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PIANIFICAZIONE --> TIPICITÀ DEL PROCEDIMENTO/PROVVEDIMENTO


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titolo:IL PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO nel governo del territorio
anno:2018
pagine: 709 in formato A4, equivalenti a 1205 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 25,00

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Gli strumenti urbanistici sono retti dal principio di nominatività e tipicità (discendente dal più generale principio di legalità e tipicità degli atti amministrativi), che comporta l’impossibilità per l’Amministrazione di dotarsi di piani urbanistici i quali per nome, causa e contenuto si discostano dal “numerus clausus” previsto dalla legge.

La regola della tipicità per legge degli atti programmatori urbanistici risponde non soltanto a criteri formali-nominalistici ma anche alla esigenza della presenza di elementi di garanzia a tutela dell’obiettivo primario di assicurare un ordinato assetto del territorio.

Demandare alla delibera di revoca di piano di recupero il nomen e la funzione di variante allo strumento urbanistico generale costituisce un’operazione di conversione inammissibile ed abnorme, come tale, illegittima.

Il principio di tipicità e nominatività degli strumenti urbanistici, che discende dal più generale principio di legalità e di tipicità degli atti amministrativi, si traduce nell'impossibilità per l'Amministrazione di dotarsi di piani urbanistici i quali, per "nome, causa e contenuto", si discostino dal numeru... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...revisto dalla legge.

Esiste nell’ordinamento urbanistico non meno che in tutto il diritto pubblico, in applicazione del più generale principio di legalità, un inderogabile principio di nominatività e tipicità degli strumenti urbanistici: esso è tale per cui una pubblica amministrazione non può adottare, od approvare, una figura di piano di organizzazione del territorio che non corrisponda (per presupposti, competenze, oggetto, funzione ed effetti) ad uno schema già predeterminato, in via generale ed astratta, da una norma primaria dell’ordinamento.

Gli strumenti urbanistici legittimamente applicabili sono soltanto quelli previsti - per nome, causa e contenuto - dalla legge; e dunque, al di fuori di un tale numero chiuso, non può legittimamente un'Amministrazione procedere ad introdurre nella realtà giuridica qualsivoglia, indicativa o coercitiva che sia, nuova categoria di strumento di pianificazione dell’assetto del territorio (nel caso di specie questi principi sono violati dalla disposizione che prevede la predisposizione di uno strumento urbanistico – c.d. master plan – che non trova corrispondenza in alcuna norma dell’ordinamento).

Esiste nell’... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o urbanistico non meno che in tutto il diritto pubblico, in applicazione del più generale principio di legalità, un inderogabile principio di nominatività e tipicità degli strumenti urbanistici: esso è tale per cui una pubblica amministrazione non può adottare, od approvare, una figura di piano di organizzazione del territorio che non corrisponda (per presupposti, competenze, oggetto, funzione ed effetti) ad uno schema già predeterminato, in via generale ed astratta, da una norma primaria dell’ordinamento.

La gestione dell’assetto del territorio è una funzione che si estrinseca in una molteplice tipologia di manifestazioni di potestà pubbliche, in cui ciascuna deve essere caratterizzata per legge (a garanzia dei destinatari) da una propria causa, da propri effetti, e da una corrispondente competenza: per modo che non può essere ravvisato sussistere, nell’attuale ordinamento, in capo ad alcun centro amministrativo, un generale ed indifferenziato potere di pianificazione del territorio, libero quanto a mezzi e a forme, capace di incidere sui diritti dei consociati.

C’è violazione del principio di tipicità degli atti amministrativi nel caso in cui le previsioni urbanistic... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...collocate in una mera convenzione accessoria alla concessione edilizia e non invece in un piano di lottizzazione per l’intera area.

Se il principio di “tipicità” costituisce un dato acquisito per l’ordinamento, va comunque evidenziato come la modifica costituzionale del Titolo V della Costituzione, con l'attribuzione alla competenza concorrente della materia del "governo del territorio", ha determinato come detta tipicità debba essere strettamente verificata sulla base sia, della normativa nazionale sia, ancora, di quella regionale.

Deve ritenersi ammissibile che l’Amministrazione comunale possa introdurre varianti e modifiche alla disciplina di dettaglio degli strumenti urbanistici a condizione che non si determini una deviazione sostanziale dal modello contenuto nella legislazione nazionale e regionale, avendo a riferimento il rispetto della funzione tipica degli strumenti urbanistici così come individuati dalla stessa legislazione vigente.

Il principio di stretta tipicità e nominatività degli strumenti urbanistici non consente che essi siano surrogati da provvedimenti che per nome, causa e contenuto si discostino dal numerus clausus previsto dalla legge.

L&... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ità amministrativa, anche quando comporta - segnatamente nella fase di pianificazione e programmazione - un consistente margine di autonomia nella specificazione dei fini e nella prefigurazione degli strumenti, rimane pur sempre soggetta in primo luogo alla legge, nonché agli altri parametri indicati dall’art. 1 della l. 241/1990 e - più a monte - dalle previsioni costituzionali: parametri che riflettono, d’altra parte, esigenze di giustizia coessenziali alla funzione amministrativa. Ne consegue, con particolare riferimento al principio di legalità e alle sue implicazioni, che l’Amministrazione opera nell’esercizio di poteri previsti dalla legge e con strumenti parimenti dotati di copertura legislativa.

Pur in presenza di una sua riconosciuta atipicità, non appare ragionevole che un atto di pianificazione urbanistica, contenente prescrizioni incidenti sul territorio comunale, e che interviene all’esito di un complesso procedimento al quale partecipano Comune e Regione, venga considerato “tamquam non esset”, ovvero venga “declassato” ad una sorta di “studio”, da rendere efficace attraverso l’adozione di ulteriori strumenti urbanistici attuativi.

La P.A. non... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...otarsi di strumenti urbanistici che per nome, causa e contenuto si discostino dal numerus clausus previsto dalla legge statale e regionale.

Nella disciplina di dettaglio degli strumenti ubanistici il Comune può introdurre varianti e modifiche alla disciplina di base, a condizione che ciò non comporti una deviazione di essi dal modello legale rispetto alla "causa", ossia alla loro funzione tipica quale individuata dal legislatore o al "contenuto", ossia a quello che dovrebbe essere l’oggetto dell’attività di pianificazione, sempre alla stregua del dato normativo di riferimento; tale facoltà trova il proprio fondamento, a livello costituzionale, nell’ultimo comma dell’art. 117 Cost., laddove ai Comuni è attribuita la potestà regolamentare nelle materie di loro competenza.

La Pubblica Amministrazione non può adottare, od approvare, una figura di piano di organizzazione del territorio che non corrisponda (per presupposti, competenze, oggetto, funzione ed effetti) ad uno schema già predeterminato, in via generale ed astratta, da una norma primaria dell'ordinamento.

Gli strumenti urbanistici legittimamente applicabili sono pertanto soltanto quelli previsti dall... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di fuori di un tale numero chiuso, non può legittimamente una Amministrazione procedere ad introdurre nella realtà giuridica qualsivoglia, nuova categoria di strumento di pianificazione dell'assetto del territorio.

Non può ricavarsi una deroga al principio del “numerus clausus” degli strumenti di pianificazione urbanistica previsti dalla legge dal principio dell'autonomia degli Enti locali, in quanto gli atti normativi di rango secondario o ulteriormente subordinato posti in essere dai suddetti Enti debbono comunque rispettare le fonti primarie.



 
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