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PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA RITARDI NELL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO


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titolo:IL PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO nel governo del territorio
anno:2018
pagine: 709 in formato A4, equivalenti a 1205 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 25,00

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Il risarcimento del danno da ritardo presuppone l’attribuzione del bene della vita all'esito del procedimento tardivamente concluso.

il “danno da ritardo” costituisce una fattispecie sui generis di natura del tutto specifica e peculiare, che deve essere ricondotta all’art. 2043 cc per l’identificazione degli elementi costitutivi della responsabilità: deriva da tanto che l’ingiustizia e la sussistenza stessa del danno non possono – in linea di principio – presumersi iuris tantum in meccanica ed esclusiva relazione al ritardo nell’adozione del provvedimento amministrativo, ma il danneggiato deve, ex art. 2797 cc, provare tutti gli elementi costitutivi della relativa domanda, ovvero, sia quelli di carattere oggettivo, quali il danno e il suo ammontare, l’ingiustizia dello stesso, il nesso causale; sia quello oggettivo, costituito dal dolo o dalla colpa del danneggianto.

A fondare il diritto al risarcimento ai sensi dell’art. 2 bis L. 241/1990, non basta un mero ritardo nell’adozione di un provvedimento (in dipendenza dal superamento del termine legislativamente fissato per la conclusione del procedimento), né può prescindersi dalla valutazione della spettanza del ben... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a; e la cosa è dimostrata anche dalla recente introduzione nell’articolo in parola del comma 1 bis, con il quale, indipendentemente da quanto previsto dal comma 1, è stato stabilito, alle condizioni ivi previste, il diritto ad un indennizzo appunto per il mero ritardo nella conclusione di un procedimento, con la precisazione che le somme corrisposte o da corrispondere a tale titolo siano da detrarsi dal risarcimento.

Il danno da ritardo può essere risarcito soltanto quando l’interesse legittimo pretensivo risulta meritevole di tutela in forza di un giudizio prognostico, da condurre con riferimento alla normativa di settore, sulla fondatezza dell’istanza, cioè quando viene accertato che il richiedente è titolare non già di una mera aspettativa, come tale non tutelabile, bensì di una situazione che, in base alla disciplina applicabile, è destinata, secondo un criterio di normalità, ad un esito favorevole, che perciò risulta giuridicamente protetta.

Il risarcimento dei danni per il ritardo dell’amministrazione nell’adozione di un provvedimento dovuto può essere richiesto esclusivamente nelle ipotesi in cui sia stato previamente accertato e dichiarato, dal Giudice, il sil... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mpimento dell’amministrazione.

Affinché possano essere presi in considerazione, a fini risarcitori, i periodi di tempo in cui è perdurato l’inadempimento dell’amministrazione, è necessario che ricorrano tutte le condizioni necessarie per il suo accertamento.

Ai fini del risarcimento del danno da ritardo e del necessario accertamento della colposità dell’inerzia della P.A. (la cui dimostrazione incombe sul danneggiato) non è sufficiente la sola violazione del termine massimo di durata del procedimento amministrativo, poiché tale violazione di per sé non dimostra l'imputabilità del ritardo, potendo la particolare complessità della fattispecie o il sopraggiungere di evenienze non imputabili alla P.A. escludere la sussistenza della colpa.

Ai fini del risarcimento del danno da ritardo, il comportamento della P.A. deve essere valutato unitamente alla condotta dell'istante, il quale riveste il ruolo di parte essenziale e attiva del procedimento e in tale veste dispone di poteri idonei a incidere sulla tempistica e sull'esito del procedimento stesso, attraverso il ricorso ai rimedi amministrativi e giustiziali riconosciutigli dall'ordinamento giuridico; pertanto, nell'ambito de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...enti esigibili da un soggetto di media od ordinaria diligenza, si devono enucleare le condotte astrattamente idonee per il privato ad impedire il verificarsi dell'evento dannoso, onde accertare se il danno poteva essere evitato attraverso un uso corretto e tempestivo degli strumenti predisposti dall'ordinamento a tutela della posizione soggettiva di cui il privato è portatore.

L’art. 30, co. 3, c.p.a. (applicabile anche in ipotesi di azione di risarcimento derivante da ritardo provvedimentale), pur non evocando in modo esplicito il disposto dell'art. 1227 co. 2, c.c, afferma che l'omessa attivazione degli strumenti di tutela previsti costituisce, nel quadro del comportamento complessivo delle parti, dato valutabile, alla stregua del canone di buona fede e del principio di solidarietà, ai fini dell'esclusione o della mitigazione del danno evitabile con l'ordinaria diligenza.

L'istituto del cd. ritardo procedimentale è espressione di una peculiare fattispecie risarcitoria, decisamente rinforzata dal legislatore a partire dal 2009, con l'introduzione dell'art. 2bis della legge 241/90; anche dopo la citata novella, la puntualità amministrativa ha via via assunto la valenza di parametro fondante della buona amministrazione, alla l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ecenti riforme intervenute negli ultimi tre anni, sia all'interno della legge 241/90 (in particolare, cfr. artt. 2 commi 9, 9bis, 9ter e 9 quater, nonché articolo 2 bis, con il nuovo comma 1 bis sull'indennizzo forfetario), ma anche ab externo, nelle cosiddette normative anticorruzione e di nuova trasparenza amministrativa (fra tutte, legge 190/2012 e decreto legislativo 33/2013).

Non è risarcibile il danno da mero ritardo quando quest’ultimo sia disancorato dalla dimostrazione giudiziale della meritevolezza dell’interesse pretensivo fatto valere.

La richiesta di accertamento del danno da ritardo deve essere ricondotta nell'alveo dell'art. 2043 c.c. per cui l'ingiustizia e la sussistenza stessa del danno non possono, in linea di principio, presumersi in meccanica ed esclusiva relazione al ritardo nell'adozione del provvedimento amministrativo favorevole, ma il danneggiato deve provare tutti gli elementi costitutivi della relativa domanda.

L'istituto del cd. ritardo procedimentale è espressione di una peculiare fattispecie risarcitoria, decisamente rinforzata dal legislatore a partire dal 2009, con l'introduzione dell'art. 2bis della legge 241/90; anche dopo la citata novella, la puntualità amministrativa h... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ssunto la valenza di parametro fondante della buona amministrazione, alla luce delle recenti riforme intervenute negli ultimi tre anni, sia all'interno della legge 241/90 (in particolare, cfr. artt. 2 commi 9, 9bis, 9ter e 9 quater, nonché articolo 2 bis, con il nuovo comma 1 bis sull'indennizzo forfetario), ma anche ab externo, nelle cosiddette normative anticorruzione e di nuova trasparenza amministrativa (fra tutte, legge 190/2012 e decreto legislativo 33/2013).

I presupposti soggettivi ed oggettivi del ritardo non possano essere scalfiti da elementi disfunzionali causativi dell’inosservanza del termine di conclusione del procedimento (nella specie, il rimaneggiamento del riparto di competenze tra gli uffici comunali); anzi, a ben vedere, gli stessi si risolvono in un aggravio del danno per la conseguente incertezza.

Il tempo è un bene della vita per il cittadino e il ritardo nella conclusione di un procedimento ha un suo costo per l’investimento e l’intrapresa economica.

Nessun pregiudizio può essere lamentato in carenza di accertamento della spettanza del bene della vita non essendo risarcibile il danno da ritardo provvedimentale c.d. mero (nel caso di specie l’asserito bene della vita consiste... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...alizzazione di progettati interventi edilizi attraverso la denuncia di inizio di attività in luogo del permesso di costruire).

Nessun risarcimento può essere attribuito al proprietario per il ritardo con cui il Comune ha classificato il terreno in proprietà come edificabile, qualora ciò sia frutto di scelta né illogica né irragionevole.

Il danno da ritardo non è risarcibile qualora non siano stati tempestivamente impugnati gli atti con i quali la P.A. aveva comunicato più volte di voler soprassedere sull'istanza del privato.

L’art. 23-bis, comma 1, L. n. 241/1990, introdotto dalla L. n. 69/2009, conferma e rafforza la tutela risarcitoria del privato nei confronti dei ritardi dell’azione della P.A. che non inizia o conclude in ritardo il procedimento amministrativo semplice e/o complesso; il tempo è considerato più che mai un bene nella vita del cittadino e il suo trascorrere ha sempre un costo venendo a ritardare e/o ad impedire le scelte di convenienza economica e, con essa, quale naturale conseguenza, una diminuzione patrimoniale.

La richiesta di accertamento del danno da ritardo ovvero del danno derivante dalla tardiva emanazione di un provvedimento legittimo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...le, dopo l’annullamento di un precedente atto illegittimo sfavorevole, se da un lato deve essere ricondotta al danno da lesione di interessi legittimi pretensivi, per l’ontologica natura delle posizioni fatte valere, dall'altro, in ossequio al principio dell’atipicità dell'illecito civile, costituisce una fattispecie sui generis, di natura del tutto specifica e peculiare, che deve essere ricondotta all'art. 2043 c.c. per l’identificazione degli elementi costitutivi della responsabilità.

Non è risarcibile il c.d. danno da ritardo puro, ossia il danno derivante dal mero ritardo con il quale si è concluso il procedimento, indipendente dalla spettanza del bene della vita preteso.

L'art. 23-bis, comma 1, L. n. 241/1990, introdotto dalla L. n. 69/2009, conferma e rafforza la tutela risarcitoria del privato nei confronti dei ritardi dell’azione della P.A. che non inizia o conclude in ritardo il procedimento amministrativo semplice e/o complesso; il tempo, infatti, è un bene nella vita del cittadino e il suo trascorrere è sempre un costo, ritardando e/o impedendo scelte di convenienza economica e con essa la probabile diminuzione patrimoniale come naturale conseguenza.

Il danno da provv... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...legittimo e danno da ritardo hanno natura chiaramente eterogenea: la prima è una figura atipica di responsabilità, la cui particolarità risiede nel diretto collegamento con il difettoso esercizio di un potere autoritativo, la seconda, invece, ha alla base un classico comportamento materiale (violazione di un termine, a prescindere dalla legittimità della richiesta), e come tale è sostanzialmente riconducibile ai canoni ordinari della responsabilità civile.

L'accoglimento della domanda di risarcimento del cd. danno da ritardo presuppone che il provvedimento tardivamente emanato sia comunque di segno positivo, tale da conferire all'interessato il bene della vita richiesto.

In tema di risarcimento del danno per lesione di interessi legittimi, l'accertata illegittimità della condotta della P.A. o di suoi organi, derivante dal ritardo, dall'inerzia o dalla mancata istruzione del procedimento o che si traducano nella violazione dell'obbligo di portarlo comunque a compimento (in modo favorevole o sfavorevole per l'istante), non è sufficiente ai fini dell'affermazione della responsabilità aquiliana, occorrendo altresì che risulti danneggiato l'interesse al bene della vita al quale è correlato l'interesse ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ell'istante.

Non sono risarcibili gli interessi c.d. procedimentali puri, delle mere aspettative o dei ritardi procedimentali.

Il ritardo nella conclusione di un qualunque procedimento, qualora incidente su interessi pretensivi agganciati a programmi di investimento di cittadini o imprese, è sempre un costo, dal momento che il fattore tempo costituisce una essenziale variabile nella predisposizione e nell’attuazione di piani finanziari relativi a qualsiasi intervento, condizionandone la relativa convenienza economica.

Il c.d. danno da ritardo presuppone che il soggetto che ha presentato l'istanza abbia conseguito il bene della vita.

Il risarcimento da ritardo comporta un riequilibrio per equivalente rispetto al concreto conseguimento del bene della vita, che avverrà in maniera differita per fatto altrui almeno colpevole: ne deriva che, ove il conseguimento del bene della vita non si sia ancora realizzato, e venga a mancare il materiale strumento di quantificazione in sé del danno la domanda deve essere respinta.

L'amministrazione che non concluda entro i termini previsti dal D.M. 690/1996 il procedimento di concessione dell'alloggio di servizio e ometta di consegnare l'immobile deve risarc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o derivante dalle spese di viaggio affrontate dal richiedente, dalle spese di trasloco e dai canoni di locazione pagati per un altro alloggio, fino all'assegnazione di quello di servizio.

La P.A. è responsabile per ritardata adozione del provvedimento di autorizzazione alla voltura catastale in caso di acquisto in capo al privato per alluvione (artt. 941 c.c.) della proprietà di terreni appartenenti al demanio idrico: tale acquisto non necessita di nessun atto di sdemanializzazione, verificandosi ipso iure al momento dello stabile congiungimento tra i fondi.

Il ritardo nell’adempimento degli obblighi procedimentali non comporta per ciò solo il risarcimento dei danni per responsabilità dell’Amministrazione.

Il sistema di tutela degli interessi pretensivi consente il risarcimento per equivalente a carico della P.A. solo quando l’interesse pretensivo abbia ad oggetto la tutela di interessi sostanziali: situazione non ravvisabile nel caso in cui un provvedimento di segno negativo, ancorché emanato con ritardo, risulti legittimo.

Non è risarcibile il danno da ritardo “puro” quando sia disancorato dalla dimostrazione giudiziale della meritevolezza di tutela dell’in... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tensivo fatto valere e quando la P.A. abbia adottato con notevole ritardo, un provvedimento negativo rimasto inoppugnato.

L'azione di risarcimento del danno da ritardo ha natura extracontrattuale.

In materia di responasabilità dell'Amministrazione, il danno da ritardo non ha un’autonomia strutturale rispetto alla fattispecie procedimentale da cui scaturisce ed è legato inscindibilmente alla positiva finalizzazione di quest’ultima.

L’azione di risarcimento da ritardo della P.A., pur ammessa in astratto e rientrante nell’alveo del danno da lesione di interessi legittimi, deve essere ricondotta nell’ambito dell’art. 2043 cod. civ., per l’identificazione degli elementi costitutivi dell’illecito, e a quello del successivo art. 2236 cod.civ., per delineare i confini della responsabilità.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA RITARDI NELL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO --> ALIENAZIONE DI BENI PUBBLICI


In caso di illegittimo e reiterato rifiuto di trasferire al legittimo acquirente il bene pubblico alienato, l’amministrazione va condannata a risarcire il danno per il mancato godimento del bene, dalla data dell’aggiudicazione al soddisfo.<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...In mancanza di espressa quantificazione, il danno da ritardo nel trasferimento di beni pubblici fruttiferi alienati è pari agli interessi compensativi al tasso legale sulla somma versata a titolo di prezzo, ai sensi dell’art. 1499 c.c.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA RITARDI NELL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO --> ANNULLAMENTO TITOLO EDILIZIO


La P.A. che abbia rilasciato il titolo edilizio e, ricevuta una segnalazione relativa all'illegittimità dello stesso, proceda a sospendere i lavori soltanto dopo che sia decorso un notevole lasso di tempo dalla ricezione dell'esposto, pone in essere una condotta che viola i principi di buona fede e correttezza, che può fondare una responsabilità di tipo risarcitorio nei confronti del soggetto a cui il titolo edilizio era stato rilasciato, indipendentemente dalla legittimità del provvedimento di annullamento d'ufficio del permesso di costruire.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA RITARDI NELL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO --> ART. 2 BIS L. 241/90


Il superamento del termine finale di un procedimento amministrativo non comporta l'illegittimità dell'atto tardivo ma resta sul piano della responsabilità civile dell'amministrazi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nclude come conseguenza giuridica del ritardo l'illegittimità dell'atto tardivamente adottato.

La pubblica amministrazione che viola le norme sui tempi di conclusione del procedimento amministrativo è tenuta, ai sensi dell'art. 2-bis della legge n. 241/1990, a risarcire il danno da ritardo se il danneggiato prova: la violazione dei termini procedimentali; il dolo o la colpa dell'amministrazione; il nesso di causalità materiale o strutturale; il danno ingiusto, inteso come lesione dell'interesse legittimo al rispetto dei predetti termini.

La rateizzazione degli oneri concessori relativi al permesso di costruire è una mera facoltà rimessa ad una decisione discrezionale dell’amministrazione pertanto, per le fattispecie antecedenti all'introduzione dell’art. 2 bis legge n. 241/1990, è inammissibile il risarcimento del danno da ritardo.

L’art. 2 bis della Legge n. 241/90 non ha elevato a bene della vita suscettibile di autonoma protezione, attraverso il risarcimento del danno, l’interesse procedimentale al rispetto dei termini dell’azione amministrativa avulso da ogni riferimento alla spettanza del c.d. bene della vita atteso che il danno risarcibile richiede che la dolosa o colposa ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...giudichi un interesse sostanziale di effettiva pertinenza del privato.

Il mero superamento del termine fissato dalla legge per la conclusione del procedimento non integra la piena prova dell’ingiustizia necessaria, ai sensi dell’art. 2043 c.c., per il risarcimento del danno extracontrattuale in quanto il ritardo nell'emanazione di un atto è idoneo a configurare un danno ingiusto, con conseguente obbligo di risarcimento, solo nel caso di procedimento amministrativo lesivo di un interesse pretensivo dell'amministrato e solo quando tale procedimento sia da concludere con un provvedimento favorevole per il destinatario o se sussistono fondate ragioni per ritenere che l'interessato avrebbe dovuto ottenerlo.

In seguito all'introduzione dell'art. 2-bis nella l. 241/1990, il risarcimento del danno da ritardo è ammissibile indipendentemente dal contenuto – favorevole o sfavorevole – dell’emanato o emanando provvedimento, ferma restando però la necessità che il ricorrente dimostri la sussistenza dei presupposti di carattere oggettivo (prova del danno e del suo ammontare, ingiustizia dello stesso, nesso causale), sia di quello di carattere soggettivo (dolo o colpa del danneggiante).

Il tempo dell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...à procedimentale non è un bene in sé, semmai è consustanziale al bene della vita cui mira l’interesse legittimo pretensivo; pertanto se il bene della vita non spetta al privato o, comunque, se non vi è certezza né prova che al privato spetti, il ritardo non può essere risarcito, pena la indebita locupletazione di questo anche di fronte alle pretese più infondate e capricciose.

ll bene protetto dalla disposizione di cui all'art. 2 bis L. n. 241/1990 è il rispetto dei tempi certi del procedimento; la certezza del diritto, cui è indissolubilmente collegata la puntuale definizione dei procedimenti, non è necessariamente ancorata all’ampliamento necessario della sfera soggettiva del privato; anche se il bene della vita cui lo stesso aspira al termine del procedimento ampliativo è solo un’esito eventuale del procedimento medesimo, il soggetto ha comunque diritto di sapere se la sua pretesa è o meno fondata in termini certi.

Il tempo previsto per la conclusione del procedimento costituisce lo spazio di possibile franchigia per l’Amministrazione per restare indenne rispetto all’obbligo di non violazione, mentre il suo superamento colpevole (ossia non altrimenti gius... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...condo l’ordinamento), la espone alle conseguenze risarcitorie derivanti dalla lesione di una situazione soggettiva giuridicamente tutelata.

Ai sensi dell’art. 2-bis, comma 1, della legge n. 241/90, introdotto dalla legge n. 69/2009, la colpa della p.a. inerte è da ritenere tuttavia non scusabile.

Il nuovo art.2-bis della L.241/90 non ha inteso mutare l’orientamento giurisprudenziale pregresso, per cui anche oggi non si può prescindere dalla spettanza del bene vita per riconoscere una tutela risarcitoria al danno da ritardo dell’azione amministrativa.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA RITARDI NELL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO --> AUTORIZZAZIONE ALL'ESTUMULAZIONE


L'impossibilità di visitare con frequenza e comodità maggiori la tomba del defunto dovuto al ritardo con cui è stato rilasciato il provvedimento di autorizzazione all'estumulazione non costituisce danno risarcibile.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA RITARDI NELL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO --> AUTORIZZAZIONE ALLA COLTIVAZIONE DI CAVE


Laddove il privato leso dal ritardo dell'amministrazione nel rilascio dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività di cava dimo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...el periodo considerato, il fatturato è rimasto invariato ma i ricavi sono diminuiti, è corretto ritenere che il danno subito per il ritardo in questione sia costituito dalle maggiori spese sostenute dal danneggiato per l'acquisto del materiale di cava.

Gli ordini inevasi, se privi di data certa, non sono utilizzabili quale prova del danno subito per il ritardo nell'adozione dell'autorizzazione all'esercizio di attività di cava.

Il risarcimento del danno da ritardo nel rilascio dell'autorizzazione per la coltivazione di una cava non comprende quelle somme che il ricorrente abbia restituito ad un terzo per effetto della risoluzione del contratto avente ad oggetto la cessione del diritto di estrazione e sottoposto alla condizione risolutiva per cui entro un certo termine dovevano essere rilasciate dalla P.A. le necessarie autorizzazioni di legge. È ricompreso invece quando il ricorrente sia stato costretto a versare a titolo di risarcimento del danno.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA RITARDI NELL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO --> COLPEVOLEZZA


In caso di “ritardo procedimentale” la colpa del soggetto ritardatario debba ritenersi presuntivamente provata per il solo fatto del ritardo (f... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...do l’onere a carico del presunto danneggiato di provare che il ritardo gli ha provocato un danno; e ferma restando la possibilità del ritardatario di discolparsi mediante l’allegazione di idonee giustificazioni). Il “ritardo” nella conclusione di un procedimento rientri a pieno titolo nella nozione di condotta colpevole sia in quanto si risolve nella violazione della norma che dispone (rectius: impone) che qualsiasi procedimento dev’essere concluso entro il termine fissato, sia in quanto evidenzia la tipica negligenza (intesa, proprio, come trascuratezza e mancanza di sollecitudine) della persona (ingiustificatamente) ritardataria.

Nel caso di richiesta di condanna risarcitoria per danno da ritardo procedimentale e da connessa perdita di chances, l’interessato deve dimostrare tanto la sussistenza di danni che il nesso di causalità fra il ritardo e l’evento dannoso. Va altresì affermato e sottolineato che tale prova (della sussistenza del danno), che nei casi di evidenza può essere fornita mediante la semplice “allegazione” di fatti incontrovertibili (dai quali non può che dedursi l’avvenuta causazione dell’evento pregiudizievole), non va confusa con la prova della sua entit&#... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...t: con la questione della determinazione della somma costituente la diminuzione patrimoniale conseguente alla condotta illecita) né con la problematica concernente sua “liquidazione” (id est: con la determinazione, in concreto, del c.d. “pretium doloris” e cioè della somma da corrispondere al danneggiato per ristorarlo delle perdite subite). Quanto alla colpa, essa è tendenzialmente riconoscibile per implicito nella condotta ritardataria.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA RITARDI NELL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO --> CONCESSIONE DEMANIALE


L'ingiustificata violazione del termine per assegnare uno spazio pubblico sostitutivo di quello assegnato è un comportamento oggettivamente idoneo a cagionare pregiudizi economici suscettibili di risarcimento, da identificarsi negli oneri che da sostenere per conservare e custodire i beni, quali le utenze relative agli immobili, le assicurazioni, le eventuali spese di guardiania, ecc.: questo però a condizione che l'interessato quantifichi tali pregiudizi economici, trattandosi di elementi che rientrano agevolmente nella disponibilità dell’esponente.

Va condannata al risarcimento del danno da ritardo l’amministrazione comunale... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... fatto spontaneamente quanto era tenuta in esatta e tempestiva adozione del provvedimento dovuto all’esito dell’assegnazione di gara, vuoi per disfunzione o per non lineare andamento del procedimento di rilascio della concessione demaniale, ovvero per improprio aggravamento delle relative condizioni.

In tema di danno da ritardo, va respinta la pretesa risarcitoria quantificata, oltre agli accessori ed alla restituzione dei canoni, in relazione al business plan di gara (piano di impresa), perché questi risultati attesi documentano soltanto una probabile opportunità di successo dell’iniziativa e una fattibilità sperata in termini tecnico-economico-finanziario, ma non provano affatto un ulteriore danno rispetto all’effettivo ritardo subito.

Il danno da ritardo rientra nello schema liquidatorio di cui all'art. 2056 cod. civ. in cui è ricompresa la valutazione equitativa del danno stesso in base all’art. 1226 cod. civ., laddove la grandezza equitativa complessiva di € 20.000,00 a stagione balneare non può di certo essere ritenuta somma arbitraria o modesta.

La responsabilità della P.A. che non procuri tempestivamente l'alloggio di servizio ha natura contrattuale e non già ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ttuale, soggiacendo alle relative regole, ivi compresa quella enunciata dall'art. 1218 c.c..

Nessuna responsabilità può configurarsi in capo alla P.A. che, pur non avendo procurato l'alloggio di servizio al comandante di polizia penitenziaria, abbia tempestivamente offerto allo stesso soluzioni abitative alternative, qualora il dipendente abbia rifiutato tali soluzioni e abbia scelto di tornare alla propria abitazione, non ottemperando all'obbligo di residenza imposto dall'art. 18 della legge 395/1990.

Il danno economico subito per l’illegittimo ritardo nel rilascio della concessione demaniale marittima può essere quantificato in via equitativa.

Il danno da ritardato rilascio della concessione demaniale marittima non è risarcibile qualora non sia dimostrato il nesso eziologico tra la mancanza di accesso all’acqua e la riduzione dell'attività commerciale.

Il risarcimento del danno connesso al ritardato rilascio della concessione demaniale marittima può essere richiesto soltanto da chi ha sofferto il pregiudizio, e non già da altra società società appartenente al medesimo «gruppo»

Ai sensi dell'art. 30, co. 3, c.p.a., non può chiedere il ris... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...el danno derivante dalla mancata assunzione di decisioni relative al bene demaniale da assegnare in concessione il precedente concessionario che abbia tenuto una condotta che abbia ostacolato l'assegnazione del bene.

Il soggetto che abbia presentato istanza di concessione demaniale marittima può chiedere il danno da ritardo soltanto nel caso in cui abbia conseguito tardivamente il provvedimento concessorio, non invece nel caso in cui la P.A. abbia emanato, sia pure in ritardo, un provvedimento di rigetto.

L'illegittimità del provvedimento di diniego di autorizzazione all'occupazione di suolo pubblico non comporta di per sé l'obbligo di risarcire il danno, se la P.A. non ha riconosciuto con provvedimenti successivi, spontaneamente o a seguito dell'esperimento del giudizio di ottemperanza la spettanza del "bene della vita".

Il risarcimento del danno a carico della P.A. non può ritenersi un semplice effetto automatico dell’illegittimità del diniego di occupazione di suolo pubblico: di conseguenza grava su chi assume di essere stato danneggiato l'onere ex art. 2697 c.c. di fornire la necessaria piena prova circa la sussistenza di tutti gli elementi costitutivi della responsabilità dell'illecito d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rt. 2043 c.c., ivi compreso l’evento “danno”.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA RITARDI NELL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO --> OMESSA IMPUGNAZIONE DEL SILENZIO-RIFIUTO


E' irrilevante ai fini della configurabilità dell’illecito aquiliano (e dell’ammissibilità della domanda risarcitoria) la circostanza del mancato esercizio da parte dell’interessato del diritto di impugnazione del silenzio–rifiuto, formatosi, nella specie, ai sensi del comma 6 dell'articolo 31 della legge n. 1150 del 1942.

Il decorso del termine di sessanta giorni dalla presentazione della richiesta di concessione edilizia non consuma il potere–dovere dell’amministrazione di provvedere sulla domanda del privato, costituendo piuttosto il silenzio–rifiuto un provvedimento fittizio, con finalità acceleratorie del procedimento di rilascio del titolo concessorio e di semplificazione, in particolare attribuendo al privato la facoltà di liberarsi dell’inerzia dell’amministrazione e dell’onere della diffida e messa in mora di quest’ultima indispensabile per adire il giudice amministrativo; così che la mancata impugnazione del silenzio rifiuto rileva sotto il prof... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ua eventuale efficacia causale alla produzione del danno (concausa) e della concreta determinazione del danno risarcibile (ex artt. 1227 c.c. e 30, comma 3, c.p.a.).

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA RITARDI NELL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO --> ONERE DELLA PROVA


Nel caso di “responsabilità da ritardo procedimentale” (inquadrata, sia in teoria generale che in giurisprudenza, talvolta come responsabilità extracontrattuale e altre volte come responsabilità precontrattuale o come “responsabilità da contatto sociale”), per dimostrare la “colpevolezza” dell’Amministrazione - è sufficiente evidenziare (rectius: allegare il fatto obiettivamente riscontrabile) che Essa abbia tenuto una condotta ingiustificatamente omissiva, elusiva e/o dilatoria che ha determinato un ritardo nella conclusione del procedimento; fermo restando che l’Amministrazione può liberarsi dalla relativa responsabilità eccependo la sussistenza di cause che giustifichino il predetto comportamento.

Nel caso di responsabilità da ritardo procedimentale, in presenza di una condotta amministrativa (causativa di danni) omissiva, elusiva e/o dilatoria: mentre sul privato non possa ess... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ravare alcuno specifico ed aggiuntivo onere di provare, con ulteriori elementi, la colpa del soggetto “ritardatario” (colpa che a fronte di una simile condotta appare sufficientemente evidente e deve pertanto ritenersi provata quantomeno presuntivamente); spetti all’Amministrazione - ed è sua facoltà farlo - ‘scagionarsi’, dimostrando la sussistenza di fatti e circostanze atti ad escluderne la colpa e, in ultima analisi, la responsabilità.

La fattispecie relativa al danno da ritardo va pienamente ricondotta allo schema generale dell'art. 2043 c.c., con conseguente applicazione rigorosa del principio dell'onere della prova in capo al danneggiato circa la sussistenza di tutti i presupposti oggettivi e soggettivi dell'illecito, con l'avvertenza inoltre che, nell'azione di responsabilità per danni, il principio dispositivo, sancito in generale dall'art. 2697, primo comma, c.c., opera con pienezza e non è temperato dal metodo acquisitivo proprio dell'azione di annullamento.

Il mero ritardo non è sufficiente a giustificare il risarcimento del danno in conseguenza dell’inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento, se non vi è prova dello stesso; tale prova gr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...orrente, che deve allegare con precisione i fatti costitutivi del danno che asserisce, non potendo ciò essere surrogato con il ricorso alle presunzioni semplici ovvero alla valutazione equitativa del danno, di cui agli articoli 2729 e 1226 cod. civ. .

Ai fini dell’ammissibilità dell’azione risarcitoria deve in concreto accertarsi se l’adozione o la mancata o ritardata adozione del provvedimento amministrativo lesivo sia conseguenza di comportamento doloso o della grave violazione delle regole di imparzialità, correttezza e buona fede, alle quali deve essere costantemente ispirato l’esercizio della funzione, e se tale comportamento sia stato posto in essere in un contesto di fatto ed in un quadro di riferimento normativo tale da palesare la negligenza e l’imperizia degli uffici o degli organi dell’amministrazione, ovvero se, per converso, la predetta violazione sia ascrivibile all’ipotesi dell’errore scusabile, per la ricorrenza di contrasti giurisprudenziali, per l’incertezza del quadro normativo o per la complessità della situazione di fatto.

L’ingiustizia e la sussistenza stessa del danno non possono, in linea di principio, presumersi “iuris tantum”, in mecca... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lusiva relazione al ritardo o al silenzio nell'adozione del provvedimento amministrativo, ma il danneggiato deve, ex art. 2697 c.c., provare la sussistenza di tutti gli elementi costitutivi della relativa domanda e, in particolare, sia dei presupposti di carattere oggettivo (prova del danno e del suo ammontare, ingiustizia dello stesso, nesso causale), sia di quello di carattere soggettivo (dolo o colpa del danneggiante).

L'istituto del cd. ritardo procedimentale è espressione di una peculiare fattispecie risarcitoria, decisamente rinforzata dal legislatore a partire dal 2009; la tutela stricto sensu risarcitoria resta pur sempre tuttavia subordinata -in capo a chi la invoca- alla prova di un pregiudizio che non può esaurirsi nella mera constatazione del ritardo a provvedere, ponendosi, il fattore temporale, quale mero nesso causale tra fatto e lesione.

Secondo il pacifico orientamento della giurisprudenza, per ogni ipotesi di responsabilità della p.a. per i danni causati per l'illegittimo esercizio (o mancato esercizio) dell'attività amministrativa, spetta al richiedente di fornire in modo rigoroso la prova dell'esistenza del danno in tutte le sue componenti, atteso che l'ingiustizia e la sussistenza stessa del danno non possono, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... principio, presumersi "iuris tantum" in meccanica ed esclusiva relazione al ritardo nell'adozione del provvedimento amministrativo, e che il danneggiato deve, ex art. 2697 c.c., provare tutti gli elementi costitutivi della relativa domanda.

Per ogni ipotesi di responsabilità della p.a. per i danni causati per l'illegittimo esercizio (o mancato esercizio) dell'attività amministrativa, se anche può ammettersi il ricorso alle presunzioni semplici ex art. 2729 c.c. per fornire la prova del danno subito e della sua entità, è comunque ineludibile l'obbligo di allegare circostanze di fatto precise; sicché, quando il soggetto onerato dell’allegazione e della prova dei fatti non vi adempie non può darsi ingresso alla valutazione equitativa del danno ex art. 1226 c.c., perché tale norma presuppone l'impossibilità di provare l'ammontare preciso del pregiudizio subito.

L'istituto del cd. ritardo procedimentale è espressione di una peculiare fattispecie risarcitoria, decisamente rinforzata dal legislatore a partire dal 2009; la tutela stricto sensu risarcitoria resta pur sempre tuttavia subordinata -in capo a chi la invoca- alla prova di un pregiudizio che non può esaurirsi nella mera constata... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...itardo a provvedere, ponendosi, il fattore temporale, quale mero nesso causale tra fatto e lesione.

In giurisprudenza è stato condivisibilmente chiarito che la richiesta di accertamento del danno da ritardo ovvero del danno derivante dal tardivo esercizio dell’azione amministrativa, costituisce una fattispecie sui generis, di natura del tutto specifica e peculiare, che deve essere ricondotta nell'alveo dell'art. 2043 c.c. per l'identificazione degli elementi costitutivi della responsabilità. Di conseguenza, l'ingiustizia e la sussistenza stessa del danno non possono, in linea di principio, presumersi iuris tantum, in meccanica ed esclusiva relazione al ritardo nell'adozione del provvedimento amministrativo favorevole, ma il danneggiato deve, ex art. 2697 c.c., provare tutti gli elementi costitutivi della relativa domanda.

Ai fini della sussistenza del danno derivante dal tardivo esercizio dell’azione amministrativa occorre verificare la sussistenza sia dei presupposti di carattere oggettivo (prova del danno e del suo ammontare, ingiustizia dello stesso, nesso causale), sia di quello di carattere soggettivo (dolo o colpa del danneggiante): in sostanza, il mero “superamento” del termine fissato ex lege o per via regolam... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... conclusione del procedimento costituisce indice oggettivo, ma non integra “piena prova del danno” .

Ai fini del risarcimento del danno da ritardo ai sensi dell’art. 2 – bis della L. n. 241/1990, l'ingiustizia e la sussistenza del danno non possono presumersi, in meccanica ed esclusiva relazione al ritardo o al silenzio nell'adozione del provvedimento amministrativo, ma il danneggiato deve, ex art. 2697 c.c., provare la sussistenza di tutti gli elementi costitutivi della relativa domanda e, in particolare, sia dei presupposti di carattere oggettivo (prova del danno e del suo ammontare, ingiustizia dello stesso, nesso causale), sia di quello di carattere soggettivo (dolo o colpa dell’amministrazione danneggiante).

In caso di danno da ritardo, l’ingiustizia e la sussistenza del danno non possono, in linea di principio, presumersi iuris tantum, in meccanica ed esclusiva relazione al ritardo nell'adozione del provvedimento amministrativo favorevole, ma il danneggiato deve, ex art. 2697 c.c., provare tutti gli elementi costitutivi della relativa domanda.

Con riferimento all'ipotesi di danno causato dal mancato rispetto di termini per la conclusione del procedimento, il privato deve provare il danno con rife... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... al danno emergente sia al lucro cessante, così come deve provare l’imputabilità del danno alla p.a. a titolo di dolo o colpa, non desumibili, secondo la più seguita giurisprudenza, dal mero dato obiettivo dell’illegittimità dell’azione amministrativa e dunque sulla base del mero superamento dei termini procedimentali, ma da accertarsi in concreto.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA RITARDI NELL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO --> ONERE DELLA PROVA --> DANNO NON PATRIMONIALE


In tema di tutela risarcitoria del c.d. ritardo procedimentale, l'impegno probatorio varia in relazione alla tipologia, patrimoniale o non patrimoniale, del danno da risarcire; per quanto attiene al danno non patrimoniale, ed in specie a quello esistenziale, la sussistenza del pregiudizio ex art. 2059 c.c. (che deve attenere ad interessi di rilievo costituzionale, almeno nei casi di fattispecie non esplicitamente contemplate da leggi di settore), può esser verificata secondo criteri logico-giuridici basati sull'id quod plerumque accidit, con possibile ricorso a stime presuntive ed equitative.

In tema di tutela risarcitoria del c.d. ritardo procedimentale, l'impegno probatorio varia in relazione alla tipologia, patrim... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n patrimoniale, del danno da risarcire; per quanto attiene al danno non patrimoniale, ed in specie a quello esistenziale, la sussistenza del pregiudizio ex art. 2059 c.c. (che deve attenere ad interessi di rilievo costituzionale, almeno nei casi di fattispecie non esplicitamente contemplate da leggi di settore), può esser verificata secondo criteri logico-giuridici basati sull'id quod plerumque accidit, con possibile ricorso a stime presuntive ed equitative.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA RITARDI NELL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO --> ONERE DELLA PROVA --> DANNO PATRIMONIALE


In tema di tutela risarcitoria del c.d. ritardo procedimentale l'impegno probatorio varia in relazione alla tipologia, patrimoniale o non patrimoniale, del danno da risarcire. Nel primo caso, occorre dare contezza del vulnus subìto, non solo per il danno emergente (ove è necessaria una concreta rendicontazione), ma anche per il lucro cessante, in ordine al quale non può comunque prescindersi da un'indicazione, né generica né esplorativa, dei mancati guadagni, delle mancate occasioni e degli aggravi patrimoniali indiretti, scaturiti dal ritardo a provvedere.

In tema di tutela risarcitoria del c.d. ritardo procedimentale l'im... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...torio varia in relazione alla tipologia, patrimoniale o non patrimoniale, del danno da risarcire. Nel primo caso, occorre dare contezza del vulnus subìto, non solo per il danno emergente (ove è necessaria una concreta rendicontazione), ma anche per il lucro cessante, in ordine al quale non può comunque prescindersi da un'indicazione, né generica né esplorativa, dei mancati guadagni, delle mancate occasioni e degli aggravi patrimoniali indiretti, scaturiti dal ritardo a provvedere.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA RITARDI NELL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO --> PIANIFICAZIONE INSTALLAZIONI PUBBLICITARIE


L’inerte comportamento tenuto dal Comune nell’adozione del Piano degli Impianti Pubblicitari provoca un danno all'operatore del settore, che non ha la possibilità di espandere la sua attività nel predetto Comune.

Il diritto al risarcimento dei danni da omessa adozione del piano degli impianti pubblicitari è ammissibile per il periodo decorrente dalla scadenza del termine indicato nell’atto di diffida inoltrato al Comune - strumentale alla proposizione dell’azione per l’accertamento del silenzio rifiuto - e fino alla adozione del Piano da parte del medesimo Com... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...> PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA RITARDI NELL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO --> PROVVEDIMENTO FAVOREVOLE

Nelle ipotesi di danno da ritardata conclusione del procedimento l’istante deve dimostrare che l’oggettivo superamento dei termini normativamente prescritti è dipeso, in tutto o, comunque, in misura prevalente, dalla colpevole inerzia o dalla trascuratezza gestionale dell’amministrazione.

In caso di colpevole ritardo del comune al rilascio di un permesso di costruire il danno risarcibile va riconosciuto nella sola misura richiesta di voci di danno emergente, a titolo di spese inutilmente sostenute per la realizzazione dell’opera edilizia.

La richiesta di accertamento del danno da ritardo, dopo l’annullamento di un precedente atto illegittimo sfavorevole, se da un lato deve essere ricondotta al danno da lesione di interessi legittimi pretensivi, dall'altro, costituisce una fattispecie sui generis, di natura del tutto specifica e peculiare, che deve essere ricondotta alla responsabilità aquiliana di cui all'art. 2043 cod. civ.

La richiesta risarcitoria per i ritardi procedimentali della PA è tempestiva se proposta entro il termine di centoventi giorni decorre... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ardiva adozione degli atti annunciati: ciò vale anche con riguardo ai provvedimenti positivi, poiché l’eventus damni qui non si raccorda al contenuto dell’atto, ma alla tardività con cui quest’ultimo è intervenuto a dirimere una situazione di incertezza (questa si) dannosa

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA RITARDI NELL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO --> PROVVEDIMENTO SFAVOREVOLE


La domanda di risarcimento per il cd. ritardo procedimentale non appare di per sé inappropriata atteso chè il tempo è un bene della vita e che pertanto il ritardo nel ricevere un provvedimento sfavorevole può avere effetti pregiudizievoli anche di natura patrimoniale.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA RITARDI NELL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO --> RESPONSABILITÀ DIRIGENZIALE


L'art. 7, co. 9, legge 69/2009 non radica in capo al G.A. il potere di dichiarare e di sanzionare pecuniariamente la responsabilità da ritardo dei pubblici funzionari, essendo essa circoscritta al sistema valutativo della funzione dirigenziale, sotto il profilo della responsabilità.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA RITARDI NELL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO --> RIPI... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...E


In caso di ritardo nella ripianificazione del vincolo decaduto, incombe sul presunto danneggiato l’onere di dimostrare la sussistenza degli elementi costitutivi dell’invocato diritto al risarcimento, e, segnatamente, la prova del danno. In effetti, se è indubbio che si sia verificata una negativa incidenza della realizzatasi situazione sulle aspettative finalizzate a conseguire una destinazione urbanistica del suolo di sua proprietà interessato in precedenza da vincolo espropriativo poi decaduto, non può da ciò solo desumersi in via automatica o presuntiva che sussista un concreto pregiudizio risarcibile, dovendosi invece dimostrare di quali effettive occasioni di guadagno vi sarebbe stata perdita (vendita del suolo; possibilità concreta di procedere all’edificazione di questo; etc.).

Un danno da ritardo nella ripianificazione a seguito di decadenza dei vincoli non può sussistere se la ripianificazione non è stata in senso edificatorio.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA RITARDI NELL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO --> SVINCOLO INDENNITÀ


Ai sensi dell'art. 30 comma 3 del c.p.a., nel determinare il risarcimento il giudice valuta tutte le circostanze di fatto e i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ento complessivo delle parti e, comunque, esclude il risarcimento dei danni che si sarebbero potuti evitare usando l’ordinaria diligenza, anche attraverso l’esperimento degli strumenti di tutela previsti. In presenza di una domanda di svincolo del deposito dell’indennità espropriativa, deve escludersi un danno da ritardo qualora la parte istante non si sia avvalsa di alcuno degli strumenti sollecitatori e/o anticipatori o d’urgenza che aveva a disposizione per ovviare ai ritardi o al silenzio della P.A. ed anche per ottenere in via d’urgenza dal giudice competente il soddisfacimento della propria pretesa.

Non accoglibile è la domanda risarcitoria per ritardata emissione del provvedimento favorevole di autorizzazione allo svincolo, ex art. 28 del DPR n. 327/2001, dell’indennità espropriativa, qualora non risulti adeguatamente dimostrato, ad esempio attraverso la produzione dei bilanci relativi a quegli anni, che la situazione finanziaria e di cassa dell’epoca della parte istante non assicurava la disponibilità e il possesso di fondi iniziali o non consentiva la possibilità di offrire garanzie per il ricorso al credito. Tale mancata dimostrazione tanto più appare poi rilevante, ai fini dell'e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...el nesso eziologico tra evento e danno, se si considera che il credito bancario si sarebbe reso necessario soltanto per il limitato periodo temporale necessario alla riscossione dell’indennità espropriativa di cui trattasi.

La mancata completa produzione della documentazione richiesta dall’Amministrazione già da sola giustifica i tempi di attesa ai fini dello svincolo dell’indennità espropriativa (circostanza ostativa all'accoglimento dell'istanza risarcitoria per ritardata emissione del provvedimento favorevole di autorizzazione allo svincolo), ancorché essa appaia il portato di un'interpretazione della legge (art. 28 del DPR n. 327/2001 ed artt. 55e 56 della legge fondamentale del 1865), forse rigorosa ma non gratuita ed erronea.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA RITARDI NELL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO --> TITOLO EDILIZIO


Il ritardato rilascio del permesso di costruire non provoca alcun danno risarcibile se tale ritardo risulta interamente derivato dalla condotta dell'interessato, in riferimento ai tempi impiegati per soddisfare le richieste istruttorie del Comune.

Colui che ha richiesto un condono edilizio non riscontrato dall'amministrazione e che, pur potendo reagire ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...silenzio con gli strumenti di tutela all’uopo apprestati dall’ordinamento, non promuove alcuna iniziativa in tal senso, non ha diritto al risarcimento del danno, trovando applicazione il disposto di cui all’art. 30, comma 3, c.p.a., che permette di escludere in toto il risarcimento dei danni che si sarebbero potuti evitare usando l’ordinaria diligenza.

Nell’ipotesi di danno da ritardo nel rilascio di un permesso di costruire, il ricorrente ha l’obbligo di fornire in modo rigoroso la prova dell'esistenza del pregiudizio subito, allegando circostanze di fatto precise e in mancanza di ciò non può darsi ingresso alla valutazione equitativa del danno, ex art. 1226 c.c., perché tale norma presuppone l'impossibilità di provare l'ammontare preciso del pregiudizio subito, né può essere invocata una consulenza tecnica d'ufficio, diretta a supplire al mancato assolvimento dell'onere probatorio da parte del privato, posto che questa non è destinata ad esonerare la parte dalla prova dei fatti dalla stessa dedotti ma ha la funzione di fornire all'attività valutativa del giudice l'apporto di cognizioni tecniche non possedute.

Il completamento di un edificio che sia stato in precedenza realiz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tico costituisce un’epilogo del tutto naturale, secondo un giudizio di ragionevole prevedibilità ex ante, del fatto della primitiva costruzione. Sicché la maggiore onerosità dei lavori di completamento del fabbricato cagionata dal ritardato rilascio della relativa concessione in sanatoria si manifesta comunque come un danno che colpisce il patrimonio dell’avente diritto, indipendentemente dal momento in cui la detta opera di completamento venga in concreto effettivamente eseguita. Posto che i relativi lavori si renderanno comunque più onerosi, a carico della proprietà, a causa dell’illecito ritardo nel rilascio della sanatoria, tale loro maggiore onerosità integra una componente di danno che, configurandosi come una conseguenza immediata e diretta dell’illecito, ai sensi dell’art. 1223 cod. civ., entra nel perimetro del risarcimento del danno.

Il mero decorso dei termini di cui all'art. 20 del DPR n. 380/2001 non costituisce di per sé il presupposto per affermare il venire in essere di un diritto al risarcimento del danno.

E’ colpevolmente dilatoria la condotta serbata da un comune sull'istanza di un privato volta rilascio di un permesso di costruire, tale da aver determinato la so... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a di una condizione di impossibilità di esercizio dello ius aedificandi, facoltà che altrimenti non avrebbe trovato alcuna valida ragione ostativa.

Ai fini del risarcimento del danno, non si è in presenza di un mero ritardo nell’esercizio dell’attività amministrativa laddove l’avvenuto rilascio del titolo edilizio sia stato inconfutabilmente ritenuto spettante.

Non può dubitarsi dell’effettiva verificazione dell’evento danno (ricollegabile causalmente ai comportamenti dell’amministrazione comunale nonché, nella specie, allo stesso interessato) in caso di ritardato rilascio del titolo edilizio e nella conseguente tardiva realizzazione dell'opera (nella specie, un magazzino per la stagionatura del formaggio).

Deve ammettersi il risarcimento dell'interesse pretensivo all'ottenimento di permesso di costruire la cui lesione sia stata cagionata dal duplice diniego illegittimamente opposto dall'amministrazione comunale e dal conseguente ritardo nel provvedere in senso favorevole.

Non può essere riconosciuto il danno da ritardo nel rilascio del permesso di costruire laddove l'illegittimo diniego del permesso di costruire riveli la perplessità e contradditto... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...della stessa amministrazione nell’individuare l’esatta destinazione dell’area oggetto della progettazione.

Il danno sofferto dal titolare di un titolo edilizio annullato in sede giurisdizionale per la mancata attivazione dell'apposito procedimento di regolarizzazione di cui all'art. 38 d.P.R. 380/2001 può essere accertato solo una volta provato il ritardo, imputabile all’amministrazione, con cui la regolarizzazione è stata effettuata, e quindi solo dopo la conclusione del procedimento stesso.

Il soggetto che intende chiedere il risarcimento del danno da indebito diniego o ritardo nel rilascio del titolo edilizio dovuto all'asserita illegittima sospensione dell'operatività di una precedente convenzione di lottizzazione deve evidenziare il nesso causale intercorrente tra la sospensione della convenzione e il ritrado nel rilascio della singola concessione.

Qualora sia stato adottato un provvedimento di diniego di titolo edilizio in base ad una norma successivamente dichiarata illegittima e sia stato in seguito rilasciato il titolo edilizio, non può essere chiesto il risarcimento del danno da ritardo se il diniego a suo tempo adottato era conforme alla norma in seguito annullata.

In c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rdo nel rilascio della concessione edilizia, il danno da ritardo è da farsi conseguire alla concreta esecuzione dell’opera, non essendo di per sé sufficiente il riconoscimento tardivo del titolo edilizio stesso e mancando la quantificazione del danno.

Per quanto riguarda i danni derivanti dall’ingiustificato ritardo nel rilascio delle concessioni edilizie e dal conseguente differimento dell’esecuzione dei lavori e della percezione dell’eventuale reddito, se ne deve ammettere in astratto la risarcibilità, con la specificazione tuttavia che grava, sulla parte che chiede il risarcimento, l’onere di provare con sufficiente precisione l’entità del danno subito in relazione ai costi sostenuti e alla mancata percezione del reddito.

Il danno da ritardo, in caso di procedimento di rilascio del titolo abilitativo, è risarcibile a condizione che la pretesa dell'istante al rilascio del titolo edilizio sia fondata; peraltro, non è risarcibile il danno da mero ritardo, ma il ricorrente deve dare prova del danno, che dovrà essere accertato ad edificazione avvenuta e sarà pari alla differenza da il costo della costruzione ottenuta e quello rapportato ai prezzi dell'epoca in cui il titolo edil... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e dovuto essere emanato.

È inammissibile la domanda di risarcimento del danno da ritardo nell'adozione del titolo edilizio ove questo non sia stato adottato e il ricorrente si sia limitato a contrapporre all'inerzia della P.A. soltanto meri atti di diffida, senza ricorrere al rimedio di cui all'art. 21-bis legge 1034/1971.

In tema di responsabilità della Pubblica Amministrazione, in caso di domanda di risarcimento dei danni per il ritardo nel rilascio della concessione edilizia, il danno è da farsi conseguire alla concreta esecuzione dell’opera, non essendo di per sé sufficiente il riconoscimento tardivo del titolo di legittimazione edificatoria.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA RITARDI NELL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO --> TITOLO EDILIZIO --> STABILIMENTI BALNEARI


Il soggetto titolare di uno stabilimento balneare che chiede il risarcimento del danno per il ritardato rilascio del titolo edilizio avente ad oggetto di opere funzionali allo stabilimento può ottenere il ristoro soltanto dei danni derivanti dal mancato sfruttamento di tali strutture, e non invece di quelli derivanti dal mancato sfruttamento di attrezzature che avrebbe potuto comunque installare a prescindere dal titol... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...(come ombrelloni, lettini, sdraio, ecc.).

Il danno da ritardato rilascio del titolo edilizio per la realizzazione di un locale a servizio dello stabilimento balneare non può essere liquidato nell'intero utile che il soggetto può ricavare dallo sfruttamento del locale, poiché l’attività imprenditoriale comporta anche dei rischi che potrebbero non essere stati sopportati e che possono giustificare una diminuzione del danno risarcibile.



 
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