può tradursi, sotto il profilo urbanistico, nella previsione di norme a tutela di zone o beni di particolare pregio, ma non nell'introduzione di divieti di localizzazione estesi ad intere porzioni del territorio.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a potestà assegnata ai comuni di individuare la localizzazione degli impianti di telefonia mobile può tradursi nell'introduzione, sotto il profilo urbanistico, di regole a tutela di determinate zone e beni di particolare pregio paesaggistico, ambientale o storico-artistico, ovvero, per ciò che riguarda la minimizzazione dell'esposizione ai campi elettromagnetici, nell'individuazione di siti che, per destinazione d'uso e qualità degli utenti, possano essere considerati sensibili alle immissione radioelettriche, ma non può trasformarsi in limitazioni alla localizzazione degli impianti di telefonia per intere ed estese porzioni del territorio comunale in assenza di una plausibile ragione giustificativa.

Un comune può adottare un regolamento comunale per assicurare un corretto inserimento urbanistico degli impianti di telecomunicazione nel rispetto dei limiti e delle competenze di cui alla legislazione vigente che impediscono ai comuni di introdurre divieti generalizzati alla realizzazione delle infrastrutture per le comunicazioni, cioè limitazioni alla localizzazione.

I comuni possono legittimamente vietare l'installazione di impianti di telecomunicazione su specifici edifici e dettare criteri distanzial... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... omogenei e specifici, ma non possono introdurre misure di cautela distanziali generiche ed eterogenee.

I comuni non possono, nell'esercizio dei propri poteri, rendere di fatto impossibile la realizzazione di una rete completa di infrastrutture per le telecomunicazioni, trasformando i criteri di individuazione, che pure i comuni possono fissare, in limiti alla localizzazione, con prescrizioni aventi natura diversa da quella consentita dalla legge quadro n. 36 del 2001.

I comuni non possono adottare misure che costituiscano nella sostanza una deroga ai limiti di esposizione ai campi elettromagnetici fissati dallo Stato, quale il divieto generalizzato di installare stazioni radio base per telefonia cellulare in intere zone territoriali omogenee.

La facoltà dei Comuni di adottare appositi regolamenti per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti di rete di comunicazione e minimizzare l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici non può mai tradursi in un generalizzato divieto di installazione in zone urbanistiche identificate. La potestà regolamentare del Comune deve, pertanto, ritenersi limitata ai profili urbanistici e territoriali (con esclusione dell'individuazione... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e l'eventuale indicazione di ulteriori, particolari accorgimenti edilizi che possano utilmente concorrere alla minimizzazione dell'esposizione.

I limiti e i divieti all'installazione di impianti di telefonia cellulari previsti dai regolamenti comunali sono applicabili anche ai ripetitori di segnale DVB-H per la televisione digitale terrestre mobile.

Il potere dei comune di regolamentare l'insediamento urbanistico e territoriale degli impianti di telefonia mobile è espressione dell'autonoma e fondamentale competenza che gli enti locali hanno nella disciplina dell'uso del territorio e può tradursi nell'introduzione di regole poste a tutela di zone e beni di particolare pregio paesaggistico, o ambientale, o storico artistico, ovvero, per ciò che riguarda la minimizzazione dell'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, nell'individuazione di siti che, per destinazione d'uso e qualità degli utenti, possano essere considerati sensibili alle immissioni radioelettriche, e quindi inidonei alle installazioni degli impianti.

I comuni, nel disciplinare il corretto insediamento nel territorio degli impianti di telefonia mobile, non possono imporre limiti generalizzati all'installazione degli impianti se t... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sono incompatibili con l'interesse pubblico alla copertura di rete del territorio nazionale.

La potestà assegnata ai Comuni dall'art. 8, comma 6, l. n. 36/2001 prevede la possibilità che i Comuni adottino un regolamento c.d. di minimizzazione finalizzato a garantire "il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti di telecomunicazioni e a minimizzare l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici"; tale potestà deve tradursi nell'introduzione, sotto il profilo urbanistico, di regole a tutela di zone e beni di particolare pregio ambientale, paesaggistico o storico-artistico (ovvero, per ciò che riguarda la minimizzazione dell'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, nell'individuazione di siti che per destinazione d'uso e qualità degli utenti possano essere considerati sensibili alle immissioni radioelettriche), senza trasformarsi in limitazioni alla localizzazione degli impianti di telefonia mobile per intere ed estese porzioni del territorio comunale, in assenza di una plausibile ragione giustificativa.

Ai sensi dell'art. 87, D.Lgs. 1 agosto 2003, n. 259, il Comune non ha alcuna potestà di introdurre un divieto generalizzato di installazione delle staz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...base, né di introdurre misure che, pur essendo di natura tipicamente urbanistica (distanze, altezze, quote, ecc.) non siano funzionali al governo del territorio, quanto piuttosto alla tutela dai rischi dell'elettromagnetismo che, ai sensi dell'art. 8, l. 22 febbraio 2001 n. 36, rientra nelle esclusive attribuzioni statali, non già in quelle comunali; di conseguenza la localizzazione degli impianti nelle sole zone in cui il regolamento li consente si pone in contrasto non solo con l'esigenza di permettere la copertura del servizio di telefonia mobile sull'intero territorio comunale, ma anche con la loro natura di infrastrutture primarie e impianti di interesse generale, posti al servizio della comunità e quindi compatibili con qualsiasi destinazione urbanistica.

La potestà regolamentare dei Comuni non può tradursi in un generalizzato divieto di installazione di impianti di telefonia mobile in zone urbanistiche identificate. Tale previsione verrebbe infatti a costituire una inammissibile misura di carattere generale, sostanzialmente cautelativa rispetto alle emissioni derivanti da tali impianti, in contrasto con l' art. 4 l. n. 36 del 2001, che riserva alla competenza dello Stato la determinazione, con criteri unitari, dei limiti d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ne, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità, in base a parametri da applicarsi su tutto il territorio dello Stato.

Nel disciplinare il corretto insediamento nel territorio degli impianti di telefonia mobile, i comuni possono dettare regole a tutela di particolari zone e beni di pregio paesaggistico o ambientale o storico artistico, o anche per la protezione dall'esposizione ai campi elettromagnetici di zone sensibili mentre non possono imporre limiti generalizzati all'installazione degli impianti se tali limiti sono incompatibili con l'interesse pubblico alla copertura di rete del territorio nazionale.

Sono illegittimi i limiti alla localizzazione degli impianti di telefonia mobile, eventualmente contenuti nella disciplina regolamentare comunale, laddove presentino carattere generale e riguardino intere ed estese porzioni del territorio comunale in assenza di una plausibile ragione giustificativa.

Non è legittima l'imposizione di limiti di carattere generale alla localizzazione degli impianti di telefonia mobile giustificati da un'esigenza di tutela generalizzata della popolazione dalle immissioni elettromagnetiche, dal momento che a tale funzione provvede lo Stato attraverso la fissazione di determinati pa... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... />
Il regolamento comunale può contemplare anche limiti di carattere generale all'installazione degli impianti di telefonia mobile purché sia comunque garantita una possibile localizzazione alternativa degli stessi, in modo da rendere possibile la copertura di rete del territorio nazionale.

Il Comune, nell'esercizio della propria attività di regolamentazione e pianificazione, non può modificare le soglie di esposizione ai campi elettromagnetici fissate dalla regolamentazione statale, né può imporre limitazioni generalizzate alla localizzazione degli impianti di telefonia mobile per intere ed estese porzioni del territorio comunale, specie se ciò avviene in assenza di compiuti rilievi istruttori, risultanze di carattere scientifico, ovvero senza plausibili ragioni giustificative.

In ossequio al principio di precauzione di matrice comunitaria è legittimo il diniego all'installazione di fonti di inquinamento elettromagnetico in aree dove è massima la densità abitativa e dove sono altresì localizzate scuole.

Il potere del Comune di adottare un regolamento che assicuri il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti di telecomunicazion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zi l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici è espressione dell'autonoma e fondamentale competenza che gli enti territoriali hanno nella disciplina dell'uso del territorio e può tradursi nell'introduzione di regole poste a tutela di zone e beni di particolare pregio paesaggistico, o ambientale, o storico artistico, ovvero, per ciò che riguarda la minimizzazione dell'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, nell'individuazione di siti che, per destinazione d'uso e qualità degli utenti, possano essere considerati sensibili alle immissioni radioelettriche, e quindi inidonei alle installazioni degli impianti.

Nel disciplinare il corretto insediamento nel territorio degli impianti di comunicazione elettronica i Comuni possono dettare regole a tutela di particolari zone e beni di pregio paesaggistico o ambientale o storico artistico, o anche per la protezione dall'esposizione ai campi elettromagnetici di zone sensibili ma non possono tuttavia imporre limiti generalizzati all'installazione degli impianti se tali limiti sono incompatibili con l'interesse pubblico alla copertura di rete del territorio nazionale.

Sono illegittimi i limiti posti dai Comuni alla localizzazione di impianti di telefonia ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...arattere generale e riguardanti intere ed estese porzioni del territorio comunale in assenza di una plausibile ragione giustificativa o giustificati da un'esigenza di tutela generalizzata della popolazione dalle immissioni elettromagnetiche, dal momento che a tale funzione provvede lo Stato attraverso la fissazione di determinati parametri.

Nel regolamento comunale sono ammessi limiti di carattere anche generale all'installazione degli impianti di telefonia mobile purché sia comunque garantita una possibile localizzazione alternativa degli stessi, in modo da consentire la copertura di rete del territorio nazionale.

La richiesta di adeguamento ad altra tecnologia di un impianto di telefonia mobile preesistente non si può vietare solo perché il regolamento comunale non comprende l'area relativa all'impianto interessato come idonea ad installarvi un impianto di telefonia mobile, dato che oggetto della richiesta non è la costruzione di un nuovo impianto, ma solo l'adeguamento di quello preesistente, e tale divieto si porrebbe in contrasto con l'art. 87 bis del D. Lgs. n. 259/200 (Codice delle comunicazioni elettroniche) e della sua ratio acceleratoria dell'ammodernamento degli impianti ed altresì dell'art. 8, 6° co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...L. n. 36/2001 che autorizza il Comune ad "adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici" ma non a vietare l'ammodernamento della rete esistente.

La possibilità di riconfigurazione ed ammodernamento alle più recenti tecnologie degli impianti di telefonia mobile non può essere impedita da norme regolamentari comunali, in quanto, altrimenti, l'operatore sarebbe costretto a realizzare nuovi impianti, anziché intervenire su quelli preesistenti, con ciò frustrando i principi di mitigazione e di precauzione, mentre la sempre maggiore quantità di servizi che possono essere offerti mediante la rete di telefonia mobile impone ai gestori un costante aggiornamento tecnologico, favorito dallo stesso legislatore attraverso "la realizzazione degli investimenti per il completamento della rete di banda larga" e tale ratio di semplificazione e speditezza, che informa l'intera disciplina dettata dal Codice delle comunicazioni elettroniche non consente l'aggravio consistente in norme locali volte a penalizzare chi, già dotato di regolare autorizzazione, ha chiesto solo l'ammodernamento tecnologico, ai sens... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... 87 bis del D. Lgs. n. 259/2003, dei propri impianti.

Il procedimento dettato dall'art. 87, D.lgs. n. 259 del 2003 per l'installazione di impianti di telefonia mobile è improntato a finalità essenzialmente acceleratorie e semplificatorie, per cui è da escludere che l'autorità amministrativa possa aggravare il procedimento esigendo documentazione diversa e ulteriore da quella prevista dal Codice delle Comunicazioni per lo scrutinio in ordine al rilascio del titolo abilitativo secondo le previsioni regolamentari in materia edilizia.

In materia di installazione di infrastrutture per impianti radioelettrici i comuni non dispongono di potestà normativa regolamentare in ordine alla determinazione dei criteri, maggiormente limitativi o rigidi, di valutazione della soglia di inquinamento elettromagnetico o alla introduzione di divieti generali e/o di misure generali interdittive a contenuto igienico-sanitario.

L'art. 87 del D. Lgs. n. 259/2003 esclude che il comune abbia la potestà di introdurre un divieto generalizzato di installazione di stazioni radio base o di introdurre misure che, pur essendo di natura tipicamente urbanistica non siano funzionali al governo del territorio quanto piuttosto alla t... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ischi dell'elettromagnetismo che rientra nelle esclusive attribuzioni statali, non già in quelle comunali.

Sono illegittime le disposizioni del regolamento edilizio che stabiliscono un generalizzato e indifferenziato divieto di collocare stazioni radio base in zone abitate.

Non rientra tra i poteri del comune quello di introdurre, in aggiunta a quanto già prevede il codice delle comunicazioni elettroniche, ulteriori titoli abilitativi per la realizzazione di stazioni radio base.

Il regolamento comunale che impone, per le opere di installazione di impianti di telecomunicazione e radiotelevisione sul lastrico solare o in altre parti di edificio esistente, la presentazione di una D.I.A. ex art. 22 del d.p.r. 380/2001, non si pone in contrasto con la normativa nazionale posta dagli artt. 87 del d.l.gs.259/2003, ma piuttosto si colloca nell'alveo integrativo o applicativo in campo urbanistico ed edilizio attribuito ai comuni dall' art. 8 comma 6, l. 22 febbraio 2001 n. 36, potestà più volta riconosciuta come legittima dalla giurisprudenza, sia costituzionale, sia amministrativa, con l'unico limite che la norma regolamentare non venga a dettare limitazioni generalizzate alla localizzazione degli impianti di telef... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., ma si limiti a disciplinare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti stessi, minimizzando nel contempo la esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici.

Il potere a contenuto pianificatorio dei Comuni di fissare, ai sensi dell'art. 8 ultimo comma, l. n. 36 del 2001, criteri localizzativi per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti di telefonia mobile e minimizzare l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici non può tradursi in un generalizzato divieto di installazione in zone urbanistiche identificate; tale previsione verrebbe infatti a costituire un'inammissibile misura di carattere generale, sostanzialmente cautelativa rispetto alle emissioni derivanti dagli impianti di telefonia mobile, in contrasto con l'art. 4, l. n. 36, cit., che riserva alla competenza dello Stato la determinazione, con criteri unitari, dei limiti di esposizione, dei lavori di attenzione e degli obiettivi di qualità, in base a parametri da applicarsi su tutto il territorio dello Stato.

L'art. 8, comma 6, della legge 22 febbraio 2001, n. 36, che prevede la possibilità che i Comuni adottino un regolamento c.d. di minimizzazione finalizzato a garantire "il corretto... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici", va interpretato nel senso che le previsioni di tali regolamenti possono ritenersi legittime solo qualora indirizzate al perseguimento delle finalità indicate dalla norma e non anche quando tendano a scopi differenti, come nel caso in cui venga limitata la localizzazione degli impianti di telefonia mobile su intere ed estese porzioni del territorio comunale, senza che sia ravvisabile una plausibile ed esplicita ragione giustificativa.

In tema di installazione di strutture operanti quali stazioni radio – base per telefonia mobile, ai Comuni è riservata una potestà sussidiaria, potendo essi adottare regolamenti finalizzati esclusivamente ad assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti, nonché a minimizzare, sempre in conformità ed in attuazione alle direttive ed ai criteri introdotti dallo Stato e dalle Regioni, l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, restando esclusa, cioè, ogni potestà normativa in capo agli Enti Locali in ordine alla determinazione di criteri, maggiormente limitativi o rigidi, di valutazione della soglia di inquinamento ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...etico o alla introduzione di divieti generali e/o di misure generali interdittive a contenuto igienico-sanitario.

Fatti salvi i limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità fissati in via generale dal legislatore statale, agli enti locali spetta, in base al comma 6 dell'art. 8 della legge quadro 36/2001, il compito di identificare i criteri di localizzazione degli impianti all'interno del territorio, tenendo conto della concentrazione della popolazione, della tipologia di edifici presenti e della loro destinazione, senza che ovviamente ciò comporti la surrettizia introduzione di alcuna soglia aggiuntiva a quelle fissate dallo Stato o una qualche contraddizione con l'esigenza di garantire uniformi livelli di tutela per i cittadini, trattandosi invece di preservare la giusta flessibilità applicativa che solo le Amministrazione territoriali possono esercitare per limitare ulteriormente, anche in fase di concreta identificazione dei siti per gli impianti, i rischi per la salute dei cittadini.

I comuni possono legittimamente vietare l'installazione di stazioni radio base su specifici edifici e dettare criteri distanziali che siano concreti, omogenei e specifici non potendo, invece, introdurre misure di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...stanziali generiche ed eterogenee.

I comuni possono legittimamente vietare l'installazione di impianti di telecomunicazioni su specifici edifici e dettare criteri distanziali concreti, omogenei e specifici, mentre non possono introdurre misure di cautela distanziali generiche ed eterogenee.

I comuni, nell'esercizio del potere di regolamentare la collocazione di impianti di telecomunicazione nel loro territorio, non possono imporre un generalizzato divieto di installazione in determinate zone urbanistiche del territorio comunale se da tale divieto discende l'impossibilità di realizzare una completa rete di telecomunicazioni atteso che il servizio pubblico di telecomunicazione è preordinato a consentire a tutta la popolazione di poter essere adeguatamente servita nelle diverse condizioni di comunicazione.

Fatto salvo il limite derivante dal rispetto dell'esigenza primaria di garantire all'interno territorio comunale una adeguata copertura di rete, i comuni ben possono prevedere aree sensibili (anche per la presenza di scuole, ospedali etc.) nelle quali non è consentita l'installazione di impianti.

La previsione del legislatore sulla pubblica utilità, urgenza e indifferibilità delle opere... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i l'installazione della stazione radio base (art. 6, co. 25, D.P.R. 318/1997) non preclude alla P.A. l'esercizio del potere di verifica del rispetto delle disposizioni speciali che, in quanto preordinate a tutelare i cittadini da possibili ricadute negative in tema di salubrità dell'Ambiente, impongono l'ottemperanza degli operatori a taluni standards tecnici prefissati dalla legislazione nazionale.

In base alla L. 22 febbraio 2001 n. 36 i Comuni possono - in un'ottica di ottimale disciplina d'uso del territorio - adottare misure programmatorie integrative per la localizzazione delle stazioni radio base, in modo tale da minimizzare l'esposizione dei cittadini residenti ai campi elettromagnetici, senza tuttavia per questo potersi spingere fino ad impedire - o a rendere eccessivamente onerosa - la possibilità di installare impianti di telefonia sul territorio comunale.

Sono illegittime eventuali disposizioni pianificatorie comunali che introducano in termini assoluti divieti di installazione per impianti analoghi quello per cui è causa, anche solo su porzioni del territorio comunale.

Nel caso in cui non sia stata dettata la normativa regolamentare di cui all'art. 8, co. 6, legge 36/2001, l'intervento edilizio relati... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tallazione di impianti di telefonia rimane soggetto, dal punto di vista urbanistico, ai principi di carattere generale, che vedono, da un lato, tralicci ed antenne di rilevanti dimensioni valutabili come strutture edilizie soggette ad assenso autorizzativo, con la conseguenza che non sono collocabili in zone di rispetto, o comunque soggette a vincolo di inedificabilità assoluta, ma che dall'altra, impongono di considerare tali manufatti, in quanto parte di una rete di infrastrutture, qualificate come opere di urbanizzazione primaria, nonché in quanto impianti tecnologici, compatibili con qualsiasi destinazione di P.R.G. delle aree interessate e non soggetti, in linea di massima, ai limiti di altezza e cubatura delle costruzioni circostanti.

I regolamenti comunali di cui all'art. 8 legge 36/2001 possono ritenersi legittimi solo se finalizzati al perseguimento delle finalità indicate dalla norma citata e non anche quando tendono a scopi differenti.

Sono legittime le previsioni del regolamento comunale emanato ai sensi dell'art. 8 legge 36/2001 finalizzate, per quanto riguarda il profilo urbanistico, a tutelare zone e beni di particolare pregio paesaggistico/ambientale o storico/artistico ovvero, con riferimento alla minimizzazione... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...izione ai campi elettromagnetici, alla individuazione di siti particolari e determinati, i quali, per destinazione d'uso e qualità degli utenti, possono essere considerati particolarmente sensibili alle immissioni radioelettriche.

Sono illegittime le previsioni dei regolamenti comunali emanati ai sensi dell'art. 8 legge 36/2001 che si sostanziano in "limitazioni alla localizzazione" degli impianti di telefonia mobile relativamente ad intere ed estese porzioni del territorio comunale, senza che sia ravvisabile una plausibile ragione giustificativa.

Il Comune non può, mediante il formale utilizzo degli strumenti di natura edilizia-urbanistica, adottare misure, le quali nella sostanza costituiscano una deroga ai limiti di esposizione ai campi elettromagnetici fissati dallo Stato, quali, esemplificativamente, il divieto generalizzato di installare stazioni radio-base per telefonia cellulare in tutte le zone territoriali omogenee, ovvero la introduzione di distanze fisse da osservare rispetto alle abitazioni e ai luoghi destinati alla permanenza prolungata delle persone o al centro cittadino.

È illegittima la previsione di un regolamento comunale che vieta l'installazione di stazioni radio base ad una distanz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... a metri 250 dal perimetro degli edifici ritenuti "sensibili" ovverosia scuole, ospedali e case di cura.

È legittima la n.t.a. del P.R.G. che impone la valutazione ambientale preventiva per ogni progetto relativo ad interventi su impianti di radiotelefonia.

Con riferimento agli impianti di radiotelefonia e alla potestà regolamentare del Comune si deve distinguere tra "criteri localizzativi" e "limiti alla localizzazione", e ritenersi consentiti i primi, in quanto recanti criteri specifici rispetto a localizzazioni puntuali, e non i secondi, in quanto recanti divieti generalizzati per intere aree.

Il regolamento comunale che delinei la suddivisione del territorio comunale in tre tipologie di aree (maggiormente idonee, di attenzione e sensibili) si pone in contrasto con il d. lgs. 259/2003, non consentendo tale decreto alle amministrazioni comunali di estendere la propria competenza sino a selezionare le aree del territorio, individuandone solo alcune come idonee ad ospitare gli impianti. L'installazione di impianti di telecomunicazione, infatti, deve ritenersi in generale consentita sull'intero territorio comunale in modo da poter realizzare, con riferimento a quelli di interesse generale, un'uniforme ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i tutta l'area comunale interessata.

Va dichiarata l'illegittimità di un regolamento comunale adottato ai sensi dell'art. 8 legge 36/2001 laddove l'ente territoriale si sia posto quale obiettivo, sebbene non dichiarato, ma evincibile dal contenuto dell'atto regolamentare, quello di preservare la salute umana dalle emissioni elettromagnetiche promananti da impianti di radiocomunicazione (ad esempio attraverso la fissazione di distanze minime delle stazioni radio base da particolari tipologie d'insediamenti abitativi), essendo tale materia attribuita alla legislazione concorrente Stato-regioni.

Il potere regolamentare comunale non può implicare la fissazione di limiti di esposizione ai campi elettromagnetici diversi da quelli stabiliti dallo Stato, non rientrando tale potere nell'ambito delle competenze comunali. Non può, pertanto, il comune, attraverso il formale utilizzo degli strumenti di natura edilizia-urbanistica, adottare misure derogatorie ai predetti limiti di esposizione fissati dallo Stato, quali, ad esempio, il generalizzato divieto di installazione delle stazioni radiobase per telefonia cellulare in tutte le zone territoriali omogenee a destinazione residenziale; ovvero, introdurre misure che pur essendo tipicamente u... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... (distanze, altezze, ecc.) non siano funzionali al governo del territorio, quanto piuttosto alla tutela della salute dai rischi dell'elettromagnetismo.

Poiché la nozione di rete di telecomunicazione richiede una distribuzione capillare nei diversi punti del territorio, sono illegittime le prescrizioni di piano e di regolamento che si traducano in limiti alla localizzazione e allo sviluppo della rete per intere zone, per di più con scelta generale ed astratta ed in assenza di giustificazioni afferenti alla specifica tipologia dei luoghi o alla presenza di siti che per destinazioni d'uso possano essere qualificati come sensibili.

In tema di impianti e reti di telecomunicazione, le misure di minimizzazione previste dall'art. 8 punto 6 della legge n. 36 del 2001 non possono in alcun modo prevedere limiti generalizzati di esposizione diversi da quelli stabiliti dallo Stato, né possono di fatto costituire una deroga generalizzata, o quasi, a tali limiti, essendo invece consentita l'individuazione di specifiche e diverse misure, la cui idoneità al fine della minimizzazione emerga dallo svolgimento di compiuti e approfonditi rilievi istruttori sulla base di risultanze di carattere scientifico.

La potestà reg... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...attribuita ai Comuni in tema di installazione di stazioni radio base può essere esercitata mediante la previsione di criteri localizzativi ma non attraverso la previsione di limiti alla localizzazione.

Riguardo alla competenza regolamentare in materia di impianti di telefonia e radiodiffusione attribuita ai Comuni con l'art. 8, comma 6, della legge n. 36 del 2001, la differenza fra criteri localizzativi e limiti alla localizzazione è da intendersi nel senso che sono consentiti i primi, in quanto recanti criteri specifici rispetto a localizzazioni puntuali, e non i secondi, in quanto recanti divieti generalizzati per intere aree.

In ordine alla disciplina dell'installazione di impianti di telefonia mobile, ai Comuni sono consentiti i criteri localizzativi, in quanto specifici rispetto a localizzazioni puntuali, ma non i limiti alla localizzazione, in quanto recanti divieti generalizzati per intere aree.

Dal punto di vista urbanistico, i Comuni possono incidere sulla collocazione delle antenne radio base, a condizione che la regolamentazione introdotta non abbia l'effetto di impedire in modo indiscriminato la loro installazione nell'ambito del territorio comunale, ovvero non la assoggetti a limiti non adeguati al fine dell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dia dei concomitanti interessi oggetto di tutela.

La disciplina comunale non può assimilare tout-court gli impianti di telefonia agli edifici sotto il profilo edilizio-urbanistico.

La disciplina comunale non può introdurre, per gli impianti di telefonia, limiti procedurali ulteriori rispetto a quelli previsti dall'art. 87 del Codice delle comunicazioni elettroniche.

L'art. 8, comma 6, della legge 22 febbraio 2001, che riconosce ai Comuni la possibilità di adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti per telefonia mobile e minimizzare l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, non consente di disciplinare, nei regolamenti, l'installazione di detti impianti con limitazioni o divieti generalizzati tali da non consentire una diffusa localizzazione sul territorio del servizio pubblico relativo.

L'art. 8, comma 6, della legge 22 febbraio 2001 non comporta la possibilità di derogare all'unicità procedimentale delineata dal Dlgs. 1 agosto 2003, n. 259.

Le infrastrutture di telecomunicazione debbono essere considerate compatibili con qualsiasi destinazione urbanistica e realizzabili in ogni parte del ter... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...unale.

Nell'assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti per telefonia mobile e minimizzare l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, il Comune può adottare misure di carattere tipicamente urbanistico, a condizione che siano conformi al principio di ragionevolezza, alla natura delle competenze urbanistico-edilizie esercitate, e siano sorrette da una ponderata valutazione non incidente nelle competenze statali o regionali in materia.

Per la L.R. Veneto n. 11 del 2004 la disciplina di carattere urbanistico relativa alla localizzazione di reti e servizi di comunicazione elettronica deve essere contenuta nel piano di assetto del territorio e nel piano degli interventi per quanto di rispettiva competenza.

E' illegittimo il regolamento che disciplina in forme atipiche la localizzazione di reti e servizi di telefonia mobile, se la legge regionale riserva tale disciplina a differenti strumenti pianificatori con caratteristiche proprie.

La suddivisione del territorio comunale in distinte tipologie di aree in cui installare gli impianti di telefonia mobile contrasta con il Dlgs. n. 259 del 2003, il quale non consente alle amministrazioni comunali di estendere la propria com... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o a scegliere quali aree del territorio comunale siano idonee ad ospitare gli impianti.

La predisposizione di un piano complessivo per le installazioni degli impianti di radiotelefonia soddisfa la fondamentale esigenza di razionalità dell'azione amministrativa: pertanto detti strumenti non sono di per sé illegittimi, a meno che in concreto da essi non derivi una dilatazione dei tempi per il rilascio delle prescritte autorizzazioni incompatibile con la necessità di una disciplina uniforme sul piano nazionale alla stregua delle superiori norme statali.

È illegittima la norma del regolamento per l'installazione degli impianti di radiotelefonia che non preveda un termine perentorio per la conclusione dell'iter di approvazione del piano delle installazioni.

Prima dell'entrata in vigore della legge 36/2001, ai Comuni spettavano le sole competenze in materia di uso del territorio e non anche in ordine alla disciplina dell'installazione degli impianti di radiocomunicazione sotto il profilo della compatibilità con la salute umana.

La prescrizioni del regolamento comunale relative alla collocazione degli impianti di radiotelefonia che impongano determinate altezze o distanze da specifici edifici... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...no non solo agli impianti di nuova realizzazione, ma anche agli interventi di modifica, potenziamento o riconfigurazione di impianti preesistenti, sempre che tali operazioni incidano in modo significativo o comunque rilevante sulla visibilità del manufatto.

Il potere di intervento comunale nella materia della localizzazione di impianti di telefonia può estrinsecarsi soltanto attraverso la previsione di razionali strumenti pianificatori, mentre l'amministrazione comunale è priva del potere di stabilire, caso per caso, valutando la singola richiesta autorizzatoria, l'idoneità dell'impianto sotto il profilo degli interessi pubblici edilizi ed urbanistici.

La materia degli impianti di telecomunicazione e radiotelevisivi costituisce per il Comune una competenza aggiuntiva ed integrativa rispetto a quella più generale di governo del territorio sotto il profilo urbanistico-edilizio, che consente di assoggettare i medesimi impianti ad una disciplina più complessa e restrittiva, rispetto ad altre infrastrutture, purché ciò non impedisca od ostacoli senza giustificato motivo lo svolgimento del servizio commerciale in esame.

Alla Regione ed al Comune è riconosciuto il potere regolame... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... a disciplinare l'insediamento delle stazioni radio base per telefonia mobile, al fine di limitarne l'impatto per la cittadinanza ed il territorio anche attraverso il coinvolgimento partecipativo dei concessionari privati, purché le relative previsioni siano tali da conciliare, nel rispetto del riparto di competenze, il triplo ordine di interessi pubblici coinvolti: quello inerente la tutela della salute; quello indirizzato alla pianificazione urbanistica e quello alla diffusione del servizio pubblico di telefonia mobile.

Gli artt. 86 ed 87 del D.Lgs. 259/03 riservano all'ARPA la verifica iniziale del rispetto dei limiti di esposizione ai campi elettrici ed elettromagnetici fissati dallo Stato, ma ciò non implica che le funzioni comunali si riducano ad un mero coordinamento formale della procedura autorizzatoria.

L'art. 86, comma 3, del D.Lgs n. 259/2003 assimila le stazioni radio base alle opere di urbanizzazione primaria, per cui ad esse si applica la normativa di cui al DPR n. 380 del 2001.


 
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