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Rapporti tra gli strumenti urbanistici e la pianificazione di settore delle attività estrattive


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PIANIFICAZIONE --> ATTIVITÀ ESTRATTIVA --> RAPPORTO CON LA PIANIFICAZIONE URBANISTICA

L'organo cui spetta di definire, all'esito del procedimento, quale siano le scelte urbanistiche che meglio soddisfano i vari interessi sottesi alle scelte in materia di piano delle attività estrattive è il Consiglio Comunale, che non può essere vincolato a decisioni concordate da altri.

Il trasferimento alle Regioni delle funzioni statali in materia di "cave e torbiere" ha favorito un'evoluzione della legislazione in subiecta materia: accanto alla prospettiva prettamente economica da cui muoveva il R.D. 29 luglio 1927, n. 1443 sono emersi progressivamente ulteriori e concorrenti interessi, quali quello di tutela del territorio e dell'ambiente, che hanno, da un lato, giustificato la concorrente funzione normativa regionale e, dall'altro, introdotto nuove e più articolate coordinate per la definizione dello statuto proprietario. Di qui, l'ampio spazio concesso alla normativa regionale in materia di cave volto a prevedere un controllo più penetrante dell'attività estrattiva, assoggettando l'area di interesse ad una pianificazione settoriale con coeva emersione di un obbligo generalizzato di autorizzazione per l'at... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; di cava.

L'attività di apertura e coltivazione di cava, pur comportando la trasformazione del territorio, non è subordinata al controllo edilizio comunale, giacché la compatibilità della coltivazione della cava con gli interessi urbanistici è oggetto di accertamento da parte della Regione al momento del rilascio dell'autorizzazione per lo sfruttamento dei giacimenti.

Gli strumenti urbanistici non possono disciplinate anche la materia estrattiva.

I piani cava si pongono al livello più elevato della scala gerarchica degli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriali, avendo essi valore di piano territoriale regionale.

La pianificazione di settore delle attività estrattive deve contemperare la pluralità degli interessi coinvolti: dall'interesse economico delle imprese esercenti l'attività stessa, a quegli volti ad assicurare un razionale assetto e sviluppo del territorio e a tutelare ulteriori interessi di rango costituzionale, che attengono alla tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini (artt. 9 e 32 Cost.).

La pianificazione urbanistica di un'area ben può incidere sulle attività estrattive, o meglio sullo sfru... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lle relative risorse ovvero sulla loro coltivazione, determinando una inattuabilità della concessione mineraria (ovvero la sua inoperatività sopravvenuta) per incompatibilità urbanistica e ambientale.

Non può ritenersi che il regime minerario di diritto superi automaticamente i vincoli di piano regolatore.

Mentre nella materia dell'urbanistica come attinente all'assetto ed utilizzazione del territorio la funzione di governo è affidata al Comune, sia pur all'interno di un sistema di vincoli diretto a garantire la soddisfazione degli interessi sovracomunali, la materia delle acque minerali e termali è attribuita alla Regione come attinente allo sviluppo economico della popolazione.

La distinzione tra la materia dell'urbanistica e la materia delle acque minerali e termali porta ad escludere che la regolamentazione dell'uso delle acque minerali possa rientrare, anche solo indirettamente, nell'ambito della pianificazione urbanistica.

PIANIFICAZIONE --> ATTIVITÀ ESTRATTIVA --> RAPPORTO CON LA PIANIFICAZIONE URBANISTICA --> VINCOLO ESPROPRIATIVO

Attesa la necessità di coordinare le norme regionali in materia di concessioni minerarie con i principi ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ia urbanistica e delle espropriazioni, e non sussistendo ragioni per le quali per le sole opere minerarie dovrebbe valere un regime diverso da quello valido per la generalità delle opere pubbliche e di pubblica utilità. trovano attuazione anche in materia di attività estrattiva le norme del T.U. di cui al d.P.R. n. 327/2001, secondo le quali ove la realizzazione di un'opera pubblica o di pubblica utilità non sia prevista dallo strumento urbanistico generale, occorre sottoporre l'area interessata al vincolo preordinato all'esproprio attraverso una variante al piano urbanistico (art. 10), e qualora non fosse stato apposto il vincolo preordinato all'esproprio, la dichiarazione di pubblica utilità diventa efficace solo al momento di tale apposizione (art. 12).

La procedura espropriativa posta in essere per l'attivazione di una cava comportante la realizzazione di un intervento sul territorio integrante un'opera di difesa del suolo, non necessita della preventiva apposizione del vincolo preordinato all'esproprio, ai sensi dell'art. art. 8 della L.R. Lombardia n. 3/2009.



 
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